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Il mistero del processo al capitano ultimo
TRIBUNALE
DI MILANO 8^
Sezione Penale GIUDICE Dott. BrusaPROCEDIMENTO PENALE NR. 87/02Procedimento
concluso il 10/02/2004 con l’ assoluzione del giornalista Attilio Bolzoni
perché il fatto non costituisce reato.
Si
apre
l'udienza del 13 maggio 2003 e si svolgono gli adempimenti preliminari. Viene
chiamato a deporre l'imputato BOLZONI ATTILIO, il quale, avvertito
dal Giudice della facoltà spettantegli di non rispondere all'esame,
dichiara che intende sottoporsi allo stesso. Il
Giudice fornisce all'imputato gli avvertimenti di cui all'articolo
64. L'imputato viene generalizzato in aula. GIUDICE
- Va bene, allora l'esame era stato richiesto? .. AVV.
MALAVENDA - Dalla Difesa.
GIUDICE
-
Dalla Difesa? AVV.
MALAVENDA - Sì. Signor
Bolzoni vuole sinteticamente esporre qual è la sua attività professionale
e di cosa si occupa in particolare? BOLZONI
- Io sono un giornalista di Repubblica... ... AVV.
MALAVENDA - Si deve
avvicinare al microfono. ,.. GIUDICE
- Vicino al microfono. BOLZONI
- Scusi. Io sono un giornalista di Repubblica, dal '79 lavoro in Sicilia. Ho
lavorato per due anni al giornale L'Ora, e dall'81 lavoro come inviato,
dall'81 al '99 ho lavorato esclusivamente in Sicilia per Repubblica
occupandomi per, praticamente, quasi vent'anni solo di criminalità mafiosa.
Dal '99 in poi ho fatto altro. AVV.
MALAVENDA - Ha allargato gli orizzonti. Senta signor Bolzoni, Lei a parte il
libro per cui è processo, ha scritto altri libri sul questa materia? BOLZONI
- Su questa materia ho scritto un
libro nel '93 per la Mondadori insieme ad un altro collega di
Repubblica che è Giuseppe Davanzo ed è un libro sulla storia di Riina e
dei Corleonesi, credo nel giugno o nel... il libro è stato pubbli...
il libro è arrivato in libreria nel giugno o nel settembre del ’93, cioè
qualche mese
dopo l'arresto di Riina. AVV.
MALAVENDA -. Io leggo: "Prima edizione settembre '93" BOLZONI
- Settembre '93. AVV.
MALAVENDA - Ecco, senta
in questo libro Lei si è occupato di vicende collegate
all'arresto di Riina? BOLZONI
- No, assolutamente. All'arresto
di Riina ho dedicato, credo, una riga e mezza nel '93. AVV.
MALAVENDA - È la
pagina... BOLZONI
- Ho ricostruito la storia, diciamo, dell'uomo, del
mafioso. AVV.
MALAVENDA - Ecco. Ma Lei
quando ha scritto questo libro era già a conoscenza dei fatti
di cui poi ha parlato in questo articolo del '98? BOLZONI
- Non di tutti ma di molti, ma di
molti, sì. AVV.
MALAVENDA - E come mai non ne ha parlato? BOLZONI
-
Perché non avevo la documentazione necessaria
per poterne parlare in certi termini. AVV.
MALAVENDA - Quindi Lei quand'è che per la prima volta dal punto di vista
professionale si è occupato intanto della vicenda del covo di Riina,
possiamo chiamarlo così per comodità direi senza stare ogni volta a
ripetere... BOLZONI
- Allora, io me ne sono occupato la prima volta dodici mesi dopo la cattura
di Riina. Innanzitutto desideravo dire una cosa,
Presidente, ho sentito i testimoni l'altra volta, il generale e
i due colonnelli che parlavano di una campagna stampa. Sul computer del
giornale sono andato a vedere quanti articoli ho dedicato al covo, su 2300
articoli scritti in dieci anni ne ho dedicati 8 al covo. Forse me n'è
sfuggito uno, due. Quindi, credo, meno dello 0,4 per cento della mia
produzione in dieci anni. Quindi ho dedicato una decina di pezzi al covo ma
il primo pezzo l'ho scritto nel gennaio del '94 quando sono entrato in
possesso di una lettera che il Procuratore della Repubblica di Palermo,
Caselli, ha inviato al generale Subranni, che era comandante del ROS allora,
era il comandante del colonnello Mori e al
generale Cancellieri che era il comandante della Regione
Sicilia dei Carabinieri e in quella lettera ho scoperto che il covo non era
stato né perquisito, né controllato per 15 giorni. Da quel momento mi sono
occupato della vicenda in maniera più attenta. AVV.
MALAVENDA - Cosa intende dire che è entrato in possesso della lettera di
Caselli? Ne ha mai avuto il possesso materiale oppure .ne ha conosciuto
i contenuti? BOLZONI
-
Ne ho avuto il possesso materiale e l’ho
pubblicata integralmente sul giornale. AVV.
MALAVENDA – In questo processo però quella lettera non c’è, come
mai? BOLZONI
- Non... non ricordo dove sia finita, sono passati dieci
anni. AVV.
MALAVENDA - Comunque per
quanto Lei sa questa lettera è agli atti del processo... BOLZONI
-
Sì, certo. AVV.
MALAVENDA - ... di Palermo? Quindi è possibile acquisirla. BOLZONI
- Sì, sì, è agli atti. AVV.
MALAVENDA - Comunque quando Lei l' ha pubblicata
su Repubblica Lei l'ha trascritta? BOLZONI
-
Sì. Integralmente. AVV.
MALAVENDA - Bene. Senta
adesso dunque io seguirei, per quello che riguarda le domande, il capo
d'imputazione che come Lei ricorderà si occupa di tre temi. Nell'ordine
sono: la vicenda collegata al cosiddetto "papello"; la vicenda
collegata al covo di via Bernini; e solo per un capo d'imputazione per quel
che riguarda la vicenda di Caltanisetta che ha opposto De Donno e Sino al
dottor Lo Forte. Ecco, io vorrei partire dalla prima vicenda che è
quella che riguarda la vicenda del covo di Totò Riina. Ora, Lei avrà
letto nel capo d'imputazione che sotto questo profilo le si contesta di avere
riferito dei fatti che adesso vedremo con ciò accreditando l’ipotesi di
collusioni fra l'arma
dei carabinieri e in particolare il ROS e i vertici dell'organizzazione
mafiosa Cosa Nostra. Lei per quello che ricorda e per quello che può dire parlando
di quei fatti ha inteso parlare anche di
collusioni fra gli organi dello stato e la mafia o di semplici contatti? BOLZONI – no. Assolutamente, assolutamente no per quanto riguarda le collusioni. Per quanto riguarda i contatti io ho appreso della notizia di questi contatti direttamente dal generale Mori che ha rilasciato un'intervista a Repubblica alla mia collega Liana (?) Milella dove parlava di questi contatti che ha avuto durante le due stragi, quella di maggio, il dottor Falcone, e quella di luglio del dottor Borsellino e successivamente con Ciancimino ho letto sorpreso un giorno aprendo il mio giornale che aveva avuto questa trattativa, lui parlava di una trattativa. Poi ho saputo di Brusca che stava parlando di queste cose, poi ho letto le dichiarazioni rese in aula da Brusca a Firenze e ho letto le stesse dichiarazioni che il generale Mori ha fatto a Firenze. Quindi di questa trattativa e di questi contatti io ne ho sentito parlare per la prima volta dallo stesso generale Mori in una intervista. AVV.
MALAVENDA – è l’intervista numero… il documento numero 25 della prima
produzione documentale della vicenda. BOLZONI - Ignoravo l'argomento precedentemente. AVV.
MALAVENDA;- Quindi diciamo che Lei, dunque, le fonti dalle quali ha attinto
le notizie delle quali poi ha parlato in questo libro sono l'intervista
del generale Mori a liana Milella è corretto? BOLZONI
-
La prima. La prima volta. AVV.
MALAVENDA - Che è? In
che periodo lo colloca? BOLZONI
-
E credo che sia nel novembre, dicembre '97. AVV.
MALAVENDA - Poi ha avuto
modo di leggere e di sapere che Brusca aveva parlato di questa vicenda? BOLZONI
-
Sapevo che Brusca stava già da mesi parlando con i
magistrati di Firenze, con quelli di Palermo e con quelli di Caltanisetta di
una trattativa in corso del famigerato papello e poi ho... ho saputo dai
giornali, dalla TV, dai colleghi che mi hanno mandato le carte i verbali di
udienza di Firenze dove sia Brusca, sia il generale Mori e credo anche il
colonnello De Donno credo che abbia deposto a Firenze e ho saputo di
questa... di questa trattativa che era in corso. AVV.
MALAVENDA - Senta Lei quindi ricorderà che, secondo quelle che sono le
emergenze di quei processi, BOLZONI
- Vito Ciancimino è un uomo che
è sempre stato nelle mani di Bernardo Provenzano. Non di tutta
la fazione corleonese, ma solo di una parte dei cosiddetti Corleonesi e in
particolare di Bernardo Provenzano. Con Riina, ad esempio, Ciancimino non
ha mai avuto rapporti. AVV.
MALAVENDA - Lei questa
affermazione riesce in qualche modo a vestirla di un qualche
riferimento di cronaca o processuale? BOLZONI
- Eh, al maxi processo di Palermo,
la maxi istruttoria
del dottor Falcone e la fonte di questa...
la prima fonte di questa informazione è Tommaso
Buscetta. AVV.
MALAVENDA – Tommaso Buscetta. Quindi diceva il primo maxi processo
quello...? BOLZONI
– ’84. AVV.
MALAVENDA – okay. BOLZONI
- 1984. AVV.
MALAVENDA - Bene. Senta quindi per quella che è la sua conoscenza, secondo
le emergenze processuali, Ciancimino non aveva contatti dal punto di vista
operativo con Totò Riina? BOLZONI
- No, anzi, c'era...
rappresentava... dentro i Corleonesi ci sono sempre state due
anime. Un'anima politica che era, chiamiamola così,
che era appunto rappresentata al vertice da Provenzano e poi c'erano, ehm,
c'era l'anima terrorista rappresentata dai Bagarella, da Riina, dai Brusca e
da altri, diciamo, mafiosi della zona corleonese. AVV.
MALAVENDA - Che però
sono sempre Corleonesi intesi come... non so come chiamarla, come
famiglia? BOLZONI
-
Vengono considerati Corleonesi anche i palermitani,
i (p.i. pronunciate velocemente), gli agrigentini. Per Corleonesi non è una
denominazione geografica ma familiare. AVV.
MALAVENDA - Ho capito. Provenzano e Riina sono due facce della stessa mela,
uno più (p.i. pronunciate velocemente) diplomatiche, uno un po' meno.
Possiamo dire cosi? BOLZONI
- Hanno, diciamo, due politiche criminali diverse da una trentina d'anni. AVV.
MALAVENDA – bene. Senta nel capo d’imputazione le si contesta a
proposito di questa vicenda di avere accreditato l'ipotesi che al ROS fosse
stato consegnato un documento elaborato da Totò Riina contenente una serie
di condizioni per fare in modo che chi se ne stava occupando la smettesse di
fare le stragi. Ora Lei ricorda sulla esistenza di questo papello cosa ha
sostenuto Mori e cosa ha sostenuto Brusca? BOLZONI
- Si. Sia Brusca che il generale
Mori sostanzialmente
sostengono la stessa cosa rileggendo i verbali tranne su un punto
fondamentale: che mentre il collaboratore di giustizia Brusca dice che
questo papello non sa come è entrato è… arrivato, in qualche modo a
uomini delle Istituzioni; il generale Mori, ed è detto chiaramente nel
nostro libro, ha sempre detto chiaramente di non avere mai visto nessun
pezzo di carta, nessun papello. Questo è il punto dove le loro, diciamo,
testimonianze... AVV.
MALAVENDA - Divergono? BOLZONI
- ... divergono, sì. AVV.
MALAVENDA - Senta per quelle che sono le sue informazioni Lei sa se su
questa vicenda .del papello sono ancora in corso delle indagini? BOLZONI
- Sì, sono in corso ancora indagini che credo che abbia portato(?)
a sé il Procuratore nazionale Vigna perché fino a poche settimane fa il
dottore Chelazzi stava ancora indagando sulla trattativa, sul papello, aveva
ascoltato il generale Mori proprio sulla vicenda perché ci sono dei
personaggi siciliani coinvolti, ignoro i loro nomi, credo che il dottore
Chelazzi abbia individuato alcuni di questi personaggi e una settimana prima
di morire ha interrogato il generale Mori, credo che il generale
abbia, se non ho letto male sui giornali, abbia consegnato anche le sue
agende del '93 o del '94; quindi l'indagine è ancora in corso e credo che
il Procuratore nazionale le continuerà queste indagini. AVV.
MALAVENDA - Senta io ho
prodotto un dispaccio ANSA che dà notizia della morte del dottor
Chelazzi e delle ultime indagini di cui lui si stava occupando. In questo
lancio ANSA leggo che al generale Mori sarebbero state chieste spiegazioni
su alcune note che avrebbero riguardato suoi incontri con un certo signore
che si chiama Pino Lipari. È un nome che le è noto? Sa chi sia? BOLZONI
- Si, lo co... AVV.
