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Proposta
di DECISIONE DEL
PARLAMENTO
EUROPEO E DEL
CONSIGLIO che
istituisce il
programma
comunitario di
azione in
materia di
ambiente
2001-2010
(presentata
dalla
Commissione)
RELAZIONE
1. Introduzione
Nel 1992 è
stato varato il
Quinto programma
d'azione in
materia di
ambiente,
"Per uno
sviluppo
durevole e
sostenibile";
alla conclusione
del programma è
risultato
evidente che,
nonostante
un'esauriente
legislazione
ambientale,
l'ambiente
meritava ancora
attenzione.
Il nuovo
programma
d'azione tenta
di individuare i
settori nei
quali è
necessario un
nuovo intervento
o un
orientamento
diverso. Molte
delle
conclusioni e
delle misure
proposte nel
Quinto programma
sono ancora
valide, ma il
problema è
essenzialmente
quello
dell'attuazione
sul campo.
Problemi più
persistenti e
difficili da
trattare, come
il cambiamento
climatico,
necessitano
invece un
impegno più
concertato a
livello
comunitario per
segnare la via.
Il presente
programma
d'azione fissa
il programma e
colloca le sfide
della politica
ambientale nel
contesto più
vasto dello
sviluppo
sostenibile,
delle influenze
reciproche tra
progresso
economico e un
ambiente sano,
della
globalizzazione
e
dell'allargamento
dell'Unione
europea.
2. Valutazione
globale del
Quinto programma
di azione in
materia di
ambiente
Nell'ambito del
riesame del
Quinto programma
di azione in
materia di
ambiente la
Commissione
doveva
effettuare una
valutazione
complessiva dei
risultati
ottenuti; la
valutazione,
basata sulla
relazione sullo
stato
dell'ambiente
presentata
dall'Agenzia
europea per
l'ambiente,
confermava i
progressi
realizzati nel
raggiungere gli
obiettivi
ambientali, ma
sottolineava che
c'era ancora
molto da fare.
La valutazione
globale è stata
pubblicata per
fungere da
piattaforma per
un dibattito
sulle future
priorità
ambientali.
3. Consultazioni
esterne
Dopo la
pubblicazione
della
valutazione
globale del
programma si
sono tenute
ampie
consultazioni
con i soggetti
interessati dei
vari Stati
membri;
l'esercizio ha
compreso 12
seminari
organizzati da
autorità
nazionali, un
seminario con i
rappresentanti
dell'industria e
delle imprese,
riunioni e
contatti con
varie
organizzazioni
non governative
e commenti
scritti da vari
organismi
regionali e
privati
cittadini. Per
favorire la
partecipazione
è stata aperta
una pagina web
pubblica.
Anche i paesi
candidati
all'adesione
sono stati
invitati a
inviare i propri
pareri sulle
priorità del
programma di
azione che si
estenderà al
periodo
successivo alle
prime adesioni
all'Unione
europea. Il
Centro
ambientale
regionale in
Ungheria ha
coordinato la
presentazione di
contributi
complessivi da
parte delle
autorità
nazionali e di
organizzazioni
non governative.
4. Il programma
di azione e lo
sviluppo
sostenibile
Il Quinto
programma di
azione in
materia di
ambiente è
stato uno
strumento
importante per
sancire che lo
sviluppo
sostenibile era
uno degli
obiettivi
dell'Unione
europea, come
confermato
successivamente
dal trattato di
Amsterdam.
La politica
ambientale non
basta, da sola,
a realizzare
tale obiettivo,
ma deve essere
affiancata dal
totale impegno
dei legislatori
in tutti i
settori della
politica
comunitaria,
ambiente
compreso, per
tentare di
garantire il
miglior
equilibrio tra
obiettivi di
natura
economica,
sociale e
ambientale.
Sulla base di
queste
considerazioni
cambia pertanto
la natura di
questo nuovo
programma di
azione, che ora
rappresenta la
dimensione
ambientale di
una più ampia
strategia
comunitaria in
materia di
sostenibilità e
che mira a
individuare i
principali
problemi
ambientali e le
rispettive
cause. Il
meccanismo che
garantisce che
gli altri
settori
politico-strategici
rispondano
efficacemente ai
problemi è
rappresentato
dal principio
dell'integrazione
delle
considerazioni
ambientali.
5. Implicazioni
finanziarie
Il programma di
azione delinea
gli obiettivi
prioritari da
conseguire per
garantire un
ambiente sano e
pulito e fissa
le sfide
principali per i
prossimi anni,
senza tuttavia
prescrivere la
natura precisa
delle azioni e
delle misure
necessarie.
Questo aspetto
verrà
sviluppato
successivamente,
nell'ambito di
altre
iniziative, che
tratteranno le
implicazioni
finanziarie di
ciascuna misura
prevista.
6. Sussidiarietà
Il programma di
azione affronta
i problemi
ambientali per i
quali è
necessaria
un'azione e una
leadership
europea, vista
anche la natura
transfrontaliere
delle tematiche
ambientali e
delle soluzioni.
7. Coerenza con
altre politiche
comunitarie
Il programma
d'azione
riconosce il
rapporto
ombelicale tra
le politiche
sociali ed
economiche della
Comunità e
l'impatto che
esse possono
avere
sull'ambiente.
Il principio
dell'integrazione
delle
considerazioni
ambientali,
sancito
dall'articolo 6
del trattato, è
una componente
fondamentale del
programma
d'azione.
