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  COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE

Bruxelles, 24.1.2001

COM (2001) 31 definitivo

2001/0029 (COD)

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO  EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE E AL COMITATO DELLE REGIONI

sul Sesto programma di azione per lambiente della Comunità europea

Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta

Sesto programma di azione per lambiente -Proposta

di

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

che istituisce il programma comunitario di azione in materia di ambiente 2001-2010

(presentata dalla Commissione)

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE E AL COMITATO DELLE REGIONI

sul Sesto programma di azione per lambiente della Comunità europea

Relazione

Il contesto del nuovo programma

Un ambiente sano è essenziale per la prosperità e la qualità della vita a lungo termine e i cittadini europei esigono un elevato livello di tutela ambientale. In futuro, lulteriore sviluppo economico e laumento del benessere metteranno alla prova la capacità del pianeta di continuare a far fronte al fabbisogno di risorse e di assorbire linquinamento. Al tempo stesso una rigorosa legislazione ambientale può fungere da motore per linnovazione e creare sbocchi economici. A livello generale, la società deve riuscire a sganciare limpatto e il degrado ambientale dalla crescita economica; è necessario che lindustria operi in modo più efficiente sotto il profilo ecologico, cioè produca la stessa o una maggior quantità di prodotti a partire da una minore quantità di risorse e generando meno rifiuti, e che i modelli di consumo divengano più sostenibili.

NellUnione europea trentanni di politica ambientale hanno dato vita ad un ampio sistema di controlli ambientali. Il Quinto programma di azione per lambiente (1992-1999), Per uno sviluppo durevole e sostenibile, introduceva nuove misure e segnava un più ampio impegno nei confronti dellintegrazione delle istanze ambientali in altre politiche. La valutazione globale del programma ha concluso che, nonostante gli attuali progressi nellabbattimento dei livelli di inquinamento in alcune aree, i problemi sussistono e lambiente continuerà a deteriorarsi a meno di:

ulteriori progressi nellattuazione della legislazione ambientale negli Stati membri;

una migliore e approfondita integrazione dellambiente nelle politiche economiche e sociali che esercitano pressioni sullambiente;

una maggior responsabilizzazione di cittadini e parti interessate nei confronti dellambiente;

un rinnovato impulso a tutte le misure volte ad affrontare una serie di problemi ambientali gravi e persistenti, nonché i problemi emergenti.

È questo il contesto in cui si è sviluppato il Sesto programma di azione per lambiente, il quale fissa gli obiettivi e le priorità ambientali che faranno parte integrante della strategia della Comunità europea per lo sviluppo sostenibile. Il programma fissa le principali priorità e i principali obiettivi della politica ambientale nellarco dei prossimi cinque-dieci anni e illustra in dettaglio le misure da intraprendere.

Un approccio strategico per conseguire i nostri obiettivi ambientali

La politica ambientale deve assumere un approccio innovativo e cercare nuovi modi di collaborare con un ampio spaccato della società.

Occorre migliorare lapplicazione della legislazione ambientale esistente. Alla vigorosa azione legale attraverso la Corte di giustizia europea deve essere abbinato un supporto alle buone prassi e una politica di informazione pubblica nella quale inadempienti e non sono segnalati per nome e lodati o biasimati secondo i casi (name, fame and shame).

Lintegrazione delle tematiche ambientali nelle altre politiche va approfondita: vale a dire che tutte le iniziative politiche della Commissione devono essere analizzate a fondo in questa luce. I progressi dovranno essere misurati mediante appositi indicatori e analisi comparata. La collaborazione con il mercato attraverso le imprese e gli interessi dei consumatori contribuirà a creare modelli di produzione e consumo più sostenibili: non si tratta semplicemente di penalizzare le imprese inadempienti, ma di introdurre regimi che permettano di premiare i migliori; di informare i consumatori perché possano scegliere i prodotti più ecologici orientando così il mercato in una certa direzione; di sopprimere i sussidi pubblici a favore di pratiche nocive per lambiente; di incoraggiare le imprese ad innovare, magari cogliendo le opportunità offerte dalluso, dallo sviluppo e dalla diffusione di tecnologie pulite.

I singoli cittadini operano quotidianamente decisioni che hanno un impatto diretto o indiretto sullambiente: uninformazione di miglior qualità e più facilmente accessibile in materia di ambiente e di questioni pratiche contribuirà a plasmarne le opinioni e quindi ad influenzarne le decisioni.

Le decisioni in materia di assetto e gestione territoriale negli Stati membri possono esercitare un forte influsso sullambiente, poiché possono frammentare le aree rurali ed esercitare pressioni sulle aree urbane e costiere. La Comunità può fornire un utile supporto promuovendo le buone prassi e mediante i Fondi strutturali.Questi approcci dovranno applicarsi lungo tutto lo spettro delle tematiche ambientali. Inoltre sarà dedicata la massima attenzione a quattro aree di azione prioritarie.

Cambiamento climatico

Obiettivo - stabilizzare le concentrazioni atmosferiche di gas di serra ad un livello che non generi variazioni innaturali del clima terrestre.

A livello scientifico è ormai appurato che il cambiamento climatico è una realtà e che lattività

umana causa un aumento delle concentrazioni di gas di serra allorigine del problema. La priorità assoluta per il Sesto programma sarà la ratifica e lattuazione del protocollo di Kyoto sullabbattimento delle emissioni di gas di serra dell8% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2008-2012. Questo deve essere considerato un primo passo verso lobiettivo a lungo termine di un abbattimento del 70%.

Natura e biodiversità: proteggere una risorsa unica

Obiettivo: proteggere e ripristinare il funzionamento dei sistemi naturali ed arrestare la perdita di biodiversità nellUnione europea e nel mondo; proteggere il suolo dallerosione e dallinquinamento.

Dei sistemi naturali sani ed equilibrati sono essenziali per la vita e il funzionamento della società. È necessario sanare gli squilibri generati dallinquinamento, dalluso non sostenibile del territorio e del mare e dai potenziali rischi per la biodiversità. La completa attuazione della legislazione ambientale è la chiave di volta per risolvere la minaccia dellinquinamento. La rete comunitaria Natura 2000 si prefigge di tutelare alcune aree importanti dal punto di vista ambientale e va realizzata nella sua interezza. Per estendere la tutela alle aree rurali in senso lato è necessario incorporare in modo più saldo ed efficace lambiente e la biodiversità nelle politiche agricole, territoriali, di silvicoltura e marine; ciò va fatto in abbinamento a nuove iniziative, come ad esempio lo sviluppo di una strategia di protezione del suolo in Europa.  Sarà dedicata maggiore attenzione alla protezione dellambiente marino.

Ambiente e salute

Obiettivo: ottenere una qualità dellambiente in virtù della quale il livello dei contaminanti di origine antropica, compresi i diversi tipi di radiazioni, non dia adito ad impatti o a rischi significativi per la salute umana.

Vi è una crescente consapevolezza ed evidenza del fatto che la salute umana è colpita da problemi ambientali correlati allinquinamento atmosferico ed idrico, alle sostanze chimiche pericolose e al rumore. È quindi necessario un approccio olistico ed esaustivo allambiente e alla salute, incentrato sulla precauzione e sulla prevenzione dei rischi e attento alle esigenze dei gruppi di popolazione particolarmente sensibili, come bambini e anziani. Nelle singole aree di intervento sarà indispensabile garantire lapplicazione della legislazione esistente e intraprendere ulteriori azioni.

Uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti

Obiettivo: garantire che il consumo delle risorse rinnovabili e non rinnovabili non superi la capacità di carico dellambiente; ottenere lo sganciamento delluso delle risorse dalla crescita economica mediante un significativo miglioramento dellefficienza delle risorse, la dematerializzazione delleconomia e la prevenzione dei rifiuti.

Le risorse del pianeta, soprattutto quelle rinnovabili come il suolo, lacqua, laria e le foreste, sono soggette a forti pressioni esercitate dalla società umana. È necessaria una strategia che, mediante strumenti fiscali ed incentivi, possa garantire un uso più sostenibile delle risorse.  Secondo le previsioni i volumi di rifiuti sono destinati ad aumentare se non saranno intraprese azioni di rimedio. La prevenzione costituirà un elemento fondamentale della politica integrata dei prodotti. Urgono ulteriori misure per incoraggiare il riciclaggio e il recupero dei rifiuti.

LUnione europea nel contesto mondiale

Lattuazione del Sesto programma sarà intrapresa nel contesto di unUnione europea allargata, e le successive misure dovranno tener conto di questa prospettiva più ampia.  Naturalmente lattuazione della legislazione ambientale comunitaria costituirà il compito principale dei paesi candidati, che potranno avvalersi dellaiuto di programmi di finanziamento comunitari. Questi paesi avranno lopportunità di muoversi in direzione di uno sviluppo economico che risulti sostenibile e che eviti il tipo o la portata dei problemi ambientali con cui lEuropa occidentale è oggi costretta a confrontarsi.  Sul piano internazionale sarà essenziale che le problematiche ambientali siano adeguatamente e perfettamente integrate in tutti gli aspetti delle relazioni esterne della Comunità. Lambiente merita la massima attenzione e finanziamenti adeguati da parte degli organismi internazionali.  È importante dare sostegno ed applicazione alle diverse convenzioni internazionali, in particolare quelle relative a cambiamento climatico, biodiversità, sostanze chimiche e desertificazione.

La partecipazione e una solida conoscenza alla base del processo politico

Un aspetto centrale del Sesto programma, nonché il fattore determinante per il suo successo, sarà il coinvolgimento delle parti interessate, che dovrà permeare ogni fase del processopolitico, dalla fissazione degli obiettivi alla concretizzazione delle misure. Lelaborazione, lattuazione e la valutazione della politica ambientale si baseranno sulle più recenti conoscenze scientifiche ed economiche, su dati ed informazioni ambientali affidabili e aggiornati e sulluso di appositi indicatori.

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La proposta decisione relativa al Sesto programma di azione per lambiente fornirà alla a Comunità allargata lorientamento, limpulso e gli strumenti di cui necessita per ottenere un ambiente pulito e sicuro. Coinvolgendo cittadini e imprese in questo processo, contribuirà in modo decisivo allo sviluppo sostenibile.

Ambiente 2010 - Il nostro futuro, la nostra scelta

Un programma di azione per lambiente dellEuropa

agli inizi del XXI secolo

1. IL CONTESTO DEL NUOVO PROGRAMMA DI AZIONE PER LAMBIENTE

Un ambiente sano e pulito fa parte integrante della prosperità e della qualità della vita che desideriamo per noi stessi oggi come per i nostri figli nel futuro. Esigiamo che laria che respiriamo, lacqua che beviamo ed il cibo che consumiamo siano privi di inquinanti e contaminanti; vogliamo vivere senza il fastidio del rumore e desideriamo poter ammirare la bellezza di una natura intatta nelle campagne, lungo le coste e in montagna. Vogliamo poi un mondo libero dalla minaccia dal cambiamento climatico.  Lapopolazionemondiale è destinata a crescere ancora.Sistima chenel mondooccidentale ogni persona consumi fino a 50 volte più risorse nel corso della sua vita rispetto ad una persona di un paese in via di sviluppo. La costante crescita economica dei paesi industrializzati, abbinata alla crescita demografica e al naturale desiderio dei paesi in via di sviluppo di raggiungere lo stesso nostro livello di benessere materiale, può portare ad una crescita smisurata del fabbisogno di risorse. Se non troveremo modi nuovi e diversi di far fronte a tale fabbisogno, dovremo affrontare pressioni ed impatti senza precedenti sullambiente mondiale.

La tutela dellambiente, per quanto problematica, schiude anche delle opportunità: è certo vero che le persone aspirano a vivere in un ambiente pulito e sano, ma bisogna anche riconoscere che i danni, economici e non, legati allinquinamento e al cambiamento climatico sono ragguardevoli. Tutelare il nostro ambiente non significa necessariamente operare dei tagli alla crescita e ai consumi: gli elevati standard ambientali possono anche rivelarsi un motore di innovazione, capace di schiudere nuovi mercati e nuovi sbocchi economici, e si tratta piuttosto di cercare di migliorare la qualità della crescita economica e delle altre attività umane in modo da conciliare ad un tempo sia il nostro fabbisogno di beni e servizi che lesigenza di un ambiente sano e pulito. Dobbiamo riuscire a sganciare dalla crescita economica limpatto ed il degrado ambientale, ad esempio aumentando in misura significativa lecoefficienza, ovvero diminuendo la quantità di risorse naturali utilizzate in ingresso per produrre una data quantità di beni o servizi. I modelli di consumo devono diventare più sostenibili.

Insomma dobbiamo incoraggiare un modello di società in cui le automobili che guidiamo siano ecologiche, i rifiuti che produciamo siano riciclati o smaltiti senza rischi, le fonti e le tecnologie energetiche cui ricorriamo non provochino il riscaldamento del pianeta, i prodotti che fabbrichiamo, dai computer ai giocattoli, non disperdano sostanze chimiche pericolose nellambiente, nel cibo e nel corpo umano, ed in cui lattività economica, turistica, edilizia ed agricola sia organizzata in modo da proteggere la biodiversità, gli habitat naturali e il paesaggio.

1.1..Una solida base da cui muovere

Molto è stato fatto nel corso degli ultimi trentanni per approdare ad un sistema completo di controlli ambientali nellUE. La valutazione globale 1 del Quinto programma dazione per lambiente, lanciato nel 1992, conclude che in molte aree sono stati compiuti progressi, sia mediante nuove misure ambientali, soprattutto in materia di inquinamento atmosferico ed idrico, sia per il rinnovato impegno verso lintegrazione degli obiettivi ambientali in altre aree politiche. Dalla relazione sullo stato dellambiente dellAgenzia europea per lambiente 2 e da altri dati emerge che ciò ha prodotto una serie di importanti miglioramenti, per esempio:

le emissioni industriali nellatmosfera di sostanze tossiche quali il piombo e il mercurio sono state significativamente ridotte;

lacidificazione di aree boschive e corsi dacqua, causata dalle emissioni di biossido di zolfo (SO2), è stata fortemente ridotta;

la depurazione delle acque reflue ha migliorato lo stato di salute di molti laghi e fiumi.

Anche in molte altre aree sono stati compiuti passi avanti e si preparano ulteriori miglioramenti sotto il profilo ambientale indotti dalla legislazione comunitaria. Purtroppo però la Valutazione globale dimostra anche che spesso gli Stati membri tardano ad attuare quanto deciso a livello europeo, cosicché i cittadini e lambiente non traggono il dovuto beneficio da queste decisioni. È necessaria da parte degli Stati membri una costante opera di recepimento delle norme comunitarie nel diritto nazionale e di applicazione sul campo.Il Quinto programma di azione per lambiente ha anche rinnovato lapproccio nei confronti dei problemi ambientali sul piano politico, sottolineando lesigenza di integrare gli obiettivi ambientali nelle altre politiche, come ad esempio quella dei trasporti, dellindustria o dellagricoltura. Nella stessa ottica ha motivato la comunità imprenditoriale, le autorità regionali e locali e ovviamente i cittadini a battersi per un ambiente migliore. A questo fine il Quinto programma ha cercato di ampliare la gamma di strumenti, al di là della legislazione ambientale, per comprendere gli strumenti di mercato, le campagne di sensibilizzazione e la pianificazione territoriale. Questi orientamenti restano di attualità e mantengono il loro carattere prioritario nel programma attuale.

Nonostante i progressi su alcuni fronti, però, sussiste una serie di problemi: tra i più inquietanti vi sono il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e habitat naturali, lerosione e degradazione del suolo, i volumi crescenti di rifiuti, laccumulo di sostanze chimiche nellambiente, linquinamento acustico e alcuni inquinanti atmosferici ed idrici.  Siamo anche confrontati da una serie di tematiche emergenti, come gli inquinanti che alterano il nostro equilibrio ormonale. Stando alle attuali previsioni, se si manterranno inalterate le attuali politiche e tendenze socio-economiche, molti dei fattori di pressione allorigine di questi problemi, come i trasporti, il consumo energetico, il turismo, luso del territorio a scopi di infrastruttura, ecc. saranno esacerbati nel prossimo decennio. Non è quindi il caso di compiacersi.

Inoltre nel corso dei prossimi dieci anni la Comunità accoglierà al suo interno nuovi paesi e

intesserà più stretti legami con altri paesi vicini. Dovrà continuare ad assistere questi paesi

nella tutela del loro ambiente, garantendo al tempo stesso che le sue politiche, ad esempio in

1 Lambiente in Europa: quali direzioni per il futuro?, COM (1999) 543 def.

2 Lambiente nellUnione europea alle soglie del 2000, Agenzia europea per lambiente, 1999.

materia di trasporti ed agricoltura, siano improntate sullo sviluppo sostenibile. Per la Comunità i vantaggi dellallargamento sono notevoli sul piano ambientale: con ladesione di nuovi Stati membri, la Comunità arricchirà la propria biodiversità, amplierà lestensione delle zone naturali intatte e guadagnerà nuove opportunità di migliorare lambiente dellEuropa nel suo complesso.

In quanto europei e membri di una delle società più ricche del mondo siamo pienamente consapevoli del nostro ruolo e delle nostre responsabilità a livello internazionale. Da un lato siamo, al pari di altri paesi industrializzati, fra i principali artefici di problemi planetari quali le emissioni di gas di serra e del consumo di unenorme quota, che si potrebbe definire esagerata, delle risorse rinnovabili e non rinnovabili del pianeta, come minerali, fauna ittica e legname; dallaltro lEuropa è stata uno dei grandi propugnatori dellazione e della cooperazione internazionale, come lo sviluppo di Agenda 21 3 e del protocollo di Montreal 4 per la protezione dello strato di ozono, volti a garantire una crescita sostenibile.

1.2..Le condizioni dello sviluppo sostenibile

Un uso razionale delle risorse naturali del pianeta e la salvaguardia dellecosistema globale sono presupposti essenziali dello sviluppo sostenibile, assieme alla prosperità economica e ad unequilibrata organizzazione sociale. Dallo sviluppo sostenibile dipendono, in Europa come nel resto del mondo, il nostro benessere a lungo termine e leredità che lasceremo alle generazioni future.

Il nuovo programma identifica quegli aspetti dellambiente che devono assolutamente essere affrontati per ottenere uno sviluppo sostenibile: cambiamento climatico, uso esagerato delle risorse naturali rinnovabili e non, perdita di biodiversità, accumulo di sostanze chimiche tossiche persistenti nellambiente. Determina quindi gli obiettivi e i traguardi da perseguire, descrive come si intende utilizzare gli strumenti della politica ambientale comunitaria per questi fini e sottolinea la necessità di intervenire anche in altre aree politiche. Per cambiare ad esempio il modo in cui oggi pratichiamo lagricoltura, distribuiamo lenergia, forniamo i trasporti ed utilizziamo il territorio occorre rinnovare le politiche relative a queste aree; il presupposto di fondo è che la tutela ambientale sia integrata nelle altre aree politiche, ma occorre anche che la Comunità riformi il proprio sistema di governance in modo da riuscire a conciliare non solo gli obiettivi socio-economici con quelli ambientali ma anche le diverse vie per conseguirli.

Lo sviluppo sostenibile rappresenta al tempo stesso una notevole opportunità per unEuropa post-industriale che si affaccia sulleconomia della conoscenza o sulla e-economy. Se riusciremo ad appoggiare e favorire lo sviluppo di un mercato più verde, le imprese e i cittadini risponderanno con innovazioni tecnologiche e manageriali che sproneranno crescita, competitività, redditività ed occupazione. Una politica ambientale progressista potrà così contribuire allobiettivo che il Consiglio europeo di Lisbona si è prefisso: rendere lEuropa leconomia della conoscenza più competitiva al mondo. Le principali società ed imprese stanno già integrando i principi dello sviluppo sostenibile nelle loro strategie aziendali primarie.

Sviluppo sostenibile, tuttavia, significa ben più di un ambiente pulito: qualsiasi intervento

mosso in nome dello sviluppo sostenibile deve tener conto delle possibili implicazioni socio-

3 Adottata da più di 178 governi alla Conferenza delle Nazioni Unite sullambiente e lo sviluppo

(UNCED) tenutasi a Rio de Janeiro, Brasile, dal 3 al 14 giugno 1992.

4 Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, adottato nel 1987.

economiche che comporta. Per questo il programma di azione, pur concentrandosi sulla dimensione ambientale dello sviluppo sostenibile, non tralascia lobiettivo di una migliore qualità della vita in senso generale per i cittadini dellUnione europea.  In vista del Consiglio europeo di Göteborg del giugno 2001 la Commissione sta elaborando una strategia UE sullo sviluppo sostenibile che affronterà aspetti ambientali, sociali ed economici. Il programma qui presentato non pregiudica in alcun modo ulteriori elementi eventualmente contenuti in detta strategia.

