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AIRONE
n.
244
agosto 2001
LA
RIVINCITA DELLE
DUE RUOTE
di
Antonio
Lopez
Contro
le città del
traffico usare
la bicicletta è
una seria
alternetiva.
Riduce il
traffico, non
inquina, da
allegria e
mantiene sani.
così fanno a
Ferrara,
Ravenna, Modena,
Livorno, Bolzano
e in parte a
Firenze. Così
non
fanno
soprattutto a
Roma e Milano.
vediamo perchè
le due ruote,
nonostante
una buona legge,
hanno poca
fortuna nel
Belpaese
testo:
FERRARA. Il
cartello
stradale
annuncia: "La
città delle
biciclette", e
nel
capoluogo
emiliano la
usano proprio
tutti. Li vedi
con le sporte
piene della
spesa allacciate
al manubrio
oppure fermi a
conversare,
appoggiati sul
telaio di una
Bianchi nera,
davanti alla
cattedrale, o
spediti sui
marciapiedi e
lungo le mura
Estensi. I più
giovani scelgono
le sportive con
cambi a leva, i
quarantenni
preferiscono le
city-bike, le
donne anziane
usano la
Graziella,
comoda per fare
shopping; mentre
sindaco,
assessori e
consiglieri
comunali vanno
sulle bici blu. "Siamo
un popolo di
ciclisti",
scherza Gianni
Stefanati, 42
anni, un
ricercatore
etnografico che
dal 1995
dirige l'ufficio
biciclette del
comune.
Ci aspetta all'uscita
del parcheggio
auto con due
bici, l'altra è
per il
fotografo
Vittorio
Giannella, e un
invito: "Ferrara
si scopre meglio
pedalando". Mai
fatta un'intervista
in sella,
rispondo. E
andiamo al
sodo."Ben l'89,5
per cento dei
132.000
ferraresi va in
bicicletta",
spiega
Stefanati. "E il
44 per cento la
usa per fare la
spesa e un terzo
degli
spostamenti
complessivi in
città sono
fatti su
bicicletta.
Abbiamo 50
chilometri di
piste ciclabili,
costituiti da un
cerchio di 10
chilometri
intorno alle
mura, e 7 piste
radiali che
collegano la
periferia: due
sono
realizzate, le
altre stanno per
esserlo". Ci
sono più piste
ciclabili di
Milano (40
chilometri), ma
non bastano a
spiegare l'alto
numero di
persone
che usa la bici,
con percentuali
superiori alle
città olandesi
(27 per cento
rispetto al 33
ferrarese).
"La nostra è
una città di
pianura, dove da
sempre si va in
bicicletta. I
nostri figli è
la prima cosa
che imparano a
fare. Ne
favoriamo l'uso
perché
è il modo più
rapido per
spostarsi in
centro",
chiarisce l'entomologo
Alessandro
Bratti,
assessore
comunale alla
mobilità. "La
bici riduce il
traffico, non
inquina e tiene
in forma, perciò
da noi gode di
una certa
immunità. Il
ciclista può
andare contro i
sensi unici,
nelle strade a
fondo
chiuso, sui
marciapiedi e ha
gli stessi
diritti dei
pedoni nei 5
ettari di
isola pedonale".
La bici
antitraffico
Una dolce
anarchia, che
da buoni
risultati? "Per
andare a lavoro
i
ferraresi dopo l'auto,
63 per cento,
usano la
bicicletta, per
quasi il 18
per cento: più
di quattro volte
la media
nazionale, che
è del 4. In
città ci
sono
rastrelliere
dove servono,
davanti ai
negozi come
davanti alle
stazioni
di bus e treni.
C'è una
segnaletica
efficiente e,
all'interno
della cinta
muraria e nei 55
ettari di zona a
traffico
limitato (che
raddoppieremo
nei
prossimi anni),
ci sono, non
solo
rallentatori,
cunette,
cicloparcheggi,
rampe e
attraversamenti
stradali per
ciclisti, pompe
pubbliche per
gonfiarsi
le gomme; ma
anche limiti a
30 chilometri l'ora
nelle zone
residenziali.
Sono interventi
per dissuadere l'uso
dell'auto".
