documento  di azione e di poesia

Chat capitanoultimo group
 
Data: Mercoledì, 4 luglio 2001 

  Ora: 9:30PM - 11:30PM 

    
    Tema: La lotta invisibile dei "senza Re". 
       
  “ Il gruppo incontra l' hacker che combatte per la libertà
della rete, nella rete. Valori e proposte da un mondo
sconosciuto - libertà e globalizzazione.
Cerca i dubbi, le contraddizioni e i sogni che corrono dentro al
web. La curiosità è un crimine? O è un crimine
controllare la curiosità? ”
    

Ospite relatore: Tritemius

Hacker autentico, che riprende il nome da un personaggio del XV secolo

Johann  Heidenberg di Tritenheim, abate di Spanheim,

appassionato studioso e inventore di un sistema criptografico.

Il suo nome iniziatico era appunto Tritemius.

  

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PREMESSA

 

From: Eva

Date: Wed Jul 4, 2001 8:05 pm
Subject: Re: la stirpe dei "senza Re"

 

Vista la mia conoscenza scarsa del mondo della rete, ma sto imparando, esprimo soltanto un parere molto personale sul fenomeno della liberta' in rete. La curiosita' non e' un crimine, lo e' tutto quello che crea danni a terzi quindi azioni a scopo di lucro o di danneggiamento per esempio. Se e' vera l'esistenza di Echelon (e a quanto pare lo e') questo si e' un fenomeno da considerare crimine, perche' va contro tutte le ns. liberta' personali. E questo strumento ha causato inoltre vantaggi ad qualcuno e danni economici ad altri. Pero' non ne sento parlare se non sporadicamente, mentre invece se un singolo "buca" un server ecco che si grida al crimine.

E' chiaro che  soprattutto i principi morali ti fanno agire in un senso o nell'altro e quindi come al solito, invece di generalizzare, valutiamo i casi  singolarmente e le conseguenze che ne sono derivate. Dicono che la popolazione di internet e' composta dal 99% di maniaci e pervertiti e l'1% probabilmente di poveretti...;-), sappiamo  quanto sia un pensiero comune e, tutti noi che siamo qui  invece, quanto sia variegata la popolazione, quante belle persone ci sono e quanti sono fuori come dei balconcini  come poi nella vita reale, e quanto la rete ti possa dare in cultura se sai vedere e valutare, quanta conoscenza a tua disposizione se hai voglia di apprendere.

Per questa possibilita' di informazione la rete a molti da fastidio, perche'  non e' controllabile e allora con tutte le scuse del mondo si cercano di mettere dei freni e delle censure, a volte con leggi che apparentemente  sembra servino a tutelare qualcos’ altro. Io detesto ogni forma di censura e quindi sono dalla parte dei "puri" che lottano per la liberta' senza cercare di trarre vantaggi o guadagni personali. All'inizio avevo pensato di fare la classica domanda: perche' fai questo? Ora non mi serve piu' la risposta..:-) Invece chiedero' che cosa ha visto in giro e che cosa pensa che ne sara' degli hacker in futuro, se anche loro dovranno cedere alle regole del profitto economico che li vede come nemici da combattere duramente.

 

Eva.

  

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Tritemius: 30/11/1999, Seattle, riunione del WTO sui nuovi mercati mondiali. Le comunicazioni-radio della polizia vengono veicolate su http://www.2600.com da Emmanuel Goldstein, uno dei più noti hacker americani. Così ha inizio il popolo di Seattle. Goldstein aveva infatti ottenuto un fax riservato del FBI indirizzato alle multinazionali e, veicolando su internet le comunicazioni della polizia, le aveva rese disponibili per tutti, anche per chi non aveva apparecchi speciali.

Pier: Goldstein convoglio' le comunicazioni radio delle forze dell'ordine su internet, quindi deduco che le stesse non avessero adeguate misure di protezione. A 2 anni di distanza e' cambiato qualcosa, oppure siamo ancora a questi livelli?

Tritemius: Quel giorno la polizia fu impreparata

Pier: in Italia e' lo stesso cosi' facile penetrare delle comunicazioni radio?

