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GRUPPO
CAPITANO ULTIMO
DOCUMENTO DI AZIONE E DI POESIA
Data:
28 Giugno
2001Ora: 9:30PM
- 11:30PM
Tema:
Globalizzazione
- Ambiente.
Roberto
Ferrigno "Robin" ambientalista
- relatore. Approfondimenti,
domande, scrivi
il tuo pensiero,
disegna la tua
libertà e
difendila!! Partecipa,
scrivi un tuo
pensiero e
lancialo sulla
ML, combatti l'
indifferenza, la
paura, la
diffidenza, fai
vincere la
solidarietà, il
coraggio di
essere
semplicemente se
stessi. <open> PRESENTAZIONE
DEL RELATORE Roberto
Ferrigno, 40
anni, romano,
da molti
anni dentro
Greenpeace
International
per conto della
quale è stato
il responsabile
della
campagna
contro il
traffico
internazionale
di rifiuti. Su
questo tema ha
collaborato
anche con molte
procure
italiane.
Attualmente vive
e lavora
a Bruxelles dove
è anche esperto
del Comitato
Economico e
Sociale
della
Commissione
Europea , un
organo
consultivo del Parlamento
europeo che
rappresenta le
parti sociali
(e cioè
industria,
sindacati e
società civile)
e ha il compito
di
fornire
pareri sulla
legislazione
proposta dalla
Commissione
Europea al
Parlamento. E'
anche consulente
di singoli
parlamentari
europei
su temi
di politica
ambientale e
welfare e
collabora con
una nuova
organizzazione
statunitense che
raggruppa alcune
ong (organizzazioni
non governative)
impegnate sul
tema
ambiente-salute. C'è
da sottolineare
che questa
connessione tra
protezione
dell'ambiente
uguale
protezione della
salute è la
base del Piano
di azione
ambientale
2002-2010 appena
approvato dalla
Commissione
Europea. From:
Roberto Ferrigno Date:
Wed Jun 27, 2001
1:25 pm Subject:
globalizzazione
e spazzatura:
una prima
domanda Sono
Roberto e ho
visto che
qualcuno ha gia'
parlato un poco
di me,
anche
ringiovanendomi.
Grazie. Ho 43
anni e da 10 ho
lasciato
l'Italia
per seguire un
sogno. Vengo
dagli anni '70,
che forse per qualcuno
di voi
significano
l'infanzia. Per
molti della mia
generazione
ha significato
non domandarsi
mai da dove
venissero gli
anni e
dove andassero a
finire.
L'importante era
assolutamente
poter continuare
a sognare. Per
questo ci siamo
battuti, sempre.
A livello
globale.
In effetti la
parola "globalizzazione",
per l'uso che se
ne
fa di
questi tempi,
bisognerebbe
rifiutarla.
Essenzialmente
di globale
oggi sul nostro
pianeta c'e'
solamente la
circolazione del
denaro ed
in misura
minore, di
merci,
tecnologie,
rifiuti, esseri
umani,
animali vivi o
morti, virus. Il
resto sconta
ancora dei
limiti,
siano essi
fisici o morali,
che pero'
garantiscono la
differenza,
la diversita',
la possibilita'
o necessita' di
essere
curiosi,
di non aver
paura e di farsi
delle domande.
Ecco allora la
prima
risposta al
fracasso
mediatico e
opportunista
sulla
"globalizzazione".
Parliamo di
soldi per
favore. Vediamo
chi li
ha, come
e dove li muove,
li traffica, li
manipola e
ricicla - non
sempre
spendendoli ma
semplicemente
facendoli
svanire
attraverso
transazioni
fittizie -
scommesse sui
differenti tassi
di cambio delle
monete
che oggi possono
mettere in
ginocchio intere
nazioni o
regioni.
E' accaduto in
Tailandia,
Corea,
Argentina,
Messico,
Brasile,
Russia,
Turchia.... E
sempre di piu' i
giochi
finanziari e
monetari sono
decisi da pochi
soggetti -
proprio il
contrario di
quello
che vorrebbero
farci credere i
cantori della
"globalizzazione".
La poverta', al
contrario, si
estende.
Aumentano
i poveri nelle
nazioni piu'
ricche,
diventano ancora
piu'
miserabili
quelli del resto
del pianeta.
Questione di
soldi, dunque,
e del
potere ad essi
correlato.
Quando abbiamo
visto partire le
prime
navi
cariche di
rifiuti
pericolosi verso
Nigeria,
Romania,
Venezuela,
Turchia,
era il 1987, si
trattava di un
puro scambio
finanziario:
rifiuti
per soldi.
Quando abbiamo
cominciato ad
investigare su
uomini
e
societa' che
organizzavano le
spedizioni, si
finiva sempre in
Svizzera
o Lussemburgo,
presso fiduciari
e banche che, in
diversi
casi,
alcuni anni
dopo, sono
finiti sulle
pagine dei
giornali per la
corruzione
ed il
finanziamento
illecito di
partiti politici
italiani
ed
esteri, per
collegamenti con
la criminalita'
organizzata,
riciclaggio di
denaro sporco,
traffico di armi
e droga. A
nostro
modo,
cominciavamo a
scoprire la
faccia nascosta
della
globalizzazione,
la rete di
potere costruita
ed alimentata
dai
movimenti
finanziari su
scala globale
che, nel corso
degli anni,
hanno
portato ai
cosiddetti
"paradisi
fiscali"
caraibici,
Panama,
Irlanda,
Isole del
Canale, British
Virgind Islands,
Honk Kong,
Montecarlo,
dove e'
praticamente
impossibile
conoscere chi
sono i
reali
beneficiari
delle somme di
denaro versate
per far
"sparire"
i
rifiuti
dalla vista dei
bravi cittadini
- pardon -
consumatori, dei paesi
ricchi. Per non
parlare di
politici e
mafiosi. Con
affanno, i
governi europei
hanno allora
cominciato a
parlare di
riciclare,
riutilizzare,
produrre meno
sostanze
pericolose per
diminuire la produzione
di rifiuti.
Balle: secondo
l'Agenzia
Europea per
l'Ambiente, la
produzione
totale di
rifiuti in
Europa continua
a
crescere
- 10% in piu'
nel periodo
1990-95. Il
risultato e' che
trafficanti di
rifiuti del
bergamasco,
pluricondannati
per reati
contro
l'ambiente - in
sede civile
perche'
intossicare
laghi, mari o
foreste in
Europa non e'
reato penale -
che hanno
iniziato 15 anni
fa
col
furgoncino di
seconda mano e
che mai hanno
gestito un
impianto di
smaltimento ma
solo societa' di
trasporto ed
intermediazione,
oggi
trattano
con societa'
finanziarie tra
Dublino, Panama
ed Honk Kong e
vedono i
loro soldi
gestiti da
finanziarie
svizzere con
solidissimi
legami
politici sia a
Lugano che
altrove.
Controlli?
Nessuno.
Proteste?
Pochissime.
Qualcuno puo'
essere veramente
sicuro di dove
finisce
la propria
spazzatura
nell'era della
globalizzazione?
Questa potrebbe
essere la prima
domanda da
porsi, almeno
per quanto
riguarda
da dove
partire per
cercare di
agire.
Personalmente,
tanti anni fa,
ho
assistito
all'apertura di
un bidone
arrugginito
spiaggiatosi
sulle coste
turche del Mar
Nero. Era pieno
di stracci
impregnati di
solventi,
barattoli di
vernice vuoti,
terra
contaminata e....
scontrini
fiscali e
fatture di
lavanderie
veneziane.
