documento di azione e di poesia
Chat capitanoultimo group
Data: 28 Giugno 2001
Ora: 9:30PM - 11:30PM
Tema: Globalizzazione - Ambiente.
Roberto Ferrigno "Robin" ambientalista - relatore.
Approfondimenti, domande, scrivi il tuo pensiero, disegna la tua
libertà e difendila!!
Partecipa, scrivi un tuo pensiero e lancialo sulla ML,
combatti l' indifferenza, la paura, la diffidenza, fai vincere
la solidarietà, il coraggio di essere semplicemente se
stessi.
<open>
PRESENTAZIONE DEL RELATORE
Roberto Ferrigno, 40 anni, romano, da molti anni dentro Greenpeace
International per conto della quale è stato il responsabile della
campagna contro il traffico internazionale di rifiuti. Su questo tema
ha collaborato anche con molte procure italiane. Attualmente vive
e lavora a Bruxelles dove è anche esperto del Comitato Economico e
Sociale della Commissione Europea , un organo consultivo del
Parlamento europeo che rappresenta le parti sociali
(e cioè industria, sindacati e società civile) e ha il compito di
fornire pareri sulla legislazione proposta dalla Commissione Europea
al Parlamento. E' anche consulente di singoli parlamentari europei
su temi di politica ambientale e welfare e collabora con una nuova
organizzazione statunitense che raggruppa alcune ong
(organizzazioni non governative) impegnate sul tema ambiente-salute.
C'è da sottolineare che questa connessione tra protezione
dell'ambiente uguale protezione della salute è la base del
Piano di azione ambientale 2002-2010 appena approvato dalla
From: Roberto Ferrigno
Date: Wed Jun 27, 2001 1:25 pm
Subject: globalizzazione e spazzatura: una prima domanda
Sono Roberto e ho visto che qualcuno ha gia' parlato un poco di me,
anche ringiovanendomi. Grazie. Ho 43 anni e da 10 ho lasciato
l'Italia per seguire un sogno. Vengo dagli anni '70, che forse per
qualcuno di voi significano l'infanzia. Per molti della mia
generazione ha significato non domandarsi mai da dove venissero gli
anni e dove andassero a finire. L'importante era assolutamente poter
continuare a sognare. Per questo ci siamo battuti, sempre. A livello
globale. In effetti la parola "globalizzazione", per l'uso che se ne
fa di questi tempi, bisognerebbe rifiutarla. Essenzialmente di
globale oggi sul nostro pianeta c'e' solamente la circolazione del
denaro ed in misura minore, di merci, tecnologie, rifiuti, esseri
umani, animali vivi o morti, virus. Il resto sconta ancora dei
limiti, siano essi fisici o morali, che pero' garantiscono la
differenza, la diversita', la possibilita' o necessita' di essere
curiosi, di non aver paura e di farsi delle domande. Ecco allora la
prima risposta al fracasso mediatico e opportunista
sulla "globalizzazione". Parliamo di soldi per favore. Vediamo chi li
ha, come e dove li muove, li traffica, li manipola e ricicla - non
sempre spendendoli ma semplicemente facendoli svanire attraverso
transazioni fittizie - scommesse sui differenti tassi di cambio delle
monete che oggi possono mettere in ginocchio intere nazioni o
regioni. E' accaduto in Tailandia, Corea, Argentina, Messico,
Brasile, Russia, Turchia.... E sempre di piu' i giochi finanziari e
monetari sono decisi da pochi soggetti - proprio il contrario di
quello che vorrebbero farci credere i cantori
della "globalizzazione". La poverta', al contrario, si estende.
Aumentano i poveri nelle nazioni piu' ricche, diventano ancora piu'
miserabili quelli del resto del pianeta. Questione di soldi, dunque,
e del potere ad essi correlato. Quando abbiamo visto partire le prime
navi cariche di rifiuti pericolosi verso Nigeria, Romania, Venezuela,
Turchia, era il 1987, si trattava di un puro scambio finanziario:
rifiuti per soldi. Quando abbiamo cominciato ad investigare su uomini
e societa' che organizzavano le spedizioni, si finiva sempre in
Svizzera o Lussemburgo, presso fiduciari e banche che, in diversi
casi, alcuni anni dopo, sono finiti sulle pagine dei giornali per la
corruzione ed il finanziamento illecito di partiti politici italiani
ed esteri, per collegamenti con la criminalita' organizzata,
riciclaggio di denaro sporco, traffico di armi e droga. A nostro
modo, cominciavamo a scoprire la faccia nascosta della
globalizzazione, la rete di potere costruita ed alimentata dai
movimenti finanziari su scala globale che, nel corso degli anni,
hanno portato ai cosiddetti "paradisi fiscali" caraibici, Panama,
Irlanda, Isole del Canale, British Virgind Islands, Honk Kong,
Montecarlo, dove e' praticamente impossibile conoscere chi sono i
reali beneficiari delle somme di denaro versate per far "sparire" i
rifiuti dalla vista dei bravi cittadini - pardon - consumatori, dei
paesi ricchi. Per non parlare di politici e mafiosi. Con affanno, i
governi europei hanno allora cominciato a parlare di riciclare,
riutilizzare, produrre meno sostanze pericolose per diminuire la
produzione di rifiuti. Balle: secondo l'Agenzia Europea per
l'Ambiente, la produzione totale di rifiuti in Europa continua a
crescere - 10% in piu' nel periodo 1990-95. Il risultato e' che
trafficanti di rifiuti del bergamasco, pluricondannati per reati
contro l'ambiente - in sede civile perche' intossicare laghi, mari o
foreste in Europa non e' reato penale - che hanno iniziato 15 anni fa
col furgoncino di seconda mano e che mai hanno gestito un impianto di
smaltimento ma solo societa' di trasporto ed intermediazione, oggi
trattano con societa' finanziarie tra Dublino, Panama ed Honk Kong e
vedono i loro soldi gestiti da finanziarie svizzere con solidissimi
legami politici sia a Lugano che altrove. Controlli? Nessuno.
Proteste? Pochissime. Qualcuno puo' essere veramente sicuro di dove
finisce la propria spazzatura nell'era della globalizzazione? Questa
potrebbe essere la prima domanda da porsi, almeno per quanto riguarda
da dove partire per cercare di agire. Personalmente, tanti anni fa,
ho assistito all'apertura di un bidone arrugginito spiaggiatosi sulle
coste turche del Mar Nero. Era pieno di stracci impregnati di
solventi, barattoli di vernice vuoti, terra contaminata e....
scontrini fiscali e fatture di lavanderie veneziane. Quello era solo
l'inizio.
