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I
PERSONAGGI
AIRONE
n.240 aprile 2001
Licia
Colò:
LA DONNA DELLA
DOMENICA
By Antonio Lopez
La
"lady natura"
della
televisione
racconta
ad Airone le
scoperte in
Amazzonia
e in Nepal. Il
suo impegno
nella
difesa degli
animali.
Gli incontri
avuti, le
passioni, i
progetti.
E lancia una
nuova scommessa.
Questa volta,
però, vola
sulle rotte di
Internet
Ti inonda con
una cascata di
riccioli d'oro.
E un sorriso
semplice, come
quello di un
bambino. Niente
pelliccia, ne'
gioielli: giusto
uno swatch per
tenere i tempi
della giornata.
Ma appena le
parli, capisci
subito che è
una
donna con i
piedi saldamente
per terra. "Non
ho grilli per la
testa",
scherza. "Sono
una persona
normalissima. E,
forse, faccio
notizia per
questo". Lei è
Licia Colò,
volto noto della
tivvù nazionale
e capace
divulgatrice ai
più, di natura,
animali e viaggi
esotici. Grazie
a programmi
di successo che
ha condotto e
conduce, di cui
è spesso
autrice, come l'Arca
di Noé, Geo
& Geo, King
Kong un Pianeta
da salvare e, i
più recenti,
Alle
falde del
Kilimangiaro e
Il Pianeta delle
meraviglie. La
incontriamo in
una
giornata di sole
sulla spiaggia
di Ostia, fuori
Roma, a una
manciata di
chilometri da
Casal Palocco,
dove vive in una
casa con un
grande giardino.
La prima domanda
è d'obbligo.
Come ha
cominciato? "Mi
sono trovata nel
posto
giusto, al
momento giusto.
A 19 anni facevo
la fotomodella.
Avevo bisogno di
guadagnare
qualche lira e
così ho fatto
un provino ad
Antenna Nord,
come i
mille che si
fanno per
intraprendere
questo mestiere.
Mi hanno presa.
E ho
avuto un colpo
di fortuna,
perché nel giro
di 20 giorni
quell'emittente
regionale è
diventata Italia
Uno, una delle
tre reti di
Silvio
Berlusconi. È
così in una
batti baleno, il
mio pubblico si
è allargato
dalla Lombardia
all'Italia".
DOCUMENTARI IN
NATURA
Sette anno dopo,
siamo nel 1989,
per Canale 5
Licia Colò
conduce l'Arca
di
Noé, un'appuntamento
settimanale che
durerà sei
anni. E iniziano
i suoi
primi reportage
in natura. "La
mia grande
passione sono
gli gli animali.
Riesco a fare un
programma su di
loro,
raccontandoli in
ogni angolo del
mondo. In
maniera diretta,
andando sul
posto. E lo
faccio per una
scelta
chiara: essere
credibile. Non
sono una
biologa, né una
ricercatrice. E
nemmeno ho l'autorevolezza,
consolidata
negli anni, di
Piero Angela.
Però se
sono sulla costa
Atlantica, dopo
l'affondamento
di una
petroliera, e
tiro
fuori dal mare
un gabbiano
imbrattato di
petrolio, sono
attendibile al
pari
di un'inviata
che racconta la
cronaca".
Ha qualche
rimpianto? "Non
appartengo alla
categoria di
quelli che
dicono
Orifarei quello
che ho fatto'. A
tornare
indietro, alla
luce dell'esperienza
fatta, farei
altre scelte. Il
viaggiare mi ha
sempre cambiata,
senza che me
ne rendessi
subito conto.
Per esempio, mi
ha dato maggiore
consapevolezza
della bellezza e
dell'importanza
della natura. E
di quato sia
importante
rispettarla. La
natura è anche
violenza, è
anche dramma e
altre cose... ma
quando la vivi
ti rendi conto
che la devi
rispettare".
IL BUON
SELVAGGIO
Si viaggia per
conoscere Paesi
lontani, ma
anche per
scoprire nuove
culture.
Civiltà
diverse, che
possono
insegnarci
qualcosa. "Verissimo.
In Amazzonia,
per esempio, ho
conosciuto un
indio che con
sette figli
viveva in una
capanna di
fango; parlava
anche un poco d'inglese.