Quello era solo
l'inizio. Roberto LA
CHAT Robin:
Io ho lavorato
solamente su un
pezzettino
piccolo delle
grandi questioni
ambientali,
quello dei
rifiuti. Certo,
li abbiamo visti
partire ed
arrivare a
migliaia di km
di distanza, in
Paesi distanti e
soprattutto
poveri. C'è una
logica in tutto
questo ed è la
logica che muove
la
globalizzazione
finanziaria di
cui oggi molti
parlano a
sproposito, ma
che comunque
rimane il
fattore primario
che muove tutto: economia,
mercati e
purtroppo anche
la politica,
qualcosa che
dovrebbe servire
gli interessi
generali, ma che
ormai è ridotta
alla difesa
degli interessi
dei più forti. Seguendo
le rotte dei
rifiuti dei
paesi più
industrializzati,
abbiamo seguito
in realtà i
canali
attraverso i
quali si muovono
enormi capitali,
soldi che
vengono nascosti
non solamente
alle autorità
fiscali
nazionali, ma
che non
risultano in
nessuna
transazione
ufficiale. Soldi
che
semplicemente
non esistono e
che vengono
utilizzati per
ogni tipo di
mercato. Oggi
rifiuti ,
tecnologie,
prodotti
soprattutto
pericolosi
segnano una
strada a senso
unico viaggiano
verso i paesi più
poveri e questa
verità
contraddice
molte delle
verità sui
benefici comuni
della globalizzazione. Lo
stesso succede
per esempio per
le piante
geneticamente
modificate. Queste
vengono vendute
come la
soluzione finale
al problema
della fame nel
mondo. In
realtà sono il
mezzo finale per
asservire a
pochi gruppi
agro-
industriali l'
intero mondo
agricolo dei
paesi poveri che
costituisce
ancora la fonte
primaria di
sopravvivenza,
reddito e
conservazione di
tradizione e
culture
differenti da
quelle della
globalizzazione. Potremmo
dire che questa
ondata di
omologazione
soprattutto nel
campo agricolo
ed alimentare è
il culmine del
dominio dei
paesi
industrializzati
(sette o otto)
sul resto del
pianeta. Dai
rifuti tossici
siamo passati al
mais transgenico,
ma la logica
impeccabile , è
la stessa. Filo:
non ho capito in
che modo il
processo di
globalizzazione
possa causare
traffico
internazionale
di rifiuti, non
c' era già
da prima? Robin:
Il traffico dei
rifiuti verso l'
Africa il Sud
America e l'
Asia inizia alla
fine degli anni
80. La
logica che lo
muoveva era
quella di
risparmiare
soldi per lo
smaltimento nei
paesi
produttori,inviando
i rifiuti in
zone povere,
spesso al solo
costo della
corruzione di
pubblici
ufficiali
locali, i
rifiuti hanno
quasi sempre
aperto la strada
ad altri
traffici e
commerci, spesso
, anzi erano
inviati dalle
stesse società
che esportavano
elettrodomestici
o altremerci. Eva:
vorrei ritornare
a chiedere su
quello che
riguarda la
dipendenza da
OGM, posso? Robin:
Si,
certo. Le
multinazionali
stanno
investendo in
ricerche che
finanziano le
biotecnologie
orientate allo
sviluppo di
metodi di
produzione
agricola che
rendano gli
agricoltori
dipendenti
dall'industria,
essenzialmente
togliendo
all'agricoltore
il possesso del
seme da
coltivare e
introducendo un
diritto di
proprieta' sulle
sementi. Barbara:
A questo
proposito ho una
notizia. In
Canada la
Monsanto ha
vinto una causa
contro un
contadino, che
aveva piantato
involontariamente
dei semi di
colza di cui la
multinazionale
deteneva il
brevetto. Lo
hanno denunciato
e la
corte lo ha
ritenuto
colpevole. La
brevettabilita'
della vita e'
uno degli
argomenti contro
cui si batte il
movimento
antiglobalizzazione. Teresa:
Forse
bisognerebbe
educare di piu'
al valore della
biodiversita'. Robin:
Esatto, la
differenza e'
oggi un valore
da difendere e
promuovere. Eva:
A Ravenna
vogliono
impiantare uno
stabilimento
della Monsanto
per la
produzione del
glifosate, se
non ho capito
male poi anche i
prodotti saranno
specifici,
quindi doppio
legame? Robin:
Il glifosate e'
un
antiparassitario
che si innesta
nella soia per
modificarla
geneticamente. In
pratica si
utilizzano delle
sementi
geneticamente
modificate, poi
bisogna usare il
fertilizzante
specifico,
quindi il seme e
il suo
fertilizzante
vengono prodotti
entrambi dalla
stessa
multinazionale
che detiene poi
il diritto di
proprieta' del
seme, quindi
alla fine del
raccolto stesso
devono poi
tornare alla
stessa
multinazionale. Trtms:
Io vorrei capire
bene la
questione del
protocollo di
Kyoto. Cos'e' il
protocollo di
Kyoto? La
posizione Usa e
quella Europea. Robin:
In due parole,
Kyoto si propone
di stabilizzare
per poi
diminuire
progressivamente
le emissioni di
gas inquinanti
che provocano il
riscaldamento,
in prima battuta
l'anidride
carbonica che
viene emessa sia
dagli impianti
industriali,
centrali
elettriche,
automobili,
riscaldamenti
domestici che
bruciano
combustibili
fossili
(petrolio e
carbone). La
UE si e'
impegnata a
ratificare il
trattato di K. e
a ridurre le
emissioni di gas
serra, gli Usa
invece no,
soprattutto per
la necessita' da
parte delle
industrie di
investire in
tecnologie meno
inquinanti e ne
risparmio
energetico. Barbara:
Bush vorrebbe
anche riprendere
il nucleare.
Questo ci
riporta alle
scorie, ai
rifiuti,
all'Africa e
allo scambio
armi-scorie. E'
un rischio
serio? Perche'? Robin:
Gli Usa hanno
sempre affermato
di voler
mantenere aperta
ogni
possibilita' per
lo smaltimento
di rifiuti
nucleari e hanno
fatto lo stesso
per quanto
riguarda i
rifiuti tossici.
Questo anche
prima di Bush 2. Pier:
I rifiuti
viaggiano verso
i paesi più
poveri. Quali
sarebbero le
proposte per
effettuare lo
smaltimento
diversamente?
Oppure
come
potrebbero
essere riciclati
per creare
ulteriori fonti,
per esempio, di
energia? Robin:
Innanzitutto
bisognerebbe
produrre meno
rifiuti,
soprattutto
quelli
pericolosi.
Esperienze
condotte in
diversi settori
industriali
(meccanica,
chimica,
siderurgia),
tradizionalmente
grossi
produttori di
rifiuti
pericolosi,
hanno mostrato
che si può
raggiungere fino
al 50 per cento
di riduzione nei
primi cinque
anni. La
prevenzione è
considerata
prioritaria
dalle politiche
comunitarie di
gestione dei
rifiuti. Poi
vengono
riciclaggio e
riuso,
l'utilizzo per
la produzione
energetica
(incenerimento)
e solo per
ultimo lo
smaltimento in
discarica. Bisognerebbe
solo passare
dalla teoria
alla pratica.