Roberto
LA CHAT
Robin: Io ho lavorato solamente su un pezzettino piccolo delle grandi questioni ambientali, quello dei rifiuti.
Certo, li abbiamo visti partire ed arrivare a migliaia di km di distanza, in Paesi distanti e soprattutto poveri. C'è una logica in tutto questo ed è la logica che muove la globalizzazione finanziaria di cui oggi molti parlano a sproposito, ma che comunque rimane il fattore primario che muove tutto:
economia, mercati e purtroppo anche la politica, qualcosa che dovrebbe servire gli interessi generali, ma che ormai è ridotta alla difesa degli interessi dei più forti.
Seguendo le rotte dei rifiuti dei paesi più industrializzati, abbiamo seguito in realtà i canali attraverso i quali si muovono enormi capitali, soldi che vengono nascosti non solamente alle autorità fiscali nazionali, ma che non risultano in nessuna transazione ufficiale. Soldi che semplicemente non esistono e che vengono utilizzati per ogni tipo di mercato.
Oggi rifiuti , tecnologie, prodotti soprattutto pericolosi segnano una strada a senso unico viaggiano verso i paesi più poveri e questa verità contraddice molte delle verità sui benefici comuni della
globalizzazione.
Lo stesso succede per esempio per le piante geneticamente modificate.
Queste vengono vendute come la soluzione finale al problema della fame nel mondo.
In realtà sono il mezzo finale per asservire a pochi gruppi agro- industriali l' intero mondo agricolo dei paesi poveri che costituisce ancora la fonte primaria di sopravvivenza, reddito e conservazione di tradizione e culture differenti da quelle della globalizzazione.
Potremmo dire che questa ondata di omologazione soprattutto nel campo agricolo ed alimentare è il culmine del dominio dei paesi industrializzati (sette o otto) sul resto del pianeta.
Dai rifuti tossici siamo passati al mais transgenico, ma la logica impeccabile , è la stessa.
Filo: non ho capito in che modo il processo di globalizzazione possa causare traffico internazionale di rifiuti, non c' era già da prima?
Robin: Il traffico dei rifiuti verso l' Africa il Sud America e l' Asia inizia alla fine degli anni 80.
La logica che lo muoveva era quella di risparmiare soldi per lo smaltimento nei paesi produttori,inviando i rifiuti in zone povere, spesso al solo costo della corruzione di pubblici ufficiali locali, i rifiuti hanno quasi sempre aperto la strada ad altri traffici e commerci, spesso , anzi erano inviati dalle stesse società che esportavano elettrodomestici o altremerci.
Eva: vorrei ritornare a chiedere su quello che riguarda la dipendenza da OGM, posso?
Robin: Si, certo. Le multinazionali stanno investendo in ricerche che finanziano le biotecnologie orientate allo sviluppo di metodi di produzione agricola che rendano gli agricoltori dipendenti dall'industria, essenzialmente togliendo all'agricoltore il possesso del seme da coltivare e introducendo un diritto di proprieta' sulle sementi.
Barbara: A questo proposito ho una notizia. In Canada la Monsanto ha vinto una causa contro un contadino, che aveva piantato involontariamente dei semi di colza di cui la multinazionale deteneva il brevetto. Lo hanno denunciato e la corte lo ha ritenuto colpevole. La brevettabilita' della vita e' uno degli argomenti contro cui si batte il movimento antiglobalizzazione.
Teresa: Forse bisognerebbe educare di piu' al valore della biodiversita'.
Robin: Esatto, la differenza e' oggi un valore da difendere e promuovere.
Eva: A Ravenna vogliono impiantare uno stabilimento della Monsanto per la produzione del glifosate, se non ho capito male poi anche i prodotti saranno specifici, quindi doppio legame?
Robin: Il glifosate e' un antiparassitario che si innesta nella soia per modificarla geneticamente.
In pratica si utilizzano delle sementi geneticamente modificate, poi bisogna usare il fertilizzante specifico, quindi il seme e il suo fertilizzante vengono prodotti entrambi dalla stessa multinazionale che detiene poi il diritto di proprieta' del seme, quindi alla fine del raccolto stesso devono poi tornare alla stessa multinazionale.
Trtms: Io vorrei capire bene la questione del protocollo di Kyoto. Cos'e' il protocollo di Kyoto? La posizione Usa e quella Europea.
Robin: In due parole, Kyoto si propone di stabilizzare per poi diminuire progressivamente le emissioni di gas inquinanti che provocano il riscaldamento, in prima battuta l'anidride carbonica che viene emessa sia dagli impianti industriali, centrali elettriche, automobili, riscaldamenti domestici che bruciano combustibili fossili (petrolio e carbone).
La UE si e' impegnata a ratificare il trattato di K. e a ridurre le emissioni di gas serra, gli Usa invece no, soprattutto per la necessita' da parte delle industrie di investire in tecnologie meno inquinanti e ne risparmio energetico.
Barbara: Bush vorrebbe anche riprendere il nucleare. Questo ci riporta alle scorie, ai rifiuti, all'Africa e allo scambio armi-scorie. E' un rischio serio? Perche'?
Robin: Gli Usa hanno sempre affermato di voler mantenere aperta ogni possibilita' per lo smaltimento di rifiuti nucleari e hanno fatto lo stesso per quanto riguarda i rifiuti tossici. Questo anche prima di Bush 2.
Pier: I rifiuti viaggiano verso i paesi più poveri. Quali sarebbero le proposte per effettuare lo smaltimento diversamente? Oppure come potrebbero essere riciclati per creare ulteriori fonti, per esempio, di energia?
Robin: Innanzitutto bisognerebbe produrre meno rifiuti, soprattutto quelli pericolosi. Esperienze condotte in diversi settori industriali (meccanica, chimica, siderurgia), tradizionalmente grossi produttori di rifiuti pericolosi, hanno mostrato che si può raggiungere fino al 50 per cento di riduzione nei primi cinque anni. La prevenzione è considerata prioritaria dalle politiche comunitarie di gestione dei rifiuti. Poi vengono riciclaggio e riuso, l'utilizzo per la produzione energetica (incenerimento) e solo per ultimo lo smaltimento in discarica.
Bisognerebbe solo passare dalla teoria alla pratica. Anche perché nel periodo '90-'95 in Europa la produzione di rifiuti è aumentata del 10 per cento.
Tash: Studi sulle piante geneticamente modificate e danni alla salute: sono stati effettuati? E che grado di attendibilità hanno?