8. Una scadenza
decennale
Si propone che
il programma si
articoli
nell'arco di
dieci anni,
periodo minimo
indispensabile
per:
- mettere a
punto nuove
misure;
- trasporre e
attuare le
misure in
questione;
- assicurarsi
che esse
ottengano un
effetto
significativo;
- essere in
grado di
valutarne
l'efficacia.
Per far fronte
all'evoluzione
della situazione
è previsto un
riesame
intermedio del
programma; a
scadenze
periodiche
verranno resi
pubblici
indicatori che
consentiranno di
verificare i
progressi
realizzati e di
stimolare
risposte, ove ciò
fosse
necessario.
2001/0029 (COD)
Proposta di
DECISIONE DEL
PARLAMENTO
EUROPEO E DEL
CONSIGLIO che
istituisce il
programma
comunitario di
azione in
materia di
ambiente
2001-2010
IL PARLAMENTO
EUROPEO E IL
CONSIGLIO
DELL'UNIONE
EUROPEA,
visto il
trattato che
istituisce la
Comunità
europea, in
particolare
l'articolo 175,
paragrafo 3,
vista la
proposta della
Commissione [1],
[1] GU C [...]
del [...], pag.
[...].
visto il parere
del Comitato
economico e
sociale [2],
[2] GU C [...]
del [...], pag.
[...].
visto il parere
del Comitato
delle regioni
[3],
[3] GU C [...]
del [...], pag.
[...].
deliberando
secondo la
procedura di cui
all'articolo 251
del trattato
[4],
[4] GU C [...]
del [...], pag.
[...].
considerando
quanto segue:
(1) Un ambiente
pulito e sano è
essenziale per
mantenere il
benessere e la
prosperità di
una società, ma
la continua
crescita a
livello mondiale
causerà
pressioni finora
sconosciute
sull'ambiente.
(2) Il Quinto
programma
comunitario di
politica e di
azione a favore
dell'ambiente -
"Verso uno
sviluppo
durevole e
sostenibile"
- si è concluso
il 31 dicembre
2000, dopo aver
conseguito
importanti
risultati.
(3) Continuano a
registrarsi vari
problemi
ambientali gravi
che necessitano
ulteriori
interventi.
(4) Un utilizzo
prudente delle
risorse naturali
e la protezione
dell'ecosistema
globale, uniti
alla prosperità
economica e ad
uno sviluppo
sociale
equilibrato,
sono uno dei
presupposti
dello sviluppo
sostenibile.
(5) Il presente
programma
affronta la
dimensione
ambientale dello
sviluppo
sostenibile,
puntando al
contempo ad
ottenere un
miglioramento
generalizzato
dell'ambiente e
della qualità
della vita
nell'Unione
europea.
(6) Il presente
programma di
azione definisce
le priorità
ambientali che
richiedono una
risposta
comunitaria e si
articola lungo
un periodo di
dieci anni per
garantire il
tempo
sufficiente per
individuare le
nuove misure,
per attuarle e
per valutarne
gli effetti.
(7) Gli
obiettivi, le
priorità e le
azioni
contemplate
dalla presente
decisione si
applicheranno
alla Comunità
allargata.
(8) La
legislazione
rimane
l'elemento
centrale per
rispondere alle
sfide di
carattere
ambientale e la
completa e
corretta
attuazione delle
normative
esistenti sarà
una priorità.
(9)
L'integrazione
delle
considerazioni
ambientali nelle
politiche
economiche e
sociali è
fondamentale per
affrontare le
cause delle
pressioni
ambientali e in
questo senso
sono necessari
ulteriori
progressi.
(10) Occorre un
approccio
strategico per
indurre i
necessari
cambiamenti dei
modelli di
produzione e di
consumo che
incidono sullo
stato
dell'ambiente e
sulle tendenze
in atto; a tal
fine sarà
necessario
introdurre nuove
modalità di
interazione con
il mercato, dare
maggiore potere
ai cittadini e
incentivare
miglioramenti
nelle decisioni
di
pianificazione e
gestione
dell'uso del
territorio.
(11) La comunità
scientifica è
unanime
nell'affermare
che le attività
umane aumentano
le
concentrazioni
dei gas di
serra, con il
conseguente
innalzamento
delle
temperature su
scala mondiale e
perturbazioni
del clima.
(12) Le
implicazioni dei
cambiamenti
climatici per la
società umana e
per la natura
sono gravi e
impongono
l'adozione di
misure per
ridurre le
emissioni dei
gas di serra.
(13) È
possibile
prevenire i
cambiamenti
climatici senza
ridurre il tasso
di crescita e la
prosperità
dissociando la
crescita
economica dalla
produzione di
emissioni.
(14) L'esistenza
di sistemi
naturali salubri
ed equilibrati
è un fattore
essenziale per
sostenere la
vita sul
pianeta.
(15) Le attività
umane esercitano
una forte
pressione sulla
natura e sulla
biodiversità
dovuta
segnatamente
all'inquinamento
e alle modalità
di sfruttamento
delle terre e
dei mari.
(16) Il suolo è
una risorsa
finita di vitale
importanza, che
attualmente è
sotto pressione.
(17) Nonostante
gli sviluppi
degli standard
ambientali, la
salute umana
subisce gli
effetti della
qualità
dell'aria, delle
acque e degli
alimenti ed è
dimostrato
l'aumento di
allergie,
malattie
respiratorie,
cancri e altre
patologie.
(18)
L'inquinamento
causato dai
trasporti, dalle
attività
agricole, dai
processi
industriali e
dalla gestione
degli effluenti
domestici e dei
rifiuti
contribuisce a
determinare la
scarsa qualità
dell'ambiente
che a sua volta
ha un impatto
negativo sulla
salute umana.