MALAVENDA - (pp. ii., voci sovrapposte) occupa dei magistrati? BOLZONI
– Pino Lipari è il vero ministro dei lavori pubblici di
Cosa Nostra. I giornali per anni hanno scritto che questa carica di
ministero dei lavori pubblici appartenesse ad Angelo Sino, l'ex
collaboratore dei ROS, e poi diventato collaboratore di giustizia e invece
questo Pino Lipari era il vero uomo degli appalti, della Cosa Nostra
Siciliana ed è un... anche lui un uomo nelle mani di Bernardo Provenzano;
è un ex geometra dell'ANAS, credo che abbia lasciato l'ANAS una quindicina
di anni fa, ed è stato negli ultimi dieci anni è stato l'uomo attraverso
il quale sono passati tutti gli appalti pubblici siciliani riconducibili
alla Cosa Nostra. AVV. MALAVENDA - Scusi, quello che Lei sta dicendo trova un qualche supporto in un qualche atto processuale di qualche processo in corso? BOLZONI
-
Eh, beh è stato condannato più volte Pino
Lipari. AVV.
MALAVENDA - Ah, e quindi
è stato soggetto a...? BOLZONI
- Sì, sì, è stato condannato più volte... AVV.
MALAVENDA - Quindi ci sono dei processi? BOLZONI -
Sì, sì, sì. AVV.
MALAVENDA - (pp. ii., voci sovrapposte). BOLZONI
- Già definiti. AVV.
MALAVENDA - Ho capito.
Senta allora adesso io vorrei passare all’altro aspetto di questa vicenda
che è la vicenda
legata al covo di Riina. Ecco, intanto Lei ha avuto
modo di apprendere, vivendo a Palermo, e frequentando i palazzi di
giustizia, se questa indagine, che abbiamo accertato essere stata trasmessa
dal G.i.p. alla Procura per ulteriori indagini, ha avuto sviluppi e
soprattutto sta per chiudersi? Cioè ha idea dei tempi nei quali... BOLZONI
-
Sì... AVV.
MALAVENDA - ... se lo stanno
facendo, i P.M. chiuderanno
questa inchiesta? BOLZONI
- Credo che questa inchiesta si debba concludere alla fine dell'estate o
addirittura a fine maggio, a fine giugno. Non alla fine estate, all'inizio
dell'estate perché credo che il G.i.p. abbia dato, ho letto sui giornali,
sei mesi. Io non mi sono più occupato della vicenda, Presidente, da quando
è cominciato, diciamo, questo processo quindi leggo sui giornali, chiedo a
qualche collega che si occupa di cronaca giudiziaria notizie sugli sviluppi
delle varie inchieste. So che si deve concludere o a fine maggio, a fine
giugno e so che la settimana scorsa il generale Mori e il colonnello De
Caprio(?), e il colonnello De Donno sono stati ascoltati dai Procuratori di
Palermo sul covo, sulla vicenda del covo. AVV.
MALAVENDA - Senta allora passiamo ad occuparci di questo Covo. Lei nel '93
svolgeva l'attività che ci ha detto? Quindi si occupava di inchieste e
basta? BOLZONI
-
A tempo pieno di queste vicende. AVV.
MALAVENDA - Per il suo giornale è Lei che si è occupato
di questa vicenda? Del covo di Riina? BOLZONI
-
Principalmente io ma anche altri colleghi. AVV.
MALAVENDA - Senta allora io vorrei che Lei mi dicesse intanto a far tempo
dal momento in cui Riina è stato arrestato quando Lei, e comunque la
stampa, è venuta a conoscenza del luogo in cui Riina avrebbe vissuto gli
ultimi giorni della sua latitanza? Cioè il covo di via Bernini, per
intenderci, quando Lei ha saputo della sua esistenza? BOLZONI
- Guardi, Presidente, dopo che hanno arrestato Totò
Riina ci siamo messi a cercare il covo tutti i giornalisti e sapevamo qual
era la zona che era, non come ha detto il generale Mori tutt'altra zona di
Palermo, era a circa 150, 170 metri in linea d'aria dal luogo dove lo hanno
arrestato. Quindi non era in un'altra zona di Palermo, era nella stessa zona
due strade più in là. Ci siamo messi a cercare questo covo ed eravamo
proprio nelle strade vicine ma no, i giornalisti non lo avevano localizzato.
Io sono arrivato, come altri colleghi, altri dieci, venti colleghi al covo
di Riina grazie a una telefonata, che è riportata nel libro, dell'addetto
stampa della... del Comando Regionale dei Carabinieri della Sicilia,
l'allora maggiore Ripollino(?) che ha chiamato a uno a uno tutti i
giornalisti, io il maggiore lo avevo visto solo una volta in vita mia credo
proprio il giorno dell'arresto di Riina, non lo conoscevo, non abbiamo
grandi rapporti di solito con Carabinieri del Comando Regionale e mi ha
chiamato e mi ha detto: "Guardi che il covo è là". Quindi sono
arrivato là dove ho trovato altri colleghi e sono arrivato proprio davanti
ai cancelli di via Bernini. AVV.
MALAVENDA - Riesce più o
meno a dire in che momento, rispetto al giorno in cui il 15 gennaio fu
arrestato Riina? BOLZONI
– credo tre giorni dopo, due, tre, quattro
giorni dopo. AVV.
MALAVENDA - Senta rispetto al luogo in cui Riina aveva passato la sua
latitanza vi furono altre informazioni che invece lo davano come collocato
in un luogo diverso da via Bernini? BOLZONI
- Sì. Ehm... sì, c'è chi diceva
che fosse, il covo, fosse in via Balcescu(?) che è in una zona
verso la... spostata verso la Noce(?) a un chilometro, un chilometro e mezzo
e poi qualcuno ha messo in giro la voce che il vero covo fosse in quel
fondo, in quella campagna, sempre vicino a via Bernini, in fondo Gelsomino
dove poi i carabinieri dei repa… del reparto operativo, la territoriale
insomma, ha praticamente fatto quell'irruzione con i bulldozer, con le pale,
con i parà a uso e consumo solo dei media, Presidente, per distogliere
l'attenzione dal vero covo. Credo che sia stato quattro o cinque giorni dopo
l'arresto di Riina. AVV.
MALAVENDA - Quindi, se ho capito bene,
ufficialmente il portavoce dell'Arma vi comunica che il covo di Riina è in
via Bernini? BOLZONI
- Ufficialmente... AVV.
MALAVENDA - Ufficialmente...
sì? BOLZONI
- ... in quanto è addetto stampa. Io
ho scritto il nome dell'ufficiale dei carabinieri perché si è presentato
come addetto stampa, se un ufficiale dei carabinieri mi avesse detto:
"Guardi, il covo è là" io non avrei certo rivelato la mia fonte,
ma era l'addetto stampa della regione e ha chiamato venti giornalisti più
ufficiale di così non... AVV.
MALAVENDA - Ecco, quindi voi andate in via
Bernini prima di andare al fondo Gelsomino? BOLZONI
- Sì, prima di andare al fondo Gelsomino. Un giorno o due giorni prima. AVV.
MALAVENDA - E il fondo Gelsomino da chi nasce fuori. come
notizia? Lei come ha fatto a sapere di questo posto? BOLZONI
- Perché ci hanno convocato i
carabinieri sempre. AVV.
MALAVENDA - Quindi... BOLZONI
- Il Comando territoriale. Non c'erano... non c'erano carabinieri dei ROS
quel giorno, se non ricordo male, comunque l'organizzazione, diciamo, di
quella... di quella sceneggiata perché era una casa dove non c’era mai
stato Riina era del Comando territoriale e non dei ROS. AVV.
MALAVENDA - E quindi
fecero irruzione? Cioè...? BOLZONI
- Sfondarono muri, cancelli con i bulldozer, fecero
irruzione i parà. AVV.
MALAVENDA - Su questo
fondo? BOLZONI
- Su questo fondo. AVV.
MALAVENDA - E Lei vide
portare via da questo fondo qualche cosa di interessante? Vide...? BOLZONI
- Non c'era nulla
di interessante, palme. AVV.
MALAVENDA - Palme. Ho
capito. Senta poi vorrei sapere Lei ha seguito la vicenda Riina per le parti
che non ci interessano. Quando è venuto a sapere di quello che poi è
emerso durante questo dibattimento vale a dire che il covo di via Bernini fu
lasciato senza controllo a far tempo da sei ore dopo l’arresto di Riina e
fino a quando poi a febbraio si fece la perquisizione? Come venne a sapere
di questa circostanza? BOLZONI
- Io venni a
sapere... c'erano molte voci perché i carabinieri della Territoriale
erano abbastanza tirati con i carabinieri del ROS perché credo che avessero
fatto dei servizi, diciamo, insieme poi a un certo punto i ROS avevano
nascosto delle informazioni ai carabinieri della Territoriale e io ho
saputo tante voci dalla DIA, dalla polizia, dai magistrati,
dalla Territoriale, dallo stesso personale 'del ROS stesso e c'erano
versioni contrastanti su... su... su questa cattura di
Riina e
soprattutto sul covo.
Ripeto, io però per un anno ho raccolto queste informazioni e non ho mai
scritto una riga fino a quando non sono entrato in possesso della
relazione del Procuratore Caselli. AVV.
MALAVENDA - Dove si parlava, appunto, di
questo (pp. ii., voci sovrapposte). BOLZONI
- Dove si parlava che il covo era stato né custodito, né sorvegliato, ma
svuotato da una squadretta di Corleonesi. AVV.
MALAVENDA - Ecco, senta vorrei sapere da Lei, Lei
questa lettera di Caselli riferisce dei fatti. Lei sa se di questa vicenda
nella Procura, parlo della gestione del covo intendo dire quindi prima della
lettera di Caselli, sa se se ne occupò in particolare qualcuno dei
componenti il pull di magistrati che si occuparono della gestione Riina? BOLZONI
- Si. AVV.
MALAVENDA - Chi? BOLZONI
- Se ne occupò il Procuratore aggiunto Vittorio Aliquò e questo è
il punto fondamentale che mi... mi spinse a scrivere, Presidente, questa
storia del covo, quei sette, otto, dieci articoli che poi io ho riportato
nel libro; credo che sia il punto fondamentale perché io me lo sono posto
il problema "scrivo o non scrivo questa storia del covo?" perché sapevo
che poteva aprire delle polemiche e poi stavo parlando di ufficiali dei
carabinieri. La relazione del Procuratore Caselli non è una relazione
che è stata scritta semplicemente dalla, diciamo, visione del covo
svuotato, ripulito. Hanno divelto perfino i sanitari, Signor Presidente, cioè
praticamente è cambiato lo stato dei luoghi di quel covo dopo l'entrata
della squadra dei Corleonesi. Ma la relazione è stata scritta sulla base di
alcuni appunti che il Procuratore aggiunto, Vittorio Aliquò, ha appreso in
quei giorni. Cosa è successo? Dal 15 gennaio ’93, il giorno in cui è
stato arrestato Riina, al 30 gennaio 1993, giorno in cui la Procura della
Repubblica di Palermo ha appreso ufficialmente che il covo non era stato mai
sorvegliato ci sono stati diversi incontri tra l'allora colonnello Mori,
alcuni ufficiali della Territoriale e i magistrati di Palermo, soprattutto
in riferimento ai Magistrati di Palermo era il Procuratore aggiunto Aliquò.
Il Procuratore aggiunto Aliquò ha registrato in varie relazioni ogni
incontro che aveva con questi ufficiali. Gli incontri sono stati quattro,
quelli importanti. Quello del 15 gennaio, poche ore dopo l'arresto di Riina,
pochi minuti e poche ore dopo l'arresto di Riina il magistrato di turno e i
carabinieri della Territoriale stavano per entrare nel covo, vengono fermati
dai ROS e dal Procuratore Caselli perché insieme, Caselli e il colonnello
Mori, il colonnello Mori convince il dottor Caselli che era giusto fare
cosi, dicono: "Non entriamo nel covo perché dobbiamo
sorvegliarlo". Questo incontro avviene questa... questa circostanza
viene annotata al Procuratore Aliquò. Il 20 gennaio i carabinieri
della Territoriale, nella persona del colonnello Cagnazzo, che era il
vice comandante, va dal dottor Aliquò e dice: "Il covo è ancora
sorvegliato, cerchiamo di distogliere i giornalisti e li mandiamo al fondo
Gelsomino" e organizzano quella sceneggiata di cui parlavo prima. Il 26
gennaio, undici giorni dopo,
il colonnello Cagnazzo torna dal dottor Aliquò e
al dottor Aliquò dice: "Ho la sensazione che il covo non sia
più sorvegliato, che c'è qualcosa che non funziona" perché?
Perché vedono arrivare la Ninetta Bagarella, la moglie di Riina a Corleone.
Il comandante della compagnia di Corleone, appena vede la moglie di Riina
dopo 24 anni che ritorna in paese, chiama i suoi superiori a Palermo. I suoi
superiori dicono: "Da dove spunta la signora Bagarella? Nessuno ci ha
avvertito quindi non c'è più nessuno che controlla il covo". questo
il 26 gennaio. Il 27 gennaio, Signor Presidente, il giorno 27 gennaio
quindi dodici giorni dopo l'arresto di Riina c'è un incontro, secondo
quello che sostengono i magistrati (pp.ii., audio non sufficiente) dove
l'allora colonnello Mori dice testualmente: "Il personale che sta
sorvegliando il covo è stressato ed è stanco". Quindi
dodici giorni dopo comunica ufficialmente il vice comandante dei ROS dei
carabinieri al Procuratore aggiunto Aliquò che il personale che sta
sorvegliando il covo è stanco ed è stressato. E accenna ad una possibile
sospensione. Il 30 gennaio del ’93, cioè quindici giorni dopo l’arresto
di Riina, il Procuratore della Repubblica Caselli viene a conoscenza
ufficialmente che il covo non era stato mai sorvegliato. Il primo febbraio
la Territoriale richiede un decreto di perquisizione, il 2 febbraio, cioè
siamo diciotto giorni dopo, la Territoriale entra nel covo e trova un'altra
cosa. Naturalmente queste informazioni non mi sono state solo raccontate,
Lei potrà richiedere gli atti a Palermo. AVV.