Robin: I comitati scientifici della Commissione Europea e dei governi nazionali e i centri di ricerca delle industrie hanno fatto e fanno degli studi in questo senso. Tuttavia, in genere, gli OGM sono sul mercato da troppo poco tempo per poter fare una valutazione scientifica attendibile. Per questo attualmente esiste una moratoria generale in Europa sulla commercializzazione degli OGM e sulla loro immissione nell'ambiente. Il problema è che USA, Canada e Australia riconoscono il principio di equivalenza sostanziale secondo cui a parità di livelli nutrizionali non esiste differenza tra cibo OGM e cibo convenzionale. Ma loro vogliono esportare da noi e quindi sono contro la moratoria. E potrebbe nascere un problema con il WTO.
Tash: Quanto potrà durare questa politica? Le ripercussioni non sono più dell'ordine di migliaia o centinaia di anni. I disastri li stiamo già vivendo. E' così impossibile cambiare logica? Investire in tecnologie meno inquinanti e nel risparmio energetico, non porterebbe successivamente un guadagno? Come si fa a scegliere consapevolmente la morte? O sono troppo ingenua?
Robin: Il guadagno deve essere sempre più immediato. Investimenti in tecnologie pulite e risparmio energetico sono possibili e la politica europea si sta orientando in questo senso a partire dagli ultimi dieci anni ma solo per determinati settori che non influiscono in modo determinante nei cambiamenti strutturali che sarebbero necessari da parte delle industrie.
Ultimo cavaliere: La globalizzazione è solo danno, spreco, oppressione…oppure ha qualche lato positivo?
Robin: Il lato negativo è che per globalizzazione si intende solamente libertà di circolazione del denaro. Il lato positivo è anche dato dal fatto che siamo qui stasera a parlarci, cosa che non sarebbe stata possibile fino a pochi anni fa...Il fatto è che il controllo sia del denaro che della tecnologia è molto ristretto, bisogna affrettarsi a riempire gli spazi, utilizzare le possibilità, affermare il nostro controllo.
Ultimo Cavaliere: Globalizzazione potrebbe voler dire tutti i bambini del mondo a scuola, meno lavoro minorile (come succede qua da noi) o sono solo belle utopie?
Robin: Penso che comunque la globalizzazione intesa come armonizzazione di politiche viene in realtà decisa in sedi internazionali; la globalizzazione come strumento di armonizzazione della società civile viaggia attualmente coi mezzi di comunicazione che in effetti rendono paesi lontani partecipi di situazioni che altrimenti rimarrebbero completamente oscurate.
Malkavian: La prima cosa che mi piacerebbe chiedere è quale' è la su aopinione sugli OGM. Vorrei sapere in particolare se ritiene che siano solo un nuovo strumento di profitto in mano alle multinazionali.
Robin: su questo siamo d'accordo.
Malkavian: ma avete prove del fatto che siano nocivi per la salute?
Robin: Come abbiamo già detto prima, non ci sono attualmente degli studi che in un senso o un altro determinino la dannosità degli OGM, tuttavia esiste anche un deficit nella conoscenza dei metodi di individuazione di questi effetti, anche perchè gli investimenti delle multinazionali non sono orientati in questa direzione.
Malkavian: E' appurato e ovvio che introdurre nuove specie modificate geneticamente dalla mano dell'uomo si creano squilibri ambientali perchè si modifica l'ecosistema. Però non so se ritenere che questi OGM possano avere un effetto diretto sul corpo umano.
Purusha: vorrei sapere come si colloca Greenpeace sulla globalizzazione.
Robin: Greeenpeace non ha una politica specifica contro la globalizzazione, ha delle posizioni in specifici ambiti politici come lo smaltimento dei rifiuti, le biotecnologie, la pesca, il cambiamento climatico, la protezione delle foreste...in questi ambiti greenpeace sostiene alcuni principi cardine come difesa della diversità biologica, i metodi di coltivazioni agricola tradizionali nei Paesi del sud del mondo...tutto questo contribuisce alla lotta contro la globalizzazione. Penso che comunque la globalizzazione intesa come armonizzazione di politiche viene in realtà decisa in sedi internazionali. La globalizzazione come strumento di armonizzazione della società civile viaggia attualmente con i mezzi di comunicazione che, in effetti, rendono paesi lontani partecipi di situazioni che, altrimenti, rimarrebbero completamente oscurate.
Mi24: Alla fine, cosa è la globalizzazione?
Robin: Dipende, se intesa in senso politico ed economico la globalizzazione è un mezzo di apertura verso nuovi mercati finanziari a vantaggio dei paesi industriali e quindi le popolazioni ad avere la peggio sono quelle più povere. Però esiste anche la globalizzazione come mezzo di comunicazione e scambio tra paesi lontani con realtà molto differenti. E' che siamo su due livelli differenti e incompatibili, in lotta tra loro. C'è una lotta in corso tra due concezioni di vita.
MI24: Se veramente la situazione è così complicata, la lotta è solo da un lato.
Robin: Credo che la lotta sia oggettivamente solo da un lato.
Approfondimenti sulla Mailing List
From: "a3nino"
Date: Tue Jun 26, 2001 8:15 pm
Subject: R: [capitanoultimo] globalizzazione e diritto. contributo al dibattito
voglio portare un contributo alla discussione sulla globalizzazione da
tecnico del diritto, essendo io avvocato e cultore, tra l'altro, anche del
diritto dell'impresa e del diritto delle nuove tecnologie.
In questi giorni di frenetiche trattative ed interventi sul famigerato G8 a
Genova e sulla globalizzazione in generale si nota il silenzio dei giuristi.
si tratta di un silenzio inspiegabile e soprattutto colpevole perchè nel
nostro paese e nei paesi dell'area occidentale, la democrazia parlamentare è
ormai sistema politico acquisito e soprattutto i sistemi giuridici sono
fondati su norme approvate dalle assemblee rappresentative elette dal popolo
sovrano
in questi giorni assistiamo agli opposti arbitri: da un lato il G8,
raggruppamento di paesi con poteri e valutazioni del tutto staccate dalla
volontà popolare, dall'altro lato il c.d. "popolo di seattle", galassia di
persone e associazioni di incerta provenienza e di impossibile verifica
circa la rispondenza a criteri democratici, tanto è vero che si parla di
"portavoce", di "leader" nominati non si sa come, non si sa da chi e con
quali garanzie.
in mezzo, il "popolo bue" anzichè sovrano che dimentica di protestare contro
la militarizzazione di una città e soprattutto dimentica di chiamare i suoi
rappresentanti in parlamento a rendere conto.
ecco allora lo spunto di discussione: un ritorno ai valori democratici e
costituzionali del nostro agire politico, una riscoperta degli strumenti
istituzionali esistenti che consenta di agire in piena trasparenza e col
rispetto della legalità democratica e costituzionale.