Tritemius: Il servizio d'ordine di Genova sara' ben + imponente e organizzato. Non e' facile intercettare le comunicazioni delle forze dell'ordine, ma quelle erano in chiaro. Goldstein era in possesso di un fax riservato ke l'Fbi aveva diramato avvertendo i responsabili delle multinazionali dei pericoli di attentati terroristici. Il fax riservato fu reso pubblico sul sito di Goldstein.

Pier: Penso che in Italia non serva usare internet per ascoltare le comunicazioni radio delle forze dell'ordine. Con un CB a banda larga usando una certa frequenza vengono intercettati tranquillamente, lo stato fa solo pagare una concessione governativa e l'unico vincolo e' l'obbligo del segreto.

Tritemius: Ma quel giorno le comunicazioni vennero mandate in onda anche a ki non aveva nessuna apparecchiatura particolare.

Eva: che hai visto nella tua "vita" di hacker e che pensi del futuro dei "puri"?

Tritemius: il computer è uno strumento per una nuova forma d'arte e di espressione. All'inizio, nel 1983, i computer erano trappole inutili ma affascinanti. Negli anni '90, arriva le rete. La comunicazione globale è nata prima di internet con le banche dati (bbs) e la rete FIDO. In Italia, internet è nata grazie ad appassionati, poi è arrivata Telecom. Sono ottimista, è uno strumento potente che permette di conoscere persone e di esprimere idee.

Tritemius: Ho sempre visto il computer come uno strumento per creare una nuova forma di arte e di espressione, la rete e' arrivata dopo, ma all'inizio nel 1993 i computer erano delle trappole inutili, ma emanavano un fascino incredibile. Poi negli anni 90 arrivarono i modem e la possibilità di comunicare con altri. In realta' la comunicazione globale inizio' prima dell'era di Internet con  le banche dati (BBS) e la rete Fido. Internet in Italia e' nato grazie ad anonimi appassionati, poi e' arrivata la Telecom e la storia la sapete. Ah dimenticavo i puri, io sono ottimista, questo strumento e' potente, permette a tante persone di esprimere idee e conoscere persone. Tramite questi strumenti forse riusciremo finalmente a fare qualcosa di buono.

Purusha: Perchè si diventa hacker e perchè combattono la globalizzazione?

Tritemius: Il popolo degli hacker e' eterogeneo, le motivazioni possono essere diverse  pero' c'e' comune  a tutti:

- la volontà di capire come funzionano le cose, senza qualcuno che ti dica cosa devi sapere e cosa no

- la globalizzazione sta facendo di tutto per addormentare gli individui, li trasforma in manichini. La globalizzazione e' l'antitesi della voglia di conoscere, della libertà, della curiosità', insomma non si puo' essere hacker senza essere contro la globalizzazione.

Terra: Gli hacker hanno delle regole? Se sì, chi le fa?

Tritemius: Si ci sono delle regole, le fanno tutti e nessuno, non c'e' un governo o un G8 degli hacker. Qualcuno propone, gli altri le accolgono  o le rifiutano, non esistono regole scritte, ma c'e' qualcosa di istintivo. Intanto gli hacker veri, quelli degni del nome, non usano le capacita' per portare a segno crimini, quindi quando si parla di hacker vandali si dice una stupidaggine, si cade nel principio di non contraddizione. Gli hacker non danneggiano i sistemi, non rubano, ma creano senza chiedere nulla in cambio.

Esiste un sistema operativo gratuito creato da volontari. Linux non costa nulla ed e' piu’ efficace di windows. Linux e' pubblico Windows no. Ecco le regole degli  hacker.

 Terra: Cosa pensi del diritto d'autore?

Tritemius: Io sono un po' più radicale della media. Esiste una licenza di distribuzione del software che rientra nel diritto d'autore ma consente a tutti di modificare e distribuire il software. Penso che le idee appartengano all'umanità, come il cielo e l'aria. Di chi è la bellezza? Se uno si vuole arricchire, faccia dell'altro.

Tashunka: Come vedi il futuro? Quella che combattete è una lotta che combattete anche per chi come me e altri non sa sfruttare bene il mezzo della rete. Credo tutti abbiano il diritto di beneficiarne perchè può essere utile, può arrivare lontano. Pensi che la logica dell'economia e del denaro sottometta alla fine anche questo?