Anche perché
nel periodo
'90-'95 in
Europa la
produzione di
rifiuti è
aumentata del 10
per cento. Tash:
Studi sulle
piante
geneticamente
modificate
e danni
alla salute:
sono stati
effettuati? E
che grado di
attendibilità
hanno? Robin:
I comitati
scientifici
della
Commissione
Europea e dei
governi
nazionali e i
centri di
ricerca delle
industrie hanno
fatto e fanno
degli studi in
questo senso.
Tuttavia, in
genere, gli OGM
sono sul
mercato da
troppo poco
tempo per poter
fare una
valutazione
scientifica
attendibile. Per
questo
attualmente
esiste una
moratoria
generale in
Europa sulla
commercializzazione
degli OGM e
sulla loro
immissione
nell'ambiente.
Il problema è
che USA, Canada
e Australia
riconoscono il
principio di
equivalenza
sostanziale
secondo cui a
parità di
livelli
nutrizionali non
esiste
differenza tra
cibo OGM e cibo
convenzionale.
Ma loro vogliono
esportare da noi
e quindi sono
contro la
moratoria. E
potrebbe nascere
un problema con
il WTO. Tash:
Quanto potrà
durare questa
politica? Le
ripercussioni
non sono più
dell'ordine di
migliaia o
centinaia di
anni. I disastri
li stiamo già
vivendo. E' così
impossibile
cambiare logica?
Investire in
tecnologie meno
inquinanti e nel
risparmio
energetico, non
porterebbe
successivamente
un guadagno?
Come si fa a
scegliere
consapevolmente
la morte? O sono
troppo ingenua? Robin:
Il guadagno deve
essere sempre più
immediato.
Investimenti in
tecnologie
pulite e
risparmio
energetico sono
possibili e la
politica europea
si sta
orientando in
questo senso a
partire dagli
ultimi dieci
anni ma solo per
determinati
settori che non
influiscono in
modo
determinante nei
cambiamenti
strutturali che
sarebbero
necessari da
parte delle
industrie. Ultimo
cavaliere:
La
globalizzazione
è solo danno,
spreco,
oppressione…oppure
ha qualche lato
positivo? Robin:
Il lato negativo
è che per
globalizzazione
si intende
solamente libertà
di circolazione
del denaro. Il
lato positivo è
anche dato dal
fatto che siamo
qui stasera a
parlarci, cosa
che non sarebbe
stata possibile
fino a pochi
anni fa...Il
fatto è che il
controllo sia
del denaro che
della tecnologia
è molto
ristretto,
bisogna
affrettarsi a
riempire gli
spazi,
utilizzare le
possibilità,
affermare il
nostro
controllo. Ultimo
Cavaliere:
Globalizzazione
potrebbe voler
dire tutti i
bambini del
mondo a scuola,
meno lavoro
minorile (come
succede qua da
noi) o sono solo
belle utopie? Robin:
Penso che
comunque la
globalizzazione
intesa come
armonizzazione
di politiche
viene in realtà
decisa in sedi
internazionali;
la
globalizzazione
come strumento
di
armonizzazione
della società
civile viaggia
attualmente coi
mezzi di
comunicazione
che in effetti
rendono paesi
lontani
partecipi di
situazioni che
altrimenti
rimarrebbero
completamente
oscurate. Malkavian:
La prima cosa
che mi
piacerebbe
chiedere è
quale' è la su
aopinione sugli
OGM. Vorrei
sapere in
particolare se
ritiene che
siano solo un
nuovo strumento
di profitto in
mano alle
multinazionali. Robin:
su questo siamo
d'accordo. Malkavian:
ma avete prove
del fatto che
siano nocivi per
la salute? Robin:
Come abbiamo già
detto prima, non
ci sono
attualmente
degli studi che
in un senso o un
altro
determinino la
dannosità degli
OGM, tuttavia
esiste anche un
deficit nella
conoscenza dei
metodi di
individuazione
di questi
effetti, anche
perchè gli
investimenti
delle
multinazionali
non sono
orientati in
questa
direzione. Malkavian:
E' appurato e
ovvio che
introdurre nuove
specie
modificate
geneticamente
dalla mano
dell'uomo si
creano squilibri
ambientali perchè
si modifica
l'ecosistema.
Però non so se
ritenere che
questi OGM
possano avere un
effetto diretto
sul corpo umano. Purusha:
vorrei sapere
come si colloca
Greenpeace sulla
globalizzazione. Robin:
Greeenpeace non
ha una politica
specifica contro
la
globalizzazione,
ha delle
posizioni in
specifici ambiti
politici come lo
smaltimento dei
rifiuti, le
biotecnologie,
la pesca, il
cambiamento
climatico, la
protezione delle
foreste...in
questi ambiti
greenpeace
sostiene alcuni
principi cardine
come difesa
della diversità
biologica, i
metodi di
coltivazioni
agricola
tradizionali nei
Paesi del sud
del
mondo...tutto
questo
contribuisce
alla lotta
contro la
globalizzazione.
Penso che
comunque la
globalizzazione
intesa come
armonizzazione
di politiche
viene in realtà
decisa in sedi
internazionali.
La
globalizzazione
come strumento
di
armonizzazione
della società
civile viaggia
attualmente con
i mezzi di
comunicazione
che, in effetti,
rendono paesi
lontani
partecipi di
situazioni che,
altrimenti,
rimarrebbero
completamente
oscurate. Mi24:
Alla fine, cosa
è la
globalizzazione?
Robin:
Dipende,
se intesa in
senso politico
ed economico
la
globalizzazione
è un mezzo di
apertura verso
nuovi mercati
finanziari a
vantaggio dei
paesi
industriali e
quindi le
popolazioni ad
avere la peggio
sono quelle più
povere. Però
esiste anche la
globalizzazione
come mezzo di
comunicazione e
scambio tra
paesi lontani
con realtà
molto
differenti. E'
che siamo su due
livelli
differenti e
incompatibili,
in lotta tra
loro. C'è una
lotta in corso
tra due
concezioni di
vita. MI24:
Se veramente la
situazione è
così
complicata, la
lotta è solo da
un lato. Robin:
Credo che la
lotta sia
oggettivamente
solo da un lato. Approfondimenti
sulla Mailing
List
From:
"a3nino"
Date:
Tue Jun 26, 2001
8:15 pm Subject:
R: [capitanoultimo]
globalizzazione
e diritto.
contributo al
dibattito voglio
portare un
contributo alla
discussione
sulla
globalizzazione
da tecnico del
diritto, essendo
io avvocato e
cultore, tra
l'altro, anche
del diritto
dell'impresa e
del diritto
delle nuove
tecnologie. In
questi giorni di
frenetiche
trattative ed
interventi sul
famigerato G8 a
Genova e sulla
globalizzazione
in generale si
nota il silenzio
dei giuristi. si
tratta di un
silenzio
inspiegabile e
soprattutto
colpevole perchè
nel nostro
paese e nei
paesi dell'area
occidentale, la
democrazia
parlamentare è
ormai sistema
politico
acquisito e
soprattutto i
sistemi
giuridici sono
fondati su norme
approvate dalle
assemblee
rappresentative
elette dal
popolo sovrano.
in questi giorni
assistiamo agli
opposti arbitri:
da un lato il
G8,raggruppamento
di paesi con
poteri e
valutazioni del
tutto staccate
dalla volontà
popolare,
dall'altro lato
il c.d.