Antonino
-----------------------------------------------------
From: Ultimo Cavaliere
Date: Wed Jun 27, 2001 11:16 pm
Subject: Global forum
Sono un'anima libera, unica, senza padroni e condizionamenti, per
questo sono un anti globalizzazione. Combatto per essere me stesso
combatto per sostenere che ogni popolo e' sovrano e che non sono 8
grandi, non sono 8 Stati a decidere per l'intera umanita'.
Ma la mia lotta e' una lotta pacifica, leale e corretta.
Per questo chiedo di trovare il modo di isolare quella frangia di
facinorosi che intende far credere che tutto il movimento e'
violento .
Il grosso nodo e' qui, se il popolo, quel popolo che sta alla TV, e
che dormiveglia e latita che e'arbitro della battaglia, ci crede dei
violenti, non ci appoggera' mai. Se invece capira' che siamo una
legione di giovani che hanno a cuore il destino di tutti,
dell'ambiente, della liberta' e della pace allora si unira' a noi e
ci aiutera' nella battaglia,
Ma via la violenza, via le spranghe, via le molotov.
Combatto la globalizzazione per non divenire un "another brick in the
wall"
Ciao da Ultimo Cavaliere.
-----------------------------------------------------
From: Eva0345
Date: Thu Jun 28, 2001 9:22 am
Subject: Re: Riuscirete a leggermi fino alla fine? Per favore...si!!
Anche io ieri sera pensavo le stesse cose. Si parla di ordine
pubblico, di zone off limits, di scontri ecc.
I giornali e la tv sono pieni di questi argomenti.
Se ci fermiamo a riflettere in realta' le forze dell'ordine sono
semplicemente usate come rattoppo ad una mancanza di volonta' o
capacita' di decisioni politiche in merito. Sono carne umana che
serve per fare impatto psicologico.
E la stessa cosa, chi se la prende con loro non ha capito che le loro
azioni verranno strumentalizzate e serviranno sempre per
qualcos'altro.
E' chiaro che sia da una parte che dall'altra poi ci sono quelli che
ritengono che certe cose vadano manifestate con la forza e la
violenza ma sinceramente credo siano la minoranza.
I "grandi" sono dentro al loro palazzo a decidere come in una partita
a scacchi cosa spostare od eliminare distaccati dal resto, e gli
altri fuori che si fronteggiano. Nell'aria odio, paura, diffidenza.
Pensate come sarebbe bello una manifestazione alla Gandhi. Tutte le
persone antiglobalizzazione sedute o stese per terra per le piazze e
le vie attorno, forze dell'ordine al loro posto, cartelli colorati e
nessun contatto fisico.
Vi immaginate che effetto farebbero delle immagini di questo tipo
alle persone a casa...Ok, probabilmente non le farebbero vedere o ne
parlerebbero poco, ma sarebbe comunque una bellissima cosa.
Non so se avete letto un notizia piccina piccina: in Papua Nuova
Guinea ci sono stati 6 giorni di manifestazioni pacifiche contro le
decisioni del FMI e della Banca Mondiale nel paese, ne hanno parlato
il 7°giorno quando ci sono stati incidenti e sono morte 3
persone..:-(
Comunque tutto questo discorso per dire che siamo tutti dalla stessa
parte, non dimentichiamoci che viviamo qui, non dimentichiamoci che
siamo tutti uguali anche se qualcuno vuol farcelo dimenticare e crea
scalini, livelli e ghetti, lasciamo spazio ai ns. sogni colorati,
lasciamo che il ns. amore vada verso le altre persone, gli amici, gli
animali, lasciamolo andare senza reprimere nulla.
Io provo un grande amore e affetto per questo ns. gruppo, un
sentimento davvero molto forte, c'e' un bellissimo rapporto direi
quasi raro fra tante persone in contemporanea e ne sono felice.
Un abbraccio
Mari
-----------------------------------------------------
From: Purusha
Date: Thu Jun 28, 2001 12:41 am
Subject: G8
Mi è stato chiesto di fare un pensiero e lanciarlo, penso che andro'
fuori tema e senz'altro non verro' capita e fraintesa, ma pensando
al G8,mi viene da pensare ad una sola cosa, questa:
8 capi, i piu' grandi nel mondo, tengono in mano i rapporti e le
decisioni umane, basate a volte sulla superficialita' e sul
voler "apparire a tutti i costi", il moralismo ed il perbenismo sono
dilaganti.....altro che rivoluzione dei costumi....altro che
decisioni importanti su come dovrebbe girare il mondo, siamo ridotti
tutti al piu' truce individualismo e ad una massa di infelici
apparentemente felici..........ma si rendono conto di cosa c'è di
veramente globale su questo mondo?
Daniela
-----------------------------------------------------
From: "Barbara"
Date: Thu Jun 28, 2001 2:18 am
Subject: Re: G8
Di veramente globale c'è l'amore. Credo ancora, nonostante tutto, che
l'amore sia l'energia
più grande a questo mondo. Amare la libertà, la giustizia, la non
violenza. Amare un uomo o una donna, un amico, un lavoro, un albero.
Amare noi stessi, quello che possiamo provare, quello che prova chi
ci ama, scoprire che ne siamo capaci, nonostante tutto.. E' questa la
grande energia che muove il mondo. Muove me, sicuramente. E credo
tutti noi. E' l'amore che ci porta all'indignazione, alla ribellione,
alla lotta. Bisogna combattere con amore. Bisogna essere capaci di
amare. E trovare il gusto di farlo.
Altrimenti...lasciamoci globalizzare. Viva i soldi, i gioielli, i
vestiti, viva quanto siamo belli e magari invidiati, viva il sonno al
posto del sogno, viva il lasciarsi andare. No, noi non ci siamo
arresi, e non ci arrenderemo mai. Spero.
Ciao. Barbara
-----------------------------------------------------
From: "Malkavian"
Date: Thu Jun 28, 2001 2:28 pm
Subject: riflessioni sul mondo in cui stiamo vivendo
… veniamo al dunque: in sintesi credo semplicemente che in futuro, se
andiamo avanti cosi', non ci sara'...nessun futuro!!!
Infatti cosa promette questo mondo a noi, ai nostri figli e ai figli dei
nostri figli? Ben poco...
