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L'
UNICORNO
canto
di stelle
DAVANZALE
Diseguale
come si
dischiara,
la notte
taglia il
bosco
e la luna lo
salva
in un levarsi
d'ali.
Con sapore di
stelle
intermedie
i tetti del
mio paese
sono denti
secchi
di farfalle
animate.
Rosa di
nostalgie
ferite,
fonte di
simiglianza
e scampanìo
del melograno
i tuoi seni.
Sulle mie
labbra
l'ultimo bacio
sfiorirà.
MIGRAZIONI
O sole,
capitano di
sventura,
stella gitana
del
mezzogiorno,
vergine senza
carne,
quali
singhiozzi
d'onda
fermeranno il
vento
che danza e
suona?
O vita,
sete del
pensiero,
volo cupo
d'elitre,
rampicante
pergolato di
speranze,
quali
cristalli
d'assenza
coloreranno le
guance
indecise
del primo
domani?
Quali
conchiglie di
nebbia
ci daranno
mani
a sradicar
l'arcobaleno?
E tu,
farfalla
che scelse il
mio destino,
fiore
dell'unicità,
segui la curva
dei rondoni
col cavallo
bianco
dell'aurora.
Un valzer di
rinunce
balleremo a
riva.
COLLA
Arcane voci di
stelle
colgono
la ferita dove
manca la
parola.
Sebbene sia la
nostra resa,
il mare tornerà
cuscino
d'insonnia
con imminenza
di frastuono.
Non ha patria
il passo mio
dal mezzo
dell'ombra
meridiana.
Mani, lasciate
ogni fiore:
il silenzio è
l'arma della
foglia.
GIOSTRE
Il grecale che
scuote le
stelle
purifica col
fuoco
la lingua
spezzata del
lampo,
giocattolo
boreale
per la semina
dello
scorpione
bianco.
Gli dèi della
tignòla,
diseredati dai
ricordi,
circondano la
casa del
vasaio
con ministri e
puttane.
Oh re del
giorno,
dacci per
tenda
una dimora tra
i mari.
PANORAMI
L'arpa del
pastore,
veleno
distillato di
un'idea,
tormenta il
respiro
dell'erba
con fiammelle
di parole.
Marionette
impazzite, le
onde,
cancelli
d'acciaio
sulla speranza
e di vita che
contamina
sementi
con acqua
lustrale
d'abbondanza.
Per abitudine
l'aurora torna
al suo
confine,
valle di
pietre
scolpite
da stupore per
Ninive,
travaglio di
Sodoma.
Sotto la
specie del
pane
al cangiante
brillìo
condurremo gli
occhi.
DISTANZE
L'arte di non
morire
attinge a
soggiorni di
nuvole,
origine
dell'incanto.
Amore
rinnegato
vedo,
freddo calare
da nord,
Sidone dalle
grandi acque
un uragano a
schiere
e fuoco
svenarmi.
Ci stancheremo
di professarci
a morte
fratelli?
Di rose
turbinose
m'allegrasti
le tempie,
un
giorno di
frondoso
imbrunire.
Il profumo è
sepolto
nel rame del
petto.
E la
malinconia
scompare,
come la manna
a Gerico.
L1
sono
così piccola
eppure così
impotente di
fronte al
mondo
non ho potere
io
non sono nulla
eppure una
cosa sola
posso fare
una sola
goccia nel
mare
creare una
stella
piccola
piccola
ma bella
Curarla
nutrirla
incantarla
donarle la
sola cosa che
ho
L'Amore
quello vero
quello sincero
quello che da
solo
può cambiare
il mondo
corrotto e
putrefatto
solo questo
posso fare
creare una
goccia nel
mare
AMACA
Il topo marcia
a cuore spento
e i suoi
carristi
fanno festa
nella notte
di calci,
pugni e
coltelli,
abbagliati dal
sole di
Satana.
La luna offesa
dall'ultimo
prato di
dolore
ci dà pane
d'angoscia
e acque di
tribolazione.
Andare,
andare,
andare,
e nella follia
confidare.
Ossa di fili
onirici
spurgano
dalla rabbia
l'amore.
L'albero del
miele
sarà diamante
di gran
mattino.
L3
Cuore
onesto
cuore puro
vivi la
conquista
del confine
giusto
annebbiato dal
grigiore
meta
indesiderabile
di sapienti
truffatori
annulla i
soprusi
vinci la
giustizia
purezza
limpida
del tuo
essere...
<canto
di luce>
<canto
di neve>
<canto
di vento>
<canto
di stelle>
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