documento  di azione e di poesia
Chat capitanoultimo group
 
Data: Mercoledì, Giugno 6, 2001 
  Ora: 9:30PM - 11:30PM 
    
    Tema: POVERTA' (viaggio di rabbia): 
       
     " problema o valore, per costruire o per distruggere?" 

   

   <open> 

 

From:  "Pier"  

Date: Wed Jun 6, 2001 2:17pm

Subject:  Povertà  

Chi è veramente il povero? Colui che nella vita non ha valori e 
niente in cui credere.

 
* * * * *

 
From:  "Teresa"
Date: Thu Jun 7, 2001 12:33am
Subject: povertà

Scusate, ma è molto tardi. Per ora vi mando la 
bozza
del mio intervento, domani penserò a commentare
i vostri. 
Comunque, vi ringrazio: è una bella esperienza. 

Povertà, per me, è la dignità del semplice. 
Non c'è povertà nel degrado, nelle abitudini 
criminali, 
nelle brutture morali e sociali: quella è miseria. 
La miseria è un problema, perchè distrugge 
l'individuo:
esasperandolo nel bisogno, lo sradica dalla sua 
coscienza di uomo. 
C'è miseria anche nella ricchezza, laddove manca il
rispetto della dignità umana.  

Povertà, per me, è lo sguardo che cerca l'essere 
anzichè l'avere. 
Non è disprezzo delle cose belle e preziose, 
ma la capacità di apprezzarle senza appropriarsene, 
di condividerle senza possederle. 

Povertà, per me, non è una mano vuota che si tende 
per chiedere, ma una mano vuota che si tende per 
dare.  
Credo che la povertà sia il valore dell'uomo, 
quello di cui ciascun uomo è capace, perchè per 
essere poveri 
non c'è bisogno d'altro che di se stessi. 

Teresa

 
 * * * * *

From:  “Barbarahit”
Date: Thu Jun 7, 2001 3:10am
Subject:  Preintervento su povertà

La povertà, quasi sempre, è il frutto marcio 
dell'ingiustizia. 
Un'ingiustizia che troppo spesso fingiamo e ci
 sforziamo di non vedere. 
Come se non ci riguardasse. 
Perchè noi siamo i giusti.
E invece ci riguarda e noi non siamo i giusti.
Nord e sud del mondo, quindi sfruttamento, 
quindi immigrazione. 
Il nostro peccato? Mancanza di solidarietà.
Ma lo sapete che
in questo nostro secolo ultracivile ci sono 
ancora gli SCHIAVI? 
Veniamo al nostro paese:lavoro nero, flessibilità
a senso unico,
politiche sociali carenti. Oltre ai poveri cui 
siamo "abituati",
avanza un esercito di quasi poveri: gente con 
stipendi sempre più bassi,
senza garanzie contrattuali, senza garanzie 
sindacali. 
Il nostro peccato? Scelte politiche avventate 
o clientelari o poco informate.
Evasione fiscale accettata o praticata con 
disinvoltura, 
menefreghismo, consumismo spinto all'eccesso 
e senza un vaglio critico. 
E' un peccato anche portare il cervello all'
ammasso diventando
parte di quella massa di telespettatori che
guarda i quiz tv 
e si abitua all'idea che il denaro è tutto, 
deve essere facile 
e i vincenti sono quelli che ci riescono.

Che possiamo fare? Per esempio, cercare sempre 
più le botteghe del 
commercio equo e solidale o, almeno, sapere cosa 
sono. Idem per le neonate banche etiche. 
Essere informati e aderire alle campagne 
delle organizzazioni che lottano per i diritti
umani e sociali, 
contro il lavoro minorile, a favore dell'ambiente
povertà è anche essere costretti a sfruttare male
le risorse ambientali
(vedi Amazzonia) o accettare che lo facciano le 
grandi imprese 
(vedi direttamente Bush e tieni d'occhio le future
politiche del futuro ministro Matteoli!!).

Contestare, anche nella nostra cerchia di amici, 
certe affermazioni. 
E, infine, non essere poveri anche noi: poveri 
di rispetto, di spirito e di amore.