Promette che gli interessi economici siano messi sempre al primo posto
davanti alle persone. Questo e' il derivato del capitalismo e della volonta'
di creare il "villaggio globale". Ma cosa c'e' di veramente globale in
questo mondo odierno? Nulla, tranne gli scambi monetari effettuati dai paesi
piu' ricchi, i vari riciclaggi di denaro, ecc. E' sotto l'occhio di tutti
che il risultato raggiunto tramite il capitalismo sia un sempre maggior
arricchimento delle nazioni ricche e un impoverimento sempre piu' devastante
dei paesi poveri. Non e' un caso che l'obesita' (tranne quella originata da
malattie metaboliche) sia altissima in occidente: significa che c'e' un
surplus, un eccesso di cibo, ricchezza e quant'altro. Questo secondo me e'
anche causa dell'insoddisfazione generale che affligge le persone, che non
hanno piu' soltanto il necessario, ma hanno, e soprattutto pretendono di
possedere, l'eccesso. Per giunta siamo tutti abilmente manovrati da tv,
giornali, spot, i quali ci fanno credere che per essere felici dobbiamo
assolutamente comprare l'ultima auto uscita sul mercato o le scarpe di una
data marca...Tutto cio' e' a dir poco nauseabondo. Nella societa'
contemporanea, come e' stato notato gia' da molti (dallo psichiatra Fromm
nel suo "L'amore per la vita" a Osho nel suo "Tantra: la comprensione
suprema", tanto per citarne due), il problema principale e' che l'uomo non
"è" piu', ma esplica se stesso nell'"avere", nel "possedere". L'"essere" e'
stato barattato inconsapevolmente con l'"avere"!
Come si puo' pensare che i politici dei paesi piu' potenti possano agire per
il bene dell'umanita'? Si', probabilmente vorranno anche fare qualcosa per i
paesi piu' poveri o per limitare l'inquinamento, ma tutti i loro buoni
propositi andranno in fumo quando si scontreranno con gli interessi
economici, i quali non saranno MAI contraddetti dai rappresentanti dei paesi
piu' potenti. Mi sono sempre chiesto, e se ora qualcuno di voi pensa di
avere una risposta me la dia, perche' gli USA intervengono con tanta
celerita' nel Golfo o nei Balcani, "fregandosene" delle altre guerre sparse,
per esempio, in Africa. Mi sorge il dubbio che siano intervenuti, ancora una
volta, per avere dei profitti: nel Golfo per la ricchezza generata dal
petrolio, nei Balcani per avere influenza su quei paesi, finora vissuti
sotto la "giurisdizione" comunista ed ora invece "caduti" sotto il "dominio"
americano, essendo in debito con gli USA stessi.
A voi la parola...questi sono solo i sospetti di una persona ignorante in
materia (politica internazionale? :) ) ma che cerca di capire quello che gli
sta attorno...
Andando avanti cosi' si ha e si avra' una sempre maggiore
"spersonificazione" e alienazione di massa...gia' siamo quasi arrivati a
questo punto: quante mattine in metropolitana (essendo io pendolare per
recarmi sul luogo di studio) ho visto facce stanche e sguardi vuoti di
"persone", che ripetono automaticamente tutti i santi giorni quel viaggio
per arrivare ad un posto di lavoro, magari da loro odiato profondamente!!
Raramente vedo o conosco persone che svolgono il lavoro che desiderano fare,
soddisfatte di loro stesse e della loro vita. Nessuno e' piu' attore o
attrice della propria vita, ma tutti stiamo diventando marionette, pupazzi
manovrati abilmente da qualcuno. Chi sono questi "altri" che ci manovrano?
Semplice: politici, giornalisti, mass media, ecc.
Tutti ci impongono in modo "subliminale" le loro idee, facendoci credere che
siano le nostre, che ce le siamo fatte da soli e autonomamente. Invece
nemmeno ci accorgiamo di quanto siamo facilmente manipolabili. A meno che...
A meno che non ci sia un "risveglio" collettivo, guidato dallo sviluppo di
un nuovo senso critico verso le idee che ci vengono proposte e verso le
immagini che ci vengono passate tutti i giorni dalle televisioni: idee ed
immagini spesso altamente opinabili, che dimostrano come i politici, nonche'
quelli che dirigono i mezzi di comunicazione, ormai trattino il "pubblico"
come un ammasso di esseri senza cervello...tanto l'importante per loro e'
fare odience o raccogliere voti...
Ed allora ribadisco che, secondo me, capire questo "gioco perverso" e' la
vera rivoluzione se vogliamo essere liberi: la liberta' non e' fare tutto
quello che ci passa per la testa o infrangere le leggi. Essere libero
significa invece vivere in un paese in cui ci siano leggi giuste e che siano
"piacevolmente" rispettabili dalle persone, che ne comprendono l'importanza!
Essere libero significa avere coscienza di se' e diventare protagonista
delle proprie scelte, non lasciandosi influenzare da chi tira l'acqua al suo
mulino!
Per concludere lasciatemi accennare alle manifestazioni violente che si
verificano di solito durante incontri del fondo monetario internazionale o
del G8. Volete sapere cosa ne penso? Che servono a ben poco e che facciano
il gioco dei mass-media e dei politici: l'unico risultato ottenuto e' che i
manifestanti vengano "bollati" come ragazzi che hanno solo voglia di fare
casino e di sfasciare tutto...ecco cosi' che nessun messaggio positivo e
propositivo arrivera' alle famiglie che guardano la televisione da casa.
Qualcuno puo' opinare che in assenza di atti violenti e "forti" le notizie
sulle manifestazioni di protesta non avranno un gran risalto. Questo e' in
parte falso perche', con tutta la pubblicita' che e' stata fatta alle
manifestazioni che ci saranno durante il G8, ormai i media saranno in parte
"obbligati" a parlare dei manifestanti anche in assenza di violenza. Inoltre
per far arrivare il messaggio alle famiglie italiane e a tutti quelli che
tornano a casa stanchi dal lavoro...perche' non cominciamo tutti quanti a
diffondere le nostre idee agli altri? Puo' darsi che riusciremmo a
"svegliare" qualche altra persona dal suo "torpore" mentale, la quale potra'
poi "svegliarne" un'altra e cosi' via...A volte la parola ha piu' potere di
qualsiasi atto violento: questa e' la vera rivoluzione! (per chi ha visto il
film "Matrix"...proponiamo a chi ci sta vicino se vuole la "pillola rossa" o
la "pillola blu")
Ciao a tutti!
Malkavian
-----------------------------------------------------
From: "Nah"
Date: Thu Jun 28, 2001 6:12 pm
Subject: Re: [capitanoultimo] globalizzazione, aggiunta
Pochi paesi ricchi, in difesa dei monopoli acquisiti, decisi ad
ampliare la loro ricchezza spesso sotto la maschera dell'intervento
umanitario.