Tritemius: La cultura e l'etica degli hacker sono utili per combattere questo, paladini siamo tanti, a lottare siamo tanti ma non lo sappiamo, le idee devono circolare libere, la gente sente la tv e si sente sola: non è così, bisogna studiare, gli hacker possono dare una mano in questo senso.

 Tashunka: Si esagera il contrasto, si semplifica hacker vandali o polizia bene e manifestanti male, vogliono farci credere che quello per cui lottate o per cui lotta il popolo di Seattle non ci riguarda, questo è il male peggiore, perche' non si prende pienamente coscienza che riguarda tutti.

Tritemius: Il problema della stampa e della comunicazione è grande. Un esempio: ora la tv parla di hacker all'attacco contro siti istituzionali italiani anti-G8, finanze e AIPA sono sotto i riflettori, ma non è vero niente.  Ecco la stampa libera e affidabile (Aipa e' l'agenzia che si occupa dell'informatica nella pubblica amministrazione)

 Piersus: Quale differenza c'è tra hacker e hacker vandali?

Tritemius: Semplice: gli hacker vandali non esistono, esistono criminali ma non sono hacker, tutto qui

 Terra: Un hacker nasce da solo?

Tritemius: Direi di sì, non ci sono scuole, ma grande passione e motivazione, le scuole fanno male, quello che non so l'ho imparato a scuola. Nell'83 rimasi stregato da un film, "Wargames", avevo già un computer, ma quel giorno capii le potenzialità del mezzo e mi misi in testa di combinare qualcosa del genere.

Terra: Cosa rischia un hacker?

Tritemius: Un po' troppo... La sola intrusione, senza danneggiare nulla, senza alterare nulla, arriva fino a 3 anni.

Piersus: C'è anche la frode informatica, ma credo riguardi gli hacker vandali, e le pene sono minori.

Tashunka. Mi ha colpito quando hai detto di vedere il computer come una nuova forma di arte, sara' che per me e' cosi' misterioso.

Tritemius: Eh, e' meraviglioso giocare con i bit e byte, scrivere codici..., anche “reversare” un programma (dico reversare per non dire crackare). Vi e' anche una forma di letteratura che nasce da questo mondo, il cyberpunk. Una visione iper-realista della realta,' estetica della tecnologia. Ma voglio dire una cosa, la bellezza dei computer puo' nascere anche da macchine di basso costo, non e' necessario avere i computers  che spaccia la pubblicita'. Tutto si puo' fare con poco e quello che conta siamo sempre noi e il nostro cuore di silicio;

 Tashunka: Pensavo fosse un mondo per addetti ai lavori, con termini sconosciuti, invece ci sono idee e c'è una cultura dietro e dietro lo schermo c'è sempre un uomo.

Tritemius: Gli addetti ai lavori sono nostri nemici. Nell' hacking c'è di tutto: possono esserci grandi programmatori che non sono hacker e grandi hacker che non sanno programmare. E' una cultura democratica e aristocratica insieme. Sii te stesso, sarai giudicato per quello. Lasciateci solo scoprire come va il mondo.

Terra: Non ti viene mai il dubbio che quelli degli hacker siano obiettivi non realisticamente praticabili?

Tritemius: Sì! Sono obiettivi assolutamente folli, l'Utopia. Ma una volta Internet non c'era, adesso c'è; il luogo che non c'è, non esiste prima di essere creato dal nulla, siamo qui per questo, o no?

Piersus: Come l'isola che non c'è nella favola di Peter Pan

Tritemius: La sindrome di Peter Pan aiuta, ma li’ il pirata era un altro…

Nino: Venerdì e sabato scorsi, ho assistito alla lezione di Gianluca Pomante, uno dei teorici più accaniti della cultura hacker. Sottoscrivo quanto detto dal relatore al 100%. La cultura hacker ci salverà dal pericolo della tecnocrazia, il vero hacker non considera tesoro geloso e di casta il proprio sapere ma lo diffonde, perchè solo diffondendo il sapere è possibile una democrazia sana e una vita civile in cui le leggi hanno davvero senso.