MALAVENDA - Senta quindi la Procura di Palermo ha svolto indagini anche su
chi e perché sia stato cambiato lo stato dei luoghi? BOLZONI
-
Sì, ritengo di sì. Io non conosco, naturalmente,
io sono un giornalista non conosco... AVV.
MALAVENDA - Certo. BOLZONI
- ... attualmente tutte, tutte le carte. Riesco... io
lavoro da vent'anni là quindi ho molte fonti, ho molte...
conosco tutti quindi mi muovo a mio agio, diciamo, nel
territorio e ci sono diversi collaboratori
di giustizia del covo svuotato. Vorrei aprire un'altra
parentesi, Signor Presidente, il generale Mori qua ha detto che,
rivolgendosi a me proprio, che so bene che nei covi non si tengono
documenti. Non è affatto vero quello che ha detto il generale Mori. Nei
covi dei mafiosi si trovano sempre documenti, è al contrario. Si trova
sempre carta interessante per sviluppare ulteriori indagini. Con l'arresto
di Riina non è stato arresta... dopo l’arresto di Riina non hanno
preso nemmeno un ladro di polli, Signor Presidente, dopo
l'arresto di Bagarella hanno arrestato duecentocinquantaquattro
persone. Dopo l'arresto di Brusca ne hanno arrestate più di trecento.
Dal giorno dell' arresto di Riina quell' indagine si è chiusa
improvvisamente, non hanno più arrestato nessuno. Nei covi
si trova, si trova il materiale interessante, soprattutto se si
perquisiscono questi covi perché se loro hanno deciso di sorvegliare, hanno
deciso di non fare l’irruzione nel covo era per sorvegliarlo quindi non
riesco a capire perché, se non hanno fatto l’irruzione, perché
non lo hanno nemmeno sorvegliato?
L'unica ragione era quello di sorvegliarlo no? Era lo scopo. AVV.
MALAVENDA - Senta... BOLZONI
- Ci sono molti collaboratori di giustizia, diversi, credo una decina,
non so esattamente quello che dicono tranne quello che hanno detto in aula
che alcuni dicono che si sono portati via i
documenti e il papello ma io questo, cioè,
non lo so non posso saperlo. AVV.
MALAVENDA - Senta un'altra cosa, l'ultima su questo punto, Lei sulla vicenda
del papello e sulla vicenda del covo ha
mai intervistato o sentito i tre querelanti? BOLZONI
-
Non mi pare. No, no, non mi pare. Adesso
stavo pensando ma non... .- AVV.
MALAVENDA - Cioè ha mai fatto interviste al
colonnello Mori e all'allora maggiore De Donno? BOLZONI
-
No, il colonnello Mori interviste non me ne
rilascia da parecchio. AVV.
MALAVENDA - Quindi non...
BOLZONI
- Il generale Mori non me ne rilascia interviste, no. Non credo. AVV.
MALAVENDA - Però al suo
giornale le ha rilasciate? BOLZONI
-
Ah, sì, al mio giornale sì a me no. AVV.
MALAVENDA - Senta
e Lei prima di scrivere questo libro
ha avvertito l'esigenza di sentire i tre querelanti o altri soggetti di cui
parla in quel libro? BOLZONI
- Non personalmente il generale
Mori. Qualche... ho cercato, credo, qualche volta il...
il colonnello De Caprio e l'ho rivisto qualche volta in... tra
Caltanisetta e Palermo nel corso degli anni. Il generale Mori poi da
quando se n'è andato a Palermo al SISDE non l'ho più sentito quindi... AVV. MALAVENDA - Ecco, quindi vorrei sapere le fonti sulle quali Lei ha scritto quel libro sono documentali? BOLZONI
-
Tutto è documentale. AVV.
MALA VENDA -
solo documentali? BOLZONI
- solo
documentali. AVV.
MALAVENDA - Non ha
sentito nessuno? BOLZONI
- Solo documentali e tranne una
cosa che desideravo
dire che è questa che le anomalie di questa vicenda, Presidente, non
riguardano solo il covo, ci sono tante altre anomalie di questa vicenda che
io non ho né riportato nel libro, né negli articoli che ho fatto su
Repubblica perché è un terreno dove io non mi sono inoltrato, è una
materia che non ho esplorato. Mentre per la vicenda del covo avevo le carte,
avevo la relazione di Caselli, avevo... avevo, come dire?, la documentazione
tutta la vicenda dell’arresto di Riina non ha un senso logico.
Dalla comparsa di questo Balduccio Di Maggio che un giorno viene arrestato
in provincia di Novara una notte con una pistola senza caricatore, con un
giubbotto antiproiettile, dopo cinque minuti viene portato in una caserma,
un capomafia, e parla e racconta di Riina davanti a tredici persone da un
appuntato a un generale. E racconta di Riina e queste persone, Signor
Presidente, non dicono il proprio nome nemmeno a sé stesse, non davanti a
tredici persone dopo un quarto d’ora. E parla, questo signore, e racconta
di Riina. Poi viene a Palermo. Viene a Palermo, racconta di trentasei
omicidi e si ricorda di una sedia scheggiata da un proiettile di una... di
una sparatoria di sedici anni prima, trovano il riscontro della sedia
scheggiata. Si ricorda di una contravvenzione presa diciotto anni prima dopo
aver compiuto un omicidio, e trovano la contravvenzione. Dopo tre settimane
parla del bacio di Andreotti, che poi diventa elemento centrale in
quel processo. Tutte queste considerazioni via, via che i fatti si
svolgevano io che conosco la materia li memorizzavo, notavo delle stranezze
però, le ripeto, io non mi sono inoltrato in quel territorio un po' per
pigrizia, un po' perché ero distolto da altre vicende professionali. Mi
sono occupato del covo perché avevo le carte per occuparmi del covo. AVV.
MALAVENDA - E per il
papello vale la stessa considerazione? BOLZONI
- No, del papello io me ne sono occupato soltanto con... ascoltando... ho
chiesto solo ai colleghi di mandarmi.. . AVV.
MALAVENDA - I verbali. BOLZONI
- ... le deposiz... i verbali di udienza. Ho utilizzato solo verbali di
udienza per il papello. AVV.
MALAVENDA - Quindi quello è.,.. BOLZONI
- (pp. ii., voci sovrapposte) è ufficiale. Non ho usato altro nel libro né
nei giornali. AVV.
MALAVENDA – L’ultimo punto che le si contesta, e solo per
quel che riguarda il maggiore De Donno, riguarda l'inchiesta a Caltanisetta
che io ho prodotto al Giudice tutti i documenti, che ha visto opposti con
querele incrociate da una parte De Donno e Siino e dall'altra parte il
dottor Lo Forte. Lei di quella vicenda che peraltro nel suo libro sintetizza
soltanto… BOLZONI
- È appena accennato. AVV.
MALAVENDA - Sì, ha usato anche lì la stessa tecnica? Documenti? BOLZONI
- Sì, sì, perché c'erano due querele, una da parte del dottor Lo Forte
nei confronti del colonnello De Donno e l'altra del colonnello De Donno nei
confronti del dottor Lo Forte e quindi ho utilizzato soltanto la
documentazione cartacea con l'archiviazione del G.i.p. che ha praticamente
archiviato entrambe le querele. Non ho nemmeno fatto considerazioni, credo,
se non ricordo male. AVV.
MALAVENDA - Senta Lei, seppure per quello che è scritto non è così
evidente, ha inteso accreditare come è contestato l'ipotesi che
effettivamente De Donno abbia dato a Siino suggerimenti falsi per screditare
la Procura o ha inteso fare una cronaca dei fatti? BOLZONI
-
No,
no, io ho soltanto riportato, ho soltanto ricopiato gli
atti giudiziari per quanto riguarda la vicenda Lo Forte-De
Donno-Caltanisetta. AVV.
MALAVENDA - Senta,
un'ultima cosa. Nelle querele, credo certamente il generale Mori ma poi
forse lo accenna anche il maggiore De Donno, le si contesta di avere scritto
un libro nel quale molto candidamente e direi in maniera un po' ingenua, Lei
di alcune cose ammette di non avere le prove. BOLZONI
- Nell'ultima parte del libro, ma
non mi riferisco alla vicenda del covo, mi riferisco alle storie di patti
e ricatti che ci sono stati nel nostro Paese da Portello della
Ginestra fino ai giorni nostri e per molte vicende non ci sono le prove ma
non mi riferivo, credo, posso consultarlo il libro Presidente? GIUDICE
- Si. BOLZONI
- Grazie. Almeno credo. AVV.
MALAVENDA - (pp.ii., audio non sufficiente). BOLZONI
- Si, ma... è una parte... AVV.
MALAVENDA - È alla
pagina 85 direi il passaggio. BOLZONI
-
Si, mi riferivo non alla... il libro è diviso in
quattro parti: la prima parte è la ricostruzione del... la prima parte è
la storia di Provenzano che è latitante ancora oggi dopo... è dal 16
settembre del '63 che è latitante quindi siamo a 39 anni e nove mesi di
latitanza. La seconda parte è la ricostruzione del covo. La terza e la
quarta parte cono
considerazioni generali dove si parla anche di affari italiani e non di
vicende che riguardano il covo, Provenzano o le vicende di mafia
e antimafia. AVV.
MALAVENDA - Bene. Senta solo due cose poi ho finito. La prima è questa:
come nasce questo libro? Chi decide di scriverlo? Lo proponete? Vi viene
chiesto? BOLZONI
- No, lo decidiamo di scrivere io
e l'altro collega, Saverio Lodato, qualche mese prima... sei
mesi prima della pubblicazione. Avevamo raccolto un po' di materiale non
solo sul covo e su Provenzano ma sull'aria un po' ferma che si respirava già
allora a Palermo dove praticamente dopo le stragi non accadeva più nulla,
era piombata in un grande silenzio, Palermo, silenzio che c'è ancora, si è
protratto fino ai giorni nostri, diciamo. Abbiamo scritto... abbiamo cercato
di anticipare un po' i tempi. AVV.
MALAVENDA - Quindi lo
avete proposto voi alla Garzanti? BOLZONI
- Si, lo abbiamo proposto noi alla Garzanti che ha
accettato nel giro di cinque minuti. AVV.
MALAVENDA - Senta Lei ha altre querele da parte di De Donno,
Mori e Di Caprio? BOLZONI
- Si, ne ho una che mi è stata presentata credo successivamente
al libro, credo, eh, non sono sicuro, o
contemporaneamente per articoli fatti... Io è da dieci anni che racconto
queste cose, dopo che hanno presentato la querela… AVV.
MALAVENDA - Per il libro? BOLZONI
- Per il libro e l'hanno presentata anche per un articolo che parlava del
covo ma credo che non sia Il di... credo
De Caprio no, il colonnello De Caprio, .. credo eh, non
me lo ricordo. Il colonnello Mori il sicuramente.
Non mi ricordo se anche De Caprio e il colonnello De Donno, non me lo
ricordo. AVV.
MALAVENDA - E in che
situazione è
questa querela? BOLZONI
- Credo che il Pubblico Ministero
abbia chiesto una richiesta di archiviazione. AVV.
MALAVENDA - Ah, ma è a
Roma o è a Milano? BOLZONI
- A Roma. AVV.
MALAVENDA - A Roma. Altre
querele? BOLZONI
- No, altre no. AVV.
MALAVENDA - Mai. Per gli
articoli diciamo dal '93 al '98 non ha mai avuto querele? BOLZONI
- Mai preso una querela da loro. AVV.
MALAVENDA - Nessun'altra
domanda, grazie. Ci sono domande? P.M.
- Solo alcune precisazioni. Viene
data la parola al Pubblico Ministero. P.M.
- Signor Bolzoni quindi questo
libro è stato scritto, diciamo; a quattro mani? BOLZONI
- Sì. P.M.
- Quindi con una collaborazione su tutte le
parti? BOLZONI
- Sì. P.M.
- Tra Lei... BOLZONI
- E il collega, sì. P.M.
- Non ci sono capitoli, diciamo,
esclusivi di uno o dell'altro? BOLZONI
- No, no, no, abbiamo fatto tutti.
P.M.
- E quindi l'arco temporale della
raccolta degli elementi
e della stesura del libro va all'incirca dalla fine del '97, diciamo, dal
'97 fino al maggio... la pubblicazione e la stampa è del maggio '98 quindi
è stato scritto nel corso del '97, diciamo? BOLZONI
-
Ehm, fine '97... P.M.
- Inizi no... BOLZONI
- ... e inizi '98 avanzati nel senso che credo che fino a febbraio-marzo,
fino a un mese prima credo che abbiamo corretto le bozze, credo. P.M.
– Avete corretto le bozze. Avete raccolto anche il contenuto
di, almeno lo chiedo a Lei, ha raccolto , .
anche il contenuto degli articoli che aveva scritto su alcuni di questi
aspetti? Per esempio sul covo aveva già scritto degli articoli per
Repubblica? BOLZONI
- Si. P.M.
- Lei all'inizio aveva fatto questo accenno al discorso che la
documentazione sul covo l'aveva raccolta a partire dal febbraio novant...
dal '93, da quando… BOLZONI
-
Dal gennaio '94. P.M.
- Dal gennaio '94, cioè quando era venuto in possesso della lettera del
Procuratore Caselli? BOLZONI
-
Si. P.M.
- Ecco, successivamente al gennaio '94 aveva scritto degli articoli sulla
questione specifica del covo? BOLZONI
- Sì, sì. P.M.
- Il libro è una rielaborazione di questi articoli? BOLZONI -
Sì, diciamo che in alcuni articoli ero stato anche
più... P.M. - Duro? BOLZONI
- ... no. P.M.