Ciao a tutti e grazie. 
Barbara

 
 * * * * *

From:  "Pier"
Date: Thu Jun 7, 2001 1:33pm
Subject:  POVERTA' 
 
 
Ragazzi per me non esiste solo la povertà materiale
ma anche la 
povertà spirituale ed interiore. Colui che 
effettivamente è povero 
materialmente a volte lo fa per scelta di vita ben
precisa, per 
fuggire da tutto ciò che ci circonda, dal marciume 
in cui a volte 
siamo costretti a vivere e quindi cerca riparo nelle
piccole cose, 
anche se queste costano non pochi sacrifici.
Ma colui che sceglie 
questa via, pur essendo povero è felice sia fuori
che dentro e 
dimostra la sua felicità con piccoli gesti. 
Poi coloro che decidono 
di rimanere ai bordi della vita, sono legati tra 
loro da un'unione 
che è ben più forte delle amicizie dei cosiddetti 
amici, tra loro
sono fratelli di sangue, come in un patto solo 
sussurrato ma indissolvibile. 
Quello che invece è povero è colui 
che viaggia
senza ideali, senza avere scopi nella vita 
e viaggia nel limbo
della totale anonimità. E' colui che sentendosi 
forte di 
un piccolo stipendio se ne frega di tutto ciò 
che gli accade attorno perchè tanto a lui non tange. 
Ma se nella vita non hai 
uno scopo da raggiungere a cosa serve vivere? 
Nella vita sono infinite le mete da raggiungere
ma bisogna anche 
avere lo stimolo per poterlo fare e quindi 
essere ricchi e non poveri di ideali. 

Pier 

* * * * *
 
From: arcierewt 
Date:  (Date Unavailable) 

Subject:  Povertà

 
Povertà. Nel XXI secolo questa parola resta 
saldamente nei vocabolari.
Una piccola parola racchiude varie realtà,
accomunate 
tutte da un celato senso di disperazione.

Nella società in cui viviamo tutto è dominato dai 
soldi,il dio denaro è il motore di tutto e di tutti.

Gli Yankee decidono cosa è giusto e cosa è sbagliato
per sei miliardi di persone.
...loro combattono le guerre 
dell' uomo ricco e si dichiarano fautori della 
libertà dei popoli.
Lanciano due bombe e poi,come faceva Hitler 
nel 2° conflitto mondiale,si impadroniscono 
dell'economia
del paese "liberato".. Guardate tutti i milioni 
di dollari
alle imprese americane per la ricostruzione nei 
Balcani..
Tutti noi siamo complici passivi o attivi di questa
gente. 
Non voglio esclusivamente fare un attacco agli 
americani,
che non hanno neanche la dignità di meritarselo,
perchè credo che nessuna corrente politica ormai 
non miri al potere e al denaro,
ora si puo decidere di scegliere 
quella meno peggiore..Le fark in Colombia lottano 
per la 
libertà e la dignità del Paese,ma al tempo stesso 
gestiscono l'80% del mercato della polvere bianca . 
Dopo Santa Clara, Che Guevara rispose così ad un 
giornalista yankee che gli chiedeva di quale 
corrente politica fosse la loro rivoluzione:
"Il tremendo problema 
della nostra epoca è scegliere tra lo stato 
capitalista,
che affama il popolo,e lo stato comunista,
che toglie le differenze sociali,
ma che allo stesso tempo gli nega la libertà.
La nostra è una rivoluzione cubana autonoma!"
Per porre fine allo sfruttamento dei popoli 
dell'America Latina
e dell'Africa che dura ormai da cinque secoli,
si deve intraprendere una rivoluzione libera da ogni
pensiero politico,un cammino che mira a ridare tutto
quello che noi abbiamo rubato alla gente che ogni 
giorno muore di fame per colpa nostra,
incominciando dalla dignità 
che abbiamo tolto a questi popoli nel corso 
dei secoli.
Ho capito che il potere e i soldi ti possano 
dare una vita
diversa,ma non possono mai riempirtela.
Credo che voi, e tutto l'esercito dei soldati 
straccioni siate le persone più ricche del mondo,
una ricchezza che
nessun tipo di arroganza o potere potrà mai rubare.
Scusatemi se sono stato un pò dispersivo,ma il mio
pensiero
sulla povertà si è concentrato nelle righe 
qui sopra.
Colgo l'occasione per salutarvi tutti nuovamente.
A presto

Alessandro

 
* * * * *
 

 

From:  "eva0345"

Date: Thu Jun 7, 2001 7:22pm
Subject:  poverta'

 

Ci sarebbero da fare diverse considerazioni.