Molti paesi poveri, divisi tra loro, quindi ancora più deboli, che non
riescono a trovare punti di incontro, mentre gli "8" giocano al gatto
con il topo e fanno di tutto perchè tali divisioni permangano.
Perchè quando si è soli, si è deboli, ed è così che i 2/3 dell'umanità
deve rimanere secondo i "giganti", debole e soprattutto dipendente,
incapace di dar vita ad una risposta ed un'alternativa concrete.
E perchè non si prospetti uno scenario alternativo, vengono dafraudati
delle loro risorse economiche e naturali.
Risorse economiche impiegate per cercare di pagare un debito estero che
non potrà mai essere saldato.
Risorse naturali messe a disposizione del miglior offerente.
Altro punto:
Problema dell'organizzazione dei gruppi antagonisti al G8.
E' possibile immaginare una forma di protesta omogenea e forse più
efficace capace di superare i particolarismi e le peculiarità di ogni
gruppo?
PS: ritengo che la parola debba essere la sola nostra arma, ma
sinceramente la richiesta di una polizia disarmata mi sembra
eccessiva...
-----------------------------------------------------
From: "Pier"
Date: Fri Jun 29, 2001 2:37 pm
Subject: Riflessioni chat globalizzazione
Premetto che la chat è stata molto interessante e per certi versi ha
chiarito molte mie lacune. Vorrei comunque fare alcune riflessioni,
forse anche contraddittorie. Per quello che concerne lo smaltimento dei
rifiuti, è vero che questi ultimi sono "scaricati" verso i paesi più
poveri, ma è anche comunque vero che la Russia, una tra le più grosse
potenze al livello mondiale, almeno sino a qualche ano fa, ha offerto
dei siti ove poter "parcheggiare" i rifiuti sia tossici che non. Ora
io mi chiedo, se ciò avvenisse, effettivamente cosa potrebbe farsene
la Russia? Sicuramente troverà il modo per poterli riciclare a
proprio favore. Quindi sarebbe opportuno che tutti i Paesi
industrializzati e non, trovassero un comune accordo, per riuscire a
trasformare i rifiuti in qualsiasi forma di energia (es. combustibili
da abitazione) per poter concretamente aiutare i paesi in difficoltà
nel poter avere le materie prime (vds Africa, Kurdistan, etc). Per
quello invece che concerne i semi geneticamente modificati, io credo
che questi potrebbero essere utilizzati, dopo test accurati e
certificati, per la riproduzione di alimenti in quei paesi ove vi è
carenza (es. Camerun). Questo dovrebbe essere comunque un progetto a
lunga distanza, stanziato dalle Grandi potenze Mondiali, per favorire
soprattutto la lotta alla fame, la lotta alla disoccupazione,
favorendo le persone più abbiette. Sicuramente tale progetto, dovrà
comunque essere affiancato alla cultura tradizionale, la quale non
deve essere abbattuta e non deve perdere i propri valori. Questo è
quello che ho dedotto dalla chat sulla globalizzazione. Forse non
raccoglierò le simpatie di tutti, ma sono solo ed esclusivamente mie
conclusioni personali, che ho comunque voluto rendere pubbliche.
Pier
-----------------------------------------------------
From:Roberto Ferrigno
Date: Fri Jun 29, 2001 5:57 pm
Subject: Re: Riflessioni chat globalizzazione
Pier,
grazie per il tuo messaggio. Per quanto riguarda gli OGM, ti invito a
visitare il sito di Greenpeace Italia dove potrai trovare della
documentazione che copre gli aspetti ambientali, sanitari e
socioeconomici degli OGM. Questo per meglio illustrare il punto di
vista dell'associazione rispetto alle tue riflessioni. Personalmente,
quello che proprio non riesco a capire e' perche' non si debba
aiutare i Paesi poveri a raggiungere - innanzi tutto -
l'autosufficienza alimentare, basandosi su alimenti propri. In fondo,
questo e' cio' che e' stato fatto in Europa dopo la seconda guerra
mondiale. I problemi tipo mucca pazza sono iniziati alla fine degli
anni '80 quando la produzione di carne bovina si e' trasformata in
attivita' industriale da esportazione, mentre i cittadini europei
consumano meno del 30% dei loro prodotti agricoli. Ancora oggi
comunque, quasi la meta' dell'intero bilancio dell'Unione Europea
riguarda l'agricoltura.
Io ho lavorato con gli uffici di Greenpeace a Mosca e Kiev nel
periodo 1991-1994, i primi anni, quelli piu' duri, dopo la caduta del
comunismo. Per quanto riguarda Kiev, ogni volta che tornavamo ad
Amsterdam, veniva controllato il livello di radiazioni assorbito. Due
settimane in Ucraina equivalevano alla dose massima annua assorbibile
di radiazioni. I cittadini non sapevano nulla dei pericoli legati
all'inquinamento radioattivo. Ti garantisco che era lo stesso per i
rifiuti tossici e l'amianto, di cui la Russia e' tuttora tra i
maggiori produttori - ed utilizzatori - mondiali. Negli anni piu'
recenti, la crescente consapevolezza si e' trasformata in rifiuto
netto dell'energia nucleare. La tragedia del sottomarino Kursk ha
dato il colpo finale anche a quel poco di orgoglio patriottico e
militare legato all'utilizzo degli armamenti nucleari. Oggi, quasi
l'80% dei cittadini russi e' contrario all'importazione di rifiuti
nucleari stranieri per essere stoccati o riprocessati in Russia.
Greenpeace ha raccolto 2,5 milioni di firme per organizzare un
referendum sulla questione. Purtroppo, un quarto delle firme e' stato
ritenuto non valido, e la consultazione non si e' potuta tenere. E'
dal 1997 che Minatom - il ministero dell'energia nucleare russo -
cerca di proporsi come importatore di rifiuti nucleari. Prima hanno
tentato con quelli di Taiwan, poi con la Svizzera (1999). Ora sono
riusciti a "convincere" la Duma a ribaltare una legge precedentemente
approvata che bandiva qusto tipo di importazioni. Che la decisione di
confermare la Russia come pattumiera nucleare mondiale sia dovuta a
ragioni di soldi e potere e' indubbio, cosi come Il fatto che i russi
continuano ad essere contrari all'importazione di rifiuti. Calcola
che finora non esiste nessun tipo di riutilizzo per questo tipo di
rifiuti a parte il riprocessamento, l'estrazione cioe' di plutonio
dal combustibile usato in modo da poterlo riutilizzare nelle
centrali. La questione, per noi, non e' ancora chiusa.
