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Il mistero del processo al capitano ultimo
TRIBUNALE DI MILANO – SEZIONE 8^ PENALE DOTT. BRUSA PROCEDIMENTO PENALE NR. 87 / 02 A CARICO DI BOLZONI ATTILIO + 1 Procedimento
concluso il 10/02/2004 con l’ assoluzione del giornalista Attilio Bolzoni
perché il fatto non costituisce reato.
UDIENZA
DEL 20 FEBBRAIO 2003 Viene chiamato a deporre il teste Colonnello DE CAPRIO SERGIO, il quale, avvertito dal Giudice dell’obbligo morale e giuridico di dire la verità, dà lettura della dichiarazione impegnativa testimoniale. Il teste viene generalizzato in aula. Viene data la parola al Pubblico Ministero. P.M. - Presidente, sin d’ora, cioè, mi riservo di richiamare il teste qualora il Pubblico Ministero titolare del processo ne ravvisi la necessità, ecco. GIUDICE - Certo, va bene. P.M. - Colonnello, premesso questo, Lei ha presentato querela in relazione a questo libro “C’era una volta la lotta alla Mafia”, sentendosi diffamato da certe espressioni contenute in questo libro; ci riferisce per quale motivo e in relazione a quali espressioni? DE CAPRIO – Sì, leggendo il libro viene presentata in maniera sistematica la presenza di accordi illeciti tra Carabinieri e grandissimi personaggi mafiosi come Bernardo Provenzano, che è ancora latitante; attraverso questi accordi si sarebbe sviluppata tutta una serie di dinamiche che avrebbero consentito l’arresto di Riina, che ho operato io personalmente, e in particolar modo falsando proprio i fatti, cioè dicendo cose false perché io, ne sono stato io il protagonista quindi nessuno può saperne e conoscerle meglio di me perché le ho determinate con la mia. . .il mio libero arbitrio, si fa, si dice chiaramente che non è stato voluto perquisire il covo di Riina perché c’era un fantoma. . un archivio, viene introdotta la presenza di un archivio di Riina, che è un fatto gravissimo perché a me non risulta da nessuna parte, l’esistenza di questo archivio e praticamente la … il patto è: Riina è stato preso per strada perché in cambio gli hanno dato la possibilità di nascondere questo archivio, che l’avrebbe preso Provenzano per poter ricattare 3000 perso... ah, grosse personalità. E questa è una cosa di una gravità estrema, primo perché per arrivare a questa conclusione, diciamo, nevralgica si percorre una strada che falsifica la realtà dei fatti, e la falsifica in una maniera oltremodo grave perché gran parte dei fatti attraverso i quali siamo arrivati alla cattura di Riina io personalmente li ho esposti nell’udienza del 23 novembre 1995 alla Corte di Assise di Caltanissetta, quindi alla presenza di..al pubblico, alla presenza ovviamente dei detenuti, di Riina e dei maggiori esponenti, i Corleonesi, e del pubblico e dei (pp.ii.,affrettandosi). Queste dichiarazioni sono state utilizzare per condannare in maniera definitiva questi personaggi, e quindi sono dei dati di fatto, cioè non è che uno trattando un argomento di questo tipo e su, su quegli eventi dal 1993 al 1997 ci sono verbali di collaboratori di giustizia attraverso il quali si capisce che Bernardo Provenzano ci ha un chiodo fisso, di eliminare il Capitano Ultimo, quindi io mi sono esposto in maniera totale per accertare la verità e per contrastare e combattere Cosa Nostra e tutte le persone che in qualche modo la favorivano. Mi trovo in questo libro ad essere complice di persone che invece, con quelle persone che io ho combattuto con tutto il mio cuore e con tutta la mia vita e con tutta la mia professionalità, io avrei fatto in qualche modo un accordo e sarei stato strumento di questo accordo. E non è vero perché le motivazioni che vengono addotte, le determinazioni le ho scelte io, quindi non posso essere stato manovrato perché le ho scelte io, e risulta che le ho…l’ho detto…in…cioè, è una cosa che poi se ci sarà opportunità possiamo insomma (?) chiarire esattamente tutti i passaggi di quella vicenda, ecco, ben volentieri. P.M. – Ecco, comunque, dice Lei, certamente no si è arrivati alla cattura di Riina a seguito di questo accordo fra Carabinieri, Lei e Provenzano? DE
CAPRIO - No, nella maniera più assoluta... P.M. - (pp.ii., voci sovrapposte). DE CAPRIO - ... proprio nella maniera più assoluta, ma non solo nessun accordo, attività di indagine complessa che ha determi... consapevole, pianificata e quindi determinata, insomma (pp.ii., voci sovrapposte). P.M. - Quindi a seguito di attività di indagine autonoma dei Carabinieri, non per accordi con altre persone facenti parte dell'organizzazione mafiosa, è questo che (pp.ii., voci sovrapposte)? DE CAPRIO - No, ovviamente non solo nessun accordo ma, cioè, allo scopo di distruggere, proprio(?) di distruggere, non di neutralizzare, di distruggere l'associazione Cosa Nostra, ovviamente. P.M. - No, dico... no, dico, è un'attività autonoma dei Carabinieri, siete arrivati a quel... ? DE CAPRIO - Sì (pp.ii., voci sovrapposte) che si è avvalsa nella fase conclusiva delle dichiarazioni rese dal collaboratore Balduccio Di Maggio non nelle modalità riportate nel libro. P.M.
- Va bene, grazie. Viene data la parola alla Difesa. AVV. MALAVENDA - Senta, la scorsa udienza il suo Avvocato ha depositato una relazione redatta da Lei che è datata 21 maggio 1998, Lei ha memoria di questa relazione? DE
CAPRIO -
21...? AVV. MALAVENDA - 21 maggio 1998, si intitola "Arresto del latitante Riina Salvatore..." DE CAPRIO - Sì, sì, ho memoria, ho memoria. AVV MALAVENDA - Ecco, bene, siccome non sono riuscita a comprendere dall'intestazione a chi è indirizzata e per quale ragione è stata redatta, me lo può dire, per favore? DE CAPRIO - A mia memoria e affinché non ci fossero strumentalizzazioni in materia (p.i., affrettandosi) all'arresto di Riina, che già da anni continuano sistematicamente, con particolare impegno da parte dei suoi assistiti. AVV. MALAVENDA - Come mai cinque anni dopo? DE CAPRIO - Dovevo... ci avevo un termine diverso? Non lo so. AVV. MALAVENDA - No, non lo so, sto chiedendo a Lei. DE CAPRIO - Mi sono determinato così, nella mia libera facoltà, nei miei diritti. AVV
MALAVENDA - A chi è
indirizzata? DE
CAPRIO
- Cioè,
se... non
so, non ricordo,
può ... possiamo. . .? GIUDICE
- Vuole vederla? DE
CAPRIO - Sissignore, grazie. GIUDICE
- Sì,
allora, Lei
si riferisce
a questa Relazione. . .? AVV.
MALAVENDA -
Quella (pp.ii., affrettandosi) di... guardi,
ne ho
un copia in
più per (pp.ii., fuori microfono).
GIUDICE - E' questa? AVV. MALAVENDA - Sì, è questa. GIUDICE - Va bene, e la dà al Tribunale. AVV. MALAVENDA - No, ma io non la posso guardare, gliela dia Lei perché (pp.ii., fuori microfono). GIUDICE - Il Tribunale sottopone in visione la relazione a cui fa riferimento l'Avvocato Malavenda. DE CAPRIO - E' indirizzata... c'è scritto, no?, "Per gli usi e le finalità previste dalla legge, io sottoscritto, Maggiore Sergio DE CAPRIO, Comandante dello reparto riferisco quanto a mia conoscenza in relazione alle vicende che hanno consentito la cattura del latitante in oggetto e alle valutazioni che hanno determinato la non immediata perquisizione dell'immobile in Palermo, via Gian Lorenzo Bernini, 54". AVV.
MALAVENDA - Tenente, sappiamo leggere tutti, ma la persona
con la
quale Lei
sta parlando qua non c'è
scritto. DE CAPRIO - No, io l'ho fatta per chiunque ne avesse interesse e titolo ad averne., ai fini della legge. AVV. MALAVENDA - Cioè, l'ha diffusa... non so, l'ha diffusa negli uffici del lavoro? Vorrei capire. DE
CAPRIO
-
Intanto
la dà il mio Avvocato, infatti l'ha esibita il mio
Avvocato, i miei legali... AVV.
MALAVENDA - Sì, il suo Avvocato, sì, cioè(?)... DE CAPRIO - ... per tutelarmi, per tutelarmi. AVV. MALAVENDA - Senta, "Riferisco quanto è a mia conoscenza", a chi ha riferito? DE
CAPRIO - Come? AVV. MALAVENDA - "Riferisco quanto è a mia conoscenza", a chi ha riferito? DE CAPRIO - Questo è un atto a mia tutela, le ripeto, lo riferisco a me stesso e a tutti quelli che a norma di legge avranno diritto e titolo ad averne noti... chiederanno di averne notizia. AVV. MALAVENDA - Quante persone gliene hanno chiesto una copia? DE CAPRIO - Mah, non ricordo. AVV. MALAVENDA - Me ne dica alcune, per favore. DE CAPRIO - No, non ricordo, le ho risposto. AVV. MALAVENDA - Co... prego? DE CAPRIO - Le ho risposto che non ricordo. AVV. MALAVENDA - Neanche un soggetto che le ha chiesto copia? DE CAPRIO - Non ricordo, no, non ricordo, dal '98 non ricordo, ma non ci ho problema a darla a chiunque me ne faccia richiesta, signor Presidente, non è... GIUDICE - No, però, Colonnello, non c'è nessun motivo di risentimento, l'Avvocato sta facendo delle domande che francamente forse farei anch'io. DE
CAPRIO -
Sì, no(?) ... GIUDICE
- E'
per capire
se l'ha fatta come memoria sua (pp.ii.,
voci sovrapposte) ... DE
CAPRIO - A mia (pp.ii., voci sovrapposte). GIUDICE - ... come ha detto, l'ha rivolta a qualcheduno, l'ha rivolta qualcheduno, l'ha consegnata a qualcheduno, l'ha data a più persone, l'ha tenuta nel suo archivio dicendo un domani questa è un...? DE CAPRIO - L'ho data al mio Avvocato perché ovviamente è un mio interesse... GIUDICE
- Sì. DE CAPRIO -... in materia di Riina l'ho data a chiunque me ne avesse chiesto, quindi a tantissime persone, non è un fatto "né segreto né di particolare...non ci sono contenuti di nessuna segretezza,semplicemente in presenza di una campagna di stampa sistematica e dolosamente contraffatta che tende a rappresentare in maniera falsa la realtà di fatti gravi per i quali io ho rischiato la vita, perché dico (?), dico(?), i collaboratori(?) di giustizia, ho cercato di tutelarmi in maniera tale che se mi succede qualcosa quanto più persone possibili sappiano come sono andati veramente i fatti. GIUDICE
- Va bene, credo che
abbia risposto. AVV. MALAVENDA - Scusi, a parte il mio assistito Attilio Bolzoni, a quali altri soggetti fa riferimento quando parla di una campagna di stampa? DE CAPRIO - Mah, guardi, il... con particolare lucidità e sistematicità il suo assistito, cioè, perché sin da sempre ha fatto... l'ha... ne ha fatto proprio una sua battaglia personale, ritengo; poi sicuramente, in maniera episodica, anche altri che riprendono più o meno gli stessi temi, però il tema che(?) è stato introdotto dal suo assistito. AVV. MALAVENDA - Quando? DE CAPRIO - Non ricordo (pp.ii., fuori microfono). AVV. MALAVENDA - Nel '98 o prima? DE
CAPRIO - No... no, prima, molto prima, molto prima. AVV.
MALAVENDA -
Quante querele ha fatto
contro Bolzoni, Lei? DE
CAPRIO - Solo questa, credo.
AVV.
MALAVENDA - Bene,
allora... DE
CAPRIO - Perché nel libro,
scusi, posso. ..? GIUDICE(?) - Sì, prego. DE CAPRIO - Perché nel libro viene proprio portata in maniera sistematica questa... e (pp.ii., affrettandosi) negli articoli è sempre un discorso di un giorno, qui nel libro invece è proprio... quindi è la sublimazione di tutta una serie di affermazioni episodiche. AVV. MALAVENDA -Poi chiederò al teste col libro in mano di metterle in fila perché io non li ho trovati; dunque, allora, io vorrei partire da questa relazione in cui Lei dice di essere andato nel settembre '92 con lo scopo esclusivo, mi sembra di capire, di ricercare Riina Salvatore, ritenuto possibile mandante della strage di Capaci, è corretto? DE
CAPRIO -
Cosa è corretto? Non ho
capito. AVV. MALAVENDA - Quello che sto dicendo, cioè Lei è andato nel settembre '92 a Palermo per cercare Riina, presunto responsabile di Capaci? DE CAPRIO - Lei mi sta chiedendo quello che è scritto qui o quello... una(?) domanda? AVV. MALAVENDA - Lei deve rispondere alle mie domande, mi faccia la cortesia, eh? DE CAPRIO - Eh, sì(?) le deve fare chiare, per favore (pp.ii., voci sovrapposte). AVV. MALAVENDA -Allora, io voglio sapere se Lei è andato a settembre '92 a Palermo a fare cosa? DE
CAPRIO -
Sì, però
ci sento,
eh?, se (pp.ii., fuori microfono)
. GIUDICE - Manteniamo un tono... AVV.
MALAVENDA
-
Eh, Giudice,
però, scusi,
abbia pazienza... DE CAPRIO - Ci sento, eh? GIUDICE - Va be', Avvocato... AVV.
MALAVENDA -
... mi pare che già l'incipit... DE CAPRIO - pp.ii., fuori microfono). Dunque, io nel 1992, a settembre, sono stato inviato in Sicilia per indagare in relazione alle stragi di Palermo, alle stragi di... praticamente l'uccisione di Falcone e di Borsellino. Come vettore per indagare in queste... quindi sulle stragi è stato, mi era stato indicato, mi era stato dato come vettore Ganci Raffaele, capo della famiglia (pp.ii., fuori microfono). AVV. MALAVENDA - No, chiedo scusa, questa non è la risposta alla mia domanda, io volevo sapere... GIUDICE - Beh(?),sa, le domande si fanno, le risposte sono incontrollabili. AVV.
MALAVENDA- Giudice, io, allora, il vettore presuppone una
qualcosa che serva a
portare qualcuno da qualcun altro (?).
GIUDICE - Va be', riformuli, faccia l'altro pezzo che interessa sapere a Lei. AVV. MALAVENDA - Ecco, io vorrei sapere...io vorrei sapere il motivo, lo scopo, la funzione del suo arrivo a Palermo, cioè se lui è andato a Palermo per cercare il latitante Totò Riina, come sembrerebbe leggersi in questa relazione, oppure se è andato lì ad occuparsi delle stragi tout court, e fra le altre cose si è occupato anche di Totò Riina. GIUDICE
- Va
be', lui stava spiegando... AVV.
MALAVENDA - Eh no,
perché il vettore viene dopo, perché
è Ganci Raffaele che porta a... GIUDICE - Va
bene, questa è la domanda, dopodiché il percorso
è suo... AVV.
MALAVENDA - (pp.ii.,
fuori microfono). GIUDICE - ... può non
arrivare subito la risposta che Lei vorrebbe
sentirsi dare però... AVV.
MALAVENDA - No,
no (pp.ii., fuori microfono). GIUDICE
- ... come dicevo, le domande
sono controllabili, le risposte no. AVV.
MALAVENDA - Purché
ci arrivi. GIUDICE - Prego. DE
CAPRIO - Allora,sono
stato inviato a Palermo a indagare per le stragi che erano accadute; infatti
la nostra attività di Polizia Giudiziaria è stata impostata d'accordo con
e sotto la direzione della Procura della Repubblica di Caltanissetta, e in
particola modo dalla dottoressa Boccassini che dirigeva le indagini.
In quell'ambito il riferimento che per noi aveva una doppia valenza perché
ci consentiva di definire l'ambito e il contesto associativo della famiglia
della Noce, quindi la realtà criminale che a nostro... che aveva un ruolo
significativo negli equilibri dei Corleonesi, perché Riina aveva detto che
la Noce ce l'aveva nel cuore, ed è letteratura sin da quell'epoca, era una
dichiarazione che molti anni prima aveva reso Leonardo Vitale in occasione
di un... una disputa per l'aggiudicazione di una tangente del... per un
appalto che aveva ottenuto il costruttore Pilo, seguendo la norma della...
rigida della territorialità che era praticata da Cosa Nostra sarebbe
spettata alla famiglia Altarello di Baida(?). Invece Riina aveva
contravvenuto apertamente a questa norma e aveva fatto aggiudicare questa,
questa tangente alla famiglia della Noce affermando "Perché io la Noce
ce l'ho nel cuore", quindi era un'indicazione nota, stranota che quindi
tutti sapevano che la famiglia della Noce era un riferimento importantissimo
per Riina Provenzano... per Riina Salvatore. A quel punto la scelta
investigativa è stata questa: Riina Salvatore era un latitante, ma Riina
Salvatore secondo le nostre ipotesi era anche il principale mandante della
strage di via D'Amelio e di Capaci, quindi non aveva senso fare un'attività
vettoriale, che non era neanche logico, potevamo arrivare a catturare il
latitante, che era un obiettivo limitato, ma soprattutto a individuare il
contesto da cui era maturata la strage di Capaci. A tale proposito proprio
il mio reparto ha fatto una duplice azione, non solo questa qua della
famiglia della Noce, secondo le... le direttive e il coordinamento
che fece la dottoressa Boccassini, la DIA svolse una parte, il dottor La
Barbera svolse un'altra parte di lavoro, noi svolgemmo il monitoraggio sulla
famiglia della Noce, partendo da Ganci Raffaele perché era un personaggio
importante e anche (pp.ii., affrettandosi) poi, va be', possiamo anche
approfondire, e accanto a questo facemmo un'attività sistematica di
ricostruzione e di censimento di tutti i luoghi dove materialmente era
avvenuta la strage di Capaci. Facemmo proprio i sopralluoghi da dove, dal
punto in cui si presumeva, dove erano state rinvenute le sigarette, dove si
era ritenuto che fosse premuto proprio il telecomando che poi finì in
prossimità dell'autostrada di Capaci, cercammo di ricostruire tutta la
scena, vedere chi abitava nella zona, se c'erano dei pregiudicati. Ecco, questa è la duplice attività che abbiamo fatto e(?) quando siamo
andati lì a Palermo. AVV.
MALAVENDA -
Quanti latitanti cercavate in
quel contesto? DE CAPRIO - Dunque, noi, il latitante, non è stata un'attività di ricerca latitanti come si intende, è stata un'attività di polizia Giudiziaria che attraverso la individuazione e il monitoraggio della famiglia mafiosa della Noce, che l'abbiamo definita seguendo Ganci, noi abbiamo detto "Ganci Raffaele è sicuramente il capo della Noce", perché? Perché Francesco Marino Mannoia nell'89 al Giudice Giovanni Falcone dichiara nel verbale che "Capo della famiglia della Noce è Ganci Raffaele". Ma non solo, Ganci Raffaele aveva... era stato arrestato per favoreggiamento, e risultava agli atti dei precedenti di polizia, di favoreggiamento personale a favore di Gambino Giacomo Giuseppe, "Il Tignoso", capo del mandamento di San Lorenzo e personaggio storico, che poi si è suicidato in carcere, uno dei più grandi che sin dall'epoca era indiziato di appartenere alla Mafia, e da sempre considerato una... l'anima corleonese di Palermo. Questo, oltre ad essere stato denunciato per favoreggiamento, Ganci Raffaele era anche cognato di Gambino Giacomo Giuseppe per averne sposato una sorella, quindi noi seguendo Ganci Raffaele razionalmente ritenevamo di poter definire l'assetto associativo della famiglia della Noce, attraverso le dinamiche interne di questa famiglia della Noce e esterni della famiglia della Noce, ritenevamo molto, molto verosimile e molto probabile l'individuazione del latitante Riina Salvatore e di altri soggetti in stato di latitanza, non pianificabili prima. AVV. MALAVENDA - Quindi l'unico latitante noto di cui Lei sta parlando è Salvatore Riina, che cercavate? DE CAPRIO - Noi cercavamo di sviluppare le tematiche associative, io purtroppo devo dare sempre la stessa risposta, non so se non... GIUDICE - (pp.ii., voci sovrapposte) credo che la domanda, Lei ha dato una risposta ampia... DE CAPRIO - Non era una cattura di latitanti. GIUDICE - ... (pp.ii., voci sovrapposte) una selezione, voglio dire. DE CAPRIO - No, non era una cattura di la...cioè ripeto... GIUDICE - Ma avevate, Lei ha detto che avevate in mente anche un latitante. DE
CAPRIO - Noi
ritenevamo che seguendo Ganci Raffaele potevamo arrivare a Riina, ma la mia
esperienza e il mio percorso
professionale fatto da anni mi induce a ritenere che in ogni attività
che io ho fatto e ho condotto ho incontrato sempre dei latitanti,
addirittura senza cercarli, quindi... e mi riferisco a La Rosa Gaetano,
mentre seguivamo il latitante Zacco Antonino abbiamo incontrato e catturato
un altro latitante, La Rosa Gaetano, che era un ergastolano ricercato per
triplice omicidio in danno di tre Carabinieri di Torino e qui a Milano ai
tempi della Duomo Connection, facendo questa attività che si prefiggeva di
definire l'ambito associativo di quel latitante,
di quel personaggio, ecco, quindi (pp.ii., fuori microfono). GIUDICE - Va bene. AVV. MALAVENDA - Quindi il latitante era Riina e Lei cercava tutti quelli che gli giravano intorno? DE CAPRIO - Il riferimento, sì, guardi, era, noi partivamo da la Noce, ritenevamo che attraverso la Noce potevamo incontrare tutti i latitanti di Cosa Nostra e l'obiettivo, il più importante di questi, che era Riina Salvatore; una cosa era certa, il legame strettissimo tra Riina Salvatore e Ganci Raffaele e la famiglia della Noce. AVV. MALAVENDA - Senta, mi scusi,io forse non... mi ostino a non capire, voi seguivate Ganci per arrivare a Riina o seguivate Ganci perché vi portava altrove? DE
CAPRIO-Noi(?), noi
siamo andati là e abbiamo detto “Ci sono
state due stragi, riteniamo che..." AVV.
MALAVENDA - Sì,
guardi, poi, allora, abbia pazienza, Colonnello, questo l'ho capito, allora
siccome nella sua relazione però, no?, la Noce non nasce, perché Lei sa
per la sua esperienza investigativa che poi non(?) le ha fatto perquisire il
covo anche, che questo va in giro e incontra latitanti. Lei in questa
relazione scrive "Il signor
Riina... ", racconta Vitale Leonardo che poi capiremo anche quando, che Riina ci aveva la Noce nel cuore, e che quindi quelli della Noce potevano portare a Riina, questo Lei l'ha scritto in questa relazione; allora, o Lei adesso dice una cosa diversa, e questa relazione quindi la dobbiamo considerare superata, o mi pare di aver capito che "la Noce nel cuore" è una frase detta da Riina alla luce della quale Lei, seguendo quelli della Noce, contava di arrivare da Riina, è corretto oppure no? DE
CAPRIO - Era probabile che seguendo quelli della Noce potessimo arrivare a
Riina, anche a Riina, ma non era l'obiettivo immediato della nostra attività,
che era... AVV. MALAVENDA - E qual era l'obiettivo? Non l'ho capito. DE CAPRIO - ... era definire la... perché parlare della Noce significa parlare di un quartiere, e nella... in polizia Giudiziaria definire un'associazione per delinquere significa individuare le persone che compongono la... che si associano, vedere dove si incontrano, trovare i legami, creare, stabilire le funzioni gerarchiche che queste persone rivestono in questa associazione, le basi logistiche che utilizzano per porre in essere riunioni o crimini o delitti; dunque, in questo senso io, la mia attività immediata è vedere se esiste, attenzione, vedere se esiste, aggiornarla, documentarla, perché è una mera ipotesi, cioè è un, dire famiglia della Noce significa dire nulla. AVV. MALAVENDA - Ma Ganci Raffaele era il capo mandamento della Noce? DE
CAPRIO -
Eh... come ho detto prima, Ganci Raffaele, secondo le dichiarazioni
di Francesco Marino Mannoia... AVV.
