Your browser doesn't support java or java is not enabled!
home | ambiente | antimafia | apache | artisti di strada | poesiazione | hackers | writers | amici

ULTIMO
Perche'
L'addio
Le idee
Le interviste
Speciale
Contatta ultimo

ITALIA DA VIVERE

 

 AIRONE n. 245 settembre 2001

SALINA DI MARGHERITA DI SAVOIA:
LA TERRA DELL'ORO BIANCO

di Antonio Lopez

A guardarla dall'alto sembra uno specchio frantumato. Appena caduto a terra,
con quei piccoli e grandi laghi di forme geometriche varie. E così
splendenti, che non si possono neanche guardare. Acquitrini. Canali. Stagni
di acque salmastre incendiate dal sole, valli candide e colme di luccichii,
montagne di sale che toccano il cielo. E paludi frequentate da migliaia di
fenicotteri, avocette, cavalieri d'Italia, aironi e anatre selvatiche. Così
ci appare la salina marittima di Margherita di Savoia, la più grande e
produttiva d'Italia: estesa circa 40 chilometriquadrati, ogni anno dalle sue
vasche si raccolgono dai 5 ai 7 milioni di quintali di sale, più della metà
di quanto se ne produce nel nostro Paese. È un angolo di Puglia baciato dal
sole e frustato dai venti, dove la natura è ancora padrona.
"E dove Il sale, l'oro dell'antichità, si è sempre raccolto", spiega Saverio
Russo, insegnante di Storia moderna presso l'Università di Bari. "Piccole
saline erano in funzione in età romana, ricavate in un angolo del lago
Salpi: un grande specchio d'acqua salmastra originario dell'antica laguna
costiera. Moderni ampliamenti della salina si ebbero alla fine del
Quattrocento e, nella seconda metà del Settecento, con canali, chiuse,
argini, aie per il deposito del sale raccolto a mano e trasportato in ceste
di vimini, per merito dell'architetto Luigi Vanvitelli, l'autore della
Reggia di Caserta", aggiunge il professore. "Ma le vera bonifica del lago
(grande all'epoca 60 chilometriquadrati) inizia negli anni Trenta
dell'Ottocento con Carlo Afan de Rivera, perchè i Borboni volevano
combattere il contrabbando del sale, che si formava nelle gronde basse del
Salpi, ricavare terreni per l'agricoltura e ridurre la malaria. Basterà un
secolo, all'inizio del Novecento, sotto il Regno d'Italia, viene
completamente trasformato in salina".
Oggi la salina è un piccolo mare artificiale, dove l'acqua marina (circa 30
milioni di metricubi) viene immessa con idrovore e fatta evaporare, seguendo
infiniti canali e passando da una vasca all'altra, mano a mano che la sua
concentrazione salina aumenta. La prima area attraversata (circa 35
chilometriquadrati) è quella più naturale, ha argini in terra battuta,
salicorneti, valli da pesca, ed è detta "evaporante": qui abbondano gli
uccelli acquatici con punte di 30-40.000 presenze di svernanti. Quella
"salante", più vicina a Margherita di Savoia e grande 5 chilometriquadrati,
invece è quella dove la mano dell'uomo è più evidente: caselle regolari e
fasciate di legno, strade che bordano gli argini, impianti di stoccaggio con
carroponti e nastri trasportatori. In queste caselle, impermeabili per il
fondo d'argilla ereditato dal lago, grazie al favonio (il vento caldo
dell'Adriatico capace di far evaporare fino a 20 millimetri di acqua in un
solo giorno) e al sole dell'estate precipita il cloruro di sodio, il nostro
sale da cucina. Poi potenti escavatori lo raccolgono, dalla primavera
all'autunno, e grossi camion lo trasportano ai depositi all'aperto.
"Meno di 10 anni fa erano i trenini a farlo", racconta il locale consigliere
comunale Enzo Depietro, "ma il progresso, dopo nemmeno messo secolo, li ha
mandati in pensione. Non vogliamo perdere la nostra memoria e per questo
abbiamo aperto un museo per ricordare il lavoro dei salinieri ed esposto nel
centro della città due di questi trenini". Ma non è solo questione di
memoria. In meno di 20 anni gli occupanti di questa industria naturale del
sale sono passati da 750 agli attuali 255 dipendenti. Non ci sono più i
Monopoli di Stato, ma con l'entrata in Europa il nuovo padrone è l'Eti (Ente
tabacchi italiani), una società romana di 2.000 miliardi di fatturato.
Grandi cambiamenti per l'economia di un centro di 12.000 anime.
Ma i salinari, così si chiamano gli abitanti di Margherita di Savoia, hanno
carte da giocare. Oltre a quella della natura, nella salina si sono
inaugurati sentieri e un rifugio Lipu, c'è quella che punta al benessere del
corpo. "Sale è anche salute", chiarisce Mauro Galantino, direttore sanitario
delle locali terme, 120 addetti e 30.000 presenze annue. "Le acque madri
(quelle che hanno filiato il sale) opportunamente diluite, per i sali di
magnesio, bromo, iodio, zolfo che contengono; sono particolarmente efficaci
per curare e prevenire malattie di vie respiratorie, pelle, orecchie,
articolazioni e ossa. E rinforzano le nostre difese immunitarie", spiega il
medico, "così anche i fanghi della salina, un'argilla vergine e mai
sfruttata che a contatto con i sali acquista la capacità di esaltare le
produzioni di endorfine, le droghe del nostro corpo che riducono il dolore e
la mobilità degli arti". La sfida è aperta.