1.3..Caratteristiche del programma

Questo nuovo programma determina gli obiettivi ambientali per i prossimi 10 anni ed oltre ed illustra le azioni che devono essere intraprese nei prossimi 5-10 anni per conseguirli. Pur concentrandosi sulle azioni e gli impegni che devono essere intrapresi a livello comunitario, esso identifica anche misure e responsabilità che spettano agli organismi nazionali, regionali e locali nonché ai diversi settori economici; queste azioni sono state identificate a fronte della necessità di ricercare il massimo livello possibile di armonizzazione e ravvicinamento delle legislazioni per poter garantire il funzionamento del mercato interno. Ciò comprende un numero esiguo di strategie tematiche (cioè strumenti di vario tipo, che spaziano dalle proposte legislative, che devono essere adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei ministri, a iniziative di stampo divulgativo) per le aree in cui solo un complesso di misure coordinate potrà dare risultati. Le strategie tematiche definiscono lapproccio politico generale ed il pacchetto di misure proposto per conseguire in modo economicamente efficiente gli obiettivi e i traguardi ambientali. Questi saranno a loro volta determinati sulla base di fondate analisi scientifico-economiche e di un processo di consultazione e di dialogo aperto con le diverse parti interessate.

In esito alle conclusioni della valutazione globale e alle relazioni sullo stato e sulle tendenze dellambiente, il programma è stato imperniato sulle seguenti tematiche prioritarie, suddivise in quattro voci principali:

(i) cambiamento climatico;

(ii).natura e biodiversità: salvaguardare una risorsa unica;

(iii).ambiente e salute;

(iv).garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e dei rifiuti.

 

Il programma andrà soggetto a riesame nel 2005 e sarà riveduto e corretto, ove necessario, per dare riscontro di nuovi sviluppi e nuove informazioni eventualmente in nostro possesso.

2..UN APPROCCIO STRATEGICO PER IL CONSEGUIMENTO DEI NOSTRI OBIETTIVI

AMBIENTALI

Lalegislazioneinmateria ambientale è e resteràunpilastrofondamentaledellapproccio comunitario per il perseguimento degli obiettivi ambientali; una delle priorità strategiche fissate per il prossimo decennio è affrontare le notevoli falle attuative riscontrate in numerose aree.

Tuttavia le odierne sfide ambientali impongono di guardare oltre lapproccio strettamente normativo e di assumere un strategia su più fronti capace di indurre i necessari cambiamenti dei nostri modelli di produzione e consumo. Dobbiamo mettere a profitto tutta una serie di strumenti e misure che ci permettano di influenzare le decisioni operate da imprese, consumatori, cittadini e responsabili delle politiche in altre aree, come accade ad esempio per le decisioni in materia di pianificazione e gestione territoriale, prese a livello locale.  Ecco perché questo programma propone cinque indirizzi prioritari di azione strategica, che potranno essere di ausilio nel perseguimento dei nostri obiettivi ambientali: il primo è migliorare lattuazione della normativa vigente; il secondo mira ad integrare le problematiche ambientali nelle decisioni prese in seno ad altre politiche; il terzo si concentra su una nuova, più stretta collaborazione con il mercato per il tramite di imprese e consumatori; il quarto mira a responsabilizzare il privato cittadino e ad aiutarlo a modificare il proprio comportamento; infine il quinto vuole incoraggiare una migliore pianificazione e gestione territoriale.

2.1..Migliorare lattuazione della normativa vigente

Lattuazione dellestesa normativa ambientale comunitaria e del programma LIFE ha contribuito in modo decisivo ai miglioramenti elencati al capitolo 1. Lo stesso vale per i primi dispositivi di autoregolamentazione introdotti su scala comunitaria, il sistema di ecogestione e audit (EMAS)5 e il marchio ecologico europeo. Questi strumenti e dispositivi giuridici, che costituiscono la dorsale della politica di protezione ambientale della Comunità, hanno recentemente subito una parziale revisione volta a migliorarne la coerenza e lefficacia.  Lattuazione nel diritto nazionale, lapplicazione e la garanzia di applicazione di tutta la normativa vigente costituiscono una priorità strategica per il periodo contemplato dal programma; la Commissione continuerà quindi ad avviare procedimenti di infrazione nei confronti degli Stati membri inadempienti e, ove necessario, ad adire la Corte di giustizia europea per garantire il rispetto degli obblighi che gli Stati stessi hanno assunto adottando la normativa. Il problema è che il sistema ha tempi estremamente lunghi, cosicché per un esito concreto possono volerci molti anni.

Il procedimento legale, però, non è necessariamente lunico modo per garantire losservanza

delle norme comunitarie: la trasparenza può essere un potente mezzo per spronare gli Stati

membriele autorità inritardonellattuazione e nellapplicazione praticadella normativa

comunitaria, ad esempio perché mette in mostra i casi di attuazioni particolarmente riuscite,

che possono fungere da modello esemplare per altri paesi. Per determinati dispositivi e ove

possibile in collaborazione con il Parlamento europeo, la Commissione intende appunto

perseguire una strategia nella quale gli inadempienti e gli adempienti sono segnalati per nome

5 Il riferimento allEMAS sarà inserito appena disponibile.

e lodati o biasimati secondo i casi (name, fame and shame); queste informazioni saranno accessibili grazie ad un tabellone aggiornato sullapplicazione. Su un piano più generale, anche con la ratifica e lapplicazione della Convenzione di Aarhus sullaccesso allinformazione, sulla partecipazione allattività decisoria e sullaccesso alla giustizia in materia ambientale si otterrà una miglior attuazione della normativa comunitaria da parte degli Stati membri.

Il crimine ambientale, inteso come violazione della normativa comunitaria e delle eventuali misure di attuazione nel diritto nazionale a seguito di dolo o negligenza grave, ed il crimine organizzato vanno combattuti con vigore. La Commissione incoraggerà un approccio bifronte, consistente da una parte nello stabilire sanzioni penali a livello nazionale, ai sensi del pilastro CE, per i casi in cui la normativa comunitaria viene deliberatamente evasa, e dallaltra nel ravvicinare le disposizioni nazionali in materia di crimine organizzato e nel rafforzare la cooperazione giudiziaria ai sensi del terzo pilastro UE.

Svolge infine un importante ruolo di supporto al processo di applicazione lo scambio di esperienze e di buone prassi per lattuazione della legislazione comunitaria in seno alla rete delle autorità di attuazione degli Stati membri (IMPEL).

Azioni

Ulteriore supporto alla rete IMPEL per lo scambio fra Stati membri di buone prassi sullapplicazione ed estensione della rete ai paesi candidati.

Relazione sullattuazione mediante sia la relazione annuale della Commissione sul controllo dellapplicazione della normativa CE sia il sondaggio annuale sullapplicazione della normativa ambientale CE, e presentazione di tali dati sotto forma di tabellone di attuazione.

Strategia di informazione e segnalazione ‘Name, shame and fame’ organizzati dalla

Commissione in merito a specifiche direttive.

Promozione di migliori standard ispettivi da parte degli Stati membri.

Lotta al crimine ambientale.

Ove necessario, ricorso alla Corte di giustizia contro gli inadempienti.

2.2..Integrazione delle tematiche ambientali nelle altre politiche

Cè un limite a quello che le politiche che dipendono dalle autorità ambientali possono fare in direzione degli obiettivi ambientali: per esempio i necessari cambiamenti nel modo in cui pratichiamo lagricoltura, distribuiamo lenergia, forniamo i trasporti ed utilizziamo le risorse rinnovabili e il territorio passano anche attraverso il rinnovamento delle relative politiche settoriali oltre che delle politiche ambientali generali. Ciò presuppone lintegrazione degli obiettivi ambientali sin dalla fase embrionale del processo decisionale e la capacità di giudicare ed operare scelte informate lungo orizzonti temporali molto più ampi.  La Comunità ha già dato atto dellimportanza dellintegrazione della protezione ambientale nelle altre politiche inserendo questo obiettivo nellarticolo 6 del trattato.  Il Consiglio europeo di Cardiff del 1998 ha cercato di dare unapplicazione pratica a detto articolo richiedendo ai diversi Consigli settoriali di elaborare strategie e programmi finalizzati ad integrare le tematiche ambientali nelle rispettive aree di interesse. Questo processo va appoggiato mediante unefficace valutazione ambientale di tutte le nuove proposte mosse dalla Commissione e mediante unulteriore opera di definizione di indicatori per misurare i progressi nei settori che sono già molto avanzati in questa direzione.  I capitoli che seguono danno alcuni orientamenti sui punti in cui lintegrazione dellambiente nelle altre politiche è necessaria per conseguire gli obiettivi relativi ai temi prioritari. Il capitolo 8 prevede lulteriore sviluppo di indicatori dellintegrazione quale importante strumento di monitoraggio. Inoltre la Commissione rafforzerà i propri meccanismi interni al fine di garantire che tutte le sue iniziative tengano conto delle problematiche ambientali.

Azioni

Istituire ove necessario ulteriori meccanismi interni di integrazione in seno alla

Commissione che garantiscano, tra laltro, che la tutela ambientale sia valutata appieno nella fase di preparazione di tutte le iniziative politiche della Commissione.

Proseguire nellazione di stimolo allapplicazione delle norme del trattato sullintegrazione dellambiente, come liniziativa avviata al vertice di Cardiff, e garantire che le strategie elaborate siano tradotte in azioni concrete.

Ulteriore sviluppo di indicatori atti a controllare e descrivere il processo di integrazione settoriale.

2.3..Indurre il mercato a lavorare per lambiente

Fino ad oggi lapproccio nei confronti delle imprese è stato fondamentalmente incentrato sulla fissazione di norme ed obiettivi e sul far sì che le aziende li rispettino. A ciò gli Stati membri hanno in misura crescente aggiunto strumenti di mercato, come le ecotasse su determinati prodotti, finalizzati a modificare i segnali di prezzo sul mercato a favore di prodotti, processi e servizi più ecologici. Molti Stati membri hanno anche intrapreso riforme fiscali ambientali, che associano ad imposte ambientali nuove o maggiorate una riduzione del carico fiscale sui redditi da lavoro al fine di stimolare loccupazione. Se inserite nel giusto contesto, le ecotasse possono essere estremamente efficaci in termini sia economici che ambientali 6 ,come dimostrano le aliquote differenziate per la benzina con e senza piombo; esse incentivano molto le imprese a ricercare ed investire in tecnologie più ecologiche o a minore intensità di risorse (efficienza dinamica), e questo le rende particolarmente interessanti per la soluzione di problemi di lungo respiro. Un esempio di strumento di mercato utilizzato dalla Comunità è il contratto agro-ambientale firmato con gli agricoltori, che ricevono incentivi pecuniari se assumono specifici impegni ambientali.

Poiché lintroduzione delle ecotasse è spesso avversata dallindustria, che teme cali di

competitività, la maggior parte di queste imposte è accompagnata da numerose deroghe. Per

scacciare i timori relativi alla competitività è necessario un approccio armonizzato a livello

comunitario: è questo il principio ispiratore della proposta della Commissione del 1997

relativa allimposta sui prodotti energetici, che mira ad aumentare le aliquote minime

applicate ai prodotti energetici attualmente soggetti a imposta (oli minerali) e a tassare quei

prodotti energetici che fino ad ora in alcuni o in tutti gli Stati membri sono esentasse (gas,

6 Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Conciliare bisogni e

responsabilità - lintegrazione delle questioni ambientali nella politica economica, COM(2000) 576 def.  del 20.9.2000.

elettricità, carbone), incoraggiando al tempo stesso gli Stati membri a ridurre altri carichi fiscali, in particolare sui redditi da lavoro. Fino ad oggi questa proposta non ha ottenuto il necessario consenso unanime degli Stati membri.

I mercati e la domanda dei consumatori possono essere orientati verso prodotti e servizi ecologicamente superiori ai prodotti concorrenti mediante linformazione e leducazione e garantendo che, per quanto possibile, il prezzo dei prodotti incorpori il reale costo ambientale.  Ciò spingerà le imprese a reagire con innovazioni ed iniziative manageriali che sproneranno crescita, redditività, competitività ed occupazione; permetterà inoltre ai consumatori di adottare uno stile di vita più ecologico operando scelte informate.

La collaborazione con il mondo imprenditoriale

La Comunità ha già sviluppato una serie di programmi ed iniziative finalizzati a migliorare la collaborazione fra pubbliche autorità e industria e ad incoraggiare da parte di questultima lautoregolamentazione verso un più elevato livello di tutela ambientale. Per esempio il programma comunitario di ecogestione e audit (EMAS) incoraggia lindustria ad istituire, su base volontaria, sistemi di gest ione e di audit ambientali per singole aziende o intere società e a pubblicare periodicamente relazioni sulla prestazione ambientale, poi verificate da revisori contabili accreditati indipendenti. Sebbene lattenzione nei confronti dellEMAS da parte delle imprese sia stata incoraggiante, occorre studiare misure supplementari che aiutino ad accrescere in modo significativo il numero di aziende che pubblicano relazioni rigorose e certificate in materia di ambiente o più generali di sviluppo sostenibile (ad esempio misure simili alla Global Reporting Initiative 7 (GRI) che dà orientamenti alle imprese su come riferire in merito ai progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile). Il programma comunitario LIFE resta un prezioso strumento per illustrare le opportunità e i vantaggi offerti daunamigliorprestazione ambientale da partediimprese e autorità locali.  Rimangono poi molte altre opportunità per rafforzare la partecipazione e limpegno della comunità imprenditoriale. Un primo semplice passo sarà quello di sviluppare un programma di assistenza allosservanza: la Commissione, in cooperazione con i gruppi industriali, svilupperà una gamma di strumenti atti ad aiutare le imprese a comprendere le norme ambientali CE e come conformarvisi. Questo esercizio potrà comprendere, ad esempio, linee guida sullosservanza dei diversi dispositivi di legge, compendi di normativa, appunti sulle buone prassi e sulle tecnologie pulite nei diversi settori imprenditoriali, la compilazione di un repertorio dei prestatori di servizi ambientali e pacchetti applicativi di gestione ambientale direttamente scaricabili da Internet.

Sarà dedicata particolare attenzione alladeguamento di questi strumenti alle esigenze delle piccole e medie imprese (PMI). La Commissione esaminerà ad esempio le possibilità di sviluppare un programma che incoraggi le PMI ad effettuare unautoverifica dellosservanza ed a migliorare i propri sistemi di ecogestione. Migliorare la partecipazione delle PMI al programma comunitario EMAS costituisce un obiettivo prioritario. A mo di incentivo per le PMI, gli Stati membri possono essere incoraggiati a snellire le proprie procedure di autorizzazione e relazione per le aziende accreditate ai sensi del programma. Per una migliore comprensione degli effetti positivi che i principi di efficienza ambientale possono avere sul risultato dellimpresa, vanno incoraggiati programmi come la European Eco-Efficiency Initiative (EEEI).

7 Istituita dalla Coalition for Environmentally Friendly Economies e dal programma per lambiente delle

Nazioni Unite nel 1987, vedi www.globalreporting.org.

17

Un altro modo per rafforzare la cooperazione con la comunità imprenditoriale è il ricorso ad accordi di autoregolamentazione in materia ambientale. Gli accordi devono rispettare severi criteri quanto a chiarezza di obiettivi, trasparenza e monitoraggio e devono essere efficaci nel conseguire obiettivi ambientali ambiziosi; le regole per le procedure di negoziazione e conclusione di tali accordi devono essere ben definite; ma, se ben concepiti, gli accordi ambientali possono produrre miglioramenti in modo rapido ed economicamente efficiente.  Le imprese che non soddisfano i requisiti ambientali di legge sono punite; quelle che raggiungono prestazioni ancora migliori, però, solitamente non vengono ricompensate né dalle pubbliche autorità né dal mercato. In collaborazione con le autorità degli Stati membri, la Commissione promuoverà lo sviluppo di regimi nazionali ed armonizzati di identificazione e premiazione per la buona prestazione ambientale delle imprese. A ciò si abbineranno procedure di autorizzazione e relazione semplificate.

Nel quadro del proposto approccio di politica integrata dei prodotti (IPP), la Commissione cercherà di migliorare lecologicità dei prodotti per tutto il loro ciclo di vita. Lo scopo è soddisfare il fabbisogno dei consumatori utilizzando meno risorse, ponendo minori rischi per lambiente e prevenendo alla fonte la generazione di rifiuti. Saranno previsti incentivi economici per i prodotti ecologici, la promozione di una domanda verde mediante una migliore informazione ai consumatori, lo sviluppo di una base oggettiva per una politicaverde di approvvigionamenti pubblici e lincoraggiamento di una progettazione più ecologica dei prodotti. Ciò implica un dialogo con le parti interessate al fine di migliorare la progettazione dei prodotti in base ad iniziative volontarie dellindustria e dei settori merceologici e sarà accompagnata, se necessario, da strumenti normativi e legislativi.  Il potenziale di miglioramento ambientale ottenuto mediante tecnologie, processi di produzione e materiali più ecologici è enorme, ma spesso la disinformazione o altre barriere di mercato ne ostacolano lapplicazione da parte delle imprese ed in particolare delle piccole e medie imprese. Oltre al supporto di tecnologie avanzate verdi mediante un programma di assistenza allosservanza e la politica integrata dei prodotti, altri modi per superare queste barriere sono le fiere tecnologiche e gli inventari tecnologici su Internet. La Commissione esaminerà questi ed altri aspetti specifici per garantire che sia lindustria europea che lambiente traggano pieno beneficio dalle opportunità tecnologiche esistenti.

Azioni

Incoraggiare una più ampia adozione del programma comunitario di eco-gestione e audit (EMAS) e sviluppare misure che incoraggino un maggior numero di imprese a pubblicare relazioni rigorose e certificate da esperti indipendenti in materia ambientale o di sviluppo sostenibile.

Istituire un programma di assistenza allosservanza, con specifico ausilio per le PMI.

Introdurre programmi di ricompensa per le aziende con le migliori prestazioni ambientali.

Incoraggiare impegni e accordi di autoregolamentazione per conseguire chiari obiettivi ambientali.

Adottare azioni specifiche, ai sensi di un approccio di politica integrata dei prodotti, per promuovere unevoluzione verso prodotti e processi più verdi.

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Aiuto ai consumatori per una scelta informata

Le persone, in quanto consumatori, hanno bisogno di informazioni pertinenti e comprensibili sulle credenziali ambientali di un prodotto per poter operare scelte informate a supporto delle iniziative ecologiche dellindustria. Delle stesse informazioni hanno bisogno anche gli addetti agli approvvigionamenti pubblici o privati. La Commissione esaminerà le opzioni per garantire che le imprese forniscano tutte le informazioni necessarie ai consumatori mediante pagine web o altri mezzi di comunicazione.

Al fine di influenzare la scelta del consumatore in direzione di prodotti più ecologici e di aiutare levoluzione verso approvvigionamenti pubblici verdi, alcuni Stati membri e la Comunità hanno sviluppato programmi che prevedono lattribuzione di un marchio ecologico ai prodotti. La Commissione esaminerà i progressi e lefficacia del programma comunitario e alla luce di tale esame apporterà le eventuali modifiche necessarie. Inoltre, nel quadro della proposta politica integrata dei prodotti, la Commissione esaminerà le possibilità di incoraggiare ladozione di quei tipi di marchi ecologici che permettono ai consumatori di confrontare i prodotti fra loro; ne è un valido esempio la classificazione di frigoriferi e congelatori in base allefficienza energetica e delle lavatrici in base allefficienza idro-energetica.  Abbinati agli incentivi finanziari delle autorità nazionali, come gli sconti parziali sui prodotti che rispondono ai più elevati criteri ambientali, questi possono essere strumenti estremamente efficaci. La Commissione indagherà anche su come possa essere introdotta nel mercato interno una formazione dei prezzi più competitiva per i prodotti verdi in generale.  Avranno la loro efficacia anche le informazioni sul contenuto (o sullassenza) di talune sostanze pericolose, sullorigine dei materiali utilizzati per fabbricare il prodotto, sulla riciclabilità del prodotto ecc. Negli anni a venire gli Stati membri e le imprese dovranno cercare di introdurre programmi di informazione per tutti i tipi di prodotti e la Commissione incoraggerà questa tendenza mediante la già citata politica integrata dei prodotti. Anche la direttiva sulla pubblicità ingannevole, attualmente in fase di revisione, trova applicazione nelle autodichiarazioni sulle caratteristiche ambientali del prodotto. La Commissione sviluppa linee guida per aiutare le imprese a osservare il disposto della direttiva; spetta poi alle autorità nazionali istituire adeguati meccanismi di controllo della veridicità di tali asserzioni.  Lapprovvigionamento pubblico costituisce circa il 14% della domanda sul mercato e ipurchasers delle imprese e degli organismi governativi e non governativi possono contribuire a rinverdire il mercato adottando tra i criteri di acquisto anche quello ambientale. La Commissione, nel garantire lomogeneità del mercato interno, continuerà ad incoraggiare ladozione di pratiche di approvvigionamento verdi inserendo, in una base di dati, linee guida che aiuteranno imprese e autorità locali a istituire sistemi validi e ad evitare di reinventare la ruota ogni volta. Sarà anche presa in esame la possibilità di promuovere lapprovvigionamento verde introducendo lobbligo di effettuare, prima dellacquisto, una valutazione dellimpatto ambientale delle diverse offerte conformi ai requisiti delle autorità aggiudicanti. In tal modo la scelta sarà operata con perfetta cognizione delle sue conseguenze ambientali. Per dare lesempio, la Commissione ed altre istituzioni ed organismi comunitari procederanno ad un riesame approfondito delle proprie pratiche di approvvigionamento ed intraprenderanno i passi necessari per migliorarle.