(19) Gli aspetti
della
prevenzione e
della
precauzione
meritano
maggiore
attenzione
nell'elaborazione
di una strategia
per la
protezione della
salute umana e
dell'ambiente.
(20) La capacità
del pianeta di
assorbire la
domanda e i
rifiuti
derivanti
dall'impiego
delle risorse è
sotto pressione
e si registrano
effetti negativi
legati all'uso
di metalli,
minerali e
idrocarburi.
(21) Il volume
dei rifiuti
all'interno
della Comunità
continua ad
aumentare, con
la conseguente
perdita di
territorio e di
risorse e
inquinamento.
(22) Una parte
rilevante dei
rifiuti è
pericolosa.
(23) A seguito
della
globalizzazione
dell'economia
un'azione
ambientale su
scala
internazionale
è sempre più
necessaria e
impone nuove
risposte da
parte della
Comunità
connesse alle
politiche in
materia di
scambi
commerciali,
sviluppo e
relazioni
esterne.
(24) Vista la
complessità
delle tematiche,
l'attività
legislativa in
campo ambientale
deve fondarsi su
una solida
valutazione
scientifica ed
economica che
parta dalla
conoscenza dello
stato
dell'ambiente e
delle tendenze
in atto, secondo
quanto stabilito
dall'articolo
174 del
trattato.
(25) Le
informazioni
inviate ai
legislatori e al
pubblico in
generale devono
essere
attinenti,
aggiornate e
facilmente
comprensibili.
(26) I progressi
realizzati verso
il
raggiungimento
degli obiettivi
ambientali
devono essere
quantificati e
valutati.
(27) A metà del
programma si
dovrebbe
procedere a un
riesame dei
progressi
realizzati e a
una valutazione
dell'eventuale
necessità di
modificarne
l'orientamento,
HANNO ADOTTATO
LA PRESENTE
DECISIONE:
Articolo 1
Istituzione del
programma
1. La presente
decisione
istituisce un
programma
comunitario di
azione in
materia di
ambiente, di
seguito
denominato
"il
programma",
che definisce
gli obiettivi
prioritari da
raggiungere.
2. Il presente
programma
decorre dal 1°
gennaio 2001 e
si conclude il
31 dicembre
2010.
Articolo 2
Scopo e
obiettivi
globali
1. Il programma
istituisce i
principali
obiettivi e
priorità
ambientali della
Comunità
attuale e
futura, dopo
l'allargamento,
che
contribuiranno a
realizzare la
strategia
comunitaria in
materia di
sviluppo
sostenibile, che
sarà fondata
sulla
valutazione
dello stato
dell'ambiente e
delle tendenze
in atto e
sull'individuazione
dei problemi
ambientali
persistenti che
impongono alla
Comunità di
assumere un
ruolo di traino.
2. Il programma
agevola la
totale
integrazione
delle
disposizioni in
materia di
protezione
dell'ambiente in
altre politiche
comunitarie e
garantisce al
contempo che le
misure a favore
dell'ambiente
proposte e
adottate tengano
conto degli
obiettivi
economici e
sociali dello
sviluppo
sostenibile e
valutino tutte
le possibilità
e gli strumenti
disponibili;
esso è inoltre
basato sul più
ampio dialogo e
su solide
conoscenze
scientifiche.
3. Il programma
punta a
stabilizzare le
concentrazioni
atmosferiche dei
gas di serra ad
un livello tale
da non causare
variazioni
innaturali del
clima terrestre.
A tal fine sarà
necessario fare
progressi verso
il
raggiungimento
del traguardo a
lungo termine
istituito dal
Gruppo
intergovernativo
per il
cambiamento
climatico (IPCC),
vale a dire la
riduzione delle
emissioni dei
gas di serra del
70% rispetto ai
livelli del
1990, al fine di
realizzare i
seguenti
obiettivi:
- ratifica del
protocollo di
Kyoto e rispetto
del traguardo di
una riduzione
delle emissioni
pari all'8% nel
periodo
2008-2012
rispetto ai
valori del 1990
per gli attuali
Stati membri;
- garanzia che
la Comunità
conquisti una
credibilità
tale che le
consenta di
insistere sulla
conclusione di
un accordo
internazionale
sulla
definizione di
un nuovo
obiettivo per il
periodo
successivo a
quello stabilito
a Kyoto, che
tenda a ridurre
sensibilmente le
emissioni.
4. Il programma
è destinato a
tutelare e a
ripristinare il
funzionamento
dei sistemi
naturali e ad
arrestare la
perdita di
biodiversità
nell'Unione
europea e su
scala mondiale,
con i seguenti
obiettivi:
- protezione
dell'ambiente
naturale contro
i danni delle
emissioni
inquinanti;
- protezione dei
suoli contro
l'erosione e
l'inquinamento;
- protezione
della diversità
biologica,
compatibilmente
con la strategia
comunitaria per
la diversità
biologica [5];
[5]
Comunicazione
della
Commissione al
Consiglio e al
Parlamento
europeo su una
strategia
comunitaria per
la diversità
biologica, COM(98)42)
def.
- tutela del
patrimonio
rappresentato
dalla
biodiversità e
dal paesaggio
nelle zone
rurali della
Comunità.
