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il silenzio uccide le idee
Portiamo la poesia nelle strade, nelle fabbriche, nei palazzi grigi dove il potere celebra se stesso e la sua grigia alienazione.
La scommessa era di quelle ai limiti dell’impossibile: costruire un esercito invisibile, pacifico e colorato, un esercito di sognatori e di visionari che tentasse di far diventare i sogni realtà. Pochi
e semplici sogni, niente di complicato, sogni che dovrebbero essere alla
portata di ognuno di noi, sogni che non dovrebbero essere sogni: libertà,
giustizia, legalità, rispetto per i diritti di tutti, compresa la terra,
l’aria, la fantasia. Il sogno di riuscire a pensare ad una vita diversa da
quella che, nella omologazione dilagante, sembra ci vogliano imporre come
unico modello possibile. Una
vita senza privilegi ma anche senza imposizioni. Dove trovare la poesia e non
la mercificazione delle nostre giornate. Dove un’idea conta più di uno spot
pubblicitario. La solidarietà più del "farsi i fatti propri". E
dove i pensieri si costruiscono sul confronto e sul dialogo. Un esercito
invisibile e anche disarmato, in apparenza, perché la uniche armi ammesse
sono appunto quelle del dialogo contro i monologhi, del confronto contro la
prevaricazione, dell’intelligenza del pensiero contro
la stupidità degli slogan. Per
fare questa cosa in fondo antica, e cioè confrontarci sulle idee, farle
circolare, farle diventare un’occasione di riflessione e di incontro, mai di
scontro, abbiamo scelto un mezzo,
invece, nuovissimo: il web. Qui, attraverso la magia della rete, abbiamo
costruito e stiamo costruendo un piccolo gruppo di amici, di compagni di strada, di persone.
L’esercito invisibile, appunto. Che in questo spazio comune riflette ad alta
voce e condivide con gli altri le sue idee e così le fa crescere, le
arricchisce, le confronta. Attraverso una mailing list e una chat ci si
incontra per discutere di svariati argomenti legati a questo mondo di sogni
che vorremmo diventasse realtà. Alcune sono chiacchiere in libertà, altri
sono veri e propri appuntamenti che nascono intorno ad un tema specifico. Il
primo di questi è stato dedicato alla povertà. Ognuno ha dato un suo
personale contributo, ognuno ha colto un aspetto che gli sembrava importante,
a volte in modo originale e anche provocatorio. Tutti insieme, questi
interventi formano un’immagine complessa alla quale ognuno ha contribuito
con un tassello Ma ci sarebbe ancora molto da dire.
Chiunque leggerà queste parole potrebbe aggiungerne di nuove e stimolare
nuovi pensieri. Questo era ed è l’intento di questo piccolo esercito che vorrebbe varcare le porte dell’arcobaleno. Barbara
C.
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Io
sto con ultimo
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