Azioni

Valutazione dei progressi e dellefficacia del programma comunitario di attribuzione del marchio ecologico.

Misure e, ove appropriato, incentivi fiscali volti ad incoraggiare ladozione di marchi ecologici che permettano ai consumatori di confrontare prodotti analoghi in base alla prestazione ambientale (ad es. allefficienza energetica).

Promozione dellapprovvigionamento verde mediante linee guida e riesame dei metodi di approvvigionamento allinterno delle istituzioni comunitarie, che daranno lesempio.

Sussidi ed aiuti di Stato con effetti nocivi per lambiente

Unaltra area di attività economica che merita attenzione è quella dei sussidi statali che danno luogo a conseguenze ambientali impreviste. I sussidi per lindustria carbonifera rallentano il passaggio a fonti più pulite di produzione energetica come il gas o lenergia eolica perché luso del carbone è mantenuto artificialmente meno caro. I sussidi ai prezzi agricoli e determinati pagamenti legati ai prodotti possono incoraggiare lo sviluppo di pratiche agricole antiecologiche. Allinterno di Agenda 2000 sono stati compiuti notevoli passi avanti nel riesame e nella revisione dei sussidi applicati ai termini della politica agricola comune della CE e dei fondi strutturali e di coesione; ma occorre fare di più al momento in cui questi programmi dovranno essere riveduti verso la metà del decennio.  Daltro canto il ricorso ai sussidi può anche risultare vantaggioso quando esso sia finalizzato a lanciare lo sviluppo di processi di produzione e prodotti ecologici, sempre che tali sussidi rispettino le regole comunitarie in materia di aiuti di Stato. La Commissione ha recentemente adottato nuovi orientamenti in materia di aiuti di Stato ambientali che massimizzeranno il potenziale di uso dei sussidi per scopi ambientali minimizzando al contempo limpatto sulla concorrenza nel mercato interno.

Un settore finanziario più verde

Le attività del settore finanziario in materia di crediti e di investimenti hanno un notevole impatto ambientale indiretto, poiché determinano quali imprese ed attività abbiano accesso al capitale e a quali condizioni. Facilitare linformazione in merito da parte del settore finanziario e delle imprese può creare un incentivo verso un comportamento più verde.  Inoltre sempre più azionisti e consumatori vogliono non solo sapere che una società fornisce prodotti e servizi validi ad un prezzo equo, ma vogliono anche la garanzia che la produzione sia avvenuta in maniera responsabile sotto il profilo ambientale e sociale. La Commissione aiuterà il settore finanziario incoraggiando un riferimento sistematico agli elementi di costo ambientali nelle relazioni finanziarie.

Laddove il settore finanziario offre al pubblico fondi di investimento verdi, possiamo lavorare in direzione di un accordo volontario circa la definizione di investimento verde. Inoltre, in cooperazione con la Banca europea per gli investimenti e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, possiamo avere un impatto più diretto sul flusso di fondi erogati ad attività ecologiche.

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Azioni

Promuovere lo scambio di buone prassi politiche tra gli Stati membri.

Studiare un accordo volontario con il settore finanziario che contempli ad esempio lo scambio di buone prassi, laccordo su norme armonizzate per la compilazione di relazioni da parte delle imprese del settore finanziario, lerogazione di crediti, i fondi di investimento verdi, ecc.

Rafforzare lintegrazione di obiettivi e considerazioni ambientali nei crediti erogati dalla Banca europea per gli investimenti.

Istituzione di un regime comunitario di responsabilità ambientale

In generale la normativa ambientale CE tende a incentrarsi sulla disciplina di alcune attività o sostanze che pongono rischi per la salute umana e per lambiente. Questo corpus legislat ivo affronta di rado la questione di cosa accadrebbe se, malgrado la normativa, dovesse verificarsi un danno alle persone, ai beni materiali o allambiente. Il trattato prevede che la politica ambientale comunitaria si basi su determinati principi fondamentali, tra cui il principio chi inquina paga ed il principio di azione preventiva 8 . Pertanto uno dei principali compiti della Comunità è garantire che chi causa danno alla salute umana o allambiente risponda delle proprie azioni e che comunque ove possibile tale danno sia evitato.  Nel Libro bianco sulla responsabilità ambientale del febbraio 2000 9 ,la Commissione propone un regime che ponga lonere della responsabilità in capo alle parti che causano danni alle persone o ai beni materiali, che contaminano siti o danneggiano la biodiversità. La legislazione sulla responsabilità ambientale è attualmente in fase di elaborazione.

Azione

Legislazione in materia di responsabilità ambientale.

2.4..Partecipazione dei cittadini e modifiche comportamentali

Gli europei sono fortemente impegnati nella tutela dellambiente e negli ultimi anni hanno iniziato a svolgere un ruolo più attivo a livello individuale in questo campo: molti hanno cominciato a sforzarsi di cambiare il proprio comportamento personale e familiare, per esempio riciclando, acquistando prodotti ecologici e installando sistemi ad alta efficienza energetica nella propria abitazione. Inoltre i cittadini più informati ed attivamente impegnati nel processo decisionale in campo ambientale costituiscono una forza nuova e potente, che permette di ottenere risultati ambientali. La gente esige di avere più voce in capitolo nelle decisioni operate a livello municipale, regionale, nazionale ed internazionale che si ripercuotono sulla salute e sulla qualità dellambiente. Per poterlo fare tuttavia ha bisogno di informazioni di qualità, fruibili e comprensibili, e deve poter avvicinare i responsabili delle decisioni per poter esprimere le proprie opinioni.

Ai sensi della Convenzione di Aarhus, le istituzioni della Comunità e degli Stati membri

hanno ratificato una serie di impegni relativi ad una maggiore trasparenza, allaccesso

allinformazione ambientale e alla partecipazione dei cittadini nel processo decisionale in

8 Articolo 174, paragrafo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea.

9 COM(2000) 66 def. del 9 febbraio 2000.

21 materia di ambiente. È già in corso la revisione di norme e procedure comunitarie, che sarà completataneiprossimianni.La Commissione è ancheimpegnata a migliorarela partecipazione delle parti interessate allelaborazione delle politiche e alla fissazione degli obiettivi di cui al capitolo 8. La piena attuazione della direttiva sulla valutazione dellimpatto ambientale e della proposta valutazione ambientale strategica contribuirà a dare potere ai cittadini, offrendo loro migliori opportunità di esprimersi nel processo decisionale di piani, progetti e politiche.

Per poter esercitare il proprio potere di votanti e di soggetti interessati alle decisioni operate a tutti i livelli di governo, i cittadini devono conoscere e capire i problemi in questione, le soluzioni necessarie e il contributo che possono apportare. Pertanto leducazione ambientale, linformazione mediante indicatori e mappe e le campagne di sensibilizzazione saranno elementi essenziali di questo processo. Sono già in corso iniziative volte a sviluppare un insieme di indicatori ambientali coerente e facilmente comprensibile a livello europeo e a migliorare la presentazione delle informazioni mediante mappe. Leducazione spetta essenzialmente ai singoli Stati membri, che sono incoraggiati ad inserire elementi di disciplina ambientale nei programmi scolastici.

Probabilmente linformazione ai cittadini che promuove uno stile di vita più sostenibile si presta meglio ad essere fornita a livello locale, regionale e nazionale attraverso una serie di enti, dalle pubbliche autorità alle ONG, che incutono rispetto e fiducia. Devono essere date informazioni pratiche che aiutino la gente a usare e acquistare prodotti e servizi alternativi più efficienti dal punto di vista energetico, riciclabili o per altro verso ecologici. Sono già in atto diverse iniziative di questo tipo, ad esempio i siti web e i programmi educativi del Regno Unito e della Svezia. La Comunità può contribuire a questopera di divulgazione fornendo informazioni sulle buone prassi e strumentari pratici capaci di mettere in moto le iniziative delle autorità locali e di altri enti.

Lampia diffusione di iniziative locali a favore dellambiente sta ad indicare che la gente ha a cuore lo stato del luogo in cui vive e la salvaguardia della campagna circostante, della fauna e della flora. La partecipazione pubblica al processo decisionale può essere migliorata mediante uninformazione più accessibile e di miglior qualità. Le relazioni ambientali delle imprese e delle autorità devono mettere a disposizione le informazioni a livello locale, cosicché i cittadini possano facilmente ottenere dati relativi alle emissioni delle fabbriche o degli impianti della loro zona. Questa è già prassi normale negli Stati Uniti, in cui le mappe che evidenziano queste informazioni sono consultabili in rete. Il riesame del sistema delle relazioni ambientali, trattato al capitolo 8, si prefigge un accesso pubblico di questo tipo ad informazioni di pertinenza locale di agevole comprensione.

Azioni

Misure volte a migliorare accessibilità e qualità delle informazioni sullambiente fornite ai cittadini (ad es. i carichi di emissioni inquinanti a livello locale).

Preparazione di strumentari pratici rivolti al livello regionale o locale per consentire ai cittadini di confrontare il proprio comportamento ecologico individuale o familiare e per dare suggerimenti su come migliorarlo.

2.5..Pianificazione e gestione del territorio più ecologiche

Nel complesso gioco di forze e pressioni contrastanti che danno adito ai problemi ambientali il ruolo della pianificazione e della gestione del territorio è fondamentale: esse coprono unampia gamma di decisioni, solitamente operate a livello locale o regionale, che determinano il carattere e lintensità delluso del territorio e di attività che spesso hanno un notevole impatto sulle condizioni ambientali. Questo impatto può essere diretto, per esempio perché distrugge un habitat o una zona paesaggistica, o indiretto, poiché genera traffico supplementare e quindi contribuisce al congestionamento, allinquinamento atmosferico e ai gas di serra. Questi impatti sono particolarmente preoccupanti nelle aree urbane e costiere, ove si esercitano le maggiori pressioni e sorgono i maggiori conflitti in materia di assetto territoriale.

La direttiva comunitaria relativa alla valutazione di impatto ambientale 10 (VIA) e la proposta sulla valutazione ambientale strategica (VAS), volte a garantire che le implicazioni ambientali dei progetti di infrastrutture e della pianificazione siano debitamente affrontate, contribuiranno anche a garantire che le considerazioni di ordine ambientale siano meglio integrate nelle decisioni di pianificazione.

Al di là di questo la Comunità può solo svolgere un ruolo di promozione e di incitamento ad una pianificazione efficace e a politicheappropriate a livellolocaleeregionale.Unimminente Libro verde sui trasporti urbani analizzerà le buone prassi e opererà unanalisi comparata nellottica di un trasporto più pulito grazie alla razionalizzazione delluso delle autovetture e alla promozione del trasporto pubblico. Le iniziative quali la rete delle città sostenibili e il programma pilota sulla gest ione integrata delle zone costiere vanno ulteriormente approfondite ed estese. La Commissione lancerà anche un programma specifico rivolto ad architetti, urbanisti, funzionari pubblici, imprese edili, gruppi ambientalisti e cittadini per incoraggiare le buone prassi urbanistiche e lo sviluppo di città sostenibili. Si concentrerà sullo sviluppo di reti di buone prassi, ad esempio tramite un sito web, che fungerà da forum per lo scambio di idee e di esperienze e da strumentario per favorire il passaggio ad uno sviluppo urbano sostenibile. Lo sviluppo di reti fra destinazioni turistiche permetterà di incoraggiare lo scambio di esperienze e di buone prassi riguardanti modalità sostenibili di turismo.  I programmi comunitari, soprattutto le politiche regionali, potranno svolgere un importante ruolo di stimolo alla gestione ambientale. La politica agricola comune offre un crescente margine di stimolo alla gestione ecologica del territorio per mezzo di programmi agro-ambientali.  Ciò sarà utile per assistere nellapplicazione della rete Natura 2000 e, più in generale, in direzione della salvaguardia della biodiversità e del paesaggio.

Azioni

Attrarre lattenzione mediante una comunicazione sulla pianificazione e lambiente -la dimensione territoriale.

Migliorare lapplicazione della direttiva sulla valutazione di impatto ambientale e garantire una corretta e capillare introduzione delle valutazioni ambientali strategiche dopo la loro adozione a livello comunitario.

Preparare un programma di lavoro della Commissione finalizzato a divulgare le buone prassi di pianificazione sostenibile, con sviluppo di un sito web e di strumenti correlati.

 

10 Direttiva 97/11/CE del Consiglio, del 3 marzo 1997, che modifica la direttiva 85/337/CEE concernente

la valutazione dellimpatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, GU L 73 del 13.3.1997, pag. 5.

Ulteriore supporto a programmi e reti che favoriscono lo scambio di esperienze e lelaborazione di buone prassi in materia di sviluppo urbano sostenibile.

La polit ica comunitaria di coesione, e soprattutto luso dei fondi comunitari, devono contribuire a garantire che la pianificazione sostenibile del territorio e lo sviluppo urbano siano affrontati in modo adeguato.

Maggiori risorse ed più ampio ambito di azione delle misure agro-ambientali in seno alla politica agricola comune.

Promozione e sviluppo di reti di mete turistiche al fine di promuovere sinergie attive a favore di un turismo sostenibile.

 

 

24

3..IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

3.1..Il problema

Gli elementi in nostro possesso indicano nel complesso che il cambiamento climatico è una realtà. Sebbene le variazioni di clima possano verificarsi naturalmente, è chiaro che lattività umana sta generando un aumento delle concentrazioni di gas di serra nellatmosfera. La comunità scientifica è ora fermamente convinta che ciò induce un aumento delle temperature terrestri con serie conseguenze per la stabilità e lequilibrio del clima. A chiara riprova del problema vi sono i seguenti elementi, classificati nelle relazioni di valutazione del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti del clima (IPCC):

nel corso degli ultimi 100 anni la temperatura media in Europa è aumentata di 0,8° circa;

lultimo decennio è stato il più caldo in assoluto e il 1998 lanno più caldo;

mentre in Europa settentrionale piove sempre di più, in Europa meridionale piove sempre meno.

Le attuali previsioni 11 suggeriscono che il cambiamento climatico indurrà un aumento della temperatura tra 1 e 6 gradi centigradi entro il 2100, con conseguenti innalzamenti del livello del mare fino a 90 cm e notevoli modifiche dei modelli climatici, con più frequenti siccità, inondazioni, ondate di freddo e forti tempeste. In Europa le regioni settentrionali diventeranno più calde e più umide e registreranno sempre più inondazioni e violente tempeste, mentre le aree meridionali andranno incontro a sempre maggior siccità, con notevoli conseguenze per lagricoltura, la silvicoltura, le risorse idriche e il turismo. Se non sarà arrestata, questa tendenza continuerà ad un ritmo tale che le specie vegetali ed animali delle diverse zone climatiche non saranno in grado di effettuare i movimenti migratori di pari passo con il mutamento. Le conseguenze per la biodiversità, già sottoposta ad enormi pressioni su altri fronti, possono essere disastrose.

Tutto questo ha implicazioni potenzialmente devastanti per la società: per esempio in certe regioni del mondo laumento della siccità e la distruzione dellagricoltura possono minacciare la sicurezza e la stabilità sociale; in tutto il mondo potranno esserci inoltre ripercussioni a livello sanitario, poiché con laumento della temperatura e delle piogge potranno diffondersi malattie tropicali e subtropicali. I costi economici di questi sviluppi saranno di gran lunga superiori ai costidel risanamento 12 .

I gas di serra problematici sono il biossido di carbonio (CO2), il metano (CH4), lossido di

azoto (N2O), e i cosiddetti gas fluorurati 13 . La principale causa dellaumento delle emissioni

dei gas di serra è la combustione di combustibili fossili per automobili, automezzi pesanti,

aeroplani, centrali elettriche, sistemi di riscaldamento domestico, ecc. Tra le altre fonti di gas

di serra vi sono le emissioni di metano del bestiame, gli ossidi di azoto dei terreni agricoli, le

11 Terza relazione di valutazione, IPPC, (2000).

12 European Environmental Priorities: An Integrated Economic and Environmental Assessment, DG

Ambiente, (2000).

13 Oltre a questi gas, le sostanze che impoveriscono lo strato di ozono (come i CFC) costituiscono gas di

serra estremamente potenti. Essendo queste in fase di progressivo abbandono ai sensi del protocollo di Montreal, la politica sul clima non si concentra più su di esse.

emissioni di metano generate dai rifiuti in discarica e le emissioni di gas fluorurati dei processi di produzione. La deforestazione e le modifiche dellassetto territoriale sono ulteriori importanti fattori che contribuiscono al rilascio di CO2 nellatmosfera. È viceversa possibile ridurre la concentrazione di CO2 nellatmosfera mediante tecniche di isolamento geologico e catturando il carbonio nella biomassa (foreste) e nel suolo mediante la modifica dei modelli e delle pratiche di utilizzo del territorio.

Leffetto dei gas di serra può ritardare ulteriormente il risanamento dello strato di ozono, che a sua volta influenza il clima mondiale. È necessario approfondire le nostre conoscenze dellatmosfera e delle sue leggi chimiche e dinamiche.

LUE ha assolto al suo impegno di stabilizzare le emissioni di CO2 nel 2000 al livello del 1990, sebbene ciò si debba principalmente a riduzioni sporadiche in Germania e nel Regno Unito. Di qui al 2010 tuttavia non sono previste ulteriori riduzioni delle emissioni di gas di serra a meno che non siano intraprese ulteriori misure. È prevista una forte crescita delle emissioni di CO2, fino al 40%, nel settore dei trasporti, che già oggi è responsabile quasi del 30% delle emissioni totali di CO2 nellUE. Il grafico sottostante raffigura il modo in cui sarà presumibilmente ripartita la crescita nei principali settori economici.

0

200

400

600

800

1000

1200

1400

1600

Energia

elettrica Tr asporti Industria Abitazioni Agricoltura Servizi Rifiuti

emissioni nel

1990

previsioni per il

2010

Ripartizione fra i diversi settori responsabili delle emissioni di gas di serra

Cifre in Mt CO2 equivalenti 14

La prevenzione del cambiamento climatico non deve necessariamente comportare una riduzione dei livelli di crescita e di prosperità; significa piuttosto rimodellare leconomia in modo da sganciare le emissioni dalla crescita economica. Il cambiamento climatico costituisce una potente forza di stimolo allinnovazione tecnologica e ad una maggiore efficienza economica.

14 Valutazione economica degli obiettivi di riduzione delle emissioni di ciascun settore per il cambiamento

climatico (gennaio 2001), DG Ambiente.

3.2..Obiettivi e traguardi

Obiettivi

In sintonia con la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, stabilizzare la concentrazione atmosferica di gas di serra ad un livello che non causi variazioni innaturali del clima della Terra.

Traguardi

Secondo gli scienziati per conseguire questo obiettivo le riduzioni mondiali di gas di serra devono essere ridotte nel lungo periodo del 70% circa rispetto ai livelli del 1990.  Dato lobiettivo di lungo respiro, lobiettivo cui mirare dovrà essere una riduzione globale entro il 2020 dellordine del 20–40% (a seconda dei reali tassi di crescita economica e quindi di emissioni di gas di serra e del successo delle misure intraprese per contrastare il cambiamento climatico) rispetto ai livelli del 1990, grazie ad un efficace accordo in sede internazionale.

Nel breve termine lUE è impegnata, ai sensi del protocollo di Kyoto, a conseguire entro il 2008-2012 una riduzione delle emissioni di gas di serra dell8% rispetto ai livelli del 1990.

3.3..Approccio politico

Contrastare il cambiamento climatico

Per affrontare il cambiamento climatico è necessaria una stretta cooperazione internazionale.  Per parte sua lUnione europea è responsabile del 15% circa delle emissioni di gas di serra nel mondo pur contando solo il 5% della popolazione mondiale; dobbiamo pertanto assumere un ruolo leader nella riduzione delle emissioni. Un primo importante passo è conseguire gli obiettivi fissati a Tokyo, che per la Comunità consistono in una riduzione dell8% entro il 2008 - 2012 rispetto ai livelli del 1990. Questo quantitativo, seppur modesto, richiederà grossi sforzi da parte dei diversi comparti economici responsabili delle emissioni. In parallelo la Comunità dovrà premere per accordi internazionali su riduzioni più ambiziose.  Nellintento di preparare unefficace azione comunitaria contro il cambiamento climatico, la Commissione europea ha pubblicato una Comunicazione sulle politiche e misure dellUnione europea volte a ridurre le emissioni di gas di serra ed un Libro verde sullo scambio dei diritti di emissione di gas ad effetto serra allinterno dellUnione europea 15 .Inquesto contesto ha anche lanciato il programma europeo per il cambiamento climatico (ECCP)16 .Irisultati dellECCP daranno fondamento a proposte politiche concrete nei settori dellenergia, dei trasporti, dellindustria e dellagricoltura e di un regime interno UE di scambi di emissioni.

Lazione si svilupperà lungo diversi assi di intervento:

misure specifiche per aumentare lefficienza energetica, il risparmio energetico, luso più consistente delle energie e delle materie prime rinnovabili e la riduzione di gas di serra diversi dal CO2, ad esempio mediante dispositivi specifici (come la normativa

 

15 Libro verde sullo scambio dei diritti di emissione di gas ad effetto serra allinterno dellUnione europea,

COM (2000) 87 def.

