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LA BAMBINA DI CHIME 

Li M' in, la bambina di Chimel

  

C’era una volta, lontano da qui, 

una bambina di nome Li M' in,

e la sua storia così speciale, come una fiaba  vorrei raccontare.

 

foto1

 

Viso rotondo di luna piena,

parla col vento, sorride hai fiori,

capelli lunghi lungo la schiena,

ed un vestito di mille colori.

 

C’era una volta, lontano da qui, una bambina di nome Li M' in,

e la sua storia così speciale, come una fiaba vorrei raccontare.

 

Viso di luna, capelli nel vento,

storia intrecciata di gioie e dolori.

L’arcobaleno sorride contento

Regala a Li M' in quella veste a colori.  

 

  foto 2

 

C’era una volta, lontano da qui, una bambina di nome Li M' in,

e la sua storia così speciale, come una fiaba vorrei raccontare.

 

Brilla la luna, e sogna davvero,

si cheta il vento e tutto tace,

Li M' in ascolta guardando il cielo

L’arcobaleno che parla di pace.

 

C’era una volta, e adesso è qui, una bambina di nome Li M' in

Habia una vez, y ahora  esta  aqui, una nina de nombre Li M' in

   

foto 3

 

Eccola Li M' in,  con il suo nome strano,

e il vestito coloratissimo.

 

A Li M' in, il vestito, glielo aveva regalato l’arcobaleno

proprio nel giorno in cui venne al mondo,

perché Li M' in nacque in un giorno che c’era l’arcobaleno.

 

L’ avete presente un arcobaleno, quando attraversa  il cielo, con i suoi colori…

ci sta poco lassù in cima, e appare raramente, non è facile vederlo…

ma è bellissimo, e restiamo tutti a guardarlo incantati!

Poi, quando scompare dal cielo,  scende a terra per colorare i fiori.

 

Il giorno in cui nacque Li M' in  l’arcobaleno dall’alto guardò giù, 

vide la bimba, fu felice che nascesse in un giorno in cui c’era anche lui,

e per questo volle farle un regalo:

si posò sopra i suoi abitini bianchi e li colorò meravigliosamente,

poi le toccò il cuore, e colorò anche quello.

Se l’arcobaleno colora il cuore a un bimbo,  segna il destino della sua vita.

 

Così, Li M' in appena nata, ebbe subito due bei regali,

il terzo regalo glielo fecero i genitori, e fu il nome:

gliene misero due:

uno per chiamarla in famiglia, Li M' in, che è insolito,

sembra il suono di una campanella ….Din don, Li M' in  e  vuol dire domenica,

e un altro, più comune, con il quale tutti potessero chiamarla : Rigoberta.

 

Io la chiamerò Li M' in.

 

Li M' in cresceva con la sua famiglia a Chimel, un piccolo villaggio del Guatemala

ma un giorno accadde qualcosa :

il  villaggio di Chimel, improvvisamente fu imprigionato da un velo rosso.

 

Il velo coprì tutto, non si vedeva più niente.

Nessuno sapeva cos’era, né perché avesse avvolto il paese.

 

Qualcuno pensò che forse poteva essere una nuvola fatta di petali rossi,

e non si preoccupò troppo,

ma qualcun altro pensò che potevano essere anche gocce di sangue,

ed ebbe paura,

e la paura crebbe.

 

La gente si dava da fare per togliere quel rosso,

prima agitarono le mani per cacciarlo, come se fosse fumo,

ma niente, il rosso restava lì.

Poi si misero a tirare un lembo di quel velo, che sembrava leggerissimo,

ma niente, il velo rosso non si spostava di un millimetro, restava lì.

Provarono anche con i colori, a ridipingere tutto il paese col le tinte,

gli alberi col verde e il cielo con l’azzurro…

ma  tutto rimaneva terribilmente rosso.

 

Allora la gente si spaventò davvero,

non sapevano più che fare né  a chi chiedere aiuto.

 

Li M' in, era ormai una bambina grandicella,

i doni dell’arcobaleno non li ricordava, ma li portava con se,

e sentiva che  forse per il suo paese avrebbe potuto far qualcosa.

 

Una notte, Li M' in,  sognò che il cuore le usciva dal petto,

si alzava, portato dal vento,

si apriva,

si trasformava in un piccolo fiore colorato dall’arcobaleno,

volava,  aiutato dal vento,

danzava

riscendeva dolcemente….tornava fiore… e tornava cuore,  nel petto di Li M' in….

 

Quando si svegliò, al mattino,  il velo era ancora lì,

ma a lei era venuta una buona idea; parlare con il vento:

e si mise a chiamarlo a voce alta:

 

 -Vento, lo so che questa non è la tua stagione,

ma ti prego, vieni a soffiare su Chimel,

e  aiutaci a togliere questo rosso che copre tutto….per favore  ascoltami vento!!!”

