|
|
ITALIA
DA VIVERE
Airone
n. 256
agosto 2002
VAL
DI VARA:
LE ACQUE E I
BOSCHI
di Antonio
Lopez
Dietro le Cinque
Terre, sui monti
di La Spezia,
sorprende una
Liguria aspra
e dolce. Verde
di foreste e
rigogliosa d'acqua.
È una "meravigliosa
varietà
di piccole valli
da una parte e
dall'altra del
Vara. E piccoli
poggi
ciascuno a forma
di piramide
dagli spigoli
arrotondati,
addolciti, che
come
zampe di gallina
si allargano
verso il fondo".
Così, con gli
occhi del
regista e la
penna dello
scrittore di
razza, Mario
Soldati descrive
la Val
di Vara; valle
vicina alla sua
Tellaro, il
borgo marino
dove ha vissuto
e
atteso gli
ultimi giorni
della sua
straordinaria
esistenza,
durata 93
primavere.
Ma risalendo il
Vara, dalla sua
confluenza con
il Magra, fino
alle sorgenti
che scorrono
alle pendici del
monte Zatta,
sopra Varese
Ligure,
scopriamo
che questa
valle, la più
grande e tra le
meno abitate
della Liguria,
ha due
facce. Una più
fluviale, a sud
di Sesta Godano
e Brugnato, e a
volte ferita
da dighe (per
esempio, la
centrale Enel di
Santa
Margherita),
sbarramenti,
cave e
autostrade: la
A12,
Genova-Livorno,
non solo
attraversa il
fiume ma
lo segue nell'alveo
per decine di
chilometri. L'altra
più montana,
quasi una
cascata di
verdeggianti
colline interne,
modellate dal
Vara e dai suoi
numerosi
affluenti: il
Crovana, che
scende dalla
conca di Passo
Cento Croci;
lo Stora che
forma la
valletta di
Caranza; il
Gottero, figlio
dell'omonimo
monte, che ne
fende le faggete
i i castagni;
oppure il
Mangia, il Veppo,
l'Usurana, il
Borsa e il
Tozza, i
fratelli minori
del versante
opposto.
E,
paradossalmente,
"la parte più
protetta è
quella medio
bassa del Vara",
spiega Andrea
Mozzachiodi, 40
anni,
funzionario di
polizia
provinciale,
"perchè quel
tratto di fiume
è compreso nel
Parco regionale
di
Montemarcello-Magra.
Ma nonostante
queste
aggressioni,
fatte tra gli
anni
Sessanta e
Settanta, questo
territorio si è
mantenuto sano".
Mozzachiodi
coordina la
vigilanza nell'area
protetta (6
dipendenti in
tutto, compresi
presidente e
direttore), che
mantiene grazie
a 30 guardie
ecologiche
volontarie. E la
Val di Vara la
conosce bene: "In
tutto è grande
circa 600
chilometri
quadrati. Ci
sono 13 comuni".
E li conta: "Beverino,
Bolano,
Borghetto Vara,
Brugnato, Carro,
Carrodano,
Follo, Maissana,
Riccò del
Golfo, Rocchetta
Vara, Sesta
Godano, Varese
Ligure e Zignago.
Ma sono poco
più di 10.000
gli abitanti
residenti. La
mancanza di
persone e di
industrie,
soprattutto
nella parte più
alta del Vara,
hanno permesso
alla
mia terra di
mantenersi sana".
È la verità. "L'80
per cento della
valle è coperto
di boschi",
chiarisce
Massimo Cardelli,
consulente
forestale del
parco, "e l'alta
piovosità, sul
monte Gottero si
arriva fino a
2.000 millimetri
di pioggia l'anno,
e la
presenza dei
numerosi
affluenti sono
una garanzia per
il mantenimento
della
buona qualità
ambientale del
Vara. Inoltre
,per la presenza
di rocce
arenarie, dure
da erodere,
lungo il suo
corso il fiume
si è mantenuto
incassato. E ciò
ne ha mantenuto
anche la
bellezza
paesistica. Poi
da uno
studio nel
tratto fluviale
tra Padivarma e
la confluenza
nel Magra,
risultano
presenti 50
specie di
uccelli, 8 di
rettili, 6 di
anfibi e 15 di
pesci. Con
alcune rare come
il tarabuso, l'ululone
dal ventre
giallo e la
salamandra".
Il parco, sorto
nel 1995, dopo
le prime
difficoltà
iniziali è oggi
un
toccasana per il
fiume. "Abbiamo
siglato a marzo
scorso un
accordo con i
Comuni e le
Comunità
montane per
rendere
balneabili le
acque del Vara,
eliminando le
cause del suo
inquinamento",
spiega il suo
direttore,
Patrizio
Scarpellini,
ingegnere
idraulico di 43
anni, "la nostra
è un'area
protetta
di 3.600 ettari.
E per salvarla
occorre che la
rispettino anche
i centri
abitati che sono
fuori dai suoi
confini. Così
abbiamo stilato
accordi con le
associazioni
venatorie per
una caccia
controllata
nelle sue aree
contigue, e
oggi il parco è
diventato di
4.500 ettari. E
dialogando con
Comuni,
Provincia e
Regione siamo
riusciti a
ottenere di
pianificare noi
il
territorio della
valle medio
bassa del Vara.
Non si scava più
nel fiume e si
lascia che i
sassi vadano a
formare le
spiagge erose
della costa.