16 Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulle politiche e misure

dellUnione europea per ridurre le emissioni di gas di serra: verso un programma europeo per il cambiamento climatico (ECCP), COM (2000) 88 def.

integrata in materia di inquinamento, prevenzione e controllo), accordi ambientali con lindustria, uso di strumenti di mercato e supporto allapplicazione di tecnologie avanzate;

integrazione degli obiettivi relativi al cambiamento climatico nelle politiche settoriali della Comunità quali i trasporti, lenergia, lindustria, la politica regionale e lagricoltura, in base ad obiettivi specifici, identificando azioni concrete da intraprendere e sviluppando indicatori pertinenti;

le modifiche strutturali del settore dei trasporti per far fronte alla domanda di trasporti, la promozione del passaggio alla ferrovia, alle vie navigabili e al trasporto pubblico e una migliore efficienza dei trasporti sono fattori di importanza capitale in questo contesto. I combustibili alternativi e le tecnologie di propulsione più efficienti o generanti emissioni di carbonio basse o nulle devono essere studiati e sfruttati nellottica di renderli commerciabili. Si presterà attenzione alle emissioni dellaviazione, dalle quali si attende un aumento pari quasi al 100% tra il 1990 e il 2010.

in campo energetico, dobbiamo promuovere lulteriore conversione dalla generazione di elettricità a partire dal carbone o dal petrolio verso fonti a minori emissioni di CO2, soprattutto gas naturale, e decarbonizzare luso dei combustibili fossili. La conversione dovrebbe sempre più orientarsi verso le fonti di energia rinnovabili, con lobiettivo di arrivare al 12% di elettricità generata a partire da queste fonti entro il 2010. Man mano che le centrali nucleari giungono al termine del loro ciclo di vita e vengono chiuse, dovranno essere sostituite con alternative a tenore di carbonio basso o nullo. Luso di impianti a produzione combinata di calore e di energia elettrica (che distribuiscono il calore generato con la produzione di elettricità alle utenze industriali e domestiche) offre un potenziale di maggiore efficienza e di riduzione delle emissioni di CO2; entro il 2010 questo tipo di impianti combinati dovrebbe costituire il 18% dellapprovvigionamento elettrico. La gestione del fabbisogno energetico costituirà un elemento fondamentale della politica energetica;

in altri settori, lagricoltura dovrà ottenere notevoli diminuzioni delle emissioni di ossidi di azoto e metano, e la cattura di carbonio va sfruttata mediante tecniche che potenziano i bacini di assorbimento del carbonio in agricoltura e silvicoltura e mediante luso di prodotti derivati dal legno per le utenze domestiche e industriali. Lindustria deve puntare ad una maggiore efficienza energetica, prefiggendosi almeno laumento annuale dell1% previsto nel piano di azione dellUnione europea sullefficienza energetica;

sviluppo di approcci transettoriali, con istituzione di un regime di scambio dei contingenti di emissioni a livello UE entro il 2005 e di un regime fiscale sullenergia che produca aumenti costanti e prevedibili dei prezzi energetici;

potenziamento della ricerca, soprattutto su tecnologie e materiali innovativi, fonti e bacini di assorbimento di carbonio oceanici nonché effetti delle caratteristiche chimiche dellatmosfera; preparare la strada per drastiche riduzioni del consumo energetico;

migliorinformazione a cittadini e imprese in materia di cambiamento climatico, delle implicazioni che esso può avere a livello locale, e di come sia possibile contribuire ad affrontare il problema. La determinazione dellinquinamento a livello regionale, che mostra limpatto diretto sulle comunità locali, farà comprendere la necessità di cambiare e contribuirà a sensibilizzare lopinione pubblica.  Deve essere esaminata la tematica della cattura di CO2 nei vecchi giacimenti di gas e petrolio e nelle falde acquifere, che dovrà essere sfruttato ogniqualvolta ciò sia fattibile dal punto di vista ambientale ed economico.

Nel quadro del Programma europeo sul mutamento climatico (ECCP)17 , la Commissione elaborerà politiche e misure comunitarie che ruoteranno intorno a questi assi e il cui processo decisionale coinvolgerà numerose parti interessate. Restano tuttavia a carico degli Stati membri e delle autorità regionali e locali numerosi altri passi, ad esempio nel settore della politica dei trasporti, della pianificazione territoriale e delle campagne di sensibilizzazione.  Man mano che lUnione europea si espanderà verso lEuropa centrale e orientale, si schiuderanno opportunità di ridurre le emissioni migliorando lefficienza energetica in queste regioni ed assicurando che i prezzi dellenergia riflettano i costi ambientali. Sarà importante garantire che lapplicazione della politica agricola comune in questi paesi non comporti un aumento delle emissioni di metano ed ossido di azoto.

Azioni

Istituzione di un regime di scambio di quote di emissioni di CO2 a livello di UE.

Inventario e riesame dei sussidi allenergia negli Stati membri, con riferimento alla compatibilità con gli obiettivi relativi al cambiamento climatico.

Sostegno alle fonti di energia rinnovabili mediante la nuova direttiva e adeguati finanziamenti allinterno del mercato energetico liberalizzato.

Uso di strumenti di mercato, anche mediante ladozione di proposte sulle imposte energetiche.

Promozione del risparmio energetico sia nel riscaldamento che nel condizionamento degli edifici.

Accordo ambientale con lindustria automobilistica sullefficienza energetica e sulla riduzione di emissioni specifiche.

Azioni specifiche di riduzione delle emissioni di gas di serra dellaviazione in mancanza di un accordo in seno allOrganizzazione dellaviazione civile internazionale (ICAO) entro il 2002.

Fare del cambiamento climatico uno dei principali temi della politica comunitaria di ricerca e sviluppo tecnologico, in coordinamento con le attività di ricerca degli Stati membri.

 

17 Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulle politiche e misure

dellUnione europea per ridurre le emissioni di gas di serra: verso un programma europeo per il cambiamento climatico (ECCP), COM (2000) 88 def.

Prepararsi al cambiamento climatico

Il lasso di tempo che intercorre fra la riduzione delle emissioni di gas di serra e leffettiva riduzione delle concentrazioni è lungo. È probabile che anche se riusciremo ad abbattere le emissioni a livelli sostenibili, assisteremo comunque ad un certo grado di mutamento climatico indotto dallaccumulo di gas di serra nellatmosfera avvenuto finora. Abbiamo quindi bisogno di identificare ed attuare interventi di adattamento agli effetti del cambiamento di clima.

Dagli studi emerge già una serie di aree problematiche, tra cui ad esempio:

sistemi ed infrastrutture di trasporto ed energia, che dovranno resistere a condizioni meteorologiche estreme;

lurbanistica dovrà favorire lo sviluppo di aree verdi nelle città ed incoraggiare luso di materiali edili che contribuiscano a rendere le città più fresche;

le pratiche agricole e di utilizzo del territorio dovranno adattarsi a modelli climatici diversi;

la sanità pubblica dovràcombatteremalattie come idisturbigastrici,lacuigammaè destinata ad aumentare in tutta Europa a causa del clima più umido e caldo;

i servizi di emergenza dovranno adattarsi e modernizzarsi con attrezzature e procedure adeguate e produrre stime realistiche dei potenziali rischi del cambiamento climatico.  Le politiche di adeguamento al mutamento climatico spettano in prima istanza agli Stati membri e alle autorità regionali locali. La Comunità può tuttavia sostenerne lopera.

Azioni

Riesame delle politiche comunitarie, soprattutto in materia di coesione, per garantire che ladeguamento alle conseguenze del cambiamento climatico sia debitamente considerato nelle decisioni di investimento.

Sviluppo di strumenti di modellazione e determinazione del clima regionale per elaborare misure di adeguamento regionali e favorire la sensibilizzazione di cittadini e imprese.

Il ruolo leader dellUnione europea per gli interventi internazionali

LUnione europea dovrà continuare a fare da leader internazionale del processo di definizione e controllo di obiettivi che diano riscontro della necessità di un intervento efficace contro il cambiamento climatico e a premere per la loro osservanza. Un primo passo sarà la ratifica del protocollo di Kyoto in tempo per la sua entrata in vigore nel 2002.  I futuri accordi internazionali sullabbattimento delle emissioni di gas di serra dovranno comprendere i paesi non ancora impegnati a tali riduzioni nel protocollo di Kyoto, soprattutto quelli il cui sviluppo e i cui livelli di reddito sono già relativamente alti. I traguardi degli accordi futuri dovranno tra laltro essere guidati da considerazioni relative ad unequa distribuzione delle emissioni di gas di serra.

Azione

Ratifica ed attuazione del protocollo di Kyoto.

Il cambiamento climatico rappresenta una sfida notevole per la società moderna, che deve essere affrontata a livello internazionale mediante azioni concertate e pianificazione a lungo termine. È lecito presumere che, se affrontati nel giusto modo, i nostri sforzi per contrastare il cambiamento climatico potranno generare notevoli opportunità e benefici per le imprese, nonché leffetto collaterale positivo di un minor inquinamento atmosferico. Lindustria sarà spinta ad innovare, sviluppare nuovi prodotti e servizi e conquistare nuovi mercati su scala mondiale ma, cosa molto più importante, il successo di questopera garantirà che le generazioni future ereditino un ambiente vivibile ed una società sostenibile.

31

4..NATURA E BIODIVERSITÀ – UNA RISORSA UNICA DA SALVAGUARDARE

4.1..Il problema

Lesistenza di sistemi naturali sani ed equilibrati è essenziale per la vita su questo pianeta. La società si affida alla natura perché fornisca le risorse necessarie alla nostra sopravvivenza: aria, acqua, cibo, fibre, farmaci e materiali da costruzione. La natura è apprezzata anche in sé e per sé, in quanto prestatore di servizi, fonte di piacere estetico e di interesse scientifico. I bambini devono crescere consapevoli della natura che li circonda. Come specie abbiamo il dovere di preservare il valore intrinseco della natura sia per noi stessi che per le generazioni future.

Ciò significa che dobbiamo trovare una risposta alle pressioni esercitate dallattività umana sulla natura e sulla biodiversità da essa supportata. Tali pressioni possono essere classificate come segue.

Linquinamento generato da trasporti, industria e agricoltura continua a minacciare le aree naturali, la flora e la fauna selvatiche. Linquinamento può provenire da incidenti diretti e drammatici come il disastro di Baia Mare in Romania, in cui il cianuro e i metalli pesanti fuorusciti da una miniera doro e finiti nel fiume hanno causato una distruzione massiccia della flora e della fauna. Oppure gli effetti possono accumularsi nel tempo, come nel caso delle piogge acide che rovinano terreni, foreste e laghi, o delle sostanze chimiche che minacciano la capacità riproduttiva di uccelli ed altri animali.  L’”eutrofizzazione, o eccesso di nutrienti nellacqua, che causa leccessiva crescita di alghe o di altre piante, può costituire una minaccia per le forme di vita marine e di acqua dolce. Le radiazioni ionizzanti costituiscono per la flora e la fauna una potenziale minaccia che va tenuta sotto sorveglianza.

Altre pressioni provengono dal modo in cui utilizziamo il territorio, e dal fatto che sfruttiamo le risorse naturali ad un ritmo troppo veloce rispetto alla loro capacità di rigenerarsi, come nel caso degli stock ittici. La costruzione di nuove strade e insediamenti residenziali o di altro tipo frammenta la campagna in aree sempre più piccole, rendendo difficile la sopravvivenza delle specie. Tutte le tendenze indicano che la perdita di aree in aperta campagna a favore di insediamenti continuerà nel futuro.

Sono emerse inquietudini circa i potenziali rischi per la biodiversità generati da conseguenze indesiderate ed impreviste dellintroduzione di determinate specie non indigene ed inadatte alle condizioni locali e/o delluso degli OGM.  Dallo sfruttamento del mare e dalle varie pressioni sullambiente marino derivano analoghe pressioni di origine antropica.

Quando gli habitat sono degradati o perduti, la fauna e la flora sono messe sotto pressione o addirittura minacciate di estinzione. In Europa il 38% delle specie di uccelli e il 45% di tutte le farfalle sono in pericolo. In Europa settentrionale ed occidentale è stato perduto circa il 60% delle zone umide. Circa i due terzi degli alberi dellUnione europea sono sotto stress e gli incendi boschivi costituiscono un problema per lEuropa meridionale. Alcuni stock ittici rischiano il collasso e persino alcune forme di vita marina non commerciabili sono state decimate. Su scala mondiale, lo sfruttamento delle foreste e lesbosco illegale hanno causato 32 la perdita del 90% delle foreste tropicali atlantiche del Sud America, punto focale della biodiversità. È noto infine che il commercio internazionale di esemplari della flora e della fauna selvatiche minaccia circa 30.000 specie 18 .

La salvaguardia della natura e della biodiversità non significa necessariamente lassenza di attività umane. Gran parte dellassetto paesaggistico e degli habitat seminaturali di oggi sono un retaggio delle nostre pratiche agricole. Tuttavia anche la stabilità ecologica del paesaggio moderno, con la sua varietà di flora e fauna, è minacciata man mano che i terreni sono abbandonati o marginalizzati. Il mantenimento di questo assetto paesaggistico implica adeguate attività gestionali.

Il suolo costituisce una risorse esauribile vitale per lagricoltura ed è sotto pressione.  Lerosione generata dal clima e dalle condizioni meteorologiche rappresenta un problema particolarmente scottante nellEuropa meridionale, ma sempre più anche al nord. Lerosione è spesso legata ad un ridotto tenore di materia organica nel terreno e ciò può condurre alla desertificazione; alcune pratiche agricole e labbandono della terra costituiscono fattori predisponenti. Tra le altre minacce vi sono linquinamento e loccupazione del terreno per la costruzione di insediamenti umani.

Il turismo e lambiente naturale sono strettamente interconnessi. Al pari del patrimonio culturale, la natura e la biodiversità, se non sono gestite in modo corretto, possono essere seriamente danneggiate da uno sviluppo incontrollato del turismo. Le aree fragili come le isole, le zone costiere e montagnose contengono una ricchezza di biodiversità che merita particolare attenzione ed appositi mezzi di gestione integrata quando si ha a che fare con sviluppi turistici.

Diversità, distribuzione, composizione in termini di dimensioni ed età ed abbondanza delle varie specie sono indicatori del benessere dei sistemi naturali della Terra da cui la società dipende. Dobbiamo agire prima che sia troppo tardi per preservare le risorse insostituibili della natura e della biodiversità.

4.2..Obiettivi e traguardi

Proteggere e, ove necessario, risanare il funzionamento dei sistemi naturali ed arrestare la perdita di biodiversità sia nellUnione europea che su scala mondiale.  Proteggere il suolo dallerosione e dallinquinamento.

4.3..Approccio politico

La tutela della natura e della biodiversità nella Comunità segue un approccio pluridisciplinare e puòfondarsisulle politiche e suglistrumentiesistenti:

listituzione della rete Natura 2000, mirante allidentificazione delle aree naturali e degli ecosistemi più rappresentativi, che necessitano di tutela e gestione;

il contributo dei progetti del programma LIFE allattuazione della politica comunitaria per la natura;

 

18 Lambiente nellUnione europea alle soglie del 2000, Agenzia europea per lambiente, 1999.

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la strategia comunitaria per la biodiversità; è in corso di elaborazione una serie di piani di azione che affronteranno i principali problemi nei vari settori di politica economica e sociale;

la legislazione comunitaria per la salvaguardia della qualità delle acque e delle risorse idriche, la riduzione dellinquinamento atmosferico, lacidificazione e leutrofizzazione, lobbligatorietà delle valutazioni di impatto ambientale dei progetti e (in futuro) di piani e programmi per lassetto del territorio;

lo sviluppo dal 1992, allinterno della politica agricola comune, di misure agro-ambientali e di piani di sviluppo rurale con forte contenuto ambientale per il periodo 2000-2006 in risposta allAgenda 2000. Inoltre le nuove norme di tutela ambientale per i settori agricoli (con possibilità di revoca o taglio ai pagamenti diretti in caso di inosservanza), istituite dallAgenda 2000, forniscono sia lobbligo sia lopportunità per gli Stati membri di ottenere un migliore equilibrio tra agricoltura e ambiente;

il riesame della politica comune della pesca dopo il 2002, con maggior integrazione dei problemi ambientali;

la Commissione ha inoltre proposto raccomandazioni per lattuazione di una gestione integrata delle zone costiere: questa iniziativa propone un approccio integrato ed aperto alle parti interessate per molti complessi problemi cui sono confrontate le zone costiere.

4.4..Il percorso futuro

Il pericolo dellinquinamento

Attuazione

La natura e la biodiversità trarranno già beneficio dellattuazione pratica della legislazione ambientale negli Stati membri, sebbene in alcuni casi questa dovrà essere rafforzata. Tra le aree di intervento importanti vi sono laria e lacqua.

Catastrofi e protezione civile

La Comunità necessità di una politica coerente e consolidata per far fronte a catastrofi naturali e a rischi di incidenti. La Comunità può essere di ausilio agli Stati membri nella prevenzione di lungo termine, fornendo ad esempio strumenti di pianificazione territoriale, di valutazione ed allarme precoce e di perfezionamento della gestione delle emergenze mediante sorveglianza via satellite (grazie al sistema di navigazione satellitare Galileo) e con lo scambio di esperienze.

La direttiva Seveso II 19 offre una valida base per la gestione dei rischi di origine industriale, ma devessere estesa a nuove attività come gli incidenti nel settore dellestrazione e degli oleodotti. Da studi recenti 20 emerge che vi sono ampie variazioni nel grado in cui gli Stati membri controllano i rischi di incidente grave provenienti dagli oleodotti e che vi sono importanti lacune da colmare.

19 Direttiva del Consiglio 96/82/CE sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con

determinate sostanze pericolose, GU L 10 del 14.1.1997.

20 Regulatory benchmark for the control of major accidental hazards involving pipelines, CCR (1999).

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Azioni

Coordinamento comunitario degli interventi degli Stati membri in materia di incidenti e catastrofi naturali.

Misure di prevenzione degli incidenti industriali, con estensione della direttiva Seveso

II a oleodotti ed estrazione mineraria, e misure sui rifiuti da estrazione.

Radioprotezione

Lattuale sistema di radioprotezione si basa sulla protezione delluomo. Si è aperto un dibattito internazionale sulla necessità di proteggere anche animali e piante, al quale la Comunità deve partecipare.

Azione

Esame della necessità di proteggere animali e piante dalle radiazioni ionizzanti e di sviluppare a tal fine norme di qualità ambientale.

Utilizzo del territorio

La tutela delle aree naturali, sia marine che terrestri, e della biodiversità da esse supportata presuppone di gestire le diverse esigenze di uso e sviluppo delle aree stesse. Si tratta di prendere atto dellimportanza delle problematiche ambientali e della necessità di garantire uneconomia ed una struttura sociale sane nelle nostre aree rurali e costiere.  Le componenti di tale approccio sono le seguenti.

Tutela e gestione delle aree di particolare importanza - Natura 2000

La chiave di volta della politica europea di salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi che la supportano resta la piena realizzazione della rete Natura 2000. Il primo passo sarà la gestione degli elenchi dei siti da parte della Commissione; come seconda tappa, gli Stati membri dovranno puntare ad istituire piani di gestione per ciascun sito entro il 2004.

Gestione delle aree rurali

Agricoltura

Le riforme della politica agricola comune hanno e continueranno ad avere un impatto positivo sullambiente rurale. Esso può tuttavia ricevere ulteriore impulso se si farà in modo di destinare una più ampia quota dei fondi PAC a misure di stampo ecologico.  NellEuropa centrale e orientale la politica agricola comune può contribuire allammodernamento del settore agricolo ma deve essere introdotta in modo sensibile, con enfasi sullo sviluppo rurale. Andrebbe valutata la possibilità di designare una quota significativa del territorio come area agro-ambientale.

Luso delle misure di sviluppo rurale, tra cui il finanziamento comunitario ai sensi del Programma speciale di adesione per lo sviluppo agricolo e rurale (SAPARD), devono mirare alla promozione di agricoltura biologica, colture energetiche ed altri servizi di conservazione del terreno nonché allo sviluppo di attività non agricole nelle aziende agricole.

Paesaggio

Ogni paesaggio è un sistema caratterizzato da geologia, assetto territoriale, caratteristiche naturali e antropiche, fauna, flora, corsi dacqua e clima propri. È plasmato e caratterizzato da fattori socioeconomici e modelli abitativi. La salvaguardia e il miglioramento del paesaggio sono importanti per la qualità della vita, il turismo rurale ed il funzionamento dei sistemi naturali. Tuttavia lo sviluppo di alcuni tipi di agricoltura può mettere a repentaglio la redditività e lesistenza delle campagne. Pertanto la politica agricola comune incoraggia oggi metodi di coltivazione più favorevoli alla salvaguardia di paesaggi tradizionali. Su scala più ampia, la European Landscape Convention21 prevede misure atte ad identificare e valutare i paesaggi, al fine di definire obiettivi qualitativi e mettere a punto gli interventi necessari.  A livello comunitario, le polit iche regionali ed agricole devono garantire che la tutela, la salvaguardia e il risanamento del paesaggio siano adeguatamente integrati negli obiettivi, nelle misure e nei meccanismi di finanziamento.