- Si può sapere chi sei e perché strilli così forte?!-

- Sono Li M' in, una bimba di Chimel, ma su Chimel è caduto questo velo,     

aiutaci a toglierlo, tu sei così bravo a spazzare via tutto!!-

 

Il vento guardò verso il villaggio… quel rosso non gli piacque.

-E’  un lavoro difficile, non so di che si tratta,

ma di sicuro non basta la mia forza per toglierlo!-

-Per favore vento, sei l’unico che può aiutarci,  fallo!-

-Guarda ragazzina, che io questo rosso l’ho gia visto su altri paesi,

è un brutto presagio, e nessuno mi ha mai cercato per chiedere aiuto,

perché non è affare del vento spazzarlo via!-

-Io invece penso che solo tu puoi farlo, e sai perché nessuno ti ha mai chiamato? Perché gli adulti, son fatti così, non gli viene mai in mente di  parlare col vento,

o col mare o con i fiori…per chiedergli aiuto…

provaci per favore…e anch’io farò qualcosa per te!-

-Cosa faresti tu per me!?

-Be, sono una bambina, e conosco tante storie, me le ha raccontate il nonno, 

se vuoi  ti racconterò una storia!-

-E va bene, mi piacciono le buone storie,

e mi piaci tu bambina Li M' in,

proverò a fare qualcosa,  ma non sarà facile, forse riuscirò appena ad allontanarlo!-

-Grazie vento, grazie davvero!-

 

Il vento soffiò con tutta la sua forza.

Era difficile allontanare il rosso, ma  continuò, incoraggiato da Li M' in.

A poco a poco si cominciò a vedere qualcosa e riapparve l’albero grande.

Le capriole d’aria sollevavano il velo, che ricadeva a terra,  più lontano.

I brandelli si sparpagliarono e finalmente là in fondo si videro le montagne.

Parevano  blu a prima vista…

ma poi, appena la luce cambiò,

e gli occhi le distinsero meglio,

ecco che diventarono verdi, ricche di chiome d’alberi.

 

Il fiume riprese a sgorgare,

e l’acqua, fresca  scese tra i campi e si srotolò sulla terra,

bagnando gli orti e le erbe medicinali. 

 Il vento era esausto,

il rosso non era del tutto sparito, si vedeva ancora,

appoggiato su qualche valle, ma così spezzato si era indebolito…

 

Dal paese  cominciarono a sentirsi le grida di gioia

suonarono anche le campane..

Din don, din don, Li M' in, din don…

Allora Li M' in  tirò un bacio al vento,  e iniziò a raccontare una storia.

  -C’era una volta… il mio nonno…

il mio nonno era un viaggiatore,

lo chiamavano “Cardellino”,

lo chiamavano così perchè veniva dal  paese di“Cardellino”

che è pieno di cardellini,

quegli uccellini che cantano,

e volano, di ramo in ramo, senza fermarsi mai.

Il nonno da giovane era bello,

aveva i calzoni rossi, la giacchetta nera,  portava il cappello con le tese larghe,

era sempre di buon umore e cantava… come un cardellino.

Un giorno il nonno partì dal suo paese per cercare qualcosa…

un tesoro forse…

Camminò tanto, fino a che arrivò qui, e quel tesoro lo trovò davvero!

Non era un tesoro di monete d’oro,

né un tesoro di pietre preziose,

e nemmeno un tesoro di banconote…

Trovò un tesoro molto più grande di questi:

trovò una fanciulla dolce, bella, con la  luna  sul viso,

e di lei si innamorò perdutamente.

E promise che insieme a lei avrebbe fondato il villaggio di Chimel.

 Si sposarono, 

e per far festa, quel giorno il vento  si riempì di polline,

i rami dell’albero cominciarono a germogliare e ricoprirsi di foglioline verdi,

sempre di più, a grappoli,

una canzone riempì l’aria.

  (canto)   Nascerà con  voi,  ai piedi della  montagna,

               adagiato sopra un verde cuscino,

               un villaggio che cento case avrà,

               cento campi ricoperti di mais.

              Lo costruirete voi, si chiamerà Chimel,

              ci saranno fiori di tutti i colori.

 

              Si troveranno qui, da universi lontani,

              cento famiglie unite per vivere insieme,

              ognuno porterà una zolla di terra

              un po’ di rosso, giallo, bianco e nero.

 

             Lo costruirete voi, si chiamerà Chimel,

              ci saranno fiori di tutti i colori,

              passerà il tempo  poi,

              e un giorno nascerà

              una bambina di nome Li M' in.

 

Al vento la storia piacque proprio tanto.

Non immaginava che fosse stato il nonno, con tanto amore, 

a costruire il paese.

 

E senza che la bambina chiedesse niente, soffiò su uno dei brandelli di velo rosso

per allontanarlo di più.