5. Il programma
mira ad un
ambiente in cui
i livelli dei
contaminanti di
origine
antropica non
provochino
impatti
significativi o
rischi
inaccettabili
per la salute
umana. Esso è
destinato
specificamente
a:
- far
comprendere
meglio le
minacce per la
salute umana;
- valutare per
tappe tutte le
sostanze
chimiche
prodotte in
quantità
elevate, con
date e scadenze
chiare (come
illustrato nel
Libro bianco
sulla nuova
strategia in
materia di
sostanze
chimiche),
partendo da
quelle con un
elevato volume
di produzione e
da quelle che
danno adito a
particolari
preoccupazioni;
- garantire che
il tenore di
pesticidi
presenti
nell'ambiente
non comporti
rischi o impatti
significativi
per la salute
umana e per
l'ambiente e, più
in generale,
ridurre
globalmente
l'impiego di
pesticidi;
- garantire
livelli di
qualità delle
acque che non
presentino
impatti o rischi
significativi
per la salute
umana e per
l'ambiente,
garantendo che
il tasso di
estrazione dalle
risorse idriche
sia sostenibile
nel lungo
periodo;
- raggiungere
livelli di
qualità
dell'aria che
non comportino
impatti o rischi
significativi
per la salute
umana e per
l'ambiente;
- ridurre
sensibilmente il
numero di
persone
costantemente
soggette a
livelli elevati
di inquinamento
acustico sul
lungo periodo.
6. Il programma
mira a garantire
una migliore
efficienza delle
risorse e una
migliore
gestione delle
risorse e dei
rifiuti, con i
seguenti
obiettivi:
- garantire che
il consumo di
risorse
rinnovabili e
non rinnovabili
e i rispettivi
impatti non
superino la
capacità di
carico
dell'ambiente;
- ridurre
sensibilmente,
nel periodo in
cui si articola
il programma, la
quantità di
rifiuti
destinata allo
smaltimento
finale e il
volume di
rifiuti
pericolosi
prodotti;
- ottenere una
sensibile
riduzione
complessiva
delle quantità
di rifiuti
prodotte
ricorrendo a
iniziative di
prevenzione, a
una maggiore
efficienza delle
risorse e al
passaggio a
modelli di
consumo più
sostenibili,
dissociando in
tal modo la
produzione dei
rifiuti dalla
crescita
economica;
- i rifiuti che
continuano ad
essere prodotti
non dovrebbero
essere
pericolosi o
dovrebbero
presentare il
minimo rischio
possibile;
occorre
privilegiare il
recupero, e più
specificamente
il riciclaggio;
la quantità di
rifiuti
destinata allo
smaltimento
finale deve
essere ridotta
al minimo e deve
essere distrutta
o smaltita in
sicurezza;
infine, i
rifiuti
dovrebbero
essere trattati
il più vicino
possibile al
luogo in cui
vengono
prodotti, a
condizione che
ciò risulti
compatibile con
la normativa
comunitaria e
non comporti una
riduzione
nell'efficienza
economica e
tecnica delle
operazioni di
trattamento dei
rifiuti.
7. Il programma
promuove
l'adozione di
politiche e di
approcci che
consentano uno
sviluppo
sostenibile nei
paesi candidati
all'adesione.
8. Il programma
promuove
l'ambiente e lo
sviluppo
sostenibile nei
paesi candidati
attraverso:
- un ampio
dialogo con le
amministrazioni
dei paesi
candidati in
merito allo
sviluppo
sostenibile;
- la
cooperazione con
le ONG del
settore
ambientale e con
le imprese dei
paesi candidati
per un'opera di
sensibilizzazione.
9. Il programma
incentiva lo
sviluppo di una
partnership
globale per
l'ambiente e
contribuisce
allo sviluppo
sostenibile
garantendo che:
- le istanze e
gli obiettivi in
materia di
ambiente e di
sviluppo
sostenibile
vengano
integrati in
tutti gli
aspetti delle
relazioni
esterne della
Comunità;
- le tematiche
ambientali
vengano
affrontate e
adeguatamente
finanziate dalle
organizzazioni
internazionali;
- vengano
attuate le
convenzioni
internazionali
in materia di
ambiente;
- si ricerchi in
maniera fattiva
un consenso
sulla
valutazione dei
rischi per la
salute e per
l'ambiente,
compresa la
condivisione
delle
informazioni, la
collaborazione
nel campo della
ricerca e lo
sviluppo di
procedure di
prova per
facilitare il
raggiungimento
di un consenso a
livello
internazionale
su approcci di
gestione dei
rischi,
compresa, ove
necessario,
l'applicazione
del principio
della
precauzione.
10. Il programma
garantisce che
la politica
ambientale della
Comunità venga
intrapresa in
maniera
integrata, si
fondi su un
ampio dialogo in
vari settori con
i soggetti
interessati,
sulla
partecipazione
dei cittadini,
sull'analisi
dell'efficacia
dei costi e su
solidi dati e
informazioni
scientifici,
alla luce delle
più recenti
ricerche e
sviluppi
tecnologici.
Articolo 3
Approcci
strategici per
la realizzazione
degli obiettivi
ambientali
Gli obiettivi
definiti
all'articolo 2
in merito agli
approcci
strategici sono
perseguiti anche
attraverso una
serie di azioni
prioritarie
illustrate di
seguito.
1. Per
incentivare
un'attuazione più
efficace della
legislazione
comunitaria in
materia di
ambiente, e
fermo restando
il diritto della
Commissione di
avviare
procedure di
infrazione, è
necessario:
- sostenere lo
scambio di
informazioni
sulle buone
prassi di
attuazione
attraverso la
rete IMPEL;
- adottare
misure per
combattere il
crimine
ambientale;
- promuovere
norme migliori
di ispezione e
monitoraggio da
parte degli
Stati membri.