- No, contrario. BOLZONI
- Ero stato... mi ero dilungato di più. P.M. - Ah... BOLZONI
–Signor
Pubblico Ministero non c’è da essere molto duri, ho solo raccolto i fatti
come stavano; mi sono solo limitato a ricopiare alcuni documenti. P.M. - Ecco... BOLZONI
- Non ero stato più duro. P.M.
- ... proprio su
questa questione del covo di Riina una precisazione in riferimento
a quello che ha detto Lei oggi; Lei dice, ed è una novità rispetto a
quello che è stato scritto, dice: "La lettera - perché
nel suo libro Lei parte dalla lettera di Caselli, oltre che da una serie di
fatti ma diciamo il punto centrale è la lettera del Procuratore Caselli in
cui si contesta, appunto ai vertici del ROS e in generale ai carabinieri la
condotta con riferimento al controllo e l'osservazione del covo. Lei dice:
"Però la lettera - non
ho capito se lettera o relazione - di
Caselli è basata - oggi dice -
su una serie di relazioni, diari, relazioni
cronologiche predisposte dall'Aggiunto Aliquò". Ecco,
questo dato da dove lo ricava? BOLZONI
-
Allora, io questo dato... di questo dato ero a
conoscenza già allora. P.M.
- Già al momento in cui
predisponeva il libro? BOLZONI
- Il libro ed ero a conoscenza anche precedentemente, già dal ’94
ero a conoscenza di questo dato. Perché non l’ho scritto? Perché dal
punto di vista giornalistico mi sembrava, come dire, fondamentale la
relazione del Procuratore capo Caselli che descrive, che si lamenta che il
covo non è stato sorvegliato e che il covo poi è stato svuotato. Non
volevo annoiare il lettore con le relazioni volanti del Procuratore aggiunto
Aliquò che raccontavano tutti i passaggi. Mio malgrado, oggi che sono
imputato sono... mi rendo conto che è utile per me raccontare e ricostruire
la vicenda nei dettagli però non mi sembrava, da un punto di vista
giornalistico, apprezzabile ricostruire tutta la vicenda. Comunque, Signor
Pubblico Ministero, dal '94 io sono a conoscenza di queste relazioni
dell'Aggiunto Aliquò. P.M.-Queste
relazioni dell'Aggiunto Aliquò, che Lei sappia ovviamente, poi faremo le
verifiche, sono oggetto... sono poi emerse nella successiva attività di
indagine che è quella che dovrebbe concludersi? BOLZONI -
Sì, sì. P.M.
- Ecco, Lei ha fatto un accenno, e anche questo eventualmente potrà essere
oggetto di verifica perché è un dato processuale al fatto che se non
ricordo male il G.i.p. avrebbe dato dei mesi per lo svolgimento delle
indagini. AVV.
MALAVENDA – è agli atti. P.M.
- È agli atti, perché vi era una
richiesta di archiviazione? BOLZONI
- C'era una richiesta di
archiviazione da parte della Procura della Repubblica di
Palermo,
dopo... non so quando era esattamente stata aperta l'indagine sul covo e la
dottoressa Massa ha chiesto un supplemento di indagini e, da quello che ho
capito leggendo i giornali, dovrebbe chiudersi questa settimana. P.M.
- Nel periodo che Lei ha appena
indicato. Sì, è un'osservazione, non è una domanda:
non so quanto non fosse giornalisticamente interessante e fosse invece
peraltro una questione che poteva toccare il discorso della fonte il non
indicare che, diciamo, il 26... il 27 gennaio '93 Mori personalmente aveva
addirittura attestato ad Aliquò che il personale impegnato nel controllo
era stanco. BOLZONI
- "È stressato".
"È stressato". P.M.
- Eh, questo direi che giornalisticamente è abbastanza forte come dato. BOLZONI
- Eh, probabilmente ho fatto un
errore, Signor Pubblico Ministero, tornando indietro
lo avrei scritto. Avrei scritto tante altre cose guardi. P.M.
- No, no, solo perché Lei ha fatto questo... non è una domanda. BOLZONI
- Eh, ma... ha ragione comunque. GIUDICE
-
Va bene. Ci sono ulteriori domande? P.M. – No. GIUDICE"
- Può accomodarsi, grazie. AVV.
LA MANNA - No, le Parti
civili. GIUDICE
- Ah, ha domanda? Eh, io ho
chiesto se ci sono ulteriori domande non ho sentito... Prego, siamo sempre
in tempo. AVV.
LA MANNA - Va bene.
Innanzitutto ci scusiamo ma abbiamo preso l'aereo alle nove, siamo partiti
da Fiumicino alle dieci e un quarto. Siamo stati dentro l'aereo per un'ora e
un quarto. (pp.ii., fuori microfono) . GIUDICE
- Sì. Per la registrazione, per la Parte Civile Mori. AVV.
LA MANNA - Sì, per la
Parte Civile Mori. GIUDICE
- Avvocato La Manna. Viene
data la parola all'Avvocato della Parte Civile Mori. AVV.
LA MANNA - Avvocato La
Manna per il generale Mori. Senta, Lei per affermare, per scrivere
quello che ha scritto in questo libro insieme al dottor Lodato poc'anzi ha
detto che si è riferito a delle voci, si è riferito a dei pentiti, così
almeno mi... BOLZONI
- Delle voci no. AVV. LA MANNA – voci di pentiti, forse ho inteso male io. BOLZONI
- Probabilmente. AVV.
LA MANNA - Cioè volevo sapere... è GIUDICE
- Più vicino al microfono Bolzoni.
BOLZONI
- Probabilmente voci no, ho
sentito delle voci ma non ho scritto quando ho sentito
delle voci. AVV. LA MANNA - No, volevo sapere su quale, Lei siccome le viene imputato in buona sostanza, peraltro emerge palesemente dal libro, di aver... di ritenere che vi sia stato dato questo papiello da parte del... BOLZONI
- Non l'ho mai scritto signor Avvocato, che il papello
è andato al generale Mori, per carità. 'Non l'ho mai
scritto in una sola riga, né nel mio libro, né nei miei articoli. Mai. AVV.
LA MANNA - Richiamo...
richiamo il punto, forse... BOLZONI
- Sì, lo richiami. AVV.
LA MANNA - "Dichiara Brusca: Totò Riina mi disse... BOLZONI - Ah,
dichiara Brusca. AVV.
LA MANNA - ... di un papello
di richieste". Ecco, vorrei sapere Brusca in qualche
verbale dichiara queste... queste cose? BOLZONI
- Quali cose? GIUDICE
- Che pagina ha letto? Può dire
la pagina del libro cortesemente Avvocato? AVV.
LA MANNA - Sì, guardi
pagina... 79-80. BOLZONI
– se posso Presidente? GIUDICE
- Sì, prego. BOLZONI
- Grazie. Pagina 79 e 80. Eh, lo dichiara a otto magistrati
il 10 settembre del 1996. AVV.
LA MANNA - Sì, quale,
vorrei sapere per favore quale... quale, siccome Lei ha detto
che ha scritto sulla base di documenti... BOLZONI
- Sì. AVV.
LA MANNA - ... vorrei sapere su quale documento emerge quanto ha scritto il
Brusca? BOLZONI
- C'è... AVV.
LA MANNA - Quanto le sto dicendo. BOLZONI
- Sì, c'è un verbale del 10 settembre 1987 AVV.
LA MANNA - Eh, e quale? BOLZONI
- Procura della Repubblica di Palermo, Caltanisetta
e Firenze, l'estratto. AVV.
LA MANNA - E è stato... è stato depositato? BOLZONI -
Sì. AVV.
MALAVENDA - Documento
(pp. ii., voci sovrapposte). AVV.
LA MANNA - Ah, forse
adesso c'è, io non l'ho visto. AVV.
MALAVENDA - No, documento 1, 20 febbraio... BOLZONI
- È stato depositato. AVV.
MALAVENDA - ... 2003. BOLZONI
- Eh... GIUDICE
- Quello 10 settembre '96? AVV.
LA MANNA – Oh, senta… BOLZONI
- 10 settembre. .. AVV.
LA MANNA - Senta, voglio essere più che chiaro.
BOLZONI
- Sì, prego. AVV.
LA MANNA - Quanto afferma il Brusca circa il papiello e circa il covo...
BOLZONI
- Sì. AVV.
LA MANNA - ... sono sue dichiarazioni per conoscenza diretta o per sue
ipotesi? BOLZONI - Non ho capito. AVV.
LA MANNA - Quanto afferma il Brusca... BOLZONI
- Sì. AVV.
LA MANNA - ... sono sue
dichiarazioni per conoscenza diretta, cioè del Brusca, oppure sono
ipotesi del Brusca? BOLZONI
- E questo lo deve chiedere al
signor Brusca. AVV.
LA MANNA - No, io le dico questo perché... BOLZONI
- Questo lo deve chiedere al
collaboratore, io non.. . LA
MANNA - No, no... ma infatti, Lei sicuramente conosce
il suo col... il suo collega Maurizio Torrealta? BOLZONI
- Si. AVV.
LA MANNA - Ecco, siccome nel libro intitolato "La trattativa", Lei
lo conosce questo libro? BOLZONI
. No AVV.
MALAVENDA - Scusi, Giudice... BOLZONI
- Non lo conosco. AVV.
MALAVENDA - Dei documenti che non sono agli atti mi opporrei
a fare domande a meno che non vediamo il libro. AVV.
LA MANNA - No, no, no... GIUDICE
- Ma non ha ancora completato la domanda. AVV.
MALAVENDA - Si, lo so... AVV.
LA MANNA - Ma lo conosce bene. GIUDICE
-
C'è un'opposizione in prevenzione? AVV.
MALAVENDA - Si. GIUDICE
- Prego. AVV.
LA MANNA - No, no, comunque cambio domanda. Allora, Lei
è a conoscenza che il Brusca nelle sue dichiarazioni davanti alla Corte di
Assise di Caltanisetta e peraltro anche davanti ai Magistrati della Procura
di Palermo ha dichiarato che quanto a conoscenza circa il papello, circa
tutte la vicenda del covo lui non sa alcunché e tutto quello che ha saputo
l’ha saputo, l’ha ricostruito ed è una sua ipotesi sulla base delle
dichiarazioni rilasciate dal Mori e quindi dalle emergenze processuali che
lui ha ascoltato tramite radio Radicale? BOLZONI
- No, io non... Di Brusca ho solo riportato le cose che ha detto in aula e
nei… nei vari verbali di interrogatorio diventati pubblici. AVV.
LA MANNA - Si, si, questo io... BOLZONI
- So che alcune cose, avvocato, so che Brusca dice di
avere saputo alcune cose direttamente credo da Riina o da Ganci, in varie
occasioni e che fa delle ipotesi, certo. Certo che lo so. E in alcune
occasioni fa delle ipotesi, in alcune occasioni racconta dei fatti che
gli risultano personalmente però se Lei mi dice quale episodio in
particolare io posso ripescare nella mia memoria... AVV.
MALAVENDA - Giudice... BOLZONI
- Ma se mi fa una domanda cosi vaga su Brusca non riesco. AVV.
MALAVENDA - Chiedo scusa, per non sembrare l'avvocato che interrompe il
collega allora io pregherei il collega se fa delle domande di fare
riferimento al documento da cui desume quello che sta dicendo perché a
pagina 7 del verbale del 10 settembre Brusca racconta: "Il Riina mi
disse che aveva fatto un papello di richieste dirette a una persona che non
so indicare e che si attendevano risposte..." e quindi dice di aver
saputo di questa cosa da Riina quindi non possiamo fare all'imputato domande
che cont... GIUDICE
- Ma... AVV:
MALAVENDA – Eh, voglio dire… GIUDICE - La domanda in sé non ha
un contenuto inammissibile, oltretutto diciamo che anche in sede di...
AVV.
MALAVENDA - È la premessa... BOLZONI
-
No, va beh ma comunque non... GIUDICE
- ... controesame...
AVV.
LA MANNA - ... a nulla
rileva. GIUDICE
- ... Lei ha risposto per il suo
assistito. AVV.
LA MANNA - Allora cambio
la domanda. È a conoscenza del
fatto che il Riina non sapesse... BOLZONI
- È il Brusca, mi perdoni. AVV.
LA MANNA - Non ha mai
affermato che il papello, se esistito, sia stato dato nelle
mani del generale Mario Mori? BOLZONI
- Certo che sono a conoscenza, non
l'ho mai scritto infatti.
Certo che sono a conoscenza che Brusca ha detto questo, non l'ho mai scritto
e anche il generale Mori fin dalla... fin da sempre ha sempre detto:
"Io ho trattato con Ciancimino ma del papello non ne ho mai... non ne
sono entrato mai in possesso e nessuno me lo ha mai dato", certo che lo
so questo. AVV.
LA MANNA - Sì. No,
perché Lei, le ripeto, a pagina 79, 80 ha scritto: "... è un
dettagliato elenco di condizioni che Totò Riina detta allo Stato italiano
offrendo in cambio la fine della stagione delle stragi: l) abolizione del 41
bis; 2) modifica della legge Rognoni; 3) riforma sulla legge dei pentiti e ..,
quant'altro (pp. ii., pronuncia non chiara)-
andando avanti
fa - il boss fa il nome di Ciancimino,
l'ex sindaco
di Palermo, condannato per associazione mafiosa. Spiega che (pp.ii.
pronunciate velocemente) è stato -avvicinato da due ufficiali del reparto
operativo speciale dei carabinieri, il capitano De Donno
e il colonnello Mori. Il boss sale sul banco dei testimoni per
iniziare a parlare dei legami tra alcuni mafiosi ed emissari dell'Arma e dei
Servizi segreti e parla anche del misterioso arresto di Totò Riina e del
suo covo ripulito". Quindi leggendo così come Lei l'ha pubblicato si
collega che il papello sia stato dato agli emissari e quindi a Mori. BOLZONI
- Ma dove è scritto? AVV.
