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ITALIA DA VIVERE

 

AIRONE n. 245  settembre 2001


Gargano: un balcone sul mare
di Antonio Lopez

Arcigno e roccioso. Un gigante buono che non smette di stupire. Tanto da
sembrarti un'isola lontana quando, al mattino nel piatto Tavoliere, ti
appare come un miraggio tra cielo e mare. E basta pronunciarne il nome,
Gargano, che il mistero svanisce e il pensiero corre alle sue acque limpide
e alla costa, tra le più suggestive del Mediterraneo. Ora alta e
frastagliata, con chilometri di falesie, bianche come il latte, tra Vieste e
Mattinata. Ora dolce e accogliente, con le lunghe spiagge di soffice sabbia
a Siponto e Pizzomunno. Ora verde di boschi di pini d'Aleppo, sul monte
Barone, e lucida macchia mediterranea da Lesina a Varano. Un litorale
traforato da innumerevoli grotte, 128 tra Peschici e Mattinata, e ricco di
capolavori naturali come l'architiello di Cala san Felice, gli strapiombi
della Testa del Gargano, le baie di Pugno Chiuso e delle Zagare con i
faraglioni. È lo Sperone d'Italia, il promontorio più noto. Ma anche la
montagna dei dinosauri.
"La sorprendente scoperta è della scorsa estate, quando in una cava di
pietra in località Borgo Celano, tra San Marco in Lamis e San Giovanni
Rotondo, abbiamo rilevato 60 impronte delle terribili lucerte". A parlare è
il geologo Michele Morsilli, 36 anni, ricercatore dell'Università di
Ferrara, uno degli scopritori insieme ad Alfonso Bosellini e Piero Gianolla
del Dipartimento di scienze geologiche ferrarese.
"Si tratta di una pista fossilizzata che testimonia il passaggio di grandi
bipedi tridattili, cioè con zampe a tre dita. Erano sia teropodi del
Cretaceo inferiore (130 milioni di anni fa), carnivori alti più di 5 metri,
che iguanodonti, erbivori pesanti 5 tonnellate e lunghi fino a 9 metri",
spiega Morsilli, "ma non è stata la sola scoperta. Nello scorso febbraio sui
blocchi di pietra del porto di Mattinata si sono trovate altre 13 impronte,
grandi 26-27 centimetri, di dinosauri vissuti 100 milioni di anni fa. I
massi provenivano dalle cave garganiche, dove di impronte ce ne saranno
altre da scoprire".
Una rivoluzione per la storia geologica del promontorio? Risponde il
geologo: "Tra 150 e 60 milioni di anni fa, il Gargano doveva essere simile
alle attuali Bahamas, con atolli, isolotti e barriere coralline: lo dimostra
la sua costituzione di rocce carbonatiche, quelle degli strapiombi bianchi
sul mare, appartenenti alla piattaforma Apula, il banco esteso dalla Maiella
fino al Salento. La scoperta di questi enormi animali, significa che doveva
esserci un collegamento con ambienti più grandi, come il continente africano
o la stessa Europa. E che quella Apula, più che un arcipelago doveva essere
una penisola". Non sono solo i dinosauri la novità di questo paradiso
geologico di 2.100 chilometri quadrati, l'estensione del promontorio. Qui
dove il carsismo è imperante (in alcuni tratti c'è una densità di doline,
gli sprofondamenti del suolo, di 80 per chilometro quadrato) anche l'uomo ha
una storia antichissima.
È il Gargano che non ti aspetti perchè su 600 grotte censite, 52 sono state
frequentate nella preistoria. E la montagna assomiglia a un libro aperto che
ne svela i segreti. "È una miniera di giacimenti preistorici", spiega Anna
Maria Tunzi Sisto, direttore archeologo della Soprintendenza archeologica
della Puglia."Strumenti di selce, i cosidetti choppers scheggiati solo su di
una faccia, scoperti sulle rive del lago di Varano fanno risalire a circa
800 mila anni fa la sua più antica presenza. I siti principali sono una
ventina: a Paglicci, Sfinalicchio, Scaloria, Defensola, Valle Sbernia, Torre
