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CINEMA

IL GIUDICE RAGAZZINO 

(1993) DI Alessandro Di Robilant

Con Giulio Scarpati, Sabrina Ferilli, Renato Carpentieri, Leopoldo Trieste, Regina Bianchi.

Soggetto: liberamente ispirato al libro di Nando Dalla Chiesa,

Sceneggiatura: Andrea Purgatori, Ugo Pirro, Alessandro Di Robilant

E’ la storia di Rosario Livatino, giovane magistrato siciliano che con umiltà, semplicità  e coraggio porta avanti difficili inchieste , anche patrimoniali, contro i clan dell’Agrigentino e soprattutto contro le due  famiglie, appartenenti alla stessa cosca, che si contendono il comando del territorio: quella di Antonio Forte e quella di Giuseppe Migliore. Nonostante le minacce e l’uccisione di un collega  e del maresciallo dei carabinieri che collabora con lui,  Livatino continua il suo lavoro e incastra anche il boss di Canicattì Giuseppe Migliore. Ma l’isolamento crescente in cui  ormai si trova il “giudice ragazzino” (definizione dell’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga che, disse, non avrebbe affidato nemmeno la gestione di una casa senza finestre a questa generazione di giudici) fanno di lui un bersaglio perfetto e indifeso. Il 21 settembre 1990, mentre percorre la superstrada per Agrigento sulla sua utilitaria,  Livatino viene affiancato da una moto e da un’automobile nera: Due proiettili fanno esplodere il lunotto posteriore della macchina e lo feriscono e mentre  cerca di fuggire lungo la scarpata, uno dei killer lo raggiunge e lo uccide con un colpo di pistola alla bocca. Due settimane dopo avrebbe compiuto 38 anni.

 

 

“Possiamo continuare con questo tabù, che poi significa che ogni ragazzino che ha vinto il concorso ritiene di dover esercitare l’azione penale a dritto e a rovescio, come gli pare e piace, senza rispondere a nessuno? (…)

Non è possibile che si creda che un ragazzino, solo perché ha fatto il concorso di diritto romano, sia in grado di condurre indagini complesse contro la mafia e il traffico di droga. Questa è un’autentica sciocchezza! A questo ragazzino io non gli affiderei nemmeno l’amministrazione di una casa terrena, come si dice in Sardegna, una casa a un piano con una sola finestra, che è anche la porta”.

  Francesco Cossiga – 10 maggio 1991

 

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