MALAVENDA - Sì, era...? DE
CAPRIO - ... nell'89
lo indicava quale capo mandamento, capo famiglia della Noce, sì. AVV. MALAVENDA - E quindi è per questo che lo seguivate? DE
CAPRIO -
Quindi io ritenevo, e la
dottoressa Boccassini {p.i.,
affrettandosi) in questo senso... AVV.
MALAVENDA - Certo. DE CAPRIO - ... che seguendo... e la Procura di Caltanissetta, non solo la dottoressa Bocca... con(?) che attraverso, seguendo i percorsi relazionali di questa persona potessimo avere buonissime probabilità di verificare contatti, incontri con quelli che poi nella realtà costituivano l'associazione del mandamento della Noce, perché se no era impossibile. AVV. MALAVENDA - Va bene. DE CAPRIO - Quindi noi una volta che riuscivamo a individuare chi erano le persone con cui si incontrava Ganci Raffaele, i luoghi che lui frequentava ritenevamo che tra questo ci fossero sicuramente latitanti e sicuramente Ganci Raffaele era una persona che aveva titolo a incontrare Totò Riina. GIUDICE - Va bene, credo che sia... AVV. MALAVENDA - Direi di sì. GIUDICE - ... il tema più che... AVV. MALAVENDA - Senta, in questa relazione Lei scrive che la presunzione in base alla quale Ganci Raffaele poteva portare a Riina era, traeva origine dal fatto che nel corso di una riunione narrata dal pentito Vitale Leonardo è accaduto quello che Lei ha raccontato; questo pentito, Vitale Leonardo, quando ha riferito questi .fatti, cioè questa espressione di Riina "La Noce ce l'ho nel cuore"? DE
CAPRIO - Sì, (pp.ii., affrettandosi),scusi, Avvocato... AVV.
MALAVENDA - Sì. DE CAPRIO - ... siccome vedo... dunque, queste cose, esattamente proprio le stesse domande me le ha poste l'Avvocato Fileccia alla Corte d'Assise del... AVV. MALAVENDA - Guardi, io non c'ero lì alla Corte d'Assise. DE CAPRIO - ... e io, e la trascrizione del mio interrogatorio, che peraltro è pubblico, è(?), penso che sia una cosa importante anche perché fa, amplifica ovviamente quanto viene scritto in una semplice relazione di servizio perché non ho fatto tutta la storia dell'attività investigativa perché sono 1500 pagine di notizia di reato per cui questa è una cosa molto sintetica, e credo che sia importante, anche per far vedere delle... proprio le... la possibilità di avere immediatamente queste, queste mie indicazioni sono pubbliche da anni, credo che sia possibile se, le chiedo se(?) vorrei esibirle... GIUDICE
- Comunque(?) c'è il suo Avvocato (pp.ii., voci sovrapposte).
DE
CAPRIO -(pp.ii., voci
sovrapposte) per la verità, ecco. AVV.
MALAVENDA - Giudice,
io... allora... GIUDICE
- Nel frattempo
procediamo noi con la nostra prova orale...
AVV.
MALAVENDA - Esatto
(pp.ii., fuori microfono). GIUDICE - ... poi il profilo di eventuali produzioni, eccetera, ci penseremo in un momento successivo con il suo Avvocato, per il momento può rispondere alla domanda che le ha fatto l'Avvocato. DE CAPRIO - Sì, se possiamo... scusi, Avvocato, le chiedo scusa, mi può ripetere perché non...? AVV. MALAVENDA - Vorrei sapere in quale anno Vitale Leonardo ha raccontato il fatto di cui Lei parla nella sua relazione. DE CAPRIO - Dunque, Vitale Leonardo, questa è una notizia che la data precisa non la ricordavo neanche quando ho depositato, quando ho deposto in aula, io l'ho appresa, queste mie conoscenze derivano dalla sentenza sui delitti politici, cosiddetta delitti politici, in cui sono confluite anche, che richiama queste, queste dichiarazioni di Leonardo Vitale e che... e di Francesco Mannoia, quindi non... AVV.
MALAVENDA - Potrebbe essere stato il '74? DE CAPRIO - Sì, benissimo, ritengo veram...negli anni '70, infatti lo dissi anche all'Avvocato Fileccia. AVV. MALAVENDA -Bene, senta, secondo la sua esperienza, una cosa detta nel '74, questa cosa, può essere ancora attuale nel '92? DE
CAPRIO - E proprio per questo abbiamo... esatto, lo scopo nostro era
proprio questo, Avvocato, di non avere dei dogmi e dei teoremi, partire da
riferimenti razionali, e le dichiarazioni dei collaboratori sono comunque un
percorso razionale, a questo, a questo percorso dei collaboratori ci abbiamo
aggiunto dei riscontri, diciamo tecnici, cioè l'arresto di Ganci Raffaele
per favoreggiamento, che quindi non è solo un legame di parentela ma è un
qualcosa di più, perché Gambino Giuseppe era peraltro un suo cognato, quindi...
dice, va be', però(?) ecco(?) il(?) cognato; sì, però
ci sono anche parenti che litigano e non si frequentano, invece in questo
caso avevamo un qualcosa di più, c'era proprio la frequentazione, no?, da
un semplice precedente di Polizia che non è una prova di niente, però per
il nostro modo di operare era molto importante. E tenga presente che
navigavamo al buio in quel periodo là, con una mole di notizie, si ricorda,
parlavano anche della Falange Armata che era quale causa...
AVV.
MALAVENDA -
(pp.ii., fuori microfono). DE CAPRIO -... delle stragi di Capaci, si diceva di tutto; per noi era un contributo prezioso, voglio dire(?), il Maresciallo Lombardo... AVV.
MALAVENDA - Ecco,
perché... DE CAPRIO - ... che dice "Guardate che si dice a Palermo che per passare da Riina si passa da Ganci Raffaele", sono tutte indicazioni che non hanno, non sono una prova, sono degli indicatori, ecco, sono degli indicatori sui quali poi si proietta l'azione. Ecco, l'azione serve, il monitoraggio, quello che le dicevo, allora seguiamolo, vediamo, è vero o non è vero? Ganci Raffaele è una vittima di una persecuzione giudiziaria o di faide tra pentiti o invece è un criminale, è un capo, dirige un'associazione, ci ha una rete relazionale, frequenta persone, dà ordini, dà disposizioni, ci ha un rapporto gerarchico nel porsi con i suoi interlocutori? E lo valutiamo attraverso l'analisi dei comportamenti... AVV. MALAVENDA - Cioè, Lei nel '92...? DE CAPRIO - ... questo abbiamo fatto. AVV. MALAVENDA - .. scusi, Lei nel '92 si faceva tutte queste domande su Ganci Raffaele? DE CAPRIO - Sì, guardi, giorno e notte, giorno e notte. AVV. MALAVENDA - Cioè, nel senso che non c'era nulla su Ganci Raffaele che confortasse questa ipotesi? DE CAPRIO - Vede, giustamente Lei non lo sa ma io prima ho operato a Bagheria quando ero giovane, e ci ho operato con l'intento di distruggere Cosa Nostra, non con l'intento di fare una carriera o di mostrarmi o di avere successo, e quando ero giovane Tenente io passavo giorno e notte alla Noce, perché sin da allora, e le parlo del 1984, non ricordo bene, che i Ganci erano una potenza alla Noce lo sapevano tutti a Palermo, tutti nel senso, certo, così, che erano uomini che incutevano timore perché a Palermo non è Milano, non è Parigi, queste cose si sanno. AVV. MALAVENDA - Cioè, scusi, Ganci Raffaele nel '93 era incensurato e non aveva nessuna misura di prevenzione, nessuna condanna, nessuna indagine? DE CAPRIO - Cioè(?), no, era stato indagato nel "Maxi Uno" ma era stato assolto, come mi ha ricordato l'Avvocato Fileccia, quando(?) ci(?) fu(?) Caltanissetta(?). AVV MALAVENDA - Senta, io l'Avvocato Fileccia non so chi sia, guardi, abbia pazienza, non... DE CAPRIO - E io devo citare le mie fonti, se no... GIUDICE - Va bene, non ha importanza. AVV. MALAVENDA - Comprende, Giudice, potrebbe essere chiunque per quanto ne so io, ecco, allora vorrei capire, comunque lo spunto di Vitale Leonardo per Lei era uno spunto investigativo da tenere presente? DE CAPRIO - Per me è uno spunto significa... è uno spunto... si è rivelato giusto, non è per me, la realtà ha detto che era giusto, ho avuto una buona intuizione ed è stato vero. AVV. MALAVENDA - No, perché, vede, il Generale Mori alla scorsa udienza a una domanda più o meno simile ha detto una cosa diversa da quello che sta dicendo Lei, perché ha detto "Vitale Leonardo è un' altra generazione mafiosa ma certamente non poteva indicarmi l'entourage da cui poi ricavare le indagini su Riina, mi sembra proprio di no" e ha continuato su questo, quindi voglio dire, su questo punto Lei non era d'accordo col suo Generale, quindi. DE CAPRIO - Ma non io, io le dico (pp.ii., voci sovrapposte) ... AVV. MALAVENDA - Non so, Lei sta parlando di Lei. DE CAPRIO - ... io le sto dicendo la realtà dei fatti, perché ognuno può avere le proprie idee, io sono quello che ha operato e ho condotto in conclusione le indagini, e le sto dicendo che non io, è stato Ganci Raffaele che ci ha dimostrato che aveva ragione Vitale Leonardo, ma non solo, ma non solo Vitale Leonardo. Vede, le faccio un altro esempio che è venuto fuori da quell'indagine, noi quando abbiamo fatto quest'indagine sapevamo che i Ganci, e ce lo dicevano tutti i pentiti, erano dei macellai, invece l'attività dinamica ci ha dimostrato che erano degli imprenditori edili che stavano dalla mattina alla sera, Ganci Raffaele, in un cantiere edile e dirigeva i lavori, e in questo cantiere ci andava Anselmo Francesco Paolo che era il sottocapo della famiglia della Noce, killer, un grande killer di mafia... GIUDICE
- (pp.ii., fuori microfono). DE
CAPRIO - ...
cioè, quindi, ma non solo, vede, il fa... era, cosa era accaduto? Vede, le
valutazioni hanno, lasciano il tempo che trovano, perché? Sa chi era
l'autista di Ganci Raffaele? L'autista di Ganci Raffaele...
AVV.
MALAVENDA - No, la prego, ci
arriviamo poi dopo... DE
CAPRIO - ... era un
certo Ciminello Francesco... AVV.
MALAVENDA - ... sì,
va bene. DE
CAPRIO -... che veniva
fuori, era stato interrogato dal dottor Falcone, guardi il destino, e faceva
parte della vecchia Mafia, di Badalamenti, di quelle perso... di Riccobono;
dopo 10 anni il Ciminello Francesco, che era stato prosciolto da quelle
accuse, faceva l'autista, che era un costruttore questo Ciminello Francesco,
di Ganci Raffaele. Quindi vede la continuità storica in Cosa Nostra?
L'immutabilità, la... cioè, cambia ma rimane sempre tutto uguale, questo
per me, ecco, è una materia che va, bisogna starci
dentro, ecco. AVV. MALAVENDA - Senta, fra gli obiettivi che Lei aveva nelle sue indagini in quel periodo c'era anche Provenzano? DE CAPRIO - Avvocato, io non lo so... AVV.
MALAVENDA - (pp.ii., fuori
microfono). DE CAPRIO - ... forse non riesco a esprimermi. AVV.
MALAVENDA - No, io ho
fatto una domanda, Lei mi risponde e
così capiamo (pp.ii., voci sovrapposte). DE
CAPRIO - C'erano tutti
i latitanti di Cosa Nostra, tutti,
dal primo all'ultimo. AVV.
MALAVENDA - Cioè, Lei
cercava tutti i latitanti di Palermo?
DE
CAPRIO - Guardi, io mi sono
trovato a documentare l'incontro tra Ganci Raffaele e Cangemi Salvatore, che
io non lo conoscevo, va bene?, io non lo sapevo neanche
che esisteva. AVV.
MALAVENDA - E
certo, seguiva uno. DE
CAPRIO -
Questo Cangemi Salvatore una
mattina si presenta e quel giorno parte in latitanza, e io ci ho il
filmato e l'ho deposto in aula; questa era una cosa che io, li
vede(?), le dico, tutti i latitanti, perché? Perché è naturale nel tipo
di attività che facciamo noi io non lo so con chi si incontra Ganci Raffaele... AVV. MALAVENDA - Senta, io parlo dei latitanti che sono... DE CAPRIO - ... ma la sua potenzialità è totale. GIUDICE -Mi sembra, vorrei dire una cosa, mi sembra che ha detto abbastanza chiaro che cosa avevano in mente, era un'attività di Polizia Giudiziaria su vasta scala... AVV. MALAVENDA - Giudice, cosa abbiamo in mente, ognuno ci ha in mente quello che... GIUDICE - No, questo che ci ha detto lui, io sto dicendo, quindi ha detto che avevano in mente Totò Riina... AVV. MALAVENDA - Sì. GIUDICE - ... e altri latitanti che potevano essere di qualunque nome. AVV. MALAVENDA - Ecco, io voglio... GIUDICE - Quindi questo mi sembra abbastanza chiaro, non facciamoglielo ripetere per la decima volta. AVV. MALAVENDA - No, e... GIUDICE - Lei ha chiesto se tra i vari latitanti aveva in mente anche Provenzano, Lei può rispondere in modo anche più semplice... DE CAPRIO - Tutti i latitanti, sì, sì. GIUDICE
- ... dicendo "Era un
nome che ci rappresentavamo".. DE
CAPRIO - Certamente. GIUDICE
- ... oppure
"Era un nome sulla quale avevamo messo una pietra sopra"... DE
CAPRIO - Guardi, per
noi parlare di Riina... GIUDICE
- ... cioè può avere
avere anche una risposta più (p.i.,
voci sovrapposte). DE
CAPRIO - ... parlare
di Riina significava e significa parlare
di Provenzano. GIUDICE - Ecco. AVV.
MALAVENDA - Ma avete...? DE CAPRIO - Ha sempre significato questo. AVV. MALAVENDA - Senta, allora, intanto Provenzano era già la... non l'avete scoperto durante le indagini, era già latitante prima del '93. DE CAPRIO - Sì, sì, le ripeto, per noi, quando io cerco Riina è come se cerco anche Provenzano e anche Bagarella. AVV. MALAVENDA - Senta, però su Riina voi avete fatto un monitoraggio, cioè avete preso Ganci Raffaele, l'avete seguito, avete seguito suo figlio, quindi lo avete, come dire, accerchiato; avete fatto qualcosa di simile anche su Bernardo Provenzano oppure no? Lasci perdere con chi si imbatte per strada, intendo dire come obiettivo di partenza. DE
CAPRIO -
In questa indagine qua, Lei
dice? AVV.
MALAVENDA - E beh, certo, sì(?). DE
CAPRIO - Sì,
allora, guardi, perché... eppure è chiara la
cosa... AVV. MALAVENDA - Non lo so, di questo stiamo parlando. DE
CAPRIO -
No, guardi, ma è semplice...
AVV.
MALAVENDA -
Meno male. DE CAPRIO -... cioè, Lei non deve pensare a Riina perché è Riina, Riina è il capo di un'associazione che non è una... cioè, Riina e Provenzano dirigo... dirigevano l'associazione Cosa Nostra, Bagarella ugualmente, Biondino Salavatore, che non lo sapevamo, ugualmente, cioè noi abbiamo arrestato un capo mandamento, un certo Biondino Salvatore che impropriamente molti, nelle cronache viene indicato come autista di Riina, falsamente, è il capo mandamento di San Lorenzo, cioè la persona che è subentrata... AVV.
MALAVENDA - Chi, scusi(?)? DE CAPRIO - ... e c'è anche nel libro de... c'è anche nel libro (pp.ii., affrettandosi) io contesto e che è stato arrestato insieme a Riina Salvatore. AVV. MALAVENDA - Sì, questo (pp.ii., voci sovrapposte). DE
CAPRIO - Ora, io non lo cercavo Biondino Salvatore... AVV. MALAVENDA - Senta, Colonnello, abbia pazienza... DE CAPRIO - ... però l'abbiamo arrestato. AVV. MALAVENDA - ... no, allora, Lei Biondino Salvatore prima di quel giorno non sapeva neanche che esistesse. DE
CAPRIO - No, mai sentito. AVV. MALAVENDA - Ecco, invece Provenzano credo che ne avesse avuto... DE CAPRIO - Sì, e avevo... e pensavamo che avevamo buone possibilità di trovare anche Provenzano, perché io con la mia esperienza, ma anche Bagarella, anche Brusca. AVV. MALAVENDA - Eh, come ci arrivavate, voglio dire attraverso Riina o attraverso indagini autonome? DE
CAPRIO - Attraverso
sempre Ganci Ra... sempre la tecnica è questa, una famiglia di un... se
Lei, giustamente non possiamo fare la storia di Cosa Nostra, io mi rendo
conto... AVV.
MALAVENDA - No, vede, allora...
GIUDICE - (pp.ii., voci
sovrapposte) ecco, io direi... DE CAPRIO - Io mi rendo conto. GIUDICE - ... (pp.ii., voci sovrapposte) vorrei fare un breve inciso, diciamo, il teste ha dedicato (pp.ii., voci sovrapposte) nella vita... AVV. MALAVENDA - Giudice, siccome... GIUDICE - ... su questo tipo di indagine e quindi ha una memoria storica e uno spazio che è enorme, anche perché l'argomento trattato(?) è enorme. AVV. MALAVENDA - Io non lo posso ovviamente (p.i., fuori microfono), ci mancherebbe altro. GIUDICE - Quindi cerchiamo di riuscire a dare un tipo di taglio che consenta, sulla base delle domande, e tenuto conto anche del teste come risponde, perché ciascuno poi ha un suo modo di rispondere... AVV. MALAVENDA - Ma ci mancherebbe, ma possiamo (pp.ii., fuori microfono) stasera. GIUDICE - ... quello, ecco, non vuoI dire, ciascuno fa un suo percorso per arrivare a un punto finale... AVV. MALAVENDA - Non c'è problema. GIUDICE - ... che spesso può non coincidere a un certo punto al punto finale che Lei si auspicherebbe arrivare. AVV. MALAVENDA - A me basta che risponda alle mie domande, poi il resto... GIUDICE - Se noi riusciamo a fare domande che sono particolarmente mirate forse riusciamo anche, come dire, a guidare il teste. AVV. MALAVENDA - Giudice, allora, io... GIUDICE - Se no ci sono, ci perdiamo veramente nella storia di tutta la Mafia. AVV.
MALAVENDA -
... guardi, allora, il teste, che è persona intelligente e lo ha dimostrato
in diverse occasioni, non ha bisogno che io gli spieghi perché sto facendo domande
su Bernardo Provenzano. GIUDICE - No. AVV.
MALAVENDA - Lei che
ha letto il libro non ha bisogno, neanche il Pubblico Ministero, poverino,
lui, mi scusi, ma ha un'idea vaga(?), ecco, Bernardo Provenzano è un
elemento fondamentale per questa Difesa, per cui io continuerò a
interrogarlo su questo (p.i., fuori microfono) finchè non mi risponde, poi
può parlare anche di tutta la Mafia. GIUDICE - Sì, ma con delle domande... con(?) delle domande mirate. AVV. MALAVENDA - Eh, più mirato di così non so cosa dirle. GIUDICE - Va bene, procediamo. AVV. MALAVENDA - Ecco, allora, voglio dire, esiste una relazione, esistono dei rapporti nei quali Lei ha dato atto di aver cercato anche Bernardo Provenzano o contava di arrivarci attraverso vie che non mi interessano, per caso? DE
CAPRIO -
Dunque, noi, la strategia l'ho...noi cercavamo di arrivare a Riina Salvatore
perché abbiamo... e ai Corleo... che dirigeva Cosa Nostra, capo dello
schieramento dei Corleonesi e dei loro, e dei loro alleati; questo l'ho
scritto nella notizia di reato, l'ho depositato, è agli atti, l'ho
dichiarato anche, sì, questo in ogni occasione. Dunque, significa che Riina
Salvatore non è stato cercato in quanto Riina Salvatore ma in quanto capo
dello schieramento dei Corleonesi e dei propri alleati; pertanto per me da
professionista significa che io cercavo anche Provenzano Bernardo, anche se
non l'ho scritto, perché quando io dico "Ho lavorato sulla strage di
Capaci e ritengo che sia la commissione responsabile di quell’evento"
significa che io, la mia indagine è indirizzata su tutti i capi mandamento,
tra i quali il vice di Riina Provenzano... il vice di Riina che era
Provenzano. Questo è chiaro, però non l'ho scritto e non era una cosa, è
implicita, ecco, questa è la mia risposta.