Le bici di
cortesia
Si fanno
iniziative ad
hoc per favorire
il turismo:
300.000 presenze
l'anno
nella città
dell'arte. "La
bici-card, per
esempio,
consente a chi
visita
Ferrara di
lasciare l'auto
in un
parcheggio,
prendere una
bicicletta e
usufruire di
sconti in
negozi, hotel,
ristoranti,
mostre e musei",
spiega
l'architetto
Andrea Veronese,
52 anni,
assessore
provinciale al
turismo.
"Oppure, presso
gli hotel e i
bed &
breakfast,
abbiamo le bici
di cortesia
date gratis ai
clienti per
spostarsi in
città". E
puntualizza: "Le
piste
ciclabili
servono
soprattutto per
collegare i
piccoli centri e
scoprire il
territorio. Il
nostro si è
salvato dal boom
industriale
degli anni O50 e
O60, e oggi
la campagna, il
Po, i borghi
agricoli sono le
risorse per
favorire il
turismo di
qualità che va
anche su due
ruote. Così
abbiamo
previsto nel
Piano
territoriale
della Provincia,
la realizzazione
di una
rete di 985
chilometri di
ciclopercorsi,
di cui 350 già
utilizzabili".
Il 9 settembre,
difatti, si
inaugura la più
lunga pista
ciclabile d'Italia.
Si snoda da
Stellata di
Bondeno fino a
Gorino, lungo l'argine
destro del Po.
"Attraversa
tutta la
provincia di
Ferrara, da
ovest ad est,
fino al mare. È
lunga 125
chilometri,
pianeggianti e
alla portata di
tutti", ci
anticipa uno
degli ideatori,
Luigi Menegatti,
49 anni,
responsabile
della Lega
nazionale
ciclismo dell'Uisp:
52.000 tesserati
in Italia. "L'avevamo
pensata come
pista di
allenamento per
futuri campioni.
Oggi è divenuta
patrimonio di
allegre
familiole e di
appassionati del
cicloturismo".
Bolzano e Roma
Ferrara è un
modello per l'Europa,
e quasi un'eccezione
per il resto
d'Italia. Buoni
esempi sono
Ravenna,
Mantova, Livorno,
Bolzano: dove c'è
il
più alto numero
di spostamenti
in bici d'Italia,
il 35 per cento,
e poche
piste ciclabili.
"Hanno preso dei
provvedimenti
semplici, i
sensi unici per
le auto sono a
doppio senso per
le biciclette, e
ci sono
tantissimi
cicloparcheggi",
spiega Augusto
Castagna,
coordinatore
dell'Associazione
nazionale città
ciclabili, una
lobby che
coinvolge una
trentina tra
comuni,
province e altri
enti interessati
alla ciclabilità.
Ultime della
classe sono le
grandi città. "A
Roma ci sono
solo due piste.
La
prima fu fatta
per i mondiali
di calcio del
1990, dal
Flaminio ad
Ottaviano.
È lunga 14
chilometri e
costò 14
miliardi.
Durante la
giunta Rutelli,
si
sono aggiunti
altri 7
chilometri, con
costi molto più
contenuti, da
ponte
Sublicio a
quello della
Magliana, verso
il mare",
sintetizza
Maurizio
Gubbiotti,
presidente di
Legambiente
Lazio. "Il dato
reale è che
manca una
rete di piste,
dentro e fuori
la città, che
favoriscano l'uso
della
bicicletta.
Mancano i
percorsi, e
quelli che ci
sono non sono
collegati e
sono lasciati a
se stessi".
Firenze e Milano
A Firenze sono
attivi 18
chilometri di
piste e altri 12
sono in via di
realizzazione. "Ad
aprile abbiamo
inaugurato il
percorso,
ciclabile e
pedonale, di
sette chilometri
che lungo l'asta
dell'Arno, dalle
Cascine
arriva al parco
dei Renai, nel
comune di Signa",
dice Vincenzo
Bugliani,
assessore
comunale al
verde,
professore in
pensione e
ciclista da
sempre.
"Ma solo pochi
tratti sono
praticabili,
vuoi per la
sicurezza che
manca
(motorini,
incroci,
semafori), vuoi
per la scarsa
manutenzione",
puntualizza
l'architetto
Biagio Antonio
Del Matto,
responsabile di
Città
ciclabile, 800
associati. "Firenze
è lunga 14,5
chilometri e
larga 6,8. Sono
distanze
percorribili in
bici, occorre
favorire di più
la mobilità su
due ruote".