2. Integrare le
disposizioni in
materia di
protezione
dell'ambiente
nella
definizione di
tutte le
politiche e le
attività
comunitarie
comporta:
- garantire che
le strategie di
integrazione
adottate dal
Consiglio nei
vari settori
della politica
si traducano in
azioni efficaci;
- monitorare
periodicamente,
utilizzando gli
indicatori più
idonei, e
riferire sul
processo di
integrazione a
livello
settoriale;
- integrare
maggiormente i
criteri
ambientali nei
programmi di
finanziamento
della Comunità.
3. Promuovere il
principio
"chi
inquina
paga"
attraverso
l'utilizzo di
strumenti di
mercato,
compreso il
ricorso agli
scambi dei
diritti di
emissione e alle
imposte, agli
oneri e ai
sussidi
ambientali, per
internalizzare
gli impatti
ambientali
positivi e
negativi.
4. Per
promuovere la
cooperazione e
le partnership
con le imprese e
con le
organizzazioni
che le
rappresentano
nel settore
ambientale è
necessario:
- incoraggiare
una più ampia
diffusone dei
sistemi
comunitari di
eco-gestione e
audit [6] e
preparare
iniziative che
incentivino le
imprese a
pubblicare
rapporti di
prestazione
ambientale o di
sviluppo
sostenibile
rigorosi e
verificati da
terzi
indipendenti;
[6] Il
riferimento all'EMAS
sarà inserito
appena
disponibile.
- istituire un
programma di
assistenza in
materia di
conformità, che
fornisca un
aiuto specifico
alle piccole e
medie imprese;
- incentivare
l'introduzione
di sistemi di
ricompensa per
le prestazioni
ambientali delle
imprese;
- promuovere una
politica
integrata dei
prodotti che
contribuisca a
tener conto
delle
considerazioni
ambientali in
tutto il ciclo
di vita dei
prodotti e una
più vasta
applicazione di
processi e
prodotti
compatibili con
l'ambiente;
- incentivare
gli impegni e
gli accordi
volontari; per
conseguire
chiari obiettivi
ambientali.
5. Per garantire
che i
consumatori
dispongano di
migliori
informazioni sui
processi e sui
prodotti in
termini di
impatto
ambientale
occorre:
- incoraggiare
la diffusione di
marchi ecologici
che consentano
ai consumatori
di comparare le
prestazioni
ambientali di
prodotti diversi
dello stesso
tipo;
- incentivare il
ricorso ad
autodichiarazioni
ambientali ed
evitare le
dichiarazioni
ingannevoli;
- promuovere gli
appalti
"verdi",
nel rispetto
delle regole
comunitarie di
concorrenza e
del mercato
interno,
attraverso linee
guida sulle
buone prassi e
partendo da un
riesame degli
appalti verdi
all'interno
delle
istituzioni
comunitarie.
6. Per sostenere
l'integrazione
delle
considerazioni
ambientali nel
settore
finanziario è
necessario:
- valutare la
possibilità di
varare
un'iniziativa a
carattere
volontario con
il settore
finanziario
riguardante
linee guida per
l'integrazione
dei dati
relativi ai
costi ambientali
nelle relazioni
finanziarie
annue delle
imprese e lo
scambio di buone
prassi in
politica tra gli
Stati membri;
- rivolgersi
alla Banca
europea per gli
investimenti
affinché
rafforzi
l'integrazione
degli obiettivi
e delle
considerazioni
ambientali nelle
sue attività di
finanziamento.
7. Per creare un
regime
comunitario in
materia di
responsabilità
è necessario:
- legiferare in
materia di
responsabilità
ambientale.
8. Per favorire
una migliore
comprensione
delle tematiche
ambientali da
parte dei
cittadini
europei è
necessario:
- incoraggiare
la fornitura di
informazioni
accessibili
sull'ambiente ai
cittadini;
- fornire un kit
di risorse
mirate ad
aiutare le
autorità locali
e regionali o
altre
organizzazioni a
comunicare con i
cittadini in
materia
ambientale e, più
in particolare,
in materia di
comparazione
delle
prestazioni
ambientali dei
nuclei
domestici,
fornendo
informazioni su
come
migliorarle.
9. Per
incentivare e
promuovere
decisioni
efficaci in
materia di
pianificazione e
di gestione
territoriali che
tengano conto
delle
considerazioni
ambientali, nel
pieno rispetto
del principio di
sussidiarietà,
è necessario:
- promuovere
buone prassi
riguardo all'uso
sostenibile del
territorio, con
particolare
enfasi sul
programma di
gestione
integrata delle
zone costiere;
- sostenere
programmi e reti
che si facciano
portatori di
scambi di
esperienze e
dello sviluppo
di buone prassi
sullo sviluppo
urbano
sostenibile e
sullo
sfruttamento
sostenibile del
mare;
- aumentare le
risorse e
garantire un
campo di
applicazione più
vasto alle
misure
agro-ambientali
previste
nell'ambito
della politica
agricola comune.
Articolo 4
Aree di azione
prioritarie per
il cambiamento
climatico
Gli obiettivi
definiti
all'articolo 2
in merito al
cambiamento
climatico sono
perseguiti anche
attraverso le
azioni
prioritarie
illustrate di
seguito.