"popolo di
seattle",
galassia di
persone e
associazioni di
incerta
provenienza e di
impossibile
verifica circa
la rispondenza a
criteri
democratici,
tanto è vero
che si parla di
"portavoce",
di
"leader"
nominati non si
sa come, non si
sa da chi e con
quali garanzie. in
mezzo, il
"popolo
bue" anzichè
sovrano che
dimentica di
protestare
contro la
militarizzazione
di una città e
soprattutto
dimentica di
chiamare i suoi
rappresentanti
in parlamento a
rendere conto. ecco
allora lo spunto
di discussione:
un ritorno ai
valori
democratici e
costituzionali
del nostro agire
politico, una
riscoperta degli
strumenti
istituzionali
esistenti che
consenta di
agire in piena
trasparenza e
col rispetto
della legalità
democratica e
costituzionale. Antonino ----------------------------------------------------- From:
Ultimo Cavaliere Date:
Wed Jun 27, 2001
11:16 pm Subject:
Global forum Sono
un'anima libera,
unica, senza
padroni e
condizionamenti,
per
questo
sono un anti
globalizzazione.
Combatto per
essere me stesso
combatto per
sostenere che
ogni popolo e'
sovrano e che
non sono 8 grandi,
non sono 8 Stati
a decidere per
l'intera
umanita'. Ma la
mia lotta e' una
lotta pacifica,
leale e
corretta. Per
questo chiedo di
trovare il modo
di isolare
quella frangia
di
facinorosi
che intende far
credere che
tutto il
movimento e'
violento
. Il
grosso nodo e'
qui, se il
popolo, quel
popolo che sta
alla TV, e
che
dormiveglia e
latita che
e'arbitro della
battaglia, ci
crede dei
violenti,
non ci
appoggera' mai.
Se invece
capira' che
siamo una legione
di giovani che
hanno a cuore il
destino di
tutti,
dell'ambiente,
della liberta' e
della pace
allora si unira'
a noi e
ci
aiutera' nella
battaglia, Ma
via la violenza,
via le spranghe,
via le molotov.
Combatto la
globalizzazione
per non divenire
un "another
brick in the
wall"
Ciao
da Ultimo
Cavaliere. ----------------------------------------------------- From:
Eva0345 Date:
Thu Jun 28, 2001
9:22 am Subject:
Re: Riuscirete a
leggermi fino
alla fine? Per
favore...si!! Anche
io ieri sera
pensavo le
stesse cose. Si
parla di ordine
pubblico, di
zone off limits,
di scontri ecc. I
giornali e la tv
sono pieni di
questi
argomenti. Se ci
fermiamo a
riflettere in
realta' le forze
dell'ordine sono
semplicemente
usate come
rattoppo ad una
mancanza di
volonta' o
capacita'
di decisioni
politiche in
merito. Sono
carne umana che
serve per
fare impatto
psicologico.
E la
stessa cosa, chi
se la prende con
loro non ha
capito che le
loro
azioni
verranno
strumentalizzate
e serviranno
sempre per qualcos'altro. E'
chiaro che sia
da una parte che
dall'altra poi
ci sono quelli
che
ritengono
che certe cose
vadano
manifestate con
la forza e la
violenza
ma sinceramente
credo siano la
minoranza. I
"grandi"
sono dentro al
loro palazzo a
decidere come in
una partita
a scacchi
cosa spostare od
eliminare
distaccati dal
resto, e gli altri
fuori che si
fronteggiano.
Nell'aria odio,
paura,
diffidenza.
Pensate come
sarebbe bello
una
manifestazione
alla Gandhi.
Tutte le
persone
antiglobalizzazione
sedute o stese
per terra per le
piazze e le
vie attorno,
forze
dell'ordine al
loro posto,
cartelli
colorati e
nessun
contatto fisico. Vi
immaginate che
effetto
farebbero delle
immagini di
questo tipo alle
persone a
casa...Ok,
probabilmente
non le farebbero
vedere o ne
parlerebbero
poco, ma sarebbe
comunque una
bellissima cosa. Non
so se avete
letto un notizia
piccina piccina:
in Papua Nuova
Guinea ci sono
stati 6 giorni
di
manifestazioni
pacifiche contro
le
decisioni
del FMI e della
Banca Mondiale
nel paese, ne
hanno parlato il
7°giorno quando
ci sono stati
incidenti e sono
morte 3
persone..: Comunque
tutto questo
discorso per
dire che siamo
tutti dalla
stessa parte,
non
dimentichiamoci
che viviamo qui,
non
dimentichiamoci
che
siamo
tutti uguali
anche se
qualcuno vuol
farcelo
dimenticare e
crea scalini,
livelli e
ghetti, lasciamo
spazio ai ns.
sogni colorati,
lasciamo
che il ns. amore
vada verso le
altre persone,
gli amici, gli
animali,
lasciamolo
andare senza
reprimere nulla.
Io provo un
grande amore e
affetto per
questo ns.
gruppo, un
sentimento
davvero molto
forte, c'e' un
bellissimo
rapporto direi quasi
raro fra tante
persone in
contemporanea e
ne sono felice. Un
abbraccio Mari ----------------------------------------------------- From:
Purusha Date:
Thu Jun 28, 2001
12:41 am Subject:
G8 Mi
è stato chiesto
di fare un
pensiero e
lanciarlo,
penso che
andro'
fuori
tema e
senz'altro non
verro' capita e
fraintesa, ma
pensando al
G8,mi viene da
pensare ad una
sola cosa,
questa: 8
capi, i piu'
grandi nel
mondo, tengono
in mano i
rapporti e le
decisioni
umane, basate a
volte sulla
superficialita'
e sul
voler
"apparire a
tutti i
costi", il
moralismo ed il
perbenismo sono
dilaganti.....altro
che rivoluzione
dei
costumi....altro
che
decisioni
importanti su
come dovrebbe
girare il mondo,
siamo ridotti tutti
al piu' truce
individualismo e
ad una massa di
infelici
apparentemente
felici..........ma
si rendono conto
di cosa c'è di
veramente
globale su
questo mondo? Daniela ----------------------------------------------------- From:
"Barbara" Date:
Thu Jun
28, 2001
2:18 am Subject:
Re: G8 Di
veramente
globale c'è
l'amore. Credo
ancora,
nonostante
tutto, che
l'amore
sia l'energia più
grande a questo
mondo. Amare la
libertà, la
giustizia, la
non
violenza.
Amare un uomo o
una donna, un
amico, un
lavoro, un
albero.
Amare noi
stessi, quello
che possiamo
provare, quello
che prova chi ci
ama, scoprire
che ne siamo
capaci,
nonostante
tutto.. E'
questa la
grande
energia che
muove il mondo.
Muove me,
sicuramente. E
credo
tutti
noi. E' l'amore
che ci porta
all'indignazione,
alla ribellione,
alla
lotta. Bisogna
combattere con
amore. Bisogna
essere capaci di
amare. E
trovare il gusto
di farlo. Altrimenti...lasciamoci
globalizzare.
Viva i soldi, i
gioielli, i
vestiti,
viva quanto
siamo belli e
magari
invidiati, viva
il sonno al
posto del sogno,
viva il
lasciarsi
andare. No, noi
non ci siamo
arresi, e
non ci
arrenderemo mai.
Spero. Ciao.
Barbara ----------------------------------------------------- From:
"Malkavian" Date:
Thu Jun 28, 2001
2:28 pm Subject:
riflessioni sul
mondo in cui
stiamo vivendo
… veniamo al
dunque: in
sintesi credo
semplicemente
che in futuro,
se andiamo
avanti cosi',
non ci sara'...nessun
futuro!!! Infatti
cosa promette
questo mondo a
noi, ai nostri
figli e ai figli
dei nostri
figli? Ben
poco... Promette
che gli
interessi
economici siano
messi sempre al
primo posto
davanti alle
persone. Questo
e' il derivato
del capitalismo
e della volonta'
di creare il
"villaggio
globale".
