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L' esercito invisibile
la lotta che diventa coscienza civile, la ribellione che diventa esercizio dei diritti acquisiti, la democrazia che è partecipazione e mai sudditanza
DISCORSO AI FAMILIARI DEI TOSSICODIPENDENTI ALL’ISTITUTO DON BOSCO DI PALERMO 29 GIUGNO 1982 Ecco perché il mio intervento qui è tutt’altro che formale. Io non posso mettere in bilancio che dei giovani si affaccino alla società con la spina dorsale flessa, non posso ritenere che tutto ciò sia inevitabile. Avremmo già perso la nostra battaglia se ritenessimo di non poter far nulla per riportarli a vivere l’ambiente della gioia, e fare in modo che siano protagonisti di un avvenire costruito con le proprie mani. Per questo tutti dovremo essere uniti perché non si è soltanto padroni della propria personalità ma anche dei propri diritti (…) Non dobbiamo genufletterci perché siamo tutti portatori di meningi e di valori spirituali. Rivalutare e difendere le une e gli altri vuol dire non privarci degli unici strumenti che ci possono consentire di rimanere i veri protagonisti del nostro destino. Io dico a questi giovani: non fatevi fagocitare dai ladri del sistema gestito da chi vi toglie ossigeno per trarne lucro e prestigio. (…) Rivediamoci
più
numerosi e meno
paurosi. Per
quanto
paradossale
possa sembrare, mi
piacerebbe
proprio che le
mie forze
dell’ordine
contro la droga
diventaste tutti
voi.
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