Io credo che la poverta' sia causata prevalentemente
da sfruttamenti e violenza. Che poi a pensarci 
bene vanno avanti di pari passo. Sia da guerre 
civili, sia da religioni integraliste 
(vedi le donne che vivono nei paesi tipo Afghanistan) 
e da interessi economici.

Se invece vogliamo disquisire sul valore della 
poverta' 
ci addentriamo in una campo teorico filosofico 
e anche cattolico.
Vale se per poverta' si intende non essere ricchi
da far schifo ma avere il necessario per vivere la 
tua vita, 
guardarti attorno fare considerazioni e capire le 
cose importanti della vita. 
Se stai morendo di fame hai voglia
 di fare considerazioni....
E' chiaro che una persona che ha anche il superfluo, 
difficilmente capisce diversi problemi di altre 
persone.
Esempio eclatante i ns. politici (tutti), come puo' 
una 
persona che prende 30 milioni al mese capire e 
provvedere
a determinati problemi ? Gente che ha quasi tutto 
gratis
treno aereo cinema teatro cellulare assicurazioni 
giornali ristoranti ecc...bleah ………      

Che gliene importa se una famiglia non ha i soldi 
per pagare i libri scolastici delle superiori al 
figlio ad es...Che importa a loro dell'ambiente 
e del futuro dei ns. figli (leggi Kyoto), tanto 
loro male che vada se ne andranno in qualche 
posto esclusivo..Che importa .se fra le varie 
fasce sociali si creera' sempre + dislivello 
economico, 
tanto + loro andranno in alto tanto + potranno 
decidere per gli altri.
E invece la liberta' significa la possibilita' 
di scelta,
quindi pure questo valore viene tolto.

Ciao  Mari

 * * * * *

 

 

From:  "Teresa"

Date: Thu Jun 7, 2001 7:39pm
Subject:  tema: povertà
 

Potrei sottoscrivere tutto quello che è stato detto
in chat, tranne che la povertà non sia un valore. 
E non penso che la mia sia una visione "intimista 
e poetica",
non se si vogliono ridurre queste parole a una 
liturgia personale
celebrata esclusivamente per se stessi. Io credo 
che una lotta 
cominci da dentro, dal nostro modo di vedere e 
sentire le cose; 
credo che i valori vadano testimoniati, più che 
predicati. 
E credo che quella della povertà sia una delle 
testimonianze più forti. 
Secondo me, la povertà è sempre una scelta: 
possono ridurti 
alla fame, non alla povertà, perchè la povertà 
è la libertà 
dai ricatti del mondo. Povertà è essere capaci 
di non rinnegare
se stessi e la propria dignità per un pezzo di 
pane, è la capacità
di rimanere uomini nel lusso come nella miseria. 
Perchè ci sono persone che venderebbero il proprio
fratello 
per quel pezzo di pane e altre che dividono persino
il pane 
che non hanno? In fondo, soffrono tutte la stessa
fame. 
Lo ripeto: secondo me, la povertà non riguarda 
l'avere, ma l'essere. 
Vorrei lottare per liberare l'uomo dalla 
schiavitù dell'avere o dell'avere troppo poco, 
ma non vorrei mai privarlo della sua capacità 
di essere anche senza niente. 

A presto. 

Teresa 
 
 
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From: “Tash” 
Date: Thursday, June 07, 2001 7:45 PM
Subject: intervento sul tema povertà

 

Ciao, riporto il mio intervento nella chat di ieri. 