GIUDICE - Va bene... AVV. MALAVENDA - Bene. GIUDICE - ... anche Lei magari nelle risposte se riesce ad essere selettivo... DE CAPRIO - Sissignore... sissignore. GIUDICE - ... per quanto (pp.ii., fuori microfono). AVV. MALAVENDA - Senta, Lei sa chi è Tullio Cannella? DE CAPRIO - Per averlo letto ma non l'ho conosciuto, non ho avuto... non ho mai lavorato su di lui. AVV. MALAVENDA - Tullio Cannella è un soggetto che Lei cita anche nella sua relazione, sa? DE CAPRIO - Sì? Sì, perché l'ho letto, non per averci lavorato, è un collaboratore ma non ho... mentre Di Maggio e Cangemi Salvatore ho avuto modo di lavorarci, su Cannella no. AVV. MALAVENDA - No, ma dico, ha letto i suoi verbali, però. DE CAPRIO - Guardi, in maniera un po' approssimativa, le devo dire la verità. AVV. MALAVENDA - Ma a me interessa, diciamo, quel verbale che Lei cita nella sua relazione, ecco. DE CAPRIO - Sì, sì. AVV. MALAVENDA - Le risulta se in quel verbale o in altri verbali che Lei ha avuto modo di consultare, o attraverso altre conoscenze, che Tullio Cannella abbia riferito che in base alle sue conoscenze Provenzano era colluso con le istituzioni e anche con i Carabinieri? DE CAPRIO - Mah, io le ripeto, sicuramente sarà... sono pubblici questi verbali, sicuramente l'avrà de... l'ho letto sui giornali, ritengo. AVV. MALAVENDA - No, io sto chiedendo a Lei, non... mi interessa sapere(?) se Lei lo sa. DE
CAPRIO - Sì,
sì, ho sentito questa cosa, l'ho sentita, ne sono a conoscenza, non ricordo
se l'ho letto o se l'ho letta sui giornali, però ne sono a conoscenza, l'ho
sentita, anche altre cose. AVV. MALAVENDA - Senta, ma Cannella è un collaboratore di giustizia o è un soggetto non attendibile per le indagini? DE CAPRIO - Non so, io non ho fatto mai indagini avvalendomi delle dichiarazioni di Cannella, quindi non mi sento di valutarIo. AVV. MALAVENDA - Cannella è un collaboratore di giustizia oppure no, che Lei sappia? DE CAPRIO - Sì, so che è un collaboratore di giustizia... AVV. MALAVENDA - Bene. DE
CAPRIO - ... ritenuto attendibile. AVV. MALAVENDA - Senta, le risulta se a Palermo è ancora in corso un'inchiesta sulle modalità dell'arresto di Riina e sulle vicende conseguenti ad esempio alla mancata perquisizione e la mancata, il mancato controllo di via Bernini, 54? DE CAPRIO - Ho letto sul giornale che dovrei... che volevano sentire, che avevano fatto, che la Procura di Palermo ha fatto una richiesta di archiviazione su quella cosa ma che il G.i.p. ha chiesto ulteriori indagini, e di dentire me e il Colonnello Mori, l'ho letto su "Repubblica". AVV. MALAVENDA - Okay, senta, adesso veniamo all'arresto di Totò Riina. DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA -Allora, io ho prodotto la scorsa volta una cartina fatta a penna che dovrebbe essere quella che Balduccio Di Maggio ha fatto a Novara davanti al Generale Delfino, peraltro il suo Difensore ne aveva una copia più bella della mia che ha prodotto a sua volta, quindi potrei dire che su quella piantina... (Ndt, intervento inint. fuori microfono). AVV. MALAVENDA - ... ecco, perfetto, grazie. GIUDICE - La diamo in visione al teste? AVV. MALAVENDA - Sì, la ringrazio, faccia pure. GIUDICE - Viene sottoposta in visione al teste la produzione di Parte Civile DE CAPRIO della scorsa udienza. Possiamo riprendere... poi(?) se no lasciamoglielo lì questo perché se diventa (pp.ii., rumori di fondo). AVV.
MALAVENDA - Signor Giudice... DE
CAPRIO(?) - Sì. AVV. MALAVENDA - ... io la pregherei, se vuole seguire le mie domande... DE CAPRIO(?) - Sì. AVV. MALAVENDA - ... di prendere il documento 6 che è agli atti, che è lo stradario di Palermo perché... GIUDICE
- Il documento 6
delle produzioni? AVV. MALAVENDA - ... sì, che è lo stradario di Palermo dove c'è piazza Einstein che è la rotonda dove è stato arrestato Riina con tutto il... le strade circostanti. GIUDICE
- Lo stradario. AVV.
MALAVENDA -
Esatto, sì. GIUDICE - Sì. AVV. MALAVENDA - Lo stradario sono tre perché... GIUDICE
- Lei pregherebbe di
darlo al teste...? AVV. MALAVENDA - No, no. GIUDICE - ... o pregherebbe che l'avesse il Tribunale sottocchio? AVV. MALAVENDA - Sì, perché io, siccome la piantina è Palermo, sono zone note al teste perché ci ha lavorato, mentre invece Lei potrebbe avere delle difficoltà a seguirmi nelle domande. GIUDICE - Senza dubbio. AVV. MALAVENDA - Allora se io dico in alto, a destra e a sinistra per Lei è più semplice capire... GIUDICE - Sì. AVV. MALAVENDA - Ecco, mi scusi, eh?, se mi permetto, ecco, allora Lei conferma intanto che quella, quello schizzo era allegato al verbale di Balduccio Di Maggio? DE CAPRIO - Sì, confermo. AVV.
MALAVENDA -
Ecco, senta, allora Lei conferma che Riina è stato arrestato, diciamo, a
piazza Einstein detta la rotonda
dell'Agip? GIUDICE(?)
- Piazza Einstein...? DE CAPRIO(?) - Kennedy(?). AVV.
MALAVENDA - Detta anche la rotonda del Motel Agip? DE CAPRIO - Ah, sì, sì, dove... AVV.
MALAVENDA - Quindi
possiamo... possiamo... DE
CAPRIO -
Viale Kennedy? GIUDICE(?)
- (pp.ii., voci sovrapposte)
Einstein. DE
CAPRIO - (pp.ii.,
voci sovrapposte) Kennedy, mi ricordo io, mi ricordo Kennedy. AVV.
MALAVENDA -
Allora, guardi, e io non
posso avvi... allora, la rotonda... DE CAPRIO - Sì, quello lì, al Motel Agip che nella cartina è qui a destra, proprio dove c'è lo spigolo, prima. AVV. MALAVENDA - Ecco, perfetto, e diciamo che è la rotonda che incrocia... DE CAPRIO - Sì, sì, è la rotonda che incrocia Regione Siciliana... AVV. MALAVENDA - ... viale (pp.ii., voci sovrapposte). DE CAPRIO - ... dalla parte del controviale, dove c'è il i semaforo. AVV. MALAVENDA -Esatto, benissimo, e la strada trasversale è via Leonardo da Vinci, è corretto, quella che taglia...? DE CAPRIO -Quell'altra è Leonardo da Vinci, quella sopra è via Uditore... AVV.
MALAVENDA - Sì.
DE CAPRIO - ... .questa qua sulla destra tra via... questa dove è compreso il giardino, quella sopra è via Uditore. AVV. MALAVENDA - Benissimo, allora io ho, in quella piantina ci sono due croci, una in alto a destra, che dovrebbe essere il fondo Gelsomino, credo, più o meno. DE CAPRIO - Sì, è... via Uditore, 13 barrato A, fondo Gelsomino. AVV
MALAVENDA - E' quella... GIUDICE - Scusi, dov'è via Uditori? AVV.
MALAVENDA - Allora...
DE
CAPRIO - Quella sopra. AVV.
MALAVENDA - ...
diciamo in alto a destra. GIUDICE
- No, Lei ci ha la piantina,
mi dica DI, D2, quelle cose semplici
che si fanno quando si... AVV.
MALAVENDA -
Allora (pp.ii., fuori
microfono). GIUDICE
- Ecco, ma sono così gli stradari, quindi così io ci arrivo, perché se io vado in giro per... AVV. MALAVENDA - No, perché il fondo Gelsomino lì non c'è scritto, però, diciamo, guardando piazza Einstein è nel quadrato in alto a destra. GIUDICE - In alto... AVV. MALAVENDA - Via Giotto, in quella zona lì. GIUDICE - In alto a destra... AVV. MALAVENDA - Sì. GIUDICE - ... D1? AVV.
MALAVENDA -
... D3 direi, più o meno, ecco. GIUDICE - D3 (pp.ii., fuori microfono). AVV. MALAVENDA - Quindi, diciamo, la croce in alto a destra è il fondo Gelsomino, poi c'è un'altra croce che è in basso a sinistra, che è una traversa di via Leonardo Da Vinci, è corretto...? DE CAPRIO - In alto a sinistra, secondo me. (Ndt, intervento inint. fuori microfono). AVV.
MALAVENDA -
Allora... in alto a sinistra, sì, scusi, ha
ragione. DE
CAPRIO - (pp.ii., fuori
microfono). AVV. MALAVENDA - Quindi diciamo le due croci sono croci poste da Balduccio Di Maggio... DE CAPRIO - Sì. (Ndt, intervento inint. fuori microfono). AVV.
MALAVENDA - Forse c'è la stessa (pp.ii., fuori microfono) . (Ndt, intervento inint. fuori microfono). GIUDICE - Nel
microfono, Avvocato. (Ndt, intervento inint. fuori microfono). AVV.
MALAVENDA - Ma
è lo stesso. (Ndt, intervento inint. fuori microfono). AVV.
MALAVENDA - No, ma
voglio dire, lo stradario è questo che
incrocia (pp.ii., fuori microfono). DE
CAPRIO - Sì,ma mi ricordo perfetto, come se la (pp.ii., voci
sovrapposte). GIUDICE - Lei conosce la zona, poi. DE
CAPRIO - Sì, sì. (Ndt,
intervento inint. fuori microfono). AVV. MALAVENDA - (pp.ii., fuori microfono). (Ndt, intervento inint. fuori microfono). AVV.
MALAVENDA -
Sì, sì, io... (Ndt,
intervento inint. fuori microfono). AVV.
MALAVENDA -
Ecco, sì. GIUDICE
- Che
è quella che stavo vedendo io. AVV. MALAVENDA - Sì, esatto, diamo i nomi alle vie perché il.. . (Ndt, intervento inint. fuori microfono). AVV. MALAVENDA - (pp.ii., fuori microfono). C'era scritto sullo stradario che Riina stava lì. (Ndt, intervento inint. fuori microfono). GIUDICE - Va bene. AVV. MALAVENDA - Allora, dunque, Colonnello, guardando lo stradario, allora... DE CAPRIO - Sì, sì. AVV.
MALAVENDA - ... via
Bernini, dove in realtà si trovava,
diciamo, il Riina è nella casella B2, in alto a sinistra, giusto? C'è scritto (pp. ii. , voci
sovrapposte). DE CAPRIO - Sì, sì, ma poi me lo ricordo(?), è praticamente a destra di dove viene indicato qua. AVV.
MALAVENDA - Benissimo, mentre invece la croce posta dal signor
Balduccio Di Maggio è messa in basso a sinistra,
giusto? DE
CAPRIO - E io ce l'ho in alto a sinistra, non so, forse (pp.ii., fuori microfono). GIUDICE - Se gli diciamo in che via sarebbe, in corrispondenza di quale via il basso e l'alto perdono di significato. AVV.
MALAVENDA - Eh, lo so, ha
ragione, però il mio problema è... GIUDICE
- Cioè, nel senso
che qui c'è via Pozzo in basso a sinistra, B4(?), se è lì... AVV.
MALAVENDA - Allora, guardi,
guardi, Presidente... GIUDICE - ... diciamo in prossimità di via Pozzo, perché se andiamo all'alto e il basso a secondo come(?) uno se lo mette ci perdiamo. AVV.
MALAVENDA -...
allora, nel quadrato D5 c'è l'Uditore, giusto?
GIUDICE
- Nel quadrato...? AVV. MALAVENDA - D5 c'è via Uditore. DE
CAPRIO -
Sì. AVV. MALAVENDA - Giusto? GIUDICE - Sì? Via Uditore, e lì cosa c'era? AVV.
MALAVENDA -
Lì cosa c'era? DE
CAPRIO - Al numero 13
barrato A c'è fondo Gelsomino, che sarebbe
questo giardino che viene riprodotto da Di Maggio qua... AVV. MALAVENDA - Benissimo. GIUDICE - Che è quindi... DE
CAPRIO -
... fino(?) alla rotonda, che confina con la rotonda dove è stato
arrestato, sulla strada del semaforo.
AVV.
MALAVENDA -
Benissimo. GIUDICE - (pp.ii., fuori microfono) che quindi è nella tavola D3, nella tavola 3, D5. AVV.
MALAVENDA - D5,
esatto. DE CAPRIO -Ecco (pp.ii., fuori microfono) qui mi confondo. AVV. MALAVENDA - Bene, l'altro luogo indicato da Di Maggio con l'altra croce dove si trova? DE CAPRIO - L'altro luogo si trova in via Margi Faraci numero 40... AVV. MALAVENDA - Che è... DE CAPRIO - ... all'angolo con via AllMayer(?), quindi non so dove... non dove lo indica lui, un po'... molto più lontano, ed è... AVV. MALAVENDA - Non dove lo indica lui? DE CAPRIO - No, ha sbagliato la ricostruzione. AVV. MALAVENDA - Ma, mi scusi, guardi, rispetto all'Uditore è in alto, a sinistra, a destra, dove si trova? DE CAPRIO - E' molto più... praticamente lui confuse questa, infatti non la trovammo questa qua, questa casa qua siamo impazziti, l'abbiamo trovata col pentimento di Cangemi perché è la casa di Guddo(?) Girolamo; infatti lui, infatti la cosa drammatica era questa, che lui aveva indicato queste due case che non erano le case peraltro dove abitava Riina, lui lo dice chiaramente nel verbale... AVV. MALAVENDA - Sì, sì, lo dice chiaramente. DE CAPRIO - ... e noi per identificare questo fondo Gelsomino lo facemmo subito, e si, e lui disse che lì aveva accompagnato, a questo cancelletto che si vede in via Uditore, Ganci Raffaele 5 anni prima, mentre nell'altra casetta, che era quella che ci interessava di più per le indagini... AVV. MALAVENDA - Sì, sì. DE
CAPRIO - ... perché se avessimo scoperto l'intestatario avremmo potuto
seguirlo, non per farci la perquisizione come volevano invece, come
avevano deciso..
. AVV. MALAVENDA - Ma dove (pp.ii., voci sovrapposte)? DE CAPRIO - ... questa è la casa di Guddo Girolamo e si trova in terri... gliel'ho detto, se ci ha lo stradario lo può vedere Lei, deve trovare via Margi Faraci(?), comunque sempre in questo settore qua però molto più a sinistra, non è molto vicino a via Leonardo Da Vinci, è più verso via Anapo, questi, queste vie qui che... AVV. MALAVENDA -Ho capito, quindi diciamo, sempre in basso ma a sinistra. DE CAPRIO - ... è su Altarello di Baida, su Altarello di Baida. AVV. MALAVENDA - Quindi diciamo sempre in basso ma a sinistra, ho capito. DE
CAPRIO - Sì, però io
ce l'ho in alto... ah, ma in basso Lei
dice perché quello lo considera il basso? AVV.
MALAVENDA - Cioè
questo (pp.ii., fuori microfono). DE
CAPRIO - Ah, no, io ci
ho quell'altro, guardi, se parliamo
con quell'altra cosa perché se no... AVV.
MALAVENDA - (pp.ii., fuori
microfono). DE CAPRIO - ... eh, no, eh, per carità. AVV.
MALAVENDA - (pp.ii., fuori
microfono) se io la vedessi ragionerei (p.i., fuori microfono). DE
CAPRIO - Ah, ecco
perché, no, no, parliamo con questo perché se no è una battaglia. AVV. MALAVENDA - Per questo intendo dire... DE CAPRIO - Perché se no è una battaglia. AVV. MALAVENDA - Quindi l'Uditore è D5. DE CAPRIO - Sì, ma... va be', comunque (pp.ii., affrettandosi) via... Olmaier(?), via Margi Faraci(?), numero 40, abitazione di Guddo Girolamo che non riuscivamo a trovare. GIUDICE - Ecco, ci aveva detto l'indirizzo... AVV.
MALAVENDA - Benissimo,
perfetto. DE
CAPRIO - Ecco,quindi non ci
sono dubbi. GIUDICE - ... più di così. AVV.
MALAVENDA -
Ecco, via Bernini rispetto a
questo... DE CAPRIO - Quindi è due chilometri più giù (pp.ii., affrettandosi) un'altra parte. GIUDICE - Un'altra parte. DE CAPRIO - Un'altra parte. AVV.
MALAVENDA - Prego? DE CAPRIO - Cioè, questa casa qua ha sbagliato, cioè l'indicazione che lui dà è errata... GIUDICE - (pp.ii., fuori microfono). AVV. MALAVENDA - E' sbagliata. DE CAPRIO - ... cioè si trova in... lontano. GIUDICE - Lontano. AVV. MALAVENDA - Però lui dice, quando lui dà l'indicazione dice "E' una traversa di via Leonardo da Vinci", non dà l'indirizzo. DE
CAPRIO - Eh, ma sbaglia infatti perché è da un'altra parte..
. AVV.
MALAVENDA -
Ho capito, però... DE CAPRIO - ... lo sa perché se ci ha lo strada... infatti Lei qui non la vede via Margi Faraci(?). AVV. MALAVENDA - ... sì, ma Lei l'aveva(?) scoperto cinque anni dopo, mi ha detto, quindi le vostre indicazioni di Ganci quando pensavate che fossero corrette... DE CAPRIO - Non cinque anni, sette mesi dopo l'abbiamo scoperto, non cinque anni dopo. AVV.
MALAVENDA - No,
comunque dopo aver preso Riina, voglio dire,
no. DE CAPRIO - Cangemi, Cangemi perché questa casa in realtà era... chi è che la teneva era Cangemi, noi non... questo lui non lo sapeva. AVV. MALAVENDA - Okay(?), allora, sulla base delle informazioni fornitevi da Balduccio Di Maggio... DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - ... voi avete pensato che Riina si fosse recato in due posti di versi: uno era l' Uditore, fondo Gelsomino, il secondo posto che lui ha indicato sbagliando era una traversa di via Leonardo da Vinci, è corretto? DE CAPRIO - Sì, lui ne... lui diceva... AVV.
MALAVENDA - Bene,
perfetto. DE CAPRIO - ... devo solo rispondere o posso parlare...? AVV.
MALAVENDA: No, no, siccome io. . .
DE CAPRIO - No, perché, visto perché è importante... AVV. MALAVENDA - Eh... eh... DE
CAPRIO - ... cioè, lui
praticamente, questo, il Di Maggio arriva, non (p.i., affrettandosi) e dice
che cinque anni prima ha portato in questa casa, e la descrive bene, questa,
questo giardino, fondo Gelsomino, ci ha accompagnato Ganci Raffaele. In
un'altra casa invece, e però dice quella lì era una casetta di campagna,
si capisce non era... cioè era buona per gli incontri, si capisce, ma per
noi era difficile da lavorarci, invece dice nell'altra casa ci abitava
proprio una famiglia, che quando... quindi era una casa dove viveva una
persona, difficilissima da individuare, però buono perché se noi avessimo
identificato queste persone era buono per lavorarci; ma di perquisizioni Di
Maggio non... cioè il Di Maggio non ha mai detto che in queste case ci
viveva e ci dormiva Salvatore Riina... AVV. MALAVENDA - Dunque... DE CAPRIO - ... se... in queste case dove lui aveva (pp.ii., voci sovrapposte). AVV. MALAVENDA - ... sì, sì, ma io guardi, è agli... DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - ... cioè, nonostante Lei abbia delle riserve su Lodato... DE
CAPRIO -
No, no. AVV. MALAVENDA - ... nel libro sono trascritti brani dell'interrogatorio reso da Balduccio Di Maggio che nessuno dei querelanti, compreso Lei, ha contestato, quindi parto dal presupposto che almeno il trascritto sia corretto; e nel libro si dà atto di quello che Lei sta dicendo, quindi siamo tutti d'accordo che mai Balduccio Di Maggio ha detto di sapere dove abitava Riina, o perlomeno non del tutto, adesso poi vedremo, ma ha indicato due posti in cui sapeva che lui, Riina, aveva incontrato delle persone, dice "Dà appuntamenti per i suoi affari nella zona di via Leonardo da Vinci in un raggio di 3, 400 metri, so tutto perché sono stato per anni il suo autista personale", è corretto quello che sto leggendo? DE CAPRIO - A che pagina, dottoressa? AVV. MALAVENDA - Prego? DE CAPRIO - Posso sapere la pagina che...? AVV. MALAVENDA - No, Lei, scusi, Lei il verbale di Balduccio Di Maggio immagino che lo conosca. DE CAPRIO - Ah, sì, sì, no, lui dice, sì, sì, quello che lo conosco perfettamente... AVV. MALAVENDA - Eh, esatto. DE CAPRIO - ... lui dice cha ha accompagnato Riina e che ha fatto l'autista di Riina. AVV. MALAVENDA - Perfetto, benissimo. GIUDICE
- Va bene. AVV. MALAVENDA - Poi però, leggo sempre in questo verbale, che Balduccio Di Maggio dice anche che Riina abitava in una villetta con un telecomando, perché dice "Raffaele Ganci era in possesso di un telecomando per aprire il cancello della villetta dove abita il Riina; quando Ganci è stato arrestato Totò Riina ha provveduto a cambiare il codice di apertura del cancello; detta villetta è nel quadrivio composto da viale della Regione Siciliana(?), via Leonardo da Vinci, via Notarbartolo", questo sembrerebbe essere il verbale di Balduccio Di Maggio, quindi Balduccio Di Maggio dice una cosa in più. DE CAPRIO - Eh, no, no, questo non mi pare, non lo dice nel verbale che ci ho io. AVV.
MALAVENDA -
Non lo so, sto chiedendo (pp.ii., voci sovrapposte).
DE CAPRIO - No, infatti (pp.ii., voci sovrapposte). GIUDICE - Lei che cosa ha letto, Avvocato, Lei sta leggendo il libro? AVV.
MALAVENDA - Io sto
leggendo... (Ndt, intervento inint.
fuori microfono). GIUDICE - Lei sta leggendo il libro. DE
CAPRIO -
No,
no... AVV. MALAVENDA - Scusi, Giudice, io la premessa che ho fatto è stata: nelle querele non mi è parso di leggere, e poi questo, l'incipit era stato questo, "Non mi è parso di leggere...", pagina 52, 53 stavo leggendo, "Non mi è parso di leggere alcuna contestazione sulla fedeltà degli atti che Lodato cita rispetto alla realtà". DE CAPRIO - No, guardi, questo è proprio falso... AVV. MALAVENDA - Va bene (pp.ii., voci sovrapposte). DE CAPRIO - ... cioè, questa cosa qua del libro è clamorosamente falsa e non vera. AVV.
MALAVENDA - (pp.ii., fuori
microfono). DE CAPRIO - Cioè, io l'ho visto Di Maggio, ci ho parlato io, ero là, quindi questo che scrive il... in questo libro si dice questa cosa ma io la contesto proprio concettualmente perché non è possibile scrivere una cosa del genere, perché io ero là. AVV.
MALAVENDA - Perfetto, no, no, per carità, io sto leggendo, guardi,
io sto leggendo un libro che non ho scritto io... GIUDICE
- Va be', ma... DE
CAPRIO - E ci ho il verbale, che se vuole posso... GIUDICE
- ... questa parte qua, diciamo, si riporti fedelmente oppure
no adesso non è neanche materia di... AVV.
MALAVENDA - Allora,
Giudice, ecco... DE
CAPRIO - No, signor Presidente, l'allegato al... questa cartina, io ho il
verbale in cui... GIUDICE
- Sì. DE CAPRIO - ... e lì c'è scritto quello che ha detto Di Maggio, Lei lo può, ne possiamo prender visione immediata, se Lei mi autorizza lo possiamo esibire, e Lei vedrà che è falso. GIUDICE - (pp.ii., fuori microfono). AVV. MALAVENDA - Allora, io vorrei sapere... DE CAPRIO - E' falso. AVV.
MALAVENDA -
... allora... GIUDICE - Va be', proseguiamo con le domande. AVV. MALAVENDA - Va bene, quindi, voglio dire, Lei esclude che a Novara il signor Balduccio Di Maggio abbia fatto riferimento a una villetta? DE CAPRIO - lo escludo che Balduccio Di Maggio nel verbale che ha... io ci ho il verbale, lo possiamo vedere anche subito, e non c'è questa cosa, comunque le escludo in maniera categorica che Balduccio Di Maggio: abbia mai detto nel periodo dal 12 gennaio al... AVV.
MALAVENDA - No,
no... DE CAPRIO - ... all'arresto di Riina, quando ero là... AVV.
