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DOCUMENTO DI AZIONE E DI POESIA

 Data: Mercoledì, Giugno 6, 2001   Ora: 9:30PM - 11:30PM

      Tema: POVERTA' (viaggio di rabbia): 

  " problema o valore, per costruire o per distruggere?"

      <open

 

From:  "Pier"   Date: Wed Jun 6, 2001 2:17pm

Subject:  Povertà  

Chi è veramente il povero? Colui che nella vita non ha valori e niente in cui credere.

  

* * * * *

 

From:  "Teresa"

Date: Thu Jun 7, 2001 12:33am

Subject: povertà

 

Povertà, per me, è la dignità del semplice.

Non c'è povertà nel degrado, nelle abitudini  criminali, nelle brutture morali e sociali: quella è miseria.  La miseria è un problema, perchè distrugge l'individuo: esasperandolo nel bisogno, lo sradica dalla sua coscienza di uomo.

C'è miseria anche nella ricchezza, laddove manca il rispetto della dignità umana. 

 

Povertà, per me, è lo sguardo che cerca l'essere  anzichè l'avere. Non è disprezzo delle cose belle e preziose, ma la capacità di apprezzarle senza appropriarsene, di condividerle senza possederle.

 

Povertà, per me, non è una mano vuota che si tende per chiedere, ma una mano vuota che si tende per dare. 

Credo che la povertà sia il valore dell'uomo, quello di cui ciascun uomo è capace, perchè per essere poveri non c'è bisogno d'altro che di se stessi.

 

Teresa

 

 

 * * * * *

 

From:  “Barbarahit”

Date: Thu Jun 7, 2001 3:10am

Subject:  Preintervento su povertà

 

La povertà, quasi sempre, è il frutto marcio dell'ingiustizia.

Un'ingiustizia che troppo spesso fingiamo e ci sforziamo di non vedere.

Come se non ci riguardasse. Perchè noi siamo i giusti. E invece ci riguarda e noi non siamo i giusti.Nord e sud del mondo, quindi sfruttamento, quindi immigrazione. Il nostro peccato? Mancanza di solidarietà.

Ma lo sapete che in questo nostro secolo ultracivile ci sono  ancora gli SCHIAVI? Veniamo al nostro paese:lavoro nero, flessibilità a senso unico,

politiche sociali carenti. Oltre ai poveri cui siamo "abituati",avanza un esercito di quasi poveri: gente con  stipendi sempre più bassi, senza garanzie contrattuali, senza garanzie  sindacali. Il nostro peccato? Scelte politiche avventate o clientelari o poco informate. Evasione fiscale accettata o praticata con disinvoltura, menefreghismo, consumismo spinto all'eccesso e senza un vaglio critico. E' un peccato anche portare il cervello all'ammasso diventando

parte di quella massa di telespettatori che guarda i quiz tv e si abitua all'idea che il denaro è tutto,  deve essere facile e i vincenti sono quelli che ci riescono.

 

Che possiamo fare? Per esempio, cercare sempre  più le botteghe del

commercio equo e solidale o, almeno, sapere cosa sono. Idem per le neonate banche etiche. Essere informati e aderire alle campagne delle organizzazioni che lottano per i diritti umani e sociali, contro il lavoro minorile, a favore dell'ambiente povertà è anche essere costretti a sfruttare male le risorse ambientali(vedi Amazzonia) o accettare che lo facciano le  grandi imprese.

 

Contestare, anche nella nostra cerchia di amici, certe affermazioni.

E, infine, non essere poveri anche noi: poveri di rispetto, di spirito e di amore.

 

Ciao a tutti e grazie.

Barbara

 

 

 * * * * *

 

From:  "Pier"

Date: Thu Jun 7, 2001 1:33pm

Subject:  POVERTA'

 

 