E' difficile parlare di povertà...proprio io poi 
che sono una privilegiata dalla vita!...
Nel vangelo è scritto "beati i poveri di spirito",
e io ci credo molto perché
l'umiltà e la semplicità d'animo sono qualità 
grandissime,valori universali. 
Si potrebbe parlare di povertà di valori,
di idee o di ideali ma ho voluto pensare soprattutto
alla povertà materiale, 
che è un affronto alla dignità umana; 
può sembrare un discorso banale...
spesso il povero provoca un senso di disturbo, di
fastidio, di rifiuto..e viene molto facile 
chiudere gli occhi e 
pensarla una realtà lontana da noi, invece capita 
che il povero è chi incontriamo tutti i giorni,
e non lo capiamo perché siamo troppo distratti, 
troppo presi da noi e dai nostri problemi 
che sono i più gravi del mondo. 
Non parlo per luoghi comuni vi dico, 
vergognandomene profondamente, che può capitare
e che mi è capitato...può capitare di umiliare,
anche involontariamente e inconsapevolmente, con
un atteggiamento o con una frase, chi è più debole. 
Allora è necessario prestare la massima attenzione, 
forse si può riflettere di più sul povero come 
persona,
sul fatto che non ha scelto di esserlo, che la sua 
condizione non può essere solo una fatalità ma è 
il risultato
delle azioni di altri uomini, anche delle nostre. 
Non ho soluzioni o definizioni da dare ma per come 
la vedo io forse la povertà può diventare un valore 
se la intendiamo come testimonianza di una 
grandissima
ingiustizia che ci deve spingere a lottare per 
costruire
qualcosa di migliore ma soprattutto a lottare per 
combattere e rifiutare il privilegio, sempre,
anche se è difficile.
 
Alessia
 
 
* * * * *

From:  "a3nino"

Date: Thu Jun 7, 2001 11:56pm
Subject:  R: [capitanoultimo] poverta'

 
Il mio contributo al tema della ultima chat 
parte da un brano evangelico, quello in cui 
si racconta della maria maddalena che spande olio
profumato sui piedi e sul capo di un Gesù stanco
per dargli ristoro. Giuda interviene e dice che
vendendo quell'unguento profumato si potrebbero
ricavare dei soldi per aiutare i poveri. 
Gesù gli replica che cmq quei soldi non sarebbero
sufficienti e che cmq ora in quel momento oggetto 
delle attenzioni amorevoli è lui stesso perchè 
domani non ci sarà più..
Ecco mi sembra questo uno modo splendidamente 
sintetico di illustrare il problema sotto il 
profilo metodologico.
Occuparsi della povertà dell'universo mondo 
significa occuparsi di un problema impossibile 
da risolvere e quindi in sostanza significa non 
occuparsene.Allora voglio rivolgere l'attenzione 
a chi è povero qui vicino a me...in una dimensione
che mi sia accessibile e di fronte alla quale non 
posso avere alibi.
Il luogo dove vivo è caratterizzata da un elevato
tenore di vita per cui poveri sono quelli che non 
possono permettersi il lusso generale...

è una condizione positiva o negativa?.. sicuramente 
se la povertà viene vista come mancanza di qualcosa 
che si reputa necessaria allora è negativa..ma per 
uscire dal relativismo inconcludente possiamo 
individuare quei bisogni fondamentali la cui 
mancata soddisfazione equivale ad autentica povertà;
le altre mancanze costituiscono si povertà, 
ma dello spirito,
quello che mi interessa in particolare sottolineare 
in questa sede è che, volgendo l'attenzione anche 
alle regioni meridionali, spesso la povertà denota 
un atteggiamento negativo interiore, 
nel senso che si percepisce la propria vita 
come vuota in mancanza 
della disponibilità di determinati beni e servizi.
E’ notorio
che per molte persone un matrimonio senza sfarzo 
non è un matrimonio e da qui i debiti mostruosi 
per le celebrazioni.

