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“Studio della fauna ittica per la tutela ed il monitoraggio dei corsi d’acqua nelle Aree Naturali Protette del Comune di Roma”

 

"Study of the fish fauna for the protection and monitoring of the watercourses in the Protected Natural Areas of the Municipality of Rome"

 

 

Alessandro Bellini

Alba Pietromarchi

Giancarlo Gibertini

Dipartimento di Biologia  (Università degli Studi “Roma Tre” -  Roma)

Viale G. Marconi,  n° 446, CAP 00146 Roma

Giancarlo José Morgana

Dipartimento Ambiente (Enea Casaccia – Roma)

 

 

Key words

I.F.F, monitoring, Fish fauna, protected natural areas.

  

Summary

Our research group was entrusted with the task of carrying out a study by "Roma Natura", the Regional body that manages the protected natural areas of the Municipality of Rome, in that Park Plans had to be arranged according to Regional Law 6th Oct. 1997, no. 29. This study regarding the watercourses had to establish the control regulations of the various environmental units present in the reserves, define the management criteria of the diverse biocenosis as well as prepare the necessary projects for the environmental recovery. There are 11 protected natural areas in the Municipality of Rome, which cover an area of 14,309 hectares. Within these areas the wetlands are mainly made up of streams while the remaining are of ponds and pools of various nature. The research was carried out on a fortnightly basis in the space of a year, in the period that went from spring ’99 to spring 2000. Sampling was done with the use of nets as well as electric fishing. The following fish species found in the preliminary data given here, refer to the areas of Decima Malafede and Marcigliana: Rutilus rubilio; Leuciscus cephalus; Barbus plebejus; Carassius auratus; Micropterus salmoides;Gambusia holbrooki; Anguilla anguilla; Leuciscus souffia; Ictalurus melas; Gasterosteus aculeatus.

 

 

Riassunto

“Roma Natura”, l’Ente Regionale che gestisce le aree naturali protette del Comune di Roma, dovendo predisporre i Piani del Parco di tali riserve (Legge Regionale 6 ott. 1997, n° 29), ha dato incarico al nostro gruppo di ricerca, di effettuare in esse uno studio relativo ai corsi d’acqua che definisca il regime vincolistico delle diverse unità ambientali presenti nelle aree, che fornisca i criteri di gestione delle diverse biocenosi ed appronti i necessari progetti di ripristino ambientale.

 

Le aree naturali protette del Comune di Roma sono ben 11 per un totale di 14309 ettari . All’interno di esse le aree umide sono rappresentate per la maggior parte da fossi, per il resto da stagni e pozze di diversa natura.La ricerca si è svolta nell’arco di un anno, nel periodo che va dalla primavera ’99 a quella 2000, con una frequenza bimestrale. I campionamenti sono stati realizzati sia attraverso battute di retinamento, che con elettropesca. Nelle aree di Decima Malafede e della Marcigliana, a cui si riferiscono i dati preliminari riportati, le specie ittiche da noi rinvenute sono le seguenti:

Rutilus rubilio; Leuciscus cephalus; Barbus plebejus; Carassius auratus; Micropterus salmoides; Gambusia holbrooki; Anguilla anguilla; Leuciscus souffia; Ictalurus melas; Gasterosteus aculeatus.

 

 

Introduzione

Negli ultimi anni si è assistito ad una continua rivalutazione e considerazione degli ambienti umidi, con il riconoscimento della loro valenza ecologica non solo per la salvaguardia degli usi antropici dell’acqua ma anche per finalità di tutela naturalistica. Si è così passati, da posizioni volte alla bonifica integrale, a convenzioni finalizzate alla conservazione e a progetti di ripristino.

Il lavoro si colloca proprio in quest’ottica, andando ad analizzare la situazione della rete idrografica “minore” compresa nelle aree naturali protette del Comune di Roma, gestite dall’Ente «Roma Natura» (Gibertini et al., 1999).