MALAVENDA - Ma scusi
Giudice... AVV.
LA MANNA - 79, 80 ho ripetuto. Ho ripetuto tale e quale. GIUDICE
- Questa può essere una interpretazione sua. Facciamogli la domanda in modo
tale che non dia Lei una premessa ma che lui risponda, dopodiché si faranno
valutazioni diciamo sulla... AVV.
LA MANNA - Ma vado
avanti: "Il boss allude ai carabinieri, precisa
che Balduccio aveva fatto un patto sottobanco per farlo arrestare in mezzo
alla strada. Parla di un certo Paolo Bellini,
un estremista
di destra che era in contatto con un maresciallo
del carabinieri, che il maresciallo era in contatto con il colonnello Mario
Mori del ROS". Quindi mi sembra che i collegamenti, al di là di ogni
interpretazione, signor Giudice, eh, eh... GIUDICE
- Va beh, queste sono sue
osservazioni. AVV.
LA MANNA - Certo. GIUDICE
- Beh, facciamo delle domanda ancorché Lei sia in sede di controesame che
presupportino una risposta. AVV.
LA MANNA - Senta Lei è
a conoscenza di informative dei ROS che adesso noi produrremo, verbali di
perquisizioni, spontanee dichiarazioni rese la sera dell'
arresto... tanto Lei conosce, se vuole se no (pp.ii., fuori microfono) della
sera dell'arresto da parte... Nelle spontanee dichiarazioni Di Maggio
Baldassarre del 9 gennaio 1993, Lei è a conoscenza di questi
verbali? BOLZONI - Sì, di questi sono quelli... AVV.
LA MANNA - Del verbale di arresto Lei è a
conoscenza? BOLZONI
- Sì, sì, quelli di... Novara o Torino? AVV.
LA MANNA - Ecco. BOLZONI
- Sì, sì, li conosco. AVV.
LA MANNA – lei è a conoscenza delle informative del ROS in cui vengono...
BOLZONI
-
Ma quelle non erano del ROS, avvocato. AVV.
LA MANNA - No, no, no,
queste della Compagnia di Borgomanero, Novara. BOLZONI
-
Sì. AVV.
LA MANNA - No, sto dicendo se Lei era a
conoscenza delle informative del ROS, e se vuole le do anche i numeri
precisi di queste informative sulla base... nelle quali informative
i ROS rendono edotta, passo dopo passo, l'Autorità giudiziaria di come
si è venuti alla cattura di Totò Riina? Lei è a conoscenza? BOLZONI
- No, ma io della cattura non ne parlo, parlo del dopo cattura
nel mio libro, avvocato. AVV.
LA MANNA - No, no, no...
eh, guardi... BOLZONI
- Io della cattura non dico niente. AVV.
LA MANNA - Allora,
scusi... mi perdoni... BOLZONI
- Non ho sprecato una riga nella cattura io. AVV.
LA MANNA - ... Lei a pagina
32
del suo libro praticamente dice che vi sono più versioni per l'arresto..
. BOLZONI
- E infatti... AVV.
LA MANNA - ... e la versione
ufficiale asseverandola falsa. Ora è vero che tutto è interpretabile ma mi
sembra che… “la cattura del capo banda non ha mai una sola storia, c'è
sempre una prima versione dei fatti avvenuti, poi c'è una
versione, tra virgolette, "rubata" per gli scoop sui
giornali; e infine c'è una terza versione eppure è accaduto che per la
cattura di Totò Riina stampa e opinione pubblica, e a quanto pare anche
l'Autorità giudiziaria, siano rimasti a conoscenza solo della prima
versione quella ufficiale,
ufficiale della raccolta... raccontata dal ROS, il raggruppamento speciale
dell'arma dei carabinieri". Quindi praticamente Lei, peraltro poi lo ha
detto anche chiaramente, cioè peraltro Lei ritiene
quindi che si sia addivenuti alla cattura del boss Totò Riina
diversamente da quella che è la versione . ora siccome la versione ufficiale ROS...
allora siccome il generale Mori, il maggiore De
Donno, il capitano De Caprio sono ufficiali di polizia giudiziaria la loro
condotta l'hanno consacrata in atti che fatto querela fino a prova
contraria, fino a querela del falso. Ora Lei dicendo questo mi sta dicendo
praticamente che è diversa la versione vera. Mi sembra, insomma, se
vuole... AVV.
MALAVENDA
- Scusi Giudice... BOLZONI - La domanda, avvocato,
(pp. ii., voci sovrapposte) .
AVV.
MALAVENDA - … abbia pazienza… AVV.
LA MANNA - Ho letto il passo, Signor Giudice! GIUDICE
-
Allora... BOLZONI
- Faccia la domanda. GIUDICE
- L'avvocato ha fatto una... AVV.
MALAVENDA -
No... GIUDICE
- ... sotto forma di domanda una serie di osservazioni, ha tratto una serie
di conclusioni sulla base di quello che è scritto. Ha fatto, diciamo, un
complesso di ne ha fatto un tutt' uno di osservazioni, considerazioni,
implicite nella domanda. Per essere più che altro forse leggibili qual è
la domanda? AVV.
LA MANNA -
La
domanda è questa: Lei perché afferma a pagina 32 del
suo libro che la cattura avrebbe più versioni e c'è quella ufficiale del
ROS a cui Lei praticamente non crede? Su quale base Lei ritiene che i ROS
abbiano dato una versione contraria alla realtà dei fatti? Su quali
prova? Però, la prego, prove. BOLZONI
- Guardi avvocato, dicevo prima al
Presidente che tutta l'origine di questa vicenda è ancora poco chiara. Le ripeto quando un capo mafia,
Balduccio era un capo del mandamento... AVV.
LA MANNA -
Si,
ho capito scusi... BOLZONI
- ... di San Giuseppe Iato, viene
preso... AVV.
LA MANNA – si, si ma ho capito… AVV.
LA MANNA -
No,
ma ho capito. GIUDICE
- ... la risposta non si controlla. Lui sta rispondendo. AVV.
LA MANNA - No, una cosa
sola... BOLZONI
- Quando il capo... AVV.
LA MANNA -
Questo
io l'ho capito. BOLZONI
-
Quando
il capo di un mandamento... AVV.
LA MANNA - No,
per aiutare anche il Tribunale... BOLZONI
- ... viene preso a
Borgomanero, di notte, con una pistola con un caricatore svuotato, con un
giubbotto . antiproiettile,
dopo un quarto d'ora davanti a 13 carabinieri, le ripeto dall'appuntato al
generale Delfino, eh, praticamente se la canta nel giro di quindici
minuti, quattordici minuti raccontando quella storia, per uno che conosce la
materia come ritengo un poco di conoscerla io non... certe cose non
funzionano. In che senso? Che era gestito questo Di Maggio non dai ROS ma
dal generale Delfino. Improvvisamente il generale Delfino sparisce dalla
scena della cattura perché Balduccio viene trasportato a Palermo dopo
un incontro, ritengo che ci sia stato tra i vertici dell'Arma e il
Procuratore Caselli che non si era ancora insediato come procuratore a
Palermo ma era a Torino, lo avvertono giustamente di rientrare, di venire lo
avvertono di cosa sta succedendo... AVV.
LA MANNA - Presidente mi scusi... BOLZONI
- ... e... AVV.
LA MANNA - Giudice, scusi, io ho fatto soltanto una domanda. AVV.
MALAVENDA -
Sì,
ma adesso... BOLZONI
- Eh, le sto rispondendo. Eh, scusi. GIUDICE
- Però le sta rispondendo. Non ha fatto una domanda che aveva una risposta
secca. AVV.
LA MANNA -
No, no, io fatto una domanda su quali prove lui sostiene che quanto
affermato nei verbali... GIUDICE
- Sta
dicendo. AVV.
MALAVENDA -
sta
parlando. AVV.
LA MANNA -
No,
le prove. Le prove. GIUDICE
-
Lei
vuole sapere su quali atti concreti? AVV.
LA MANNA -
Atti, atti concreti. Prove. BOLZONI
-
Atti
concreti... AVV.
LA MANNA -
Su
quali fonti. BOLZONI - Su quali fonti? AVV.
LA MANNA -
Eh.
BOLZONI - Quali?
AVV.
LA MANNA -
Eh, su
quali fonti afferma
che vi sono più versioni nella cattura di un
boss?
BOLZONI
- La grande... la grande polemica che è esplosa nei
giorni immediata... nelle ore immediatamente successive
alla cattura di Riina con una guerra furibonda
tra i vari reparti dei carabinieri che si trascina ancora oggi. Ci sono ufficiali dei
carabinieri che hanno testimoniato a Palermo nel procedimento che è in
corso ancora sulla cattura di Riina c'è un procedimento in corso ancora
signor avvocato a Palermo. AVV.
LA MANNA -
Si, si... BOLZONI
- Dopo dieci anni. AVV. LA MANNA -
Ce l'ho, ce l'ho,
ce l'ho... BOLZONI
- Dopo dieci anni. AVV.
LA MANNA - Ce l'ho. Ce
l'ho. Senta va beh, do atto che non mi ha risposto
comunque andiamo avanti. Volevo sapere Lei sulla base di quali prove ha
potuto sostenere che alti ufficiali dei carabinieri abbiamo contatti con
Provenzano e che abbiamo trattato con lo stato? AW.
MALAVENDA - Dove sta? BOLZONI
-
Io
non...
AVV.
LA MANNA - Pagina 15. BOLZONI
-
(pp. ii., voci sovrapposte). AVV.
LA MANNA - "Oggi sappiamo... BOLZONI
- … collaboratore di giustizia che lo dice. AVV.
LA MANNA - Aspetti,
ripeto il passo se vuole. GIUDICE
-
Pagina
15 del libro? AVV.
LA MANNA - Pagina 15, Signor Giudice. AVV.
LA MANNA - "Oggi sappiamo con esattezza solo
quanto innato... BOLZONI
-
Si. AVV.
LA MANNA - ... (pp.ii., smozzicate), dicono anche
che sia in contatto con alcuni ufficiali superiori dell'Arma dei carabinieri
e con pezzi grossi dei Servizi segreti. Dicono che abbia ordinato
stragi a Palermo e in Italia e che poi abbia iniziato una lunga e difficile
trattativa con lo Stato. BOLZONI
-
Eh... AVV.
LA MANNA - E vado
avanti. "Ha fatto la guerra per negoziare la pace". BOLZONI
- Sì. AVV.
LA MANNA - Insomma... BOLZONI
- Ci sono alcuni collaboratori di giustizia, uno credo se non ricordo
male che sia Cannella, l'altro è lo stesso Bagarella che dice
di Provenzano... AVV
MALAVENDA -
Microfono, microfono. BOLZONI
- ... che dice di Provenzano, se non ricordo male usa un'espressione
molto mafiosa dice: "Quello è sbirro" .
AVV.
LA MANNA – quindi su questo, questa per lei è la sua fonte vera? BOLZONI - No,
ci sono diverse... AVV.
LA MANNA -
(pp. ii., voci sovrapposte)? BOLZONI
- ... c'è anche Brusca. AVV.
LA MANNA - Va beh, quello poi (pp. ii., voci sovrapposte)
. BOLZONI
- Ci sono molti collaboratori... AVV. LA MANNA
- Sarà materia poi di discussione. BOLZONI
- ... di
giustizia.
AVV.
MALAVENDA - Fallo parlare però. BOLZONI
- Eh, Avvocato ci sono diversi collaboratori di Giustizia
ritenuti credibili che raccontano delle storie su questo e su altre vicende
e ho preso molte dichiarazioni di collaboratori di giustizia e collaboratori
di cosa nostra che raccontano di contatti tra alti ufficiali dell'Arma e
uomini della Cosa Nostra. AVV.
LA MANNA - Si, questa è
la sua fonte è questa? BOLZONI
-
Una
delle mie fonti è questa. AVV.
LA MANNA -
(pp. ii., voci sovrapposte) da pentiti, va bene grazie. BOLZONI
- Prego. AVV.
LA MANNA - Poi senta su quali prove, pagina 47 e pagina 48 del libro, Signor
Giudice, su quali prove lei ha potuto affermare che nel covo sia entrata una
squadra di Corleonesi e che soprattutto c'erano dei documenti e
che segnatamente c'era... ci fosse il papello in questa... in questo covo di
via Bernini? BOLZONI
- Guardi che è entrata una squadra, visto che il covo
non era controllato dai carabinieri e dai ROS, è poco ma è sicuro nel
senso che la... AVV.
LA MANNA -
È una sua deduzione. BOLZONI
- Eh? Come? AVV.
LA MANNA - Cioè Lei
dice: "Siccome non era controllato,
quindi sono entrati"? BOLZONI
- Eh, sono entrati nel senso che hanno trovato un'altra casa, sostengono i
magistrati di Palermo. - Hanno trovato
la casa ridipinta, ci sono dei collaboratori di giustizia che sono entrati
con gli aspirapolvere.
AVV.
LA MANNA - Quindi... BOLZONI
- Con gli aspirapolvere per pulire. AVV.
LA MANNA - Quindi collaboratori
di giustizia. BOLZONI
- C'è un'inchiesta in corso, Avvocato, anche su questo. AVV.
LA MANNA - Benissimo. L'inchieste in corso a cui Lei allude.. BOLZONI
- Sì.
AVV.
LA MANNA - ... si tratta di un procedimento penale che è in corso… era
sta richiesta l'archiviazione...