Ragazzi per me non esiste solo la povertà materialema anche la povertà spirituale ed interiore. Colui che effettivamente è povero materialmente a volte lo fa per scelta di vita ben precisa, per fuggire da tutto ciò che ci circonda, dal marciume in cui a volte siamo costretti a vivere e quindi cerca riparo nelle

piccole cose, anche se queste costano non pochi sacrifici.Ma colui che sceglie

questa via, pur essendo povero è felice sia fuori che dentro e dimostra la sua felicità con piccoli gesti. Poi coloro che decidono di rimanere ai bordi della vita, sono legati tra loro da un'unione che è ben più forte delle amicizie dei cosiddetti amici, tra loro sono fratelli di sangue, come in un patto solo sussurrato ma indissolvibile. Quello che invece è povero è colui che viaggia

senza ideali, senza avere scopi nella vita e viaggia nel limbo della totale anonimità. E' colui che sentendosi forte di un piccolo stipendio se ne frega di tutto ciò che gli accade attorno perchè tanto a lui non tange. Ma se nella vita non hai uno scopo da raggiungere a cosa serve vivere? Nella vita sono infinite le mete da raggiungere ma bisogna anche avere lo stimolo per poterlo fare e quindi essere ricchi e non poveri di ideali.

 

Pier

 

* * * * *

 

From: arcierewt 

Date:  (Date Unavailable)

Subject:  Povertà

 

Povertà. Nel XXI secolo questa parola resta saldamente nei vocabolari.Una piccola parola racchiude varie realtà,accomunate tutte da un celato senso di disperazione.

Nella società in cui viviamo tutto è dominato dai soldi,il dio denaro è il motore di tutto e di tutti.

Gli Yankee decidono cosa è giusto e cosa è sbagliato per sei miliardi di persone.

...loro combattono le guerre dell' uomo ricco e si dichiarano fautori della

libertà dei popoli.Lanciano due bombe e poi,come faceva Hitler nel 2° conflitto mondiale,si impadroniscono dell'economia del paese "liberato".. Guardate tutti i milioni di dollari alle imprese americane per la ricostruzione nei Balcani..

Tutti noi siamo complici passivi o attivi di questa gente. Non voglio esclusivamente fare un attacco agli americani, che non hanno neanche la dignità di meritarselo, perchè credo che nessuna corrente politica ormai non miri al potere e al denaro, ora si puo decidere di scegliere quella meno peggiore..Le fark in Colombia lottano per la libertà e la dignità del Paese,ma al tempo stesso gestiscono l'80% del mercato della polvere bianca .

Dopo Santa Clara, Che Guevara rispose così ad un giornalista yankee che gli chiedeva di quale corrente politica fosse la loro rivoluzione:

"Il tremendo problema della nostra epoca è scegliere tra lo stato capitalista,

che affama il popolo,e lo stato comunista, che toglie le differenze sociali,

ma che allo stesso tempo gli nega la libertà. La nostra è una rivoluzione cubana autonoma!" Per porre fine allo sfruttamento dei popoli dell'America Latina

e dell'Africa che dura ormai da cinque secoli, si deve intraprendere una rivoluzione libera da ogni pensiero politico,un cammino che mira a ridare tutto

quello che noi abbiamo rubato alla gente che ogni giorno muore di fame per colpa nostra, incominciando dalla dignità che abbiamo tolto a questi popoli nel corso

dei secoli.Ho capito che il potere e i soldi ti possano  dare una vita

diversa,ma non possono mai riempirtela. Credo che voi, e tutto l'esercito dei soldati straccioni siate le persone più ricche del mondo, una ricchezza che nessun tipo di arroganza o potere potrà mai rubare.Scusatemi se sono stato un pò dispersivo,ma il mio pensiero sulla povertà si è concentrato nelle righe

qui sopra.

Colgo l'occasione per salutarvi tutti nuovamente.

A presto

 

Alessandro

 

 

* * * * *

 

 

From:  "eva0345"

Date: Thu Jun 7, 2001 7:22pm
Subject:  poverta'

 

Ci sarebbero da fare diverse considerazioni.

 

Io credo che la poverta' sia causata prevalentemente da sfruttamenti e violenza. Che poi a pensarci bene vanno avanti di pari passo. Sia da guerre civili, sia da religioni integraliste (vedi le donne che vivono nei paesi tipo Afghanistan)

e da interessi economici.

Se invece vogliamo disquisire sul valore della poverta' ci addentriamo in una campo teorico filosofico e anche cattolico. Vale se per poverta' si intende non essere ricchida far schifo ma avere il necessario per vivere la tua vita,

guardarti attorno fare considerazioni e capire le cose importanti della vita.