 

Poiché, da tempo, il Laboratorio di Ecologia delle acque interne si occupa dello studio e del monitoraggio della fauna autoctona e alloctona degli ecosistemi lotici, della sua biologia di base, della biologia riproduttiva di alcune delle specie di maggior interesse tassonomico, zoogeografico ed evolutivo, abbiamo intrapreso questo studio finalizzato alla conoscenza delle taxocenosi ittiche, presenti in questi corsi d’acqua, definendo, così, sia gli elementi guida delle comunità che gli eventuali elementi invasivi.

 

 

Materiali e Metodi

Per l’indagine sulla fauna ittica ci siamo serviti del metodo di cattura mediante retini immanicati, dell’elettrostorditore e in casi limiti eccezionali delle interviste a personale qualificato e pescatori.

La stazione di rilevamento è sempre risultata costituita da un tratto di corso d’acqua di lunghezza non inferiore ai 100 mt ; nel caso di presenza di sbarramenti o di discontinuità, la lunghezza del tratto da campionare ha avuto comunque un’estensione tale da garantire il reperimento di tutte le specie potenzialmente presenti.

 

Con l’occasione si è voluto anche tracciare un quadro più completo del “sistema idrico” della Riserva di Decima Malafede mediante l’applicazione di un indice biotico nuovo e in fase sperimentale: l’Indice di Funzionalità Fluviale (I.F.F.), che, come dice la definizione stessa, indaga sul corso d’acqua e sui sistemi ad esso collegati (fauna macrobentonica, vegetazione ripariale, condizioni d’alveo, etc.). Per lo studio e la definizione delle stazioni si è proceduto alla compilazione di una scheda che comprendesse la valutazione di diversi parametri (Zanetti et. al., 1993; Turin et al.,1995,1998). A parte i dati relativi alle stazioni, si sono rilevati, in tutti i siti campionati, dati morfologici e ittiologici e, dove è stato possibile, di qualità ambientale (espressa mediante E.B.I.). Nella Riserva Naturale di Decima Malafede e nel Fosso della Fomicola (di particolare interesse ittiologico-Riserva Naturale della Marcigliana) oltre alle valutazioni sopra elencate, è stato effettuato anche il rilevamento di alcuni dati fisico-chimici e l’applicazione sistematica dell’indice di Funzionalità Fluviale (I.F.F.).

 

RISERVA NATURALE

 

MORFOLOGIA

CORSO D'ACQUA

COD. STAZIONE

 VALORI

OSSERVAZIONI

VELOCITA' DELLA CORRENTE

 

 

 

 

PROFONDITA' MEDIA (cm)

 

 

 

 

LARGHEZZA ALVEO (mt)

 

 

 

 

OMBREGGIATURA DELLA

 

 

 

 

SUPERFICIE ACQUEA    ( %)

 

 

 

 

TORBIDITA'

 

 

 

 

RICOVERI

 

 

 

 

ARTIFICIALIZZAZIONE

 

 

 

 

CIOTTOLI

2%

 

Ph

DATI CHIM.-FISICI

GHIAIA

3%

 

(°C)     TEMPERATURA

SABBIA

40%

 

(mg/l) OSSIGENO DISCIOLTO

LIMO

25%

 

% SATURAZIONE OSSIGENO

ARGILLA

10%

 

(μS/cm) CONDUCIBILITA' ELETTRICA

FANGO

20%

 

(mV) REDOX

Q.A.

E.B.I

 

 

 

POP. ITTICO

B.M.W.P.'

 

 

 

A.S.P.T.

 

 

 

I.F.F.

 

 

 

Tab. 1 – Scheda per le stazioni di campionamento

 

 

Risultati

I nostri campionamenti, hanno rilevato la presenza di molte specie caratterizzanti la fauna ittica del basso Tevere (Clerici, 1999) Leuciscus cephalus; Barbus plebejus; Carassius auratus; Micropterus salmoides; Gambusia holbrooki; Anguilla anguilla; Leuciscus souffia; Ictalurus melas; Gasterosteus aculeatus, Stizostedion lucioperca, Mugil cephalus, Petromizon marinus, Alburnus alburnus alborella.