Però nonostante
i suoi
problemi di
sopravvivenza
quotidiana,
esprimeva una
serenità d'animo,
una
saggezza che
difficilmente ho
riscontrato in
occidente. Lo
stesso mi è
successo in
Nepal, nel 1992,
in un viaggio
sull'Himalaya.
Siamo arrivati
in
elicottero in un
villaggio
sherpa, ai piedi
dell'Everest,
come gli
americani
in Vietnam nel
film Apocalypse
Now di Francis
Ford Coppola.
Noi li abbiamo
disturbati e,
invece, loro ci
hanno accolti
con felicità.
Ci hanno dato da
mangiare,
ospitati e ci
hanno mostrato
la loro cosa più
preziosa: lo
scalpo
dello yeti. Ho
scoperto che sia
gli indios in
Amazzonia che
gli sherpa,
dall'altra parte
del mondo, sulla
catena
himalayana hanno
sì poco: nel
senso
che sono
proprietari di
poche cose. Ma
sono ricchi non
solo di spazi
fisici,
ma anche di
spazi mentali e
di relazioni
umane. Noi
abitanti dei
Paesi
ricchi, al
contrario
abbiamo sempre
più cose (due-tre
auto a famiglia,
cellulari,
computer, mille
oggetti inutili
nelle case) ma
abbiamo sempre
meno ambiente,
meno spazi
mentali e
viviamo peggio i
rapporti umani".
E ciò
che diceva
qualche decennio
fa Konrad Lorenz,
il padre dell'etologia:
"Accanto al
degrado della
natura, corre più
veloce quello
dell'essere
umano,
delle qualità
dell'uomo".
LE BATTAGLIE
ANIMALISTE
Cambiamo
scenario.
Parliamo del suo
impegno nella
difesa degli
animali. In
soccorso dei
cani e dei gatti
abbandonati. O
contro i "viaggi
della morte"
di agnelli,
cavalli, vacche
e maiali
destinati alla
mecellazione.
"La televisione
è un mezzo che
purtroppo non si
può molto
utilizzare. Non
è
mia",
puntualizza la
conduttrice. "Io
ho lavorato per
Mediaset, sto
lavorando per la
Rai, e devo fare
molta attenzione
a quello che
dico. Mi
sono battuta però
contro gli
allevamenti di
pellicce in
Italia. E lo
scorso
anno ho portato
500 mila firme
al presidente
della Camera,
Luciano
Violante,
e al ministro
verde Alfonso
Pecoraro Scanio".
Ha fatto
denunce? "Sempre
lo scorso anno,
quando non ne
parlava nessuno,
abbiamo scoperto
che anche in
Italia si
vendono
indumenti
rifiniti con
pellicce di cani
e gatti,
importati
dall'estero. Lo
abbiamo fatto
nel
programma King
Kong, su Rai 3.
Abbiamo comprato
un parka, una
giacca con il
pelo, di
pochissimi soldi
in via Sannio a
Roma. Lo abbiamo
fatto analizzare
all'Univerità
la Sapienza,
dove dal
Dna si è
scoperto che era
la pelliccia
e quelle di
cane: così è
partita la
denuncia".
Non è stata la
sola "Abbiamo
contribuito a
migliorare le
leggi per il
trasporto degli
animali sui
treni. Era
vietato portare
i cani in vagone
letto. E adesso
si possono
portare".
PAZZA PER STAR
TREK
Come passa le
giornate Licia
Colò? L'impegno
per Alle Falde
del
Kilimangiaro, l'appuntamento
domenicale su
Rai 3, le porta
via la maggior
parte del tempo.
Ma nei momenti
di relax ha
degli amici
davvero
particolari
che la sanno
ricaricare.
"Il primo si
chiama Spock,
come il
personaggio di
Star Trek della
fortunata
serie di film di
fantascienza
degli anni
Ottanta. Io sono
una appassionata
startrekkista.
È un pastore
tedesco. E
questa è la sua
storia. Quando l'ho
incontrato, era
ammalato e
abbandonato,
sembrava morto.
Ma lui ha tirato
su
le lunghe
orecchie perché
si era accorto
di me. Ho deciso
che sarebbe
divenuto il mio
cane e mi è
venuto alla
mente quel eroe
vulcaniano, con
le
orecchie
particolarmente
lunghe,
imbarcato sull'Enterprice.
Il suo nome
faceva al caso
mio. Oggi Spock,
che era
destinato a
morire, ha
cinque
anni.
È ancora
ammalato, lo
stiamo curando,
però è felice".
