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Il mistero del processo al capitano ultimo

 

 

ELABORATO RELATIVO AL RIASCOLTO E CONTESTUALE

CORREZIONE DELLA TRASCRIZIONE DELLE DICHIARAZIONI

SPONTANEE RESE DA RIlNA SALVATORE 

ALL'UDIENZA DEL 25 MARZO 2003 AVANTI 

LA CORTE DI ASSISE DI FIRENZE

NEL PROC. 2/01 RG, COME DA RICHIESTA DEL PUBBLICO

MINISTERO IN DATA 1 APRILE 2003

 

 ... OMISSIS…  

PRESIDENTE: Quindi non ci sono ulteriori istanze. Allora la Corte si ritira...

ASCOLI: Presidente, chiedo scusa da Ascoli. –

PRESIDENTE: Sì?

ASCOLI: C'è l' Imputato Riina Salvatore che faceva una dichiarazione spontanea se gliela consente.

PRESIDENTE: Certo, non ci sono motivi per non sentirlo. Prego, signor Riina, faccia le sue dichiarazioni, sempre ovviamente attinenti al processo.

IMPUTATO Riina S.: Buongiomo signor Presidente.

PREIDENTE: Buongiomo a lei.

IMPUTATO Riina S.: Mi sente? Buongiomo, sono Riina Salvatore nato il 16/11/1930 a  Corleone Palermo.

PRESIDENTE: La vedo perfettamente.

IMPUTATO Riina S.: Prima di tutto mi tengo scusato, prima di tutto mi tengo- scusato con lei e con la Corte che sto disturbando però avevo bisogno di fare questa dichiarazione spontanea prima che lei andasse in Camera di Consiglio.

 PRESIDENTE: E un suo diritto.

 IMPUTATO Riina S.: E la ringrazio per avermi...

  PRESIDENTE: Prego.

IMPUTATO Riina S.: La ringrazio per avermi dato la possibilità. Volevo dire, signor Presidente, che io sono arrestato il 1993, 15 gennaio di mattina. Ma sei giorni  prima di essere arrestato c'è stato il Ministro, a sua volta il Ministro Mancini che era  Ministro degli Interni che ha rilasciato delle dichiarazioni alla televisione, al Giornale di Sicilia, dove diceva "in questi giorni arrestiamo Riina". In sei giorni l'ha  


fatto due volte questa dichiarazione, quindi si vede che aveva delle trattative un ... per cui era sicuro che ci dovevano consegnare, interesse di consegnarmi alla Polizia.

Allora dopo sei giorni io mi leggevo questo giornale quindi sono stato arrestato e l'indomani mattina sono stato messo sull'aereo il 16 gennaio del 1993 e sono andato a Roma a carcere di Rebibbia. Lì sono stato messo in isolamento e poi in appresso ... gli dico quanto sono stato lì in isolamento da tutto e da tutti perché io, il mio isolamento cominciò lì a Roma ricordo, e mi hanno messo le guardie penitenziarie a guardarmi a vista 24 ore su 24 ore mi guardavano mattina, giorno e notte dietro la porta, dietro le feritoie. Quindi non avevo contatto con detenuti e quindi...

Però guarda caso che io dopo tempo mi trovo con i processi a Caltanissetta, Borsellino, Falcone, Falcone Addaura ... il secondo e cose e viene fuori che c'è un certo Di Carlo di Altofonte nel carcere di Inghilterra che si pente e comincia a fare delle dichiarazioni. E fare queste dichiarazioni il De Carlo dice che è stato avvicinato lì in Inghilterra dei servizi segreti inglesi, dei servizi segreti americani e delle ... servizi segreti israeliani dove ci chiedevano aiuto per potere fare male a Falcone. Allora lui essendo lì al carcere che era per droga lì in Inghilterra non ci, voleva dare nessun aiuto ma ci ha dato lo... riferente, un suo cugino di Alto fonte, un certo Nino Gioè che poi vediamo dove è andato a finire questo Gioè.  Se voi altri avete bisogno in Sicilia per risolvere questo problema servitevi di questo mio cugino, Nino Gioè di Altofonte, paesano mio e cugino mio. Quindi io non so più niente di questi servizi segreti che cosa fanno, che cosa un fanno, se vennero in Sicilia, se trattano questo Gioè. Però la verità è che quando io, mi vengono a fare questo processo di Firenze, mi vengo a trova a Gioè e Paolo Bellini che discutono assieme ad Altofonte. Allora, signor Presidente, mi dico: ma questo Paolo Bellini che affaccia nelle stragi di Bologna, affaccia in certi processi e poi non si vede più, ma che ci andò a fare a discutere con Gioè ad AItofonte dove c'ha detto e c'ha messo in testa di potere fare queste stragi verso Firenze, verso Pisa, verso l'Italia?.. Quindi perché se lei legge le dichiarazioni che dice Brusca Giovanni nel processo questo di "Firenze, dice che lui l'ha ascoltato, perché s'ha messo nel solaio Sopra la casa di Gioè e faceva parlare a Gioè con questo Bellini e questo Bellini ci proponeva tutte queste cose. Quindi a questo punto, signor Presidente, io, se questo Bellini me lo trovo a mezzi piedi con i servizi segreti perché era manovrato di


