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ISTANZA DI TRASFERIMENTO

 

AL COMANDO GENERALE DELL’ ARMA DEI CARABINIERI

  

Ai sensi di quanto stabilito dal D.M. 16 settembre 1993 nr.603, art. 6 (2) rappresento quanto segue.

 

  1. In data 20 maggio il ROS con messaggio Nr. xxx  (allegato A)  ha ordinato al comandante della 1^ Sezione operante in Sicilia di provvedere alla selezione di personale da impiegare in servizio provvisorio di lunga durata. A tale proposito:

 

    • la 1^ Sezione del 1° Reparto del ROS è impegnata in complessa attività di p.g. indirizzata alla ricerca dei più pericolosi latitanti mafiosi.  L’ attività si svolge sotto parametri tecnici elevati a cui è connessa una dottrina d’ impiego particolarmente  evoluta  e peculiare. Ciò rende necessario poter disporre di personale non condizionato da altri – pure validi - modelli investigativi in grado di acquisire ed interiorizzare lo specifico modulo operativo praticato;

 

    • in quel contesto gli operatori hanno modo di conoscere nomi, situazioni e circostanze la cui visione unitaria consente di proseguire in profondità i vari profili informativi acquisiti.

 

E’ evidente come il conseguimento di un compito complesso  non possa essere realizzato attraverso uno strumento investigativo provvisorio ed indeterminato nella sua composizione. Le aggregazioni temporanee di militari creano un assetto  eterogeneo e frammentario controindicato all’ attività di polizia giudiziaria che richiede assetti sistematici caratterizzati da elevata coesione e certezza d’ appartenenza. In conclusione la presenza di operatori in servizio provvisorio produce un  arretramento complessivo della capacità operativa della Sezione andando a costituire fattore di potenza per i soggetti indagati

 

2.     Questa problematica è stata da me numerose volte esposta e rappresentata personalmente al Comandante del ROS ed a tutta la mia scala gerarchica. In particolare :

 

·       ho rappresentato come sia contrario ad ogni logica di professionalità l’ impiego a termine, di militari in attività di P.G. complesse, dove solo una visione unitaria ed omogenea dei fatti rilevati può condurre al conseguimento dell’ obiettivo;

 

·       ho esposto come tale situazione costituisca un pericolo per la sicurezza mia e dei militari operanti che si trovano a seguire soggetti e situazioni senza potere avere una conoscenza completa dei contesti relazionali  che li caratterizzano;

 

·       ho rappresentato come la provvisorietà e l’ indeterminatezza dello strumento operativo costituisca fattore di vulnerabilità  per una Sezione  che deve contrastare associazioni per delinquere radicate, omogenee e coese che si esprimono consapevolmente secondo parametri di clandestinità e compartimentazione;

 

·       ho rappresentato più volte e personalmente al Comandante del ROS, come l’ impiego di militari in servizio provvisorio  sia professionalmente antieconomico per l’ Istituzione, e determini approssimazione ed incertezza nel personale. E come sia invece necessario disporre di un Reparto adeguatamente configurato sul piano dell’ organico dove ciascun militare abbia la certezza della propria appartenenza e del proprio futuro professionale in modo da poter svolgere serenamente un lavoro difficile.

 

3.     Questi reiterati, continui  provvedimenti hanno per due anni imposto allo scrivente la conduzione di attività di p.g. complessa, con uno strumento manifestamente inadeguato, caratterizzato da provvisorietà ed indeterminatezza.

 

Attraverso le  inequivocabili indicazioni della mia scala gerarchica ho preso coscienza di come  questi fatti - contrari alla professionalità, ed alla dignità di chi è professionista, - non possono essere mutati. Gli stessi fatti però costituiscono elementi di motivazione oggettivi  a sostegno della mia richiesta di trasferimento  e a tale proposito ne rappresento la massima urgenza.

 

 

 

Roma 21 maggio 2000

 

   

Il maggiore 

xxxxxx

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