BOLZONI
- Sì. AVV.
LA MANNA - ... e poi il G.i.p. ha dato... BOLZONI
-
Sì.
AVV.
LA MANNA -
(pp.ii.,. audio non sufficiente) ed è il procedimento penale... GIUDICE
- Nel
microfono Avvocato. AVV.
LA MANNA -
Ah, sì, mi scusi Signor Giudice. GIUDICE - Grazie. AVV.
LA MANNA - È il procedimento penale numero... un attimo perché qui le
carte si moltiplicano... È il procedimento penale a carico di ignoti...
BOLZONI
- Sì. AVV.
LA MANNA - … 66727/97 BOLZONI
- Non conosco il numero. AVV.
LA MANNA - Lo dico io. Senta prima di leggere il passaggio
di questa richiesta di archiviazione che poi sarà prodotta agli atti... MALAVENDA
- Ecco, Giudice, io vorrei sapere il collega come fa ad avere questa
richiesta che io ho chiesto e non mi hanno dato. AVV.
LA MANNA - Questa
richiesta mi è stata... GIUDICE
- Glielo chieda a lui. . AVV.
MALAVENDA - Eh, no, siccome è una delle cose che... l’unico atto che mi
hanno dato è il (pp.ii. pronunciate
velocemente) di Balduccio Di Maggio. .. GIUDICE
- Cioè la richiesta di archiviazione che il collega ha e che Lei... AVV.
MALAVENDA - Ecco, se
l'abbiamo... GIUDICE
- ... non ha. AVV.
MALAVENDA - ... sarebbe interessante poterla (p ii., voci sovrapposte). GIUDICE
- Lei aveva interesse a produrre? AVV.
LA MANNA -
(pp. ii., voci sovrapposte) comunque quando ce l'avrò te... ho il passaggio
ma non ho la… GIUDICE
- Non lo so questo è... AVV.
LA MANNA -
Sta
a Roma. Te la faccio avere. AVV.
MALAVENDA - lo non ammetto domande su documenti che non
posso vedere prima. GIUDICE
-
No, questo... Allora che il presupposto di una domanda sia su un dato noto
alle Parti mi sembra che sia un fatto notorio nel senso tipo la guerra in
Iraq... AVV.
LA MANNA - Signor
Giudice... GIUDICE
- ... purché sia noto e acquisito agli atti. AVV.
LA MANNA - ... nulla quaestio. Nulla quaestio tanto poi
la produrremo e quindi Lei ce l'avrà. GIUDICE
- Il profilo della produzione e
vedetevela voi nel senso… AVV.
LA MANNA - Quello che mi interessa... AVV.
MALAVENDA - No, (pp. ii.., voci sovrapposte). AVV.
LA MANNA - Peraltro, peraltro quello che mi interessa... GIUDICE
- Va bene, proseguiamo con
l'esame. AVV.
LA MANNA - Non voglio
creare problemi, capito?, con la
Difesa. Quello che rileva questa... che interessa questa Difesa è che il
procedimento è a carico di ignoti e quindi non è a carico né del Mori né
di altri. AVV.
MALAVENDA - Ho prodotto la certificazione del G.i.p. che dà atto di questa
circostanza e del fatto che i documenti sono tornati alla Procura di
Palermo, quindi non ho bisogno che tu me lo dica. AVV.
LA MANNA - Qui dice: "... e
a carico... e peraltro... AVV.
MALAVENDA - (pp. ii., voci sovrapposte). AVV.
LA MANNA - ... non riguarda... non... GIUDICE
- Va
bene. AVV.
LA MANNA - E peraltro... GIUDICE
- Va beh, questo... proseguiamo con le domande se ci
sono altre domande. AVV. LA MANNA - Senta su quali prove Lei ha affermato, pagina 79 signor Giudice, che l'arresto del Riina sarebbe stato concordato? Allora, "Storie di patti e ricatti, ne sono state raccontate tante in questi ultimi tempi è stata raccontata la cattura di Totò Riina in qualche modo concordata con i carabinieri”. Lo ha trovato Signor Giudice? GIUDICE - Sì. BOLZONI
- Su quali prove? AVV.
LA MANNA - Eh. BOLZONI
- Eh, guardi
ultimamente anche lo stesso Riina ha parlato, prima che lei
venisse avvocato, avevamo consegnato al Presidente un documento… AVV.
LA MANNA - Scusi chi è che lo avrebbe detto questo?
BOLZONI
- lo
stesso Riina. AVV.
LA MANNA – cioè quello che è stato
arrestato? BOLZONI
– si, si AVV.
LA MANNA – ho capito. BOLZONI-
Si, credo a marzo che lo abbia detto. AVV.
LA MANNA - Non lo accetto... se c'è questo documento, se ce l'ha la
collega?
BOLZONI
- Si, lo abbiamo prodotto… AVV.
LA MANNA - Eh? Ma que...
dove lo ha... è una fonte giornalistica?
BOLZONI
- No, è una deposizione in aula presi... Avvocato. AVV.
LA MANNA -
Si,
si, beh, è una fonte giornalistica. AVV.
MALAVENDA - (pp.ii., audio non sufficiente). BOLZONI
- Anche qui comunque, Avvocato... AVV.
LA MANNA – (pp.ii., fuori microfono). BOLZONI
- Avvocato, è la stessa... AVV.
LA MANNA - Una parentesi. GIUDICE
- Si. AVV.
LA MANNA -
È giurisprudenza di stampa(?), gli articoli giornalistici non sono fonte
per (pp. ii., voci sovrapposte). GIUDICE
- Questo è un altro aspetto. Il
valore probatorio che
può avere un articolo giornalistico è un altro aspetto,
ha una capacità
documentativa che è quello che documenta. È chiaro il verbale di
dichiarazioni si provano con i verbali di dichiarazioni. AVV.
LA MANNA - No, anche perché a fronte di questo... GIUDICE
- Nel senso che non .è un articolo
di giornale che può
surrogare un verbale di esame dibattimentale o con un equipollente. Va bene.
Proseguiamo con le domande. AVV.
LA MANNA - Senta Lei, sempre proseguendo a pagina 80, continua
a parlare di questo rapporto tra il reparto operativo, vuole
che le prenda proprio la pagina? GIUDICE
-
Ci dica la pagina. AVV.
LA MANNA - Presidente a pagina 80. GIUDICE
-
80, si. AVV.
LA MANNA - \\ (pp. ii., audio non sufficiente)
contatto.
.. il boss fa il nome di Vito Ciancimino..." riassunto, insomma,
praticamente qua parla di questo contatto tra
Vito Ciancimino e reparti operativi del ROS. AVV.
MALAVENDA - È quello che ha detto Brusca (pp. ii.,
; audio
non sufficiente). AVV.
LA MANNA - No, quello lo
ha detto anche il generale Mori.
AVV.
MALAVENDA -
Il
magistra... AVV.
LA MANNA - Il generale Mori davanti alla Corte di Assise
di... BOLZONI
- Di Firenze. AVV.
LA MANNA - ... Firenze nel '98, quindi... BOLZONI
- Lo ha detto anche qua. AVV.
LA MANNA – A gennaio '98..
E l' ha detto anche qua. Ora Lei è a conoscenza se questi
colloqui fossero stati innanzitutto
nell'ambito del procedimento e di cui ne fossero sempre stati resi edotti
sia i superiori gerarchici del Mori, nonché il dottor Giancarlo Caselli? BOLZONI
-
No,
non lo so questo.
Non ne sono a conoscenza. Mi sembra che qua abbia, appunto, il
generale abbia detto che non ne aveva parlato con nessuno però non ne sono
a conoscenza AVV.
LA MANNA -
Senta, ritornando all'ultimo... a pagina 85 quando Lei parla compiutamente
se davvero l'unico problema era mettere al... dice: "Chi dovesse
chiederci dove sono le prove per formulare una cosa tanto
sconcertante rispondiamo subito che prove non ci
sono”, no? BOLZONI - Sì.
AVV.
LA MANNA - Lei a un certo punto si riferisce all'inizio di questo, come Lei
ha detto, diviso in quattro parti il libro, all'inizio Lei fa un preambolo
in cui praticamente, ricollegandoci poi a questo fatto di (pp. ii., voci
sovrapposte) le prove, qui
dice: "Le parole del colonnello significano "Non fatevi illusioni,
è una guerra sporca e se necessario va combattuta con metodi sporchi"
ma se quel... - a pagina
83. BOLZONI
- Perché Lei dice che io mi riferisco all'inizio? AVV.
LA MANNA - Eh,
no, perché questo è il quarto... è il quarto coso, no? guardi rileggendo
ora... BOLZONI
- Mi scusi Avvocato, perché Lei
mi deve dire dove mi
riferisco io? GIUDICE
- Nel microfono. AVV.
LA MANNA -
Senta allora... BOLZONI
- Mi rife... lo so io dove mi... AVV.
LA MANNA - Avrò
sbagliato... BOLZONI
- Si, ha sbagliato Lei. Si, ha sbagliato a interpretare. AVV.
LA MANNA – pp.ii., voci sovrapposte) lei ha fatto una comparazione tra le
dichiarazioni che avrebbe fatto Brusca e quelle che avrebbe fatto Mori. BOLZONI
- Si. Ma perché Lei le collega
con le prove? AVV.
LA MANNA -
(pp. ii., voci sovrapposte) poi alla fine che sarebbero stati... BOLZONI
- Avvocato? AVV.
LA MANNA - ... dei
politici(?) sarebbero andati contro
Brusca... BOLZONI
- Eh... AVV.
LA MANNA - ... e questo sarebbe stato un espediente per, e lo dice
chiaramente, per tappare la bocca a Brusca. BOLZONI
- Avvocato Lei salta. AVV.
LA MANNA - Patti e ricatti. BOLZONI
- Lei salta pagina. GIUDICE
-
Allora, facciamo una cosa... BOLZONI
-
Lei
mi faccia una domanda. GIUDICE
- ... non abbiamo nessuna fretta,
prendiamo i passi,
leggiamo, non facciamo noi interpretazioni e formuliamo la domanda proprio
sulla base del passo. Cioè se Lei ritiene che questo aspetto qua di cui ha
letto prima a pagina 85 si ricollega a pagina 83 inizi a leggere da pagina
83 e finiamo a pagina 85, vediamo se quella è la premessa e quella è la
conclusioni e i due fatti si legano e formuliamo la domanda. Se non c'è
questo nesso, formuliamo le domande in modo diverso, in modo che non diano
un presupposto
che in realtà è suscettibile di interpretazione, o almeno che il
presupposto sia un'interpretazione data e a questo punto se è, è
un'interpretazione univoca non può essere un fatto, diciamo, suscettibile
di equivocità. AVV.
LA MANNA -
Devo
leggerlo tutto dice? GIUDICE
-
Eh, se
questo è l'unico modo per formulare questo tipo di domanda così dobbiamo
fare. Altrimenti apriamo la questione se l'interpretazione che Lei fa... AVV.
LA MANNA - Scusi, va beh, allora, guardi... GIUDICE
- ... si collega o meno. AVV.
LA MANNA -
Allora
guardi io leggo... GIUDICE
-
Io
non ricordo a memoria il libro quindi non sono in grado di dominare la sua
domanda in questo momento. AVV.
LA MANNA - No, Signor Giu... ha ragione, ha ragione.. . GIUDICE
- Se questo passo si collega a pagina 83. AVV. LA MANNA - Proprio a pagina 85 Lei dice: "Fosse stata scelta invece la scorciatoia maestra: dare addosso a Giovanni Brusca per aggirare l'ostacolo delle sue rivelazioni gridare al reato di lesa maestà contro l'Arma nei secoli fedele, una difesa di ufficio (pp.ii., rumore di fondo) nessuno ha mai chiamato in causa l'intera Arma dei carabinieri per una storia che ha (pp.ii. pronunciate velocemente) molto circoscritte". Penso che Lei si riferiva a Mori no? perché parla di Mori poco prima parla delle dichiarazioni di Mori, solo su Mori. Eh, come no? BOLZONI
-
Lei non legge (pp. ii., voci sovrapposte). GIUDICE
- Beh, chiediamogli a chi intendeva riferirsi? Forse è la cosa più
semplice. E poi noi valuteremo se la risposta che ci dà l'imputato è
pertinente oppure... AVV.
LA MANNA -
È storia di patti e di ricatti quindi lui dice che... BOLZONI
- È ovvio che, mi scusi Avvocato, che due capoversi prima è ovvio che mi
riferisco a Mori per alcune vicende perché dico "Colonnello, chi le
chiese di prendere iniziative... AVV.
LA MANNA -
(pp. ii., voci sovrapposte). BOLZONI - ... tanto
discutibili? Chi le chiese di rivolgersi alla mafia affinché venisse posto
un freno alla sequenza delle stragi? Trovò regolare
chiedere aiuto a un personaggio come Vito Ciancimino? Lei sa che Vito
Ciancimino è stato condannato dallo stato italiano perché è un mafioso e
non si è mai pentito?" certo che mi riferisco al generale Mori. AVV.
LA MANNA -
Quindi
non ha le prove. BOLZONI
-- Di- chi dove-va parlare, eh? AVV.
LA MANNA - Grazie,
quindi non ha le prove. Cioè Lei di
quello che ha affermato... BOLZONI
- Ma le prove di che cosa? AVV.
MALAVENDA - Le prove di che cosa? AVV.
LA MANNA - Eh, si
riferisce a Mori! AVV.
MALAVENDA - Ma io non lo so... BOLZONI
-
Ma le prove di che cosa? GIUDICE
-
Ascoltate ma... No, non si va molto avanti. Cioè il processo non può essere una
discussione tra un imputato e un avvocato... AVV.