Ma cosa c'e' di
veramente
globale in questo
mondo odierno?
Nulla, tranne
gli scambi
monetari
effettuati dai
paesi piu'
ricchi, i vari
riciclaggi di
denaro, ecc. E'
sotto l'occhio
di tutti che il
risultato
raggiunto
tramite il
capitalismo sia
un sempre
maggior arricchimento
delle nazioni
ricche e un
impoverimento
sempre piu'
devastante dei
paesi poveri.
Non e' un caso
che l'obesita'
(tranne quella
originata da
malattie
metaboliche) sia
altissima in
occidente:
significa che
c'e' un surplus,
un eccesso di
cibo, ricchezza
e quant'altro.
Questo secondo
me e' anche
causa
dell'insoddisfazione
generale che
affligge le
persone, che non
hanno piu'
soltanto il
necessario, ma
hanno, e
soprattutto
pretendono di
possedere,
l'eccesso. Per
giunta siamo
tutti abilmente
manovrati da tv, giornali,
spot, i quali ci
fanno credere
che per essere
felici dobbiamo
assolutamente
comprare
l'ultima auto
uscita sul
mercato o le
scarpe di una
data
marca...Tutto
cio' e' a dir
poco
nauseabondo.
Nella societa' contemporanea,
come e' stato
notato gia' da
molti (dallo
psichiatra Fromm
nel suo
"L'amore
per la
vita" a
Osho nel suo
"Tantra: la
comprensione
suprema",
tanto per
citarne due), il
problema
principale e'
che l'uomo non
"è"
piu', ma esplica
se stesso
nell'"avere",
nel
"possedere".
L'"essere"
e' stato
barattato
inconsapevolmente
con
l'"avere"!
Come si puo'
pensare che i
politici dei
paesi piu'
potenti possano
agire per il
bene dell'umanita'?
Si',
probabilmente
vorranno anche
fare qualcosa
per i paesi piu'
poveri o per
limitare
l'inquinamento,
ma tutti i loro
buoni propositi
andranno in fumo
quando si
scontreranno con
gli interessi economici,
i quali non
saranno MAI
contraddetti dai
rappresentanti
dei paesi piu'
potenti. Mi sono
sempre chiesto,
e se ora
qualcuno di voi
pensa di avere
una risposta me
la dia, perche'
gli USA
intervengono con
tanta celerita'
nel Golfo o nei
Balcani,
"fregandosene"
delle altre
guerre sparse,
per esempio, in
Africa. Mi sorge
il dubbio che
siano
intervenuti,
ancora una
volta, per avere
dei profitti:
nel Golfo per la
ricchezza
generata dal
petrolio, nei
Balcani per
avere influenza
su quei paesi,
finora vissuti
sotto la
"giurisdizione"
comunista ed ora
invece
"caduti"
sotto il
"dominio"
americano,
essendo in
debito con gli
USA stessi. A
voi la
parola...questi
sono solo i
sospetti di una
persona
ignorante in
materia
(politica
internazionale?
:) ) ma che
cerca di capire
quello che gli
sta attorno... Andando
avanti cosi' si
ha e si avra'
una sempre
maggiore "spersonificazione"
e alienazione di
massa...gia'
siamo quasi
arrivati a
questo punto:
quante mattine
in metropolitana
(essendo io
pendolare per
recarmi sul
luogo di studio)
ho visto facce
stanche e
sguardi vuoti di
"persone",
che ripetono
automaticamente
tutti i santi
giorni quel
viaggio per
arrivare ad un
posto di lavoro,
magari da loro
odiato
profondamente!! Raramente
vedo o conosco
persone che
svolgono il
lavoro che
desiderano fare,
soddisfatte di
loro stesse e
della loro vita.
Nessuno e' piu'
attore o attrice
della propria
vita, ma tutti
stiamo
diventando
marionette,
pupazzi
manovrati
abilmente da
qualcuno. Chi
sono questi
"altri"
che ci
manovrano?
Semplice:
politici,
giornalisti,
mass media, ecc.
Tutti ci
impongono in
modo
"subliminale"
le loro idee,
facendoci
credere che siano
le nostre, che
ce le siamo
fatte da soli e
autonomamente.
Invece nemmeno
ci accorgiamo di
quanto siamo
facilmente
manipolabili. A
meno che... A
meno che non ci
sia un
"risveglio"
collettivo,
guidato dallo
sviluppo di un
nuovo senso
critico verso le
idee che ci
vengono proposte
e verso le
immagini che ci
vengono passate
tutti i giorni
dalle
televisioni:
idee ed immagini
spesso altamente
opinabili, che
dimostrano come
i politici,
nonche' quelli
che dirigono i
mezzi di
comunicazione,
ormai trattino
il
"pubblico"
come un ammasso
di esseri senza
cervello...tanto
l'importante per
loro e' fare
odience o
raccogliere
voti... Ed
allora ribadisco
che, secondo me,
capire questo
"gioco
perverso"
e' la vera
rivoluzione se
vogliamo essere
liberi: la
liberta' non e'
fare tutto
quello che ci
passa per la
testa o
infrangere le
leggi. Essere
libero significa
invece vivere in
un paese in cui
ci siano leggi
giuste e che
siano
"piacevolmente"
rispettabili
dalle persone,
che ne
comprendono
l'importanza!
Essere libero
significa avere
coscienza di se'
e diventare
protagonista
delle proprie
scelte, non
lasciandosi
influenzare da
chi tira l'acqua
al suo mulino! Per
concludere
lasciatemi
accennare alle
manifestazioni
violente che si
verificano di
solito durante
incontri del
fondo monetario
internazionale o
del G8. Volete
sapere cosa ne
penso? Che
servono a ben
poco e che
facciano il
gioco dei
mass-media e dei
politici:
l'unico
risultato
ottenuto e' che
i manifestanti
vengano
"bollati"
come ragazzi che
hanno solo
voglia di fare
casino e di
sfasciare
tutto...ecco
cosi' che nessun
messaggio
positivo e
propositivo
arrivera' alle
famiglie che
guardano la
televisione da
casa. Qualcuno
puo' opinare che
in assenza di
atti violenti e
"forti"
le notizie sulle
manifestazioni
di protesta non
avranno un gran
risalto. Questo
e' in parte
falso perche',
con tutta la
pubblicita' che
e' stata fatta
alle
manifestazioni
che ci saranno
durante il G8,
ormai i media
saranno in parte
"obbligati"
a parlare dei
manifestanti
anche in assenza
di violenza.
Inoltre per far
arrivare il
messaggio alle
famiglie
italiane e a
tutti quelli che
tornano a casa
stanchi dal
lavoro...perche'
non cominciamo
tutti quanti a
diffondere le
nostre idee agli
altri? Puo'
darsi che
riusciremmo a
"svegliare"
qualche altra
persona dal suo
"torpore"
mentale, la
quale potra' poi
"svegliarne"
un'altra e cosi'
via...A volte la
parola ha piu'
potere di
qualsiasi atto
violento: questa
e' la vera
rivoluzione!