Box
DOVE SI TROVA
La salina si allunga parallela al mare, a sud del Gargano, nel tratto di
costa tra i centri di Zapponeta e Margherita di Savoia, in provincia di
Foggia. Pianeggiante, lunga 20 e larga fino a 5 chilometri, copre una
superficie di circa 40 chilometriquadrati.
Si raggiunge in autostrada  uscendo al casello Cerignola est della A14
Bologna-Taranto e seguendo le indicazioni per Trinitapoli-Margherita di
Savoia.

LA CITAZIONE
"Dopo che il Sale è arrivato all'altezza denotata di quasi tre once; secondo
la Stagioni, si toglie da' Campi tutta l'acqua, ch' è avvanzata, riponendosi
ne' Vasi vicini, a tal'effetto prima vuotati; indi colle piccole zappe di
ferro si rompe tutto il suolo del Sale, che si rinviene ne' Campi, e colle
pale di legno si ammonticchia in molte massette ne' Campi medesimi, di
figura piramidali. Di là si toglie riposto in piccoli sacchi di drappo di
lana, e su gli omeri de' Faticatori si trasporta fuori de' Campi,
formandosene le Masse grandi della figura medesima, le quali vengono situate
lungo la via, e parallele alla linea esteriore de' Campi."     (Vincenzo
Pecorari, 1784)

L'ITINERARIO
Il sale, la storia e la natura della salina raccolte in un itinerario in
moutain bike di 40 chilometri circa. Per osservare torri costiere e ruderi
di epoca romana, la raccolta del sale e la zona umida. Da portare: un
binocolo, un cappellino e l'acqua.
Punto di partenza è la piazzetta di torre Salina, manufatto di origine
cinquecentesca, nel centro di Margherita di Savoia. Si segue il corso
Vittorio Emanuele fino al portocanale e dal ponte (bella veduta sul mare e i
bacini salanti) si prosegue lungo la costa fino alla stazione forestale (Z
0883 656278). Si gira a sinistra per Trinitapoli e si costeggia l'impianto
con le grandi piramidi di sale di foce Nuova, pedalando tra le vasche dove
si raccoglie la maggior parte del prodotto. Raggiunto il campo sportivo di
Trinitapoli, si svolta a destra e si lascia l'asfalto per lo sterrato della
pista ciclabile che porta alle torrette di osservazione: altre circa 6 metri
sono di proprietà del comune (autorizzazione, Z 0883 634057).
Completato l'anello si torna al paese, si fiancheggia il Parco di Madonna di
Loreto, un interessante ipogeo preistorico, e si prende a destra per Foggia
(statale 544). Al km 41 si svolta a destra per l'idrovora della Bonifica e,
200 metri prima di raggiungerla, si devia a sinistra su uno sterrato fino al
ponte di cemento sul confine della riserva (per proseguire all'interno farsi
autorizzare dalla forestale). I ruderi della villa romana di San Vito (torre
per il birdwatching) si raggiungono seguendo, a sinistra, l'argine per un
chilometro e mezzo. Da qui si torna alla partenza.

COME E' PROTETTA
La salina è sottoposta a un duplice vincolo di  conservazione.
Il primo è quello di Riserva naturale di popolamento animale (Decreto
ministeriale del 10 ottobre 1977), l'altro è di Zona umida di valore
internazionale (Decreto ministeriale del 30 maggio 1979), per effetto della
convenzione di Ramsar (Iran) del 1971.

PER SAPERNE DI PIU'
Per le escursioni nella Salina di Margherita di Savoia contattare
l'Associazione fenicottero-salinis, tel. 3384710034,  E-mail
fenicotterosalinis@libero.it.
Le visite al Museo storico della Salina si prenotano allo
0883654255 (Emanuele Amoroso) Informazioni: Museo di storia naturale,
Foggia, tel.  0881663972, E-mail msn.provfg @isnet.it; Lipu,
tel.  3687379695. Internet margheritadisavoia.com

  

AMBIENTE
Perchè
Capo Seattle
Azione
Immagini
Italia da vivere
Il sondaggio

 
ECOGESTIONE
Emas
EcoLabel

 
DOCUMENTI
Il diritto
Aarhus
D.Lvo 39/97
75/422 CEE
Europa 2010
Europa Penale
Tesi di Laurea

 
AMBIENTE 
Le inchieste
Fiumi
Gli alberi
I boschi
Parchi news


home | ambiente | antimafia | apache | artisti di strada | hackers | poesiazione | writers | amici
info@capitanoultimo.it