LA MANNA - Direi... BOLZONI
- Ha ragione. GIUDICE
- ... sulle valutazioni che uno dà. BOLZONI
- Faccia la domanda... GIUDICE
- Ci fermiamo con le domande precise, dopodiché se la risposta sia o meno
esauriente lo valuterà il Tribunale. AVV.
LA MANNA - Ha ragione,
ha ragione... GIUDICE
- Perché altrimenti apriamo un
problema interpretativo
che non (pp. ii., voci sovrapposte). AVV.
LA MANNA - Ma comunque
quello poi è tema di interpretazione del libro in sede di discussione. GIUDICE
- Prego. AVV.
LA MANNA -
Senta
io per il momento non ho altre domande da formulare. GIUDICE
- Non ha altre domande. La Parte
Civile per De Caprio?
Viene
data la parola alla Parte Civile De Caprio. AVV.
ROMITO -
Brevemente
perché vorrei precisare alcune cose. AVV.
LA MANNA - Ah, scusi, no, questa domanda la devo fare. GIUDICE
-
Sì. AVV.
LA
MANNA -
Perché è stato il... l'Avvocato del difensore, il difensore che ha tirato
in ballo questo fatto quindi è giusto che io replichi. GIUDICE
- Prego. AVV.
ROMITO - (pp.ii., fuori microfono). AVV.
LA MANNA - Senta Lei è stato querelato, stava dicendo, dal generale Mori
poco dopo il libro per che cosa? BOLZONI
- Per un articolo scritto per il
mio giornale in relazione
al covo. AVV.
LA MANNA - Cioè? Perché cosa diceva Lei in questo articolo? BOLZONI
- Le stesse cose che dico nel
libro sostanzialmente,
ritengo, eh. AVV.
LA MANNA - Le stesse
cose? BOLZONI
-
Sì. AVV.
LA MANNA - Ed è stato
archiviato?- - - - BOLZONI
- No, so che c'era una richiesta di archiviazione, poi non so come è andata
a finire. AVV.
LA MANNA - E non sa se c'è stata un'udienza in Camera di Consiglio? BOLZONI
-
No,
non lo... AVV.
LA MANNA - In seguito a opposizione? BOLZONI
-
Non... non... non l'ho seguito, non ho (pp. ii., voci sovrapposte). AVV.
LA MANNA -
E
non lo sa se in seguito a opposizione il G.i.p. ha disposto... ha rimesso
gli atti al P.M. e ha, con un'ordinanza? BOLZONI
-
Ho
perso le tracce di questo processo. AVV.
LA MANNA - Benissimo, allora glielo ricordo io e deposito l'ordinanza. GIUDICE
- Sì, poi facciamo le produzioni documentali. Terminiamo l'esame e poi
svilup... AVV.
LA MANNA -
(pp. ii., voci sovrapposte) l'ordinanza in cui... GIUDICE
- Sì, sì, perché lui ha detto che non sa la vicenda del procedimento dopo
la richiesta di archiviazione. AVV.
LA MANNA – un passo: “… ciò posto – questa è l'ordinanza - va beh
comunque... io glielo presento a Lei, Signor Giudice, gliela deposito
l'ordinanza e siamo a posto poi. GIUDICE
- Va bene. Le domande sono... va
bene, grazie. Prego
avvocato Romito. AVV.
ROMITO - Sì, grazie.
Avvocato Romito Parte civile di De
Caprio. Brevemente e cerco di fare domande abbastanza... Lei è a
conoscenza di un processo che si è svolto a Caltanisetta contro Pietro
Aglieri più quaranta? Proprio in seguito alle stragi di Capaci? BOLZANI
-
Sì.
Se è il processo per la strage di Capaci. AVV.
ROMITO - Esatto. BOLZONI
- Sì. AVV.
ROMITO - Sa se lì la Parte civile De Caprio ha reso testimonianza?
BOLZONI
– non me lo ricordo
avvocato. AVV.
ROMITO -
Non sa quindi se questo processo si è svolto prima
che Lei... BOLZONI
- Dunque questo processo... AVV.
ROMITO - ... scrivesse il libro o se si è svolto dopo? BOLZONI
- Credo prima.
AVV.
ROMITO - Crede prima. BOLZONI
-
Credo.
Diciamo
il libro è del '98 credo che
C' . . voci sovra . AVV.
ROMITO -
Si,
si è svolto nel novanta... BOLZONI
-
Sei,
nel '96. AVV.
ROMITO - ... nel '95 c'è stata l'udienza nella
quale la Parte civile ha reso la testimonianza che è
pari, pari
quella che ha reso qua.
Questo perché? Perché la Parte civile sostiene che la cattura di Totò
Riina è avvenuta in un certo modo, come ufficialmente risulta dagli atti.
Lei può sostenere che il covo fosse stato scoperto diversamente da come ha
raccontato l’allora capitano Ultimo? BOLZONI
– no. Non
lo posso sostenere nel senso che tra l'altro,
Avvocato, al capitano... al "capitano", al colonnello De Caprio
credo, se non ricordo male, di aver dedicato... di averlo citato
una volta sola nel libro dicendo: "Il capitano Ultimo ha
arrestato Riina". Credo di non avere citato in nessun'altra parte
del libro più il nome del capitano e, se può servire al Presidente, se può
servire a tutti, quello... qual è il mio pensiero: credo che il
colonnello De Caprio non abbia un’idea nemmeno approssimativa della
materia che stiamo trattando nel senso che il capitano ha fatto il lavoro
che gli hanno detto di fare, di prendere Riina e l’ha fatto, credo, bene;
ma credo che non sappia nemmeno approssimativa di che cosa stiamo
parlando quindi non... del capitano io l'ho citato una volta, credo,
nelle prime pagine: ha preso Riina, gli ha messo la coperta e non è stato
più citato in nessuna pagina del libro il capitano. Quindi quello che ha
detto a Caltanisetta della cattura tecnica in quel momento io
non… non lo so. AVV.
ROMITO - È quello che ha ridetto qui quando Lei era presente
comunque, quindi... BOLZONI
- Sì. Mi ha un po’ sorpreso
soltanto diciamo come ci
è arrivato, sì, certo qualcosa mi ha sorpreso. Che ci
sia arrivato con la... con le rivelazioni di
Leuccio Vitale dell’ottobre del ’74, Riina
lo prendono il 15 gennaio ’93, certo siamo un po'...non è che siamo
messi bene se arriviamo al covo di Riina con le dichiarazioni di un signore che
le ha fatte 19 anni e sei mesi prima. Mi sembra un po' strano quello che
ha detto, però può essere. AVV.
ROMITO -
Eh, va
beh... Queste sono interpretazioni... BOLZONI
-
(pp. ii., voci sovrapposte). AVV.
ROMITO - Sì, sì, però le risulta se la famiglia Ganci era una famiglia
legata a Riina? BOLZONI
-
Dunque
la famiglia Ganci era una famiglia legata a Riina ma non è esatto in tutti
i passaggi quello, secondo la mia opinione, quello che ha sostenuto qua il
colonnello De Caprio. La famiglia Ganci era legata a Riina nel 1984, lui ha
citato: "Io la Noce ce l'ho nel cuore" ma la famiglia decisiva per
l'inserimento e la penetrazione dei Corleonesi a Palermo città è la
famiglia di San Lorenzo Colli della Piana dei Colli,. non a caso
l'unico uomo preso insieme a Riina è un uomo di San Lorenzo Colli che è
quel Biondino non
hanno
preso un Ganci o uno della Noce quando hanno trovato Riina ma hanno preso
uno della Piana dei Colli. E non è un caso questo. Comunque è vero
la
famiglia
Ganci è una famiglia legata a Riina storicamente.
AVV.
ROMITO -
Sì,
però... ve beh. Il Ganci aveva una posizione tale da poter parlare sia con
Provenzano che con Riina... BOLZONI - Con
Rii... AVV.
ROMITO - ... secondo le sue conoscenze? BOLZONI
- Con Riina sicuramente, Con Provenzano non lo so. Riina
sicuramente. AVV.
ROMITO -
Non le risulta quindi che da un interrogatorio reso dal figlio di
Raffaele, Calogero... BOLZONI
- Il collaboratore? AVV.
ROMITO -
... nel
quale viene raccontato, tra l'altro, che Provenzano aveva ordinato...
BOLZONI
– l’uccisione (pp.ii. voci sovrapposte). AVV.
ROMITO - ... di sequestrare e di uccidere il capitano, non le risulta
che in quella circostanza lo stesso Calogero abbia detto che il
padre abbia in qualche modo fermato Provenzano? BOLZONI
-
No, questo non mi risulta. So della circostanza del progetto
di uccidere il colonnello, questo sì, me lo ricordo. AVV.
ROMITO - Non le risulta neanche quindi che il figlio di Raffaele Ganci,
Calogero, abbia anche raccontato dell'attentato, studiato con una bomba in
un tombino, contro il Procuratore Grasso?. BOLZONI
-
Non mi ricordo questa... 'non mi
ricordo, non conosco tutte le dichiarazioni dei collaboratori. AVV.
MALAVENDA - Scusi
Giudice, però mi perdoni ma tutti questi
aspetti che riguardano soggetti diversi e... AVV.
ROMITO - No sono
importanti
per un semplice motivo: perché - e dopo produrrò... AVV.
MALAVENDA - Ha detto che non conosce l'atto per cui tutto
quello che c'è scritto non lo conosce. Non è che chiediamo tutti i passi. BOLZONI
- Ricordo solo il passaggio che riguarda il colonnello.
GIUDICE
- Sentiamo l'obiettivo, diciamo,
ricordo che comunque
è in sede di controesame. AVV.
MALAVENDA – con documenti che io non conosco sempre che
sarebbe stato opportuno produrre prima... AVV. ROMITO - Lo produciamo adesso
così almeno... AVV.
MALAVENDA - Ma no ma si producono prima i documenti e poi si fanno le
domande, all'incontrario. BOLZONI
- Quello di quella... di quelle...
AVV.
MALAVENDA -
(pp. ii., voci sovrapposte). BOLZONI
- Di quelle dichiarazioni conosco il passaggio, e lo conosco velocemente,
in maniera superficiale, che riguarda il colonnello De Caprio, il progetto
per ucciderlo, questo sì. AVV.
ROMITO - Sì. BOLZONI
- Credo di essermene occupato anche per il giornale.
Delle dichiarazioni di Ganci non me ne sono mai occupato. AVV.
ROMITO -
Comunque
sa se c'è stato anche, tra le altre dichiarazioni, una che riguardava un
attentato al Procuratore Grasso? BOLZONI
- Adesso che Lei lo dice io... me la ricordo ma vagamente quindi
non... sì, è possibile, cioè... (pp. ii., voci
sovrapposte). AVV.
ROMITO - Comunque è qua, ecco. E le risulta che Provenzano avvallasse
questo? Sì o no? Non lo sa. No, questo, Giudice, per un semplice motivo... AVV.
MALAVENDA - (pp. ii., voci sovrapposte). GIUDICE
- No, diciamo, cioè vengono formulate, devo dire, le domande vengono
formulate in un modo che sostanzialmente
è ammissibile perché dice: “Lei sa se uno ha reso dichiarazioni? Sa cosa ha
detto?" quindi questo punto, sotto questo profilo sono ammissibili. C'è
un passo che viene poco prima in cui ogni tanto si dà per scontato magari
un dato che obiettivamente sta nei suoi atti ma sfugge al Pubblico
Ministero, alla Difesa e prima di tutti sfugge al Tribunale. AVV.
MALAVENDA - Giudice, però mi consenta che la mafia... GIUDICE
- Quindi o la domanda viene svolta in modo molto aperto per cui Lei sa se
Tizio ha reso dichiarazioni e che cosa ha dichiarato su un tale argomento, e
allora questo è un tema. Se introduciamo un presupposto che è invece la
certezza che sia stata resa una certa dichiarazione questi atti, che sono il
presupposto, dovrebbero stare nel fascicolo del Tribunale. Quindi scegliamo
un metodo: o facciamo domande estremamente aperte per cui si dà alla Parte
la possibilità di rispondere in modo aperto; se invece implicano un
presupposto questo presupposto deve entrare negli atti del Tribunale. AVV.
ROMITO -
Va
bene, grazie, scusi Giudice. Grazie. Dicevo questo per due motivi comunque, Lei
ha detto che Provenzano faceva parte, tra i Corleonesi, diciamo, no?, del
filone anti-strategista. Conferma questo? BOLZONI
- Sì,
voglio dire che Provenzano non è che è un angioletto, quello è il capo di
Cosa Nostra, per carità. Io quando intendo dire che era della componente
anti-stragista rispetto gli altri Corleonesi che come unica politica hanno
quella di uccidere; non è che gli altri non uccidono, uccidono in
circostanze diverse. Mentre i Corleonesi di Brusca, Bagarella e Riina
sparano e basta. Cioè hanno solo quel linguaggio, gli altri alternano la
strage alla trattativa, appunto. Volevo dire questo. (?)
- Meno peggio? BOLZONI
- No, no, no, meno peggio. No, no, meno peggio Avvocato, mi scusi, io non...
GIUDICE
-
Va bene (pp. ii., voci sovrapposte). BOLZONI
-
... quando
parlo di questa gente il meno peggio... GIUDICE
-
È
stata un'osservazione che ha fatto l'Avvocato tra sé e sé. Finiamo con le
domande in modo tale che… BOLZONI
- Il meno peggio... sulla mafia di meno peggio non c'è niente, Avvocato. GIUDICE
-
Va
bene. BOLZONI
- Fanno
tutti (pp. ii., voci sovrapposte). GIUDICE
- Ma non entriamo in questa polemica cortesemente.
AVV.