1. Conseguimento
dei traguardi
istituiti dal
protocollo di
Kyoto:
- ratificare e
attuare il
protocollo di
Kyoto;
- definire gli
obiettivi da
realizzare
all'insegna
dell'efficacia
dei costi per
ridurre le
emissioni di gas
di serra nei
vari settori, in
collegamento con
il programma
europeo sul
cambiamento
climatico;
- istituire un
sistema di
scambio delle
emissioni di CO2
all'interno
della Comunità;
- procedere ad
un inventario e
ad un riesame
dei sussidi al
settore
energetico negli
Stati membri;
l'esercizio
comprenderà una
valutazione
della loro
compatibilità
con la
realizzazione
degli obiettivi
in materia di
cambiamento
climatico;
- favorire il
passaggio a
combustibili a
basso tenore di
carbonio per la
produzione di
energia
elettrica;
- incentivare le
fonti di energia
rinnovabili,
allo scopo di
raggiungere,
entro il 2010,
un 12% di
energia derivata
da fonti
rinnovabili;
- incentivare il
ricorso a
provvedimenti
fiscali, anche
su scala
comunitaria, per
favorire il
passaggio a
energie e
trasporti più
puliti e
promuovere
l'innovazione
tecnologica,
compresa
l'adozione di un
quadro per
l'imposizione
energetica;
- favorire la
sottoscrizione
di accordi
ambientali con i
settori
industriali in
materia di
efficienza
energetica;
- individuare
azioni
specifiche per
ridurre le
emissioni di gas
di serra nel
settore
dell'aviazione
se entro il 2002
non vengono
approvate azioni
analoghe in seno
all'organizzazione
dell'aviazione
civile
internazionale (ICAO);
- garantire che
il cambiamento
climatico sia
una delle
principali
tematiche della
politica
comunitaria di
ricerca e
sviluppo
tecnologico e
dei programmi di
ricerca
nazionali;
- sviluppare
strumenti di
ausilio alle PMI
per favorirne
l'adattamento,
l'innovazione e
per migliorarne
le prestazioni;
- introdurre
incentivi per
aumentare la
cogenerazione;
- promuovere
pratiche e
tecniche di
efficienza
ecologica in
seno
all'industria;
- promuovere il
risparmio di
energia nei
sistemi di
riscaldamento e
di
condizionamento
degli edifici.
2. Preparativi
per misure in
materia di
adeguamento alle
conseguenze del
cambiamento
climatico:
- riesaminare le
politiche
comunitarie,
soprattutto
quelle connesse
alla politica di
coesione, per
garantire che
l'adattamento
trovi uno spazio
adeguato nelle
decisioni di
investimento;
- incoraggiare
la modellazione
e le valutazioni
del clima a
livello
regionale per
preparare misure
di adattamento
su scala
regionale e
sostenere
iniziative di
sensibilizzazione
dei cittadini e
delle imprese.
Articolo 5
Aree di azione
prioritarie per
l'ambiente
naturale e la
biodiversità
Gli obiettivi
definiti
all'articolo 2
in merito alla
tutela e al
ripristino dei
sistemi naturali
e della
biodiversità
sono perseguiti
attraverso una
serie di azioni
prioritarie
illustrate di
seguito.
1. Incidenti e
catastrofi
naturali:
- incentivo al
coordinamento
comunitario
delle azioni
avviate negli
Stati membri in
risposta ad
incidenti e
catastrofi
naturali;
- preparazione
di misure per
far fronte a
gravi rischi di
incidente in
oleodotti e
nelle miniere e
provvedimenti in
materia di
rifiuti delle
attività
estrattive.
2. Elaborazione
di una strategia
tematica in
materia di
protezione del
suolo.
3. Incentivo
all'integrazione
degli aspetti
relativi alla
protezione e al
ripristino dei
paesaggi nelle
altre politiche.
4. Incentivo
all'ulteriore
sviluppo degli
elementi
positivi insiti
nel rapporto
agricoltura-ambiente
nell'ambito del
previsto riesame
della politica
agricola comune.
5. Incentivo ad
una maggiore
integrazione
delle
considerazioni
ambientali nella
politica comune
della pesca, in
occasione del
riesame della
stessa previsto
per il 2002.
6. Sviluppo di
strategie e di
misure su boschi
e foreste
comprendenti i
seguenti
elementi:
- preparazione
di programmi
nazionali e
regionali in
materia di
silvicoltura e
di gestione
sostenibile di
boschi e foreste
nell'ambito dei
piani di
sviluppo rurale,
in linea con le
attività in
corso
nell'ambito del
Forum
intergovernativo
sulle foreste e
con la
Conferenza
ministeriale
paneuropea sulla
protezione delle
foreste;
- proseguimento
delle misure
comunitarie in
corso in materia
di protezione
dei boschi e
delle foreste,
attribuendo
maggiore
importanza al
monitoraggio
delle loro
molteplici
funzioni;
- promozione di
sistemi
credibili di
certificazione
in ambito
boschivo e
forestale;
- proseguimento
dell'attiva
partecipazione
della Comunità
all'attuazione
delle
risoluzioni
adottate nel
corso delle
conferenze
ministeriali in
materia di
protezione dei
boschi e delle
foreste in
Europa e
nell'ambito di
dibattiti e
negoziati
internazionali
su temi legati a
boschi e
foreste.
7. Sviluppo di
una strategia
tematica per la
protezione
dell'ambiente
marino.
8. Rafforzamento
dei controlli
riguardanti la
sorveglianza,
l'etichettatura
e la
tracciabilità
degli OGM.
