Your browser doesn't support java or java is not enabled!
home | ambiente | antimafia | apache | artisti di strada | hackers | poesiazione | writers | amici

ULTIMO
Perche'
L'addio
Le idee
Le interviste
La verità
Le Autorità
Speciale

 

 Alba Parietti
Piero Fassino
Franco Frattini
Mario Borghezio
Luca Tescaroli
Celestina Gravina
Il Siulp

 

Contatta ultimo
Le vostre lettere
Due parole

PARLA IL PRESIDENTE DEL COMITATO SUI SERVIZI SEGRETI

Speciale tgcom  3-7-2001

By Enrico Fedocci

 

Frattini: "Capitano Ultimo messo con le spalle al muro"

Secondo il deputato di Forza Italia ciò che viene contestato a Ultimo è il fatto di avere fatto dichiarazioni pubbliche. "Ultimo deve tornare a fare indagini"

Da Eccellente a Superiore alla media nelle note caratteristiche. Poi il trasferimento al Noe su richiesta dello stesso Ultimo che lamentava l’impossibilità di lavorare al Ros.


Direi che il maggiore Ultimo è stato messo con le spalle al muro. Questa è la realtà. E’ chiaro che, in una istituzione militare come quella dell’Arma, quando una valutazione "Eccellente", avuta per anni, si trasforma in un "Superiore alla media" e quando vengono negati al reparto gli uomini e i mezzi necessari al lavoro, le "regole non scritte" di una istituzione come quella dell’Arma dei carabinieri fanno sì che la persona se ne vada. Non c’è bisogno di rimuovere, basta mettere l’ufficiale nella condizione di doversene andare. E questo è accaduto.

Io credo che, da quanto è scritto in quelle note caratteristiche, emerga con assoluta chiarezza che cosa è accaduto: ciò che è accaduto ad Ultimo, infatti, fa il paio con ciò che è avvenuto con lo spostamento del generale Mori dalla guida dei Ros alla guida delle Scuole. E’ chiaro che c’è voluto quasi un biennio perché il generale tornasse ad un incarico di responsabilità, come è avvenuto ora con il suo trasferimento al Comando Regione Lombardia, e a cui io plaudo. E’ evidente che anche per lui c’è stato un periodo di quarantena. Nel caso specifico del capitano, questi ha contravvenuto a quei principi che sottendono alle regole dell’"obbedir tacendo". Purtroppo, in queste istituzioni, non si riesce sempre a comprendere chi per anni ha vissuto in trincea a rischio della propria vita. Chi, come Ultimo, ha vissuto tutto ciò comprende meno di altri il rispetto formale delle regole burocratiche dell’Arma, dello stato militare.

Ciò che gli rimproverano, infatti, è di non essersi comportato in conformità alle rigorose regole dello stato militare: "l’obbedir tacendo", il non fare dichiarazioni, il non lamentarsi mai, il dire che tutto va bene anche se non va bene per niente. Questo, chi convive con una condanna a morte della mafia lo capisce poco. Quindi, il motivo per cui sia stato dato quello strabiliante giudizio caratteristico è molto chiaro. E’ sorprendente come il ministro della giustizia Fassino non se ne accorga.

 

Ultimo tornerà ad occuparsi di latitanti?


Io credo che, ove vi fosse la volontà politica tra virgolette, lo spazio ci sarebbe. Temo fortemente che poco o nulla accadrà perché, evidentemente, questo tipo di marcia indietro sarebbe una sostanziale, implicita dichiarazione di sfiducia nei confronti dei vertici dell’Arma. E’ chiaro! Detto brutalmente, come farebbero a giustificarsi quegli ufficiali che hanno firmato il giudizio valutativo, qualora oggi o domani il maggiore Ultimo fosse restituito alle sue funzioni di lotta alla mafia? Qui c’è una necessità, per coloro che hanno, a mio avviso sbagliando, redatto quelle valutazioni, di non cedere neanche di un millimetro perché, cedendo, dimostrerebbero l’erroneità della loro valutazione.

 

I pm Tescaroli e Gravina hanno espresso pareri molto favorevoli nei confronti di Ultimo


Io sono dell’idea che il pubblico ministero non possa disporre della vita e della carriera dell’ufficiale di polizia giudiziaria, ma credo anche che non si possa totalmente trascurare il giudizio e la valutazione di quelli che hanno lavorato dando ordini operativi al personale di polizia giudiziaria (il pubblico ministero, come dice la Costituzione, dispone della pg).
Quindi è chiaro che se un ufficiale di pg riceve una valutazione assolutamente lusinghiera da parte della magistratura che ne dispone e l’istituzione militare ha idee diverse, penso che ci debba essere, in parte, una mediazione tra le due valutazioni. Far prevalere in via esclusiva l’una senza sentire per niente l’altra mi sembra che richieda una revisione di questo sistema di regole, non c’è dubbio.

 

Pare che ultimamente ci sia stata una sovrapposizione dell’attività della polizia di stato su quella dell’Arma che ha mandato all’aria l’imminente arresto di Provenzano. Non c’è un po’ troppa confusione tra le forze dell’ordine, in questo periodo?


Di questo parlo da molto tempo e segnalai l’inopportunità assoluta del depotenziamento dei corpi speciali delle tre forze di polizia in Parlamento, in una sede istituzionale, quando era ministro dell’Interno Napolitano. Io ritenevo e ritengo che in quella occasione i Ros, il Gico e lo Sco abbiano subìto un depotenziamento probabilmente irreversibile. Quello è stato soltanto il primo tassello, il secondo tassello è stato quello di far rifluire nei comandi provinciali tutto ciò che prima era affidato a cabine di regia antimafia più centralizzate (appunto i Ros, lo Sco e il Gico). E’ evidente che tra i comandi provinciali di polizia, carabinieri e finanza si perpetuano quelle rivalità operative, oltre a tutte quelle difficoltà di coordinamento che portano alle conseguenze che sappiamo. Se non ci fosse stato quel depotenziamento, se al posto dei comandi provinciali di ciascuna polizia fossero rimaste quelle cabine di regia investigativa ed operativa che c’erano prima, questi inconvenienti non si sarebbero ovviamente prodotti. Quindi, è stato l’effetto di un’azione sbagliata che ha origini lontane.

 


home |ambiente | antimafia | apache | artisti di strada | hackers | poesiazione | writers | amici
info@capitanoultimo.it