Tra queste specie meritano di essere sottolineate quelle più caratteristiche e quelle che necessitano di maggiore controllo e continuo monitoraggio per la loro conservazione. Rovella Rutilus rubilio (Bonaparte, 1837): specie endemica delle regioni centro-meridionali della penisola italiana. La sua presenza è discreta solo nei tratti inferiori dei corsi d’acqua secondari, ma non è da escludersi che sia diffusa in più siti nelle aree indagate, anche se con diverse densità. Cavedano Leuciscus cephalus (Linneaeus, 1758) : mentre presenta una distribuzione piuttosto regolare nel bacino del Tevere, nelle Riserve di Decima e della Marcigliana il suo rilevamento è abbastanza frammentato. Barbo Barbus plebejus (Bonaparte, 1839): presente solo in alcuni tratti delle Riserve di Decima e della Marcigliana, che conservano le condizioni idonee per la sua autoecologia. Gasterosteus aculeatus (Linneaeus, 1758): degna di nota è la sua presenza all’interno della Riserva Naturale Valle dell’Aniene e nel Parco Regionale Urbano del Pineto; essendo strettamente legato ad ambienti di risorgiva, in alcune zone è quasi scomparso a causa delle modificazioni ambientali intervenute. La salvaguardia di questa specie in rapido declino è quindi fortemente vincolata alla tutela di questi importanti ambienti acquatici. Petromizon marinus: rare sono le segnalazioni nel fiume Aniene, probabilmente per il forte impatto antropico e anche per la presenza di dighe e altri sbarramenti lungo il fiume Tevere, nel quale risalgono per riprodursi.

 

Uno degli obiettivi era quello di valutare l’efficacia dell’Indice di Funzionalità Fluviale (I.F.F.). Dal momento che le aree da sottoporre all’I.F.F. erano troppo vaste si è ritenuto opportuno concentrare l’analisi di quest’indice sulla Riserva Naturale di Decima Malafede, al fine di approntare uno studio

campione (Morgana et al., 2000), che, se l’Ente Gestore lo riterrà opportuno, si potrà estendere a tutte le altre aree naturali protette di Roma Natura. Riportando i risultati ottenuti su un’apposita cartina, essa risulterà un valido strumento di lettura, anche per i non addetti ai lavori. Oltre che per un’immediata osservazione delle condizioni ecologiche, la carta potrà servire come base per eventuali interventi gestionali e di ripristino. Una volta ottenuti i dati dell’I.F.F., sono stati messi a confronto con quelli dell’ittiofauna e dove è stato possibile (Audisio et al., 1999), con quelli del macrobenthos (E.B.I.). Ciò è servito, sia per saggiare il nuovo indice, ancora in fase sperimentale, sia per completare le informazioni sulla funzionalità fluviale.

 

Corso d’acqua

I.F.F.

Giudizio di Funzionalità

E.B.I.

Giudizio di Qualità

Specie censite

(c.q)

(c.q)

Fosso di Leva

V

Pessimo

V

Ambiente fortemente inquinato

Anguilla anguilla

e fortemente alterato

Fosso della Mandriola

I

Ottimo

III

Ambiente inquinato o comunque alterato

Barbus plebejus

(I° tratto)

Leuciscus cephalus

Fosso della Mandriola

II

Buono

III

Ambiente inquinato o comunque alterato

Alburnus alburnus alborella

(II° tratto)

Rutilus rubilio

Fosso della Mandriola

II-III

Buono-Mediocre

III

Ambiente inquinato o comunque alterato

Rutilus rubilio

(III° tratto)

Anguilla anguilla

Fosso di Malafede

III

Mediocre

V

Ambiente fortemente inquinato

Anguilla anguilla

e fortemente alterato

Fosso di Radicelli

III-IV

Mediocre-Scadente

V

Ambiente fortemente inquinato

Anguilla anguilla

e fortemente alterato

Fosso della Selvotta

III-IV

Mediocre-Scadente

V

Ambiente fortemente inquinato

Anguilla anguilla

e fortemente alterato

Rutilus rubilio

Tab. 2 – Tabella dei parametri faunistico-ambientali della Riserva Naturale di Decima Malafede

              (c.q.= classe di qualità)

 

 

Dalla tabella di confronto (Tab. 2) si può dedurre come i tre parametri siano coerenti tra loro.