MALAVENDA - ... 9
gennaio, no, no... DE
CAPRIO - ... e quindi
per le indagini che abbiamo fatto là
questa cosa non l'ha detta. AVV. MALAVENDA - No, scusi, allora io sto parlando di un verbale fatto a Novara, mi pare che l'abbiamo capito tutti. DE CAPRIO - Sì, ce l'ho qua, guardi, se vuole glielo... glielo possiamo esibire. AVV. MALAVENDA - Ecco, 9 gennaio, quindi non 12 gennaio, 9 gennaio... DE CAPRIO - Sì, sì. AVV.
MALAVENDA - ... in
cui il Loda... il Bolzoni, scrivendo una cosa che non esiste, ha scritto
questi passaggi; allora volevo sapere, aldilà del verbale, nel patrimonio
delle sue conoscenze... , DE
CAPRIO - No, no c'è. AVV. MALAVENDA - ... non c'è questo... benissimo, allora diciamo che voi andate, andate a, come dire, quello che vi dice Balduccio Di Maggio dal punto di vista delle vostre indagini per trovare il covo di Riina non servono a nulla. DE CAPRIO - No, non è vero, questo non è, non sarebbe, non sarei onesto. AVV.
MALAVENDA -
Ecco, allora in cosa vi aiuta? A parte riconoscere poi Riina, quello viene dopo...
DE
CAPRIO - Sì, vuole che...? AVV. MALAVENDA - ... cioè, quali sono i dati che vi fornisce che...? DE CAPRIO - Sì, allora, va be', allora, se mi autorizza dobbiamo(?) fare un'esposizione sistematica degliì eventi perché altrimenti... AVV. MALAVENDA - No, scusi, no, allora, abbia pazienza, io vorrei sapere, Lei ha detto che ha dato due indicazioni, una addirittura sbagliata e una inutile perché certamente Riina non abitava al Gelsomino... DE CAPRIO - Esatto. AVV. MALAVENDA - ... giusto? DE CAPRIO - Sì, sì, lo dice lui, lo riconosce{?). AVV. MALAVENDA - Benissimo, allora io adesso non vorrei, poi ci arriviamo, guardi, ricostruiremo tutto l'iter(?), non si preoccupi, voglio sapere solamente una cosa intanto, far gli spunti investigativi che Lei, Comandante del ROS in loco, riceve da Balduccio Di Maggio vorrei sapere se attraverso i verbali di Novara o attraverso le indicazioni dirette, che tipo di spunti perché la villetta no, il fondo Gelsomino non ci abitava, l'altra strada era addirittura sbagliata, avete avuto la conferma che Riina e Ganci si frequentassero, il che era già un dato acquisito, quindi Balduccio Di Maggio vi ha fornito spunti concreti investigativi sulla posizione di Riina a Palermo a parte questi oppure no? GIUDICE - Prego. DE CAPRIO - Sì, allora... dunque, arriva a Palermo il collaboratore Di Maggio, quindi io vengo inviato lì su richiesta, praticamente il dottor Caselli aveva... GIUDICE
- Se può parlare (pp.ii.,
fuori microfono). DE
CAPRIO - ... il dottor
Caselli aveva avvisato, aveva contattato il Generale Mori e il Generale Mori
telefona a me e mi dice "Siccome c'è un'operazione di Novara, hanno
arrestato una persona che parla di Riina e parla dei Ganci, per
favore..." anzi, per favore per niente
"... vai immediatamente lì a disposizione e erificane
l'attendibilità e dai tutti i contributi possibili e immaginabili per
questo lavoro". Allora arrivo là, vado, mi presento e la prima
indicazione che dà Di Maggio era stata che... AVV.
MALAVENDA -
Mi scusi, a Novara o a
Palermo? DE CAPRIO - A Palermo, io le (?) parlo quando arrivo là parlo, c'è il dottor Aliquò, altri Magistrati della Procura di Palermo, Lovoi(?), Pignatone... AVV. MALAVENDA - E Balduccio Di Maggio nel frattempo è arrivato a Palermo... DE CAPRIO - Sì, è arrivato lì, è arrivato lì, sì. AVV.
MALAVENDA - .,. ecco, è accompagnato
dai Carabinieri Novara.
i DE
CAPRIO - C'era il Colonnello Tassi dei Carabinieri di Novara..
. AVV.
MALAVENDA -
Sì. DE
CAPRIO - ... ma
la scorta gliela facevano l'Arma territoriale
e... AVV. MALAVENDA - No, beh, certo, ma dico, da Novara... DE
CAPRIO -
Trasportato da Novara, sì, sì.
AVV.
MALAVENDA -
... da Novara l'avevano
accompagnato due, diciamo, subor... sottoposti di Delfino, è corretto? DE CAPRIO - Sì, ma anche altri, eh?, anche, sì, sì (pp.ii.,voci sovrapposte). AVV. MALAVENDA - No, a me interessa il gruppo di Novara. DE CAPRIO - Sì, sì. AVV. MALAVENDA - Benissimo, quindi Lei lo incontra... DE CAPRIO - Però il capo degli espone... di Novara era questo Colonnello Tasso, comunque... AVV. MALAVENDA - E Lei lo incontra quindi a Palermo quando arriva. DE CAPRIO - lo arrivo e c'è il Generale Cancellieri, il Colonnello Cagnazzo e tutta la Procura di Palermo con il Procuratore Aliquò che faceva le funzioni di Procuratore, e allora la prima notizia che mi dicono, cioè "Questo collaboratore ha detto che Riina Salvatore ci ha un documento, va in giro con il nome di Tamburello e... che è un medico", a tale proposito il Procuratore Aliquò disse che il suo staff, non so, qualche P.M. suo, aveva già verificato l'esistenza di medici con il cognome Tamburello e non solo, uno di questi, un Magistrato, era andato a vedere personalmente sotto il citofono l'esistenza di questo Tamburello. lo dissi "Va be', a noi non ci dice niente, comunque andiamo avanti", poi fecero tutti gli accertamenti su questo Tamburello, indicazione che non ha trovato riscontro... AVV. MALAVENDA - Bepe{?). DE CAPRIO - ... perché quando arrestiamo Riina noi lo troviamo con la carta d'identità di Bellomo, uno di Mazara del Vallo. AVV. MALAVENDA - (pp.ii., fuori microfono). DE CAPRIO - Poi, altra notizia che... quindi per noi, per me questa non era... non ho potuto confermare; seconda cosa importante che dice, due cose importanti che dice Di Maggio, dice "Ganci, Riina Salvatore lo tengono, gli fanno da autista Ganci Raffaelele e Giuseppe Sansone". Allora io dico "Ganci Raffaele non gli fa da autista perché sono sei mesi che noi lo seguiamo e Ganci Raffaele ci ha l'autista, che è Ciminello Francesco, e non fa l'autista a nessuno", però il discorso mi inizia a interessare perché poi dice Sansone, questi Sansone noi non li conoscevamo affatto...
AVV.
MALAVENDA - (pp.ii., fuori
microfono). DE CAPRIO - ... erano persone nuove, anche se un fatto importante era che il padre di questi Sansone veniva fuori nello stesso procedimento penale, Spatola più 74, in cui era stato indagato quel Ciminello Francesco che ora faceva l'autista a Ganci Raffaele; vede la continuità di Cosa Nostra, gli equilibri che si evolvono nel tempo? Dunque per me è attendibile questo, questo personaggio, e ho da... e Ql1ind,i ho iniziato a prenderlo in considerazione, ma questi sono I i miei processi mentali per dire perché era attendibile, perché il fatto che Sansone fosse legato a Ganci non c'erano elementi formali per dirlo ma io lo sapevo perché Ciminello Francesco era nello stesso contesto del padre di Sansonei sono indizi, non sono nessuna prova però per me lo rendono autorevole questo personaggio, non è un millantatore. AVV. MALAVENDA - Chiedo scusa, posso interrompere il teste? DE
CAPRIO - Poi... i- AVV. MALAVENDA - Scusi, quindi Lei mi sta dicendo che il fatto che Sansone Giuseppe non facesse l'autista a Riina Lei lo sapeva già da prima? DE CAPRIO - Ganci Raffaele non faceva in quel periodo... AVV. MALAVENDA - No, Sansone... DE CAPRIO - ... l'autista a Riina... no, aspetti, se posso continuare, poi ci dico come siamo arrivati anche a questa affermazione; sì, poi abbiamo visto che neanche Sansone Giuseppe faceva l'autista, e infatti... poi, se posso continuare. AVV. MALAVENDA - No, no, scusi, no, no, è... GIUDICE
- (pp.ii., fuori microfono). DE CAPRIO - Sì, lo... AVV. MALAVENDA - Quindi Lei sapeva già, avendolo seguito per via autonoma, che Raffaele Ganci non faceva l'autista di nessuno ma anzi si faceva portare in giro. DE CAPRIO - Sì. AVV.
MALAVENDA - Ecco, però
avvalersi di una persona per gli spostamenti equivale a dire che gli fa
l'autista? DE
CAPRIO -
Sì, ma, vede, se Lei vede il
verbale, che io ce l'ho qua, lo leggiamo, io le dico quello che diceva Di
Maggio, non ho giudicato... AVV. MALAVENDA - lo ho qui la sua relazione. DE
CAPRIO -
... io non ho giudicato, no? AVV.
MALAVENDA - Scusi,
è la sua relazione. DE
CAPRIO -
lo dico in quel periodo Ganci
Raffaele non faceva l'autista. '
AVV.
MALAVENDA -
No, scusi, allora,. nella sua
relazione Lei dice "Il collaboratore aggiungeva che per i suoi
spostamenti il latitante si avvaleva di Raffaele Ganci"; allora volevo
capire, sono sue parole, avvalersi di qualcuno per gli spostamenti vuol dire
solamente che uno gli fa l'autista o anche che gli, logisticamente lo aiuta
a spostarsi? DE CAPRIO - Scusi, Avvocato, io, vede, io ho molto rispetto del suo lavoro ed è... che non è facile come non è facile quello di nessuno... AVV. MALAVENDA - Eh. DE CAPRIO - ... però se Lei, io sto, se Lei fa riferimento alla mia sintetica relazione che senso ha? Cioè, Lei mi ha fatto una domanda, quando è venuto Di Maggio, no?, allora io la chiedo, per favore, cioè, non è, io non ho niente, io voglio affermare la verità perché non ho un interesse di niente, e la prego (pp.ii., affrettandosi) perché se no diventa una questione, non lo so. AVV. MALAVENDA - I documenti (pp.ii., fuori microfono). DE CAPRIO - Se Lei fa riferimento a una relazione, Lei mi sta dicendo, scusi, Presidente, forse eccedo nelle cose ma la domanda era un'altra. GIUDICE - No, no, va bene, direi conteniamoci in un binario che sia legato sia a quella che è la sua relazione e a quello che ci dice il teste che inevitabilmente è più vasto. AVV. MALAVENDA - No, ma cioè, scusi, Presidente, lui sta... GIUDICE - Abbiamo visto il teste com'è adesso, devo dire è un testimone che, ciascuno è fatto a modo suo e ciascuno ha i percorsi logici... AVV. MALAVENDA - Senza alcun dubbio... GIUDICE - ... e (p.i., fuori microfono) che ritiene... AVV. MALAVENDA - ... però... GIUDICE - ... quantomeno un punto lo possiamo constatare, che quella è una relazione sintetica e che la Parte, il testimone ci sta raccontando... AVV. MALAVENDA - Ma, GIUDICE, scusi, allora... GIUDICE - ... a una sua domanda specifica il testimone la prende da lontano e arri.va con il suo percorso, quindi..
. AVV. MALAVENDA - No, no, ma guardi, la può prendere da dove vuole, il problema è questo, allora, Lei comprenderà bene però che se io chiedo conto di elementi positivi re lui mi parla degli elementi che non gli sono serviti perdiamo venti minuti inutilmente... DE
CAPRIO
- No, no... AVV.
MALAVENDA - ... perché
se Tamburello è una pista inutile..
.(Ndt, intervento inint.
fuori microfono). AVV. MALAVENDA - ... e Raffaele, allora nel percorso... DE
CAPRIO(?)
- No, no... GIUDICE - Va bene, procediamo con le domande. AVV. MALAVENDA - ... però nel percorso, io, siccome stiamo parlando adesso di Di Maggio, che cosa ha detto e che cosa lui sapeva o ha accertato... GIUDICE - E gliel'ha spiegato. AVV. MALAVENDA - ... no, certo, ma allora, Ganci, Di Maggio avrebbe detto che gli faceva da autista, allora volevo dire, volevo chiedere a lui se in base al linguaggio che lui adopera in questa relazione, che in questo momento è di suo pugno, lui intendeva dire, usando questa perifrasi "Si avvaleva" che faceva da autista e ha usato un termine...? GIUDICE - Ecco, facciamogli la domanda diretta. AVV. MALAVENDA - Eh, GIUDICE, io mi... a me sembrava di averla fatta chiara, cioè volevo sapere... GIUDICE - Allora... AVV. MALAVENDA - ... se, posto che Di Maggio parla di autista e lui nella sua relazione dice "Si avvaleva di. .." se si avvaleva di, per lui vuol dire che faceva l'autista, mi sembra che sia... GIUDICE - Ho capito, il chiarimento che vuole l'Avvocato è questo. AVV. MALAVENDA - Ecco. i. DE CAPRIO - Sì, sì, io, Di Maggio diceva in quella (pp.ii., affrettandosi) io le posso dire quello che diceva Di Maggio in quella circostanza là, che il fatto importante, positivo che ha dato Di Maggio è che comunque Ganci Raffaele e Sansone Giuseppe erano le aree di cui si avvaleva, lui nel verbale invece, lo stesso Di Maggio, diceva che facevano proprio da autisti. Allora io potevo, quindi ho apprezzato il dato positivo perché con la mia esperienza che avevo e da investigatore ho capito il senso, l'espressione che ha usato nel verbale, cioè il fatto che lui dice "Ganci Raffaele è di fatto autista" era sbagliata, da Di Maggio era sbagliata, però io ne ho tratto un contributo positivo ugualmente, se mi fa continuare io le dirò che... AVV.
MALAVENDA -
Sì, sì. DE CAPRIO - ... non è che Di Maggio, Di Maggio ha dato un contributo importante, ci ha aiutato a capire cose che noi avevamo fatto e che non avremmo valorizzato e finalizzato nella maniera giusta, e ha avuto una buona... e quindi è una cosa oggettiva e meritevole. (Ndt, intervento inint. fuori microfono). AVV. MALAVENDA - (pp.ii., fuori microfono). DE CAPRIO - Quindi lui dice questa cosa, allora, in quel momento io potevo dire che la famiglia Ganci, cioè Ganci Calogero, Ganci Domenico, Ganci Stefano e Ganci Raffaele non teneva Riina Salvatore, per l'andamento che aveva avuto la mia attività dal settembre al gennaio, documentata con tremila attività fatte sul terreno, pedinamenti eccetera; quindi mi dava ancora maggior valore la figura di questi Sansone, cioè era già una cosa positiva potere escludere una parte su due. GIUDICE - Va bene. DE CAPRIO - Poi, quindi, a quel punto l'indicazione buona che lui dà è Giuseppe Sansone. AVV.
MALAVENDA - Bene.
DE CAPRIO - Quindi a questo punto è un dato positivo, poi dice le abitazioni che sono questa di via... fondo Gelsomino, dove aveva accompagnato Ganci Raffaele cinque anni prima, e quella invece più attuale che è, che erroneamente lui colloca nella zona viale Leonardo da Vinci, e quindi questo lo rendeva, diciamo(?) , sono piccole sbavature che peraltro capitano a tutti i collaboratori, non è che io... ovviamente me ne guardo bene dal fare il processo a Di Maggio che ha dato un grande contributo, non ho niente da dire. In realtà questa abitazione era lontano da qua, quindi in effetti ci aveva un po' disorientato perché non era qua, quindi abbiamo fatto delle ricerche che non... poi l'abbiamo... era da un'altra parte, quindi questa cartina non è molto attendibile. GIUDICE - Sì. DE CAPRIO - In quel momento, eh? AVV. MALAVENDA - Bene. DE CAPRIO - Però ci ha aiutato. AVV.
MALAVENDA - Bene(?). DE
CAPRIO - Perché? Ci ha aiutato perché quando noi a quel punto cosa
accade? A un certo punto quindi noi vediamo queste cartine, facciamo gli
accertamenti, io verifico che a (pp.ii., affrettandosi) sono i miei uomini,
non è niente di... a un certo punto verifichiamo che in questa zona qua
noi, vicino a questa zona qua il giorno 7 ottobre del 1992 alle ore 17:00
abbiamo perduto il pedinamento che tenevamo sul figlio di Ganci Raffaele, Ganci
Domenico, che poi in realtà era il vice capo della famiglia della Noce,
era, essendo il primogenito, poi lo diranno tutti i collaboratori, è
documentata questa cosa qua, allora cosa si... cosa accade? Accade che le
modalità con cui noi perdiamo questo personaggio ci lasciano dell'amaro in
bocca perché lui praticamente esce di casa alle 17:00 circa dal via
Lomonaco Ciaccio(?) , 32, che è poco ancora più a destra, in fondo
a questa via Uditore, dove abitava la
sorella della moglie di questo Ganci Domenico, che fa di cognome Billeci,
esce alle 17:00, prima era andato a prendere i bambini a scuola, tutta una (pp.ii.,
affrettandosi) perché era dalla mattina che lo seguivamo dalla macelleria
di via Loiacono, lui alle... verso le 17:00 esce di casa da solo, percorre
la via Uditore, entra nella via U.R.15, si chiamava allora, adesso non so se
è cambiata, sbuca nel controviale di Regione Siciliana, percorre il
controviale, all'altezza di, del Bar Licata, proprio lì, di via Bernini,
poco prima di via Bernini c'è un bar, la Lica... il Licata si chiamava,
c'era la scritta, questa relazione ovviamente è allegata, ce(?) ne...
possiamo esibirla... AVV.
MALAVENDA - (pp.ii., fuori
microfono). DE CAPRIO - ... scende dalla macchina, sta tre, quattro minuti, conversa con un personaggio che noi per prudenza non vediamo perché non vogliamo andargli troppo sotto, per non farci individuare, questa è una caratteristica, la paura e il timore di essere individuati è fondamentale per il buon andamento dell'attività, se no facciamo la scorta, che è un'altra cosa. Allora lo se... riusciamo a stargli dietro, lui risale sulla macchina, dopo aver parlato! con questa persona, prosegue avanti alla via...percorre ancora un po' di metri dopo la via Bernini, I, gira a destra in via Giorgione, che è una via dove c'era il cartello "Strada a fondo chiuso". Quindi per la tecnica nostra, che non dobbiamo essere individuati, dove c'è la strada a fondo chiuso non ci entriamo perché se no il pedinato ci individua, ci guardiamo in faccia e abbiamo bruciato il servizio, che la cosa più importante è rimanere invisibili. AVV. MALAVENDA - Mi scusi, Colonnello... DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - ...forse è meglio se io l'ho interrotta, perché se no poi devo tornare indietro e mi sembra(?) faticoso... GIUDICE - Sì. AVV. MALAVENDA - ... allora, via Giorgione io ce l'ho su questo stradario, ed è il triangolo C3... DE CAPRIO(?) - Sì. AVV. MALAVENDA - ... che vista così mi sembra una strada aperta su due lati che non incrocia ma è parallela a via Bernini. DE CAPRIO - No, invece, se... e gliel'assicuro perché questo... ci possiamo anche andare domani (pp.ii., voci sovrapposte). AVV.
MALAVENDA - Colonnello,
ci abbiamo lo stradario qui. GIUDICE - Via Giorgione... DE CAPRIO - Via Giorgione... GIUDICE - ... è la strada chiusa qua a fondo cieco. DE CAPRIO - ... sì, era... no, c'è scritto che è una strada chiusa. GIUDICE - Ah, c'è scritto? DE CAPRIO - Invece noi andando dentro sbuca proprio l'apertura in corrispondenza di via Bernini, 54, e questo è il bello. AVV. MALAVENDA - Allora non è via Giorgione (pp.ii., voci sovrapposte) . DE CAPRIO - Sì, sì, è via Giorgione, guardi, ma proprio (pp.ii., voci sovrapposte). GIUDICE - Cioè, via Giorgione sbuca in via Bernini? DE CAPRIO - Sì, sì, all'inizio qui nella cartina, questo qua non la guardi, questa è della Telecom, non è... GIUDICE
- Questa che vedo. DE
CAPRIO - ... sì, sì,
queste sono... io ci sono stato proprio, praticamente sono dei...
sembra quasi una... un parcheggio condominiale e invece poi sbuca in
fondo, e va a finire proprio davanti nella via Bernini al punto che, cosa...
perché le dico questo? Perché ci siamo fermati, dopo io me la prendo
sempre un po' quando perdiamo un personaggio, anche coi miei uomini perché
dico "Ma insomma, non è che stiamo fuori dalla mattina alle cinque
perché poi arriva uno e non ci andiamo" e me l'ero presa, dico,
dovevamo insomma vedere com'è che... che facciamo? Entriamo dentro e
la macchina non c'era, lì in via Rotonda, subito noi controlliamo la via
Uditore, no?, e rifacciamo il percorso che ha ha fatto il personaggio
seguito per vedere se ci siamo sbagliati, e la macchina è scomparsa.
L'unico posto che c'era lì in... io là(?) allora(?) io penso che è
scomparso perché è entrato dentro un garage, non ho fatto riferimento a un
garage specifico, però nella mia mente dico "Ci ha fregato questa
volta perché è entrato dentro un garage, la prossima volta che lui va là
dentro ci entriamo anche noi e vediamo qual è il garage", tutto
qua, tutto qua ( ?) . AVV.
MALAVENDA - Va
bene, quindi diciamo che nell'ottobre del
'92... DE
CAPRIO - Un'indicazione
assolutamente generica ci diede(?) . AVV. MALAVENDA - ... sì, quindi, allora nell'ottobre del '92 questa pista viena in quel momento accantonata perché finisce in un garage, giusto? DE CAPRIO - E' un patrimonio informativo che noi mettiamo nel nostro, come dicono, dataware house(?), con termine moderno. AVV. MALAVENDA - Perfetto, perfetto, senta, allora, scusi, io lo so sono fatte dalla Telecom ma credo che siano comunque, insomma, abbiano meno attendibilità, non è che la strada di cui Lei sta parlando è quella strada senza nome parallela a via Cimabue che collega via Giorgione a via Bernini? DE CAPRIO - Sì, guardi, io le ho detto, io sono entrato in via Giorgione, ho conti... ho proseguito e non è vero come c'era nel cartello che era una strada a fondo chiuso ma siamo sbucati proprio in via Bernini; poi se c'erano altre strade da attraversare non lo so. (Ndt, intervento inint. fuori microfono). DE CAPRIO - Questo non me lo ricordo. AVV. MALAVENDA - No, ma appunto, ma siccome lui ha ben presente il dato, e qui c'è la cartina, se desse un'occhiata alla cartina mi direbbe sì, no, perché se fa via Giorgione e (pp.ii., affrettandosi) in Bernini. GIUDICE - Lei ha la cartina che abbiamo noi, la tavola 3? AVV. MALAVENDA - 3C, cioè via Bernini, via Giorgione, via Cimabue e una strada senza nome. GIUDICE - Vede che c'è via Giorgione e via Bernini che sono parallele per un tratto. DE CAPRIO - Sì, sì, qua a destra, questa qua a destra. AVV. MALAVENDA - Ecco, quindi è la strada senza nome, ~- diciamo, quella... GIUDICE - Oppure(?) è una traversa che congiunge via (pp.ii., voci sovrapposte)?, DE CAPRIO - No, beh, vede, la via Giorgione va, va dritto, vede?, e va su via Cimabue e su quell'altra stradina a destra, e vanno in via Bernini tutte e due. GIUDICE - Ecco(?). AVV. MALAVENDA - Ecco, e quindi è quella stradina a destra? DE CAPRIO - Sì, sì. GIUDICE - Ci siamo capiti. AVV. MALAVENDA - Oh (pp.ii., fuori microfono) insomma, abbiamo, cioè mi sono (pp.ii., voci sovrapposte). GIUDICE - Sì, ma si intuiva che era questo il percorso. AVV. MALAVENDA - Eh, mi pare, allora, mi scusi, guardando dove sbuca quella stradina in via Bernini, il 54 è lì, è più su, è più giù? DE CAPRIO - E' nei pressi, guardi, sarà 30 metri. AVV. MALAVENDA - Prima della curva, voglio... prima della curva (pp.ii., voci sovrapposte). DE CAPRIO - Verso sopra, mi sembra, sì, sì. AVV. MALAVENDA - Ecco, benissimo, ho capito, benissimo, quindi Lei, diciamo, accantona il dato. DE
CAPRIO - Sì, perché
poteva anche essere... AVV.