Se stai morendo di fame hai voglia di fare considerazioni.... E' chiaro che una persona che ha anche il superfluo, difficilmente capisce diversi problemi di altre persone.

Esempio eclatante i ns. politici (tutti), come puo' una persona che prende 30 milioni al mese capire e provvedere a determinati problemi ? Gente che ha quasi tutto gratis treno aereo cinema teatro cellulare assicurazioni giornali ristoranti ecc...bleah ………     

Che gliene importa se una famiglia non ha i soldi per pagare i libri scolastici delle superiori al figlio ad es...Che importa a loro dell'ambiente e del futuro dei ns. figli (leggi Kyoto), tanto loro male che vada se ne andranno in qualche

posto esclusivo..Che importa .se fra le varie fasce sociali si creera' sempre + dislivello economico, tanto + loro andranno in alto tanto + potranno decidere per gli altri.E invece la liberta' significa la possibilita' di scelta,

quindi pure questo valore viene tolto.

 

Ciao  Mari

 

 * * * * *

 From:  "Teresa"

Date: Thu Jun 7, 2001 7:39pm
Subject:  tema: povertà  

Potrei sottoscrivere tutto quello che è stato detto in chat, tranne che la povertà non sia un valore. E non penso che la mia sia una visione "intimista

e poetica",non se si vogliono ridurre queste parole a una liturgia personale

celebrata esclusivamente per se stessi. Io credo che una lotta cominci da dentro, dal nostro modo di vedere e sentire le cose; credo che i valori vadano testimoniati, più che predicati. E credo che quella della povertà sia una delle

testimonianze più forti. Secondo me, la povertà è sempre una scelta: possono ridurti alla fame, non alla povertà, perchè la povertà è la libertà dai ricatti del mondo. Povertà è essere capaci di non rinnegare se stessi e la propria dignità per un pezzo di pane, è la capacità di rimanere uomini nel lusso come nella miseria. Perchè ci sono persone che venderebbero il proprio fratello

per quel pezzo di pane e altre che dividono persino il pane che non hanno? In fondo, soffrono tutte la stessa fame. Lo ripeto: secondo me, la povertà non riguarda l'avere, ma l'essere.  Vorrei lottare per liberare l'uomo dalla

schiavitù dell'avere o dell'avere troppo poco, ma non vorrei mai privarlo della sua capacità di essere anche senza niente.

 

A presto.

 

Teresa

 

 

* * * * *

 

 

From: “Tash”

Date: Thursday, June 07, 2001 7:45 PM

Subject: intervento sul tema povertà

 

Ciao, riporto il mio intervento nella chat di ieri.

E' difficile parlare di povertà...proprio io poi che sono una privilegiata dalla vita!... Nel vangelo è scritto "beati i poveri di spirito", e io ci credo molto perché l'umiltà e la semplicità d'animo sono qualità grandissime,valori universali. Si potrebbe parlare di povertà di valori,di idee o di ideali ma ho voluto pensare soprattutto alla povertà materiale, che è un affronto alla dignità umana; può sembrare un discorso banale... spesso il povero provoca un senso di disturbo, di fastidio, di rifiuto..e viene molto facile chiudere gli occhi e pensarla una realtà lontana da noi, invece capita che il povero è chi incontriamo tutti i giorni, e non lo capiamo perché siamo troppo distratti,

troppo presi da noi e dai nostri problemi che sono i più gravi del mondo.

Non parlo per luoghi comuni vi dico, vergognandomene profondamente, che può capitare e che mi è capitato...può capitare di umiliare, anche involontariamente e inconsapevolmente, con un atteggiamento o con una frase, chi è più debole.

Allora è necessario prestare la massima attenzione,  forse si può riflettere di più sul povero come persona, sul fatto che non ha scelto di esserlo, che la sua

condizione non può essere solo una fatalità ma è il risultato delle azioni di altri uomini, anche delle nostre. Non ho soluzioni o definizioni da dare ma per come la vedo io forse la povertà può diventare un valore se la intendiamo come testimonianza di una grandissima ingiustizia che ci deve spingere a lottare per

costruire qualcosa di migliore ma soprattutto a lottare per combattere e rifiutare il privilegio, sempre,anche se è difficile.