Malkavian: La recente legge sui siti web è una legge censoria?

Tritemius: Chiaro,  è una legge confusa e inattuabile, la pieghi come vuoi ed è pericolosissima, creata per garantire la serietà e l'affidabilità delle informazioni sulla rete.

Malkavian: Internet ha una crescita priva di controllo? Chiunque può diffondere materiale pericoloso per un utente non ben allenato a discriminare.

Tritemius: No, non credo.

Malkavian: La legge fa acqua, ma non serve un qualche controllo?

Tritemius: La libertà non è pericolosa, pericolosa è la repressione.

Malkavian: (esempio delle istruzioni in rete per fabbricare bombe)

Tritemius: Anche senza internet è possibile ottenere certe informazioni. Io non ho mai trovato informazioni per caso. Non è facile capire chi è in grado di discriminare e chi no.

Malkavian: (alcune informazioni anche sui siti cc.dd. per hacker)

Tritemius: Meno controllo c'è, meglio è. Il problema è quello di trovare un buon controllore, già ci pensava Platone, no?

Malkavian: Un controllo esterno, magari degli hacker veri!... è utopico?

Tritemius: Ritorna l'Utopia.

Malkavian: Cosa spinge un hacker a bucare siti o  invece un hacker non è più uno che li protegge i siti o che si impegna solo a programmare...

Tritemius: Dipende, una cosa non esclude l'altra, ci possono essere buoni esperti di sicurezza che magari non sono hacker.

Purusha: Cosa è la rete per Tritemius?

Tritemius: Libertà, comunicazione, ma anche divertimento; ho conosciuto tante persone, e non è vero che è alienante, conosci le persone qui poi vuoi vederle negli occhi, quelli che vedi tutti i giorni sono fantasmi. La rete è scelta, possibilità di scegliere quello che fa per noi al di là dei condizionamenti che la sorte ci ha riservato.

 Tritemius: Hacker è colui che codifica ciò che non è ancora codificato, che passa il giorno a dire cose improbabili e a fare cose impossibili.

Malkavian: Tritemius, che ne pensi del destino della rete? Pensi che i mercati, che la globalizzazione, che gli interessi economici le porteranno via quel manto di libertà che l'ha contraddistinta e per cui gli hacker lottano?

Tritemius: La tendenza è quella, sono sempre meno gli spazi liberi, gli accessi facilitati e gratuiti, siamo qui per quello, vediamo cosa si può fare, ma innanzitutto cerchiamo di mantenere la libertà di parola, si può fare con freenet forse un nuovo progetto per garantire la privacy e combattere la censura.

Piersus: Perchè alcuni siti (ad es. siti pornografici) ti obbligano a scaricare loro programmi e a connetterti in chissà quale parte del mondo? E' così vantaggioso?

Tritemius: Sì, è vantaggioso per chi li gestisce !

Piersus: Come il vecchio 144 e l'attuale 166 allora.

Tritemius: Già, Pier.

Nino: Allora parlare di controllo è pericoloso, piuttosto si parla di autoregolamentazione da parte di tutti gli operatori di internet in modo che internet viaggi su binari fondati sui principi universali a tutela della dignità umana, è l'unica strada da percorrere tale da evitare rischi di involuzioni autoritarie. L'unico problema è la mancanza di cultura specifica da parte degli operatori... e per questo gente come Tritemius è benemerita!

Tritemius: Benemerita mi sembra ok.

 Tritemius: Mi sembra che la serata sia stata positiva, alcuni hanno capito la differenza tra hacker e pirati, abbiamo parlato del ruolo degli hacker di fronte al problema globalizzazione e abbiamo capito che i mezzi tecnici non sono nulla senza un'anima visionaria, poetica e radicalmente libertaria. Lasciate le vostre impressioni nella ml, ci si vede prossimamente da queste parti!