Mileto, Madonna di Cristo, Pulsano, Isolotto San Clemente, Manaccora, Monte
Saraceno, Passo del Corvo, Coppa Nevigata, per non contare quelli delle
saline e nella vicina Trinitapoli, dove in due ipogei si sono scoperti 400
scheletri dell'età del bronzo".
La grotta Paglicci, frequentata per millenni presso Rignano Garganico,
difatti, conserva dipinti di cavalli di colore ocra e impronte di mani, che
testimoniano riti magico-religiosi. Si sono rinvenuti negli avanzi di pasto
i resti di mammiferi oggi estinti (bovidi, cervi, stambecchi, cavalli e
asini selvatici) e scoperto lo scheletro di una giovinetta di Crô-Magnon
(circa 300 mila anni fa) oltre a incisioni su ossa antiche di 20 mila anni.
Un altro esempio è quello di Scaloria, una grotta vicino Manfredonia, dove
si professava durante il Neolitico il culto dell'acqua. Poi ci sono le
centinaia di tombe della civiltà Daunia, dell'XI-X secolo avanti Cristo,
scavate nella roccia di monte Saraceno, presso Mattinata. Ma grazie a nuove
campagne di scavo, i giacimenti aumentano. "Sulle balze di San Marco in
Lamis, abbiamo recentemente scoperto una necropoli di tombe a circolo. Sono
costruzioni megalitiche realizzate con grosse pietre infisse verticalmente
nel terreno per formare dei cerchi perfetti, al cui interno veniva sistemata
la cosidetta Ocista', una sorta di cassetta fatta di lastre per seppellire
il defunto con il suo corredo, nell'età del Bronzo", ci anticipa
l'archeologa. "Poi vicino Rignano Garganico abbiamo a luglio individuato un
dolmen, la costruzione preistorica a forma di capanna. Ci è arrivato in
perfette condizioni perché protetto dalla vegetazione. È una novità sul
Gargano. I dolmen sono presenti nel sud della Puglia e, inoltre, per la
forte somiglianza con quelli presenti sulle isole Baleari, in Spagna,
quest'ultimo apre nuovi interrogativi su quel lontano mondo".
Segnali nuovi e importanti arrivano anche dal Parco nazionale del Gargano. E
nonostante gli incendi boschivi, i 200 mila abitanti e i circa 10 milioni di
turisti che lo visitano ogni anno, per una buona parte pellegrini di Padre
Pio a San Giovanni Rotondo, con cui si deve misurare a circa 5 anni dalla
sua istituzione il bilancio è positivo.
"Abbiamo cercato l'appoggio della gente e lo abbiamo ottenuto", chierisce il
presidente Matteo Fusilli. "La dimostrazione è che la nuova perimetrazione
dell'area protetta aumeterà di 6.000 ettari e vi entreranno a far parte le
grotta Paglicci e 5 nuovi comuni (Cagnano, Carpino, Rignano, Sannicandro e
Vico). Si aprono i centri visita, si inaugurando sentieri (anche subacquei),
finanziamo campagne di scavo come quella della grotta di Manaccore, un
caposaldo dellapreistoria itaiana, e aumentano le iniziative economiche
amiche dell'ambiente: i giardini di agrumi del Gargano, per esempio, erano
abbandonati. Oggi non c'è un'arancia che non abbia mercato, e in un anno il
loro prezzo è passato da 500 a 3.000 lire al chilo".
E sul fronte della protezione? "Dopo un lungo braccio di ferro con la Snam
anche l'ex riserva faunistica di Santa Tecla, 2.400 ettari costieri di
macchia mediterranea vicino Pugno Chiuso, di loro proprietà, aperta alla
caccia e sfuggita al parco al momento dell'istituzione, oggi finalmente ne
farà parte. Poi abbiamo reintrodotto nel Lago Salso il gobbo rugginoso, la
rarissima anatra dal becco blu: sono già nati i primi 5 anatroccoli.  E lo
studio genetico sulla salvaguardia del capriolo, condotto dal professor
Sandro Lovari dell'Università di Siena e dall'Istituto nazionale per la
fauna selvatica di Bologna, ha confermato che quello garganico è l'unico
nucleo di capriolo italico". Una buona notizia che premia tutti gli amici
del Gargano.