(per chi ha
visto il film
"Matrix"...proponiamo
a chi ci sta
vicino se vuole
la "pillola
rossa" o la
"pillola
blu") Ciao
a tutti! Malkavian ----------------------------------------------------- From:
"Nah"
Date:
Thu Jun
28, 2001
6:12 pm Subject:
Re: [capitanoultimo]
globalizzazione,
aggiunta Pochi
paesi ricchi, in
difesa dei
monopoli
acquisiti,
decisi ad
ampliare
la loro
ricchezza spesso
sotto la
maschera
dell'intervento
umanitario. Molti
paesi poveri,
divisi tra loro,
quindi ancora più
deboli, che non
riescono
a trovare punti
di incontro,
mentre gli
"8"
giocano al gatto
con il
topo e fanno di
tutto perchè
tali divisioni
permangano. Perchè
quando si è
soli, si è
deboli, ed è
così che i 2/3
dell'umanità
deve
rimanere secondo
i
"giganti",
debole e
soprattutto
dipendente,
incapace
di dar vita ad
una risposta ed
un'alternativa
concrete. E
perchè non si
prospetti uno
scenario
alternativo,
vengono
dafraudati
delle
loro risorse
economiche e
naturali.
Risorse
economiche
impiegate per
cercare di
pagare un debito
estero che
non potrà
mai essere
saldato. Risorse
naturali messe a
disposizione del
miglior
offerente. Altro
punto: Problema
dell'organizzazione
dei gruppi
antagonisti al
G8.E' possibile
immaginare una
forma di
protesta
omogenea e forse
più
efficace
capace di
superare i
particolarismi e
le peculiarità
di ogni
gruppo? PS:
ritengo che la
parola debba
essere la sola
nostra arma, ma
sinceramente
la richiesta di
una polizia
disarmata mi
sembra
eccessiva... ----------------------------------------------------- From:
"Pier" Date:
Fri Jun 29, 2001
2:37 pm Subject:
Riflessioni chat
globalizzazione
Premetto che la
chat è stata
molto
interessante e
per certi versi
ha chiarito
molte mie
lacune. Vorrei
comunque fare
alcune
riflessioni,
forse
anche
contraddittorie.
Per quello che
concerne lo
smaltimento dei
rifiuti,
è vero che
questi ultimi
sono
"scaricati"
verso i paesi più
poveri,
ma è anche
comunque vero
che la Russia,
una tra le più
grosse
potenze
al livello
mondiale, almeno
sino a qualche
ano fa, ha
offerto
dei siti
ove poter
"parcheggiare"
i rifiuti sia
tossici che non.
Ora io mi
chiedo, se ciò
avvenisse,
effettivamente
cosa potrebbe
farsene la
Russia?
Sicuramente
troverà il modo
per poterli
riciclare a
proprio
favore. Quindi
sarebbe
opportuno che
tutti i Paesi
industrializzati
e non,
trovassero un
comune accordo,
per riuscire a
trasformare
i rifiuti in
qualsiasi forma
di energia (es.
combustibili
da
abitazione) per
poter
concretamente
aiutare i paesi
in difficoltà
nel poter
avere le materie
prime (vds
Africa,
Kurdistan, etc).
Per
quello
invece che
concerne i semi
geneticamente
modificati, io
credo che
questi
potrebbero
essere
utilizzati, dopo
test accurati e
certificati,
per la
riproduzione di
alimenti in quei
paesi ove vi è
carenza
(es. Camerun).
Questo
dovrebbe essere
comunque un
progetto a lunga
distanza,
stanziato dalle
Grandi potenze
Mondiali, per
favorire
soprattutto
la lotta alla
fame, la lotta
alla
disoccupazione,
favorendo
le persone più
abbiette.
Sicuramente tale
progetto, dovrà
comunque essere
affiancato alla
cultura
tradizionale, la
quale non
deve
essere abbattuta
e non deve
perdere i propri
valori. Questo
è
quello
che ho dedotto
dalla chat sulla
globalizzazione.
Forse non
raccoglierò
le simpatie di
tutti, ma sono
solo ed
esclusivamente
mie conclusioni
personali, che
ho comunque
voluto rendere
pubbliche. Pier
----------------------------------------------------- From:Roberto
Ferrigno Date:
Fri Jun 29, 2001
5:57 pm Subject:
Re: Riflessioni
chat
globalizzazione Pier,
grazie per il
tuo messaggio.
Per quanto
riguarda gli OGM,
ti invito a
visitare il sito
di Greenpeace
Italia dove
potrai trovare
della
documentazione
che copre gli
aspetti
ambientali,
sanitari e
socioeconomici
degli OGM.
Questo per
meglio
illustrare il
punto di vista
dell'associazione
rispetto alle
tue riflessioni.
Personalmente,
quello che
proprio non
riesco a capire
e' perche' non
si debba
aiutare i
Paesi poveri a
raggiungere -
innanzi tutto -
l'autosufficienza
alimentare,
basandosi su
alimenti propri.
In fondo, questo
e' cio' che e'
stato fatto in
Europa dopo la
seconda guerra
mondiale.
I problemi tipo
mucca pazza sono
iniziati alla
fine degli anni
'80 quando la
produzione di
carne bovina si
e' trasformata
in attivita'
industriale da
esportazione,
mentre i
cittadini
europei
consumano
meno del 30% dei
loro prodotti
agricoli. Ancora
oggi comunque,
quasi la meta'
dell'intero
bilancio
dell'Unione
Europea riguarda
l'agricoltura. Io
ho lavorato con
gli uffici di
Greenpeace a
Mosca e Kiev nel
periodo
1991-1994, i
primi anni,
quelli piu'
duri, dopo la
caduta del
comunismo. Per
quanto riguarda
Kiev, ogni volta
che tornavamo ad Amsterdam,
veniva
controllato il
livello di
radiazioni
assorbito. Due
settimane in
Ucraina
equivalevano
alla dose
massima annua
assorbibile di
radiazioni. I
cittadini non
sapevano nulla
dei pericoli
legati all'inquinamento
radioattivo. Ti
garantisco che
era lo stesso
per i rifiuti
tossici e
l'amianto, di
cui la Russia e'
tuttora tra i
maggiori
produttori - ed
utilizzatori -
mondiali. Negli
anni piu'
recenti, la
crescente
consapevolezza
si e'
trasformata in
rifiuto netto
dell'energia
nucleare. La
tragedia del
sottomarino
Kursk ha dato
il colpo finale
anche a quel
poco di orgoglio
patriottico e
militare legato
all'utilizzo
degli armamenti
nucleari. Oggi,
quasi l'80% dei
cittadini russi
e' contrario
all'importazione
di rifiuti
nucleari
stranieri per
essere stoccati
o riprocessati
in Russia.
Greenpeace ha
raccolto 2,5
milioni di firme
per organizzare
un referendum
sulla questione.
Purtroppo, un
quarto delle
firme e' stato
ritenuto non
valido, e la
consultazione
non si e' potuta
tenere. E' dal
1997 che Minatom
- il ministero
dell'energia
nucleare russo -
cerca di
proporsi come
importatore di
rifiuti
nucleari. Prima
hanno tentato
con quelli di
Taiwan, poi con
la Svizzera
(1999). Ora sono
riusciti a
"convincere"
la Duma a
ribaltare una
legge
precedentemente
approvata che
bandiva qusto
tipo di
importazioni.
Che la decisione
di confermare la
Russia come
pattumiera
nucleare
mondiale sia
dovuta a ragioni
di soldi e
potere e'
indubbio, cosi
come Il fatto
che i russi
continuano ad
essere contrari
all'importazione
di rifiuti.