 

  

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MAILING LIST MESSAGE

 

From: "Pier" 

Date: Thu Jul 5, 2001 2:43 pm
Subject: I senza re

Devo dire che la chat pianificata sugli hacker è stata veramente interessante e di questo devo ringraziare Tritemius. Sino a ieri ero scettico sulla parola "hacker", dall'informazione ricevuta soprattutto dai mezzi di informazione, consideravo tali individui, come una mina vagante nel mondo web, una mina che ogni tanto esplodeva a loro piacere per danneggiare i grandi siti. Ieri ho capito che costoro, sono una piccola parte del mondo "hacker", parte che i veri hacker rifiutano a loro volta. Ho capito che i veri hacker sono coloro che non vogliono distruggere, ma vogliono solamente creare nel mondo web una nuova dimensione artistica e che non usano le proprie capacità e "potenzialità" per distruggere, ma bensì per cercare di portare a conoscenza di tutto il popolo web, quanto di più nascosto via sia. La cosa che più mi ha fatto piacere è che i veri hacker non speculano sul loro operato, non chiedono nulla in cambio, per loro il tutto è gratis, cosa che personalmente mi trova favorevole. In sostanza vorrei che effettivamente tutti i siti fossero liberi, senza restrizioni. Non si obbliga la gente a costruire siti e i costruttori di essi non dovrebbero chiedere nulla in cambio, come molti fanno. Il web dovrebbe essere libertà, comunicazione e divertimento, ma spesso questo non avviene. 

Pier

  

From: "Terra"

Date: Thu Jul 5, 2001 5:54 pm
Subject: I: chat - tritemius, la lotta invisibile dei "senza Re"

 Allora è proprio una fiaba vera!!!! E' bello sapere che un sogno o una poesia possono filtrare attraverso un processore e raggiungere altri sogni e altre poesie. E' giusto soprattutto ricordarsi di restituire un'anima alle cose di cui ci serviamo, la nostra anima. E un'anima dev'essere libera. Credo che la libertà non sia mai dannosa, se a fronte della libertà di fare male c'è una libertà uguale e contraria. Credo, inoltre, che la libertà sia per sua natura curiosa: di sè, dei propri limiti, dei pericoli che la circondano, delle strade che può percorrere. A mio avviso, la curiosità è un'enorme risorsa, una sorta di motore universale a cui dobbiamo persino i dettagli del nostro vivere quotidiano. Essa parte dall'uomo per tornare all'uomo, come una novella odissea, un lungo viaggio oltre i confini conosciuti che riporta alle proprie radici, per difenderle o riconquistarle. Chiunque abbia a cuore il destino dell'uomo, non può non avvertire la necessità di restituirgli la scintilla della curiosità. Ben vengano gli hackers, allora, con le loro utopie: non hanno dimenticato ciò che l'uomo si chiede da sempre e il suo bisogno di avere delle risposte dinamiche. Non credo sia corretto ridurre la questione al disapprovarne o meno le gesta: meglio sarebbe interrogarsi sulla creatività soffocata e sui percorsi alternativi che la rete potrebbe offrire per recuperarne le potenzialità. Tra le tante considerazioni interessanti espresse da Tritemius, quella che mi ha più colpito è quella che io stessa ho potuto sperimentare grazie a questo gruppo: "la rete è libertà, comunicazione, ma anche divertimento, ho conosciuto tante persone e non è vero che è alienante, conosci le persone qui, poi le vuoi vedere negli occhi, quelli che vedi tutti i giorni sono fantasmi. La rete è scelta, possibilità di scegliere quello che fa per noi al di là dei condizionamenti che la sorte ci ha riservato". Trovo sia assolutamente vero e aggiungo che riuscire a dare un volto agli amici della rete è una delle magie più belle.