Il programma di gestione integrata delle zone costiere è un esempio dellintervento e degli approcci necessari per conciliare il benessere economico e sociale con la salvaguardia della natura e del paesaggio.

Protezione e sviluppo sostenibile del patrimonio boschivo

Boschi e foreste costituiscono una risorsa naturale fondamentale ed un importante patrimonio economico. Lesistenza di zone boschive ben preservate e gestite in modo sostenibile contribuisce in modo decisivo alla biodiversità e allo sviluppo rurale. La gestione sostenibile crea una barriera contro il rischio di degrado e il pericolo di incendi. È necessario intervenire per garantire che boschi e foreste possano sostenere non solo le attività commerciali ma anche funzioni più ampie connesse alle risorse idriche e alla loro qualità, alla protezione e stabilità dei suoli e alla prevenzione di frane e valanghe. Tutto questo deve avvenire nel quadro della strategia sulla silvicoltura del 1998, che sostiene in particolare gli interventi di carattere regionale e locale.

Da quando, nel 1992, si tenne a Rio la Conferenza delle Nazioni Unite per lambiente e lo sviluppo (UNCED), sono stati compiuti notevoli sforzi a livello mondiale per applicare il concetto di sostenibilità al patrimonio boschivo. Allinterno del gruppo intergovernativo di esperti sulle foreste sono state concordate raccomandazioni specifiche sulle foreste, laccordo internazionale sui legni tropicali, la Convenzione sulla diversità biologica ed altro ancora. In Europa, la conferenza ministeriale sulla protezione delle foreste in Europa (MCPFE) ha istituito una piattaforma per lavorare in direzione della gestione sostenibile e della protezione di boschi e foreste. Nella sua risoluzione del 15 dicembre 1998 su una strategia di silvicoltura per lUnione europea il Consiglio ha sottolineato il ruolo plurimo di boschi e foreste ed ha valutato lattuazione degli impegni internazionali assunti dagli Stati membri e dalla Comunità europea.

Occorre incoraggiare lulteriore sviluppo della silvicoltura allinterno dei piani di sviluppo

rurale, con particolare enfasi su una gestione polifunzionale che si prefigga al tempo stesso

obiettivi di biodiversità, conservazione del patrimonio naturale, tutela ambientale e scopi

ricreativi. Devono essere elaborati a livello nazionale e regionale, in base ad appositi

21 L’”European Landscape Convention, adottata dalla commissione ministeriale del Consiglio dEuropa il

19 luglio 2000, è stata firmata il 20 ottobre 2000 da 18 paesi nel corso di una riunione ministeriale a Firenze.

36 orientamenti, programmi di promozione della gestione sostenibile di boschi e foreste contenenti traguardi ambientali qualitativi in materia di produzione, biodiversità, impatto sulle risorse idriche e funzioni ricreative.

Mediante la certificazione è possibile mostrare ai consumatori che il legno o i prodotti in legno provengono da zone boschive il cui sfruttamento commerciale è effettuato allinsegna della sostenibilità e delle buone prassi ambientali. Devono essere incoraggiati regimi di certificazione credibili.

Protezione del suolo

Poco è stato fatto finora per la protezione dei suoli in termini di rilevamento dati e ricerca.  Tuttavia le crescenti inquietudini a riguardo dellerosione e della perdita di terreno a favore degli sviluppi urbanistici e dellinquinamento del suolo indicano lesigenza di un approccio sistematico alla tutela del suolo, che deve contemplare:

erosione e desertificazione;

inquinamento generato da discariche di rifiuti e da attività industriali e minerarie;

inquinamento atmosferico, idrico e generato da alcune pratiche agricole e dallo spargimento per concimazione di fanghi di depurazione contaminati da metalli pesanti;

perdita di superficie, e quindi di terreno, a scopi edilizi;

ruolo del suolo come bacino di assorbimento del carbonio in relazione al cambiamento climatico.

Data la complessa natura delle pressioni esercitate sui terreni e la necessità di elaborare una politica dei suoli in base a dati e valutazioni scientifici, si propone una strategia tematica per la salvaguardia del suolo. I programmi di ricerca dellUE devono supportare questo lavoro.

Ambiente marino

Malgrado la sua importanza per la catena alimentare, a fini ricreativi e per il clima, la struttura e il funzionamento dellambiente marino sono tuttora in gran parte sconosciuti; restano molto limitate anche le nostre conoscenze e previsioni dellimpatto umano sugli ecosistemi marini.  Eppure la nostra società provoca un enorme impatto sullambiente marino e la sua biodiversità, soprattutto a causa dellinquinamento di fiumi, coste e mari da fonti industriali e urbane. A ciò si aggiungono i versamenti in mare delle petroliere, gli incidenti navali e lo sfruttamento intensivo delle zone costiere. Anche lintroduzione di specie non indigene (alloctone) in ambienti marini diversi è fonte di stress ambientale.  Tutto questo ha provocato un crescente grado di sollecitazione e inquinamento dei nostri mari, con effetti negativi sugli habitat e la vita marini.

Quasi tutti i mari regionali denunciano un calo del pescato e molte popolazioni ittiche sono sovrautilizzate. È necessario ridurre la pressione esercitata dalla pesca, perché così facendo si avranno effetti positivi sugli stock ittici e sulle popolazioni di mammiferi, rettili e uccelli marini nonché sugli habitat marini. La politica comune della pesca sarà aggiornata nel 2002 e le problematiche ambientali non connesse alluso sostenibile delle popolazioni sfruttate saranno integrate nellanalisi e nelle eventuali raccomandazioni per il futuro.  Tuttavia la tutela dellambiente marino e della sua biodiversità va ben al di là dello sfruttamento sostenibile delle risorse marine rinnovabili e presuppone una strategia integrata capace di contrastare linquinamento e il degrado degli habitat sottomarini e delle coste. La Comunità ha bisogno di azioni concertate di identificazione e quantificazione dei problemi, per poi porre in essere misure atte ad affrontare le molteplici pressioni esercitate dalle diverse attività economiche delluomo:

aumento demografico ed urbanizzazione delle aree costiere;

eccessivo tenore di azoto e fosforo indotto dalle attività a terra e dallinquinamento atmosferico, con possibile conseguente eutrofizzazione;

sviluppo del turismo a terra non rispondente a criteri di sostenibilità;

inquinamento generato da incidenti, soprattutto di petroliere e chimichiere;

inquinamento generato dalle attività navali, ad esempio per la pulizia delle cisterne delle petroliere;

inquinamento di fiumi e porti;

problemi di cablaggi e condotte;

inquinamento prodotto dal rilascio di sostanze radioattive legato a pratiche che comportano un possibile rischio di radiazioni ionizzanti;

scarico in mare di fanghi e sedimenti dei porti;

pressione esercitata dalla pesca, che minaccia la redditività a lungo termine degli stock ittici e di altre componenti biotiche.

Unadeguata e completa applicazione della direttiva sulle acque reflue urbane e della direttiva sui nitrati segnerà un importante passo verso la riduzione delleutrofizzazione, che costituisce una seria minaccia per lambiente marino.

Azioni

Strategia tematica sul suolo.

Inserimento della tutela e del risanamento dei paesaggi nelle politiche agricole e regionali.

Estensione della rete Natura 2000 allambiente marino.

Promozione di regimi credibili di certificazione di boschi e foreste.

Ulteriore sviluppo della silvicoltura e della sana gestione del patrimonio boschivo ai sensi dei piani di sviluppo rurale.

Ulteriore opera di integrazione dellambiente nelle polit iche in materia di agricoltura, pesca e silvicoltura.

Riesame della politica comune della pesca.

Sviluppo di una strategia di protezione marina.

Attuazione della gestione integrata delle zone costiere.

Maggiori controlli, monitoraggio, etichettatura e tracciabilità degli OGM

Le moderne biotecnologie facilitano lidentificazione e la caratterizzazione della biodiversità a livello genetico, offrendo opportunità di sviluppo e uso di prodotti e processi più ecologici.  Sebbene luso delle moderne biotecnologie, compreso il rilascio di organismi geneticamente modificati nellambiente, possa apportare benefici in termini di riduzione dellinquinamento e di biodiversità, i potenziali rischi a lungo termine, soprattutto per la biodiversità, non possono essere trascurati. La Comunità disciplina lemissione sul mercato di questi prodotti imponendo la valutazione dei potenziali rischi per la salute umana e lambiente. Tale legislazione è ora rafforzata con lintroduzione di un controllo obbligatorio e di un sistema di etichettatura e tracciabilità per ogni fase dellimmissione sul mercato. Questi strumenti dovrebbero agevolare il compito degli Stati membri, responsabili dellattuazione della legislazione, di monitorare gli eventuali impatti a lungo termine sullambiente. Costituirà una priorità anche la ratifica e lapplicazione del protocollo di Cartagena sulla sicurezza biologica.

Azione

Rafforzamento dei controlli in materia di monitoraggio, etichettatura e tracciabilità degli OGM.

4.5..Azione internazionale

A livello internazionale, lUnione europea ha interesse a promuovere una maggiore sostenibilità di agricoltura, silvicoltura, pesca, estrazione mineraria e petrolifera ed altre attività economiche. Questo non solo aiuterà a proteggere la biodiversità ma garantirà anche che i sistemi naturali del pianeta continuino a funzionare adeguatamente e contribuirà allo sviluppo di società sostenibili, prospere e competitive sul piano commerciale.  Per farlo, le politiche comunitarie in materia di scambi, sviluppo ed aiuti 22 devono far proprie le problematiche relative alla natura e alla biodiversità ed intraprendere valutazioni ambientali serie ed esaurienti dei progetti di aiuto. Le strategie di lotta alla povertà, sicurezza ambientale, sostenibilità e conservazione di risorse naturali e biodiversità costituiranno gli elementi centrali di questo approccio.

4.6..Strategia e piani di azione per la biodiversità: una lacuna da colmare

Oltre allattuazione dei piani di azione e dei programmi di ricerca nei vari settori, il futuro lavoro di salvaguardia della biodiversità va rafforzato mediante un aumento della conoscenza.  In particolare dobbiamo saperne di più sullo stato della biodiversità, sulle pressioni che la minacciano e sulle attuali tendenze. Vi è una seria mancanza di dati in questarea e organismi come lAgenzia europea per lambiente o gli istituti nazionali di statistica e di informazione devono dedicarsi al rilevamento dei dati di base in questo settore.

Una volta che si disponga di dati affidabili, possono essere sviluppati gruppi di indicatori più

utili ed atti a spiegare ai responsabili politici e allampio pubblico le tendenze in atto e le loro

22 In accordo con i principi della politica comunitaria per lo sviluppo espressi nella dichiarazione

congiunta Commissione/Consiglio del 10 novembre 2000.

cause. Per lagricoltura e lambiente è già in corso un lavoro di definizione degli indicatori necessari e dei relativi dati necessari.

Una miglior comprensione dellimpatto della nostra società e della nostra economia sulla biodiversità ciaiuterebbe a reagire conpolitiche piùmirate e piùefficaci.Non devonoessere trascurati effetti secondari o imprevisti come ad esempio le conseguenze di incentivi fiscali per le seconde case applicati in alcuni paesi, ed è anche questa unarea di possibile ricerca.

Azioni

Programma di rilevamento dati e informazioni su natura e biodiversità.

Promozione della ricerca sulla biodiversità.

 

5..AMBIENTE E SALUTE

5.1..Il problema

Negli ultimi decenni si è accresciuta la consapevolezza del fatto che la qualità dellaria, dellacqua, del suolo e del cibo influenza la qualità della nostra salute e della nostra vita. Si va da un aumento delle allergie, delle malattie respiratorie e dei casi di cancro allalterazione del sistema ormonale e riproduttivo, fino alla morte prematura. Le cause delle svariate malattie ambientali sono numerose e comprendono gli inquinamenti generati dai trasporti, dallattività agricola, dai processi industriali, dagli effluenti domestici e dalla gestione dei rifiuti.  Affrontare i problemi sanitari legati allambiente significa pertanto combattere su diversi front i.

Nel corso degli ult imi trentanni dalla polit ica comunitaria in materia di ambiente è scaturita una serie di politiche e misure concrete volte a ridurre le emissioni e le concentrazioni di agenti contaminanti. Sono diminuiti in modo significativo i carichi di molti inquinanti atmosfericidialcune città e areerurali;anchele concentrazionidiPCBe diossineriscontrate nellambiente e negli alimenti sono diminuite, sebbene non abbastanza 23 ; lacqua potabile è molto più pulita oggi che venti anni fa. Dai recenti esami e aggiornamenti della legislazione e delle norme CE alla luce delle recenti conoscenze e degli sviluppi tecnologici consegue che i cittadini dellUE potranno trarre vantaggio da ulteriori migliorie, che saranno conseguite in numerosi settori a condizione che la normativa sia applicata in modo esaustivo dagli Stati membri.

Nonostante tutte queste conquiste, però, sempre più bambini soffrono di asma, molti dei nostri fiumi e laghi non sono balneabili, e sembra che il particolato (la polvere) e lozono troposferico danneggino la salute di migliaia di persone ogni anno, provocandone la morte prematura. Sappiamo per certo che centinaia se non migliaia di sostanze chimiche di origine antropica, come gli antiparassitari, persistono nellambiente e si accumulano nel tempo e stiamo solo iniziando a capire cosa ciò comporti per la nostra salute. Lesposizione, anche a bassi livelli, ad un insieme di inquinanti presenti in aria, acqua, cibo, prodotti di consumo ed edifici può contribuire in modo significativo allasma, alle allergie, ad alcuni tipi di cancro, alla neurotossicità e allimmunosoppressione. Ci troviamo inoltre di fronte ad un crescente problema di inquinamento acustico 24 .

Sappiamo infine poco delleffetto di accumulo di piccole quantità di inquinanti nel nostro corpo e di come i diversi contaminanti interagiscano fra loro allinterno del corpo umano (il cosiddetto effetto ‘cocktail’). Per di più alcune delle norme attualmente vigenti sono state concepite in base alladulto medio, e non tengono conto dei gruppi particolarmente vulnerabili della popolazione, come bambini e anziani. Questa situazione esige una rinnovata attenzione nei confronti del nodo ambiente-salute.

23 Lambiente nellUnione europea alle soglie del 2000, Agenzia europea per lambiente, 1999.

24 Lambiente nellUnione europea alle soglie del 2000, Agenzia europea per lambiente, 1999.

5.2..Obiettivo generale ambiente-salute

Ottenere una qualità dellambiente tale che i livelli di contaminanti di origine antropica, compresi i diversi tipi di radiazioni, non diano adito a conseguenze o a rischi significativi per la salute umana.

Per salute si intende uno stato di completo benessere, fisico, mentale e sociale e non la mera assenza di malattia o infermità.

5.3..Approccio politico generale

In passato affrontare le problematiche ambiente-salute significava esaminare i singoli inquinanti e stabilire norme differenziate in funzione del comparto interessato (ad es.: aria, acqua, rifiuti, ecc.). Man mano tuttavia che cresce la nostra comprensione dellargomento, diviene chiarocheilnessofra salute ed ambiente nonè cosìsemplice:certicontaminanti possono non essere direttamente dannosi per le persone, ma lo diventano quando sono assorbiti dal suolo o dallacqua; molti problemi sono così strettamente interconnessi che, quando interveniamo su uno, possiamo esacerbarne o alleviarne un altro. È quindi necessario adottare un approccio politico olistico e più esaustivo.

Occorre inoltre una maggiore enfasi sulla prevenzione e sulla precauzione. Lonere a carico di produttori o utilizzatori, che devono fornire informazioni e valutazioni relative ai rischi per la salute associati alluso di una determinata sostanza chimica, deve essere accentuato.  Prevenzione e precauzione significa anche cercare di sostituire le sostanze pericolose con sostanze meno pericolose ogniqualvolta ciò sia tecnicamente ed economicamente fattibile.  Lapproccio politico generale che la Comunità intende applicare nei prossimi anni è il seguente. Per ciascun tipo o gruppo di contaminanti:

identificazione dei rischi per la salute umana, tenendo conto dei gruppi di popolazione particolarmente sensibili come bambini e anziani, e conseguente fissazione di norme.  Regolare riesame e aggiornamento di tali norme alla luce delle nuove conoscenze scientifiche e del progresso tecnico. Laddove i rischi siano incerti ma siano sospettati impatti o effetti gravi, sarà adottato un approccio precauzionale 25 ;

determinazione delle vie attraverso cui i contaminanti penetrano nel corpo umano e individuazione dei metodi più efficaci atti a minimizzare i livelli di esposizione o quantomeno a ridurli a livelli accettabili (anche se a volte ciò equivale al livello zero);

inserimento delle diverse priorità di ambiente e salute nelle politiche e norme settoriali su aria, acqua, rifiuti e suolo, nonché in una nuova politica integrata dei prodotti, onde identificare le possibilità di eliminare le emissioni o luso delle sostanze pericolose nei prodotti e nei processi di produzione.

Il concetto di prevenzione e riduzione integrata dellinquinamento (IPPC) continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nella determinazione dellimpatto degli impianti industriali.  La sua attuazione potrà essere completata solo quando saranno disponibili tutti i documenti di riferimento sulle migliori tecniche disponibili; la documentazione dovrà fra laltro essere aggiornata per dare riscontro delle tecniche e tecnologie frattanto sviluppate. La prevenzione e riduzione integrata occupa un posto fondamentale anche nel processo di adesione.

25 Comunicazione della Commissione sul principio di precauzione, COM (2000) 1 def.

Il nuovo registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER) previsto dalla direttiva sulla prevenzione e riduzione integrata dellinquinamento sarà estremamente utile nel fornire informazioni ambientali accessibili e confrontabili in materia di emissioni di inquinanti da fonti industriali. LEPER costituisce un ulteriore passo avanti verso una maggiore sensibilizzazione pubblica e il diritto del cittadino allinformazione sullinquinamento industriale. È una prima tappa verso lo sviluppo di un registro perfettamente integrato sul rilascio e il trasferimento di inquinanti (PRTR), quale quello auspicato dalla Convenzione di Aarhus sullaccesso allinformazione e sulla partecipazione in materia ambientale.  Per quanto concerne i paesi in fase di adesione, uno dei principali problemi è dato dalle conseguenze e dai rischi per la salute associati ad una serie di importanti punti caldidellinquinamento atmosferico ed idrico. Con lattuazione della normativa ambientale CE in questi paesi questi problemi saranno in parte affrontati, ma non bisogna tralasciare il trasferimento di tecnologie, le buone prassi e lassistenza, rafforzando il versante istituzionale per lelaborazione e lapplicazione della politica ambientale.

Azioni

Rafforzamento della ricerca e delle conoscenze scientifiche comunitarie a sostegno degli obiettivi di salute e di ambiente, in particolare per:

identificare le aree prioritarie di ricerca e intervento;

definire e sviluppare indicatori di salute e ambiente;

riesaminare le norme e i valori limite vigenti alla luce delle esigenze dei gruppi vulnerabili (anziani, bambini, asmatici, ecc.) onde verificare se sia necessario aggiornarli e, nel caso, come farlo al meglio;

registrare, aggiornare e convalidare i più recenti progetti di ricerca e controllare le tendenze al fine di poter individuare tempestivamente eventuali problemi nuovi o emergenti;

applicare e perfezionare la direttiva IPPC.

Sviluppo del registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER) in direzione di un registro completo del rilascio e trasferimento di inquinanti (PRTR).

5.4..Sostanze chimiche: verso un ambiente non tossico

Il problema

Si calcola che attualmente produciamo ed usiamo in quantità superiori ad una tonnellata circa 30.000 sostanze chimiche di origine antropica, pur conoscendo poco o nulla, nella maggior parte dei casi, dei rischi che esse comportano per la salute umana e per lambiente. Tali rischi possono essere numerosi e anche molto gravi, come cancro, difetti congeniti, alterazione delle funzioni ormonali, danni ad organi vitali, malattie della pelle, allergie, asma, ecc. Però le sostanze chimiche apportano numerosi benefici alla società, cure mediche comprese.  La sfida consiste nel riuscire a garantire un nuovo regime di valutazione e gestione dei rischi delle sostanze chimiche prodotte, utilizzate e immesse in commercio, tale da permettere alla società di cogliere i vantaggi del loro uso evitando al contempo di correre rischi inaccettabili per la salute umana e lambiente.

Obiettivi e traguardi

Obiettivo

Ottenere un ambiente in cui i livelli di sostanze di origine antropica non diano adito a rischi o conseguenze significativi per la salute umana e per lambiente.

Traguardo

Esaminare a tappetuttele sostanze chimiche prodotteinquantità rilevanti,con date e scadenze chiare (come illustrato nel Libro bianco sulla nuova strategia in materia di sostanze chimiche), partendo dalle sostanze con elevato volume di produzione e da quelle particolarmente problematiche.