La povertà così intesa allora è brodo di coltura 
della cultura mafiosa, laddove il possesso 
di beni e servizi
e l'acquisizione di un determinato status sociale 
vengono visti come meta e traguardo irrinunciabili
a cui sacrificare ogni cosa.

Antonino

 * * * * *

 

 

From: “ Nah”

Date: Fri Jun 8, 2001 10:48pm
Subject:  Tema: Povertà

 
I valori sono dentro di noi, non fuori. 
Il rispetto per l'altro deve prescindere 
dalla condizione economica di ciascuno. 
Tutto questo ha poco a che vedere con la povertà
materiale.
Associata alla povertà c'è spesso la violazione 
dei diritti umani fondamentali.
Provate a dire ad un padre:" I tuoi figli 
non hanno da mangiare, 
sono  malati e non puoi curarli....ma voi avete 
dei valori."
Gli unici "valori" che riesco a vedere in tutto
questo
sono quelli della sofferenza, della rinuncia, 
della frustrazione.
Quello  che queste persone non hanno è la 
possibilità 
di scegliere, e non mi riferisco ad un modello
di auto piuttosto che un altro.

Le scelte di cui parlo sono quelle di avere almeno
una piccola possibilità di "decidere" come 
impiegare la propria esistenza.
Quella di queste persone è già segnata....
E non lo hanno deciso loro. Possiamo discutere
una vita su chi siano i burattinai della 
distribuzione economica, dell'indottrinamento 
al consumo,
di politiche sociali più o meno idonee e via 
discorrendo.
Parliamo di globalizzazione, ma non vediamo la 
paura 
e la sofferenza del nostro vicino di casa. 
E' da lui che dobbiamo iniziare, da chi chi  ci 
vive accanto ogni giorno.
La solidarietà, il volontariato, l'amicizia e 
quanto altro 
è nelle nostre possibilità, toccati con mano, 
valgono più molti progetti planetari.
L'esempio dell'azione ( se pur piccola) vale 
più di un trattato ed è più contagiosa di un 
fiume di parole.
Non sentirsi soli ed abbandonati al caso ti da 
la forza di lottare. 
Una volta ho detto ad una persona
"Da bambina ero megalomane: volevo cambiare 
il mondo. 
Non ci sono riuscita...ma almeno non è riuscito 
a cambiarmi."
In seguito ho riflettuto su questa frase...
Sapete cosa significava in realtà....che mi stavo
arrendendo.

L'ho cambiata ed è tornata la stessa frase
di quando ero bambina.

Ciao a tutti

Nah

 * * * * *

 

 

From:  "Teresa"

Date: Fri Jun 8, 2001 11:39pm
Subject:  povertà

 
Vi ringrazio di darmi l'opportunità e lo stimolo
per 
tornare sui miei pensieri attraverso i vostri; 
mi rendo
conto che, a volte, ho come dei bozzoli in mente 
che devono prendono forma col tempo. 
Parlando di povertà, è impossibile non confrontarsi 
con l'esperienza cristiana.
In chat, istintivamente, mi è venuto spontaneo 
citare l'esempio di san Francesco d'Assisi:
un povero per scelta,
senza dubbio, e quindi un vero povero. 
Avrei potuto ricordare povertà più recenti e 
altrettanto
nobili, come quella di Madre Teresa di Calcutta, 
ma non credo che avrei aggiunto niente: 
la radice di queste scelte è comune e alcune mail
che ho letto
mi hanno spinto a tornare a questa radice. 
Ho, quindi, ripreso in mano il testo delle 
beatitudini evangeliche
e ho immaginato quella folla sterminata in attesa
di una parola
che restituisse il significato alla vita e alle 
sue iniquità. 
Ciascuno può leggere questi versetti e maturare 
in sè la sua idea di povertà 
"beata": anche i non credenti,
penso, 
dovrebbero avere la curiosità di conoscere l'origine 
della
scelta coraggiosa di tanti poveri del nostro tempo. 
Personalmente, ho condiviso un commento di mons. 
Gianfranco Ravasi
che mi pare si possa ben adattare anche ad un'etica
laica 
e che vi trascrivo sinteticamente affinchè il mio 
pensiero risulti un po' meno "informe": 

