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LA VERITA'
LE RAGIONI DEL CAPITANO ULTIMO
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ISTANZA
DI TRASFERIMENTO AL COMANDO GENERALE DELL’ ARMA DEI CARABINIERI Ai
sensi di quanto
stabilito dal D.M.
16 settembre
1993 nr.603,
art. 6 (2)
rappresento
quanto segue.
E’ evidente come il conseguimento di un compito complesso non possa essere realizzato attraverso uno strumento investigativo provvisorio ed indeterminato nella sua composizione. Le aggregazioni temporanee di militari creano un assetto eterogeneo e frammentario controindicato all’ attività di polizia giudiziaria che richiede assetti sistematici caratterizzati da elevata coesione e certezza d’ appartenenza. In conclusione la presenza di operatori in servizio provvisorio produce un arretramento complessivo della capacità operativa della Sezione andando a costituire fattore di potenza per i soggetti indagati 2. Questa problematica è stata da me numerose volte esposta e rappresentata personalmente al Comandante del ROS ed a tutta la mia scala gerarchica. In particolare : · ho rappresentato come sia contrario ad ogni logica di professionalità l’ impiego a termine, di militari in attività di P.G. complesse, dove solo una visione unitaria ed omogenea dei fatti rilevati può condurre al conseguimento dell’ obiettivo; · ho esposto come tale situazione costituisca un pericolo per la sicurezza mia e dei militari operanti che si trovano a seguire soggetti e situazioni senza potere avere una conoscenza completa dei contesti relazionali che li caratterizzano; · ho rappresentato come la provvisorietà e l’ indeterminatezza dello strumento operativo costituisca fattore di vulnerabilità per una Sezione che deve contrastare associazioni per delinquere radicate, omogenee e coese che si esprimono consapevolmente secondo parametri di clandestinità e compartimentazione; · ho rappresentato più volte e personalmente al Comandante del ROS, come l’ impiego di militari in servizio provvisorio sia professionalmente antieconomico per l’ Istituzione, e determini approssimazione ed incertezza nel personale. E come sia invece necessario disporre di un Reparto adeguatamente configurato sul piano dell’ organico dove ciascun militare abbia la certezza della propria appartenenza e del proprio futuro professionale in modo da poter svolgere serenamente un lavoro difficile.
3. Questi reiterati, continui provvedimenti hanno per due anni imposto allo scrivente la conduzione di attività di p.g. complessa, con uno strumento manifestamente inadeguato, caratterizzato da provvisorietà ed indeterminatezza. Attraverso le inequivocabili indicazioni della mia scala gerarchica ho preso coscienza di come questi fatti - contrari alla professionalità, ed alla dignità di chi è professionista, - non possono essere mutati. Gli stessi fatti però costituiscono elementi di motivazione oggettivi a sostegno della mia richiesta di trasferimento e a tale proposito ne rappresento la massima urgenza. Roma 21 maggio 2000 Il maggiore xxxxxx Leggi
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