Approccio politico

Lattuale approccio normativo comunitario nei confronti delle sostanze chimiche si sdoppia fra la regolamentazione delle sostanze già esistenti sul mercato e la disciplina per limmissione di nuove sostanze sul mercato. La Comunità ha messo in opera norme e procedure esaustive e rigorose 26 perla notifica dellenuove sostanze chimiche;ciògarantisce unadeguata determinazione degli eventuali rischi, in base alla quale si decide se e come una nuova sostanza possa essere prodotta ed utilizzata senza che ciò comporti rischi significativi per la salute umana e lambiente.

Il problema principale concerne le sostanze chimiche preesistenti (cioè sviluppate anteriormente al 1981, data alla quale la suddetta legislazione ha cominciato ad entrare in vigore). Attualmente questa categoria conta almeno 30.000 sostanze, 2.500 delle quali sono stateclassificate dallaCommissione come sostanze chimiche ad alto volume diproduzioneed uso; per molte di esse iniziamo solo ora a comprendere i rischi connessi al loro uso. La Commissione ha già stilato un elenco di 140 sostanze pericolose che meritano attenzione prioritaria e valutazione dei rischi. Fino ad ora purtroppo i progressi in questo campo sono estremamente lenti.

26 Inserire riferimenti completi alle direttive, regolamenti, ecc.

A livello internazionale la Comunità è impegnata nel perfezionamento e nella ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sugli inquinanti organici persistenti (POP), volta a ridurre e abbandonare la produzione e luso di 12 inquinanti organici persistenti, a smaltire le giacenze e a risanarele zone contaminate,nonché adidentificare altricompostidainserirenellaccordo.  La Comunità ha inoltre già ratificato ed è in procinto di applicare una serie di convenzioni (ad es.: OSPAR 27 e HELCOM 28 ) finalizzate a proteggere dallinquinamento le acque marine della Comunità, prevedendo restrizioni o progressive eliminazioni per talune sostanze chimiche.  A livello comunitario la strategia della Commissione consiste nellaggiornare la politica comunitaria sulle sostanze chimiche al fine di conseguire gli obiettivi di cui sopra e di garantire che siano intrapresi i tipi di azione descritti nel seguito.

Azioni

Sviluppare un nuovo sistema unificato di prova, valutazione e gestione del rischio delle sostanze chimiche nuove ed esistenti.

Sviluppare un sistema di prove su proprietà, usi, esposizione e volumi di sostanze chimiche prodotte o importate. Tutte le sostanze chimiche devono essere registrate. A determinati incrementi del tonnellaggio o in caso di pericolosità accertata e specifica, analizzare gli effetti cronici e a lungo termine.

Le sostanze con caratteristiche di estrema pericolosità dovranno essere sottoposte a nuove procedure specifiche e accelerate di gestione dei rischi prima di essere destinate a un utilizzo specifico.

Adeguare le informazioni che lindustria è tenuta a fornire in merito alle proprietà di ciascuna sostanza chimica prodotta ed usata: queste non devono quindi più limitarsi allaspetto della sicurezza sul lavoro ma estendersi anche ai potenziali rischi per lambiente.

Potenziare risorse e strutture per la gestione delle sostanze chimiche a livello di UE e di Stati membri, onde assicurare che gli obiettivi sopra descritti siano conseguiti e le azioni siano tradotte in pratica.

 

5.5..Pesticidi

Il problema

Un gruppo di sostanze chimiche che richiede particolare attenzione è quello dei pesticidi (cioè

dei prodotti fitosanitari e dei biocidi), che danneggiano la salute umana in quanto

contaminano falde acquifere, suolo, alimenti e atmosfera. Le informazioni di cui attualmente

disponiamo sullargomento sono troppo lacunose per permettere unanalisi precisa dellentità

del problema e delle tendenze in atto, ma vi sono sufficienti elementi a riprova del fatto che

essoè serioe siaggrava sempre più.La contaminazione dellefaldeacquifereè

particolarmente inquietante: in media il 65% dellacqua potabile europea proviene dalle

riserve sotterranee; anche ammesso di procedere ad interventi che arrestino la

contaminazione, per ottenere un risanamento a livelli qualitativi accettabili i tempi sono

lunghissimi. Preoccupante anche la contaminazione degli alimenti, nonché il riscontrato

27 Convenzione per la protezione dellambiente marino dellAtlantico nord-orientale.

28 Convenzione per la protezione dellambiente marino nel Mar Baltico.

45 accumulo di determinate sostanze anticrittogamiche nelle piante e negli animali, con le relative conseguenze per la loro salute e capacità riproduttiva.

Obiettivo

Creare condizioni per cui luso e i livelli di pesticidi nellambiente non diano adito a rischi o impatti significativi sulla salute umana o sulla natura. Ciò implica una riduzione generale dei rischi associati alluso degli antiparassitari.

Approccio politico

Per quanto vigano norme severe sulla qualità dellacqua potabile di rubinetto in termini di contaminazione da anticrittogamici, è chiaro che sarebbe preferibile evitare che tali sostanze vengano immesse nelle nostre sorgenti idriche. Dobbiamo anche minimizzare i rischi per la salute provocati dalla contaminazione da antiparassitari degli alimenti e ridurre il loro impatto su specie vegetali e sulla flora e sulla fauna selvatiche.

Per minimizzare i rischi associati alluso dei pesticidi la Comunità ha adottato un duplice approccio:

a).vietare o limitare rigorosamente limmissione sul mercato e luso degli anticrittogamici più pericolosi o rischiosi;

b).garantire che luso degli antiparassitari tuttora autorizzati sia governato da buone prassi.

È stata già intrapresa una serie di passi concreti in questa direzione dalla Comunità, che ha previsto ad esempio livelli massimi di residui di anticrittogamici su cereali, frutta, verdura ed altri alimenti, nonché regole che disciplinano limmissione sul mercato di pesticidi nuovi e la riautorizzazione dei pesticidi esistenti. Poiché i progressi in materia di riautorizzazione sono di gran lunga troppo lenti, la Commissione ha recentemente deciso di accelerare i lavori; il risultato atteso è che alcuni degli ant iparassitari più problemat ici vengano rit irati volontariamente dal mercato. Si avverte poi lesigenza di modificare la legislazione di base sui pesticidi per migliorare il meccanismo complessivo del sistema di autorizzazione.  Quello che a tuttoggi manca è una strategia comunitaria abbinata ad un piano di azione congiunto sulluso sostenibile dei pesticidi. Il loro impatto sullambiente e sulla nostra salute è infatti controllabile solo a condizione di farne un uso responsabile. Ovviamente gran parte delle responsabilità e delle misure di applicazione di buone prassi per luso degli antiparassitari spetta agli Stati membri e più specificatamente al settore dellagricoltura.  Già problematici nellUE, i pesticidi causano spesso problemi ancor più seri nei paesi in via di sviluppo e con economie in transizione (come i paesi candidati alladesione). Come minimo la Comunità ha il dovere di informare adeguatamente questi paesi di quanto emerge dai suoi studi. Va poi considerato un eventuale divieto allesportazione almeno per le sostanze più problematiche, mentre si promuove lo sviluppo di know-how in questi paesi sulla gestione delle sostanze chimiche e dei pesticidi, in particolare per quanto riguarda leliminazione delle crescenti giacenze di antiparassitari obsoleti.

46

Azioni

Codice di buone prassi sulluso dei pesticidi.

Aggiornare la direttiva 91/414 relativa allimmissione in commercio dei prodotti fitosanitari per migliorare il meccanismo generale di autorizzazione, prevedendo in particolare la valutazione comparata.

Strategia tematica comunitaria sulluso sostenibile dei pesticidi. Tra i probabili componenti di questa:

minimizzazione dei rischi derivanti dalluso di pesticidi, che dipendono in primo luogo dalla tossicità delle sostanze, e verifica dei progressi;

miglior controllo delluso e della distribuzione degli anticrittogamici;

sostituzione dei principi attivi più pericolosi con principi attivi più sicuri, comprese le alternative non chimiche;

sensibilizzazione e informazione degli utilizzatori;

promozione delladozione di tecniche agricole ad impiego basso o nullo di anticrittogamici e delluso di tecniche e di lotta biologica integrata (IPM);

promozione di regimi fiscali che disincentivino luso degli antiparassitari più pericolosi, come unimposta sui pesticidi;

subordinare lerogazione dei fondi di sviluppo rurale alladozione del codice di buone pratiche sulluso dei pesticidi.

Ratifica della Convenzione di Rotterdam sulla procedura di assenso preliminare in conoscenza di causa (PIC) per talune sostanze chimiche pericolose e taluni pesticidi nel commercio internazionale.

Modifica del regolamento comunitario n. 2455/92 relativo alle esportazioni e importazioni comunitarie di taluni prodotti chimici pericolosi per allinearlo alla Convenzione di Rotterdam, al fine di migliorare alcuni dei meccanismi procedurali e linformazione ai paesi in via di sviluppo.

Sviluppo e completa attuazione dei programmi comunitari volti a migliorare la gestione delle sostanze chimiche ed anticrittogamiche nei paesi in via di sviluppo e candidati alladesione, anche per leliminazione delle giacenze di antiparassitari obsoleti.

Supporto alle iniziative di ricerca mirate alla riduzione e alluso sostenibile dei pesticidi.

5.6..Garantire luso sostenibile e una qualità elevata delle risorse idriche

Il problema

Negli ultimi venti o trentanni vari aspetti riguardanti la qualità delle acque sono notevolmente migliorati, ma i dati di cui disponiamo e le previsioni indicano che ci troviamo ancora di fronte a problemi e a tendenze negative, ad esempio nel settore dellinquinamento delle acque sotterranee da pesticidi e nitrati causato dalle attività agricole. E anche se la qualità delle acque di balneazione costiere è andata gradualmente migliorando, in numerose località cè ancora molta strada da fare.

Per il momento lo sfruttamento e il consumo globali di risorse idriche nellUE sono ancora sostenibili in unottica di lungo periodo, ma in alcune zone, soprattutto nellEuropa meridionale, landamento potrebbe risultare insostenibile. I maggiori consumi di risorse idriche sono imputabili a tre settori: agricoltura, industria e settore domestico. Gran parte del settore industriale ha fatto registrare sensibili miglioramenti a livello di efficienza nelluso delle risorse idriche, mentre per quanto riguarda lagricoltura e i consumi domestici i progressi vanno ancora a rilento.

Obiettivo

Conseguire livelli di qualità delle acque che non producano impatti o rischi inaccettabili per la salute umana e per lambiente e garantire che il tasso di estrazione delle risorse idriche risulti sostenibile sul lungo periodo.

Approccio politico

Buona parte delle politiche, delle normative e delle norme necessarie al raggiungimento degli obiettivi fissati in materia di qualità delle acque è già in atto; ora si tratta principalmente di garantire la totale e adeguata attuazione della legislazione esistente e di integrare gli obiettivi comunitari di qualità delle acque in altre politiche settoriali, quali quella agricola, industriale e regionale. È inoltre necessario aggiornare alcune normative, come la direttiva sulle acque di balneazione 29 , per tener conto delle nuove conoscenze scientifiche e dello sviluppo tecnologico. Gli Stati membri devono inoltre adottare tutti i provvedimenti necessari per far sì che tali obiettivi vengano integrati nelle decisioni in materia di pianificazione locale e di utilizzo del terreno. Essi devono, infine, impegnarsi maggiormente sul fronte della direttiva sui nitrati 30 .

Di recente la Comunità ha adottato la direttiva quadro in materia di acque 31 , che estende la

protezione a tutte le acque e fissa un obiettivo giuridicamente vincolante: raggiungere un

buono stato per tutte le acque. Essa impone inoltre agli Stati membri di ricorrere alla

tariffazione dei servizi legati alluso e al consumo di acqua quale strumento per promuovere

efficacemente la conservazione delle risorse idriche; ciò permetterà anche di tener conto dei

costi ambientali delle acque nel prezzo dellacqua stessa. La direttiva quadro riconosce il fatto

che la gestione e la qualità delle acque devono corrispondere alle condizioni e alle esigenze

locali, variabili da una regione allaltra, e in tal modo accentua la necessità che gli attori ai

vari livelli si assumano le proprie responsabilità. Ad esempio, le autorità nazionali, regionali e

locali devono, tra laltro, introdurre misure che rendano più efficiente lutilizzo delle risorse

idriche e che incentivino un cambiamento nelle pratiche agricole al fine di proteggere le

29 Direttiva 76/160/CEE del Consiglio, dell8 dicembre 1975, concernente la qualità delle acque di

balneazione, GU L 31 del 5.2.1976 pag. 1, modificata dalla direttiva 90/656/CEE del Consiglio del 4 dicembre 1990 (GU L 353 del 17.12.1990) e dalla direttiva 91/692/CEE del Consiglio, del 23 dicembre 1991 (GU L 377 del 31.12.1991).

30 Direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque

dallinquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole, GU L 375 del 31.12.1991, pag. 1.

31 Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per lazione

comunitaria in materia di acque, GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.

48 risorse idriche e garantirne la qualità. Con unadeguata attuazione della direttiva quadro sarà possibile raggiungere altri importanti risultati nel migliorare la qualità delle acque superficiali e sotterranee.

I programmi di ricerca comunitari possono contribuire a sviluppare tecnologie avanzate, buone prassi e metodologie di gestione nonché strumenti a supporto della normativa in materia di acque.

Azioni

Garantire la totale e adeguata attuazione della direttiva quadro in materia di acque.

Garantire la totale e adeguata attuazione della direttiva sui nitrati, che mira ad arrestare leutrofizzazione dei laghi, dei fiumi e dei mari comunitari e a limitare limpatto sulle acque sotterranee ben oltre i limiti fissati dalla direttiva sulle acque destinate al consumo umano.

Eliminare gradualmente gli scarichi di alcune sostanze pericolose nelle acque comunitarie entro le scadenze fissate dalla direttiva quadro in materia di acque (entro e non oltre il 2020).

Riesaminare la direttiva sulle acque di balneazione.

Integrare la direttiva quadro sulle acque e altre politiche relative alla qualità delle acque nei futuri sviluppi previsti per la politica agricola comune e la politica di sviluppo regionale della Comunità.

 

5.7..Inquinamento atmosferico

Il problema

Negli ultimi anni la normativa comunitaria ha contribuito a migliorare sensibilmente la qualità dellaria (basti pensare alle normative sulle emissioni delle centrali elettriche, degli impianti industriali e dei veicoli a motore) e nei prossimi dieci anni si prevedono ulteriori progressi.  Per alcune sostanze inquinanti - ad esempio il particolato (polveri) e lozono troposferico - i problemi, tuttavia, rimangono e ogni anno incidono sulla salute di molte persone e impongono ladozione di ulteriori provvedimenti specifici. I problemi si concentrano inoltre in alcune zone e città dove si registra la concentrazione di molte fonti inquinanti (impianti di riscaldamento e condizionamento degli edifici, trasporti e attività industriali) e dove sono presenti particolari condizioni climatiche e geografiche: in tal caso sono le autorità locali e regionali responsabili che devono intervenire opportunamente per ridurre le emissioni.  Se da un lato le tendenze generali riferite alla qualità dellaria sono incoraggianti, è ancora necessario perseverare nellimpegno e nella vigilanza perché continuino ad andare nella direzione giusta, come nel caso dellacidificazione.

Obiettivo

Raggiungere livelli di qualità dellaria che non comportino impatti o rischi inaccettabili per la salute umana e per lambiente.

49

Approccio politico

La Comunità sta intervenendo a vari livelli per ridurre lesposizione allinquinamento atmosferico, in particolare attraverso: la legislazione, le attività su scala internazionale più vasta per ridurre linquinamento transfrontaliero, la collaborazione con i settori responsabili dellinquinamento atmosferico e con le autorità nazionali e regionali e le ONG, ed infine la ricerca.

Nei prossimi 10 anni le attività saranno imperniate attorno a due concetti:

attuazione: garantire che entro il 2005 e il 2010, rispettivamente, vengano rispettati i nuovi limiti per la qualità dellaria fissati per il particolato, il biossido di zolfo, il biossido di azoto, il monossido di carbonio, i metalli pesanti e gli idrocarburi policiclici aromatici come il benzene e che vengano rispettati gli standard applicabili ai veicoli e alle fonti fisse di inquinamento;

coerenza: definire un quadro globale, integrato e coerente per tutte le normative in materia diatmosfera e pertutte leiniziative politico-strategiche connesse daltitoloAria pulita perlEuropa(Clean Air for Europe o CAFE).

Per quanto riguarda linquinamento dellaria allinterno degli edifici, è necessario

procedere ad un riesame dei dati attualmente disponibili e migliorare la ricerca e le informazioni in merito per capire meglio il problema, definire priorità e valutare se sia necessario intervenire a livello di UE. Parte del problema relativo allaria interna è legata alla qualità dellaria esterna, che verrà affrontato con le modalità indicate in precedenza. Il problema riguarda, tuttavia, anche lemissione di sostanze chimiche impiegate in prodotti quali tappeti e moquette, colle, vernici e altri materiali da costruzione. Man mano che le tematiche e le priorità si faranno più chiare dovranno essere, ad esempio, correlate alle iniziative della Commissione e degli Stati membri relative alla politica integrata dei prodotti e alla nuova politica comunitaria sulle sostanze chimiche.

Azioni

La Commissione riesamina i programmi degli Stati membri in materia di qualità dellaria nel contesto della legislazione comunitaria per garantirne lefficacia.

Migliorare il monitoraggio nonché gli indicatori e le informazioni fornite al pubblico sulla qualità dellaria e le cause che la determinano.

Sviluppare una strategia tematica sullinquinamento atmosferico (CAFE) che ruoti attornoai seguenti elementi principali:

individuazione delle carenze e delle priorità di eventuali azioni future (ad esempio riguardo alparticolato,allo smog oaiNOx), tenendo conto dei rischi per i gruppi vulnerabili;

riesame ed eventuale aggiornamento degli standard di qualità dellaria e dei valori limite di emissione nazionali esistent i (con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili);

perfezionamento dei sistemi di raccolta delle informazioni, di modellazione e di previsione.

 

50

Esaminare il problema della qualità dellaria allinterno degli edifici e del relativo impatto sulla salute umana e svolgere attività di ricerca nel campo per definire le priorità e valutare la necessità di proporre una strategia ed un piano dazione comunitari per affrontare il problema.

5.8.Riduzione dellinquinamento acustico a livelli accettabili

Il problema

In Europa linquinamento acustico rappresenta un problema sempre più rilevante e si stima che incida sulla salute e sulla qualità della vita di almeno il 25% della popolazione dellUE: aumenta infatti lo stress, causa disturbi del sonno e può aumentare il rischio di malattie cardiache. Gran parte del problema è imputabile ai trasporti (automobili, autocarri e aerei) e allattività edilizia (veicoli e attrezzature da costruzione).

Obiettivi e traguardi

Ridurre il numero di persone colpite sistematicamente e sul lungo periodo da elevati livelli di inquinamento acustico del 10% circa rispetto ai 100 milioni di persone stimati nel 2000 entro il 2010 e del 20% circa entro il 2020.

Approccio politico

Finora le iniziative comunitarie per ridurre linquinamento acustico si sono incentrate sulla definizione di limiti al livello di rumore prodotto da alcune apparecchiature, quali i gruppi elettrogeni, le falciatrici e i veicoli a motore. Pur rappresentando un importante contributo alla soluzione del problema, la sfida vera consiste nellaffrontare linquinamento acustico provocato dal settore dei trasporti nel suo complesso, ed in particolare dai trasporti aerei e su strada.

Rinunciando ad imporre dallalto agli Stati membri traguardi di riduzione dellinquinamento acustico, la strategia della Commissione punta ad individuare le azioni che potrebbero ridurre taleinquinamentoalivellolocale e a proporremisurepolitico-strategiche a sostegnodelle azioni in questione. Il primo passo che la Commissione dovrebbe intraprendere nel periodo in cui si articola il programma è ladozione e lattuazione di normative sulla valutazione dellinquinamento acustico, imperniata attorno ad alcuni elementi principali: armonizzazione degli indicatori per garantire una visione e un linguaggio comuni sul rumore e obbligo di presentare mappe del rumore e di fissare obiettivi in materia di rumore nellambito delle decisioni di pianificazione su scala locale. Le informazioni sul rumore devono essere accessibili al pubblico. Se necessario, la Comunità rivedrà e fisserà limiti al rumore per vari tipi di veicoli, macchine e altri prodotti.

Azione

Adozione e attuazione della direttiva proposta sullinquinamento acustico.

 

6.USO SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI E GESTIONE DEI RIFIUTI

6.1.Efficienza e gestione delle risorse

6.1.1.Il problema

Le risorse del pianeta, ed in particolare le risorse ambientali e rinnovabili come il suolo, lacqua, laria, il legname, la biodiversità e le risorse ittiche stanno subendo pesanti pressioni nel momento in cui la crescita demografica e gli attuali modelli di sviluppo economico si traducono in un crescente fabbisogno di tali risorse. Sempre più giungono conferme del fatto che potremmo essere sul punto di superare la capacità di carico dellambiente su vari fronti: in molte parti del mondo il fabbisogno di acqua dolce è spesso superiore alla velocità di ricarica, mentre molte zone sono colpite da desertificazione, deforestazione e degrado dei suoli che raggiungono proporzioni allarmanti.