 

Alessia

 

 

* * * * *

 

From:  "a3nino"

Date: Thu Jun 7, 2001 11:56pm
Subject:  R: [capitanoultimo] poverta'

 

Il mio contributo al tema della ultima chat parte da un brano evangelico, quello in cui si racconta della maria maddalena che spande olio profumato sui piedi e sul capo di un Gesù stanco per dargli ristoro. Giuda interviene e dice che vendendo quell'unguento profumato si potrebbero ricavare dei soldi per aiutare i poveri. Gesù gli replica che cmq quei soldi non sarebbero sufficienti e che cmq ora in quel momento oggetto delle attenzioni amorevoli è lui stesso perchè

domani non ci sarà più..Ecco mi sembra questo uno modo splendidamente sintetico di illustrare il problema sotto il profilo metodologico. Occuparsi della povertà dell'universo mondo significa occuparsi di un problema impossibile da risolvere e quindi in sostanza significa non occuparsene.Allora voglio rivolgere l'attenzione a chi è povero qui vicino a me...in una dimensione che mi sia accessibile e di fronte alla quale non posso avere alibi. Il luogo dove vivo è caratterizzata da un elevato tenore di vita per cui poveri sono quelli che non

possono permettersi il lusso generale...

è una condizione positiva o negativa?.. sicuramente se la povertà viene vista come mancanza di qualcosa che si reputa necessaria allora è negativa..ma per

uscire dal relativismo inconcludente possiamo individuare quei bisogni fondamentali la cui mancata soddisfazione equivale ad autentica povertà;

le altre mancanze costituiscono si povertà, ma dello spirito, quello che mi interessa in particolare sottolineare in questa sede è che, volgendo l'attenzione anche alle regioni meridionali, spesso la povertà denota un atteggiamento negativo interiore, nel senso che si percepisce la propria vita

come vuota in mancanza della disponibilità di determinati beni e servizi.

E’ notorio che per molte persone un matrimonio senza sfarzo non è un matrimonio e da qui i debiti mostruosi per le celebrazioni.

La povertà così intesa allora è brodo di coltura della cultura mafiosa, laddove il possesso di beni e servizi e l'acquisizione di un determinato status sociale

vengono visti come meta e traguardo irrinunciabilia cui sacrificare ogni cosa.

 

Antonino

 

 * * * * *

 

 

From: “ Nah”

Date: Fri Jun 8, 2001 10:48pm
Subject:  Tema: Povertà

 

I valori sono dentro di noi, non fuori. Il rispetto per l'altro deve prescindere

dalla condizione economica di ciascuno. Tutto questo ha poco a che vedere con la povertà materiale.

Associata alla povertà c'è spesso la violazione dei diritti umani fondamentali.

Provate a dire ad un padre:" I tuoi figli non hanno da mangiare, sono  malati e non puoi curarli....ma voi avete dei valori."

Gli unici "valori" che riesco a vedere in tutto questo sono quelli della sofferenza, della rinuncia, della frustrazione. Quello  che queste persone non hanno è la possibilità di scegliere, e non mi riferisco ad un modello di auto piuttosto che un altro.

Le scelte di cui parlo sono quelle di avere almeno una piccola possibilità di "decidere" come impiegare la propria esistenza. Quella di queste persone è già segnata....E non lo hanno deciso loro. Possiamo discutere una vita su chi siano i burattinai della distribuzione economica, dell'indottrinamento al consumo,

di politiche sociali più o meno idonee e via discorrendo.

Parliamo di globalizzazione, ma non vediamo la paura e la sofferenza del nostro vicino di casa. E' da lui che dobbiamo iniziare, da chi chi  ci vive accanto ogni giorno. La solidarietà, il volontariato, l'amicizia e quanto altro è nelle nostre possibilità, toccati con mano, valgono più molti progetti planetari.

L'esempio dell'azione ( se pur piccola) vale più di un trattato ed è più contagiosa di un fiume di parole. Non sentirsi soli ed abbandonati al caso ti da

la forza di lottare. Una volta ho detto ad una persona "Da bambina ero megalomane: volevo cambiare il mondo. Non ci sono riuscita...ma almeno non è riuscito a cambiarmi."

In seguito ho riflettuto su questa frase...Sapete cosa significava in realtà....che mi stavo arrendendo.