MALAVENDA - Certo.
DE CAPRIO - ... quindi il problema è che non che (pp.ii., fuori microfono). AVV. MALAVENDA - (pp.ii., fuori microfono). DE CAPRIO - Questo fatto di via Bernini viene in rilevanza dopo, grazie alle dichiarazioni di Di Maggio, questo è il fatto importante perché lui... AVV. MALAVENDA - Sì, adesso ci arriviamo, benissimo. DE CAPRIO - ... esatto, lui che cosa dice, posso. ..? AVV. MALAVENDA - Sì, ma poi mi (pp.ii., fuori microfono). GIUDICE - No,
adesso sentiamo la domanda. AVV.
MALAVENDA - Siccome
io devo fare il mio mestiere se Lei
fa anche (pp.ii., fuori microfono). GIUDICE - Ma ci sono, ha ancora molte domande, Avvocato? AVV.
MALAVENDA - GIUDICE, sì, molte domande... GIUDICE - Sì, molte. AVV. MALAVENDA - ... (pp.ii., fuori microfono) comprende, io sbaglio a fare il mio mestiere, per carità, il teste si dilunga, il tempo è purtroppo... i GIUDICE - No, no, non è quello, non sto dicendo che ciascuno sbaglia (pp.ii., voci sovrapposte) chiedo solo se ci sono molte domande. AVV. MALAVENDA - ... quindi non riesco... no, non riesco a valutare il tempo perché rispetto a ogni mia domanda il tempo è quello che serve, io ne ho... sono arrivata alla quarta domanda, mi pare che alla fine (pp.ii. voci sovrapposte). GIUDICE - E' arrivata alla quarta domanda? AVV. MALAVENDA - Sì, alla quarta... eh, per forza perché... GIUDICE - Al quarto capitolo, diciamo, mi incoraggi, perché se mi dice che è arrivata alla quarta domanda dopo averne sentite 200... AVV.
MALAVENDA -
Sì, al quarto... GIUDICE,
alla quarta domanda di quelle che avevo previsto perché (pp.ii., affrettandosi)
. GIUDICE - La quarta di quelle che... quante ne ha previste? AVV. MALAVENDA - Una quindicina? GIUDICE
- (pp.ii., fuori microfono). AVV.
MALAVENDA - (pp.ii., fuori
microfono). GIUDICE - Allora facciamo così, faccia un po' di, facciamo una breve pausa perché il Tribunale è stanco. AVV.
MALAVENDA - Sì,
va bene. GIUDICE - Faccia un riesame delle domande tenuto conto di... AVV. MALAVENDA - Allora io faccio il riesame dei testi e ne tolgo un po', però il riesame dell'esame non lo posso fare. GIUDICE - E quindi facciamo una breve pausa che anche il teste prende... o se ha magari da concludere questo argomento, se possiamo chiudere questo, dieci minuti ancora e apriamo un altro capitolo dopo (pp.ii., fuori microfono) . AVV.
MALAVENDA - GIUDICE,
io avevo da fare due do~ande su Sansone
e l'altro... : GIUDICE
- Ecco, facciamo queste due domande
mirate... AVV. MALAVENDA - Ecco, perché poi passiamo alla fase due che è quella operativa. GIUDICE - ... e poi passiamo alla fase... AVV. MALAVENDA - Esatto, bene, allora... DE CAPRIO - Posso? Scusi, Avvocato, no, perché volevo concludere quello che avevo detto di... perché mancava solo una cosa... AVV. MALAVENDA - Sì. DE CAPRIO - ... che è importante... AVV. MALAVENDA - Sì. DE CAPRIO - ... lui praticamente dice che Sansone Giuseppe, noi abbiamo fatto questa relazione di servizio, lì in via Bernini c'è un'utenza telefonica di Sansone Giuseppe che invece ha la residenza in viale Angelico, quindi per noi, ecco come viene fuori via Bernini per me, quindi alla fine avrà più importanza rispetto alle case indicate da Di Maggio via Bernini, per me. AVV. MALAVENDA - Quindi vuoI dire che quando Balduccio Di Maggio fa il nome di Sansone Giuseppe... DE CAPRIO - Sì. AVV.
MALAVENDA - ... voi prendete un elenco telefonico, sotto la voce
Sansone Giuseppe trovate un'utenza e scoprite che questa utenza è
installata in via Bernini. DE
CAPRIO - No, noi (pp.ii., fuori microfono) alla Telecom, che allora c'era la
Telecom... AVV.
MALAVENDA - Sì, sì,
va bene (pp.ii., voci sovrapposte) .
DE CAPRIO - ... perché se no diventa... AVV.
MALAVENDA - Mi lasci, mi
lasci (pp.ii., fuori microfono) . DE CAPRIO - Sì, sì, facciamo tutta la situazione anagra...approfondita, facciamo i raggi x alla famiglia Sansone. AVV. MALAVENDA - Sì, voglio dire, per vedere Tamburello (pp.ii., voci sovrapposte). DE CAPRIO - Ma non solo, facciamo anche il pedinamento su via... l'osservazione su via Beato Angelico, non ci esce nessuno dei Sansone. AVV. MALAVENDA - Però vede che non sono io, però, allora... GIUDICE - No, va be', siamo arrivati, ci ha detto è arrivato (pp.ii., fuori microfono). AVV. MALAVENDA - (pp.ii., fuori microfono) benissimo, allora... no, però siamo su Sanson~, non siamo su Ganci. GIUDICE - Sì, è arrivato (pp.ii., fuori microfono). AVV. MALAVENDA - Allora, voi insomma accertate in quel momento che Sansone Giuseppe ha un telefono e alla Telecom rispondono questa utenza è installata in via Bernini, 54; è corretto? DE CAPRIO - Sì, sì. AVV. MALAVENDA - Bene, allora voglio capire una cosa, è la prima volta che Lei prende in esame la voce Sansone? DE CAPRIO - Sansone Giuseppe sì. AVV. MALAVENDA - E invece Sansone cosa? DE
CAPRIO - Lei dice
Sansone, perché le ho detto il padre di Sansone Giuseppe in Spatola più 74
era indagato, però non l'avevo mai
seguito, insomma, non... AVV. MALAVENDA - Allora ribadisco il concetto, il nome Sansone come soggetto, il cognome Sansone e i nomi Giuseppe e Gaetano, Giuseppe e Gaetano sono nomi che Lei sente per la prima volta? DE
CAPRIO - Sì, sì. AVV. MALAVENDA - Bene, quindi prima di quel momento nessuna indagine è stata fatta sul nome Sansone. DE
CAPRIO -
No, no. AVV. MALAVENDA - Neanche una verifica su quelle villette su cui, dove invece, dove effettivamente poi risultano avere abitato, via Bernini? DE
CAPRIO - No, no, a via Bernini proprio non abbiamo fatto nulla. .. AVV.
MALAVENDA - Nulla,
solamente il dato (pp.ii., voci sovrapposte),
benissimo. DE
CAPRIO - ... perché
viene fuori solo perché c'è il telefono perché non avevamo proprio
niente. AVV.
MALAVENDA - Perfetto, allora
voi scoprite che non risiedono in (pp.ii., voci sovrapposte). DE CAPRIO - In via Beato Angelico. AVV. MALAVENDA - E dove risiedono? DE CAPRIO - In via Bernini, lo scopriamo il giorno 14 perché seguiamo Giuseppe Sansone, la mattina lo seguiamo, lui fa dei giri, esce con la Fiat Tipo insieme a un altro personaggio, un certo Villa(?) Calogero.. . AVV.
MALAVENDA - Quindi
lo scoprite perché esce...? DE
CAPRIO - ... e accertiamo, accertiamo, vediamo scientificamente che
domicia... quanto meno domicilia là(?) AVV. MALAVENDA - Perché voi eravate già andati a installarvi in via Bernini? DE CAPRIO - Eravamo? AVV. MALAVENDA - Eravate già lì a fare le verifiche? DE CAPRIO - Il 14 ho chiesto praticamente, cioè(?), era stato deciso dalla Procura di Palermo e dai Carabinieri di fare le perquisizioni in queste due case, una individuata in maniera errata, e siccome io ritenevo pregiudizievole per la cattura di Riina questo intervento perché avrebbe bruciato il posto, perché Riina, noi praticamente la superiorità informativa che avevamo dalle dichiarazioni di Di Maggio la perdevamo perché facevamo capire all'avversario dove era il livello di conoscenza di Di Maggio, e questo poi è tipico, sitematico di ogni volta, e quindi l'associ... gli indagati si nascondono e si rischierano in un posto diverso. Allora io ho detto.
.. AVV.
MALAVENDA -
Mi scusi... DE CAPRIO - . . . "Scusate, ma perché volete fare le perquisizioni in queste due case dal momento che ci abbiamo questa indicazione che ho ora esposto?", cioè gli ho raccontato la relazione di servizio, che lì c'era la situa... c'era il telefono di Di Maggio, e purtroppo prevaleva la tesi di fare un rastrellamento a cerchi concentrici con 300 uomini sul fondo Gelsomino perché si presumevano, vedevano delle fotografie, c'erano delle... fichi d'india e era (pp.ii., voci sovrapposte). AVV. MALAVENDA - Scusi, però, Colonnello, questo Lei lo ha scritto, però, mi perdoni... DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - ... le palme di fico d'india e le (p.i., fuori microfono) del dottor Aliquò sono intorno al fondo Gelsomino? DE
CAPRIO - Sì, dentro,
avevano fatto de... avevano fatto? Io...
AVV. MALAVENDA - No, scusi, abbia pazienza, allora, questa cosa che Lei... DE
CAPRIO - ... sì,
dentro, dentro, dentro il fondo Gelsomino,
dentro. AVV.
MALAVENDA - Sì, però noi stiamo in(?) via Bernini invece (pp.ii.,
affrettandosi) io' voglio sapere questo..
. DE CAPRIO - Sì, no... AVV. MALAVENDA - ... Di Maggio il 13, così leggo dalla sua relazione, per la prima volta fa il nome di Sansone, giusto? Lo leggo qua. DE CAPRIO - No, lo fa nel verbale a Novara il giorno 9 gennaio. AVV. MALAVENDA - Sì, ma quando lo prendete in considerazione voi questo dato? DE CAPRIO - Sì, noi sì, l'ho detto prima. AVV. MALAVENDA - Lasci per... Lei arriva lì il 12... DE CAPRIO - Confermo quello che ho detto. AVV. MALAVENDA - Benissimo, quindi Lei il 13, il 12 apprende questo dato, giusto? DE
CAPRIO -
Sì, sì. AVV. MALAVENDA - Fate le verifiche del caso, giusto? DE CAPRIO - Sì, sì. AVV. MALAVENDA - Bene, e poi siamo al 13, il 13 è il giorno dei fichi d'india e delle palme... DE CAPRIO - Sì, sì. AVV. MALAVENDA - ... quando c'è uno che vuole andare con 60, uno con 200 uomini, uno con gli elicotteri e Lei li ferma tutti ma non... DE
CAPRIO - Sì, io dico
"Scusate, perché dobbiamo fare... ?" AVV. MALAVENDA - ... benissimo, ma l'obiettivo era fondo Gelsomino, non via Bernini. DE CAPRIO - No, no, era fondo Gelsomino, 13 barra... via Uditore, 13 barrato A. AVV. MALAVENDA - Bene, benissimo, benissimo, e via Bernini invece nel frattempo non ci interessava? DE CAPRIO - No, allora io gli (?) dico "Scusate, non facciamo...", loro a un certo punto, non so per quale motivo, tutti pensavano che queste erano le case dove stava 'Riinai allora io siccome mi ero letto il verbale e non diceva questo Di Maggio, gli dico "Scusi, signor Di Maggio, ma perché, noi facciamo questo ma queste sono le case dove abita Riina?" e glielo faccio dire in presenza di tutti, e lui dice "No, questi sono posti dove io l'ho acco.. ." come diceva giustamente nel verbale, come c'è scritto, " ... che sono posti f dove io l'ho accompagnato, una volta cinque anni fa in fondo Gelsomino e una volta sette mesi prima nell' altra abitazione". Allora gli dico "Bene, allora, scusate, non facciamola questa perquisizione qui, J siccome ci abbiamo quest'altra villa qua vicino..." e l'ho detto a tutti, e gli ho parlato della relazione e che c'era il telefono "... controlliamo chi sta là dentro, magari ci abbiamo un altro supporto informativo". Allora la risposta fu che questa cosa che io chiedevo poteva essere fatta a condizione che io facessi, mi assumessi l'onere anche di fare l'osservazione a fondo Gelsomino. AVV. MALAVENDA - (pp.ii., fuori microfono) fondo Gelsomino, benissimo, bene, questo tema per me è finito, di questo momento, se Lei preferisce interrompiamo qui e riprendiamo fra dieci minuti, quando lo dice Lei. GIUDICE - Sì. Si dispone una breve sospensione dell'udienza. Il GIUDICE rientra in aula e si procede come di seguito. GIUDICE - (pp.ii., fuori microfono) l'Avvocato Malavenda, una raccomandazione, senza sacrificare nulla da un lato all'accertamento della verità, dall'altro lato alle esigenze di difesa, eccetera, e agli interessi poi della Parte Civile, però una raccomandazione sarebbe quella che rivolgo un po' a tutti e due, ma la rivolgo non perché ci siano, è proprio una questione di ciascuno come imposta il tipo di domanda, c'è un capo di imputazione molto vasto e quindi è chiaro che è inevitabile che succeda quello che è successo fino adesso, insomma, una deposizione e un esame piuttosto complesso, di riuscire a fare domande il più possibile mirate, senza sacrificare nulla sugli argomenti che Lei vuole trattare, ma il più possibile mirate che tendano a risposte il più possibile selettive. Lei, capisco la sua esigenza di prendere secondo un suo percorso un filo logico, se riesce a dare risposte il più possibile selettive, senza ovviamente compromettere nulla alla comprensione poi della risposta, nel senso che se c'è una premessa quella è chiaro che va detta, però se riusciamo a mantenerci in questi binari ne gioviamo alI? speditezza e alla economia del procedimento, grazie. AVV. MALAVENDA - Posso? Per parte mia farò il possibile. DE CAPRIO(?) - Sì, sì, certamente(?). GIUDICE(?) - Tutti(?) e due(?), benissimo(?). AVV.
MALAVENDA -
No, volevo solamente mettere agli atti che avendo
capito chi è l'Avvocato Fileccia, io... GIUDICE - Avendo...?
AVV. MALAVENDA - Capito chi è l'Avvocato Fileccia... GIUDICE - Sì. AVV. MALAVENDA - ... io non sono l'Avvocato Fileccia e il mio cliente non è cliente dell'Avvocato Fileccia, che è Totò Riina, cioè le domande che ha fatto l'Avvocato Fileccia sono in difesa di Totò Riina, quindi le sue domande sono, per carità, legittime... GIUDICE ~ L'Avvocato Fileccia è il Difensore...? DE CAPRIO - Quello che in Caltanissetta poneva le stesse cose, sissignore. GIUDICE
- (pp.ii., voci sovrapposte) di Totò Riina, ho capito, va bene. AVV. MALAVENDA - Solo perché siccome non... il tema non mi era noto, grazie. Allora, adesso io vorrei arrivare, abbiamo capito come siete arrivati in via Bernini, è tutto chiaro, c'è la sua relazione, così sveltiamo. Vorrei passare alla fase dell'arresto... DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - ... allora le modalità dell'arresto Lei le ha descritte in quella relazione che teniamo ovviamente buona perché è redatta da un servitore dello Stato fino al momento in cui parte l'operazione; quindi Balduccio Di Maggio dice "E' lui" e Lei e un altro signore che ha come nome di copertura Vichingo, credo, giusto? DE CAPRIO - Sì, sì. AVV. MALAVENDA - Perché(?) Lei è Ultimo è poi c'è un signore che si chiama Vichingo... DE CAPRIO - C'era(?) AVV. MALAVENDA - ... bloccate Totò Riina; mi può cortesemente descrivere le modalità dell'operazione, da quando Lei scende dal mezzo in cui si trova a quando Riina è per terra coperto da una coperta, se è stato coperto da una coperta? DE
CAPRIO -
Dunque, io e... operiamo in quattro, che sono le persone che hanno firmato
il verbale di arresto di Totò Riina, che è agli atti, con i nomi veri
senza nomi di copertura, e praticamente due di noi, io e Vichingo, apriamo
la porta dove guidava Biondino e lo..
. AVV. MALAVENDA - Mi perdoni, la macchina stava andando, giusto?, e voi eravate dietro, quindi la macchina chi la ferma? DE
CAPRIO -
E... AVV. MALAVENDA - No, no, scusi, siccome eravate tutti, quanti, forse ho letto male, Riina era in una macchina che stava camminando e voi la stavate seguendo, la macchina di Riina come viene fermata? DE CAPRIO - Perché si ferma al semaforo. AVV. MALAVENDA - Ah, ecco, quindi prima di (pp.ii., fuori microfono) . DE CAPRIO - Fa la coda al semaforo, noi gli eravamo messi, gli avevamo già messo una macchina davanti, per cui non poteva più scappare, e noi dietro, quindi! l'abbiamo messo in mezzo. AVV. MALAVENDA - Quindi scendeva(?) da via Leonardo da Vinci e voi l'avete bloccato all'angolo con viale Regione Siciliana(?), più o meno. DE CAPRIO - Lui esce da via Bernini... AVV. MALAVENDA - Sì. DE CAPRIO - ... percorre la via Bernini, sfila davanti a noi che eravamo già in Regione Siciliana perché è senso unico, quindi non poteva fare, è percorso obbligato... AVV. MALAVENDA - Sì, sì. DE CAPRIO - ... lo verifico da... in faccia che è lui... AVV. MALAVENDA - Sì. DE CAPRIO - ... perché si riconosce facilmente, si ricorda tutte le foto della CIA, lì, invece era esattamente come e... dopodiché lo... al semaforo, si ferma al semaforo, davanti c'erano il Maresciallo Longu e un altro, insomma non mi ricordo e... AVV. MALAVENDA - Sì, no, va be' (pp.ii., voci sovrapposte). DE CAPRIO - ... due, e apriamo contemporaneamente gli sportelli di Biondino, poi io passo di là e prendo Riina. AVV. MALAVENDA - Quindi lo... DE CAPRIO - Riina lo carichiamo nella macchina mia e di Vichingo mentre gli altri due ci fanno da scorta (pp.ii., voci sovrapposte). AVV. MALAVENDA - Scusi, un momento, quindi il fermo avviene / all'angolo fra via Bernini e viale Regione Siciliana? DE CAPRIO - No, al semaforo di... AVV. MALAVENDA - E quale semaforo? Perché via Bernini finisce su viale Regione Siciliana, vedo qua io. DE CAPRIO - Eh, Lei va su via Bernini... AVV. MALAVENDA - Eh. DE CAPRIO - ... poi lui l'ha superata via Bernini... AVV. MALAVENDA - Eh, che(?)... DE CAPRIO - ... gira a destra, supera via Giorgione un'altra volta... AVV. MALAVENDA - Ah, ecco, perfetto, arriva a (pp.ii., voci sovrapposte) . DE CAPRIO - ... supera via Giorgione e arriva all'angolo dove c'è il semaforo, e poco più avanti a sinistra c'è un gabbietto, un gabbiotto dei Vigili Urbani. AVV. MALAVENDA - Perfetto, quindi, diciamo(?) , fra via Regione Siciliana e via Leonardo da Vinci al rondò. DE
CAPRIO -
Sì. AVV.
MALAVENDA - Quindi lo fermate, dunque, lui è sulla I
macchina... I DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - ... voi lo tirate giù dalla macchina e lo mettete nella vostra macchina? DE
CAPRIO -
Sì, Riina, noi, io e il
Vichingo, mentre il Biondino lo prendono il Maresciallo Longu e
l'altro, e un altro militare nostro prende la macchina loro, e in, diciamo, diciotto secondi la cosa è conclusa. AVV.
MALAVENDA - C'erano armi? DE
CAPRIO -
No, niente, no. AVV.
MALAVENDA - Nessuno di voi era armato oppure non le avete
usate? DE
CAPRIO - No, noi sì, no, no, pensavo nella macchina del... dei... AVV. MALAVENDA - No, no, voi, voi, no. DE
CAPRIO - Certo, avevamo
pistola, arma pistola e solo alcuni, uno davanti e uno dietro aveva M12. AVV.
MALAVENDA - Ecco, quindi Riina non viene messo per terra,
fermato in qualche modo, passa da una macchina all'altra? DE CAPRIO - Sì, viene messo per terra perché appena... non viene invitato a scendere ovviamente... AVV.
MALAVENDA - No... DE CAPRIO - ... viene prelevato di forza dalla macchina... AVV. MALAVENDA - ... non viene sdraiato per terra, intendo dire, viene... DE
CAPRIO - Sì, mi
sembra viene steso ~er vedere se aveva armi lui addosso e poi subito buttato
(pp.ii., voci sovrapposte) . AVV.
MALAVENDA - Quindi scende dalla macchina, lo sdraiate I
per terra, lo toccate, lo riprendete e lo mettete in macchina.
DE CAPRIO - Un attimo, sì, al volo, proprio un baleno. AVV.