Anche Milano è
in forte ritardo
per quantità di
ciclopiste e
mobilità
ciclistica. "Da
10 anni non si
fanno piste",
accusa Augusto
Castagna.
"Abbiamo solo il
3 per cento di
spostamenti
urbani su
bicicletta e non
si
usano mezzi
dissuasori, come
previsto dal
codice della
strada, per
rallentare il
traffico e
rendere più
sicuri i
quartieri, le
scuole e chi va
in bici". È
ottimista Luigi
Riccardi,
presidente della
Fiab
(Federazione
italiana amici
della
bicicletta): "C'è
una buona legge,
la n. 366 del
1998,
che può fare il
miracolo, a
Milano come in
tutt'Italia. Ma
ha bisogno di più
soldi per
funzionare,
altrimenti è
come un'auto
senza benzina.
La prossima
finanziaria
dovrebbe
stanziare almeno
400 miliardi. E
a ottobre
andremo dal
Brennero fino a
Roma, in bici,
per ricordarlo
ai nostri
governanti".
box 1
LE CITTA' DEI
CICLISTI
Aderiscono alla
rete delle
Cities for
cyclists, 14
Stati e 33 città:
Austria (Graz,
Wiener Newstadt),
Danimarca (Copenhagen,
Kolding, Nakskov,
Odense, Arthus),
Belgio
(Bruxelles, Gent,
Kortrijk),
Germania (Bremen,
Hannover,
Troisdorf),
Finlandia (Oulu),
Italia (Ferrara,
Livorno,
Ravenna,
Rovereto),
Lituania (Kaunas),
Olanda (Apeldoorn,
Groningen),
Norvegia
(Sandnes,
Trondheim),
Polonia (Gdansk),
Gran Bretagna (Somerset,
York),
Spagna
(Barcellona),
Svezia (Halmstad,
Varberg,
Stoccolma) e
Svizzera
(Berna, Ginevra,
Winterthur).
box 2
I CONTATTI E I
SITI UTILI
Uffici
biciclette: a
Ferrara, Z 0532
66547; a Milano,
tel. 02
88468370.
FIAB, Mestre,
tel. 041
921515, Internet
www.fiab-onlus.it.
Associazione
italiana città
ciclabili,
Milano, tel.
02 66981818,
Internet www.cittaciclabili.it,
E-mail info@cittaciclabili.it.
European
Cyclists'
Federation,
Brussels.
Internet www.ecf.com,
office@ecf.com.
Cities for
Cyclists,
Kopenhagen.
Internet www.ecf.com/cfc,
E-mail cfc@dcf.dk.
Www.vasentiero.it
è il sito per
chi vuole
pedalare in
Italia e
dintorni.
box 3
l'Europa su due
ruote
i principali
Paesi a
confronto
OLANDA
16 milioni di
biciclette
1.010 bici per
1.000 abitanti
1.019 km di
percorrenza
media annua per
abitante
6.000 km di rete
ciclabile
prevista, di cui
realizzata il 30
per cento
DANIMARCA
5 milioni di
biciclette
980 bici per
1.000 abitanti
958 km di
percorrenza
media annua per
abitante
3.665 km di rete
ciclabile
prevista, di cui
realizzata il
100 per cento
ITALIA
25 milioni di
biciclette
440 bici per
1.000 abitanti
168 km di
percorrenza
media anna per
abitante 12.000
km di rete
ciclabile
prevista, di cui
realizzata il 10
per cento
FRANCIA
21 milioni di
biciclette
367 bici per
1.000 abitanti
87 km di
percorrenza
media annua per
abitante
8.000 km di rete
ciclabile
prevista, di cui
realizzata il 20
per cento
GERMANIA
72 milioni di
biciclette
900 bici per
1.000 abitanti
300 km di
percorrenza
media annua per
abitante
35.000 km di
rete ciclabile
prevista. Non
disponibile il
dato sulla parte
realizzata
GRAN BRETAGNA
17 milioni di
biciclette
294 bici per
1.000 abitanti
81 km di
percorrenza
media annua per
abitante
16.000 km di
rete ciclabile
prevista, di cui
realizzata il 50
per cento
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