L'ho cambiata ed è tornata la stessa frasedi quando ero bambina.

 

Ciao a tutti

 

Nah

 

 * * * * *

 

 

From:  "Teresa"

Date: Fri Jun 8, 2001 11:39pm
Subject:  povertà

 

Vi ringrazio di darmi l'opportunità e lo stimolo per tornare sui miei pensieri attraverso i vostri;  mi rendo conto che, a volte, ho come dei bozzoli in mente

che devono prendono forma col tempo. Parlando di povertà, è impossibile non confrontarsi con l'esperienza cristiana. In chat, istintivamente, mi è venuto spontaneo citare l'esempio di san Francesco d'Assisi:

un povero per scelta, senza dubbio, e quindi un vero povero. Avrei potuto ricordare povertà più recenti e altrettanto nobili, come quella di Madre Teresa di Calcutta, ma non credo che avrei aggiunto niente: la radice di queste scelte è comune e alcune mail che ho letto mi hanno spinto a tornare a questa radice.

Ho, quindi, ripreso in mano il testo delle beatitudini evangeliche

e ho immaginato quella folla sterminata in attesa di una parola che restituisse il significato alla vita e alle sue iniquità. Ciascuno può leggere questi versetti e maturare in sè la sua idea di povertà "beata": anche i non credenti,

penso, dovrebbero avere la curiosità di conoscere l'origine della

scelta coraggiosa di tanti poveri del nostro tempo. Personalmente, ho condiviso un commento di mons. Gianfranco Ravasi che mi pare si possa ben adattare anche ad un'etica laica e che vi trascrivo sinteticamente affinchè il mio  pensiero risulti un po' meno "informe": "Le Beatitudini, che aprono il celebre Discorso

della Montagna (Mt 5-7), sono indirizzate ad un mondo di persone aperte e disponibili, non arroccate sulla forza del loro prestigio o sulla potenza dei loro beni o sulle poltrone che occupano. (...) La prospettiva di fondo dell'atteggiamento religioso proposto dal Cristo è definito da tre espressioni simili tra loro:"i poveri", "i puri di cuore", "i miti". "Povertà nello spirito" evoca una disposizione globale. La precisazione di Matteo "poveri in spirito"

 (...), lungi dall'essere una generica spiritualizzazione della beatitudine per renderla meno realistica e più inoffensiva, puntualizza il senso radicale inteso da Gesù: la sua proposta richiede un impegno continuo e sistematico a sottrarsi

alla tentazione dell'autoaffermazione che la ricchezza-idolatria suggerisce all'uomo (...). Beati anche i "puri di cuore". Il "cuore" è la coscienza,

la sede dei pensieri, della volontà e degli affetti umani;ed è anche il punto di partenza delle decisioni e quindi delle azioni.La purezza è la trasformazione del "cuore di pietra", insensibile ed ottuso, in un "cuore di carne", vivo e palpitante."

A questo punto, mi permetto di ribaltare la domanda che è stata fatta in chat:

chi può dire che la povertà non sia un valore? Vi abbraccio tutti.

 

Teresa

 

 * * * * *

 

From:  Tritemius

Date: Sun Jun 10, 2001 5:30am
Subject:  Elogio della Poverta'

Elogio della Poverta'

 

La poverta' e' la condizione naturale dell'Uomo, o almeno cosi' dovrebbe essere.

Prima che la pubblicita' iniziasse a marciare col passo dell'oca nelle nostre teste, era evidente a tutti che l'uomo saggio non e' colui che ha tutto, bensi' colui che a tutto puo' rinunciare. In questa rinuncia vi e' la sostanza della nostra liberta'.

Noi poveri, meravigliosi straccioni!

Anche qui nell'Occidente dorato e moralmente miserabile, perche' la poverta' non e' solo economica e materiale ma spirituale.

 

Anche noi, che abbiamo di tutto di piu',in realta' non siamo che poveri automi narcotizzati e ipnotizzati,vestiti di nulla, al guinzaglio dei bottegai globali  con le mani pulite e la faccia da galera.E in questa strana dittatura, il cui ambasciatore e' Topolino e il cui mantra silenzioso e subliminale e' produciconsumacrepa,la poverta' diventa il crimine piu' orrendo.