Alcuni indicatori della crescente domanda di risorse da parte delle attività umane a livello mondiale

Indicatore Unità di misura 1950 1972 1997

Popolazione (in miliardi) 2,5 3,8 5,8

Megalopoli (città con oltre 8 milioni di persone) 2 9 25

Prodotti  alimentari

(produzione media giornaliera in calorie pro capite

1980 2450 2770

Pesca (pescate annue in milioni di t) 19 58 91

Consumo di acqua

(consumo annuo in milioni di t) 1300 2600 4200

Veicoli (milioni di veicoli in circolazione) 70,3  279,5 6291

Impiego di fertilizzanti

(in milioni di t) 36,52

83,7 140,33

Copertura foreste  pluviali

(indice di copertura forestale 1950 = 100) 100 85 70

Elefanti (milioni di esemplari) 6,0 2,0 0,6

Note: Fonte: World Resources Institute

1.Dati riferiti al 1994.

2.Dati riferiti al 1961.

3.Dati riferiti al 1994.

Il consumo delle risorse non rinnovabili, come i metalli, i minerali e gli idrocarburi, unito alla produzione di rifiuti che ne consegue, determina numerosi impatti sullambiente e sulla salute umana. Il consumo di risorse non rinnovabili già scarse ci propone anche un problema etico su quanto dovremmo utilizzare per noi oggi e su quanto dovremmo lasciare alle generazioni future; non si tratta, tuttavia, di un problema ambientale in senso stretto e va trattato più approfonditamente nellambito di una strategia più ampia per lo sviluppo sostenibile.

 

6.1.2.Obiettivi

Garantire che il consumo di risorse rinnovabili e non rinnovabili e limpatto che esso comporta non superino la capacità di carico dellambiente e dissociare lutilizzo delle risorse dalla crescita economica migliorando sensibilmente lefficienza delle risorse,dematerializzando leconomia e prevenendo la produzione di rifiuti.

6.1.3.Approccio politico

Gran parte della politica ambientale comunitaria attualmente in vigore è stata adottata proprio per limitare limpatto per lambiente e per la salute umana legato allutilizzo delle risorse naturali. In questambito rientrano, ad esempio, le misure comunitarie intese a migliorare lefficienza delle risorse per luso di energia o limpiego sostenibile delle risorse idriche e del suolo. Per le risorse non rinnovabili il quadro è diverso: pur essendo indirettamente trattate da molte politiche diverse, non esiste una politica comunitaria uniforme incentrata sul raggiungimento di una generale scissione tra utilizzo delle risorse e crescita economica.  Il primo passo che la Comunità deve fare è, pertanto, elaborare una strategia tematica sullutilizzo sostenibile delle risorse, soprattutto di quelle non rinnovabili. Limpostazione di base dovrà seguire le seguenti linee:

istituzione di un contesto analitico coerente per individuare i criteri per la definizione delle priorità, e svolgimento delle analisi e dei rilevamenti di dati necessari per reperire le risorse più problematiche. I criteri dovranno riguardare diversi aspetti, ad esempio se il danno ambientale associato allimpiego di una particolare risorsa rischia di avere ripercussioni a lungo termine e irreversibili, se si potranno trovare risorse sostitutive per le generazioni future, ecc.;

individuazione e realizzazione di misure strategiche specifiche volte a ridurre il consumo di tali risorse utilizzando vari mezzi: cambiamento della domanda, migliore efficienza di utilizzo, prevenzione degli sprechi e aumento della percentuale di risorse riciclate e reimmesse nel ciclo economico dopo lutilizzo.

Tra le misure che potrebbero rientrare in una simile strategia tematica figurano:

attività di ricerca e sviluppo tecnologico riguardanti prodotti e processi produttivi che richiedano un uso meno intensivo di risorse;

programmi di buone prassi per le imprese;

trasferimento del carico fiscale sulluso delle risorse naturali, imposta sulle materie prime vergini e ricorso ad altri strumenti economici quali permessi commerciabili per incentivare la diffusione di tecnologie, prodotti e servizi efficienti sotto il profilo delle risorse;

eliminazione degli aiuti che incentivano luso eccessivo di risorse;

inserimento di considerazioni di efficienza delle risorse nella politica integrata dei prodotti (IPP), nei programmi di etichettatura ecologica, nelle politiche degli approvvigionamenti verdi e nelle relazioni in materia di ambiente.  Per ridurre il consumo delle risorse nella nostra economia e nella nostra società e aumentarne lefficienza è necessario intervenire a diversi livelli di governo e in diversi settori delleconomia. Al contempo ci si deve rendere conto che migliorando lefficienza delle risorse aumenterà in generale anche lefficienza a livello economico, con un conseguente impulso alla competitività e allinnovazione.

Azione

Strategia tematica sulluso sostenibile delle risorse.

6.2.Prevenzione e gestione dei rifiuti

6.2.1.Il problema

In assenza di nuove iniziative si prevede che il volume di rifiuti prodotti nella Comunità continuerà ad aumentare nel futuro prossimo. Oltre al problema dello spazio prezioso necessario per collocarli, il trattamento dei rifiuti comporta lemissione di numerose sostanze inquinanti nellatmosfera, nelle acque e nel suolo, senza contare le emissioni di gas di serra prodotte dalle discariche e dal trasporto dei rifiuti. Spesso, inoltre, i rifiuti rappresentano una perdita di risorse preziose, anche scarse, e che potrebbero essere recuperate e riciclate, contribuendo così a ridurre la richiesta di materie prime vergini.  Con laumentare della ricchezza e della produttività di una società come la nostra, cresce anche la domanda di prodotti; unita al fatto che i prodotti hanno cicli di vita sempre più brevi, questa situazione comporta un aumento della quantità di rifiuti di prodotti ormai fuori uso e dei relativi rifiuti di estrazione e di fabbricazione. Parallelamente, molti prodotti diventano sempre più complessi, essendo costituiti da molte sostanze diverse e ciò può aggravare ulteriormente i rischi per la salute e per lambiente legati ai rifiuti. È evidente che, continuando con gli attuali modelli di consumo e di produzione, le quantità di rifiuti aumenteranno di conseguenza e una parte consistente di essi continuerà ad essere pericolosa.  A livello comunitario mancano dati aggregati al riguardo ed è pertanto difficile stabilire se limpatto ambientale associato alla gestione dei rifiuti sia in aumento o in diminuzione. I nuovi impianti di trattamento devono soddisfare norme di esercizio estremamente rigorose, che riducono sensibilmente le emissioni e, di conseguenza, i rischi; tuttavia, molti dei rifiuti che produciamo vengono ancora trattati negli impianti più obsoleti e gestiti in maniera meno ottimale, anche perché gli Stati membri non attuano adeguatamente la normativa comunitaria in materia di rifiuti. Limpatto della gestione e del trasporto dei rifiuti è, pertanto, ancora problematico in molte zone della Comunità.

6.2.2.Obiettivi e traguardi

Obiettivi

· Scindere laspetto della produzione dei rifiuti da quello della crescita economica e ottenere così una sensibile riduzione complessiva della quantità di rifiuti prodotti puntando a migliorareleiniziativediprevenzione,adaumentarelefficienza dellerisorse e a passarea modelli di consumo più sostenibili.

Per i rifiuti che ancora vengono prodotti, raggiungere una situazione in cui:

· i rifiuti non siano più pericolosi o che perlomeno presentino rischi molto limitati per lambiente e per la salute umana;

· la maggior parte dei rifiuti venga reimmessa nel ciclo economico, soprattutto attraverso il riciclaggio, o restituita allambiente in forma utile (si pensi al compostaggio) o perlomeno non nociva;

· le quantità di rifiuti destinate allo smaltimento finale siano ridotte al minimo assoluto e vengano distrutte o smalt ite in maniera sicura;

· i rifiuti vengano trattati in punti il più vicino possibile al luogo di produzione.  Traguardi – nel contesto di una strategia generale di prevenzione dei rifiuti e di maggiore riciclaggio, nel periodo in cui si articola il programma si tratterà di ridurre sensibilmente la quantità di rifiuti destinata allo smaltimento finale e il volume di rifiuti pericolosi prodotti:

· ridurre la quantità di rifiuti destinati allo smaltimento finale del 20% circa entro il 2010 rispetto ai valori del 2000 e del 50% circa entro il 2050;

· ridurre il volume di rifiuti pericolosi prodotti del 20% circa entro il 2010 rispetto ai valori del 2000 e del 50% circa entro il 2020.

6.2.3.Approccio politico

Lapproccio comunitario alla politica di gestione dei rifiuti si fonda sul principio di base della gerarchia dei rifiuti, secondo il quale viene innanzitutto privilegiata la prevenzione nella produzione dei rifiuti, seguita dal recupero (comprendente riutilizzo, riciclaggio e recupero di energia, privilegiando il recupero dei materiali) e, per finire, lo smaltimento (comprendente lincenerimento senza recupero di energia e la messa in discarica). La politica e la legislazione comunitarie attuali in materia di rifiuti sono strutturate attorno a tre elementi principali:

(i)quadro normativo in materia di definizioni di rifiuti, licenze dei siti, controlli delle spedizioni di rifiuti, ecc.;

(ii)normative sugli standard di esercizio degli impianti di trattamento dei rifiuti quali discariche e inceneritori;

(iii)normativa diretta a flussi specifici di rifiuti prioritari, quali i veicoli fuori uso, con lobiettivo primario di aumentare la percentuale di recupero, ed in particolare di riciclaggio, e ridurre la pericolosità dei rifiuti di questo tipo.

 

I suddetti strumenti sono integrati dalla legislazione intesa a migliorare la disponibilità di indicatori e di dati statistici per quantificare i progressi realizzati per garantire una migliore gestione dei rifiuti e delle risorse.

Questa impostazione gode del forte sostegno della maggior parte degli Stati membri e del Parlamento europeo e continuerà ad essere un elemento fondamentale della strategia della Commissione riguardo alla gestione dei rifiuti. Unattenzione specifica sarà dedicata al sensibile miglioramento dellattuazione delle misure già esistenti da parte degli Stati membri.  Spesso lattuazione delle disposizioni della legislazione comunitaria sui rifiuti è compito delle autorità locali; per questo la Commissione intende coinvolgerle maggiormente nella preparazione della normativa e aumentare il sostegno affinché possano scambiarsi esperienze e buone prassi.

Nei paesi candidati alladesione si può supporre che laumento dei consumi e levoluzione dello stile di vita eserciteranno notevoli pressioni su sistemi ed infrastrutture di gestione dei rifiuti che, già adesso, sono spesso ai limiti delle prestazioni. Di fronte a questa situazione, oltre a migliorare gli attuali sistemi di gestione dei rifiuti, unaltra priorità saranno gli investimenti in iniziative e infrastrutture di prevenzione e di riciclaggio.

Prevenzione: diminuire il volume dei rifiuti e ridurne la pericolosità

Se da un lato lapproccio descritto ha effettivamente migliorato il livello di gestione dei rifiuti, dallaltro non è ancora riuscito a ridurre il volume dei rifiuti, che continua a crescere. Ora è pertanto necessario concentrarsi sullaspetto della prevenzione, sia in termini quantitativi (cioè volume di rifiuti prodotti) che qualitativi (pericolosità). Per i legislatori si tratta di uno degli aspetti più interessanti del problema rifiuti e, anche in questo caso, è necessario scindere laspetto della produzione dei rifiuti dalla crescita economica.  Laspetto della prevenzione è strettamente legato allaumento dellefficienza delle risorse, alla possibilità di influenzare i modelli di consumo e alla riduzione dei rifiuti connessi con i prodotti nellarco dellintero ciclo di vita, dalla produzione, alluso fino al momento in cui il prodotto stesso diventa un rifiuto. Gli interventi per impedire la produzione di rifiuti sono, pertanto, soprattutto e innanzitutto, interventi alla fonte: ciò significa, in altri termini, da un lato trovare soluzioni per ampliare la durata di vita dei prodotti, per utilizzare meno risorse e per passare a processi di produzione più puliti e con meno sprechi e, dallaltro, influenzare le scelte e la domanda dei consumatori sul mercato perché si favoriscano prodotti e servizi che generino meno rifiuti. Questo punto sarà uno degli elementi centrali della strategia tematica in materia di gestione delle risorse, della politica integrata dei prodotti e, riguardo alla pericolosità dei rifiuti, della politica comunitaria in materia di sostanze chimiche.

Più precisamente, ciò comporterà la necessità di:

individuare le sostanze pericolose più problematiche nei vari flussi di rifiuti e favorire la loro sostituzione con sostanze meno pericolose o la progettazione di prodotti alternativi, ove ciò sia possibile e, ove non lo fosse, cercare di garantire lesistenza di sistemi a ciclo chiuso, dove il produttore ha la responsabilità di garantire la raccolta, il trattamento e il riciclaggio dei rifiuti secondo modalità che minimizzino i rischi e limpatto sullambiente;

integrare gli obiettivi e le priorità di prevenzione dei rifiuti nella politica integrata dei prodotti (IPP) della Comunità, con lo scopo di individuare e di mettere in pratica

 

soluzioni per ridurre il contenuto di sostanze pericolose nei prodotti, per ampliare la durata di vita dei prodotti e per facilitarne il riciclaggio e il ricondizionamento, ecc.;

favorire il ricorso a strumenti economici come le eco-tasse su prodotti e processi ad alta intensità di risorse e di rifiuti;

ove risulti efficace, responsabilizzare i produttori anche quando i loro prodotti si trasformano in rifiuti;

influenzare le scelte dei consumatori a favore di prodotti e di processi che generino meno rifiuti (ad esempio attraverso politiche che incentivino gli appalti pubblici verdi, attraverso marchi ecologici, campagne dinformazione e altri strumenti);

avviare uno studio che contribuisca a individuare i flussi di rifiuti più problematici e pericolosi generati da diversi settori produttivi (estrazione, produzione di energia, fabbricazione, costruzione, agricoltura, ecc.) e lavorare in parallelo con i settori interessati per trovare soluzioni per ridurre o eliminare tali flussi di rifiuti. Tra le soluzioni possibili possono figurare il cofinanziamento di attività di ricerca e sviluppo di tecnologie di processo più pulite e innovative e la diffusione delle migliori tecnologie e prassi.

Azione

Incorporare gli obiettivi e i criteri di prevenzione dei rifiuti nella politica integrata dei prodotti della Comunità e nella strategia comunitaria sulle sostanze chimiche.

Incentivare il riciclaggio

In base alla classificazione gerarchica dei rifiuti, quelli che non si possono evitare dovrebbero essere, nei limiti del possibile, recuperati, e più precisamente riciclati, contribuendo così a ridurre la domanda di materie prime vergini. In questo modo i cittadini vengono inoltre maggiormente sensibilizzati sulle implicazioni delle proprie scelte come consumatori a livello di rifiuti e ciò porta spesso i consumatori a chiedere prodotti e sistemi di imballaggio che generano meno rifiuti.

Lapproccio comunitario al riciclaggio è imperniato attorno ai flussi prioritari di rifiuti, ad esempio i rifiuti di imballaggio e i veicoli fuori uso e alla presentazione di normative che fissano traguardi di riciclaggio che i singoli Stati membri devono rispettare. Si è pertanto puntato ad attribuire ai produttori la responsabilità di gestire i propri prodotti quando questi si trasformano in rifiuti e a ridurre il contenuto di sostanze pericolose dei prodotti.  Dallesperienza acquisita con lattuazione delle suddette normative emerge la necessità di creare una politica coerente a livello comunitario per incentivare il riciclaggio in generale; a tal fine è indispensabile tener conto dei vari impatti sullambiente e anche delle eventuali scelte di compromesso, oltre che degli aspetti economici e sociali che entrano in gioco.  In generale lobiettivo è recuperare e riciclare rifiuti in maniera sensata, vale a dire fino al punto in cui sussista ancora un beneficio ambientale netto e in modo che loperazione risulti fattibile sotto il profilo economico e tecnico.

Azioni

Riesame della direttiva sui fanghi di depurazione.

Raccomandazione sui rifiuti da costruzione e demolizione.

Iniziativa legislativa sui rifiuti biodegradabili.

Strategia tematica sul riciclaggio dei rifiuti, che comprenda i tipi di azione seguenti:

identificazione dei rifiuti da riciclare in via prioritaria in base a criteri legati alle priorità di gestione delle risorse, ai risultati delle analisi che riconoscono in quali casi il riciclaggio produce un beneficio ambientale netto ed evidente e alla facilità e ai costi del riciclaggio dei rifiuti;

formulazione di politiche e di misure che garantiscano la raccolta e il riciclaggio dei flussi di rifiuti prioritari, compresi traguardi indicativi di riciclaggio e sistemi di monitoraggio che individuino e comparino i progressi realizzati dagli Stati membri;

individuazione delle politiche e degli strumenti tesi a favorire la creazione di un mercato per i materiali riciclati.

 

 7.LUNIONE EUROPEA NEL CONTESTO MONDIALE

7.1.UnUnione europea allargata

Le azioni contemplate dal programma si applicheranno allUnione europea allargata. Nellarco di tempo coperto dal programma i nuovi Stati membri modificheranno il profilo dellUnione europea: lampliamento dagli attuali 15 a 28 paesi o più porterà con sé almeno 170 milioni di abitanti in più, un aumento del 58% nella superficie del territorio e problemi e patrimoni ambientali unici nel loro genere.

Nei dieci paesi candidati dellEuropa centrale e orientale, molte zone rurali sono ancora intatte, con intere zone ricoperte di antiche foreste; lagricoltura tende ad essere estensiva e favorisce una ricca biodiversità. Allaltro estremo, sono presenti centri industriali o ex basi militari fortemente inquinati, che richiedono ingenti opere di disinquinamento.

LUnione europea dispone della legislazione ambientale più completa e avanzata al mondo:

adottandola e attuandola i paesi candidati non solo rispetteranno le condizioni più ampie di adesione allUnione europea, ma godranno anche, a lungo andare, di un ambiente più pulito e più sano. Questi vantaggi sono stati riconosciuti, come dimostra la decisione dei paesi candidati di entrare a far parte dellAgenzia europea dellambiente prima ancora di aderire allUnione europea.

La priorità continua ad essere la completa attuazione della legislazione e ciò richiederà amministrazioni forti e dotate degli strumenti adeguati, ma sarà spesso essenziale fissare le priorità; in questo caso interverranno i finanziamenti comunitari, soprattutto per contribuire ad attuare direttive onerose in termini di costi, come quella sugli impianti di trattamento delle acque reflue. La Comunità dovrà assicurarsi che i finanziamenti rispondano alle situazioni e alle esigenze locali: paesi, regioni e località diversi si vedranno così proporre soluzioni diverse. La completa attuazione delle norme comunitarie in materia di ambiente e salute è pertanto il compito principale dei paesi candidati alladesione.  Per guidare questo processo e garantire nel tempo la completa attuazione dellacquis ambientale nei paesi candidati alladesione, è necessario che al momento delladesione tale acquis sia stato recepito nellordinamento giuridico nazionale. Occorre pertanto privilegiare opportunamente lattuazione delle direttive quadro e delle direttive orizzontali.  Oltre a questo, le altre questioni principali riguardano lintegrazione delle considerazioni ambientali in campo economico e sociale. Le sfide principali da affrontare si possono così riassumere:

Sviluppo economico sostenibile

La ristrutturazione e il rinnovamento economici in corso nei pesi candidati offrono unopportunità di crescita economica fondata su nuove tecnologie più pulite e su una migliore gestione ambientale. Molte delle società orientate allesportazione che si sono stabilite nei paesi candidati considerano già laspetto della gestione ambientale come un elemento centrale per la competitività. Una tendenza analoga va dunque incoraggiata. Le imprese dei paesi candidati hanno la possibilità di costruire comunità sostenibili, gradevoli e prospere. In questo senso sarà di vitale importanza dimostrare ai legislatori i potenziali benefici connessi con un ambiente sano, anche in termini di risorse e di finanze. Organizzazioni come il Centro regionale per lambiente possono svolgere un ruolo prezioso in questo senso. In pratica, la 59 soluzione chiave sarà lutilizzo di valutazioni ambientali strategiche e lintegrazione degli obiettivi e delle politiche ambientali in altri settori.

Trasporto pubblico, un patrimonio da proteggere

Attualmente nei paesi candidati alladesione si assiste ad un maggiore equilibrio tra trasporto pubblico e privato rispetto alla situazione dellUnione europea, ma nei paesi dellEuropa centrale e orientale ci sono già problemi di scarsi investimenti nei sistemi di trasporto pubblico. In futuro sarà pertanto importante sostenere soluzioni alternative al trasporto su strada; in questo senso la Comunità può aprire la strada indirizzando opportunamente i finanziamenti al settore dei trasporti, come già avviene ad esempio con i progetti ferroviari. I trasporti su strada devono essere pianificati con attenzione per evitare che le nuove opere danneggino le città più o meno grandi e la natura e la vita selvatica. Nella Comunità sono già in corso iniziative tese a promuovere il trasporto merci ferroviario, luso dei corsi dacqua e, più in generale, il trasporto combinato nellUnione europea, esperienze che vanno ripetute nei paesi candidati alladesione.