"Le Beatitudini, che aprono il celebre Discorso 
della Montagna (Mt 5-7), 
sono indirizzate ad un mondo di persone aperte
e disponibili, non arroccate sulla forza del loro 
prestigio o sulla potenza dei loro beni
o sulle poltrone che occupano. 
(...) La prospettiva di fondo dell'atteggiamento 
religioso proposto dal Cristo
è definito da tre espressioni simili tra loro:
"i poveri", "i puri di cuore", "i miti". 
"Povertà nello spirito" evoca una disposizione 
globale. 
La precisazione di Matteo "poveri in spirito"
 (...), 
lungi dall'essere una generica spiritualizzazione
della beatitudine per renderla meno realistica 
e più inoffensiva, 
puntualizza il senso radicale inteso da Gesù: 
la sua proposta richiede un impegno continuo
e sistematico a sottrarsi 
alla tentazione dell'autoaffermazione che la 
ricchezza-idolatria suggerisce all'uomo (...).

Beati anche i "puri di cuore". Il "cuore" è 
la coscienza, 
la sede dei pensieri, della volontà e degli 
affetti umani;
ed è anche il punto di partenza delle decisioni 
e quindi delle azioni.
La purezza è la trasformazione del "cuore di 
pietra",
insensibile ed ottuso, in un "cuore di carne", 
vivo e palpitante." 

A questo punto, mi permetto di ribaltare la 
domanda che è stata fatta in chat:
chi può dire che la povertà non sia un valore? 
Vi abbraccio tutti. 

Teresa 

 * * * * *

 

From:  Tritemius

Date: Sun Jun 10, 2001 5:30am
Subject:  Elogio della Poverta'

Elogio della Poverta'

La poverta' e' la condizione naturale dell'Uomo, 
o almeno cosi' dovrebbe essere.

Prima che la pubblicita' iniziasse a marciare 
col passo dell'oca
nelle nostre teste, era evidente a tutti che 
l'uomo saggio
non e' colui che ha tutto, bensi' colui che a 
tutto puo' rinunciare. 
In questa rinuncia vi e' la sostanza della nostra 
liberta'.

Noi poveri, meravigliosi straccioni!

Anche qui nell'Occidente dorato e moralmente 
miserabile,
perche' la poverta' non e' solo economica e 
materiale ma spirituale.

Anche noi, che abbiamo di tutto di piu',
in realta' non siamo che poveri automi narcotizzati
 e ipnotizzati,
vestiti di nulla, al guinzaglio dei bottegai 
globali  con le mani pulite e la faccia da galera.
E in questa strana dittatura, il cui ambasciatore 
e' Topolino
e il cui mantra silenzioso e subliminale e' 
produciconsumacrepa,
la poverta' diventa il crimine piu' orrendo. 

La poverta' e' la nostra ricchezza e la nostra 
liberta',
una immane sfida contro i prepotenti della Terra, 
una tremenda testimonianza del disastro dell'
ideologia senza volto
e senza anima.  Merita quindi un grande elogio 
la poverta',
motore inarrestabile del riscatto di un'Umanita' 
senza piu' dignita', senza piu' misura, senza 
piu' equilibrio: senza piu' scampo.
Alla banda di bruti che governano i nostri destini,
che conoscono il prezzo di tutto e il valore 
di nulla, contrapponiamo la nobilta', la dignita', 
lo sguardo fiero, invincibile e rivoluzionario
della stirpe dei senza re.

 
trtms

 

* * * * *

 

From:  "Serena"

Date: Sat Jun 9, 2001 5:30pm
Subject:  Povertà

 

Penso sia troppo restrittivo parlare di quest'
argomento 
solo dal punto di vista della povertà materiale
o solo 
per quanto riguarda la povertà di spirito delle 
persone. 
Invece, penso che tra le due cose vi sia un 
rapporto di causa-effetto. Mi spiego.