La poverta' e' la nostra ricchezza e la nostra liberta', una immane sfida contro i prepotenti della Terra, una tremenda testimonianza del disastro dell'ideologia senza volto e senza anima.  Merita quindi un grande elogio la poverta',

motore inarrestabile del riscatto di un'Umanita' senza piu' dignita', senza piu' misura, senza piu' equilibrio: senza piu' scampo. Alla banda di bruti che governano i nostri destini,che conoscono il prezzo di tutto e il valore di nulla, contrapponiamo la nobilta', la dignita', lo sguardo fiero, invincibile e rivoluzionario della stirpe dei senza re.

 

 

trtms

 

 

* * * * *

 

From:  "Serena"

Date: Sat Jun 9, 2001 5:30pm
Subject:  Povertà

 

Penso sia troppo restrittivo parlare di quest'argomento solo dal punto di vista della povertà materiale o solo per quanto riguarda la povertà di spirito delle

persone. Invece, penso che tra le due cose vi sia un rapporto di causa-effetto. Mi spiego.

Le persone povere, volendo usare la parola in senso figurativo, sono senza valori, vuote nell'animo e negli intenti. Sono persone che fanno del loro credo

la violenza, la cattiveria, la sete di potere, i soldi, l'arroganza e tante altre cose. Questi individui sono la causa della povertà di tanti popoli africani e non, costretti a vivere della nostra elemosina, della nostra compassione.

La povertà più crudele è la povertà che ristagna nei villaggi del terzo mondo. La povertà vera è quella che tutti noi vediamo, in tv, nei documentari delle

comunicazioni sociali della presidenza della repubblica o di qualche altro gabinetto, quando ci sediamo a tavola per mangiare. La povertà è quella che i grandi della terra prenderanno a calci nel prossimo G8.

Sono completamente d'accordo con Filippo: "Sono poveri perché gli stati uniti e l'Europa hanno monopolizzato tutte le risorse della loro terra".   A NOI FA COMODO LA LORO CONDIZIONE DI POVERTA'.

Purtroppo a parole siamo tutti schierati "contro la povertà",ma sono pochi quelli che "fanno i fatti". E io sono una della "maggioranza"!Spero di essermi riuscita a spiegare.

 

Alla prossima!

Serena

 

 

* * * * *

 

 

From:  "ultimo"

Date: Sat Jun 9, 2001 11:07pm
Subject:  Re: Elogio della Poverta' -ultimo-  

 ..... quello che per loro è un premio, per noi è una punizione e quello che per loro è una punizione per noi è un grande regalo!!!

La povertà è la forza, nel bene e nel male. Nella povertà e nel nome della povertà abbiamo combattuto lo sfruttamento e l' oppressione, la miseria e la disperazione.

I "senza Re" gli haker, sono stati grandi , li abbiamo sentiti vicino quando hanno messo in dubbio l' idea che la musica potesse avere un prezzo, che la rete potesse avere un padrone, e li abbiamo visti grandi perchè hanno scelto la libertà nella povertà rifiutando il servilismo nell' agiatezza; e di questo li ingrazierò sempre!

E abbiamo visto i colori dell' arcobaleno splendere negli occhi del popolo andino, anche quando muore di fame, anche quando non ha niente, stringe sempre i colori dell' arcobaleno nelle vesti e nel cuore, questa è la loro poesia, ed è una poesia antica,  ribelle e antagonista che brucia nelle coscienze e nella realtà perchè è azione e realismo e concretezza. Non è la sopportazione dell' ingiustizia  che celebriamo, non è lo sfruttamento e l' alienazione che vogliamo sostenere, ma il rifiuto dei valori dell' opulenza,  del benessere basato sullo sfruttamentoe sull' alienazione, la lotta oggi è nel rifiuto della competizione, nel rifiuto del benessere e della "carriera". Per questo la povertà è una rivoluzione,ed è una rivoluzione senza padroni,perchè ha radici antiche, nella

povertà ho trovato solidarietà e quella solidarietà per me è stata immensa.

Non la dimenticherò e non la tradirò. Amiamo la povertà , i valori della povertà , perchè vogliamo combattere chi sfrutta la povertà, chi alimentala povertà,

chi strumentalizza la povertà.