Concordi, del colonnello dei Carabinieri di Roma, quello che cerca le Belle Arti, e questo amico del generale -oggi- Mori ... che c'è dietro tutte queste situazioni che io mi vengo a trovo sempre a mezzi piedi? Bellini, Gioè, servizi segreti ... ma che cosa c'è? che cosa ci traso io nei fatti di Firenze? Se ancora vediamo per che cosa sono nei fatti di Firenze: come sono nei fatti di Firenze? perché sono nei fatti di Firenze? Allora io vado a finire al carcere di Rebibbia in isolamento assoluto. Lo pregherei, signor Presidente, di pigliare i primi sette-otto mesi miei o un anno o cinque anni, quello che vuole, il primo anno, più che altro il primo anno, e vedere con... perché io gliel'ho detto, ci sono ispettori addetti a me perché io ho un gruppo addetto alla mia sorveglianza, posto oggi...

Quindi vogliamo vedere questi sette-otto mesi che io ho passato a Roma come l'ho passato? lo non avevo televisione perché non mi si era concesso, io non avevo giornale perché non mi si era concesso, i primi tre mesi, quattro mesi non ho fatto colloqui, non mi si è dato posta con la famiglia, io ero nell'isolamento totale cioè io ero... Però desidero che lei non ascolti le mie parole, che invita quegli agenti, quelle persone che erano addetti a questa mia custodia e può vedere se sto dicendo la verità, se è questa la verità oppure no. Perché posto oggi, io sono tenuto in queste condizioni. Indipendentemente che ho fatto otto anni di isolamento, ora quanto mese... dopo anche 18 mesi, mi si buttano i fatti di Firenze e Roma, ci devo dir la verità, signor Presidente, mi sono trovato cascato dalle nuvole. Ma in primo tempo mi si manda l'avviso, dopo quattro o cinque mesi mi si viene a interroga, viene, ricordo che viene il procuratore generale di Firenze, Vigna, accompagnato con un suo collega, mi hanno interrogato lì al carcere di Palermo che a me mi si teneva all’Aula Bunker… per non avere contatto con nessuno. Faccio le mie dichiarazioni, penso che io ero al di fuori di tutti questi fatti di Firenze e di Roma e compagnia bella... mentre aspetto un giorno o un altro che mi si arriva ... cioè il foglio di proscioglimento; invece dopo 18 mesi che ero carcerato mi sento mettere in questo processo.

Signor Presidente, la pregherei di cercare la verità e approfondire questa verità. Come ha chiesto il mio avvocato l'altro giorno, desidero che si cerca: la verità. Io sono innocente, io ero in isolamento totale, io non avevo contatto con nessuno. Indipendentemente che Brusca dice, Brusca dice, legga le dichiarazioni del Brusca: 

"io ho fatto mettere la bomba al Giardino di Boboli di Firenze, ma Riina lo sapeva"? No, Riina non sapeva niente! Ma chi gliel'ha detto a Brusca di fare mettere i proiettili a Boboli ? E Bellini che ci diceva di fare questo e fare quello? Ma allora sono tutte cose di loro, che ci traso io, io non ... C'è, c'è la dichiarazione del Brusca, la prego di leggerla tante volte e legge la mia dichiarazione che ho fatto a Vigna quando m'è venuto a interrogare a Palermo al carcere di Ucciardone che io ero all'Aula Bunker, messo in una celletta perché non dovevo avere contatti con nessuno, signor Presidente, la pregherei di approfondire queste cose, di tener presente queste dichiarazioni di Mancino, queste dichiarazioni di Bellini, questi incontri con Gioè... Certamente Gioè è morto e non parla perché Gioè dopo due-tre mesi che era al carcere di Rebibbia ha dovuto morire; come è morto non lo so, io non sono qua a venire a dire come è morto, chi l'ha fatto morire, come ... Però, però c'è che Di Carlo Francesco c' aveva detto ai servizi segreti americani, inglesi e italiani ... di ... di Israele, di potersi rivolgere a suo cugino; suo cugino non c'è più.

Signor Presidente, io ho finito; io prego a lei di poter approfondire queste cose alla Corte. La ringrazio per avermi dato la possibilità di fare questa dichiarazione spontanea. Buongiomo.

PRESIDENTE: Bene, abbiamo preso atto delle sue dichiarazioni, le terremo nel debito conto. C’è altro? La Corte si ritira.

 

... OMISSIS... 

 

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