9. Sorveglianza
dell'attuazione
della strategia
comunitaria per
la diversità
biologica e dei
piani d'azione
attraverso un
programma che
favorisca il
rilevamento di
dati e di
informazioni.
Articolo 6
Aree di azione
prioritarie per
l'ambiente e la
salute
Gli obiettivi
definiti
all'articolo 2
in merito a
salute e
ambiente sono
perseguiti
attraverso una
serie di azioni
prioritarie
illustrate di
seguito.
1. Rafforzamento
della ricerca e
delle conoscenze
scientifiche
comunitarie e
incentivo al
coordinamento
dei programmi di
ricerca
nazionali, a
sostegno degli
obiettivi in
materia di
salute e
ambiente, con
particolare
riferimento ai
seguenti
aspetti:
- individuazione
dei settori
prioritari di
ricerca e di
intervento e
formulazione di
raccomandazioni;
- definizione e
preparazione di
indicatori in
materia di
salute e di
ambiente;
- valutazione
della necessità
di aggiornare le
norme e i valori
limite
attualmente in
vigore a tutela
della salute,
compresi i casi
in cui vengono
presi in
considerazione
gli effetti sui
gruppi
potenzialmente
vulnerabili,
come i bambini e
gli anziani;
- riesame delle
tendenze e
introduzione di
un meccanismo di
allarme rapido
per problemi
nuovi o
emergenti.
2. Sostanze
chimiche:
- creazione di
un nuovo sistema
unificato di
prova,
valutazione e
gestione dei
rischi delle
sostanze nuove
ed esistenti;
- sviluppo di un
programma di
test in funzione
delle
caratteristiche,
dell'uso,
dell'esposizione
e dei volumi di
sostanze
prodotte o
importate;
- istituzione di
nuove procedure
specifiche e
accelerate di
gestione dei
rischi cui
devono essere
sottoposte le
sostanze che
danno adito ad
un grado elevato
di
preoccupazione
prima che siano
impiegate per
particolari
fini;
- rafforzamento
delle
informazioni
fornite dalle
industrie sulle
caratteristiche
delle sostanze
chimiche che
producono e
utilizzano per
valutare i
rischi
potenziali per
l'ambiente e per
la salute;
- potenziamento
della gestione
delle sostanze
chimiche a
livello
comunitario e
degli Stati
membri.
3. Pesticidi:
- sviluppo di
una strategia
tematica
sull'utilizzo
sostenibile dei
pesticidi;
- ratifica della
Convenzione di
Rotterdam sulla
procedura di
assenso
preliminare in
conoscenza di
causa (PIC) per
taluni prodotti
chimici
pericolosi e
pesticidi nel
commercio
internazionale;
- modifica del
regolamento
(CEE) n. 2455/92
[7] del
Consiglio
relativo alle
esportazioni e
importazioni
comunitarie di
taluni prodotti
chimici
pericolosi per
uniformarlo alla
convenzione di
Rotterdam,
perfezionarne i
meccanismi
procedurali e
migliorare le
informazioni ai
paesi in via di
sviluppo;
[7] Regolamento
(CEE) n. 2455/92
del Consiglio,
del 23 luglio
1992, relativo
alle
esportazioni e
importazioni
comunitarie di
taluni prodotti
chimici
pericolosi, GU L
251 del
29.8.1992, pag.
13.
- miglioramento
della gestione
dei prodotti
chimici e dei
pesticidi nei
paesi in via di
sviluppo e nei
paesi candidati
all'adesione,
compresa
l'eliminazione
delle giacenze
di pesticidi
obsoleti.
4. Utilizzo
sostenibile ed
elevata qualità
delle acque:
- eliminazione
graduale degli
scarichi di
sostanze
pericolose nelle
acque;
- riesame della
direttiva sulle
acque di
balneazione [8];
[8] Direttiva
76/160/CEE del
Consiglio,
dell'8 dicembre
1975,
concernente la
qualità delle
acque di
balneazione, GU
L 31 del
5.2.1976, pag.
1, modificata
dalla direttiva
90/656/CEE del
Consiglio, del 4
dicembre 1990 (GU
L 353 del
17.12.1990) e
dalla direttiva
91/692/CEE del
Consiglio, del
23 dicembre 1991
(GU L 377 del
31.12.1991).
- integrazione
dell'approccio
introdotto dalla
direttiva quadro
in materia di
acque e degli
obiettivi di
qualità delle
acque nella
politica
agricola comune
e nella politica
di sviluppo
regionale.
5. Inquinamento
atmosferico:
- migliore
sorveglianza
della qualità
dell'aria e
migliore
divulgazione
delle
informazioni al
pubblico, anche
con l'impiego di
indicatori;
- preparazione
di una strategia
tematica nel
campo
dell'inquinamento
atmosferico per
affrontare i
settori
prioritari che
richiedono altri
interventi,
riesame e
aggiornamento
degli standard
di qualità
dell'aria e dei
valori limite di
emissione
nazionali e
creazione di
sistemi migliori
per il
rilevamento dei
dati, la
modellazione e
le previsioni;
- valutazione
della qualità
dell'aria
all'interno
degli edifici e
del relativo
impatto sulla
salute, ed
eventuale
formulazione di
raccomandazioni
in merito a
misure future.
Articolo 7
Aree di azione
prioritarie per
l'uso
sostenibile
delle risorse
naturali e la
gestione dei
rifiuti
Gli obiettivi
definiti
all'articolo 2
in merito alla
gestione dei
rifiuti e delle
risorse sono
perseguiti
attraverso una
serie di azioni
prioritarie
illustrate di
seguito.