Abbiamo
progetti per
restaurare gli
antichi ponti di
pietra e un
accordo per la
certificazione
ambientale delle
attività
produttive in
valle".
Ma dove la Val
di Vara ti
sorprende è a
Varese Ligure.
Non solo per gli
scenari
mozzafiato delle
grasse praterie
dal Passo Cento
Croci, dove
pascolanovacche
e cavalli, o per
i boschi di
castagno e le
fitte faggete
che
ammantano il
Gottero e il
Satta. Ma per la
qualità
ambientale che
qui è di
casa. "Siamo il
comune più bio
d'Europa",
sorride Maurizio
Caranza, 62
anni,
e sindaco dal
1990. "Abbiamo
avuto due
certificazioni
ambientali che
lo
attestano. La
Iso 14.001 nel
1999, valida in
tutto il mondo e
che si da alle
industrie: e noi
siamo il primo
comune in Europa
a ottenerla. E
la
registrazione
Emas, a marzo
scorso,
rilasciataci
dall'Anpa (l'Agenzia
nazionale per l'ambiente)
perchè abbiamo
migliorato le
nostre
prestazioni di
qualità
ambientale"
Questa è la
valle del
biologico. "Il
comune ha una
superficie di
140 chilometri
quadrati, tra i
più estesi d'Italia.
Ci sono 27
centri abitati,
per un totale di
2.500 abitanti,
ma anche 21
acquedotti, 2
depuratori.
Abbiamo creato
650 posti di
lavoro, 70
aziende agricole
e
zootecniche, e
il 95 per cento
di loro
coltivano e
allevano
biologicamente.
Abbiamo
restaurato i
centri storici e
la nostra
energia ci viene
dalla
centrale eolica".
Lo fermo. Qual
è la ragione di
questo successo?
"Si guardi
intorno. Qui non
ci sono
industrie, la
nostra industria
è l'ambiente".
Approfondimenti
DOVE SI TROVA
La valle prende
nome dal fiume
Vara, lungo 58
chilometri e il
più esteso
della Liguria,
che nasce dal
monte Zatta (m
1.404) e sfocia
nel Magra. È
interna, si
allunga tra il
crinale dei
Monti Liguri e i
rilievi delle
Cinque
Terre, e si
raggiunge da
Genova e La
Spezia. Dal
capoluogo
regionale, via
Sestri Levante,
si segue la
strada statale
n. 523 che sale
al Passo Cento
Croci e scende a
Parma; da La
Spezia invece si
prendono le
statali nn.1 e
523, per San
Pietro Vara.
Mentre via
autostrada A12
si esce a
Brugnato e si
prosegue per
Varese Ligure.
LA CITAZIONE
Val di Vara ha
pini scuri e
contorti; ha
pietre grigie e
verdi; ha uomini
tenaci e duri ai
quali manca
tuttavia la
forza delle ali
(Mario Niccolò
Conti, Echi d'Italia,
1959).
COME E' PROTETTA
Il corso medio e
basso del fiume
Vara fa parte
del Parco
naturale
regionale
di
Montemarcello-Magra,
istituito nel
1995 dalla legge
regionale n.12
sul
"Riordino delle
aree protette".
Mentre nell'alta
Valle del Vara c'è
la
Bandita del
monte Gottero,
si tratta di un
bosco demaniale
di 800 ettari
con
il vincolo di
Sic (Sito di
interesse
comunitario)
gestito dal
Corpo
forestale dello
Stato. Inoltre
per la valle
valgono le
protezioni
previste
del Piano
paesistico
regionale del
1990.
LA PASSEGGIATA
IN BICI
L'itinerario in
mountain bike si
svolge nel cuore
dell'Alta Val di
Vara e
collega Varese
Ligure al Monte
Gottero (m
1.639),
attraverso i
suggestivi
paesaggi del
crinale. Lunga
circa 48
chilometri, l'escursione
si svolge in
gran parte su
strade asfaltate
poco frequentate
e necessita di
un minimo di
allenamento.
Si parte dalla
piazza del
castello di
Varese Ligure (m
353) e,
costeggiato
il Borgo
Rotondo, si
prende a
sinistra la
statale n. 523
che sale al
Passo
Cento Croci (m.
1.056, rifugio),
che si raggiunge
dopo 13
chilometri. Da
qui, a destra,
si segue il
tracciato dell'Alta
Via dei Monti
Liguri che,
superata la
centrale eolica,
porta al Passo
della
Cappelletta (m
1.085,
fontana). Si
lascia l'Alta
Via e si
prosegue, a
destra, su
sterrato (km
4,5)
per raggiungere
la cima del
Monte Chiappa (m
1.402): da qui
si risale un
sentierino nella
faggeta fino al
Gottero, sulla
cui vetta è
posta una croce
di ferro. Poi si
torna indietro
per la stessa
via, tagliando
per Caranza.
I CONTATTI UTILI
Parco naturale
Montemarcello-Magra,
via Paci 2,
19038 Sarzana,
La Spezia,
tel. 0187
691071, email: info@parcomagra.it,
sito Internet: www.parks.it/
parco.montemarcello.magra.
Varese Ligure,
Comune, tel.
0187 842114,
sito
Internet:
vl.comune.vareseligure.sp.it.
Comunità
montana Media e
Bassa Val
di Vara, ufficio
informazione
turistica,
Padivarma, tel.
0187
883181-896526.
Comunità
montana Alta Val
di Vara, Sesta
Godano, tel.
0187 7891140.
|
|