Calcola che
finora non
esiste nessun
tipo di
riutilizzo
per
questo tipo di rifiuti
a parte il
riprocessamento,
l'estrazione
cioe' di
plutonio dal
combustibile
usato in modo da
poterlo
riutilizzare
nelle centrali.
La questione,
per noi, non e'
ancora chiusa. Ciao Robin ----------------------------------------------------- From:
"Barbara" Date:
Sat Jun 30, 2001
3:18 am Subject:
Riflessione su
un pezzo di chat. E'
notte, come al
solito. Ma
stavolta sono
all'aperto, c'è
un grosso
spicchio di luna
arancione, il
cielo è
limpido, il
vento muove le
chiome delle
tamerici e mi
porta sotto il
naso l'odore
salato del mare
e, a tratti,
quello della
campagna qui
dietro, dove
stanno finendo
di mietere il
grano. Perchè
inizio in modo
così aulico?
Perchè tutto
questo mi rende
felice ma per
trovarlo ho
dovuto scappare
via dalla città
e rifugiarmi in
un mio piccolo
spazio che è
comunque
assediato e che
mi tocca
difendere con le
unghie e con i
denti. Eppure,
ciò che mi
rende felice
è poca cosa:
l'aria, l'odore
del mare, la
luce delle
stelle vivida e
non oscurata dai
neon della città,
il silenzio, i
miei alberi.
Sono cose alla
portata di
tutti, in
teoria.In
pratica non è
così. Oggi una
legge permette
di imbottigliare
l'acqua di
rubinetto e di
venderla. Non si
tratta più,
quindi, di
pagare con la
bolletta il servizio
che mi offrono
di incanalare
l'acqua e
portarla nella
mia casa. Si
tratta di pagare
proprio l'acqua,
che è sempre
stata un bene di
tutti. E' la
logica aberrante
del mercato. Non
esiste più
qualcosa che è
di tutti.
Qualcuno se ne
è appropriato e
me lo vuole
vendere. Prima
era mio, adesso
me lo devo
comprare. Prima
l'acqua era
pulita, ora è
inquinata (da
chi, da che
cosa? perchè?
Pensate a quello
che sta
succedendo in
Toscana dove le
falde si sono
essiccate o si
sono inquinate
perchè le
società che
costruiscono la
linea
ferroviaria Tav
se ne sono
strafregate
delle
conseguenze
idrogeologiche
dei loro lavori.
Sarebbe costato
troppo fare le
cose meglio, la
logica è quella
del
guadagno).Stanno
brevettando o
privatizzando un
po' tutto. Qui
è l'acqua, per
ora. In America
Latina, per
esempio, sono i
semi delle
piante. Quelle
che hanno
coltivato fino
ad ora, (e
arando con
fatica perchè i
piccoli
agricoltori non
hanno macchinari
moderni )
rendono poco.
Quei raccolti
bastano
magari a sfamare
una famiglia e
ad alimentare un
piccolo mercato.
Ma i
latifondisti,
che hanno molta
terra e molti
macchinari e
vogliono
giustamente
guadagnare,
hanno convertito
le loro
colture, e
quindi l'intera
economia
agricola del
paese,
all'agricoltura
intensiva.Quindi
ben venga la
soia ogm
(brevettata) che
resiste ad un
erbicida
(brevettato
anche lui e
dalla stessa
azienda che
fabbrica i
semi).I raccolti
sono maggiori, i
latifondisti
guadagnano
di più. I
piccoli
agricoltori, se
vogliono
sopravvivere, si
devono adeguare
e comprare quei
semi e
quell'erbicida.
Peccato che i
semi siano
sterili e,
quindi, l'anno dopo
debbano
ricomprarli da
capo e non
possano usare i
semi provenienti
dal raccolto
precedente.
Domanda:
chi stabilisce i
prezzi dell'uno,
dell'altro e del
prodotto finale?
E, in un mondo
che ha una
sovrapproduzione
agricola
consistente
(vedi le quote
latte in Europa
o le derrate
agricole mandate
al macero e
altre
incongruenze del
genere) che
senso ha
continuare a
premere per
un'agricoltura
intensiva? C'è
qualcosa che non
funziona. C'è
molto che non
funziona. E se
produrre di più
(costi quel che
costi a livello
ambientale, di
biodiversità,
di inquinamento,
di omologazione
del gusto, di
appiattimento
delle abitudini
alimentari)
fosse la
soluzione della
fame nel mondo
il discorso
sarebbe ancora
accettabile. Ma
credete davvero
che, alla fine,
sia così? Le
multinazionali
hanno a cuore la
fame dei popoli?
Non sarà che
per loro poter
comprare la soia
a minor prezzo
(e guadagnare
anche dalla
vendita dei semi
e dell'erbicida collegato)
è lo scopo
principale? E se
la pago a meno,
chi ha poca
terra ci
guadagnerà di
meno, no? I
prezzi li
stabilisce il
mercato e se c'è
una
sovrapproduzione,
i prezzi
crollano.Io non
so se riesco a
spiegarmi. Gli
aspetti sono
tanti :c'è
anche il
discorso della
salute (non si
conoscono gli
effetti di
queste manipolazioni,
per esempio, sui
soggetti
allergici),della
resistenza della
natura (gli
organismi si
rafforzano in
presenza di un
antagonista e
chi ci dice che
la dose di
erbicida non
debba essere
aumentata, tra
dieci anni, con
conseguenze che
non sappiamo?),
della
concentrazione
in poche mani di
tutto il
"sapere"
che una volta
era alla portata
di tutti
(brevetti,
stanno
brevettando
tutto e questo
significa che
chi
vuole quella
pianta deve
pagare ma se non
c'è altra
scelta, deve
comprare quella
per forza).
Ultima domanda:
perchè si
oppongono alla
dicitura in
etichetta? Perchè
non vogliono che
ci sia libertà
di scelta, per
il consumatore,
se comprare pane
contenente
farina da ogm o
senza farina da
ogm? Perchè non
vogliono che io
sappia e scelga
in piena
consapevolezza?Ce
ne è abbastanza
per essere
guardinghi. Non
sarebbe la prima
volta che, a
distanza di
anni, scopriamo
che ci hanno
detto solo una
parte della
verità o,
addirittura,
balle
integrali!Allora
guardo la luna e
mi dico: sei di
tutti. Spero che
gli esseri umani
non perdano la
gioia di alzare
lo sguardo e
cercare di
capire la magia
della tua
presenza
misteriosa.
Governi le
maree, hai un
potere, hai
fascino e
bellezza,
convivi in
armonia con
tutto il resto e
la tua presenza
ha un senso,
magari diverso,
per tutti gli
esseri che
popolano questa
terra, siano
essi umani,
animali,
vegetali. Io
spero che non ti
facciano a
pezzettini. E
poi guardo il
mare che ho
davanti e mi
viene da
piangere. E'
inquinato, ha
perso il suo
colore, la sua
vitalità, la
vita che lo
animava, la sua
bellezza. Lo
hanno
letteralmente
ammazzato.
Eppure resiste.
A volte ho
l'impressione
che stringa i
denti e, tra
un'onda grigia e
l'altra mi dica:
recupererò il
mio azzurro! Ma
noi da che parte
stiamo? Da
quella che
accetta il
grigio o da
quella pretende
che il mare
torni azzurro e
vivo? Io, su di
voi, non ho
dubbi!! Ma il
resto del mondo
mi preoccupa!!! Ciao.