  -Li M' in raccontami ancora, dimmi che cosa accadde dopo che il villaggio fu costruito.-

-Dopo che il villaggio fu costruito, un giorno nacqui io,

e siccome il nonno ormai era diventato un po’ vecchietto, 

e sapeva mille storie,  ogni sera si sedeva accanto a me,

e me ne raccontava una.-

-Racconta anche a me,  una storia di quelle del nonno….

ti prometto che ti aiuterò,

ogni volta che ci sarà bisogno,

a tenere lontano quel velo rosso…

…sai le parole gettate al vento, non sono buttate via.-

-Va bene, sono contenta che tu mi voglia aiutare, e sono contenta anche di farti conoscere le storie buone del nonno.-

 

Si alzò un po’ di brezza e il racconto di Li M' in, si sparse nell’aria.

 

-Racconterò una storia Maya, la storia del coniglio e del topo!

Sapete perché il coniglio ha la coda come un batuffolo di cotone,

e il topo invece ce l’ha liscia come una cordicella?!

 

Tanto tempo fa, quando il mondo era stato appena creato,

sulla terra c’erano due bambini, uno si chiamava Jun Aj Pu, e l’altro Ix B’alam Key.

 

Questi due bambini un giorno,

vennero mandati dai loro nonni a sorvegliare un campo di granturco,

il primo campo di granturco che esisteva sulla terra!

Dovevano sorvegliarlo, perché di notte venivano gli animali,

e si mangiavano tutto il granturco e bisognava stare bene attenti.

 I nonni, dissero ai  bambini, di spaventare gli animali e cacciarli via,

e soprattutto si raccomandarono perché, durante la notte, non si addormentassero.

 

Così i due bambini andarono al campo e si misero ad aspettare la notte.

Il sole calò dietro la montagna,

Jun Aj Pu e Ix B’alam Key sbadigliarono,

passò un ora e continuarono a sbadigliare come leoni da circo.

Poi apparve la luna, e come ogni sera cantò la sua ninna nanna.

 

                Dorme il sole, ora riposa anche tu.

                Dorme il fiore, ora riposa anche tu.

                Dorme il fiume, ora riposa anche tu.

                Dorme il vento, ora riposa anche tu.

                Dormi bimbo, sogna e riposa anche tu.

 

I bambini si addormentarono,

e quando arrivarono gli animali non se ne accorsero proprio.

Arrivarono cervi, conigli, maiali, topi, galline uccelli e coccodrilli.

Era tutto un crunch, crunch, mastica, mastica i cicchi di granturco,

mentre i bambini dormivano come ghiri!

 

Quando al mattino si svegliarono non c’era più una sola pannocchia,

gli animali si erano mangiati tutto!

I bambini tornarono a casa piangendo,

preoccupati di quello che avrebbero detto i nonni.

 

I nonni sorrisero per la debolezza dei bimbi,

gli proposero di tornare a sorvegliare il campo,

e con una magia fecero crescere di nuovo le piante di granturco.

 

Quella sera i bambini tornarono al campo,

il sole calò,

la luna, dopo poco, apparve e cominciò a cantare la ninna nanna,

ma i bimbi per essere certi di non addormentarsi,

si misero a ballare sulla melodia della luna….

 

Poco dopo la mezzanotte un tumulto di leoni, tigri, conigli, topi, galline,

arrivò nel campo di granturco…

ma questa volta i bimbi erano svegli,

presero due rami e cominciarono a gridare e a spaventare gli animali.

 

Gli animali scapparono di corsa.

Il coniglio passò vicino a Jun Aj Pu,

il bambino gli afferrò la coda,

che era grande, lunga e spugnosa…

il coniglio tirò con tutte le sue forze…

fino a quando la coda non si staccò

e rimase nelle mani del bambino,

mentre al coniglio restò solo un batuffolo.

 

Ix B’alam Key invece, aveva preso al volo un topino,

gli stava scappando dalle mani

quando anche lui l’afferrò per la coda,

che era lunga e pelosa, come quella del coniglio.

Ma il topino dette uno strattone più forte e liberò la coda….

così nelle mani di Ix B’alam Key, ci restò un grosso ciuffo di peli,

e attaccata al topino una specie di cordicella.

 

Ecco perchè il coniglio e il topino hanno le code così buffe…

…e questi erano i racconti del mio nonno!

 

Il vento era confuso, era addolcito, era felice.

- Li M' in  cara, bambina di Chimel, tu non sei come gli atri bambini,

qualcuno ti deve aver fatto un dono speciale…

deve averti toccato il cuore!-

 

-Ma che dici vento, io sono come tutti, forse ho solo la stramberia 

di fermarmi a parlare con te…

e di raccontarti le mie fiabe…-

-Continuerai a raccontarmele, e io le porterò in ogni angolo della terra,

perché altri le ascoltino,

farò volare la tua voce lontano,

e soffiando dirò che c’è una bambina a Chimel,

capace di togliere i veli rossi di paura,

capace di ricordare le fiabe del nonno,

e con il cuore colorato d’arcobaleno.

Li M' in, bambina di Chimel,

per tutti Rigoberta Menchù, premio Nobel per la pace 1992,

continua da ogni angolo del mondo ad affidare le sue parole al vento…

…perché sa che le parole al vento non sono buttate via , ma arrivano lontano!

 

Elisabetta Salvatori 

@

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