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PARLA LA DOTTORESSA GRAVINA DELLA PROCURA DI MILANO

Speciale tgcom  3-7-2001

By Enrico Fedocci

 

Gravina:"Quest'ufficiale sa coordinarsi con gli altri"

Il magistrato milanese ha condotto l'inchiesta sulla n'drangheta in Lombardia

Nelle note caratteristiche punitive di quest’anno Ultimo viene definito uomo di "eccessivo individualismo decisionale". Che cosa ne pensa?


Io parlo per quanto riguarda la mia esperienza. Ho lavorato con Ultimo per due anni, nell’ambito dell’operazione Luna che ha portato all’arresto di 40 persone. Tra loro Silvano Pugliese, killer di fiducia del boss Vincenzo Mazzaferro. Ottenemmo la disarticolazione del gruppo criminale di matrice ‘ndrangheta operante in Lombardia nell’ambito del traffico internazionale di cocaina. In 18 anni di lavoro non ho mai avuto, da parte della polizia giudiziaria, una trasparenza, una efficacia, una correttezza nel coordinamento delle indagini, come è avvenuto con Ultimo. Lo ripeto: mi stupì questo ufficiale perché, oltre ad essere un brillante ed acuto investigatore, riusciva a dare grande visibilità al suo lavoro di fronte all’autorità giudiziaria.

 

E l’individualismo decisionale?


Individualismo vuole dire una cosa: significa tenere per sé le proprie conoscenze e i risultati. Secondo me, questo non è un difetto di Ultimo che, anzi, è un investigatore che ha una tecnica di condivisione dell’azione e dei risultati. Su questo non c’è dubbio.

 

Mi faccia un esempio.


Un giorno, ad Ultimo, si presentò una persona che voleva fare delle dichiarazioni in merito ad una indagine che stavamo conducendo. Questa persona, però, voleva parlare solo con lui. Ultimo gli disse: " Amico, se tu hai qualcosa da dire ti porto dal magistrato e le dichiarazioni le fai a lui. Altrimenti non se ne fa niente".
Capisce? Se un ufficiale di polizia giudiziaria fa una scelta simile, rendendosi conto della situazione, vuol dire che ha deciso di avere un rapporto chiarissimo con l’autorità giudiziaria. Di lì ci sono stati, poi, degli sviluppi ottimi: la persona ha messo a verbale tutto ciò che aveva da dire e il gruppo di Ultimo si è prodigato, come sempre, nell’attività di riscontro.
Inoltre, Ultimo è conosciuto per la sua tecnica di indagine: telecamerine, microspie. Ma io le posso garantire che aveva addestrato i suoi uomini anche a fare analisi di documentazione sequestrata, accertamenti bancari, accertamenti agli uffici, ai registri, ai documenti. Capisce? Ultimo non sa fare solo la messa in opera delle microspie, ma ha anche insegnato ai suoi uomini ad andare a fondo studiando ogni pezzetto di carta che si trova durante una perquisizione, registrandolo ed analizzandolo, traendo tutti gli spunti possibili. Quindi trasmettendo un tipo di tecnica di indagine giudiziaria che è assai diversa da ciò per cui è noto.
Gli ho visto coniugare, in queste inchieste, un’ottima operatività di indagine all’uomo, sulla strada, con servizi di osservazione e di pedinamento che si sono protratti per giornate intere e per centinaia di chilometri, senza perdere di vista una macchina da Milano fino al confine della Liguria con la Francia. Ottima capacità operativa sotto questo profilo, ma anche grande, grandissima capacità nell’analisi, nell’organizzazione, nella disamina della documentazione sequestrata. Le parlo di analisi di assegni, cambiali, atti negoziali. Quindi, è stato anche bravo ad addestrare i suoi uomini a fare un certo tipo accertamenti che sono certamente un incremento rispetto alle indagini classiche su strada.

 

Gli hanno fornito gli strumenti per lavorare in maniera adeguata?


Questo, purtroppo, non è accaduto. Credo che ci siano dei motivi organizzativi che non conosco.
Certo, è sicuro che Ultimo ha chiesto più uomini e mezzi per catturare Provenzano e questi non gli sono stati dati.

Pensa che Ultimo sarebbe in grado di arrestare Provenzano?


Queste professionalità non assicurano il risultato. Certo è che, se io mi affido a un bravo chirurgo per una operazione delicata, le possibilità di riuscita aumentano.
Ultimo e i suoi uomini sono dei professionisti della lotta alla Mafia e quindi mi domando per quale motivo non si debba valorizzare questo patrimonio e questa tecnica investigativa che ha prodotto validissimi risultati.
La mia risposta, pertanto, è che Ultimo metterebbe in serie difficoltà la struttura mafiosa che si nasconde e a cui lo Stato dà la caccia.

 

Al Nucleo operativo ecologico Ultimo è sprecato?


Penso che, se gli dessero degli incarichi operativi con i giusti strumenti, anche lì potrebbe essere un ottimo investigatore e portare risultati positivi come è accaduto al Ros
 


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