Sviluppo urbano programmato

La pianificazione urbana nei paesi candidati deve essere incentivata e contribuire a garantire un maggiore controllo dellespansione urbana, che comunque non deve avvenire a discapito dellambiente. In pratica, ciò si traduce in una maggiore attenzione alla ristrutturazione del parco urbano rispetto allo sviluppo di siti nuovi in piena zona rurale.

Sensibilizzazione

Le proteste degli ambientalisti erano un elemento di opposizione ai vecchi regimi dei paesi candidati dellEuropa centrale e orientale; oggi è necessario perseverare nella sensibilizzazione e dimostrare che ambiente e sviluppo economico non sono antitetici.  Occorre anzi trasmettere ai paesi candidati un messaggio chiaro: essi hanno la possibilità di costruire una società moderna e prospera senza intaccare i paesaggi e lambiente rurale.  Lattività di sensibilizzazione non deve, inoltre, trascurare i giovani, che in futuro possono rappresentare una forza di cambiamento positivo per lambiente.

Azioni

Ampliamento del dialogo con le amministrazioni dei paesi candidati riguardo allo sviluppo sostenibile.

Cooperazione con le ONG in campo ambientale e con le imprese dei paesi candidati per unopera di sensibilizzazione.

7.2.Contribuire a risolvere i problemi internazionali

Con la globalizzazione delleconomia la necessità di intervenire a livello ambientale su scala internazionale si fa più pressante rispetto a qualche anno fa. Il fenomeno interessa i cittadini e la politica di quasi tutti i paesi del mondo: i beni, i servizi, il denaro, le informazioni e le persone circolano in tutto il pianeta e pertanto la globalizzazione ha rilevanti implicazioni ambientali e richiede nuove risposte politiche e strategiche.  Come europei e come cittadini di alcune delle società più ricche del mondo, siamo estremamente consapevoli del ruolo e delle responsabilità che abbiamo sulla scena internazionale. Da un lato i nostri paesi sono tra i principali responsabili dei problemi ambientali mondiali - si pensi alle emissioni di gas di serra - e consumano una parte rilevante, e per alcuni iniqua, delle risorse rinnovabili e non rinnovabili del pianeta, quali minerali, risorse ittiche e legname; dallaltro lEuropa ha assunto un ruolo di traino nel proporre unazione e una cooperazione internazionali in materia di ambiente. Tale cooperazione dovrebbe ora riguardare anche la ricerca di un più ampio consenso internazionale che contribuisca ad evitare conflitti commerciali e ad accettare, ove necessario, un approccio ispirato al principio della precauzione.

Linterdipendenza tra i paesi comporta la necessità di una partnership a livello mondiale; in futuro, quando le pressioni sullambiente saranno sempre più imputabili ai paesi emergenti, sarà necessario applicare standard ambientali elevati: è infatti dimostrato che la presenza di standard bassi è strettamente connessa alla povertà. Il miglioramento dellambiente è un elemento complementare di un buono sviluppo economico, ma i paesi emergenti dovranno disporre degli strumenti e delle risorse necessari per aumentare la produttività e migliorare i metodi di produzione; in questo senso gli scambi commerciali e gli investimenti stranieri possono svolgere un ruolo positivo. I cittadini di questi paesi devono comprendere che esiste un nesso positivo tra sviluppo, qualità dellambiente e livello di vita.

Obiettivi

Integrazione delle problematiche e degli obiettivi ambientali in tutti gli aspetti delle relazioni esterne dellUnione europea.

Lambiente deve essere considerato seriamente e dotato di adeguate risorse da parte delle organizzazioni internazionali.

Attuazione delle convenzioni internazionali, in particolare quelle sul clima, sulla biodiversità, sulle sostanze chimiche e sulla desertificazione.

Contributo alla tutela dellambiente dei paesi limitrofi

La Comunità deve collaborare con i paesi limitrofi per aumentare la sensibilizzazione dei cittadini e della classe politica ai temi dellambiente, contribuendo a garantire che tutti -Unione europea e paesi vicini - realizzino azioni a favore della protezione dellambiente.

Azioni

Istituzione di un forte pilastro ambientale nellambito del partenariato euromediterraneo (EUROMED) e del programma TACIS per i Nuovi Stati indipendenti.

Definizione dello sviluppo sostenibile come obiettivo della zona di libero scambio euromediterranea in evoluzione.

Integrazione delle considerazioni ambientali nelle politiche esterne dellUnione europea

Le considerazioni ambientali dovrebbero diventare uno dei principi ispiratori delle relazioni esterne dellUE; in particolare:

la politica dello sviluppo deve continuare a sostenere la gestione sostenibile delle acque, dei suoli e delle foreste, laccesso e la proprietà delle risorse, laccesso a fonti di energia sostenibili e linterazione tra salute, povertà e ambiente urbano;

61 la politica commerciale, sia a livello multilaterale che nellambito di tutti gli accordi regionali e bilaterali, dovrebbe promuovere la tutela dellambiente. Gli scambi commerciali, i flussi di investimenti internazionali e i crediti allesportazione devono diventare elementi più positivi per il conseguimento della protezione dellambiente e dello sviluppo sostenibile;

la tutela dellambiente dovrebbe rientrare nelle politiche globali dellUE riguardanti la prevenzione e la risoluzione dei conflitti, compresa la politica estera e di sicurezza comune; tali politiche dovrebbero inizialmente puntare allutilizzo delle acque e del territorio.

Azioni

La Commissione e gli Stati membri dovrebbero garantire che la protezione dellambiente rientri nelle politiche esterne di aiuti allo sviluppo e di cooperazione, incentivando la condivisione delle migliori prassi.

Si dovrebbe continuare a sviluppare metodologie e criteri per svolgere valutazioni dimpatto sulla sostenibilità per tutti gli accordi commerciali di natura bi- o multilaterale.

Proseguire nellimpegno di promuovere valide prassi ambientali nel settore degli investimenti stranieri diretti e dei crediti allesportazione.

Rafforzare il governo (governance) ambientale su scala internazionale

Gli organismi internazionali che attualmente trattano le questioni ambientali devono essere rafforzati perché abbiano un peso e uninfluenza superiori e perché siano più efficienti. Ciò comporta:

il potenziamento a breve termine del quadro istituzionale internazionale, e del Programma delle Nazioni Unite per lambiente (UNEP), e un miglior coordinamento delle istituzioni in campo ambientale, ivi compreso un miglior coordinamento tra le convenzioni a livello di sedi dei segretariati, che potrebbero essere condivise, finanziamenti e meccanismi di osservanza;

la garanzia di finanziamenti più sicuri e di una maggiore attenzione politica;

una maggiore attenzione ad una migliore applicazione e controllo delle convenzioni esistenti nellambito del diritto internazionale in materia di ambiente.

Nel più lungo periodo la struttura istituzionale per affrontare la questioni ambientali dovrebbe poter contenere anche la relativa dimensione economica

LUE deve svolgere un ruolo più efficace nelle sedi internazionali

LUnione europea deve svolgere un ruolo attivo nelle sedi internazionali e affermare una presenza più efficace in seno alle organizzazioni internazionali che si occupano di ambiente, soprattutto lUNEP. LUnione europea deve inoltre impegnarsi ad incrementare lintegrazione delle considerazioni ambientali nelle attività di altri organismi delle Nazioni Unite e delle istituzioni finanziarie internazionali. In parallelo, deve esercitare un impatto altrettanto forte e unitario nel dibattito finanziario connesso, incentivando il coordinamento con gli Stati membri. Cè infine ancora spazio per migliorare il dialogo sulle questioni ambientali globali con i paesi terzi, compresi alcuni paesi emergenti chiave.

 

8.LA PARTECIPAZIONE E UNA SOLIDA CONOSCENZA ALLA BASE DEL PROCESSO

POLITICO

8.1.Migliore regolamentazione

Stimolare linnovazione con la regolamentazione

La regolamentazione in campo ambientale è stata essenziale per il successo della politica comunitaria in materia di ambiente, ad esempio per la riduzione dellinquinamento atmosferico e delle acque. Le fonti di inquinamento ambientale non sono però più concentrate in singoli impianti industriali, ma si riscontrano in molteplici attività economiche e nel comportamento dei consumatori. Questo dato di fatto restringe la possibilità di risolvere tali problemi semplicemente con regole e controlli.

Di fronte a una situazione analoga le imprese hanno un ruolo sempre più importante nel conseguire gli obiettivi e i traguardi ambientali e ormai linquinamento prodotto da unimpresa è indice di inefficienza e scarsa gestione. Le imprese che fanno innovazione nel tentativo di conquistare nuovi mercati o di aumentare la propria competitività dovrebbero anche pensare a ridurre i livelli di inquinamento e di rifiuti che producono: ormai disponiamo di molti esempi di imprese che modernizzano, con successo, le proprie modalità operative per riciclare i rifiuti e abbassare i costi.

La normativa può servire ad incentivare le imprese ad innovarsi in modo proficuo, sia in termini di mercato che di ambiente; essa dovrebbe puntare a fissare standard elevati opportuni che devono essere rispettati, regolamentando i risultati o gli esiti piuttosto che le modalità utilizzate per realizzare gli obiettivi. La regolamentazione deve inoltre essere flessibile, deve tener conto delle ampie diversità esistenti a livello economico e geografico e prevedere eventuali periodi di introduzione graduale delle norme; infine, può offrire incentivi positivi alle imprese affinché ottengano buone prestazioni, ad esempio andando oltre gli standard fissati.

In alcuni casi unimpostazione non normativa in campo ambientale sarà invece più adeguata e flessibile. La Commissione sta esaminando nuovi metodi di governo (governance), comprese alternative alla normativa tradizionale come gli impegni e gli accordi volontari, che potrebbero migliorare le capacità delle imprese di innovarsi e cambiare. Tra le iniziative vagliate vi è anche, ove opportuno, la definizione di un quadro regolamentare che istituisca gli obiettivi delle politiche, lasciando allindustria la facoltà di definire le misure pratiche di attuazione in maniera consensuale, a sostegno del quadro giuridico (co-regolamentazione).

Impegno a garantire un vasto dialogo e una solida base scientifica

Il programma istituisce il quadro strategico e ampie priorità per lazione comunitaria in campo

ambientale per il prossimo decennio. Per aumentare le possibilità di disporre di misure

fattibili e di una regolamentazione efficace, la definizione degli obiettivi e lazione politico-strategica

devono essere oggetto di un dialogo aperto con tutti i gruppi interessati.  Il dialogo dovrà essere supportato da una solida valutazione scientifica ed economica fondata su informazioni e dati relativi allo stato dellambiente e alle pressioni e alle cause dei problemi ambientali; per quanto possibile, questo esercizio dovrebbe essere integrato dallelaborazione di scenari e dallo sviluppo di strumenti di previsione. Tutto questo comporterà un sensibile incremento della qualità dei dati ambientali ed economici, delle valutazioni ex ante ed ex post 64 delle politiche attualmente disponibili per confortare lattività decisoria. Lesperienza acquisita nel corso del Quinto programma di azione grazie a iniziative in settori quali gli standard di qualità dellaria ha messo in luce che si tratta certamente di un approccio impegnativo in termini di tempo e di risorse, ma che può garantire un maggiore impegno delle parti interessate, oltre che contribuire a definire traguardi ambiziosi ma al contempo realistici e raggiungibili. Lo screening di tutta la serie di misure politico-strategiche possibili consente di scegliere gli strumenti più efficaci e di determinare il giusto equilibrio tra le azioni condotte a vari livelli di responsabilità: comunitarie, nazionali e locali.  Non si può infine dimenticare che i problemi ambientali di oggi sono molto più complessi di quelli di 20 anni fa: le relazioni tra di essi e persino i compromessi sono diventati più evidenti.  Ciò significa che agire su un problema può ostacolare o favorire la soluzione di altri problemi; per questo motivo le misure previste devono essere valutate in maniera integrata, per evitare effetti secondari indesiderati.

Lanalisi dellefficacia sotto il profilo dei costi è un elemento centrale delle proposte in materia di ambiente e lesperienza del programma Auto-Oil rappresenta un buon esempio di come si possa aumentare al massimo i benefici ambientali ai costi più bassi. Ciò consente ai legislatori di ottimizzare il rapporto qualità-prezzo delle misure adottate; pertanto, le misure derivanti da questo programma saranno ispirate proprio a questo principio basilare.

Ampliare il dialogo

La Commissione si è impegnata a sviluppare una forma di governo più aperta e trasparente, che possa avvicinare i cittadini europei alle istituzioni europee. Queste considerazioni valgono in modo speciale anche per il processo di definizione delle politiche, settore in cui è necessario un vero impegno per garantire che tutti i gruppi interessati - economici, autorità nazionali, regionali e locali e gruppi ambientalisti - abbiano la possibilità di influenzare il processo decisionale.

Le organizzazioni non governative (ONG) possono svolgere un ruolo chiave, trasmettendo le opinioni della persona della strada ai responsabili delle decisioni, partecipando a gruppi di esperti o gruppi tecnici e sorvegliando lattuazione della legislazione. Esse rappresentano pertanto un interesse pubblico più vasto nel processo politico-strategico.

Azioni

Il nuovo approccio della Commissione relativo alla politica e alla pianificazione strategiche consentirà di avvertire per tempo tutti i gruppi interessati dei settori nei quali la Commissione intende presentare proposte.

La Comunità continuerà a garantire un sostegno finanziario alle ONG in campo ambientale, per agevolarne la partecipazione al dialogo.

Il ruolo della ricerca

La ricerca può contribuire allo sviluppo delle politiche ambientali della Comunità contribuendo a far luce sulle interazioni tra uomo e ambiente e sulle rispettive implicazioni.  La complessità dellambiente in cui viviamo è tale che queste conoscenze sono fondamentali per dare vita a politiche efficaci. Dalla trattazione delle tematiche descritte in precedenza emerge una preoccupazione generale, che assume unimportanza specifica in alcuni settori quali il cambiamento climatico, linterfaccia salute-ambiente, gli ecosistemi, la biodiversità, la protezione e la gestione sostenibile delle risorse naturali e dei rifiuti. La ricerca svolge una 65 funzione di primo piano anche nello sviluppo di tecnologie e pratiche di gestione innovative, che continueranno ad essere necessarie per risolvere problemi di carattere ambientale.  Per garantire laccettazione delle parti interessate e per evitare inutili conflitti con i partner commerciali è fondamentale che le proposte e le decisioni si fondino sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili. In questo senso lo Spazio comune di ricerca offre molte opportunità e va sfruttato nella sua interezza.

Come illustrato nella comunicazione della Commissione sullo Spazio comune di ricerca, i programmi di ricerca comunitari rappresentano circa il 5% del finanziamento pubblico alla ricerca allinterno della Comunità. Oltre ad essi, è pertanto necessario incentivare il coordinamento dei programmi nazionali in questo settore per amplificarne limpatto.  Sarà inoltre importante migliorare la divulgazione dei risultati della ricerca, affinché possano essere più agevolmente utilizzabili da parte dei legislatori e possano contribuire a comunicare al grande pubblico la comprensione delle questioni ambientali.

Azioni

Due riesami annui dei programmi di ricerca in materia di ambiente e delle esigenze e priorità di ricerca in continua evoluzione.

Istituzione di forum di parti interessate per promuovere linterazione, lo scambio di informazioni e le migliori prassi, oltre che per garantire unefficace divulgazione dei risultati della ricerca.

Incentivo agli Stati membri affinché continuino ad attribuire la massima priorità alle tematiche ambientali in seno ai programmi di ricerca, che a loro volta devono essere coordinati a livello comunitario per incrementarne il valore aggiunto.

Garanzia che i temi ambientali continuino ad avere un posto di primo piano nei programmi di ricerca comunitari.

8.2.Informazione per lattività politica e valutazione

Stato dellambiente: tendenze e cause

Per verificare il successo del presente programma e, più in generale, per garantire una politica informata è necessaria una solida conoscenza dei problemi ambientali attuali, della loro distribuzione geografica e delle tendenze in campo sociale ed economico che spesso sono le cause determinanti il degrado ambientale. Ciò significa raccogliere dati significativi e omogenei in un certo periodo di tempo e garantirne uninterpretazione e una presentazione intelligenti. Questa funzione viene svolta dallAgenzia europea dellambiente e da Eurostat, sulla base delle informazioni inviate dagli Stati membri. È evidente tuttavia che gli Stati membri devono dare maggiore priorità allinvio dei dati richiesti. Le tematiche dellambiente e della sostenibilità devono risalire posizioni nei programmi di lavoro in campo scientifico e statistico ed è necessario operare con la massima priorità per colmare le lacune nei dati di riferimento. In questo modo sarà possibile disporre di un quadro globale esauriente dei problemi ambientali.

Le decisioni politiche sono agevolate anche da una buona comprensione delle tendenze che caratterizzano i vari problemi, che consente di elaborare scenari e modelli per verificare la presunta efficacia delle diverse misure. Una politica efficace dipende infine da una buona 66 conoscenza delle tendenze socioeconomiche, che spesso rappresentano le principali cause che sottendono alle questioni ambientali.

Quantificare i progressi - Relazioni, indicatori e valutazioni

Per quantificare i progressi realizzati verso la realizzazione degli obiettivi prefissati è necessario disporre di informazioni sullo stato dellambiente e sulle cause alla base dei problemi; è inoltre necessario un sistema efficace di relazione in materia di recepimento, attuazione ed efficacia delle misure politiche adottate. Il sistema di informazione e relazione di cui disponiamo oggi fornisce solo un quadro approssimativo dello stato dellambiente europeo e delle tendenze socioeconomiche rilevabili e addirittura incompleto per quanto riguarda laspetto del recepimento e dellattuazione della legislazione ambientale dellUE.  Questa situazione limita notevolmente la possibilità di effettuare valutazioni significative delle politiche europee e di capire limpatto dellumanità sullambiente.  La Commissione intende mettere in atto un processo di valutazione sistematico per migliorare le strategie future e la loro attuazione e per poter valutare i possibili sviluppi futuri. In questo contesto disporre di indicatori globali sarà un elemento fondamentale per la valutazione intermedia dei progressi realizzati nellattuazione del presente programma.  È necessario svolgere ricerche e definire indicatori chiari e omogenei in grado di quantificare i progressi realizzati nel conseguire i traguardi definiti, compresi indicatori del valore monetario corrispondente allimpatto del degrado ambientale. Gli indicatori possono svolgere una funzione importante anche nel sensibilizzare i decisori e lopinione pubblica in generale in merito alla situazione e alle tendenze che caratterizzano le varie questioni ambientali.  Attualmente sono in preparazione serie di indicatori chiari e omogenei per quantificare i progressi realizzati a fronte dei traguardi definiti. Una serie di indicatori principali per lUnione europea sarà lelemento di base che verificare i progressi ottenuti nellambito delle principali tematiche affrontate nel presente programma; accanto ad essi verranno proposti indicatori di qualità ambientale più dettagliati e alcune serie fondamentali di indicatori di integrazione per ciascun settore, ad esempio i trasporti (dove i lavori sono già notevolmente avanzati grazie alliniziativa su un meccanismo di relazione “Trasporti e ambiente” -TERM), lagricoltura o lenergia.

Per agevolare il processo è infine necessario procedere ad un riesame di ampia portata dellintero sistema (che comprenda lo stato e le tendenze dellambiente, relazioni statistiche, disposizioni giuridiche e valutazioni delle politiche), che contribuisca a individuare le principali esigenze in materia di dati e che consenta agli Stati membri di destinare risorse principalmente alla raccolta dei dati prioritari. Per citare un esempio, la semplificazione e larmonizzazione dei dati riferiti ai fini della conformità e a finistatisticiconsentirebberodi migliorare enormemente la capacità del sistema statistico di fornire i dati necessari. Il riesame riguarderà le attività che forniscono dati, indicatori e informazioni, che consentono di verificare i progressi, di riesaminare e di perfezionare le politiche e di prevedere futuri sviluppi.

 

Azioni

Elaborare e pubblicare periodicamente una relazione sui principali indicatori ambientali.

Presentare relazioni periodiche sugli indicatori sullo stato dellambiente.

Riferire periodicamente sui progressi realizzati sulla base di serie di indicatori di integrazione che riguardino in particolare lagricoltura e le foreste, lenergia, la pesca e lambiente marino, il turismo, lindustria, la politica regionale e i trasporti.

Elaborare indicatori epidemiologici e indicatori dei costi dei danni ambientali e creare basi dati di valutazione in materia.

Istituire un riesame di ampia portata dei sistemi di informazione e di relazione che determinino lintroduzione di un sistema globale di relazione e di valutazione più coerente ed efficace, che includa dati e informazioni ambientali di elevata qualità e comparabili.

Aiutare gli Stati membri ad istituire sistemi adeguati di raccolta dei dati e, soprattutto, a definire le priorità in modo da ottimizzare lutilizzo di risorse di bilancio scarse.

Rafforzare lo sviluppo di sistemi di informazione geografica e di applicazioni di monitoraggio dallo spazio, compresa liniziativa Monitoraggio globale dellambiente e della sicurezza (Global Monitoring for Envinronment and Security -GMES),che fungano da supporto allattività politica e di attuazione.

8.3.Principi guida della politica ambientale dell