MALAVENDA - Sì,
ho capito, beh, insomma... GIUDICE - Va bene. AVV. MALAVENDA - Ecco, la macchina di Riina quindi rimane per qualche secondo vuota con gli sportelli aperti. DE CAPRIO - E ci sale uno di noi che subito la prende. AVV. MALAVENDA - Bene, quindi voi partite con Riina e Biondino? DE CAPRIO - No, io parto solo con Riina che è nella macchina. AVV. MALAVENDA - Riina, Biondino? DE CAPRIO - Biondino in un'altra macchina. AVV. MALAVENDA - Quindi scaricate i due dalla macchina e ve li portate in caserma. DE CAPRIO - Sì, li mettiamo su due macchine diverse e li portiamo in caserma. AVV. MALAVENDA - Perfetto, adesso dunque questa cosa è accaduta diciamo intorno alle nove del mattino, poi sull'orario poi ci pensiamo... DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - ... ecco, quel tratto di strada in quel momento della giornata è, dal punto di vista del traffico, come? DE CAPRIO - E' trafficato, c'è molta gente e c'era quel giorno, c'era anche una pattuglia delle Polizia su una Fiat Tipo a 50 metri da noi. AVV. MALAVENDA - Di supporto a voi o per caso? DE CAPRIO - No, no, per caso, posto di controllo (pp.ii., fuori microfono). AVV. MALAVENDA - Della Polizia. DE CAPRIO - Polizia di Stato. AVV. MALAVENDA - Polizia di Stato, che si accorge dell'operazione? DE CAPRIO - Gli diciamo "Colleghi, tutto a posto" e loro tutto a posto. AVV. MALAVENDA - Quindi si accorgono e voi li fermate dicendo che non serve aiuto. DE CAPRIO - Non fanno niente, no, no. AVV. MALAVENDA - Bene, ecco, allora quando voi fate questa operazione, anche se è durata 20 secondi, quel che è, intorno a voi avete fermato il traffico, l'avete dirottato o il traffico continua ad andare come sempre? DE CAPRIO - Guardi, c'era il semaforo, quindi eravamo in posizione perfetta, l'abbiamo scelto al momento. AVV. MALAVENDA - Eh, e il semaforo? DE CAPRIO - Il semaforo era rosso... AVV. MALAVENDA - Sì. DE CAPRIO - ... quando il semaforo è rosso noi facciamo questa operazione, il semaforo diventa verde, perché è una cosa di poco tempo, il traffico riprende e noi riprendiamo tranquillamente la marcia verso via Regione Siciliana e poi scendiamo dal viale... corso Calatafimi, mi scusi, verso corso Calatafimi, e scendiamo da corso Calatafimi e entriamo in caserma. AVV. MALAVENDA - Corso Catalafimi(sic)... DE CAPRIO - Calatafimi, sì. AVV. MALAVENDA - ... Calatafimi qui non lo trovo sullo stradario, deve essere (pp.ii., voci sovrapposte). DE CAPRIO - Sì, è molto, è più lontano, praticamente andiamo sempre dritto nella direzione di marcia in cui ci trovavamo alla rotonda... AVV. MALAVENDA - Sì, ah, adesso l'ho capito, sì. DE
CAPRIO - ... andiamo sempre dritto. AVV. MALAVENDA - Sì, sì, e lo stradario è fuori (pp.ii., voci sovrapposte). DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - Ecco, quindi Lei intende dire che questa cosa è stata così rapida e veloce che nessuno si è accorto di niente? DE CAPRIO - Sì, sì, no, le persone avranno visto sicuramente... AVV. MALAVENDA - Ecco. DE CAPRIO - ... un'operazione delle tante che a Palermo accadono, se è pratica di Palermo, in cui... un normale, una normalissima (p.i., fuori microfono) senza molto clamore, anzi, con bassissimo profilo. AVV. MALAVENDA - Insomma, io a Palermo ci vado spesso perché ho mio suocero, queste scene non le ho mai viste, ma forse sono stata sfortunata... DE
CAPRIO - Eh, io sì, io sì... AVV. MALAVENDA - ... magari qualche volta mi capiterà. DE CAPRIO - ... le ho fatte anche altre volte, non è solo Riina che ho arrestato a Palermo. AVV. MALAVENDA - Sì, sì (pp.ii., fuori microfono). Bene, allora, dopo questa operazione voi caricate quindi i due sulle due macchine e andate in caserma. DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - Vorrei fare però un secondo un passo indietro, fra i temi che "vi aveva posto all'attenzione il signor Di Maggio c'era un certo signor Vincenzo Di Marco. DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - Ora, la prego così assecondiamo le corrette e giuste indicazioni del GIUDICE... DE
CAPRIO - Sì, sì. AVV. MALAVENDA - ... poi Lei ovviamente potrà fare ciò che crede. Allora, secondo le indicazioni di Di Maggio questo signore era, adesso trovo il suo passaggio (pp.ii., affrettandosi), ecco, era il soggetto addetto a portare a scuola i bambini, i ragazzi di Riina. DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - Bene, voi lo conoscevate dal punto di vista della fisionomia e come nome, oppure era un nome per voi del tutto nuovo con una faccia sconosciuta? DE CAPRIO - Sconosciuto totalmente. AVV. MALAVENDA - Bene, allora vorrei capire, poi vedo che l'Arma territoriale nelle persone di, del Maggiore Balsamo si incaricano di pedinare questo signore, loro lo conoscevano? DE
CAPRIO - Eh, non lo
so, però loro erano compet~nti,. siccome era di San Giuseppe Jato, e lì ci
sono anche i Carabinieri, loro penso che lo conoscevano, comunque non lo so. AVV. MALAVENDA - Però dunque i ragazzi di Riina stavano in via Bernini e andavano a scuola in quella zona, io immagino, non stavano a San Giuseppe Jato. DE CAPRIO - Sì. AVV.
MALAVENDA - Ecco, quindi quello che li portava a scuola doveva
essere un soggetto che doveva andare a Palermo all'ora della scuola,
prenderli e portarli a scuola. DE
CAPRIO - Penso di sì,
non lo so come si era organizzato Di
Marco. AVV. MALAVENDA - Non lo so, perché avete fatto una riunione in cui Lei va a presidiare via Bernini... DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - ... e presidia(?) via Uditore, e l'Arma territoriale si occupa di pedinare Di Marco Vincenzo. DE
CAPRIO -
Sì. AVV. MALAVENDA - Ora, il Maggiore Balsamo che parte, parte per pedinare chi? Cioè, ha un'idea, conosce la faccia, ha una fotografia? DE CAPRIO - Non lo so, si saranno documentati, cioè io non so che cosa hanno fatto loro, ecco, non... AVV. MALAVENDA - No, perché poi Lei sa bene che il signore che hanno pedinato era un altro. DE CAPRIO - Eh, così mi ha de... è emerso perché quando guardiamo il film... AVV. MALAVENDA - L'ha scritto Lei qui. DE CAPRIO - ... sì, perché quando guardiamo il filmato la notte e Di Maggio dice "Questo è Di Marco", il Maggiore aveva detto la mattinata che era andato in campagna, siccome il filamto si riferiva alla stessa mattinata non poteva essere... AVV. MALAVENDA - E certo, e certo. DE CAPRIO - ... si saranno sbagliati, capita tantissime volte. AVV. MALAVENDA - Lei dice che in questa circostanza il maggiore Balsamo espresse disappunto per i suoi dipendenti, cioè per quelli che lavoravano... DE CAPRIO - Gli dispiaceva. AVV. MALAVENDA - No, così c'è scritto, ecco. DE CAPRIO - Sì, gli dispiaceva. AVV. MALAVENDA - Disappunto qua c'è scritto. GIUDICE - Va be' ... AVV.
MALAVENDA - Beh, dispiacere e disappunto sono due concetti che...
voglio dire, dal punto di vista semantico sono differenti, ma Lei questa
cosa la scrive perché ha sentito Balsamo che con disappunto, sconforto,
quello che è, parlava o qualcuno gliela ha riferito? DE CAPRIO - Perché era lì a riconoscere anche lui, quando abbiamo fatto il riconoscimento era lì. AVV. MALAVENDA - E quindi cosa ha detto ai suoi uomini? DE CAPRIO - Che gli dispiaceva. AVV. MALAVENDA - Che gli dispiaceva? DE CAPRIO - Ha detto "Hai visto?". AVV. MALAVENDA - Cioè, non gli ha detto "Come avete trovato quello, chi era, come ci siete arrivati?", cioè niente? DE
CAPRIO -
No(?), no. AVV. MALAVENDA - Cioè, questi qui vanno a funghi per tutta la giornata e a lui gli dispiace? DE CAPRIO - E' una domanda questa o...? AVV. MALAVENDA - No, io non so, non ho fatto il militare, però se un Maggiore ha dei sottoposti che vanno a cercare uno e dicono che fa una cosa e invece è un altro, non è che si dispiace, credo che la reazione sia differente, sia, come Lei giustamente dice, di disappunto, che mi pare più, come dire, consona, e non farà un moto del viso, dirà delle cose, Lei non ricorda niente? DE CAPRIO - Disse che gli dispiaceva, gli dispiaceva, cioè, ora non rico... ora ovviamente non è che mi ricordo esattamente la parola che di... il senso era quello. GIUDICE - Si arrabbiò, voglio dire? DE CAPRIO - Gli dispiaceva, sì (pp.ii., voci sovrapposte). GIUDICE - Era solo amareggiato? DE CAPRIO - Ma guardi che capita, eh?, cioè (pp.ii., affrettandosi), rimase dispiaciuto, perché capita... GIUDICE - Va bene(?). DE CAPRIO - ... chi lavora sbaglia, chi non lavora invece gli va sempre tutto bene. AVV. MALAVENDA - Va bene, ecco, chi affidò all'Arma territoriale il compito di seguire Di Marco, voi? DE
CAPRIO - No, no, assolutamente. AVV. MALAVENDA - E chi glielo ha affidato? DE
CAPRIO - Vennero ripartiti i compiti, tutti i reparti... j AVV. MALAVENDA - E da chi? DE CAPRIO - Mah, penso da... allora, l'impostazione era questa: non lo so perché, io quei(?) compiti che hanno dato a loro non lo so, io so il compito che ho avuto' io, io se mi ricordo semplice... poi si parla fra colleghi, insomma, era un'attività in... AVV.
MALAVENDA - Scusi,
c'è stata una riunione il 13, no? DE CAPRIO - Sì. AVV.
MALAVENDA - Vi siete
congedati e Lei scrive "In conclusione della riunione venne rimandata
l'esecuzione, bla bla bla, veniva inoltre affidata all'Arma territoriale la responsabilità di pedinare .Di Marco". DE
CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - Quindi era lì, eravate lì tutti quanti... DE CAPRIO - No tutti quanti. AVV. MALAVENDA - ... chi ha affidato...? No. DE CAPRIO - Eh, c'era il Procuratore, sarà stato il dottor... la persona il dottor Aliquò, che era lì che presiedeva, il più alto in grado era il dottor Aliquò. AVV. MALAVENDA - Quindi... ma non sono i capi delle singole ripartizioni che danno gli ordini ai sottoposti? DE CAPRIO - No, quella, quella riunione... AVV. MALAVENDA - Sì. DE
CAPRIO - ... venne
proprio fatta congiunta perché era molto impegnativa, quindi c'era il
Procuratore Aliquò e il Generale Cancellieri, per questo la mia, cioè la
difficoltà che avevo a parlare, che ero un Capitano -
AVV. MALAVENDA - Sì, ma i due soggetti non mi sembravano sulla palla(?), perché uno cercava le palme, uno vedeva le macchine e Lei è intervenuto e ha detto "Scusate, facciamo una cosa diversa", quindi non mi sembravano quelli che stavano coordinando perché è stato Lei a spiegargli cosa c'era nelle foto; quindi erano loro poi che hanno detto "Tu vai a cercare Di Marco e tu vai a via Bernini"? DE CAPRIO - Sì, sì. AVV. MALAVENDA - Ho capito. DE CAPRIO - Certo, alla fine erano loro che dovevano dirlo. AVV.
MALAVENDA - Va bene, e
Lei non ha avuto nulla da dire, immagino.
DE
CAPRIO -
No. AVV. MALAVENDA - Ecco, voi poi scoprite invece che Di Marco Vincenzo effettivamente porta a scuola i bambini i perché Di Maggio lo vede in una ripresa della mattina:' e dice "Quello è Di Marco, quelli sono i bambini, sta andando a scuola", è corretto? DE CAPRIO - La notte all'una... no, tipo(?) verso le undici lui lo vede, vede questa (p.i., affrettandosi), che non conoscevamo, lui lo riconosce subito... AVV. MALAVENDA - Certo. DE CAPRIO - ... e nella macchina vede Ninetta Bagarella, Di Marco e i bambini. AVV. MALAVENDA - Ecco, perché voi stavate facendo delle riprese davanti a via Bernini, intanto, (pp.ii., fuori microfono)? DE
CAPRIO - Sì, noi... avevo ottenuto quella, la
possibilità di fare, di ritardare le perquisizioni lì e di
fare invece quella osservazione, e l'abbiamo fatta...
AVV. MALAVENDA - Perfetto, allora, bene... DE
CAPRIO - ... seguendo
anche Sansone Giuseppe... AVV. MALAVENDA - ... sì, sì, ho capito... DE CAPRIO - ... che non era l'autista di Riina come...perché non gli faceva l'autista perché l'abbiamo... è andato da altre(?) parti(?). AVV. MALAVENDA - Sì, era il proprietario, quello che aveva costruito le villette di via Bernini, poi Sansone non è che (pp.ii., voci sovrapposte). DE CAPRIO - Ma all'epoca non lo sapevo, è quello che ci aveva la villa e(?) il telefono. AVV. MALAVENDA - Sì, va bene, poi si è scoperto che era il costruttore di quelle villette e abitava lì perché le aveva fatte lui. DE CAPRIO - Bene. AVV. MALAVENDA - Bene, adesso voglio capire una cosa, però, queste riprese di via Bernini mi può dire attraverso quali mezzi e messi dove sono state effettuate? DE CAPRIO - Un furgone di quelli normali e dalle... vicino a dove c'erano tutti i contenitori dell'immondizia. AVV. MALAVENDA - Quindi un furgone che sembrava vuoto, immagino. DE CAPRIO - Che sembrava anche mezzo rotto... AVV.
MALAVENDA -
Sì. DE CAPRIO - ... vicino ai... alle cabine(?), alle cose dell'immondizia. AVV. MALAVENDA - Perfetto, c'erano telecamere intorno? DE
CAPRIO -
No. AVV.
MALAVENDA -
Quindi solame... l'unica postazione era il furgoncino scassato con dentro una telecamera... DE CAPRIO - Sì, con dentro uno che riprendeva(?} AVV. MALAVENDA - ... e le uniche riprese erano quelle. DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - C'erano intorno travestiti da, che so io?, netturbini, passanti, persone appartenenti all'Arma territoriale o ai ROS che guardavano? DE
CAPRIO - No, assolutamente no. AVV. MALAVENDA - Quindi c'eravate solamente voi col furgoncino.. DE CAPRIO - Sì, perché noi, i nostri(?) venivamo individuati. AVV. MALAVENDA - Ecco, ma la telecamera quindi ce ne avevate una sola? DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - Ed era puntata immagino sull'entrata e l'uscita del complesso. DE CAPRIO - Sì, sì. AVV. MALAVENDA - Quindi, diciamo, voi eravate lì solo per verificare chi entrava e chi usciva sperando di riprendere, anche come poi è accaduto, Totò Riina. DE CAPRIO - Sì, sì, e seg,uire però, mentre quello faceva questo lavoro, il dispositivo dinamico seguiva Sansone Giuseppe. AVV.
MALAVENDA - Sl...
cos' e 11 dlSpOSl tl Vo dlnamlco? DE CAPRIO - Quelli che fanno il pedinamento. AVV.
MALAVENDA -
Ho capito DE
CAPRIO - Le
autovetture.. AVV. MALAVENDA - Ecco, però voglio dire, allora c'è un furgoncino... DE CAPRIO - Sì. ,: AVV. MALAVENDA - ... come si fa a seguire Sansone che esce se il furgoncino è fermo ed è mezzo rotto? Ci sarà una macchina, immagino, qualcuno. DE CAPRIO - Ci sono anche sei macchine, o cinque macchine o quattro macchine che si... ha visto, siccome la strada era a senso obbllgato... AVV. MALAVENDA - Eh, e questo sto dicendo io. DE CAPRIO - Sì, glielo sto spiegando. AVV. MALAVENDA - Quindi non c'era solo il furgoncino scassato, c'erano anche dele macchine, civetta credo che si chiamino, che possono seguire... ecco. DE CAPRIO - Sì, ma erano... ma erano molto distanti, nella via c'era solo il furgoncino, in via Bernini. AVV.
MALAVENDA - Sì,
ho capito, però... (Ndt, intervento inint. fu.ori microfono)
. AVV. MALAVENDA - ... allora, via Bernini io vedo che è lunga e ha un'uscita su via Regione Siciliana e una su via Michelangelo, è corretto? DE CAPRIO - Adesso abbiamo... sì, comunque io mi... GIUDICE - (pp.ii., fuori microfono) consultare il... AVV. MALAVENDA - Lei ci ha... DE CAPRIO - Sì, una sopra e una sotto, sì, certo, chiaro. AVV. MALAVENDA - Diciamo, è senso unico quella strada? DE CAPRIO - A scendere, sì, da Bernini dovevano scendere. AVV. MALAVENDA - Qu1nd1... qu1nd1 da M1chelangelo verso Regione Sicilia DE
CAPRIO - Sì, mi
ricordo lui, loro uscirono così, noi però coprivamo anche via Uditore,
quindi se per caso facevano una manovra sporca e andavano su li agganciavamo lo stesso AVV. MALAVENDA - Ho capito, quindi voi avevate collocato tutte le macchine che erano in servizio in maniera tale che chiunque uscisse da Via Bernini interessante poteva essere seguito. DE CAPRIO - Ci provavamo ovviamente. AVV.
MALAVENDA - Va be',
certo, nei limiti dell'umano, quindi c'era, diciamo, qualche macchina
appostata a parte VOI. DE CAPRIO - Sì, in va Uditore e in via Regione Siciliana. AVV. MALAVENDA - BenissiI!lo, perfetto, quindi diciamo su tutte le uscite. DE
CAPRIO - Le due
uscite, sì. AVV. MALAVENDA - Bene, benissimo... DE CAPRIO - Ma larghi, eh?, molto larghi. AVV. MALAVENDA - ... ecco, dunque, diciamo che il fatto di avere individuato il signor, come si chiama?, Di Marco come il soggetto che portava i bambini a scuola è stata un'ulteriore conferma della bontà delle cose che diceva Di Maggio. DE CAPRIO - Sì, sì, e anche la Bagarella poi è la prova certa. AVV. MALAVENDA - Cioè, sì, infatti (pp.ii., affrettandosi), benissimo, quindi adesso torniamo a Riina che sta in macchina e va verso la caserma. Allora, questa cosa accade, come Lei ovviamente nella sua vita è una data, credo, indelebile, il 15 gennaio '93. DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - Allora, intanto che Riina e Biondino vengono portati in caserma da voi in via Bernini cosa succede, chi rimane, rimane rimane qualcuno? DE CAPRIO - Sì, il furgone che fa le riprese continue fino alle 16:00. AVV. MALAVENDA - Ma senza nessuno a bordo? DE
CAPRIO -
Sì, sì, con l'operatore e
con Di Maggio. AVV.
MALAVENDA - Quindi un vostro
collega, uno dei ROS? DE CAPRIO - Sì, sì, un Carabiniere con Di Maggio, non il Maggiore Ubino come è scritto nel libro ma un altro. AVV. MALAVENDA - No, beh, certo, diciamo un militare con la telecamera su questo furgoncino. DE
CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - Che continua a fare riprese immagino... DE
CAPRIO - Sì, sì. AVV. MALAVENDA - ... per vedere se accade qualcos'altro di interessante. DE CAPRIO - Sì, perché filma tutto perché documentiamo tutto. AVV. MALAVENDA - Certo, bene, allora qui adesso sono due temi, il primo tema è fino a quando questo posto, che io chiamerò covo per comodità di linguaggio, rimane controllato dal punto di vista audiovisivo. DE CAPRIO - Fino alle 16:00 di quel giorno lì. AVV. MALAVENDA - Poi? DE CAPRIO - Poi no. AVV.
MALAVENDA - Come mai
voi lasciate perdere questa attività di controllo in loco? DE
CAPRIO - Sì, la
domanda è un po'... la risposta dovrebbe essere un po' più... chiedo una
deroga a... purtroppo perché... praticamente perché il... quando siamo
rientrati, noi praticamente abbiamo preso Riina a quel modo perché è una
scelta strategica, cioè noi abbiamo detto se ci riusciamo ovviamente, non
è... noi non abbiamo bruciato quell'obiettivo, già vedendo la Bagarella
normalmente si entrava a fare la perquisizione a tappeto, no? Invece noi
abbiamo atteso, abbiamo voluto veder chi entrava lì, abbiamo rischiato,
no?, però abbiamo guadagnato la cattura di Riina e di Biondino Salvatore
con questo approccio indiretto, che Biondino Salvatore era il capo
mandamento. Allora allo stesso... con lo stesso concetto d'azione io dissi,
e questa è una mia idea in cui credevo allora e credo adesso, e che... di cui mi assumo
ovviamente le mie responsabilità accettando qualunque critica, praticamente
il discorso era questo: noi prendiamo, siamo riusciti a prendere Riina in
mezzo alla strada, lui non ha la residenza lì, Biondino sappiamo, ci ha i
documenti e quindi gli facciamo la normale perquisizione a casa, quella casa
lì dove lui ci abita con la moglie e i figli per me, e questo possiamo
avere idee diverse con altri, non è un covo ma è soltanto la... non è una
base logistica dell'associazione Cosa Nostra, è il posto dove va a dormire
un latitante con i propri familiari, che è diverso se il latitante ci va da
solo. Quindi, siccome conoscendo le usanze di Cosa Nostra, la tradizione
siciliana per cui il sangue del sangue non si tocca e non si compromette
mai, e il fatto che Cosa Nostra è una struttura che si manifesta
nascondendosi e negandosi, contrariamente ai terroristi che invece
rivendicano le proprie azioni, io ho detto "Noi a questo punto ci
abbiamo nelle mani la possibilità di fare un salto grande nella lotta alla
Mafia, possiamo mettere il dubbio all'interno di Cosa Nostra.. ." perché
Di Maggio non lo sapeva dov'era questa casa, quindi noi, "... loro
non se lo spiegheranno mai come siamo, abbiamo fatto ad entrare là dentro,
quindi si metteranno uno contro l'altro", cosa che leggendo poi
peraltro le dichiarazioni di Brusca e di altri ritengo di aver conseguito
pienamente questa disgregazione dell'unione corleonese, creare il sospetto
al loro interno. Ma ancora la cosa più importante, noi ci mettiamo a
seguire, allo stesso modo in cui seguivamo i Ganci, quindi non scortare,
seguire quando è possibile, leggeri, flessibili, in maniera però continua,
quando le circostanze ce lo consentivano, i Sansone perché avevamo visto
nel frattempo che erano titolari di un bel circuito imprenditoriale, erano
direttamente collegati a Cosa Nostra, a Riina, perché a questo punto lo
potevamo dire, l'avevamo documentato, e per noi seguire sei mesi, un anno i
Sansone ci avrebbe consentito di entrare in maniera chirurgica nel mondo
degli appalti e dei collegamenti politici che gestiscono il mondo degli
appalti, in tutte(?) ... sia
di(?) verso il basso che verso l'alto. Queste
cose che io dico adesso le ho dette quando sono rientrato in caserma
perché mi ero accorto che stavano andando
a fare una perquisizione con un blindato, ho detto "Ma, scusate, allora
perché l'abbiamo preso in mezzo alla strada, allora facevate subito le
vostre perquisizioni, non aveva senso", e poi l' ho ripetuto al circolo, dove siamo andati a pranzo, alla presenza di tutti i
Magistrati e del(?) Generale Cancellieri e e i vertici dell'Arma, e tutti si
sono dimostrati d'accordo, quindi per me... AVV. MALAVENDA - (pp. ii., fuori microfono) chiedo scusa, però questa è la perquisizione, io invece avevo chiesto una cosa di versa, perché hanno spento la telecamera, che è una cosa diversa da quella... cioè, la perquisizione è un fatto che intenderei affrontare fra un momento, quello che le ho chiesto invece... DE CAPRIO - Scusi. AVV. MALAVENDA - ... è perché hanno spento la telecamera che era stata lì per diversi giorni senza che nessuno si mettesse in allarme, allora volevo capire... DE
CAPRIO -
No, era stata solo un giorno
prima. AVV.