1. Preparazione
di una strategia
tematica
sull'utilizzo
sostenibile
delle risorse,
che comprenda:
- la valutazione
della necessità
di preparare un
programma di
buone prassi per
le imprese;
-
l'individuazione
delle esigenze
nel campo della
ricerca;
- strumenti
economici;
- l'abolizione
di sovvenzioni
che tendano ad
incoraggiare
l'uso eccessivo
delle risorse;
- l'integrazione
delle
considerazioni
di efficienza
delle risorse
nell'approccio
della politica
integrata dei
prodotti (IPP).
2. Prevenzione
dei rifiuti:
- integrazione
degli obiettivi
e delle priorità
in materia di
prevenzione dei
rifiuti nella
politica
integrata dei
prodotti.
3. Riesame della
legislazione sui
fanghi di
depurazione [9].
[9] Direttiva
86/278/CEE del
Consiglio, del
12 giugno 1986,
concernente la
protezione
dell'ambiente,
in particolare
del suolo,
nell'utilizzazione
dei fanghi di
depurazione in
agricoltura, GU
L 181 del
4.7.1986, pag.
6.
4.
Raccomandazioni
in materia di
rifiuti da
costruzione e
demolizione.
5. Legislazione
sui rifiuti
biodegradabili.
6. Elaborazione
di una strategia
tematica sul
riciclaggio dei
rifiuti,
comprese misure
tese a garantire
la raccolta e il
riciclaggio dei
flussi di
rifiuti
prioritari.
Articolo 8
Aree di azione
prioritarie per
le tematiche di
portata
internazionale
Gli obiettivi
definiti
all'articolo 2
in merito alle
tematiche di
portata
internazionale
sono perseguiti
attraverso una
serie di azioni
prioritarie
illustrate di
seguito.
1. Integrazione
delle
considerazioni
ambientali e
dello sviluppo
sostenibile
nelle politiche
esterne della
Comunità.
2. Definizione
di una serie
coerente di
traguardi per
l'ambiente e lo
sviluppo da
adottare nel
corso del
vertice mondiale
sullo sviluppo
sostenibile del
2002 e impegno a
rafforzare il
governo (governance)
ambientale su
scala
internazionale.
3. Incentivo di
solide prassi
ambientali nel
settore degli
investimenti
stranieri
diretti e dei
crediti
all'esportazione.
4.
Intensificazione
dell'impegno a
livello
internazionale
per giungere ad
un consenso sui
metodi di
valutazione dei
rischi per la
salute e per
l'ambiente e su
approcci di
gestione dei
rischi
comprendenti,
ove necessario,
l'applicazione
del principio
della
precauzione.
5. Garanzia sul
fatto che
vengano
effettuate le
valutazioni di
impatto sulla
sostenibilità
degli accordi
commerciali.
Articolo 9
Politica
ambientale
fondata sulla
partecipazione e
su una solida
conoscenza
Gli obiettivi
definiti
all'articolo 2
riguardo ad una
politica
ambientale
fondata sulla
partecipazione e
su una solida
conoscenza sono
perseguiti
attraverso una
serie di azioni
prioritarie
illustrate di
seguito.
1. Meccanismi
per consultare
in modo ampio ed
estensivo, e in
tutte le fasi,
le parti
interessate,
soprattutto
quelle colpite
direttamente
dalle proposte o
da altre
iniziative per
facilitare le
scelte più
efficaci e
garantire
maggiormente
risultati
soddisfacenti
per l'ambiente
in connessione
con le misure
che vengono
proposte.
2. Sostegno
finanziario alle
ONG in campo
ambientale per
favorire la loro
partecipazione
al processo di
dialogo.
3. Garanzia che
l'ambiente
rimanga una
delle priorità
principali dei
programmi di
ricerca della
Comunità e
nazionali e che
vi sia un
migliore
coordinamento
delle ricerche
in campo
ambientale
svolte dagli
Stati membri.
4. Informazione
periodica del
pubblico sulle
tematiche
ambientali e ad
esse connesse,
presentando
relazioni annue
sui principali
indicatori
ambientali ed
elaborazione di
indicatori di
integrazione che
dimostrino, ove
possibile,
l'importo del
danno
ambientale.
5. Revisione dei
sistemi di
informazione e
di relazione al
fine di
introdurre un
sistema più
omogeneo ed
efficace per
garantire un
esercizio di
relazione di
qualità elevata
e la produzione
di dati e di
informazioni
ambientali
comparabili.
6. Potenziamento
dello sviluppo
di sistemi di
informazione
geografica e
dell'utilizzo
delle
applicazioni di
monitoraggio
dallo spazio
come strumenti
di sostegno
all'attività
legislativa e di
attuazione.
Articolo 10
Monitoraggio e
valutazione dei
risultati
1. La
Commissione
valuta i
progressi
realizzati
nell'attuazione
del programma
nel corso dei
primi quattro
anni e presenta
al Parlamento
europeo e al
Consiglio tale
relazione
intermedia,
unitamente alle
eventuali
proposte di
modifica che
ritenga
necessarie.
2. La
Commissione
presenta al
Parlamento
europeo e al
Consiglio una
valutazione
definitiva del
programma, dello
stato
dell'ambiente e
delle
prospettive
durante l'ultimo
anno di durata
del programma.
Articolo 11
La presente
decisione è
pubblicata nella
Gazzetta
ufficiale delle
Comunità
europee.
Fatto a
Bruxelles, il
Per il
Parlamento
europeo Per il
Consiglio
La Presidente Il
Presidente
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