 Terra

  

From: Eva 0345

Date: Fri Jul 6, 2001 6:37 pm
Subject: Re: I: chat - tritemius, la lotta invisibile dei "senza Re"

 Ben vengano gli hackers, allora, con le loro utopie: non hanno dimenticato ciò che l'uomo si chiede da sempre e il suo bisogno di avere delle risposte dinamiche. Non credo sia corretto ridurre la questione al disapprovarne o meno le gesta: meglio sarebbe interrogarsi sulla creatività soffocata e sui percorsi alternativi che la rete potrebbe offrire per recuperarne le potenzialità. Ecco Terra, come al solito sei riuscita a cogliere l'essenza. La superficialita' regna sovrana ed e' sempre molto + facile convogliare l'attenzione su problemi di poco conto ma di effetto, anziche' fermarsi a riflettere sul vero nodo di fondo. Come dicevamo ieri sera, anche il riflettere e' un esercizio della mente, se non lo si fa mai ci si abbrutisce, ma se si comincia poi non credo si riesca a fermarsi. E qui torna il discorso della curiosita', la voglia di conoscere e di capire, le ns. riflessione assieme a quelle di altri per arrivare ad unire mille pensieri, mille idee. E come si fa a non amare la liberta'di fare, di dire e soprattutto di condividere. In questi giorni ho mille pensieri, il mio cervello frulla in continuazione, magari i pensieri su questi argomenti si affacciano mentre sto facendo tutt'alta cosa, ma questo mi piace davvero tanto. E ieri avevo davanti agli occhi i discorsi della chat sulla liberta' nella rete e quella sulla globalizzazione. E come spara il colore delle idee che appartengono a tutti contro il grigio della brevettabilita' della vita, solo per fare un esempio. Ecco che appare la + grande utopia dell'uomo: tutti uguali, tutto condiviso per il bene di tutti. Finche' non saremo solo energia pura, senza stomaco cervello e sesso, purtroppo restera' utopia, ma solo il fatto di sapere e vedere che ci sono persone che ci credono (ci sono anche io), mi fa sorridere alla vita e guardare il prossimo e il futuro con un tot di fiducia e speranza) Tra le tante considerazioni interessanti espresse da Tritemius, quella che mi ha più colpito è quella che io stessa ho potuto sperimentare grazie a questo gruppo: "la rete è libertà, comunicazione, ma anche divertimento, ho conosciuto tante persone e non è vero che è alienante, conosci le persone qui, poi le vuoi vedere negli occhi, quelli che vedi tutti i giorni sono fantasmi. La rete è scelta, possibilità di scegliere quello che fa per noi al di là dei condizionamenti che la sorte ci ha riservato". Trovo sia assolutamente vero e aggiungo che riuscire a dare un volto agli amici della rete è una delle magie più belle.  Questa e' davvero una delle cose + belle, e ti assicuro che conosco molto meno alcune persone qua a …., che consideravo "amici", rispetto ad alcune persone che conosco in rete.

Ci sono amici in rete che mi hanno dato 1000 volte di + di loro.

  

Eva

 

 From: Tashunka3

Date: Sunday, July 08, 2001 12:39 AM

Subject: chat hacker

 

 Che dire della chat sui "senza re" ? Che sono rimasta piacevolmente sorpresa...e che mi dispiace molto per chi non c'era! Credo sia stata una bella occasione per saperne di più, per conoscere e capire un mondo che per me, come per molti altri credo, era quasi sconosciuto e l'abbiamo conosciuto nel modo migliore, non attraverso terze persone, ma direttamente da qualcuno che ne fa parte, che lo vive in prima persona e che ha avuto la pazienza di farci capire e di spiegarci ma anche credo il coraggio di mettersi in gioco e di esprimersi in prima persona. Credo che questo sia importante, almeno per me è stata un'ulteriore testimonianza che dietro l'hacking ( si dice così?! ) ci sono delle idee e dei valori profondi, perché se non si hanno convinzioni profonde difficilmente si accetta di mettere in discussione le proprie idee. Io avevo sinceramente le idee un po' confuse...non pensavo male nè bene degli hacker...come tanti del resto, non sapevo e non potevo capire. Forse pensavo che si trattasse di un mondo per "addetti ai lavori", ma molto chiaramente Tritemius mi ha e ci ha spiegato cos'è hacker e che l'hacking è "una cultura democratica e aristocratica insieme, senza patenti e senza licenze e diplomi...sii te stesso e sarai giudicato per quello". Quello che più mi piace sottolineare è il fatto che dietro lo schermo del computer c'è comunque un uomo...quello che forse più ho cercato di capire sono la sua sensibilità e le sue ragioni. Ora credo di potermi fare un'idea sugli hacker. Ed è una bella idea. Sono rimasta colpita dalla splendida Utopia di Tritemius, dal fatto che "il luogo che non c'è non esiste prima di essere creato dal nulla, siamo qui per questo no? " , dalla sua voglia di conoscere e "capire come funziona, senza che ci sia qualcuno che ti dica cosa devi sapere e cosa no", dalla sua voglia di libertà e dalla sua voglia di poter scegliere. E' anche la mia voglia di conoscere e di capire, di libertà e di poter scegliere. Credo che la sua lotta sia anche la mia. E di tanti altri. Ognuno la fa coi propri mezzi ( io ho qualche difficoltà a vedere una forma d'arte nel computer .Quella che conta è l'idea di libertà che c'è dietro. Che non ha prezzo e che non può essere fermata. Leggendo le altre mail ho visto che la mia impressione positiva è anche la vostra.Gli hacker sono tutti così o siamo stati molto fortunati ad incontrare una bella persona?

