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calendario 2001

 

il silenzio uccide le idee

 

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  Portiamo la poesia nelle strade, nelle fabbriche, nei palazzi grigi dove il potere celebra se stesso e la sua grigia alienazione.

 

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La scommessa era di quelle ai limiti dell’impossibile: costruire un esercito invisibile, pacifico e colorato, un esercito di sognatori e di visionari che tentasse di far diventare i sogni realtà.

Pochi e semplici sogni, niente di complicato, sogni che dovrebbero essere alla portata di ognuno di noi, sogni che non dovrebbero essere sogni: libertà, giustizia, legalità, rispetto per i diritti di tutti, compresa la terra, l’aria, la fantasia. Il sogno di riuscire a pensare ad una vita diversa da quella che, nella omologazione dilagante, sembra ci vogliano imporre come unico modello possibile.

 Una vita senza privilegi ma anche senza imposizioni. Dove trovare la poesia e non la mercificazione delle nostre giornate. Dove un’idea conta più di uno spot pubblicitario. La solidarietà più del "farsi i fatti propri". E dove i pensieri si costruiscono sul confronto e sul dialogo. Un esercito invisibile e anche disarmato, in apparenza, perché la uniche armi ammesse sono appunto quelle del dialogo contro i monologhi, del confronto contro la prevaricazione, dell’intelligenza del pensiero  contro la stupidità degli slogan.

 Per fare questa cosa in fondo antica, e cioè confrontarci sulle idee, farle circolare, farle diventare un’occasione di riflessione e di incontro, mai di scontro, abbiamo scelto un  mezzo, invece, nuovissimo: il web. Qui, attraverso la magia della rete, abbiamo costruito e stiamo costruendo un  piccolo gruppo di amici, di compagni di strada, di persone. L’esercito invisibile, appunto. Che in questo spazio comune riflette ad alta voce e condivide con gli altri le sue idee e così le fa crescere, le arricchisce, le confronta. Attraverso una mailing list e una chat ci si incontra per discutere di svariati argomenti legati a questo mondo di sogni che vorremmo diventasse realtà. Alcune sono chiacchiere in libertà, altri sono veri e propri appuntamenti che nascono intorno ad un tema specifico. Il primo di questi è stato dedicato alla povertà. Ognuno ha dato un suo personale contributo, ognuno ha colto un aspetto che gli sembrava importante, a volte in modo originale e anche provocatorio. Tutti insieme, questi interventi formano un’immagine complessa alla quale ognuno ha contribuito con un tassello Ma ci sarebbe ancora molto da  dire. Chiunque leggerà queste parole potrebbe aggiungerne di nuove e stimolare nuovi pensieri.

Questo era ed è l’intento di questo piccolo esercito che vorrebbe varcare le porte dell’arcobaleno.

Barbara C.

 

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