Ciao
Robin
-----------------------------------------------------
From: "Barbara"
Date: Sat Jun 30, 2001 3:18 am
Subject: Riflessione su un pezzo di chat.
E' notte, come al solito.
Ma stavolta sono all'aperto, c'è un grosso spicchio di luna
arancione, il cielo è limpido, il vento muove le chiome delle
tamerici e mi porta sotto il naso l'odore salato del mare e, a
tratti, quello della campagna qui dietro, dove stanno finendo di
mietere il grano.
Perchè inizio in modo così aulico? Perchè tutto questo mi rende
felice ma per trovarlo ho dovuto scappare via dalla città e rifugiarmi in
un mio piccolo spazio che è comunque assediato e che mi tocca
difendere con le unghie e con i denti. Eppure, ciò che mi rende
felice è poca cosa: l'aria, l'odore del mare, la luce delle stelle
vivida e non oscurata dai neon della città, il silenzio, i miei
alberi. Sono cose alla portata di tutti, in teoria.
In pratica non è così.
Oggi una legge permette di imbottigliare l'acqua di rubinetto e di
venderla. Non si tratta più, quindi, di pagare con la bolletta il
servizio che mi offrono di incanalare l'acqua e portarla nella mia
casa. Si tratta di pagare proprio l'acqua, che è sempre stata un bene
di tutti. E' la logica aberrante del mercato. Non esiste più qualcosa
che è di tutti. Qualcuno se ne è appropriato e me lo vuole vendere.
Prima era mio, adesso me lo devo comprare. Prima l'acqua era pulita,
ora è inquinata (da chi, da che cosa? perchè? Pensate a quello che
sta succedendo in Toscana dove le falde si sono essiccate o si sono
inquinate perchè le società che costruiscono la linea ferroviaria Tav
se ne sono strafregate delle conseguenze idrogeologiche dei loro
lavori. Sarebbe costato troppo fare le cose meglio, la logica è
quella del guadagno).
Stanno brevettando o privatizzando un po' tutto. Qui è l'acqua, per
ora. In America Latina, per esempio, sono i semi delle piante. Quelle
che hanno coltivato fino ad ora, (e arando con fatica perchè i
piccoli agricoltori non hanno macchinari moderni ) rendono poco. Quei
raccolti bastano magari a sfamare una famiglia e ad alimentare un
piccolo mercato. Ma i latifondisti, che hanno molta terra e molti
macchinari e vogliono giustamente guadagnare, hanno convertito le
loro colture, e quindi l'intera economia agricola del paese,
all'agricoltura intensiva.Quindi ben venga la soia ogm (brevettata)
che resiste ad un erbicida (brevettato anche lui e dalla stessa
azienda che fabbrica i semi).I raccolti sono maggiori, i
latifondisti guadagnano di più. I piccoli agricoltori, se vogliono
sopravvivere, si devono adeguare e comprare quei semi e
quell'erbicida. Peccato che i semi siano sterili e, quindi, l'anno
dopo debbano ricomprarli da capo e non possano usare i semi
provenienti dal raccolto precedente. Domanda: chi stabilisce i
prezzi dell'uno, dell'altro e del prodotto finale? E, in un mondo che
ha una sovrapproduzione agricola consistente (vedi le quote latte in
Europa o le derrate agricole mandate al macero e altre incongruenze
del genere) che senso ha continuare a premere per un'agricoltura
intensiva? C'è qualcosa che non funziona. C'è molto che non funziona.
E se produrre di più (costi quel che costi a livello ambientale, di
biodiversità, di inquinamento, di omologazione del gusto, di
appiattimento delle abitudini alimentari) fosse la soluzione della
fame nel mondo il discorso sarebbe ancora accettabile. Ma credete
davvero che, alla fine, sia così? Le multinazionali hanno a cuore la
fame dei popoli? Non sarà che per loro poter comprare la soia a minor
prezzo (e guadagnare anche dalla vendita dei semi e dell'erbicida
collegato) è lo scopo principale? E se la pago a meno, chi ha poca
terra ci guadagnerà di meno, no? I prezzi li stabilisce il mercato e
se c'è una sovrapproduzione, i prezzi crollano.
Io non so se riesco a spiegarmi. Gli aspetti sono tanti :c'è anche il
discorso della salute (non si conoscono gli effetti di queste
manipolazioni, per esempio, sui soggetti allergici),della resistenza
della natura (gli organismi si rafforzano in presenza di un
antagonista e chi ci dice che la dose di erbicida non debba essere
aumentata, tra dieci anni, con conseguenze che non sappiamo?), della
concentrazione in poche mani di tutto il "sapere" che una volta era
alla portata di tutti (brevetti, stanno brevettando tutto e questo
significa che chi vuole quella pianta deve pagare ma se non c'è
altra scelta, deve comprare quella per forza). Ultima domanda: perchè
si oppongono alla dicitura in etichetta? Perchè non vogliono che ci
sia libertà di scelta, per il consumatore, se comprare pane
contenente farina da ogm o senza farina da ogm? Perchè non vogliono
che io sappia e scelga in piena consapevolezza?
Ce ne è abbastanza per essere guardinghi. Non sarebbe la prima volta
che, a distanza di anni, scopriamo che ci hanno detto solo una parte
della verità o, addirittura, balle integrali!
Allora guardo la luna e mi dico: sei di tutti. Spero che gli esseri
umani non perdano la gioia di alzare lo sguardo e cercare di capire
la magia della tua presenza misteriosa. Governi le maree, hai un
potere, hai fascino e bellezza, convivi in armonia con tutto il resto
e la tua presenza ha un senso, magari diverso, per tutti gli esseri
che popolano questa terra, siano essi umani, animali, vegetali. Io
spero che non ti facciano a pezzettini.
E poi guardo il mare che ho davanti e mi viene da piangere. E'
inquinato, ha perso il suo colore, la sua vitalità, la vita che lo
animava, la sua bellezza. Lo hanno letteralmente ammazzato. Eppure
resiste. A volte ho l'impressione che stringa i denti e, tra un'onda
grigia e l'altra mi dica: recupererò il mio azzurro!
Ma noi da che parte stiamo? Da quella che accetta il grigio o da
quella pretende che il mare torni azzurro e vivo? Io, su di voi, non
ho dubbi!! Ma il resto del mondo mi preoccupa!!!
Ciao. Barbara.
-----------------------------------------------------
From: "Filo"
Date: Fri Jun 30, 2001 8:09 pm
Subject: R: [capitanoultimo] Riflessione su un pezzo di chat.