Situazioni mediocri sono confermate dalla presenza di specie ittiche euriecie come Anguilla anguilla e dalle famiglie macrobentoniche Chironomidae, Simulidae, Tubificidi e Irudinidae, note per essere abbondanti ed esclusive di habitat degradati. L’unico caso in cui il valore di I.F.F. conferma un ottima condizione ambientale (III° tratto del Fosso della Mandriola), esso è sottolineato dallo straordinario rinvenimento, nella Riserva, della specie Barbus plebejus, una tra le più esigenti tra quelle che popolano il Bacino del basso Tevere.

Per quanto riguarda la fauna macrobentonica (Tab. 3), limitatamente alla Riserva Naturale di Decima Malafede, solo alcuni Efemerotteri Eptagenidi relitti in alcune stazioni sorgentizie con acqua rapidamente corrente sono ancora testimoni di qualità elevate dei corpi idrici in situazione di acque lotiche (Fosso della Mandriola). Piuttosto disastroso risulta invece lo stato qualitativo degli altri principali corsi d’acqua della Riserva, in particolare del Fosso di Leva/Fosso Malafede (il cui livello di qualità biologica del corpo idrico è oltre tutto già di per sé naturalmente deteriorato dalla presenza di abbondanti sorgenti sulfuree nel tratto a monte) e della maggior parte dei suoi principali tributari, con particolare riferimento al Fosso della Selvotta, al limite della morte biologica (E.B.I = 0), e al Fosso di Radicelli (E.B.I. = 1). A proposito del Fosso di Radicelli, è interessante rilevare come ad uno stato qualitativo apparente non particolarmente disastroso (l’acqua scorre relativamente veloce e abbondante, con tracce evidenti ma non massicce di inquinamento da scarichi domestici), corrisponda invece la presenza  solo di Ditteri Chironomidi (Chironomus del gruppo thummi), organismi tra i più resistenti ai carichi inquinanti; ciò lascia pensare che questo corso d’acqua sia stato oggetto nel recente passato di massicci scarichi inquinanti, forse anche di natura industriale, che ne hanno letteralmente devastato le comunità macrobentoniche preesistenti. L’unico dei fossi principali campionati che mostra un certo grado di naturalità almeno nel tratto sorgentizio, e con accettabile qualità delle acque, sembra essere il Fosso della Mandriola.

 

 

RISERVA NATURALE DI DECIMA MALAFEDE (6145 HA)

 

 

 

 

Famiglia

Genere-Specie

 

 

 

Efemerotteri

 

 

 

Baetidae

Baetis rhodani

 

 

Cloeon dipterum.

 

Heptageniidae

Heptagenia longicauda

 

Caenidae

Caenis macrura

 

 

 

Tricotteri

 

 

 

Hydropsychidae

Hydropsyche sp.

 

Philopotamidae

Philopotamus sp.

 

 

 

Odonati

 

 

 

Platycnemidae

Platycnemis pennipes

 

Coenagrionidae

Pyrrhosoma nymphula

 

Libellulidae

Orthetrum brunneum

 

 

Libellula depressa

 

Calopterygidae

Calopteryx splendens

 

 

 

Ditteri

 

 

 

Chironomidae

gen. sp.

 

Simulidae

gen. sp.

 

Dixidae

gen. sp.

 

Tipulidae

Tipula (Acutitipula) maxima

 

Stratiomyidae

gen. sp.

 

 

 

Coleotteri

 

 

 

Gyrinidae

Gyrinus urinator

 

Dytiscidae

gen. sp.

 

 

Dytiscus marginalis

 

 

Graphoderus sp.

 

Hydrophilidae

Laccobius sp.

 

Sphaeridiidae

Coelostoma orbiculare

 

 

 

Crostacei

Gammaridae

gen. sp.

 

Asellidae

gen. sp.

 

 

 

Anellidi

 

 

 

Lumbricidae

gen. sp.

 

Tubificidae

gen. sp.

 

 

 

Platelminti

 

 

 

Planariidae

gen. sp.