Le persone povere, volendo usare la parola in
senso 
figurativo, sono senza valori, vuote nell'animo
e negli
intenti. Sono persone che fanno del loro credo 
la violenza,
la cattiveria, la sete di potere, i soldi, 
l'arroganza e tante altre cose.
Questi individui sono la causa della povertà 
di tanti 
popoli africani e non, costretti a vivere 
della nostra 
elemosina, della nostra compassione.

La povertà più crudele è la povertà che ristagna 
nei villaggi del terzo mondo. La povertà vera è 
quella che
tutti noi vediamo, in tv, nei documentari delle 
comunicazioni sociali della presidenza della 
repubblica 
o di qualche altro gabinetto, quando ci sediamo 
a tavola
per mangiare. La povertà è quella che i grandi
 della 
terra prenderanno a calci nel prossimo G8.

Sono completamente d'accordo con Filippo: 
"Sono poveri 
perché gli stati uniti e l'Europa hanno 
monopolizzato 
tutte le risorse della loro terra".   
A NOI FA COMODO LA LORO CONDIZIONE DI POVERTA'.

Purtroppo a parole siamo tutti schierati 
"contro la povertà",
ma sono pochi quelli che "fanno i fatti". 
E io sono una della "maggioranza"!
Spero di essermi riuscita a spiegare. 

Alla prossima!
Serena
 
 
* * * * *
 

 

From:  "ultimo"

Date: Sat Jun 9, 2001 11:07pm
Subject:  Re: Elogio della Poverta' -ultimo-
 

 ..... quello che per loro è un premio, per noi 
è una punizione e 
quello che per loro è una punizione per noi è 
un grande regalo!!!

La povertà è la forza, nel bene e nel male.
Nella povertà e nel nome della povertà abbiamo 
combattuto lo sfruttamento e l' oppressione, 
la miseria e la disperazione.

I "senza Re" gli haker, sono stati grandi , 
li abbiamo sentiti vicino 
quando hanno messo in dubbio l' idea 
che la musica potesse avere un prezzo, 
che la rete potesse avere un padrone, 
e li abbiamo visti grandi perchè 
hanno scelto la libertà nella povertà 
rifiutando il servilismo nell' agiatezza; 
e di questo li ingrazierò sempre! 

E abbiamo visto i colori dell' arcobaleno 
splendere negli occhi del
popolo andino, anche quando muore di fame, 
anche quando non ha niente,
 stringe sempre i colori dell' arcobaleno
nelle vesti e nel cuore, 
questa è la loro poesia, ed è una poesia
antica,  ribelle e antagonista 
che brucia nelle coscienze e nella realtà
perchè è azione e realismo e concretezza.
Non è la sopportazione dell' ingiustizia  
che celebriamo, non è lo sfruttamento 
e l' alienazione che vogliamo sostenere,
ma il rifiuto dei valori dell' opulenza,
 del benessere basato sullo sfruttamento
e sull' alienazione, la lotta oggi è nel 
rifiuto della competizione, nel rifiuto del
benessere e della "carriera".
Per questo la povertà è una rivoluzione,
ed è una rivoluzione senza padroni,
perchè ha radici antiche, nella 
povertà ho trovato solidarietà e quella 
solidarietà per me è stata immensa.
Non la dimenticherò e non la tradirò.
Amiamo la povertà , i valori della povertà , 
perchè vogliamo combattere chi sfrutta 
la povertà, chi alimentala povertà, 
chi strumentalizza la povertà. 

E in questo amore,  azione e poesia sono la 
stessa cosa, 
perchè il nostro compito è quello di trovare la 
poesia che è nelle cose 
e portarla nelle azioni dell' uomo
che irrazionalmente cerca di negarla,
perchè la teme, perchè non la può gestire
e non la può comprare.
  
ultimo

 

*  *  *  *  *

 

 

From:  "Barbarahit"

Date: Mon Jun 11, 2001 4:40 pm
Subject:  Povertà.
Le mie conclusioni ...aperte...