Ci sono angoli di mare, di verde, la luna intera, i tramonti, l'universo,
che l'amore per i soldi non ha ancora distrutto. Difendiamoli con tutte le
forze, e godiamoceli appieno.
Filippo
-----------------------------------------------------
From: "Pier"
Date: Sat Jun 30, 2001 9:04 pm
Subject: R: [capitanoultimo] Riflessione su un pezzo di chat.
… Nel mio piccolo ho un piccolo orticello tutto
verde. E' poca cosa ma siccome sono circondato da cave di marmo, dove ormai
di verde ce n'è veramente poco, me lo difendo con i denti. purtroppo l'uomo
non ha difeso la natura delle montagne che mi circondano, sembra un
paesaggio lunare e il mio orticello una macchia scura immersa nel bianco. Ma
la difenderò come fosse la cosa più preziosa su questo mondo.
Pier
-----------------------------------------------------
From: "Terra"
Date: Sun Jul 1, 2001 10:59 pm
Subject: I: globalizzazione
Anch'io volevo ringraziare Roberto, benchè in ritardo: non ero presente alla
chat e ho potuto apprezzare l'importanza del suo intervento soprattutto
attraverso le parole del gruppo. Chi stimola il pensiero e la riflessione fa
sempre un buon lavoro. Purtroppo non ho beneficiato delle sue spiegazioni;
perciò, mi scuso in anticipo se quello che scrivo farà fare magari al discorso
un passo indietro.
Secondo me, qualunque questione andrebbe affrontata senza pregiudizi di sorta;
ciò che conta è anzitutto che le scelte siano consapevoli e che alla loro base
ci sia un'adeguata informazione. Mi pare che in tema di globalizzazione
l'opzione sia più difficile, perchè ci si trova di fronte a un sistema
complesso dalle numerose variabili, alcune delle quali in un rapporto di
proporzionalità inversa. Credo sia improbabile che la collettività in quanto
tale riesca ad avere una padronanza tecnica dell'argomento; tuttavia sono
altrettanto convinta che proprio alla collettività dovrebbe spettare il diritto
di effettuare una scelta di orientamento generale relativamente al modello di
sviluppo economico-sociale da realizzare. Condivido quanto è stato detto circa
la necessità che simili questioni trovino la loro sede naturale di trattazione
negli spazi istituzionali rappresentativi di tutte le istanze sociali,
minoranze comprese; in effetti, sarebbe essenziale poter sottoporre al
sindacato politico-elettorale certe decisioni, meglio ancora poterle concertare
in itinere. Mi sembrerebbe ugualmente doveroso far partecipare alla scelta
tutti i Paesi, considerata proprio la globalità degli impegni da assumere e
delle relative conseguenze. Qualcuno, però, in chat, mi ha fatto giustamente
notare che la democrazia non è ancora bene comune; ci si potrebbe, quindi,
chiedere fino a che punto una procedura che privilegi canali istituzionali
sarebbe effettivamente popolare. Ad ogni modo, credo possa già costituire un
passo avanti verso una maggiore correttezza politica, oltre che una forma di
responsabilizzazione della società. E poi, le scelte in tema di globalizzazione
penso richiedano soprattutto una grande maturità culturale, un saper guardare
oltre che temo riesca difficile tanto a chi ha la pancia troppo vuota quanto a
chi ha la pancia troppo piena. Quello che forse dovremmo tenere sempre a mente,
pur nella diversità delle opinioni circa le priorità da affrontare, è che non
siamo stati destinati ad essere gli ultimi abitanti del pianeta.
Un saluto a tutti.
Teresa
-----------------------------------------------------
From: Ultimo Cavaliere
Date: Wed Jul 4, 2001 12:18 am
Subject: chat globaliz.(lettera lungaaaaaa)
E' bello avere un gruppo con cui discutere e confrontarsi, è bello
poter combattere di nuovo per qualcosa di importante. La chat è stata
interessante e stimolante e questo è il mio punto di vista . Non mi
va di vestire come tutti, non mi va di pensare come tutti, non mi va di
mangiare e bere cio' che dice il "Grande Ipnotizzatore" (la TV), e
per questo che tutti noi dobbiamo sviluppare itinerari diversi dai
soliti, dobbiamo forgiare idee e pensieri nn conformati e nn
conformisti. Dobbiamo proteggere, curare incentivare la nostra
diversità; facendola crescere e lasciarla uscire dal guscio. A costo
di essere bollati e etichettati. Pero' tutto questo è difficile, lo
so per esperienza personale, sin da piccolo sono uno dei pochi, fra i
miei coetanei, a difendere i deboli, a nn vestire alla moda ( vedi
camperos e chiodo) e ad avere un mio pensiero indipendente. E
crescendo è sempre stato piu' difficile essere me stesso, senza
condizionamenti e libero dalle mode.
Vorrei riuscire ora a spiegare il mio punto di vista sulla
globalizzazione. Sarebbe bello riuscire a prendere il bello da questo
fenomeno, e lasciare il brutto, vorrei che i paesi islamici capissero
che la donna è un essere uguale all'uomo, e che nn deve vivere sotto
sequestro permanente. Vorrei che i paesi africani capissero che la
circoncisione femminile è un'autentica a barbarie (chi l'ha studiato
sa cosa vuol dire). Mi piacerebbe che i bambini potessero studiare e
nn fossero sfruttati miseramente. Con tutto ciò nn sostengo che le
culture autoctone siano prevalicate e gli usi e le tradizioni locali
siano annientati, ma bisognerebbe limitarne gli eccessi. Per finire
un parere sui rifiuti mandati in Africa. Credo sia un problema
antecedente alla globalizzazione faccio un esempio strano..oggi si
mandano i rifiuti solidi nei paesi Africani, ma nei secoli scorsi
l'Inghilterra mandava i suoi rifiuti umani in Australia.
Fatemi sapere. Un saluto Ultimo Cavaliere
-----------------------------------------------------
From: "Terra"
Date: Wed Jul 4, 2001 4:38 pm
Subject: R: chat globalizzazione.
Io non so se siamo pochi, certamente più di quanti pensassi. E il
conformismo sta un po' da tutte le parti, ovunque pensieri e sentimenti non
nascano da dentro. C'è il conformismo di chi segue ciecamente la moda e
quello, più subdolo, di chi dev'essere contro ad ogni costo (magari
ricorrendo alla violenza). Penso che l'importante sia essere autentici,
senza ossessioni da deriva minoritaria. Se stessi, in mezzo agli altri. Non
necessariamente uguali, non necessariamente diversi. Comunque insieme.
A presto.
Teresa
Home