 

 

 

Molluschi

 

 

 

Physidae

Physa fontinalis

Tab.3

  

Discussione e conclusioni

In merito alle emergenze legate alla qualità ambientale dei corsi d’acqua esaminati, sarebbe necessario affrontare in modo incisivo e coordinato il problema dell’inquinamento dei corpi idrici nonché la loro manutenzione e gestione idraulica. Sarebbe auspicabile effettuare studi mirati riguardo al deflusso minimo vitale per garantire la presenza stabile di una comunità acquatica naturalmente strutturata. Oltre alla calibratura ed al controllo dei prelievi, dovrebbero essere razionalizzati gli interventi di regimazione idraulica che non operano nel rispetto dell’ecosistema acquatico. Per quanto concerne la manutenzione ordinaria dei fossi, si propone di concordare un tipo di gestione più attento, rivolto alla programmazione di interventi che prevedano l’utilizzo di tecniche a minor impatto possibile. La mappa di funzionalità fluviale realizzata mediante l’applicazione dell’I.F.F. rappresenta uno degli strumenti utili per la progettazione di tali tecniche di rinaturalizzazione, in quanto individua i tratti più soggetti a compromissione ambientale.  

Complessivamente nella riserva Naturale di Decima Malafede (6145 ha) e della Marcigliana (4696 ha), abbiamo riscontrato una situazione critica per la comunità ittica, anche se sono stati individuati alcuni fossi in condizioni di maggiore naturalità. E’ quindi opportuno che per i corsi d’acqua di maggiore valenza ittiofaunistica si prevedano delle misure efficaci di conservazione delle popolazioni ittiche residue e si attuino degli interventi di rinaturalizzazione degli alvei e degli ambiti ripariali. I dati fino ad ora ottenuti sulla comunità ittica sono di un certo interesse e dovrebbero stimolare l’Ente di Gestione a prevedere ulteriori indagini faunistiche ed ecologiche con particolare riguardo alle “specie di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione”. Direttiva CEE 92/43.

   

Bibliografia

 

Audisio P, Antonini G., Fochetti R., Sezzi E., De Biase A., 1999. Macrobenthos. In: Studio propedeutico alla stesura dei piani del parco delle Aree Naturali protette del Comune di Roma. Gestite dall’Ente Roma natura: Fauna e zoocenosi. Roma Natura. Comune di Roma

Cinquetti R., Rinaldi L., Azzoni C., De Ascentiis M., 1990. Cycling changes in the morphology of the sperm-duct glands of Padogobius martensi (Pisces, Gobiidae). Boll. Zool. 57: 295-302.

Clerici F., 1999. Ricerche ecologiche sulla comunità ittica del basso Tevere: dinamica di     popolazione di specie autoctone ed alloctone. Tesi di Laurea in Scienze Biologiche - Università degli studi “Roma tre”. Dip. di Biologia

Gibertini G, Pietromarchi A., Bellini A., 1999. Ciclostomi e Osteitti. In: Studio propedeutico alla stesura dei piani del parco delle Aree Naturali protette del Comune di Roma. Gestite dall’Ente Roma natura: Fauna e zoocenosi. Roma Natura. Comune di Roma. 127-134

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Morgana G.J., Bellini A., Pietromarchi A., Gibertini G., 2000. “Indagine sui corsi d’acqua della Riserva Naturale di Decima Malafede attraverso l’applicazione dell’Indice di Funzionalità Fluviale (I.F.F.)”. X° Congresso Soc. Ital. Ecologia, Pisa: 14-16 settembre. In stampa

Turin P., Ruggeri L., Zanetti M., Bilò M.F., Rossi V., Loro R., 1998. Carta Ittica. Provincia di Chieti- Assessorato alla Pesca, 182 pp.

Turin P., Zanetti M., Loro R., Bilò M.F., 1995. Carta Ittica. Provincia di Padova- Assessorato alla Pesca, 400 pp.

Zanetti M., Loro R., Turin P., 1993. Carta Ittica. Amministrazione Provinciale di Belluno- Assessorato Caccia e Pesca, 9-15

 

  

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