Non è il solo
animale che ha
raccolto? "Io ho
i miei karma,
forse devo
pagare per i
peccati
commessi. Uno è
Spock, che va
seguito per
tutta la
vita. L'altro è
Tigri, un gatto
cieco
abbandonato a un
mese di vita,
perché
nato senza
palpebre. Ha
subito sei
interventi di
microchirurgia.
Ora dopo la
ricostruzione
plastica delle
palpebre vede
bene. Ma è
cattivo come la
peste,
perché ha
sofferto molto.
Infine c'è
Pupina, una
gattina anche
lei salvata
per miracolo. Ho
due gatti e un
cane che vivono
odiandosi con
rispetto".
Licia Colò ha
un'altra grande
passione. È
quella per il
giardinaggio e,
quando la
stagione lo
permette, si
rilassa con la
zappa e le
piante da
curare. "Il mio
giardino è
vicino ai campi
dove pascolano
le bufale. E così
ho la sensazione
di vivere in
campagna". E ha
un nuovo
progetto. A
giugno
prossimo
inaugurerà un
portale in
Internet
dedicato a tutti
gli animali,
selvatici e
domestici, e ai
loro amici. "Servirà
a dare aiuto e
informazioni,
consigliare,
promuovere
campagne,
attivare
servizi. Si
chiama:
www.animalieanimali.it".
BOX 1
Chi è Licia Colò:
VENT'ANNI DI
TELEVISIONE
CON "LADY NATURA"
Licia Colò
nasce a Verona
il 7 luglio del
1962. Dal 1982
conduce
trasmissioni
televisive sulle
reti Mediaset e
Rai. È anche
autrice di
documentari,
collabora con
giornali ed è
impegnata in
campagne per la
difesa
degli animali e
dell'ambiente.
Trasmissioni
televisive.
Queste quelle
principali, con
le reti e gli
anni in
cui sono state
trasmesse. Gran
Prix e Bim Bum
Bam,
Italia 1
(1982-1985).
Festivalbar,
Buona Domenica,
Fans Club, Arca
di Noé,
Compagnia dei
viaggiatori e
Paese che vai;
Canale 5
(1985-1996).
Amici Animali,
Rete 4
(1996). Geo
& Geo; King
Kong, un Pianeta
da salvare; Alle
falde del
Kilimangiaro e
Il Pianeta delle
meraviglie; Rai
3 (1996-2001).
Il suo libro. È
La mia Arca (Rusconi,
Milano 1993) che
ha ricevuto
riconoscimenti e
premi: Conca d'oro,
1994; Agenda d'oro
dell'Unione
Europea,
1995, e Bronzi
di Riace, 1996.
Gli sport. Licia
Colò ne pratica
numerosi, tra
cui equitazione,
sci, nuoto e
immersioni
subacquee.
BOX 2
I consigli di
Licia Colò
TURISTI O
VIAGGIATORI
PURCHÈ
RISPETTOSI
Come viaggiare? "È
soprattutto una
questione
mentale. Non fa
molta
differenza, se
si è turisti o
viaggiatori",
spiega Licia Colò.
"Se si
sceglie un
viaggio
organanizzato
oppure si
preferisce
scoprire un
Paese
mettendo in
conto, anche, di
rimanerci a
vivere. L'importante
è avere
rispetto dei
luoghi e di chi
li vive. Anche
nel Otutto
compreso' può
accadere, magari
mentre si prende
il sole sulla
spiaggia, di
conoscere un
indigeno, fare
amicizia e
scoprire con lui
la cultura del
suo popolo".
Non portare
gioielli. "Nei
Paesi poveri
conviene non
fare sfoggio
della
propria
ricchezza",
spiega la
conduttrice. "Prima
di partire,
conviene
lasciare a casa
i preziosi. Per
il necessario
rispetto che
occorre portare
verso persone
che, con un
nostro comune
gioiello,
sfamerebbero per
qualche
anno
la loro famiglia".
Non bere acqua
corrente. E
mangiare sempre
cibi cotti. "Io
ho ingurgitato
cose
terrificanti,
cotte e senza
sapere cosa ci
fosse dentro, e
sono stata
bene. Penso che
alla base dell'alimentazione,
quando si
viaggia, ci sia
anche un aspetto
psicologico. Se
pensi che tutto
possa farti
male, ti ammali
anche se
soggiorni nel
migliore degli
hotel".
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