 

La povertà è il frutto marcio dell'ingiustizia,
 non ho dubbi. E 
contro queste ingiustizie è necessario e 
obbligatorio lottare. Ma è 
anche un fatto spirituale e, aggiungerei, 
culturale. In questo 
occidente despiritualizzato, ci si sente poveri
 se non si ha il 
possesso. Possedere è la nostra mania: oggetti, 
visibilità, perfino 
l'amore delle persone. La carriera, l'agiatezza 
a tutti i costi (il 
servilismo è solo il prezzo più comune che molti
 sono disposti a 
pagare senza battere ciglio), il divertimento più
 banale sono il 
nostro dio quotidiano. Povertà è anche vivere 
sulla superficie delle  
cose. Stiamo perdendo il profondo legame con il
 senso più vero della 
nostra umanità e della nostra vita. Che è, secondo
 me, essere.  E' 
possibile essere felici anche se non si possiede 
quasi nulla. Essere 
consapevoli e capaci  di  provare una sensazione,
 di scorgere il 
bello intorno a noi, di leggere nel cuore di un 
altro, di sentirsi in 
sintonia con un cane, con un falco, con un pezzo 
di montagna, con una 
balena, con un albero. La dignità e la vera 
libertà possono trovarsi 
anche, e a volte soprattutto, nella povertà 
materiale. Possedere 
oggetti ci appesantisce. Tendiamo a difenderli 
ad ogni costo, 
tendiamo a mostrarli e a vantarcene, tendiamo
 ad accumularli. E 
dimentichiamo la vera essenza di noi stessi e 
della vita nella quale 
siamo immersi.
Però, ed è un però grande come una casa, questa
 deve essere una 
scelta il più possibile consapevole. 
Una conquista, al limite, 
culturale e spirituale. Non può essere una 
condizione senza speranza 
alla quale si è condannati fin dalla nascita 
dall'ingiustizia che 
governa il nostro mondo. In troppi casi la povertà
 è una condanna a 
vivere tutta la vita lottando per uscirne, 
senza avere la possibilità 
di vedere altro che la propria fame, la propria
 malattia, la propria 
solitudine. Padre Alex Zanotelli, una delle persone 
più belle e 
ricche dentro che io abbia mai visto e che da 
anni vive in una delle 
borgate più povere di Nairobi, ha parole durissime 
contro la povertà 
che ha intorno e che vede come una maledizione. 
Perfino Dio, dice, ha 
orrore di quella povertà che troppo facilmente
 diventa miseria anche 
morale. E punta il dito contro i colpevoli. 
Perchè i colpevoli ci 
sono e vanno individuati, vanno combattuti. 
E non sono solo le 
singole persone o i singoli atteggiamenti, 
ma sono le società e i 
modelli culturali ed economici che noi contribuiamo 
a far vivere. 
Combattere questa povertà, che è materiale per il 
mondo e spirituale 
per noi stessi, dovrebbe essere la nostra lotta 
quotidiana.  E mi 
riallaccio al mio intervento in chat. Si possono
fare cose, tante 
cose.
 

Ciao. Barbara

   

 

*  *  *  *  *

 

From:  "Alessia"

Date: Sat Jun 9, 2001 2:47pm
Subject:  gli interventi

Ho letto con molto interesse gli interventi 
sul tema povertà, 
ognuno di noi ha visto il tema da un'angolazione 
diversa e 
ognuno di noi ne ha sottolineato un aspetto...
Povertà limite o valore? Non c'è stata una 
risposta 
univoca o definitiva, per fortuna! Ho capito 
che 
veramente la verità è fatta di tanti pezzettini, 
che la mia verità senza la vostra è una cosa 
piccola, 
ho capito che veramente è importante parlare 
e confrontarsi,
perché altrimenti rischiamo di restare di un 
solo colore, 
che può essere molto bello, ma che è sempre poco
 rispetto 
all'arcobaleno! insomma, passatemi la metafora
...volevo dire
che le cose che ho scritto nel mio intervento per
 me 
sono assolutamente vere ma sono contenta di 
aver trovato
nei vostri quelle riflessioni altrettanto vere 
che io
non avevo fatto e che rischiavo di perdere 
o sottovalutare.
Perciò vi ringrazio e vi invito 
a scrivere sempre! 

 Alessia

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