Barbara. ----------------------------------------------------- From:
"Filo" Date:
Fri Jun
30, 2001 8:09
pm Subject:
R: [capitanoultimo]
Riflessione su
un pezzo di chat. Ci
sono angoli di
mare, di verde,
la luna intera,
i tramonti,
l'universo,che
l'amore per i
soldi non ha
ancora
distrutto.
Difendiamoli con
tutte leforze, e
godiamoceli
appieno. Filo ----------------------------------------------------- From:
"Pier" Date:
Sat Jun
30, 2001
9:04 pm Subject:
R: [capitanoultimo]
Riflessione su
un pezzo di chat. …
Nel mio piccolo
ho un piccolo
orticello
tuttoverde. E'
poca cosa ma
siccome sono
circondato da
cave di marmo,
dove ormai di
verde ce n'è
veramente poco,
me lo difendo
con i denti.
purtroppo l'uomo non
ha difeso la
natura delle
montagne che mi
circondano,
sembra un
paesaggio lunare
e il mio
orticello una
macchia scura
immersa nel
bianco. Ma la
difenderò come
fosse la cosa più
preziosa su
questo mondo. Pier ----------------------------------------------------- From:
"Terra" Date:
Sun Jul
1, 2001
10:59 pm Subject:
I:
globalizzazione Anch'io
volevo
ringraziare
Roberto, benchè
in ritardo: non
ero presente
alla chat e ho
potuto
apprezzare
l'importanza del
suo intervento
soprattutto
attraverso le
parole del
gruppo. Chi
stimola il
pensiero e la
riflessione fa
sempre un buon
lavoro.
Purtroppo non ho
beneficiato
delle sue
spiegazioni; perciò,
mi scuso in
anticipo se
quello che
scrivo farà
fare magari al
discorso un
passo indietro. Secondo
me, qualunque
questione
andrebbe
affrontata senza
pregiudizi di
sorta; ciò che
conta è
anzitutto che le
scelte siano
consapevoli e
che alla loro
base ci sia
un'adeguata
informazione. Mi
pare che in tema
di
globalizzazione
l'opzione sia più
difficile, perchè
ci si trova di
fronte a un
sistema
complesso dalle
numerose
variabili,
alcune delle
quali in un
rapporto di
proporzionalità
inversa. Credo
sia improbabile
che la
collettività in
quanto tale
riesca ad avere
una padronanza
tecnica
dell'argomento;
tuttavia sono
altrettanto
convinta che
proprio alla
collettività
dovrebbe
spettare il
diritto di
effettuare una
scelta di
orientamento
generale
relativamente al
modello di
sviluppo
economico-sociale
da realizzare.
Condivido quanto
è stato detto
circa la
necessità che
simili questioni
trovino la loro
sede naturale di
trattazione
negli spazi
istituzionali
rappresentativi
di tutte le
istanze sociali,
minoranze
comprese; in
effetti, sarebbe
essenziale poter
sottoporre al
sindacato
politico-elettorale
certe decisioni,
meglio ancora
poterle
concertare in
itinere. Mi
sembrerebbe
ugualmente
doveroso far
partecipare alla
scelta tutti i
Paesi,
considerata
proprio la
globalità degli
impegni da
assumere e delle
relative
conseguenze.
Qualcuno, però,
in chat, mi ha
fatto
giustamente
notare che la
democrazia non
è ancora bene
comune; ci si
potrebbe,
quindi, chiedere
fino a che punto
una procedura
che privilegi
canali
istituzionali
sarebbe
effettivamente
popolare. Ad
ogni modo, credo
possa già
costituire un passo
avanti verso una
maggiore
correttezza
politica, oltre
che una forma di
responsabilizzazione
della società.
E poi, le scelte
in tema di
globalizzazione
penso richiedano
soprattutto una
grande maturità
culturale, un
saper guardare
oltre che temo
riesca difficile
tanto a chi ha
la pancia troppo
vuota quanto a chi
ha la pancia
troppo piena.
Quello che forse
dovremmo tenere
sempre a mente,
pur nella
diversità delle
opinioni circa
le priorità da
affrontare, è
che non siamo
stati destinati
ad essere gli
ultimi abitanti
del pianeta. Un
saluto a tutti. Terra
----------------------------------------------------- From:
Ultimo Cavaliere Date:
Wed Jul
4, 2001
12:18 am Subject:
chat
globaliz.(lettera
lungaaaaaa) E'
bello avere un
gruppo con cui
discutere e
confrontarsi, è
bello poter
combattere di
nuovo per
qualcosa di
importante. La
chat è stata
interessante e
stimolante e
questo è il mio
punto di vista .
Non mi va
di vestire come
tutti, non mi va
di pensare come
tutti, non mi va
di mangiare e
bere cio' che
dice il
"Grande
Ipnotizzatore"
(la TV), e per
questo che tutti
noi dobbiamo
sviluppare
itinerari
diversi dai soliti,
dobbiamo
forgiare idee e
pensieri nn
conformati e nn
conformisti. Dobbiamo
proteggere,
curare
incentivare la
nostra diversità;
facendola
crescere e
lasciarla uscire
dal guscio. A
costo di essere
bollati e
etichettati.
Pero' tutto
questo è
difficile, lo so
per esperienza
personale, sin
da piccolo sono
uno dei pochi,
fra i miei
coetanei, a
difendere i
deboli, a nn
vestire alla
moda ( vedi
camperos e
chiodo) e ad
avere un mio
pensiero
indipendente. E
crescendo è
sempre stato
piu' difficile
essere me
stesso, senza condizionamenti
e libero dalle
mode.Vorrei
riuscire ora a
spiegare il mio
punto di vista
sulla globalizzazione.
Sarebbe bello
riuscire a
prendere il
bello da questo
fenomeno, e
lasciare il
brutto, vorrei
che i paesi
islamici
capissero che la
donna è un
essere uguale
all'uomo, e che
nn deve vivere
sotto sequestro
permanente.
Vorrei che i
paesi africani
capissero che la
circoncisione
femminile è
un'autentica a
barbarie (chi
l'ha studiato sa
cosa vuol dire).
Mi piacerebbe
che i bambini
potessero
studiare e nn
fossero
sfruttati
miseramente. Con
tutto ciò nn
sostengo che le
culture
autoctone siano
prevalicate e
gli usi e le
tradizioni
locali siano
annientati, ma
bisognerebbe
limitarne gli
eccessi. Per
finire un parere
sui rifiuti
mandati in
Africa. Credo
sia un problema
antecedente alla
globalizzazione
faccio un
esempio
strano..oggi si mandano
i rifiuti solidi
nei paesi
Africani, ma nei
secoli scorsi
l'Inghilterra
mandava i suoi
rifiuti umani in
Australia. Fatemi
sapere. Un
saluto Ultimo
Cavaliere ----------------------------------------------------- From:
"Terra" Date:
Wed Jul
4, 2001
4:38 pm Subject:
R:
chat
globalizzazione. Io
non so se siamo
pochi,
certamente più
di quanti
pensassi. E il
conformismo sta
un po' da tutte
le parti,
ovunque pensieri
e sentimenti non
nascano da
dentro. C'è il
conformismo di
chi segue
ciecamente la
moda e quello,
più subdolo, di
chi dev'essere
contro ad ogni
costo (magari
ricorrendo alla
violenza). Penso
che l'importante
sia essere
autentici, senza
ossessioni da
deriva
minoritaria. Se
stessi, in mezzo
agli altri. Non necessariamente
uguali, non
necessariamente
diversi.
Comunque
insieme.A
presto. Terra
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