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LA MAFIA HA VINTO

Di Tommaso Buscetta. Intervista di Saverio Lodato (1999).

Mondadori

- Seconda di copertina-

 "Prima di congedarmi da questo mondo vorrei ancora dire qualcosa: A settantun anni mi devo rendere conto di aver sbagliato previsione, e insieme a me l'aveva sbagliata il dottor Falcone al quale è stata tolta la vita…Che errore colossale: la mafia ha assunto un ruolo molto più grande di quello che aveva in passato. E' diventata un fatto politico. E' riuscita a diventare invisibile senza scomparire".

"la mafia ha vinto". E' questo il messaggio che Tommaso Buscetta lancia dall'esilio americano. A quindici anni dall'inizio della sua collaborazione con la giustizia, il primo grande pentito di mafia, che ha contribuito in modo cruciale all'istruzione del maxiprocesso  e svelato per la prima volta nomi e meccanismi di potere di Cosa Nostra, torna a parlare e traccia un bilancio desolante dello stato attuale della lotta alla criminalità organizzata, dopo la stagione delle bombe e degli assassinii di Falcone e Borsellino.

In una lunga e appassionata intervista concessa a Saverio Lodato spiega perché l'intreccio fra mafia, politica e istituzioni non è stato sciolto, perché - fra pregiudicati rimessi in libertà, infinite discussioni sul ruolo della magistratura, dispute sull'articolo 513 del Codice Civile e scioperi di avvocati - Cosa Nostra viene ancora sottovalutata, e perché Bernardo Provenzano, insieme ad altri, è il leader in grado di guidarne il riscatto  nei prossimi anni.

Buscetta ripercorre piccole e grandi tappe della propria vita: la scelta del pentimento, la punizione mafiosa che lo ha colpito tragicamente (e che è costata la vita a due suoi figli),  le difficoltà di un uomo costretto a cambiare domicilio con la frequenza di un nomade, tuttora senza identità e senza un passaporto. Don Masino racconta dei rapporti con la mafia americana, dell'amicizia con Falcone, del ruolo svolto nelle indagini seguite alle stragi di Capaci e di via D'Amelio, delle furibonde  polemiche sulla sentenza di Perugia, della grave malattia che lo ha recentemente colpito e, infine, della grande delusione per un'offensiva - quella nei confronti delle cosche - rimasta di fatto incompiuta.

Un j'accuse  duro e argomentato nei confronti dell'attuale classe politica italiana e dell'omertà, che rischia di relegare nel cono d'ombra dell'indifferenza il più nocivo cancro criminale del nostro paese. 

      

Tommaso Buscetta è morto il 2 aprile 1999

 

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