Box
LA CITAZIONE
"Ogni regione ha delle terre, dei luoghi, che sono il simbolo del suo
passato, uno spazio in cui è ancora possibile ritrovare la natura, e che
insieme consentono di pensare un futuro fatto di sviluppo e natura, di arte
e modernità. Per la Puglia, uno di questi luoghi, anzi il luogo per
eccellenza di tutto questo è proprio il Gargano... Vista dal Tavoliere, la
montagna è veramente maestosa, si presenta come un massiccio drammaticamente
accidentato. Ma a chi sale si offre poi una vista diversa, una ricchezza di
orizzonti e scorci prima inimmaginabili".
(Sabino Acquaviva, 1992)

IL GARGANO IN DUE ITINERARI
Due facili passeggiate consentono di visitare due straordinari angoli del
promontorio. La prima, in bicicletta da Mattinata, raggiunge in un'oretta
monte Saraceno (260 m), importante sito di una necropoli Daunia del I secolo
avanti Cristo, con circa 400 tombe. L'altra, a piedi, raggiuge la suggestiva
spiaggia di Vignanotica. Portarsi un binocolo per osservare falchi
pellegrini e altri rapaci costieri. Ecco le indicazioni:
Monte Saraceno. Al km 150 della litoranea per Manfredonia si segue la
sterrata a sinistra (5-600 m) e poi si sale a piedi, a destra, la piccola
rupe dove sono seminate a gruppi le tombe: bellissimo il colpo d'occhio su
Mattinata.
Vignanotica. Si parte dalla località Mergoli (151 m), litoranea per Vieste
km 17,5, e si prende il sentiero forestale che, tra i pini d'Aleppo, porta
alla torre del Segnale (area pic-nic). Dopo i ruderi e un pozzo d' acqua
potabile si scende nella macchia fino all'incantevole spiaggia con le
strapiombanti pareti di bianco calcare.

DOVE SI TROVA
Lo Sperone d'Italia si raggiunge in auto da nord, uscendo al casello di
Poggio Imperiale dell'autostrada A14, e da sud da quello di Foggia della
medesima arteria stradale: in  entrambi i casi si seguono le indicazioni per
il Gargano.
In treno ci sono due linee ferrovierie interne: una collega San Severo a
Peschici-Calenella, l'altra Foggia a Manfredonia.

IL LAVORO DELL'UOMO
Si chiama "trabucco" e da almeno tre secoli costituisce un efficace sistema
di pesca sottocosta (in basso). Lungo il Gargano se ne contano 14, i più
noti sono quelli di san Francesco, a Vieste, e di Manaccora e san Nicola, a
Peschici. I trabucchi, come giganteschi ragni di legno aggrappati sulla
roccia, con le 4 antenne fisse (due coppie di travi, le più lunghe superano
i 25 metri) munite di carrucole reggono la rete che permette di pescare
anche in condizioni di mare avverso. La struttura si regge grazie a tiranti
legati a terra; mentre la rete, larga 15 e lunga 30 metri, è tenuta sul
fondo da pesi di pietra. Per attirare i branchi di cefali si usa un'esca
(pesce finto). Anima del funzionamento, al centro del palchetto, è l'asino
(u ciucc', in dilaetto), una coppia di argani, uno a sud e l'altro a nord,
che si usano a turno, a seconda da dove arriva il pesce. Che appena giunge,
fa scattare il lavoro di braccia dei pescatori all'argano. Si tirano i cavi.
La rete sale e, appena fuori dal mare, si usa il grande retino per ritirare
il pescato.

COME E' PROTETTO
Il Parco nazionale del Gargano, istituito con il Decreto del Presidente
della Repubblica del 5 giugno del 1995 (pubblicato sul supplemento della
Gazzetta ufficiale n.181 del 4.8.1995) con i suoi 1.210 chilometriquadrati
tutela circa il 60 per cento dell'intero promontorio e oltre l'80 per cento
della sua costa.
Dell'area protetta fanno parte la Riserva marina delle Isole Tremiti (D.M.
Ambiente del 14.7.1989) e 8 riserve statali (Sfilzi, Falascone, Isola
Varano, Monte Barone, Foresta Umbra, Bosco d'Ischitella, Lago di Lesina
e Palude di Frattarolo).

CONTATTI UTILI
Monte Sant'Angelo: Ente parco nazionale, via sant'Antonio Abate 121,
tel. 0884568929, Internet www.parks.it; Osservatorio faunistico tel.
0884568941-3498601730; Forestale, tel. 0884560967. Oasi lago Salso (ex
Daunia Risi), tel.3687379695.

 

  

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