MALAVENDA - Non
lo so, io questo qui... DE
CAPRIO -
Sì, c'era stata solo un
giorno perché la relazione di servizio, cioè, tutti questi atti ovviamente
sono pubblici, depositati agli atti. AVV. MALAVENDA - Va bene... DE
CAPRIO - Comunque...
GIUDICE - ... Lei precisi questo aspetto... AVV. MALAVENDA - ... era (pp.ii., voci sovrapposte). GIUDICE - ... (pp.ii., voci sovrapposte) il contesto generale (pp.ii.,
voci sovrapposte). l DE
CAPRIO - Perché c'era, allora la osservazione lì l'abbiamo fatta
solo il giorno 14 e poi il giorno 15, e basta. AVV.
MALAVENDA - Eh, alle
16:00 avete smesso. DE CAPRIO - E dalle 16:00... sì, perché dalle nove... dalle sei alle sedici un essere umano si disidrata dopo un po', il Di Maggio sveniva... AVV. MALAVENDA - Non ho ca... DE
CAPRIO - ... non essendo un Carabiniere e non essendo abituato... AVV.
MALAVENDA - No, ma,
Di Maggio... DE CAPRIO - ... cioè, umanamente non ce la fanno. AVV. MALAVENDA - ... scusi, la ragione per cui Di Maggio stava lì si è conclusa con la cattura di Riina. DE CAPRIO - Eh, ma è rimasto lì, eh?, mica potevamo scendere dal furgone che ci vedevano tutti. AVV. MALAVENDA - (pp.ii., fuori microfono) sì, ho capito, io sto chiedendo una cosa diversa, avete spento perché Di Maggio stramazzava al suolo se stava lì ancora un minuto? DE CAPRIO - Sì, perché alle 16:00 è finito, dalle sei alle sedici, l'orario si servizio(?), non potevo pretendere di più. AVV. MALAVENDA - Ecco, allora voglio capire una cosa, Lei mi sta dicendo che avete tutelato questo immobile perché volevate che nessuno capisse che sapevate dove Riina aveva vissuto? DE
CAPRIO -
Esatto, sì, sì. AVV. MALAVENDA - Bene, quindi dobbiamo immaginare che se questo è vero quelli che stavano intorno a Riina potevano tornare in quella casa pensando che fosse un luogo freddo per voi, cioè mai conosciuto, mai entrato nelle vostre indagini, è corretto questo? DE CAPRIO - No, per me(?) ci stava la famiglia, quindi non era un interesse dell'associazione. AVV.
MALAVENDA - Chiedo
scusa, allora... DE CAPRIO - Era il normale interesse della... della... AVV.
MALAVENDA -
... allora, io, guardi, io, capisco che Lei.
. . DE
CAPRIO - ... della famiglia di sangue del soggetto, non della famiglia mafiosa. AVV.
MALAVENDA - ... scusi, Lei
è stanco e probabilmente mi segue a fatica... DE
CAPRIO -
No, no. AVV.
MALAVENDA - ... sto dicendo una cosa, è un passaggio logico,
allora questa casa, Lei mi dice, per il mondo che girava intorno a
Riina era una casa che voi non conoscevate,
l'avete arrestato in mezzo alla strada per eVl ta. . . eCc:' DE
CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - Allora, io che non faccio il suo mestiere, quindi mi perdoni se sbaglio, immagino che le persone che gravitano intorno a Riina, se quello che Lei dice è vero, considerano questa casa ancora una casa frequentabile perché non è conosciuta alle Forze dell'Ordine; allora io mi chiedo, visto che i Sansone abitano lì dentro e c'è questa premessa, come potevate escludere che ci fossero riprese utili per le indagini dalle 16:00 di quel giorno in poi? GIUDICE - Questa è la domanda. DE
CAPRIO - Questa è la
domanda, la mia risposta è che nella domanda parte come presupposto
la casa di Riina, invece l'interesse mio era di Sansone, come ho detto
prima. AVV. MALAVENDA - Che abitavano sempre lì dentro, comunque. DE
CAPRIO - ... quindi non riesco, quindi è una risposta riferita ai
Sansone, sulla casa non la ritengo un obiettivo.. . AVV. MALAVENDA - E dove abitavano i Sansone, scusi? DE CAPRIO - ... non lo ritengo un obiettivo logistico. AVV. MALAVENDA - Dove abitavano? DE
CAPRIO - Non lo so, in quello stesso condominio... AVV. MALAVENDA - Ah, e allora? DE
CAPRIO - ... ci aveva
un telefono e avevo visto uscire Sansone.
AVV.
MALAVENDA - Eh. DE CAPRIO - Il problema per me non era, era la figura funzionale all'associazione mafiosa Cosa Nostra dei Sansone, non la casa o il condominio, tutto qua. AVV. MALAVENDA - E allora perché non voleva bruciare la-- casa se la casa era inutile? Si poteva entrare e perquisire, cioè se la casa non vi interessava, e quindi non volevate tenerla nascosta, non dovevate non far sapere che voi sapevate che Riina stava lì, e se non vi interessava potevate entrare e perquisirla subito. DE
CAPRIO - lo le sto
dicendo come mai (pp.ii., voci sovrapposte)
. AVV. MALAVENDA 0- Eh, no, io le sto dicendo... le mie obiezioni di ordine logico sono queste. DE
CAPRIO - Ma scusi... GIUDICE - (pp.ii., fuori microfono) queste sono le sue considerazioni... DE
CAPRIO - (pp.ii., voci sovrapposte). GIUDICE - ... lui le dà delle risposte, poi possono non piacere... AVV. MALAVENDA - No, no, allora... GIUDICE - ... possono prestarsi più o meno a delle considerazioni (pp.ii., voci sovrapposte) logiche e... DE CAPRIO - Io la penso diversamente. AVV. MALAVENDA - ... no, allora... però il teste che sta parlando è un teste altamente qualificato che ha fatto delle scelte di cui correttamente si è assunto la responsabilità all'inizio di questo, di questa parte di esame; io sto chiedendo al tes~e alla luce delle sue esperienze, delle due l'una: o la casa è un luogo che non interessa perché c'è la famiglia... GIUDICE - No, Avvocato, non dico niente(?) , dico lui ha risposto. AVV. MALAVENDA - Cioè, volevo(?)... GIUDICE - Ha risposto, poi dopo che la sua risposta Lei la ritenga convincente, non convincente... AVV. MALAVENDA - No, no, vorrei capire... GIUDICE - ... e alla fine valuterà il Tribunale se è una risposta adeguata o non adeguata... AVV. MALAVENDA - Questo è fuori di discussione. GIUDICE - ... è inutile che andiamo oltre, nel senso che ha risposto al dato di fatto çhe(?) Lei(?) ha chiesto AVV. MALAVENDA - Ecco... va bene, quindi alle 16:00 spegnete la telecamera e il furgone va via, rimane lì? DE CAPRIO - No, rientrano. AVV. MALAVENDA - Era un furgone che camminava? DE CAPRIO - Sì, certamente, sì, sì. AVV. MALAVENDA - Quindi va via con la telecamera Di Maggio e il Carabiniere. DE CAPRIO - E l operatore, S1. AVV. MALAVENDA - Benissimo, quindi Lei decide che l'osservazione ulteriore è inutile. DE CAPRIO - Sì, io dico, faccio questa prosposta al.. in quella sede che le ho riferito... AVV. MALAVENDA - Mi scusi, la proposta riguarda la . i perquisizione, però, io sto parlando del... cioè, Lei spegne la telecamera perché è convinto in scienza e coscienza che quella telecamera è inutile perché da quello stabile non trarrà ulteriori elementi di indagine? DE CAPRIO - Allora, vuole sa... io non ho spento niente, ho fatto rientrare i miei uomini perché dalle sei della mattina alle ore 19:00 quelli muoiono là dentro perché è un furgone. GIUDICE
- Va be', però, mi scusi,
allora un conto è che un servizio di appostamento venga sospeso perché è inutile
l'obiettivo... DE CAPRIO - S1, Sl. I GIUDICE - ... un conto è perché l'uomo è stanco, si dà il turno, si dà il cambio... DE CAPRIO - Non si poteva fare. GIUDICE - ... voglio dire, è un fatto che è inutile che io lo dica anche perché mi sento ridicolo, quindi... DE CAPRIO - Certo, certo. GIUDICE
- ... diamo una risposta che
abbia anche un senso.. . DE CAPRIO - Sì, sì (pp.ii., fuori microfono). ~ GIUDICE - ... non tanto credibile o (pp.ii., affrettandosi), che abbia un senso. DE CAPRIO - Sì, l'obiettivo... GIUDICE - Cioè(?), spegniamo la telecamera perché siamo stanchi non è una risposta... DE
CAPRIO
- No, no. GIUDICE - ... francamente, data da Lei, quindi diamo una risposta. DE CAPRIO - Sì, noi rientriamo, cioè rientra il furgone perché li ho fatti protrarre il più a lungo possibile e perché non lo ritenevo remunerativo per le indagini che stavamo conducendo. AVV. MALAVENDA - Benissimo, allora questa è una risposta che mi va benissimo, Lei ha informato tutte le persone :'c che dovevano essere informate del £atto che da quel momento J.n pOlo non c'era nessuna telecamera, nessun controllo intorno a quello stabile? DE CAPRIO - No, perché io ho detto, mi sono... quando ho detto quella proposta ho ritenuto che sia sta... che era... per me era accettata perché mi hanno detto di sì e quindi la continuazione dell'attività la ri... conducevo secondo le mie tecniche e le... miei principi, e le mie valutazioni. AVV. MALAVENDA - No, scusi, non ho capito, cioè Lei ha deciso e non ha detto niente a nessuno? DE
CAPRIO - Cioè, io ho
deciso di... io dissi "A questo punto
noi... AVV.
MALAVENDA - Non ci
interessa più, benissimo, ma... DE
CAPRIO - Esatto, e quelli mi dissero... nessuno mi... infatti non ci fu nessuna delega, nessun atto scritto, io dissi
"Beh, hanno accettato questa idea" e quindi ero rimasto con questa
idea qua. AVV.
MALAVENDA - No, scusi, abbia
pazienza, no, allora Lei spegne la telecamera e si porta via il furgone... DE CAPRIO - Io non (pp.ii., fuori microfono). AVV.
MALAVENDA - ... Lei è
il soggetto preposto alle indagini
per questa vicenda e ha catturato Totò Riina. DE CAPRIO - Sì. AVV.
MALAVENDA - Allora
Lei decide che non le interessa più il luogo... DE
CAPRIO - Sì. AVV.
MALAVENDA -
... porta via la telecamera e desume dal sllenzlo degll al trl, a CUl
Lel non ha detto questa cosa, che Il allora Slano d'accordo con quello che
Lei ha deciso? DE
CAPRIO - Certamente, cioè, non ho capito cosa si deve, cosa dovevo dire. GIUDICE - Ma Lei ha riferito, per chiarire, Lei ha riferito, diciamo, del fatto che si interrompeva questo servizio di osservazione. DE CAPRIO - Sì, sì, ho detto noi... GIUDICE
- Lei ha riferito ai suoi
superiori, al Procuratore della
Repubblica, ha riferito a qualcuno oppure non ha riferito
a nessuno? Voglio dire questo e capire un l"
attlmo lo svlluppo per che.. DE
CAPRIO - Io... sì, sì, no, ma io quel servizio... GIUDICE - ... è questo diciamo (pp.ii., fuori microfono). DE CAPRIO - ... certo, no, era di mia iniziativa... GIUDICE - Era di sua iniziati va. DE CAPRIO - ... non era su delega, quindi non... cioè comunque di mia iniziati va, io il servizio l' ho concluso, riprotrarlo mi sarebbe, sarebbe, mi avrebbe posto in condizioni in quel momento di essere individuato subito, perché si guardano mille volte anche per precauzione loro, no?, per verificare se era pulito o no il luogo, che non ci interessava come luogo ma, come ho detto, per tenere puliti i Sansone, i fratelli Sansone. GIUDICE(?) - Sì(?). DE
CAPRIO - Quindi non ho, io quando sono rientrato in caserma ho
riferito che non bisognava entrare in quella casa là, non ho... della
sorveglianza proprio non era possibile farla perché va esclusa a priori perché
tecnicamente il furgone ci può stare un giorno, è ovvio che poi alla fine
se lo prendono e se lo portano via, cioè non è possibile, lo vedono, e
quindi è proprio un concetto elementare. Ma tutto questo se mi fosse stato
detto di fare la cosa l'avrei anche detto, avrei detto "Guardate che
noi veniamo individuati", quindi lo diamo per scontato di parlare a un
certo livello di... forse abbiamo sbagliato, pensavamo di parlare con dei...
condividere questa metodologia,
tutto qua. AVV. MALAVENDA - lo voglio sapere i soggetti... DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - ...a cui Lei ha detto "Da questo momento in poi in via Bernini non ci sono più quelle... non c'è più telecamera che io in via autonoma avevo collocato", a quali soggetti Lei lo ha detto? DE CAPRIO - Ma a chi lo dovevo dire? AVV. MALAVENDA - Non lo so, Lei sa che poi il dottor Caselli si è, come dire, un po' alterato da questa cosa(?), traendo spunto da questo .fa... DE CAPRIO - Non lo so, non lo so, non(?) mi pare. AVV.
MALAVENDA -
... ecco, allora, e siccome il tema
le è noto.. . DE
CAPRIO - Non mi pare.
AVV.
MALAVENDA - ...
vorrei capire Lei a chi lo ha detto che non c'era più la telecamera, l'ha
detto a qualcuno oppure no? E se l'ha detto a qualcuno, a chi? DE CAPRIO - No, io non l'ho detto a nessuno. AVV.
MALAVENDA - Bene,
quindi Lei ha messo la telecamera senza
dirlo a nessuno... DE
CAPRIO -
Sì. AVV. MALAVENDA - ... e l'ha tolta senza dirlo a nessuno. DE
CAPRIO - No, non ho
capito senza dirlo a nessuno che vuol dire, io avevo detto che facevo
l'osservazione. AVV. MALAVENDA - E non lo so (pp.ii., fuori microfono). GIUDICE
- (pp.ii., voci sovrapposte) guardi, la domanda, la
domanda, aveva un referente...? DE CAPRIO - Sì, sì, io l'ho detto, questa cosa... GIUDICE - ... un re ferente dell'Arma...? , DE CAPRIO - ... io l'ho detta... GIUDICE - ... un referente della Procura (pp.ii., voci sovrapposte) . DE CAPRIO - ... sì, guardi, questa cosa io l'ho detta a tutta la Procura e a tutta l'Arma dei Carabinieri. GIUDICE - Ecco, questo era, vuol dire l'ha detta a qualcuno nel senso (pp.ii., voci sovrapposte). DE
CAPRIO -
Sì, sì, questa cosa l'ho detta nel circolo ufficiali, nel circolo
ufficiali del battaglione Carabinieri,
e nessuno ha avuto niente da dire. AVV.
MALAVENDA - Il
circolo ufficiali? DE CAPRIO - Sì, che non è un vero e proprio circolo, è una... dove adesso c'è il bar, dove c'è il bar. AVV. MALAVENDA - Scusi, allora, Lei, Lei ha detto che... scusi, GIUDICE, posso stare seduta due minuti che sono veramente provata fisicamente, posso stare seduta, mi autorizza? GIUDICE - Non ho... sì, sì. AVV. MALAVENDA - Grazie, allora ricominciamo da capo, questa operazione Lei mi ha detto è condotta da Aliquò e da altri Magistrati, dal Generale Mori, che è il suo diretto superiore, ci sono una serie di altri personaggi compresa l'Arma territoriale, comunque coinvolti in questa indagine, Lei mi ha detto che questa telecamera Lei l'ha messa lì di sua iniziativa e mi ha detto che l'ha tolta di sua iniziativa. DE
CAPRIO -
Sì. AVV. MALAVENDA - Ora io voglio capire: a, qualcuno sapeva, a parte Lei, che c'era una telecamera; b, quando Lei ha tolto la telecamera l'ha detto a qualcuno e, se sì, a chi? DE CAPRIO - Che c'era la telecamera lo sapevano tutti... AVV. MALAVENDA - Benissimo. DE CAPRIO - ... nessuno mi ha detto di continuare le riprese così come non era possibile perché era impossibile tec... materialmente continuare. GIUDICE - Sì, questo l'ha detto... DE CAPRIO - Sì. GIUDICE - ... e poi chi ha informato del fatto che aveva sospeso il servizio di osservazione? DE CAPRIO - Ho sospeso proprio(?) tutti i servizi, non, non ho detto... GIUDICE - Sì, ma chi l'ha detto (pp.ii., fuori microfono) l'Avvocato vuole sapere a chi l'ha detto, l'ha detto ai suoi superiori... DE CAPRIO - ... non ho detto, l'ho detto a tutti, a tutti, a tutti i miei superiori. GIUDICE - ... alla Procura. DE
CAPRIO - Anche in quella sede alla Procura, cioè in quella sede del
circolo gli ho detto "Noi adesso scompariamo da là"... GIUDICE - (pp.ii., fuori microfono). DE
CAPRIO - ... e parlavo
con lo stesso linguaggio in cui... vede come parlo io, che delle volte...
perché ci credo nelle cose, proprio nelle... in tutti i toni che sto
riproducendo qua io ho detto. GIUDICE
- L'ha detto AVV.
MALAVENDA - Ma il circolo
ufficiale era il luogo, il quartiere generale? Non ho capito. DE CAPRIO - No, è dove si mangia, praticamente c'è una saletta. AVV. MALAVENDA - Cioè, Lei parla di queste cose mentre mangia? Non ho capito. DE CAPRIO - Sì, perché mi dicono di parlare, mi danno la parola e quindi ascoltano tutti, interrompono, mi fanno parlare, mi alzo in piedi e parlo. AVV.
MALAVENDA - Ma sono suoi sottoposti, sono suoi. ..? DE
CAPRIO - No,
sono miei superiori, erano tutti miei superiori,
era, c era... AVV.
MALAVENDA - E
ma chi c'era (pp.ii., voci sovrapposte)? DE CAPRIO - ... il Generale Cancellieri, il Generale, il Colonnello Cagnazzo... GIUDICE - (pp.ii., fuori microfono). DE CAPRIO - ... il dottor Caselli, tutta la Procura c'era, tutta la Procura. AVV. MALAVENDA - No, il dottor Caselli doveva essere distratto perché poi ha scritto dicendo che non sapeva nulla di questa cosa. DE CAPRIO - Non lo so. AVV.
MALAVENDA - Bene,
allora quindi Lei porta via la telecamera, perché, vede, Lei nella
sua relazione, no?, a un certo punto dice "Mai è stata disposta dalla
A.G. delega scritta. .." DE CAPRIO - Certo(?), sì. AVV.
MALAVENDA - "...
in cui veniva disposta la sorveglianza
dell'immobile..." DE
CAPRIO - Sì. AVV.
MALAVENDA - "...
e quindi mai mi è stato ordinato di sorvegliare quell' obiettivo".
DE
CAPRIO - Sì.
AVV.
MALAVENDA - Allora
Lei ha fatto tutto su delega dell'Autorità
Giudiziaria in questa indagine? DE CAPRIO
-
No, no. AVV. MALAVENDA - Aveva la delega scritta per tutto? DE CAPRIO
- No. AVV. MALAVENDA - E allora perché si aspettava una delega scritta per proseguire la sorveglianza? DE
CAPRIO - No,
ma chi l'ha detto che mi aspettava...? AVV.
MALAVENDA - Qua. DE CAPRIO - No, ma Lei non mi può fare, scusi, io non l'ho mai detto che non mi aspettava, io le ho detto i fatti, non è mai arrivata la delega, basta; non è, non esprimo valutazioni di merito. AVV. MALAVENDA - No, Lei qui ha scritto questa cosa qui, Lei ha scritto... DE CAPRIO - (pp.ii., fuori microfono) esatto. AVV. MALAVENDA - ... "Mai è stata disposta dall'A.G. delega DE
CAPRIO - Bene. AVV.
MALAVENDA - "...
in cui veniva disposta la sorveglianza.
. . " DE CAPRIO - Bene. AVV. MALAVENDA - "... mai è stato ordinato di sorvegliare quell'obiettivo, e semmai qualcuno me l'avesse detto avrei detto di no, che questa è l'ipotetica". DE CAPRIO - Esatto. AVV. MALAVENDA - Quindi, voglio dire, Lei fino a quel momento aveva agito senza delega, perché mai una delega scritta sarebbe stata necessaria? DE CAPRIO - Questa memoria a cui Lei fa riferimento, le ripeto, sin dall'inizio ho detto l'ho fatta... AVV. MALAVENDA - (pp.ii., fuori microfono). DE CAPRIO - ... in relazione a una campagna stampa diffamatoria... AVV. MALAVENDA - Va bene. DE CAPRIO - ... che falsa la realtà dei fatti e da cui io mi dovevo tutelare, quindi in quella logica ho fatto questo. AVV. MALAVENDA - Va bene, Lei ha mai querelato Caselli per la lettera che ha scritto su questa vicenda? DE CAPRIO - Mai, io ho molta stima del dottor Caselli e lo apprezzo per l'impegno che ha avuto nella lotta alla Mafia e gliene rendo merito. AVV. MALAVENDA - Benissimo, benissimo, perfetto, allora il dottor Caselli, come Lei sa, il 10 febbraio '93 ha scritto una lettera, non come questa sua memoria indirizzata non si sa bene a chi, in cui lamenta questo fatto e lo considera un fatto molto grave di cui lui non è stato informato; Lei la sa questa cosa? DE CAPRIO - Sì, sì, è vera, ma poi è uscita su tutti i giornali. AVV. MALAVENDA - Benissimo, il dottor Caselli c'era o no(?) al circolo ufficiali? DE CAPRIO - Sì. AVV.
MALAVENDA - Era presente? DE CAPRIO - Sì, sì, c'era, c'era, era presente. AVV. MALAVENDA - Ecco, e allora cosa era, distratto(?), stava mangiando, stava parlando con qualcun altro? DE CAPRIO - Non lo so, bisognerebbe chiedere a lui. AVV. MALAVENDA - Non lo so, vorrei saperlo dal Lei, io. DE CAPRIO - Io l'ho detto, c'era lui, c'erano tutti, mi sembrava che mi guardavano, poi se pensavano ad altro non lo so. AVV. MALAVENDA - Ah, cioè, Lei parla così e chi la guarda capisce e chi non la... DE CAPRIO - Sì, sì, mi dicono di sì, fanno... erano tutti d'accordo, guardi, tutti d'accordo. AVV. MALAVENDA - E quindi Caselli cosa fa, dopo fa finta di non averlo saputo? DE
CAPRIO - Non
lo so, non lo so. AVV. MALAVENDA - Non lo so, no, erano tutti d'accordo. DE CAPRIO - Non lo so, questo non lo so. AVV. MALAVENDA - Va bene, lo chiederemo a Caselli che è stato chiamato come teste. Bene, allora torniamo indietro all'altra sua iniziativa, che è quella di concordare la... dunque, Lei qui la chiama, in questa relazione che ha scritto ma che mi pare non condivida, la non immediata perquisizione locale. Allora, quanti giorni dopo l'arresto di Riina viene fatta una perquisizione locale dell'immobile? DE
CAPRIO - Eh,
ora non è che lo ricordo, diversi giorni dopo..