ROMITO - Per favore... GIUDICE
-
Avvocato...
AVV.
ROMITO - Termino subito. Dicevo questo: come si spiega e su quali
documenti, no?, Lei attesta la sua tesi per cui c'è stata una cattura
concordata con i carabinieri a fronte del fatto che chi ha catturato Riina,
conducendo le indagini che hanno portato fino al covo è anche minacciato di
morte, no?, dal contraente supposto, cioè Bernardo Provenzano? AVV.
MALAVENDA -
Chiedo scusa, io mi oppongo a questa domanda perché è una valutazione non
è un fatto. È un presuppo... AVV.
ROMITO - Ho chiesto su quali prove attesta... GIUDICE
-
Su quali prove (pp. ii., voci sovrapposte). AVV.
ROMITO - ... attesta
la tesi.
AVV.
MALAVENDA -
No,
su quali prove attesta la tesi che una persona
possa essere trattante e... AVV.
ROMITO -
Vorrei
che rispondesse però... AVV.
MALAVENDA -
(pp. ii., voci sovrapposte), no, chiedo scusa, io mi sto opponendo
alla domanda. GIUDICE
-
Sì. AVV.
MALAVENDA - Perché la domanda è una domanda che impone all'imputato una
valutazione. Cioè, premesso se non ho capito male che non certamente De
Caprio ma altri soggetti hanno trattato con aspetti di personaggi che non
voglio qualificare, premesso che il colonnello De Caprio ha catturato Riina
e che l'imputato ha fatto una ipotesi in base alla quale si 'potrebbe essere
arrivati al covo di Riina anche attraverso una strada differente e l'ha
anche motivata, lui dice: "Come mai tratta De Caprio e lo vogliono
ammazzare?" perché poi la domanda è questa. La domanda in questi
termini credo che sia inammissibile... GIUDICE
- Io credo che sia ammissibile nel senso che richiede il collegamento
tra un dato di fatto e una sua rappresentazione di pensiero, non è tanto
una valutazione. Quindi alla domanda direi che può rispondere. BOLZONI
- Io
posso... posso rispondere, Presidente, perché secondo me il colonnello
De Caprio ha fatto esattamente quello che doveva fare. Gli hanno detto
un giorno: “vai là, fai l’indagine” e ha fatto la sua indagine sui
Ganci, è arrivato non so come se come ha raccontato
o attraverso il maresciallo Lombardo in quella zona; gli hanno indicato: “quello è Riina” e lui lo ha
preso. Non
ha nulla a che fare, l'indagine del colonnello De Caprio, con tutto il resto.
Infatti io cinque minuti fa, signor Presidente, ho detto quello che penso
che non ha nemmeno un’idea approssimativa di quello che è accaduto il
colonnello De Caprio. AVV.
ROMITO - Va bene. BOLZONI
- Prima e dopo. Quindi per me non è incompatibile questa cosa. Non
è incompatibile. GIUDICE
- Va bene, va bene. AVV.
ROMITO - Ho finito. GIUDICE
- Terminato con le domande? Va bene, grazie, si può... P.M. - Solo... Posso?
GIUDICE
- Prego,
si, si. P.M. - Perché... una richiesta di precisazione perché non voglio avventurarmi su un discorso di interpretazione di rapporti con determinate fazioni o componenti dell'organizzazione Cosa Nostra, però dato che Lei ha fatto un accenno e poi non lo ha svolto, volevo comprendere. Lei dice: "Ciancimino era notoriamente un uomo legato a Provenzano" ci sono evidentemente delle ipotesi all'interno del libro prospettate e direi che una delle ipotesi è che la cattura di Riina, ed è stato anche contestato, fosse in qualche modo oggetto di un rapporto, di una trattativa con Provenzano, fosse un qualcosa frutto di una trattativa, di un contatto con Provenzano. Lei poi fa l'accenno: "Ciancimino è un uomo di Provenzano" e questo potrebbe spiegare quell'ipotesi che traspare dal libro dell'elemento che avrebbe potuto contribuire alla cattura di Riina. Poi però c'è una altro dato: c'è il discorso del papello. Allora mi rendo conto che per la prima volta entro su un terreno di valutazione ma devo fare per comprendere l'inciso "Ciancimino è un uomo di Provenzano". Dicendo che Ciancimino è un uomo di Provenzano Lei ha voluto dire che quel papello che proverrebbe da Lima(?) sulla base delle fonti processuali che Lei cita. BOLZONI
-
Che
proverrebbe? P.M.
-
Cioè
le... da Lima... da Riina, scusi. BOLZONI
-
Riina.
P.M. - Scusi. È
un altro... uno sbaglio che però crea confusione. Posto che le fonti
processuali che Lei ha citato, cioè le dichiarazioni di Giovanni Brusca,
fanno ricollegare questo papello a un iniziativa di Riina o comunque un qualcosa
che Riina coordinava allora come
riesce a rendere compatibile un'ipotesi di provenienza di questo papello di
Riina tramite Ciancimino? Se
Ciancimino era un uomo di Provenzano? BOLZONI
- Ma, mi scusi Signor Pubblico Ministero, io non ho capito bene la seconda parte
però provo ad avventurarmi in una... P.M.
- No, gliela spiego. Lei mi ha fatto un riferimento a Ciancimino come
uomo di Provenzano. BOLZONI
- Si. P.M.
- Direi che dal libro emerge però come dato inequivocabile che il
papello o comunque la serie di richieste veniva da un’iniziativa di Riina. BOLZONI
- Si. P.M.
- Allora... BOLZONI
- Perfetto. P.M.
- ... quando Lei mi dice questo vuole in qualche modo mettere in dubbio la
ricostruzione in ordine al fatto che quel papello potesse essere oggetto di
discussioni tra Ciancimino e Mori oppure vuole dire che... BOLZONI
-
Signor Pubblico Ministero... P.M. - Che cosa
significa questo?
BOLZONI
-
No,
io penso che c'era... ipotizzo che ci fosse stata una corsa sul tempo in
quel periodo. Avvengono le due stragi, avviene Capaci, avviene via
D'Amelio, questi Corleonesi di Riina mandano segnali, i segnali li mandano a
modo loro con Roma, Firenze e Milano con le bombe, parlano solo quel
linguaggio. Qualcuno cerca di parlare con Ciancimino per far catturare Riina
non per intavolare la vicenda del papello, per ricevere il papello, è
ovvio; tant' è che generale Mori dice: "Io del papello non so niente,
non l'ho mai avuto". Infatti il generale Mori che cosa fa? Dice; chiede a Ciancimino:
"Fammelo arrestare" e quello
di alza impaurito e dice: "No, io non... cosi mi ammazzano".
Quindi sono due... ci sono due mafie in quel momento dove dagli atti
processuali emerge, Signor Pubblico Ministero, che c'è l'ala rappresentata
da Bagarella perché Bagarella era il più duro che vuole continuare a fare
stragi, mentre l'altro, Provenzano, cerca di frenare. P.M.
-
Allora,
ho compreso la sua risposta che può essere la più logica, allora mi
domando come mai nel libro in qualche modo però l'iniziativa
Mori-Cincimino venisse affiancata, accompagnata al discorso del papello. Lei oggi mi dice: “Potrei dire che il papello non è
quello di cui parlavano Mori-Ciancimino, ecco però nel libro
obiettivamente... BOLZONI
- No, io... P.M..
- ... i due fatti si incrociano. BOLZONI
- ... io quello
non lo so adesso, non lo so. P.M.
- Però lo ha detto adesso. BOLZONI
- Sì, sono due cose diverse, Signor Pubblico
Ministero, cioè c'è il rapporto Mori-Ciancimino che è una cosa. P.. M. - Eh... BOLZONI
- E che io non so fino a
dove si è spinto, ce lo potrebbe
raccontare bene il generale Mori. P.M. - Benissimo. BOLZONI
-
Signor Pubblico Ministero, io non... P.M. - E poi
c'è il discorso del papello. BOLZONI
- Io non c'ero. E
nemmeno so fino a dove si è spinto Totò Riina e con chi soprattutto nelle
sue richieste. P.M.
- Perfetto. BOLZONI
- Io faccio il giornalista e quindi, come dire, cerco di ricostruire,
cerco di ipotizzare, cerco di essere credibile, di non
finire nel pantano, diciamo, però non ero né all'incontro tra il generale
Mori... P.M
. - Ma no, ma no... BOLZONI
-
... e
Ciancimino, né ero nella testa degli altri. P.M.
- Ma infatti io ho premesso che siamo su "terreno minato", tra
virgolette perché le ho chiesto una valutazione, però io le faccio
presente, poi sarà una valutazione che farò in altra sede poi, che
effettivamente Lei oggi mi sa questa risposta ma dalla lettura del libro
invece i due piani che Lei oggi mi prospetta come piani, diciamo, paralleli
diversi: Mori-Ciancimino... BOLZONI
–
Non
diversi… P.M.
- ... e
papello... BOLZONI
-
... paralleli
e alcune volte si potevano incontrare perché i personaggi... Ciancimino è
Corleonese. Siamo tutti... tranne il generale Mori là tutti Corleonesi
erano. P.M.
-
Non
ho altre domande. GIUDICE
-
Va
bene, grazie Pubblico Ministero. Va bene, può accomodarsi. BOLZONI
-
Grazie.
AVV.
MALAVENDA -
Chiedo scusa però. GIUDICE - C'è un'altra domanda? AVV.
MALAVENDA -
Sì.
Allora perché adesso io mi avventuro anche io visto che ci avventuriamo,
potrei avventurarmi anch'io. Allora... GIUDICE
- Sì, il Pubblico Ministero si è avventurato, devo dire, su un binario
molto, molto ristretto eh. AVV.
MALAVENDA - Io mi avventuro solo in quell'aspetto lì perché Lei consentirà
di poter dire che è un aspetto che… GIUDICE
- Sì, sì, prego. AVV.
MALAVENDA - ... non è peregrino e che in parte condivido. Volevo solamente
chiarire, se mi riesce, con delle domande all'imputato l'aspetto che mi pare
di aver colto. Allora, abbiamo detto che la fonte di approvvigionamento
delle notizie del signor Bolzoni su questa vicenda sono i verbali di
Brusca e P.M., i verbali
di Brusca in dibattimento, i verbali di De Donno e -Mori al dibattimento di
Firenze.
Questo, diciamo, è l'aspetto documentale. A questo aspetto
documentale di accompagna una conoscenza degli uomini, delle
collocazioni che ci ha spiegato questa mattina. GIUDICE
-
Sì. AVV.
MALAVENDA - Allora intanto vorrei chiedere al signor Bolzoni: per quelle che
sono le sue conoscenze il papello di cui stiamo parlando lo ha scritto
Riina o Provenzano? BOLZONI
-
Per quelle che sono le mie conoscenze Riina. AVV.
MALAVENDA - Perché questo è quello che emerge
dai suoi
documenti? È corretto? BOLZONI
- Sì. AVV.
MALAVENDA - Bene. BOLZONI
- Ed è quello che si è sempre detto. Era la richiesta dell’ala stragista
di Riina. AW.
MALAVENDA - Benissimo. Quelle che sono, invece, quelle che il Pubblico
Ministero ha giustamente definito una tesi alternativa a questa perché se
Mori va a trattare con Ciancimino e Ciancimino con il Provenzano può
sembrare strano al Pubblico Ministero e anche a me che vivo a Milano che poi
si dica che Ciancimino tratta per Riina, credo che sia questo il
problema, è corretto? Allora vorrei capire Lei racconta le vicende di
Brusca, di quello che dice e racconta del papello di Riina, di Ciancimino e
di Mori; Lei, per le conoscenze che ha, ha teso ad accreditare in questo
libro come sua opinione personale una possibile trattativa parallela
rispetto a questa di cui si è discusso in cui invece collaboratori e poi ci
dirà chi e dove, hanno accreditato una versione per la quale in realtà
Ciancimino trattava per Provenzano e voleva far arrestare Riina oppure no? BOLZONI
- Sì, nel senso che l'obiettivo è di quella parte di Co... Il ragionamento
che facevo e che facevo ancora è questo: che questo... questo Riina,.
Presidente, era la disperazione di Cosa Nostra. In che senso? Che aveva
condotto Cosa Nostra in un vicolo cieco. Io lavoro a Palermo dal '79 e dal
'79 al '92 ha messo sottosopra un'isola nel senso che ci sono stati, credo, 1700 omicidi
nella Sicilia occidentale
in solo un anno e mezzo, dall'81 all'83. Rappresentanti delle istituzioni
uccise, giornalisti, guerre di mafia, e dopo le due stragi Cosa Nostra era
in un vicolo cieco nel senso che o prendevano in un modo o in un altro
questo Riina o lo facevano prendere o Cosa Nostra si sarebbe sciolta
praticamente. La compagnia avrebbe finito di suonare. Quindi io credo che ci
sia stata una componente interna a Cosa Nostra che, e non è la prima volta
Signor Presidente, di (pp.ii. pronunciate velocemente), di patti, di patti
fatti da pezzi delle istituzioni con Cosa Nostra
siciliana -
la
storia purtroppo
è piena dal dopoguerra e ancora da prima. Io credo che sia avvenuto questo.
Credo che sia avvenuto esattamente questo, che ci sia stata una componente
interna che si sia venduta Riina. La prova, una prova, dato che
abbiamo parlato di Prove... è che c’è Provenzano, Signor Presidente che
è ancora latitante da quarant’anni, trentanove anni e sei mesi. Adesso
lo cercano da tre o quattro anni, fino a cinque, sei anni fa il latitante
non si cercava in Sicilia, erano tutti latitanti per modo di dire. Adesso
lo cercano, lo troveranno. GIUDICE - Va bene, grazie.
|
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