E in questo amore,  azione e poesia sono la stessa cosa, perchè il nostro compito è quello di trovare la poesia che è nelle cose e portarla nelle azioni dell' uomo che irrazionalmente cerca di negarla,perchè la teme, perchè non la può gestire e non la può comprare.

  

ultimo

 

 

*  *  *  *  *

 

 

From:  "Barbarahit"

Date: Mon Jun 11, 2001 4:40pm
Subject:  Povertà. Le mie conclusioni ...aperte...

 

La povertà è il frutto marcio dell'ingiustizia,  non ho dubbi. E contro queste ingiustizie è necessario e obbligatorio lottare. Ma è anche un fatto spirituale e, aggiungerei, culturale. In questo occidente despiritualizzato, ci si sente poveri se non si ha il possesso. Possedere è la nostra mania: oggetti, visibilità, perfino l'amore delle persone. La carriera, l'agiatezza a tutti i costi (il servilismo è solo il prezzo più comune che molti sono disposti a

pagare senza battere ciglio), il divertimento più banale sono il nostro dio quotidiano. Povertà è anche vivere sulla superficie delle  cose. Stiamo perdendo il profondo legame con il senso più vero della nostra umanità e della nostra vita. Che è, secondo me, essere.  E' possibile essere felici anche se non si possiede quasi nulla. Essere consapevoli e capaci  di  provare una sensazione,

 di scorgere il bello intorno a noi, di leggere nel cuore di un

altro, di sentirsi in sintonia con un cane, con un falco, con un pezzo di montagna, con una balena, con un albero. La dignità e la vera libertà possono trovarsi anche, e a volte soprattutto, nella povertà materiale. Possedere

oggetti ci appesantisce. Tendiamo a difenderli ad ogni costo,

tendiamo a mostrarli e a vantarcene, tendiamo ad accumularli. E dimentichiamo la vera essenza di noi stessi e della vita nella quale siamo immersi.

Però, ed è un però grande come una casa, questa deve essere una scelta il più possibile consapevole. Una conquista, al limite, culturale e spirituale. Non può essere una condizione senza speranza alla quale si è condannati fin dalla nascita dall'ingiustizia che governa il nostro mondo. In troppi casi la povertà

 è una condanna a vivere tutta la vita lottando per uscirne, senza avere la possibilità di vedere altro che la propria fame, la propria malattia, la propria

solitudine. Padre Alex Zanotelli, una delle persone più belle e ricche dentro che io abbia mai visto e che da anni vive in una delle borgate più povere di Nairobi, ha parole durissime contro la povertà che ha intorno e che vede come una maledizione. Perfino Dio, dice, ha orrore di quella povertà che troppo facilmente diventa miseria anche morale. E punta il dito contro i colpevoli.

Perchè i colpevoli ci sono e vanno individuati, vanno combattuti. E non sono solo le singole persone o i singoli atteggiamenti, ma sono le società e i

modelli culturali ed economici che noi contribuiamo a far vivere. Combattere questa povertà, che è materiale per il mondo e spirituale per noi stessi, dovrebbe essere la nostra lotta quotidiana.  E mi riallaccio al mio intervento in chat. Si possonofare cose, tante

cose.

 

 

Ciao. Barbara

   

 

*  *  *  *  *

 

From:  "Alessia"

Date: Sat Jun 9, 2001 2:47pm
Subject:  gli interventi

Ho letto con molto interesse gli interventi sul tema povertà, ognuno di noi ha visto il tema da un'angolazione diversa e ognuno di noi ne ha sottolineato un aspetto...

Povertà limite o valore? Non c'è stata una risposta univoca o definitiva, per fortuna! Ho capito che veramente la verità è fatta di tanti pezzettini, che la mia verità senza la vostra è una cosa piccola, ho capito che veramente è importante parlare e confrontarsi, perché altrimenti rischiamo di restare di un

solo colore, che può essere molto bello, ma che è sempre poco rispetto all'arcobaleno! insomma, passatemi la metafora ...volevo dire che le cose che ho scritto nel mio intervento per  me sono assolutamente vere ma sono contenta di

aver trovato nei vostri quelle riflessioni altrettanto vere che io non avevo fatto e che rischiavo di perdere o sottovalutare. Perciò vi ringrazio e vi invito

a scrivere sempre!

 

 Alessia


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