Tutte e due le cose credo...

 Tashunka3

  

From: "bismark"
Date: Sun Jul 8, 2001 4:40 pm
Subject: Re: chat hacker

 

Ciò che dice Tritiemus è vero.....conoscersi senza essersi mai visti.. scambiarsi le proprie idee senza alcun preconcetto è la cosa piu' bella che poteva regalarci internet. Gli "hacker" come li chiama qualcuno si esprimono con la passione che nasce da dentro...capire,conoscere,approfondire,mai fermarsi... Ne conosco di diversi cattivi,buoni,smanettoni... ma tutti sono spinti dalla passione che ti scorre dentro le vene che senza non potresti vivere.... Io non sono hacker, non sono cattivo, non sono buono .. sono solo io ;)

 bismark

   

From: Deposito 37 

Date: domenica 8 luglio 2001 21.43

Subject: [capitanoultimo] (unknown)

 

 Ho trovato il tempo per dare una (breve) occhiata ai post più recenti ed ho notato di non essere arrivato in tempo per beccarmi il confronto sull'argomento hackers...peccato xchè è qualcosa che mi incuriosisce molto...e xchè alla fine di hackers se ne parla fin troppo, ma poi quanti sono quelli che più che divertirsi a piazzarti un trojan sul piccì non fanno? Mi pare si identifichi la figura dell'hacker con quella della mina vagante(isolato e pericoloso per tutti), ma alla fine non mi sembra le cose stiano davvero così! Di ste cose io non ne so quasi un accidente, ma parlo da writer e credo di sapere cosa significa...chi pensa agli spray pensa alle facciate dei palazzi ricoperte di scarabocchi incomprensibili e ad una massa di ragazzini che non hanno un c***o di meglio da fare il sabato sera..beh io ho quasi 24 anni, dipingo da almeno 8 e credo che niente possa rendere meno giustizia agli sforzi ed ai sacrifici che si affrontano quando dipingi per davvero...a tutti i soldi spesi in spray, a tutte le fughe che ti sei fatto, a tutte le persone che hai perso per strada, a tutte le notti insonni e a tutte le ore che hai passato nascosto chissàdove in attesa del momento giusto. E poi senti parlare di graffiti (NO! Il nostro è writing!) come di quella cosa che gagni fanno per sporcare un pò in giro. Bleah...una subcultura travisata per quattro (no forse molti di più) imbecilli. Hacker, è così che ti senti quando il tuo lavoro è confuso con quello dei "lamers"? Se sì, beh hai tutta la mia comprensione...ma "keep on burning", quello che fanno i pochi validi forse in questo modo è ancora più bello agli occhi di chi sa capire...Certo che è curioso trovarsi a parlare di questi argomenti su un sito ispirato alle vicende di un carabiniere :  no scherzo, sennò non starei scrivendo. Comunque tutto il mio rispetto ai ragazzi di Bismark.it...vi tengo come homepage anche se tre quarti del sito mi sono del tutto incomprensibili...ma chissà, forse poco alla volta ci capirò qualcosa (sono uno curioso..). Sorry, il post è venuto fuori un pò lunghetto e non so a quanti intereserà questo soliloquio... 

 

Deposito37


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