. AVV. MALAVENDA - Potrebbe essere il 3(?) febbraio? DE
CAPRIO - ... contro
la mia volontà ovviamente, cioè... AVV.
MALAVENDA - Potrebbe
essere, quanti giorni dopo? DE CAPRIO - Non lo so, non l'ho fatta io, non ho operato io. AVV. MALAVENDA - Beh, il Generale Mori ha detto che c'era Lei. DE
CAPRIO - No,
no, è errato, errato, qua nel verbale non ci
sono quindi' non c'ero. AVV. MALAVENDA - E la chiama De Carlo, Di Carlo, ma perché ha sbagliato a scrivere. DE CAPRIO - Non lo so, Lei deve parlare con gli atti, la perquisizione non l'ho fatta io. AVV. MALAVENDA - Va bene, allora dunque Lei, allora facciamo così, quanto tempo dopo l'arresto di Riina va via da Palermo? DE
CAPRIO - Nel
ma... nel giugno del 2000. AVV. MALAVENDA - No, scusi, abbia pazienza, arrestano Riina, Lei arresta Riina, Lei dove svolgeva servizio, a Palermo? DE CAPRIO - Lavoravo a Palermo, lavoravo, avevo effettivo e Roma e ci avevamo la base logistica a Palermo, cioè lavoravamo a Palermo. AVV. MALAVENDA - Dunque, Lei è arrivato a Palermo nel settembre '92 da Roma, immagino. DE CAPRIO - Sì, da Milano, perché lavoravo a Milano. AVV. MALAVENDA - Da Milano, perfetto, poi dopo l'arresto di Riina Lei rimane a lavorare a Palermo o torna a Milano? DE CAPRIO - Rimango a Palermo fino al giugno, mi sembra, 2000. AVV. MALAVENDA - E come mai Lei non partecipa alla perquisizione del covo, visto che si era tanto battuto per ritardare questa perquisizione? DE CAPRIO - Proprio perché sono coerente, no? AVV. MALAVENDA - Perché? DE CAPRIO - Perché, punto primo, noi non facciamo perquisizioni perché se no veniamo individuati dalle persone su cui... è una tecnica nostra che... noi non facciamo quasi mai, anzi mai le perquisizioni locali, e poi perché io, per me io non avevo motivo, cioè perché dovrei fare una perquisizione se non lo ritengo...? Io per fare una perquisizione devo ritenere che ci sia un motivo, io non lo ritengo che ci sia, perché devo fare (pp.ii., affrettandosi) la perquisizione? AVV. MALAVENDA - No, Lei ha detto che voleva... DE CAPRIO - Non ci ho una delega, perché faccio al perquisizione? AVV. MALAVENDA - ... scusi, allora, Lei ha chiesto che la perquisizione venisse ritardata. DE
CAPRIO -
No, che non venisse proprio fatta, che è diverso. AVV. MALAVENDA - Ah, che non venisse mai effettuata? DE CAPRIO - E certamente, certamente. AVV.
MALAVENDA - Cioè,
per la vita? DE
CAPRIO -
Certamente. AVV. MALAVENDA - Beh, veramente questa cosa non c'è scritta da nessuna parte. DE CAPRIO - Eh, glielo sto dicendo. AVV. MALAVENDA - La stessa relazione parla di ritardata, non immediata perquisizione. DE CAPRIO - No, no, ma proprio non ha senso fare la perquisizione dove ci giocano i bambini di Riina, guardi. AVV. MALAVENDA - Senta, veniamo a questi bambini, a queste povere creature... DE
CAPRIO -
Sì, sì. AVV. MALAVENDA - ... allora Lei ha seguito fino a casa di Riina, lo ha scoperto dopo, Domenico Ganci che andava a trovarlo a casa e si imbucava nel suo garage. DE CAPRIO
- No, no. AVV. MALAVENDA - E come no, ha detto che è sparito in vi Bernini, si sarà mica smaterializzato. DE CAPRIO - Non so, se vogliamo rivedere i... io non ho detto questo, perché Lei dice che io ho detto cose che non ho detto? AVV.
MALAVENDA -
Lei ha detto che l'ha seguito nella strada... DE CAPRIO - No, rivediamo allora il verbale, io oggi non ho detto questo. GIUDICE - Rifaccia la domanda in modo chiaro. AVV.
MALAVENDA
- No, allora, il Colonnello ha detto... GIUDICE
- Sì. AVV. MALAVENDA - ... di essere arrivato ad individuare via Bernini 54 perché aveva seguito il signor Ganci Domenico, che(?) adesso vediamo, okay(?), (pp.ii., fuori microfono) insomma il figlio di Francesco... GIUDICE - (pp.ii., fuori microfono) la macchina e poi lui ha intuito che la macchina... AVV. MALAVENDA - Esatto, esatto, c'è una relazione... GIUDICE - ... si doveva essere o infilata in un qualche garage perché era scomparsa. AVV. MALAVENDA - ... c'è una relazione di servizio... GIUDICE
- Va bene, la domanda. AVV. MALAVENDA - ... cioè, lui... esatto, lui ha detto prima che il nome via Bernini gli è suonato nelle orecchie quando ha sposato le cose che diceva Di Maggio alla operazione 7 ottobre '92, che è l'operazione che ha interessato il pedinamento di Ganci Domenico... DE
CAPRIO - Sì.
AVV. MALAVENDA - ... e ci ha detto anche che con quella strada che chiama via Giorgione e che invece è quella da dove si. arrivava a via Giorgione anche lei, questa macchina che si stava seguendo è sparita ed è sparita in coincidenza di quell'immobile, perché poi lui... DE CAPRIO
-
No, no. AVV. MALAVENDA - Allora... GIUDICE - Io ho capito francamente, poi adesso non ci perdiamo nel dettaglio preciso in che momento è sparito, io ho capito che la macchina era sparita in quel tratto di via e ha ritenuto fosse entrata in un garage, questo ricordo... AVV. MALAVENDA - In un garage, certo, sì. GIUDICE - ... poi io non vado, se dobbiamo riprendere i nastri e le trascrizioni lo facciamo se è così importante, diciamo, il profilo. AVV. MALAVENDA - No,GIUDICE, scusi, allora... GIUDICE - Andiamo alla domanda così capiamo se questa premessa è il dettaglio e... AVV. MALAVENDA - Allora nella relazione c'è scritto che lui, Maggiore De Caprio, chiede di potere portare Di Maggio davanti a via Bernini 54, immobile non conosciuto e mai indicato dal Di Maggio in quanto era emerso nel corso del pedinamento svolto il 7.10.'92 su Ganci Domenico (pp.ii., affrettandosi) dunque, questo indirizzo era stato... era emerso questo indirizzo durante questo pedinamento, se l'italiano ha un senso, poi, per carità, magari è a uso interno e quindi... (Ndt, intervento inint. fuori microfono). AVV. MALAVENDA - Allora se via Bernini 54 nella mente del Maggiore DE CAPRIO scatta quando scopre, si ricorda di questa operazione, vuoI dire che questa operazione è finita in quell'immobile se no questa cosa non avrebbe nessun senso. DE CAPRIO - (pp.ii., fuori microfono). GIUDICE - Come scatta? Ma facciamogli la domanda. AVV.
MALAVENDA - Questo qui, la premessa della domanda è questa, allora voglio
dire, se scatta così devo immaginare che avesse ragione di ritenere che
questo immobile fosse collegato a Domenico Ganci e a Riina, diversamente se
no non capirei l'attenzione; allora io devo immaginare che abbia
seguito Domenico Ganci fino in prossimità della casa di Riina quantomeno,
perché se no l'aggancio tra ottobre '92 e gennaio '93 io lo
perdo. Allora Domenico Ganci Lei lo ha seguito fino a casa di Riina o
no? DE CAPRIO - Non l'ho seguito fino a casa di Riina. AVV. MALAVENDA - E allora come mai quella relazione dell'ottobre del '92 le ha fatto suonare i campanelli? DE
CAPRIO - Perché era
interrotta in un... era un riferimento areale di via Giorgione in
corrispondenza della via Bernini, no?, quindi è un riferimento reale,
non punti£orme, quindi .la mia attenzione era areale, nel momento in
cui diventa... AVV. MALAVENDA - E l'immobile 54? DE CAPRIO - ... nel momento in cui individuiamo il telefono di Ganci, di Sansone diventa un riferimento puntiforme, non più areale. AVV. MALAVENDA - Bene, allora nell'ambito della sua esperienza è possibile immaginare che Domenico Ganci sia entrato nella casa di Riina, visto che poi Sansone abita lì e lui è arrivato in prossimità, o è una cosa da escludere? DE CAPRIO - Non ho elementi, non ho prove, non lo so, non so rispondere. AVV. MALAVENDA - No, mi scusi, il Generale Mori ha detto la scorsa volta che Lei ha seguito Domenico Ganci fino a casa di Riina, è lì agli atti da vedere. DE CAPRIO - Io le sto dicendo cosa ho fatto io, poi non lo so cosa dicono gli altri, io non lo so. GIUDICE(?) - (pp.ii., fuori microfono). AVV. MALAVENDA - Perfetto, benissimo, allora le risulta che Bagarella fosse stato qualche giorno prima dell'arresto a casa di Rii?a perché l'ha collaboratore di giustizia? DE CAPRIO - Eh, a me non risulta ma se l'ha detto un collaboratore di giustizia, l'avrà detto. AVV. MALAVENDA - E' sempre Tullio Cannella di cui sopra. DE CAPRIO - Se l'ha detto il collaboratore di giustizia risulterà al collaboratore di giustizia. AVV.
MALAVENDA - No, perché, vede, Lei questa cosa qui la dice nella
relazione di servizio, sempre questa qui, Lei dice che la bontà delle sue
osservazioni sulle indagini su cosa fare e su cosa non fare è dimostrata
anche dal fatto che Tullio Cannella riferisce di dubbi e perplessità
relative alle modalità dell'arresto di Riina.
. . DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - ... manifestate da Bagarella Leoluca che avrebbe frequentato l'immobile di via Bernini, 54 alcuni giorni prima dell'arresto (pp.ii., affrettandosi) ... DE
CAPRIO - (pp.ii., voci sovrapposte). AVV. MALAVENDA - ... e che sospetta qualche responsabile... ecco, allora Lei scrive in questa relazione di aver letto, perché se lo scrive lo ha letto... DE CAPRIO - Sì, sì. AVV. MALAVENDA - ... che Tullio Cannella dice che Leoluca Bagarella era andato a casa di Riina. DE CAPRIO ~ Sì, sì. AVV. MALAVENDA - Possiamo considerare questo dato corretto, visto che Lei lo usa come prova della bontà delle sue investigazioni., o è un dato scorretto? DE CAPRIO - Lo consideriamo corretto. AVV. MALAVENDA - Bene, quindi possiamo dire che Leoluca Bagarella andava a trovare almeno una volta Riina in via Bernini oppure no? DE
CAPRIO -
Nel '98 sì. AVV.
MALAVENDA - Come
nel '98? DE CAPRIO - Eh, sì, perché nel '93 quando io ho preso le mie decisioni no, non(?) sapevo. AVV. MALAVENDA - Ma perché Riina stava ancora... no, scusi, Tullio Cannella ha parlato prima del '98. DE
CAPRIO - Quella
relazione è del '98, le dichiarazioni di Cannella
sono successive all'arresto di Riina, non contestuali o precedenti, no?,
quindi non era un elemento di valutazione su cui io avessi potuto mai fare
riferimento in alcun modo. AVV. MALAVENDA - Lei qui... Lei qui per la verità non lo data questo verbale di Cannella. DE CAPRIO - No, è certo, guardi, è certo. AVV.
MALAVENDA - No,
le dichiarazioni di Cannella Lei non dice del... non c'è scritto
qua. DE
CAPRIO -
No... AVV. MALAVENDA - Va bene. DE CAPRIO - ... le ripeto, è un atto a mia... AVV. MALAVENDA - Quindi allora Lei vuol dire che esclude che qualunque soggetto vicino a Riina sia mai entrato in quella casa perché c'erano i suoi bambini? DE CAPRIO - No, no, non escludo niente. AVV. MALAVENDA - E allora, scusi, la ragione per cui Lei decide di non perquisire quella casa qual è? Perché non l'ho ancora capita. DE CAPRIO - Posso ripeterla? GIUDICE - Sì, ce la dica e una volta per tutte. DE CAPRIO - Sì, perché non ritengo che per come abbiamo individuato quella casa l'interesse nostro non era andare a fare una perquisizione nella casa dove un latitante siciliano di Cosa Nostra, e per di più il capo di Cosa Nostra, tiene la famiglia, che è la cosa a cui più lui teneva, e che teneva in clandestinità peraltro, quindi non avrebbe mai e poi mai potuto tenere cose che lo potessero, che potessero compromettere la libertà e la sicurezza dei propri figli e della propria. moglie. Questo per mie valutazioni, se poi non... sbagliati, non lo so, io la penso così, la mia esperienza mi ha detto questo, pertanto ritengo che fare la perquisizione in quell'immobile costituiva solo pregiudizio gravissimo al proseguimento dell'attività di osservazione... di pedinamento sui fratelli Sansone che ci avrebbero portato a definire i circuiti imprenditoriali e politici direttamente gestiti da Cosa Nostra in quel momento; tutto qua, solo per questo. GIUDICE - Questa è la terza volta almeno(?) che ce lo dice, non chiediamoglielo più. AVV.
MALAVENDA -
Sì, sì, va bene, basta. Allora Lei poi ha detto che la
perquisizione è stata fatta ugualemnte, è stata fatta qualche tempo dopo
rispetto all'arresto di Riina.. . DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - ... Lei sa i risultati di questa perquisizione? DE
CAPRIO - No, so
queste notizie per lette e rilette(?) nei
giornali, nessun risultato, negativo. AVV. MALAVENDA - Ma Lei dov'era in quel periodo? DE CAPRIO - A Palermo. AVV. MALAVENDA - Cioè, Lei mi vuoI dire che si è disinteressato completamente di quel covo da dopo l'arresto di Riina in poi? DE
CAPRIO - Sì.
AVV. MALAVENDA - Cioè non ha voluto sapere cosa c'era, cosa è successo? DE CAPRIO - Guardi, l'attività che ho fatto successivamente è documentata nella notizia di reato del 21 luglio '93 che ho dato alla Procura della Repubblica di Palermo e alla Procura della Repubblica di Caltanissetta, tutto qua. AVV. MALAVENDA - Sì, io però siccome questo documento non lo conosco, né sono tenuta a conoscerlo, mentre invece mi interessa sapere che cosa ha fatto Lei... DE
CAPRIO - Sì.
AVV. MALAVENDA - ... vorrei sapere, Lei non ha mai chiesto notizie a chi è entrato in quella casa su che cosa avessero o non avessero trovato? DE CAPRIO
- No, no. AVV. MALAVENDA - Non ha mai saputo che la casa era stata ripulita? DE CAPRIO - Sì, poi ho letto tutto, sui giornali è uscito poi. AVV. MALAVENDA - Cioè, Lei legge solo i giornali(?), i rapporti dei ROS non li legge, legge solo i giornali? DE CAPRIO - I rapporti dei ROS, il ROS non ha fatto quella cosa, l'ha fatta la territoriale, io leggo quello che mi va di leggere, dottoressa. AVV.
MALAVENDA - E Lei non li
guarda gli atti? DE
CAPRIO - Leggo
quello che mi interessa. AVV. MALAVENDA - Cioè, Lei le notizie le apprende dai giornali? DE
CAPRIO -
Penso che sono libero di leggere quello che...oppure
no? AVV. MALAVENDA - Non lo so, se io avessi la possibilità non leggerei i giornali. GIUDICE
- Va
bene, non facciamo polemiche (pp.ii., fuori microfono)
. DE CAPRIO - Ma le ripeto, guardi che non era... per noi, noi su Riina, quando abbiamo arrestato Riina abbiamo trovato dei bigliettini, dei soliti pezzini, e la nostra attività si è concentrata sullo sviluppo di quei pezzini che... AVV. MALAVENDA - Cos'è i pezzini? DE CAPRIO - Il cosiddetto modo con cui hanno i mafosi di comunicare in cui c'è scritto "Mi serve questo appalto", sono tutte (?) conversazioni cifrate attraverso le quali anche adesso se leggendo i giornali vedo che comunica Provenzano... AVV. MALAVENDA - E i pezzini doye li avete...? DE CAPRIO - ... così faceva Riina, la stessa cosa. AVV. MALAVENDA - E dove li avete trovati i pezzini? DE CAPRIO - Li abbiamo trovati nella tasca dei pantaloni e nel borsello che aveva con sé. Questo anche per dire che non c'era nessun accordo perché se no mai si sarebbe venuto con i pezzini, no? AVV. MALAVENDA - E Lei come fa a escludere che qualche pezzino non fosse rimasto a casa perché non gli serviva quel giorno? DE CAPRIO - Sì, ma guardi, la mia valutazione era questa, poi possiamo avere idee diverse, io ho fatto qu-esta - valutazione in buona fede, cercando di sconfiggere Cosa Nostra, nell'esclusivo interesse di distruggere Cosa Nostra, poi sta ad altri giudicare il mio operato, non posso giudicarmi. AVV. MALAVENDA - No, scusi, però adesso... cosa avete trovato addosso a Riina quan80 l'avete fermato di interessante per le indagini? DE
CAPRIO - Se il
Presidente consente posso esibire la situazione informativa che ho redatto e
inviato alla Procura della Repubblica di Palermo il 26 gennaio 1993 in cui
c'è tutta la situazione che abbiamo fatto e che abbiamo posto all'evidenza
della Procura della Repubblica... AVV.
MALAVENDA - Io preferirei (pp.ii., fuori microfono). DE
CAPRIO - ... che ci richiede urgentemente perché volevano
fare una misura di prevenzione. GIUDICE
- Possiamo acquisirla... . DE
CAPRIO -
Così gliela diamo una copia. AVV. MALAVENDA - Io preferirei sempre saperlo dal teste, quello che ricorda. GIUDICE - Sì, lo possiamo sapere anche dal teste, ci riassuma, ci (pp.ii., voci sovrapposte). AVV. MALAVENDA - Eh, certo. DE CAPRIO - Sì, c'erano degli interessi di Riina su degli appalti di case, di casette, poi c'era un'estorsione in via... cose anche di basso profilo, insomma, le stesse che si leggono in questi giorni su... di Giuffrè, insomma; praticamente diceva che una cosa interessava ad alcuni, parlava di un'estorsione in corso... a Brancaccio a un negozio, Diesel si chiamava, non mi ricordo bene. E ora la memoria sui pezzini non posso averla, se... AVV. MALAVENDA - No, scusi, mi sembrano spunti utili per le indagini, se Lei dice che Sansone voleva (pp.ii., voci sovrapposte) . DE
CAPRIO - Sì, ma le indagini le ha(?) fatte, le abbiamo svolte
dirette dalla Procura della Repubblica di Palermo
infatti. AVV. MALAVENDA - No, scusi, allora Lei ha detto che la sua iniziativa doveva proseguire sui Sansone perché i Sansone potevano portare agli appalti; ora i pezzini nelle tasche di Riina parlavano di appalti, voglio capire, su questo tema avete sviluppato indagini ulteriori sui Sansone e sugli appalti, su queste cose qui oppure avete lasciato perdere anche quello? DE
CAPRIO - Allora,
questa qui erano le nostre idee di fare così, poi cosa accadde? Accadde che
il giorno dopo che loro avevano... a un certo punto noi vediamo proprio in
televisione che la casa dove veramente era stato arrestato Riina c'erano i
Carabinieri con una troupe televisiva, e ci siamo posti, dico
"Ma come mai hanno...? Si vede che qualcuno ha dato questo indirizzo".
Poi l'abbia... perché letto qui sul libro di Bolzoni e Lodato che
era il Maggiore Ribollino che il giorno 16 stesso ha comunicato a loro,
stampa, dove era l'immobile vero, quello che invece doveva rimanere
nascosto; dunque a quel punto la nostra linea perde di possibile attua...
possibilità di attuazione. Per di più il 29, nei giorni successivi, la
data non me la ricordo, fanno anche la perquisizione all'interno della casa
di... di Riina, quindi ci bruciano di fatto i Sansone. Tutto qua, poi ti
fanno anche la misura(?) patrimoniale e svelano che i Sansone erano i veri
tenutari, insomma, di Riina, quindi non aveva più... non si poteva più
fare. GIUDICE
- Va
bene. AVV.
MALAVENDA -
Scusi, allora diciamo che questa iniziativa di questo signore brucia la sua indagine? DE
CAPRIO -
Non so, non brucia niente(?), io gli ho raccontato i fatti, sì, nel senso(?) va contro i miei interessi, quella
che era un'idea. AVV.
MALAVENDA -
Certo, e rende, scusi, adesso, rende inutili... DE
CAPRIO - Se
è vera io non lo so questo, non so se (pp.ii.,
voci sovrapposte). AVV.
MALAVENDA - ...
gli spunti investigativi che Lei
si era posto. DE CAPRIO - A me me l'ha bruciato il fatto che ci sono andati i Carabinieri con la troupe, poi non so se è vero quello che di... AVV.
MALAVENDA - Sono
arrivati? GIUDICE(?)
- I Carabinieri. DE CAPRIO - Cioè, il fatto di vedere in televisione dei Carabinieri che passano là davanti con una troupe televisiva mi fa capire che c'è qual.. mi crea quell'area, me la brucia, ecco. AVV. MALAVENDA - Carabinieri sempre, voglio dire, Carabinieri veri? DE CAPRIO - Penso(?), in televisione sembravano veri. AVV. MALAVENDA - Territoriali? DE CAPRIO - Non lo so, non ho... AVV. MALAVENDA - Non lo so (pp.ii., voci sovrapposte). DE
CAPRIO - ... ho
visto proprio un programma in televisione, le sto dicendo proprio...
AVV.
MALAVENDA - Sì,
ma Lei non è mica un Carabiniere? DE
CAPRIO - Sì,
ma dalla televisione, vede, nelle fiction li
fanno uguali. AVV. MALAVENDA - Sì, ma quella non era una fiction, credo. DE CAPRIO - Non lo so, non le so dire, non le so rispondere. GIUDICE
- Va bene... AVV. MALAVENDA - No, scusi, eh, Presidente(?) , abbia pazienza, Presidente, io mi arrendo alle... però... GIUDICE - Ma saranno stati i Carabinieri, voglio dire, mi sembra cha l'abbia anche detto... DE CAPRIO - Sì, saranno stati veri, diciamo(?). GIUDICE - ... mi sembra che l'abbia anche detto che erano stati informati i Carabinieri. AVV.
MALAVENDA - No,
Giudicè, ha detto che quando nel 98...
GIUDICE - No? AVV. MALAVENDA - ... ha letto questo libro... DE CAPRIO - Sì. AVV. MALAVENDA - ... soltanto, tra questo libro, che è una schifezza per il resto, ha... GIUDICE - No, le ho detto che non ho capito che nel '98 lui abbia realizzato... AVV.
MALAVENDA -
... ha capito, no, GIUDICE... GIUDICE - ... questa cosa, mi sembra di capire che nell'immediatezza dei fatti, subito dopo. AVV. MALAVENDA - No, nel libro "C'era una volta la Mafia" viene indicato che a dare la notizia è stato Roberto Ribollino... DE CAPRIO - Se è vero. AVV. MALAVENDA - ... il 16, allora vuoi dire che vede questa fiction con questi Carabinieri che | ||||||||